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Post n°120 pubblicato il 16 Dicembre 2008 da lunela
Riporto da un articolo letto sul sito de "La Repubblica": "(...)Secondo il professor Constantine Sedikides, direttore del Centro di ricerca sull'identità personale dell'Università di Southampton, Regno Unito, non si tratta di una debolezza ma di una risorsa: "Le persone nostalgiche sono in realtà le più forti, perché capaci di rimettere insieme i pezzi del passato e fare della vita un percorso compatto". E ancora: "Ricordare e rimpiangere - spiega lo psicologo Fabio Guida, coordinatore del portale di psicologia Cpsico - contribuisce al mantenimento della salute mentale. Si innesca un meccanismo di liberazione che permette di superare traumi e ricordi sgradevoli. La zona del cervello che si attiva è la corteccia, ma sono implicate anche amigdala, talamo e ipotalamo: è qui che si attivano gli impulsi che danno il feedback positivo". Dunque. Io sono una persona piuttosto nostalgica. Provo molto piacere a sentirmi addosso il calore di certi ricordi, come fossi sotto il mio piumone durante le piovose giornate di quest' inverno di recessione. Ma non sempre ho la forza di concentrarmi sui ricordi-scaldasonno, e per ognuno di questi mi si parano davanti almeno una decina di rimorsi e rimpianti. E non credo affatto che questo possa giovare alla mia salute mentale. Quello che sono oggi è sicuramente frutto del mio passato,e in fondo mi piace ciò che ne è venuto fuori. Quello che faccio oggi è pure frutto di quello che ho fatto nel mio passato, e non è che la cosa mi esalti. Sono una cassiera che usa i congiuntivi al posto giusto, una cameriera che ama gli autori russi dell'Ottocento, una barista che legge e ancora traduce il latino e il greco antico. Non sono una rarità, di persone come me, e anche molto meglio, è pieno il mondo. Ognuno trova poi il modo di accettarsi, e di accettare quello che gli viene incontro. Oggi come oggi non vorrei molto di più. Se non un contratto a tempo indeterminato. Ho a fianco un uomo che amo e che mi ama. Ho una famiglia un pò stramba che però rimane sempre il mio rifugio. Ho delle persone molto care la cui esistenza ha influito e influisce ancora sulla mia in maniera imprescindibile.E parlando di me, non temo di peccare di presunzione dicendo che sono piuttosto intelligente, intuitiva, a volte persino saggia. E questo è il frutto di tutto quello che è stato. Se penso a quello che non ho fatto, ai vari fallimenti, piccoli e grandi, della mia non troppo breve nè troppo lunga esistenza, dovrei dare tante di quelle testate sul primo spigolo a portata di mano, che della corteccia,dell'amigdala, del talamo e dell'ippotalamo, rimarrebbe giusto una serie di parole da cercare su wikipedia. E allora di salute mentale non ne parleremmo. Forse potremmo parlare di meccanismo per liberarsi dai traumi e dai ricordi sgradevoli, ma, credo, in un'accezione diversa da quella dello stimatissimo professore. |
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Post n°114 pubblicato il 04 Aprile 2007 da lunela
E mi ritrovo a sognare di qualcosa che non vedo, che non è qui e chissà com’è, che parla e che sorride e chissà dov’è, che scrive e che scherza e chissà perché. E mi ritrovo a sognare di qualcosa che non credo, e tornano le emozioni, più intense, più dense, e tornano i desideri, più forti, più incerti, e tornano le paure, più insistenti, più pesanti. E mi ritrovo a sognare di qualcosa che non trovo, ad avere la pelle d’oca, a rimanere senza fiato, quando l’aria sembra poca, a tremare e voler d’essere in qualunque ipocrisia, purchè non finisca ancora questa dolce ironia. "...non è così che passa in fretta questa dolce malattia mi butterei da quella stella spenta di malinconia in questa urgenza di vivere e furia di sentire so di esistere..." Grazie F.
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Post n°113 pubblicato il 30 Marzo 2007 da lunela
Un manipolo di scienziati britannici ha pubblicato i risultati di una interessantissima ricerca. Pare che le donne tendano a scegliere quelli, tra gli uomini, che hanno un DNA difettoso. Secondo questi luminari della genetica umana, gli uomini con questo problemino, hanno un meccanismo di riparazione del DNA che non funziona correttamente. Il risvolto della medaglia sta nel fatto che questa caratteristica agisce positivamente, ad esempio, sul sistema immunitario, che ne esce rinforzato. Gli uomini in questione avrebbero quindi una maggiore resistenza a virus e batteri. I luminari hanno notato che proprio questi “malformati” hanno anche delle caratteristiche fisiche in comune, che per molte donne sono caratteristiche di grande fascino. Per ovvi motivi di appartenenza e a causa della stampante rimasta senza toner, i luminari inglesi hanno omesso alcune importanti risultanti di questa ricerca. La quale si conclude con l’analisi degli aspetti più negativi che questo difetto genetico porta con sé, come ad esempio la distorsione completa di alcuni concetti vitali come quello di fedeltà, di sincerità e di dimostrazione di gradimento verso la compagna che non sia il solito rutto a fine pasto. Pare comunque che gli scienziati suddetti stiano ora lavorando per scoprire come riparare definitivamente quei Dna malati senza intaccare altri aspetti, in modo particolare le prestazioni sessuali già ridottissime sia in soggetti sani che in quelli geneticamente modificati. |
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Post n°112 pubblicato il 19 Marzo 2007 da lunela
C.Consoli Non hai mai sentito dire Non hai mai sentito dire Ed avrei voluto trovarmi tra le tue parole più belle Abbiamo vagato a lungo Ed avrei voluto trovarmi tra le tue parole più belle Non hai mai sentito dire Auguri G. |
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Post n°111 pubblicato il 18 Marzo 2007 da lunela
Uno passa una vita a seguire il suo istinto, a prendere le cose come vengono, senza troppa razionalità limitante, senza troppe seghe mentali, senza giri di pensiero vorticosi che fanno solo perdere tempo e belle sensazioni. E magari vai pure fiero di questa capacità, perché ti rendi conto che è una chiave speciale per leggere la vita e per assaporarla meglio. Poi succede che capitano tutte a te: periodo negativo, bioritmi incongruenti, saturno contro, sfiga da manuale, ma succede che accumuli una serie di esperienze negative, deludenti, che ti fanno mettere in discussione quello che sei stato fino a quel momento, ti fanno perdere fiducia e stima, in te stesso e negli altri. Probabilmente non pensi neanche di cambiare davvero, magari ti riproponi solo di stare più attento, ma è l’istinto stesso a quel punto che, armatosi della denominazione di istinto di sopravvivenza, comincia a lavorare autonomamente e silenziosamente sulle tue cellule celebrali, innalzando meccanismi di difesa invisibili e impercettibili, allarmi silenziosi ed efficaci che si azionano solo quando il pericolo è realmente vicino. Succede che non te ne sei nemmeno reso conto, ma sei cambiato eccome. E succede che te ne accorgi quando invece avresti tutto da guadagnare a recuperare quel cazzo di istinto e seguirlo ancora ciecamente. Succede che sei talmente abituato a guardare in faccia il marcio, che quando arriva il buono non lo riconosci più, e ti sbatti talmente tanto a trovare il modo di smascherarlo e di dimostrare che in effetti è sempre e solo marcio, anche se ben truccato, che lo fai diventare marcio per forza. Non riuscire a passare le dita tra le emozioni per sentirne la consistenza, a passare la lingua sulle sensazioni per leccarne il sapore più forte, a sprofondare il naso nel tempo che ti passa addosso per inalare tutti i suoi odori, a immergere gli occhi in quelli di qualcun altro per guardarti intorno con una prospettiva diversa, non riuscire a fare queste cose è rinunciare a vivere il senso più vero di quello che siamo. |
Inviato da: jango.fett
il 02/05/2013 alle 14:25
Inviato da: poilui
il 08/01/2012 alle 16:17
Inviato da: Tramontorossorosso
il 21/04/2009 alle 12:46
Inviato da: bruno14to
il 07/04/2007 alle 18:10
Inviato da: gorgo_gorgo.p
il 02/04/2007 alle 15:35