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Creato da collettivo_26luglio il 30/10/2005
esperimenti di democrazia partecipativa per lo sviluppo delle attività sociali
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Un'iniziativa comune
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ufficio.stampa@giustizia.it
"Da cittadino italiano vorrei esprimere il mio dissenso contro la sentenza della cassazione che in data odierna ha stabilito la minor gravità della violenza su una donna minorenne che ha già avuto rapporti sessuali, assumendo che "è lecito ritenere" che siano più lievi i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti, con altri uomini, rispetto a chi non ne avuti affatto.
Protesto e chiedo che venga revocata la sentenza.
nome e cognome"
QUESTA INIZIATIVA E' DI TUTTE, TUTTI. AIUTATECI A DIFFONDERE LA NOTIZIA E CERCHIAMO DI ESSERE UNITI E TANTI SENZA COLORE. UN'UNICA BANDIERA. QUELLA DELL'UOMO LIBERO. QUESTE SONO BATTAGLIE PER LA DIFESA DEI VALORI UMANI.
GIUSTIZIA PER TUTTI
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Facciamo scalpore perche’ suoniamo un po’ di musica
fino a tarda notte trattenendo tutti questi giovani nel centro storico, facciamo scalpore perche’ non ci intimoriamo
quando arrivano certe visite, facciamo scalpore perche’non riusciamo a stare
zitti di fronte agli abusi di potere, facciamo scalpore perche’ ci facciamo carico di portare un pizzico di
pensiero moderno in un paesello di provincia pieno zeppo di finti perbenisti.
Facciamo scalpore quando denunciamo fatti che rimangono
offuscati quando in realta’ dovrebbero fare scalpore.
Facciamo scalpore quando prendiamo atto che ci sono uffici
pubblici che non funzionano, quando ci sono dipendenti della pubblica
amministrazione che non svolgono il loro lavoro, facciamo scalpore quando
diciamo che c’e’ un disagio che fa paura, facciamo scalpore quando ci andiamo
ad impossessare dei nostri diritti e dobbiamo lottare con chi pensa che una
laurea comprata a cinquant’anni possa darti prestigio sociale.
I luoghi comuni sono tanti ma sono tante anche le malignita’
e le ignoranze : quali forze del progresso non possiamo arrenderci proprio ora
e da oggi che una certa eta’ ce lo consente, lotteremo sempre di piu’ affinche’
verita’, giustizia e diritti sociali siano garantiti per consentire il
progresso civile e democratico a tutti i cittadini e non solo ai soliti pochi
eletti che non vogliono rinunciare ad i propri agi ed i propri lussi a netto
svantaggio di una intera collettivita’.
GLI SPAZI COMUNALI APPARTENGONO A TUTTI E DA TUTTI DEVONO
ESSERE UTILIZZATI PER GARANTIRE PROGRESSO, SVILUPPO E LAVORO.
Associazione socio culturale
Cassano Ionio 09/01/2006 Collettivo
26 luglio
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Comunicato Stampa
Si è svolta presso il Centro Sociale Polivalente la prima assemblea
prevista nell’iniziativa LUOGHI COMUNI.
Erano presenti tra gli altri il sindaco della Città, Gianluca
Gallo, l’assessore alla Cultura, Daniela Colonna, l’assessore alle Municipalità
del Comune di Cosenza, Franco Piperno, e i rappresentanti delle associazioni
“ANNOZERO” e “NELSON MANDELA”, Giuseppe Malomo e Pietro Maradei.
Il dibattito, che ha assunto
toni molto confidenziali, è stato più che altro uno scambio di opinioni e di
pareri sulla necessità di voler coinvolgere i cittadini alla vita della
collettività.
Si è parlato quindi di nuove municipalità, consigli di quartiere,
di cooperazione sociale e delle possibilità di sviluppo socio economico che
questi istituti possono portare.
Si è preso anche in esame lo Statuto Comunale e ci si è chiesti il
perchè molte forme partecipative previste dallo stesso non sono mai state
attuate.
Dalla discussione è emersa la constatazione del fatto che il nostro
territorio è ricco di realtà associative e che queste ultime debbano essere
messe in rete per consentire uno sviluppo sociale ma anche per abbattere un
sistema familiaristico e clientelare che sinora ha imposto le sue regole sulle
scelte politiche della città.
L’amministrazione Comunale dal canto suo, per voce del Sindaco e
dell’assessore alla Cultura, si è impegnata affinché ci sia un impegno comune
che miri a far conoscere il territorio e quindi la memoria storica, al fine di
sviluppare il territorio dando la possibilità ai cittadini di potersi esprimere
liberamente.
Risultato importante per noi, in quanto il cittadino sta iniziando
a diventare protagonista e si sta accorciando la distanza dalle
istituzioni. Esempio evidente di quella
rivoluzione culturale che da qualche mese sta interessando Cassano.
La serata si è conclusa con
un brindisi, ad opera del Prof. Piperno, alla storia ed al futuro di Sibari,
che merita di essere riscoperta e rivalutata per la sua antica e gloriosa
storia.
Collettivo 26 luglio
Cassano 24/12/2005
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Democrazia partecipativa,
associazionismo
dei cittadini,
globalizzazione
Giampiero Rasimelli
Se
si vuole affermare la faccia positiva della globalizzazione, quella delle opportunità,
dei diritti di cittadinanza, delle solidarietà e delle responsabilità, il tema
della democrazia partecipativa è fondamentale.
- Per affermare un'idea della politica non solo leaderistica, non totalmente
pervasa dal condizionamento mediatico e dei poteri finanziari e da sistemi elettorali
tutti centrati sulla riproduzione del ceto politico. Fattori che combinati tra
loro portano ad una rappresentanza politica fortemente a rischio di dipendenza
e di separazione dalle esigenze dei cittadini e delle popolazioni.
- Per affermare il valore del decentramento istituzionale e amministrativo,
la diffusione dei poteri sul territorio. Si devono conquistare per i cittadini
e le organizzazioni di cittadinanza poteri di controllo, progettazione e proposta.
Ormai è accertato che un'alta qualità della democrazia partecipativa e del decentramento
amministrativo corrisponde ad una maggiore efficacia, efficienza e trasparenza
dell'amministrazione. Si tratta di trasferire poteri e risorse, di stabilire
procedure di partecipazione, monitoraggio e controllo, di rendere la pubblica
amministrazione più accessibile ed efficace al raggiungimento degli obietttivi.
- Per affermare il valore della partecipazione dei cittadini singoli e del loro
libero associarsi. L'associazionismo dei cittadini è il motore della partecipazione,
il veicolo delle solidarietà e delle responsabilità comuni. La democrazia partecipativa
vive se c'è un tessuto democratico civile capace di esprimere un libero associazionismo
protagonista del dialogo e del conflitto con il livello istituzionale, che viene
così democraticamente forgiato e innovato da questa spinta. L'associazionismo
partecipativo non è solo quello politico-partitico, fondamentale per la vita
istituzionale, o quello sindacale, decisivo per la difesa dei diritti sul lavoro
e per il governo democratico dell'economia. C'è una dimensione sempre crescente
dell'associazionismo di promozione sociale, culturale, ecologica, dell'associazionismo
autogestionario, di tutte le forme che hanno dato origine a ciò che chiamiamo
terzo settore, organizzazioni civiche, forme di economia popolare e di solidarietà,
una vera e propria nuova dimensione di istituzionalità sociale. Questi soggetti
svolgono insieme un'azione di promozione e tutela dei diritti (advocacy) e di
produzione e offerta dei servizi, definendo una sfera di funzione pubblica non
statale sempre più essenziale per estendere l'affermazione dei diritti e delle
garanzie sociali.
In questo contesto la democrazia partecipativa esprime la sua capacità di ravvicinare
la vita delle istituzioni alle esigenze dei cittadini, ma anche di migliorare
l'efficacia della funzione pubblica, la capacità di percezione e risposta della
pubblica amministrazione.
La democrazia partecipativa è quindi una risorsa per lo sviluppo locale e per
la coesione sociale, una risorsa per la vita e l'identità delle comunità.
Tutto ciò risulta vero nella realtà dei paesi più sviluppati che affrontano
la crisi dei sistemi di welfare costruiti negli ultimi cinquanta anni e quella
del rapporto tra cittadini e istituzioni che si è prodotta nelle democrazie
più robuste e sperimentate del pianeta. Ma è altrettanto vero in quei paesi
che solo ora stanno consolidando i sistemi democratici e che stanno affrontando
e/o rivendicando il tema delle garanzie sociali e dello sviluppo locale in una
realtà internazionale sempre più lacerata dalla divisione tra paesi ricchi e
paesi poveri o impossibilitati a raggiungere un livello di benessere minimo
generalizzato. Le città, i sindacati, le ong e il terzo settore si trovano i
prima linea a sostenere questa sfida che caratterizzerà l'inizio del secolo.
La democrazia partecipativa sarà sempre più lo strumento capace di dare forza,
radici, autonomia alla loro lotta.
Per questo è fondamentale affermare anche una globalizzazione delle comunità,
delle pratiche partecipative, delle solidarietà e dei diritti.
Non c'è libertà per nessun popolo che non sia fondata sulla garanzia dei diritti
per tutti i cittadini, questo ha un valore locale e globale. I diritti umani
fondamentali vanno garantiti in ogni paese e a livello globale. La vitalità
della partecipazione è uno dei modi di misurare la qualità dei diritti e l'efficacia
dell'amministrazione in un paese.
Dobbiamo dare più voce e più forza alla globalizzazione delle comunità, delle
pratiche partecipative, delle solidarietà e dei diritti.
Bisogna intensificare la costruzione di reti civiche e di città a livello internazionale
e renderle capaci di un'interlocuzione istituzionale sopranazionale: il Forum
Sociale Mondiale e il Forum Mondiale delle Autorità Locali che si riuniscono
a Porto Alegre possono essere una sede importante di implementazione di questo
processo.
Nello stesso tempo è necessario rinnovare uno sforzo di interscambio e di cooperazione
decentrata che possa confrontare e rafforzare le esperienze di democrazia partecipativa
e sviluppo locale concertato, che possa veicolare informazioni sui modelli sperimentati,
trasferire Know-how democratico accumulato, dare luogo ad accordi istituzionali
di sostegno mutuo e a gemellaggi di comunità.
(Giampiero Rasimelli,
presidente del Consiglio Nazionale ARCI - Portavoce Nazionale del Forum Permanente
del Terzo Settore in Italia)
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Inviato da: labe971
il 11/02/2006 alle 12:28
Inviato da: lab_ideas
il 05/11/2005 alle 00:17
Inviato da: Jamila_86
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