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Un blog creato da lupopezzato il 03/07/2014

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cera

Post n°18 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

C

ome giorni nei quali le stagioni fanno all’amore. (Non è amore). (Rewind). Come giorni nei quali le stagioni fanno confusione. Scaldarle l’anima fino a sciogliergliela. Chiudo gli occhi ed ingoio quel suo colarmi dentro come calda cera. E quando trema, tremo. Quando non ti accontenti solo di quel triangolo di pelle. Quando non vuoi solo la carne. Come calda cera. C’era. Vinta per gioco e persa per stupidità. Più in là di lei, un sabato svogliato ed un post a metà.

 
 
 

pieghe

Post n°17 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

M

ettiamo i cuscini in posizione spalliera e mentre accende una sigaretta penso che il fumo passivo ha anche i suoi vantaggi: è economico e non ingiallisce le dita.
“Perché non provi a scrivere un romanzo?”, mi chiede.
“Lo farei ma non ho molta familiarità con la musica”, le rispondo guardando incuriosito la duna che il mio uccello fa assumere al lenzuolo. Una piega molto lunga ma solo sotto una piccola parte di essa c'è lui. Il resto della piega è tutta inerzia del lenzuolo.
“Peccato”, penso e per non andare in depressione, mi ripeto mentalmente “non lungo che tocchi, non corto che esca ma duro che duri” e con la mano aperta stiro il lenzuolo cancellando la falsa piega.
“Che c’entra la musica?” mi chiede lei.
“Preferisco sempre il lato femminile delle cose.”
“In che senso?”
“Intendo dire che se proprio decidessi di scrivere un romanzo preferirei scrivere una romanza.”
“Non fa una piega”, risponde dopo un attimo di riflessione ed io preferisco glissare piuttosto che chiederle se allude alla mia risposta o al mio uccello.

[30/7/2009]

 
 
 

gaber

Post n°16 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

C

ontinuano ad arrivarmi milioni di mail da tutto il mondo lamentando la mia poca attenzione alla musica. Devo dire che è vero ma il problema, in effetti, sono due. Sorvolando un attimo sulla musica, troppo spesso pensiamo di avere un problema senza sapere di averne due. Il primo sembra essere "risolverlo" ma il secondo, quello che trascuriamo ed è più importante del primo, è "capirlo", perché se non lo capisci non lo risolvi. Un po' come avere la password di una persona, la differenza importantissima che c'è fra conoscenza e contraddizione, dove la seconda diventa fondamentale per la prima, perché potrai dire di avere veramente la sua password, quella che ti fa rispondere ad una sua domanda prima che te la faccia, quella che ti fa conoscere alcune sue risposte prima che te le dia, solo quando la conosci veramente. Così, riflettendo sulla conoscenza, comprendi l'importanza delle contraddizioni che sono la cartina tornasole delle bugie, quelle che fanno lampeggiare il check control sul display del tuo cruscotto. Ti fermi da Giovanni, ti dice che oggi non può. Lo preghi perché per te è importante e lo fai così bene che anche un pitbull diventerebbe agnello. Controlla e ti dice che puoi stare tranquillo perché era solo un falso contatto. Sì, ok Giovanni, ma anche qua lampeggia, e pure qua. Respira profondo, ricontrolla e dice che hai ragione, c'è qualcosa che non va. Vuoi lasciarmela? No, ripasso. Metti in moto. Alla radio, Gaber. Bene, almeno il post l'hai risolto, e quella canzone che sembra essere solo un trancio di vita è invece, essa stessa, vita, perché in ogni luogo e tempo può succedere di alzarsi una mattina e trovare l'invasor.

[26/10/2013]

 
 
 

silenzi

Post n°15 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

A

ndando in giro per mercati e mercatini, quello resta sempre il più affollato. Il più colorato e colorito. A volte divertente. Passando dalla truffa all'offerta speciale, al mercato delle parole trovi di tutto. In ogni lingua, in ogni tono, in ogni forma. Per ogni gusto. L'unico problema, come in tutti i mercatini, è la merce che non è ordinata e classificata. Tutta in un cesto. Devi scartare, scegliere. C'è di tutto. Domande e risposte. Intelligenti, interessanti, coerenti, stupide, inaspettate, stimolanti, ironiche, scontate, sorprendenti, divertenti, provocanti. Definizioni soggettive, derivate:

d = ƒ(c), dove d = definizione e c = cultura

In un altro cesto, proprio di lato, dovrebbero esserci quelle che non c'entrano ma, troppo spesso, disordinatamente, tornano nell'altro. Quante volte, annoiato oppure amareggiato, ti sfili e te ne vai perché tante parole son solo dei rumori. Imbocco il boulevard. Quello ampio con gli alberi di lato, senza rumori. Solo lo scricchiolio delle foglie cadenzato sotto ai passi.

[5/12/2013]

 
 
 

regali di natale

Post n°14 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

L'

amore è strano. A volte l'abbondanza è negativa perché devi scegliere e, tante volte, pesa più la rinuncia che non la scelta. Ma non è questo il caso.
L'amore è strano. Altre volte, peggio ancora, le scelte appartengono ad altri e noi ne siamo oggetto impotente. Hai paura, temi la sua scelta e non riesci più a guardare avanti senza guardare indietro. Ma nemmeno questo è il caso.
L'amore non c'entra. Il suo vero dilemma è quel cazzo di quadro sul pavimento. Un regalo di natale che non le piace ma, essendo un quadro, non sa che bugia inventarsi e, se non lo appende, sarà evidente che non le piace.

[17.12.2013]

 
 
 

freedom

Post n°13 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

G

eneralmente sciolti. A volte li lego, ma solo di sera. Arrotolati con cura e poi legati lasciando che collo e spalle esibiscano quella sensualità che verticalizza fra testa e corpo. Sciolti o legati, lascio al mio corpo la libertà di esprimersi, come sa fare e vuole. Al collo un filo. Sottile. Oro bianco con appeso soltanto un punto luce. Il resto, se sarà, lo farà la notte aggiungendomi, a sua scelta, un’emozione negli occhi, nelle orecchie o fra le cosce.

[14.6.2014]

 
 
 

pictures

Post n°12 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

U

na foto è sempre l'immagine di un attimo ma ogni attimo, come ogni luogo, ha intorno tutta una sua periferia. Così, sfogliando un album alla ricerca di una foto, rivivi l'attimo ma anche tutta la sua periferia. Guardi e ti rivedi. Ti riconosci e pensi che se anche lui guardasse te, ti riconoscerebbe. Di sicuro. Perché anche se ci hai provato, non sei mai cresciuto.

 
 
 

ombre

Post n°11 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

I

l frigo mi propone un filetto d'orata. Uno spicchio di pecorino dolce sardo. Un pezzo di grana. Un pezzo di salame piccante. Tre uova. Una lattuga. Qualche carota. Metà cipolla. Vino bianco. Tre vasetti di yoghurt al malto. Lascio perdere la zona congelatore. Vada per il filetto d'orata. Esco sul balcone.
C'è un bel sole oggi. Prendo una manciata di pomodorini e stacco un gambo di prezzemolo. L'ombra mi segue in tutto quello che faccio. Silenti. Presenti. Discrete. A volte tante ma mai nessuna. Luoghi immaginari. Macchie scure su praterie di luce. Geometrie impenetrabili al sole. Ne tracciano il percorso. Raccontano i suoi angoli. Parodie di noi senza spessori. Apparentemente fragili ma impossibili da spezzare. Tratti di grigio che aggiungono spessore a geometrie che sollevandosi dal foglio fanno di una curva un seno oppure un culo. Ombre. Rientro.
Tegame, fondo d'olio, aglio. Ci corico il filetto d'orata lo cospargo di prezzemolo e pomodorini tagliati a metà. Aggiungo un dito d'acqua. Copro e lascio che si marini così e intanto preparo il sugo per gli spaghetti. Quando metterò sul fuoco l'acqua per la pasta accenderò anche sotto al tegame per l'orata.

[22.12.2013]

 
 
 

teoremi

Post n°10 pubblicato il 12 Luglio 2014 da lupopezzato

 

I

l mio primo teorema afferma che "tutto ciò che avviene è la conseguenza di quanto è avvenuto almeno un istante prima". Comprenderai che è impossibile confutarlo perché è innegabile che qualunque cosa avvenga non sia altro che l'effetto della causa che l'ha preceduta. A fronte di questo teorema, volendo avventurarmi in un sofisma, potrei dire che Eulero è nato perché Fermat, prima di lui, fra le altre, aveva ipotizzato alcune teorie senza riuscire a dimostrarle. Alcune di esse, infatti, le ha dimostrate, un secolo dopo, proprio Eulero.
Quindi E = ƒ (F) dove Eulero è funzione di Fermat. Questo avvalora il mio secondo teorema. Quello secondo il quale ogni essere vivente è nutrimento di altri, ed alcuni di noi siamo anche il completamento di altri. Così il tosaerba non può essere nato prima dell'erba, come la cornice non può essere nata prima del quadro, come un bambino non può essere nato prima di chi l'ha generato, come l'uovo non può essere nato prima della gallina che l'ha partorito, come un'idea non può essere nata prima di chi l'ha avuta. Come...
"Fermati. Ho paura di quello che stai per dire, perciò non dirlo. Piuttosto, quando dici che alcuni siamo anche il completamento di altri, parli anche d'amore, vero? Come quel puzzle che si chiude più in fretta di altri perché i pezzi s'incastrano magicamente da soli e, se non ci fosse un disegno guida e quei pezzi fossero tutti bianchi come silenzi, non cambierebbe nulla, perché, tante volte, la parte è anche il tutto."
Girando il suo Earl Gray con latte, le faccio cenno di sì.
"Cosa cerchi per completarti?"
"Jeanne", le rispondo appoggiando il cucchiaino.
Sorridendo dice: "tu però non sei Modigliani..." e, senza sorridere, "perché proprio Jeanne?"
"Perché lei oltre a completamento intellettuale era anche nutrimento, ed anche perché il senso della vita è il senso che le dai".

[1.12.2013]

 
 
 

arturo

Post n°9 pubblicato il 11 Luglio 2014 da lupopezzato

 

T

i succede di ritrovarti in una storia che sai sarà dispari perché ci sono donne che in termini sociali sono troppo distanti da te e ti obbligheranno a nascondere i tuoi sentimenti. Un diritto che non avrai. Come il Mandingo che non poteva riscattarsi dalla condizione di schiavo perché lui era e restava solo un oggetto di piacere, ed io che non ho mai avuto le palle, glieli ho sempre nascosti i miei sentimenti. Fu in quelle volte nelle quali riempivo le sue solitudini che m'innamorai di lei. Da una parte solo sesso, dall'altra anche amore. E lei godeva. Non solo fra le cosce ma anche nell'anima. Mai però che se ne fosse chiesta il perché e continuai a farla godere fino a quel giorno in cui mi buttò via. Bastò un istante. Un filo rotto e diventai spazzatura. In fondo ero solo un vibratore e per default non potevo avere un cuore.

 
 
 

io

Post n°8 pubblicato il 10 Luglio 2014 da lupopezzato

 

C

ome Cocciante, cervo a primavera o gabbiano da scogliera, ognuno si sarà chiesto, almeno una volta, in cosa vorrebbe rinascere. Una domanda importante a cui nessuno dovrebbe sottrarsi, perché è nel nostro destino rinascere. Anzi, considerato che il destino non esiste, lo è nella nostra natura. Come se ogni individuo dovesse completare il suo ciclo di cazzate prima di estinguersi e, poiché siamo così stupidi che una vita non ci è sufficiente a commettere tutti gli errori possibili, la natura che è paziente, ci da la possibilità di rinascere per commettere gli altri finché non avremo completato il nostro album di figurine, doppioni esclusi. E' ovvio che per non darci un vantaggio che renderebbe il gioco troppo facile, essa ci rimette al mondo senza memoria. L'unico aiutino che ci fornisce è il libro di Storia che è un po' come il catalogo delle cazzate già commesse ed è, allo stesso tempo, la cartella clinica della nostra imbecillità. Quella Storia di cui andiamo orgogliosi e della quale, se fossimo una specie intelligente, dovremmo arrossire. Io, comunque, vorrei rinascere donna. La tela più ambita di ogni pittore. Rossetti, smalti, fondo tinta, ombretti, perché come un pittore dipinge per se stesso, così il trucco, in una donna, non è apparire ma essere. Così come nature è scegliere, fra tutti i colori, i propri. L'importante è piacersi. Sì, se potessi decidere, donna. Sempre dei pesci però, e stronza. Appunto, non solo femmina, donna.

[26.12.2013]

 
 
 

odori

Post n°7 pubblicato il 10 Luglio 2014 da lupopezzato

 

H

o scoperto Willy Ronis e non per merito mio. Foto, le sue, che raccontano, dipingendola, l'intimità. Questa, ad esempio, mi fa pensare che, a volte, quello che stai facendo vale più di quello che stai leggendo e, questo, accade anche quando il privato di qualcuno viene usato e sbattuto in bella vista da qualche parte solo per esercizio di autogratificazione. Come quell'autoerotismo che è masturbarsi in pubblico per puro esibizionismo.

 
 
 

pozzanghere

Post n°6 pubblicato il 09 Luglio 2014 da lupopezzato

 

L

a convinzione di essere unica padrona della sua intimità rotolò giù come una lacrima che sfugge al controllo. Non le dispiaceva sentirsi osservata ma detestava essere spiata. Guardando la foto sperò nel silenzio discreto di quella pozzanghera e decise che, in futuro, avrebbe evitato di scavalcarle.

 
 
 

j'adore

Post n°5 pubblicato il 08 Luglio 2014 da lupopezzato

 

M

i chiede se è per un regalo.
"Sicuramente non è per me".
"Sì, non direi proprio", mi fa.
"Me lo fai sentire?"
"Certo", e ne vaporizza un velo sul polso.
"Davvero buono, potrei innamorarmi di te" le dico lasciandole la mano. Sorride.
"Allora lo prendi?"
"Prenderei tutt'e due, si può?"
Sorride, lo lascia alla cassa, "non si può".
Sollevo le spalle, dico "peccato" mentre lei si allontana e dal nocciola degli occhi vira di spalle al nero dei capelli.
"Confezione regalo?"
"Sì".
Batte lo scontrino dicendo, "50 scontato".
Pago e vado.
"Scusa", mi fa. Mi giro e mi mostra la confezione che ho lasciato sul suo banco.
"Te l'ho detto, è un regalo" e le indico la commessa con gli occhi nocciola ed i capelli neri. E vado via pensando che ci sono cose che sembrano non aver senso ma tu lasciale così perché, tante volte, pur di dare per forza un senso alle cose, si finisce solo per rovinarle.

 
 
 

pentagramma

Post n°4 pubblicato il 07 Luglio 2014 da lupopezzato

 

I

n un giorno inverso in cui le nubi tolgono al mare di farsi specchio per un sole che trova alterni varchi, è lento l'accarezzato sollevarle del tessuto per arrivare al luogo in cui - in un andirivieni modulato dal pentagramma del respiro e da un vocabolario essenziale di parole ripetute, prolungate e languidi rumori, in quella concordanza di pensieri che, per una volta almeno guardano entrambi nella stessa direzione - il sentimento si liquefa in orgasmo. 

[29.12.2013]

 
 
 

byte

Post n°3 pubblicato il 07 Luglio 2014 da lupopezzato

 

P

rocedendo fra le innocenti nudità degli alberi d'inverno, pensavo a quanto fossero da noi diversi. D'estate vestiti con tutte le tonalità del verde. D'inverno nudi, in paesaggi spettrali e malinconici. Mi chiedevo se a fotografarli d'inverno spenderei meno byte. Forse gli stessi, così come pesano uguale un cd vuoto ed uno pieno. Come quei 21 grammi che, probabilmente, sono, più o meno, solo il peso di un respiro. Come sono felici uguale le colline appassite ma comunque rivestite d'alberi e l'incredibile arcobaleno delle asciutte arenarie di Gansu.

[02.01.2014]

 
 
 

d'io e di noi

Post n°2 pubblicato il 06 Luglio 2014 da lupopezzato

 

I

l professor I. Penz è uno dei docenti di Idraulica del Pensiero più controversi ed affermati del mondo. Le sue teorie hanno la capacità di ridurre a dicerie quelle esistenti e di essere allo stesso tempo inattaccabili avendo la stessa credibilità scientifica di qualunque altra teoria. Come accadeva ad ogni sua conferenza, la sala era piena e c'ero anch’io.
“La Terra ha circa 4540 milioni di anni ma la domanda è: la vita, in qualunque sua forma, ha la stessa continuità ovvero la stessa età?” e fece una breve pausa facendo un largo giro d’orizzonte sui presenti. E' la sua tecnica. Inizia ogni conferenza mettendo assieme due cose: una certezza scientifica ed una domanda del cazzo. Per lui, le domande del cazzo, sono quelle che nessuno si pone mai ma la cui risposta può condurre a teorizzare qualcosa di completamente diverso dall'omologato e di altrettanto possibile. Nel suo giro d’orizzonte, lasciò per un paio d’attimi il suo sguardo nel mio e poi riprese a parlare.
“Scientificamente chi o cosa può impedirci d’ipotizzare che l’evoluzione abbia impiegato 999 milioni d’anni per portarci sin qua. Poi nel giro di un milione d’anni, per un motivo qualunque o per una somma di motivi qualunque, si è spenta ogni forma di vita sulla Terra e sono stati necessari altri 500 milioni di anni per smaltire e cancellare ogni traccia di quella vita. Riassumendo, 1500 milioni d’anni per inizio, sviluppo, fine e cancellazione di ogni traccia di quella vita che chiameremo Versione 1.0”.
Fece un'altra breve pausa, si versò un bicchiere d’acqua e ne attinse un sorso.
“A questo punto la Terra ha impiegato altri 999 milioni di anni per arrivare ad una forma di evoluzione che è stata perfettamente uguale a quella precedente ed ha diligentemente replicato un'altra volta i suoi bravi dinosauri, le Piramidi, l’Impero Romano, il Cristianesimo, la rivoluzione Francese, l’11 settembre e perfino i Mondiali di Calcio. Sì, perché dobbiamo dircelo, non c’è nulla di più monotono e ripetitivo dell’evoluzione. La fantasia non esiste e le passioni, di qualunque genere siano, sono solo una roba che ci siamo inventati per non finire in depressione. Una via di fuga. A questo punto, in appena un milione d’anni, finisce anche la Versione 2.0 della vita e la Terra, come aveva già fatto in precedenza, impiegherà altri 500 milioni di anni per smaltire e cancellare ogni traccia d’evoluzione compresi i nostri satelliti artificiali”.
Percepivo l’attenzione affascinata di una parte della gente in sala ma percepivo anche il disagio di quella parte della comunità scientifica che vedeva mettere in discussione i suoi teoremi e coglievo anche la loro invidia per la capacità comunicativa di quell’uomo che avevo conosciuto tre anni prima a Stoccolma. Mi ero fermata a parlare con lui durante l’incontro con la comunità scientifica nel dopo conferenza. Sono biologa e contestavo la sua teoria secondo la quale è la scimmia che è discesa dall’uomo e non viceversa. Mi chiese se potevamo continuare a parlarne a cena. Gli dissi di sì ed a cena parlammo di tutt’altro che di primati. Poi mi accompagnò in albergo e nemmeno là parlammo di scimmie. Tranne un breve accenno al mio pelo e al suo, impiegammo la notte a sgualcire le lenzuola del mio letto.
“Ora si potrebbe dire che la Terra è così cocciuta che ha ricominciato daccapo e dopo altri 500 milioni d’anni ci ha riportati di nuovo al punto in cui siamo. È vero. È proprio quello che è accaduto ma non perché la Terra è testarda come certi amori ma soltanto perché, nella sua infinita e stupida semplicità, non sa fare altro. È la vita, signori e lo è anche nella sua Versione 3.0 e lo sarà anche nelle prossime. Nessun allarmismo però, perché se fosse vero che l’età della Terra è 4540 milioni d’anni e la mia teoria fosse esatta, vuol dire che ci vorranno altri 13 milioni d’anni per la fine del terzo giro. Perciò fate con calma.”
Mentre tutta la sala applaudiva, rimasi seduta e gli mandai un sms: “La vita, nella sua infinita e stupida semplicità, sa anche sorprenderci. Sono felice di scoprire che succederà di nuovo e non importa se dovrò aspettare altri 1500 milioni d’anni.”

[12.09.2009]

 
 
 

November rain

Post n°1 pubblicato il 03 Luglio 2014 da lupopezzato

 

S

tamattina pioveva come quando per sonno o per fretta non lo scappelli per bene e l’acqua va un po’ dove gli pare. Novembre è così. Di sole, di pioggia, di neve, di mare e di vento. Novembre è scorpione. Quando piove c’è sempre anche il vento. Non conosce misure. Istintivo. Intenso. Carnale. Capace di tutto. Quegli occhi, come il cielo che basta un niente e cambia colore. Novembre è così. Dolce e veleno. Passione. Novembre è scorpione. Quando ama, ama davvero. Ti prende e si da. Novembre è così. E se ti accade, speri che dicembre non arrivi mai più.

[09.11.2010]

 

 

 

 

 
 
 
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