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Un blog creato da lupopezzato il 03/07/2014

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"La parola fine, tranne in un caso, solo una virgola...
Inviato da: liberante
il 25/04/2016 alle 12:34
 
la perfezione esiste nelle opere d'arte forse perch...
Inviato da: esternoluce
il 04/01/2016 alle 20:05
 
Infatti, e ci specula :o)
Inviato da: lupopezzato
il 19/10/2015 alle 20:41
 
Ciao a te, sempre un piacere rivederti :o)
Inviato da: lupopezzato
il 19/10/2015 alle 20:40
 
Grazie :o)
Inviato da: lupopezzato
il 19/10/2015 alle 20:38
 
 

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Noir

Post n°183 pubblicato il 17 Agosto 2016 da lupopezzato

 

 

C

i sono momenti in cui senti la necessità dell'amicizia, ma in modo egoistico, non tanto quindi l'amico in quanto tale ma solo qualcuno che si prenda l'incombenza di lasciarti sfogare. Che siano lacrime o altro, poco importa. E lo faccia senza dire una parola. Senza commiserazione, senza fingere di comprendere. Senza suggerirti quale sia la strada giusta. Senza pacche sulle spalle. E' quel bisogno che abbiamo tutti di svuotarci. Poi tiriamo lo sciacquone e ci sentiamo più leggeri. Apriamo la finestra, perché anche l'aria ha il diritto di respirare ed uscendo pensiamo che ci sono dei post che fanno proprio cagare.

 
 
 

rottami

Post n°182 pubblicato il 14 Luglio 2016 da lupopezzato

 

 

N

on c'è bisogno di filosofia per provare a dare una risposta, in termini di civiltà, sulla differenza fra una nascita ed una morte. Quando avviene una tragedia, la differenza sta proprio nel modo istituzionale di rispondere ad essa ed in un paese civile non è accettabile la risposta della più alta istituzione dello Stato quando afferma: "Vi prometto giustizia", perché la giustizia non può essere una promessa perché è una componente imprescindibile di uno Stato civile. Razionalità vorrebbe che essa non venisse usata istituzionalmente come una garanzia da promettere a chi ha subito un danno estremo ma fosse, invece, un percorso civile obbligato. Ancora una volta le istituzioni non comprendono che la giustizia non è un meccanismo ad orologeria che serve a mettere le toppe a quelle tragedie che, quando non accadono, è stato solo per culo e non per merito. Dalle istituzioni mi aspetterei altre promesse, del tipo "Vi prometto che non accadrà più", ma in questo paese di rottami intellettuali equivarrebbe a sbilanciarsi sapendo che ogni tragedia è figlia di un marciume sociale, politico, economico e culturale che ha le sue origini radicate nel suo stesso dna.

 
 
 

Room

Post n°181 pubblicato il 15 Marzo 2016 da lupopezzato

 

 

U

n film particolarmente bello che si chiude così come si chiudevano e si aprivano i giorni di Jack. Un modo di dare il buongiorno e la buonasera alle persone con le quali ci interfacciamo tutti i giorni. Per Jack, a parte la mamma, erano solo le cose che lo circondavano e rappresentavano tutto il suo universo finché, uscendo da quella scatola, non scopre il mondo. Quel mondo che, raffrontato all'universo, rimane anch'esso una piccolissima scatola anche se immensamente più grande di quella di Jack.
Dopo anni di blog, usando il linguaggio di Jack e scimmiottando il comportamento di alcuni di noi, mi verrebbe da dire "ciao blog, ciao iconcine, ciao commenti" e chiuso nella blogscatola scrivere quelle robe che iconizzando ripetitivamente e monotonamente se stessi come un book per fotomodelli, filtrano e lavorano di photoshop con le parole, per creare atmosfere inscatolate la cui credibilità viene a cadere proprio perchè sono tutte uguali, come il loro contenuto. Come quel titolo di Stephen King. A volte ritornano. Più spesso che a volte, lasciando la realtà ad aspettarli fuori.
Ciao blog, ciao iconcine, ciao commenti, ciao pc, ciao mouse. Fine dell'episodio. Clic.

 
 
 

Corradini

Post n°179 pubblicato il 07 Dicembre 2015 da lupopezzato

 

 

D

i sicuro la perfezione è un momento fugace come la felicità. Dura quel tanto in cui te la vivi poi decade anch’essa a perfettibile. Immagino l’incertezza del Corradini, ma forse era solo stanchezza, quando pensò “basta” e decise che la sua Pudicizia era finita. Lo decise pur sapendo che non lo era. La parola fine, tranne in un caso, è solo una virgola e non un punto. Ogni opera è ancora migliorabile nella mente di chi la esegue perché la perfezione è realizzare quello che hai in mente in modo perfettamente uguale a come sta nel tuo pensiero. Non per nulla diciamo sempre “sarebbe perfetta se fosse” e suggeriamo come vorremmo che fosse, e qualcun altro risponderà “no, secondo me invece sarebbe perfetta se fosse” e dirà la sua. Va bene, c’è anche chi dirà “secondo me è perfetta com’è” ma questa è la gente che non migliora il mondo. Ferma in superficie e con sentimenti geometricamente perimetrati. Il mio non è incitare la caccia all’errore ma soltanto affermare che il perfetto ha il movimento del divenire ed è irraggiungibile. È un cammino. Con in testa un modello. Un ideale da perseguire. La perfezione è quella che il gregge chiama utopìa. Non la raggiungerai ma prova ad andarci vicino. Solo così.

 
 
 

sadism

Post n°178 pubblicato il 22 Ottobre 2015 da lupopezzato

 

 

S

e sarebbe vero fosse una cosa bellissima, pensai.
“E’ vero?” le ho chiesto aspettando una risposta nel suo italiano approssimativo. Approssimativo se si avrebbe avventurata in una risposta più lunga e motivata. Non lo fece e mi lasciò un “no” senza spiegazioni. Ci sono momenti in cui, considerato che non fumi più, ti senti inutile come un posacenere. Il resto era un tavolino con un çai ed un caffè nei fondi del quale, se ne avrei stato capace, avessi potuto leggermi quel futuro che conoscevo già. Mi ebbe spostato nel suo passato e non avrebbe servito a nulla continuare a farmi male da solo con i verbi.

 
 
 

candles

Post n°177 pubblicato il 19 Ottobre 2015 da lupopezzato

 

 

N

on era la ricerca di se stesso. Per quella bastava uno specchio per incontrarsi. Era la necessità di comprendersi partendo dalla nudità. Quel confrontarsi col proprio uccello e capire quale fra le due fosse la vera testa di cazzo. Avrebbe potuto, mentalmente, ripercorrere la propria vita, tirare una riga e sommare, ma gli sarebbe servito uno sforzo di memoria, un po' di tempo, ma anche un'obiettività che non fosse autoassoluzione. Preferì tagliare corto perché anche una testa di cazzo sa che da un certo momento della nostra vita in poi, siamo solo il risultato di noi stessi. Il totale, prevedibile e scontato, fu che la testa di cazzo era proprio lui. Così, pur di riparare, per onestà e per rispetto verso l'altra, decise che da quel momento in poi, giurandolo pure solennemente, gli avrebbe offerto solo quelle donne che non la danno al primo arrivato. Alle volte nemmeno al secondo o al terzo. Più che una promessa si rivelò un voto di castità. Non aveva riflettuto sul fatto che, quel tipo di donne, proprio a quelli come lui, non la fanno nemmeno annusare. Quelle sono donne per le quali le pause di castità sono un sacrificio minore rispetto al portarsi a letto una testa di cazzo. Per loro il gioco non varrebbe la candela. Anche se fosse ragguardevole e, comunque, non era il suo caso.

 
 
 

zzz

Post n°176 pubblicato il 25 Settembre 2015 da lupopezzato

 

 

È

nella nostra cultura giudicare l'arte ponendo prima l'attenzione alla firma e poi all'opera. Se valesse solo per l'arte, per quello che conta, non sarebbe un gran danno. Il problema sorge quando giudichiamo le parole delle persone guardando prima alla firma e poi al contenuto ed è indubbio che se non sapessimo chi le ha pronunciate, le definiremmo "qualunquismo".

 
 
 

Arianna

Post n°175 pubblicato il 16 Settembre 2015 da lupopezzato

 

 

G

li succedeva spesso, anche se con cadenze diverse, di perdersi. Di provare quella sensazione di curiosità che si trasforma in paura quando, come in un labirinto, non trovi più la via d'uscita. Guardandolo, pensò a quanto si assomigliavano. Quell'arrivare sulla riva e di spingersi più avanti come a dire "adesso ce la faccio" ma poi assottigliandosi tornava indietro e, quasi disperato, gli dava l'impressione di aggrapparsi alla sabbia trascinandola indietro assieme ai ciottoli. Niente da fare. Quindi non erano altre onde. Era sempre lei. E più in là non riusciva ad arrivare. Da miliardi di anni. Senza mai arrendersi. Come lei. Si sedette. Aprì la borsa e gli poggiò sul tavolo quel piccolo gomitolo.
"L'ho ritrovato", gli disse pensando, forse, di farlo contento. Lui guardò le sue dita che lo tenevano, chiedendosi a quale delle due cose non avrebbe potuto rinunciare. Continuò a guardare le sue dita e il piccolo gomitolo. Allungò la mano. Doveva scegliere. Ripensò per un attimo al dialogo del giorno prima.

"Apollo, padre di Apelle, faceva le palle di pelle di pollo. Tutti i pesci venivano a galla per vedere le palle di pelle di pollo fatte da Apollo padre di Apelle."
"Veramente era Apelle, figlio di Apollo, che faceva le palle di pelle di pollo."
"E tu che ne sai?"
"Non lo so ma è la filastrocca che dice così"
"Ma anche se fosse il contrario, cambierebbe qualcosa?"
"Nella filastrocca?"
"No nella storia"
"Assolutamente. Apollo, Apelle, sono solo mitologia."
"Quindi?"
"Cosa?"
"Ho perso il filo".

Smise di pensare e scelse. Prese il petto. Sapeva che lei preferiva la coscia.

 
 
 

geometrie

Post n°174 pubblicato il 09 Settembre 2015 da lupopezzato

 

 

A

veva sempre amato la geometria ed avrebbe continuato a farlo anche se la riteneva, con il suo continuo propagarsi di legami, l'imperfezione della libertà ma doveva accettarlo perché essa, in tutte le sue forme, è espressione della vita.
"Ti amo", le disse a voce bassa.
"In che senso?"
"In senso lato", le rispose.
Lei, l'ipotenusa, allungò le labbra in un sorriso breve. Lui tornò consapevole ad essere un cateto che iniziava dove finiva l'altro.

 
 
 

Napul' mille e tre culure

Post n°173 pubblicato il 03 Settembre 2015 da lupopezzato

 

 

O

ggi, facendo quella via Marina dove i semafori servono solo ad aggiungere tre colori accussì Napul'è mille e tre culure, notavo quanto fosse cambiato anche quello dei lavavetri. Non è abbronzatura che va via ma sò i taliani che fanno concorrenza. Trattando sul prezzo "se te li lavo mi dai 50 cents, se non te li lavo mi dai sempre 50 cents", ho capito che tanto valeva farmeli lavare. Così in quei 600 metri me sò fatt' lavà dal primo 'o parabbrezza. Dal secondo a sinistra, i laterali di sinistra, da quello a destra, i laterali di destra, dai successivi due, 'na botta ai fari e una agli specchietti e da quello dopo il lunotto. Visto che c'erano altri 200 metri, ne ho fatti salire uno davanti ed uno dietro e me sò fatt' lavà pure i vetri dentro. In totale, quatt'euro pe' fa' seiciento metri, uà ma che tengo 'na Ferrari?! Strada facenno ho penzato che via Marina non si chiama così perché se la lecca il mare ma perché la strada, in parte, è lastricata con quei sampietrini che solo un idiota - e te stò trattanno - poteva pensare di utilizzarli come fondo stradale. Considerata poi la diffusione di tale tecnica è proprio vero che la madre degli idioti è sempe incinta e, se non bastasse, ogni volta sgrava pure in serie. A tratti la strada è anche asfaltata. Quando navighi sui sampietrini - addo' ce stanno ed allineati come un lenzuolo stropicciato - provi la sensazione del mare mosso con l'orizzonte ca nu poco saglie e n'atu poco scenne. Un poco sta dritto e n'atu poco s'abbocca. Poi il mare si calma d'improvviso e capisci che sei sull'asfalto. Dura poco però e mentre ricominci a beccheggiare invidi 'o tram che ti sorpassa scivolando liscio liscio sui binari. Questo quando non piove, pecché, si chiove, il tram si confonde col traghetto: "scusate questo va a Ischia?" "No signò, questo ferma a Procida e là rimane". 'O mare è accussì, senza binari, e passando davanti a quell'albergo, mi chiedo quanti cose se ponno accattà cu 35000 euro. 'Na bella varca, ad esempio, con almeno 200 CV che spingono oppure nu box machina oppure nu crossover Mercedes 200 GLA. Certo, cu 35000 euro te puo' accattà pure n'orologio Hublò ma io preferirei sempre 'na varca, nu box machina o nu Mercedes. Anche pecché se andassi o andrei in giro per Napoli con una barca al polso, sarebbe un tantino più complicato scipparmela. Lo stesso con al polso un box machina o un Mercedes. E' vero, ogni uno è libero di polsificare quello che gli pare ma un minimo di attenzione al contesto non andrebbe trascurata. Mica scendi in spiaggia in abito da sera e con un tacco 13?! Vuoi tenere il tuo Hublò da 35000 euro al polso ed andartene tranquillamento in giro? Fallo ma fatti ingessare il braccio. Bello, piegato ed accostato al petto, già in posizione per guardare l'ora. Magari appeso al collo con un foulard di Marinella accussì fai pure nu figurone: tu, 'o fulard, 'o gesso e pure 'o rilorgio. Sull'ingessatura te fai fà nu pertuso 'ncopp' per guardare l'ora e n'atu pertuso sotto pe cagnà 'e pile. Il cinturino resta imprigionato nello gesso - sarrà 'nu poco scomodo - ma almeno staj tranquillo ca nisciuno t''o fotte.
'O saccio, 'o saccio, settimo comandamento: "n' 'arrubbà" ma tu avissa pure sapé che nel Pater Nostro ce sta scritto "non ci indurre in tentazione", bello mio.

 
 
 

ricapitolando

Post n°172 pubblicato il 02 Settembre 2015 da lupopezzato

 

 

S

e ne accorgeva ogni volta che stava ricapitolando e non nel senso di "riepilogando, riassumendo, sintetizzando, compendiando" ma proprio nel senso di "capitolare di nuovo". Ed ogni volta era un nuovo inizio ma, senza cancellare, si può chiamarlo inizio o sarebbe più giusto chiamarlo step? Pensò a quanto avrebbe voluto partire riempiendo la valigia con le cose negative che si trascinava dietro, chiuderla e andarsene portando con sé solo lo spazzolino. Così uscì ed andò al Centro Commerciale. Solo per uno spazzolino. Lui li apprezzava per due motivi. Uno, non gli andavano troppo a genio gli snob che li considerano meta della mediocrità e coma culturale. In fondo, quei centri, erano entrambe le cose ma è anche vero che hanno almeno due pregi. Il primo è la sincerità. Non si propongono come alternativi alla cultura di un centro storico o di luoghi alla moda anche se, in termini di costume e numeri, sono divenuti entrambe le cose. L'altro motivo ma anche pregio è la loro capacità di essere universali e rispettosi delle necessità di chi - tra cercare un parcheggio, entrare e uscire da mille negozi, trovare sempre il prodotto che preferisce - spenderebbe il triplo del tempo e per evitarlo, ha pianificato la propria vita riducendo i luoghi di spesa e le nevrosi. In più, sempre in termini di rispetto, aveva scoperto che uno spazzolino da cinquanta cents valeva quanto uno da 2 euro e 70 anche se, nel bicchiere portaspazzolino, sfigurava rispetto all'altro che, soltanto per giustificare un prezzo del cazzo, aveva curvature e setole colorate come un arcobaleno da strofinare in bocca. Lo spazzolino fu il primo passo. L'addio alla valigia, il secondo.

 
 
 

dint''o vico

Post n°171 pubblicato il 28 Agosto 2015 da lupopezzato

 

 

N

u lamiento
addereto 'a luce appicciata 'e 'na fenesta.
Sarrà 'nu criaturo che chiagne,
'na mamma che prega,
'nu viecchio che soffre?
'Nu scroscio
'a fenesta s'arapre
'a luce se stuta
e dint' all'aria fresca da nuttata
se spanne 'o fieto 'e 'na cacata.

La poesia nasce quasi sempre dal dolore ma, a prescindere da stà roba, mi chiedo quale sia il limite fra dolore e dissacrazione affinché la poesia resti tale. Non ricordo precisamente quando l'ho scritta, di sicuro però in un momento di stitichezza mentale. Uno di quelli nei quali, pur volendolo, non riesci a partorire nulla e invidi chi riesce ad esprimere anche uno stronzo di pensiero e, quando ci riesci, poco importa, quale strada prenderanno e da quale buco usciranno quelle parole che raccontando e facendolo di pancia, tenteranno di avere oltre ad una forma ed un suono anche un proprio odore. Non è facile essere poeti ma nemmeno difficile. La poesia è occasionale e, prima o dopo, succederà anche a me.


 
 
 

modello Bbc

Post n°170 pubblicato il 31 Luglio 2015 da lupopezzato

 

 

N

ella Ue, peggio solo Grecia, Spagna, Cipro e Croazia. Mica male. Il tasso di disoccupazione tra i giovani è salito al 44,2%, record dal 1977 mentre il tasso complessivo è al 12,7% e intanto in Chiacchieramento si litiga sulla riforma Rai ed è ovvio, in fondo, la destra ha ben altre bambole da pettinare e poi l'occupazione è sempre stato un problema di sinistra. Mica è colpa sua se la sinistra non siede più in Chiacchieramento.

 
 
 

11=1

Post n°169 pubblicato il 31 Luglio 2015 da lupopezzato

 

 

N

on lo faccio mai. Forse per noia, forse per disinteresse. Stasera ho fatto clic sul tasto scopri blog e ho letto una frase di Coelho. Non mi piace Coelho, ma questa frase:

"soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire"

in fondo è vera anche se a me non fa nessun effetto particolare perché ho sempre pensato che quelle 11 parole, comunque le giri o le rivolti, possono riassumersi in una parola sola: utopìa. Quella parola che ipocritamente, passando per la stupidità, mette addosso al sogno del codardo l'abito dell'irraggiungibile.

 
 
 

bii-bip

Post n°168 pubblicato il 29 Luglio 2015 da lupopezzato

 

 

A

veva più volte scritto immaginandosi di avere fra le cosce il sesso a cui ambiva il suo. Pensare da donna senza esserlo era qualcosa che non sapeva definire se fosse più un esercizio o una ricerca. Ogni volta, rileggendosi, fra il deluso ed il superficiale, si convinceva che non è poi così facile pensare da donna finché, un giorno, dovendo pensare da uomo, scoprì quanto fosse difficile anche quello. O solo più faticoso. Almeno per lui. Così aprì il frigo. Scelse un gelato. Attaccò un post-it sul frigo "appena trovi il tempo di crescere, fallo". Inserì il suo cd preferito e si stirò davanti alla tv.

 
 
 

per

Post n°167 pubblicato il 23 Luglio 2015 da lupopezzato

 

 

P

erò dovette convenire che è facile confondere la felicità perfino con un semplice sorriso. Forse perché, truccando le carte che hai in mano, ti ci aggrappi ad un sorriso. Una volta, come succede con i soldi quando arrivano da soli, nemmeno li contavi e, oggi, se li conti, non è perché stai lì a segnarteli ma sono così radi che bastano e avanzano le dita di una mano.
I sorrisi, quelli veri, quelli che coinvolgono le labbra, i denti, gli occhi, le dita e il cuore. Quelli che ti fanno stare bene. Come qualche sigaretta perché, piaccia o no, alcune narcotizzano la tristezza ridimensionandola a malinconia. E con la malinconia ci si può convivere. C'è dialogo. Come con la solitudine, quando te la scegli.

 
 
 

your and my

Post n°166 pubblicato il 13 Luglio 2015 da lupopezzato

 

 

B

asta l'insegna di un negozio e qualche chilometro d'asfalto per lasciare che la tua testa vada per cazzi suoi a cominciare dal razzismo che è sicuramente un fatto culturale che prende le sue origini dall'ambito nel quale siamo vissuti e dall'influenza che gli altri hanno avuto su di noi facendoci filtrare, in modo molto parziale, determinati avvenimenti legandoli più all'aspetto che al motivo. Rientra certamente nel razzismo anche la sottovalutazione della donna rispetto al maschio. Quella sottovalutazione che mostri nel modo di considerarle. Ti ritrovi così Romolo che aveva 10 anni ed era troppo presto per dire che fosse avviato ad essere un razzista. La domanda non l'aveva posta lui ma il solo fatto che la maestra rispose guardando solo lui lo coinvolse più di quanto dovesse.
"Il tucano è un grosso uccello con un grande becco giallo. Vive in sudamerica e si nutre soprattutto di granchi e pesci", disse.
E lui rispose quasi risentito: "Sarà il tù cano n'uccello. Er mio nun vola. Abbaia. A stento salta e magna solo carne."

 
 
 

sample

Post n°165 pubblicato il 05 Luglio 2015 da lupopezzato

 

 

D

i sé gli restava solo un ricordo troppo vago per aggrapparcisi. Si tenne all'altro. Più solido. Concreto. Affidabile. Palpabile. E lo riapriva ogni volta in cui non voleva confondere un sorriso fugace con la felicità.

 
 
 

loop

Post n°164 pubblicato il 04 Luglio 2015 da lupopezzato

 

S

ono poche le cose che amo degli USA ed il cinema americano è fra quelle poche. Una delle cose che, invece, di loro, detesto è quello stare in cima alla classifica fra i popoli dediti alla guerra. Nessun moralismo, solo un dato statistico. Una sequenza come indiani, inglesi, Giappone, Germania, Cuba, Guerra Fredda, Vietnam, Jugoslavia, Iraq, Afghanistan credo che nemmeno l'Italia dei Cesari l'abbia mai avuta ma, tornando al cinema americano, senza le loro guerre, perderebbe parecchio. Più dell'aria, l'uomo per sopravvivere, ha bisogno di eroi e, nel nostro piccolo, cerchiamo noi stessi d'inventarci tali. Abili registi di noi stessi con il solo difetto che se non ci applaudono ma ci sputtanano smettiamo di recitare il copione che ci siamo scritti e mostriamo quello che siamo senza più trucco e parrucco.

 
 
 

cazzate ad orologeria

Post n°163 pubblicato il 23 Giugno 2015 da lupopezzato

 

A

ppoggi la testa allo schienale della sedia e spingendo con le mani sul bordo della scrivania, te ne stacchi fissando l'orologio alla parete. Vorresti non pensare e lasciarti andare. L'orologio però è il meno indicato e seguendo la vita di quelle due lancette, rifletti. In 24 ore si accoppiano 24 volte. Una volta ogni 65 minuti. Dopo ogni volta, lui si riveste, la bacia e se ne va. Lei però sa che lui tornerà e le chiederà "cos'hai fatto, amore?" e lei risponderà "quattro passi, e tu?"
"io ho fatto un giro".
Riavvicini la sedia e per evitare di preoccuparti, riprendi a lavorare.

 
 
 
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