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la democrazia e la mafia

Post n°85 pubblicato il 13 Dicembre 2010 da hyerogliphica

 

 

 

 

Ore 23,00 riflessioni sucessive al programma Lucarelli su Stato e Mafia.

Forse la Mafia è la riorganizzazione ordinata del disordine.

Il Caos è parte integrante dell’ordine.

Il concetto di democrazia è pura ipocrisia, credervi significa essere completamente incoscienti della complessità che ha una società.

I regimi totalitari utilizzavano le epurazioni di massa per tenere a freno l’istinto individuale, egoista, egocentrico causa del caos interno in ogni società.

Pensare al bene ed identificarlo con il “diritto” separandolo dal male e identificare quest’ultimo con l’inlegalità, la corruzione, l’omicidio e il soppruso è pura ingenuità.

Il male è ciò che ci spinge a credere in un bene.

Il bene non è naturale, il male si.

Un Uomo che decida di diventare veramente Giusto avrà a che fare con un nemico immenso, il suo stesso principio di vita.

Qualcosa di simile al percorso di un monaco vero.

Immaginiamo di fondare una “comune” e proviamo a pensare alle spinte distruttive che nascerebbero al suo interno, una società a spinte infinitamente più aggressive verso se stessa e verso un’altra.

Un mafioso è solo qualcuno che si ritiene un super-uomo.

Un cittadino è solo un borghese ipocrita.

Un eroe è solo un uomo che “non vive più” per se stesso.

Il principio di morte, cioè nell’ordine,  il far finta di sfidarla, l’averne paura, o abbracciarla è ciò che fa di noi quello che siamo.




 

 
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considerazioni inattuali

Post n°84 pubblicato il 11 Ottobre 2010 da hyerogliphica




Dalle valli il suono cieco d’un tramonto senza inzio

sibilo continuo dello stesso cerchio

la visione del vuoto che non è vuoto s’è persa in un ricordo e io percorro

percorro sapendo che non è una strada

che non vi è alcuna crescita

che l’uomo resta solo di se il figlio

 

dalle valli il suono cieco d’un tramonto senza inzio




 

 

 

 
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Ottobre

Post n°83 pubblicato il 05 Ottobre 2010 da hyerogliphica

 

 

 

 

 

 

È una specie di movimento,

una percezione confusa di per se,

qualcuno lo chiama emozione,

altri dicono che è il conflitto tra conscio e inconscio,

si passa il tempo a contenerlo, controllarlo, e poi reindirizzare, sviluppare....

sono proprio stufo

è così scontato

così uguale a se stesso

l’unica cosa che non lo rende mortalmente noioso e che bisogna sforzarsi di inventargli un significato a quel movimento

generare un linguaggio, una griglia interpretativa in cui collocarlo

e questo forse lo fa sembrare un po’ differente di volta in volta impedendoci forse di vomitare

ma se lo guardo senza sforzi è solo un insignificante fastidio

un’inutile linea di demarcazione direi alla psicoanalisi

viverci dentro è una masturbazione spirituale se vogliamo tirare in ballo lo spirito

la pace dei Vangeli è forse per uomini stanchi

la quiddità d’Oriente

sembra un gioco

 

inutile

sorridente

 

come il bacio di qualcuno che ti è stato sempre vicino vicino e che riscopri improvvisamente come se fosse Tutto

e tu?

Tu eri lui ma non lo sapevi

ma è anche vero che poi non esisti più

anche se era solo una finzione... era tutto quello che sei stato.

chi veramente desidera essere libero?

vero?

 

la bugia è la nostra sopravvivenza ma noi diamo la nausea 

 

 

 


 

 


 

 
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elkjfwòodjfòksdngfòlksdjgflsdj

Post n°81 pubblicato il 28 Settembre 2010 da hyerogliphica

 

 

 

 

 

Ho un profondo dispiacere per tutto ciò che è vivo


è bello

è povero

è piccolo piccolo, fragilissimo


è incapace di tutto

non sa nulla

inventa solo

E poi?

Poi si aggrappa con tutte le sue forze alla vita e dice

È vero!

e questo un po’ mi da fastidio

un po’ mi da nausea

Come durante un’operazione in cui vedi magari il tuo braccio aperto e mentre forano le tue ossa senti puzza di bruciato e dici cazzo!

Non sono un sottoprodotto in una officina meccanica che viene fresato

e brucia, si buca, si rompe come qualsiasi altra cosa

questa roba non posso essere io

e poi vedi il tuo braccio allacciato con dello spago che sembra un insaccato e pensi che un po’ sta cosa dovrebbe far ridere, e invece ti fa solo schifo perché tu non sei questo ma invece sei proprio quello, quella roba li, rosa e rossa, gonfia, come un’insaccato.

E cosi’ pensiamo che ci è capitato qualcosa di brutto

qualcosa che val la pena dimenticare

ma invece non ci è accaduto proprio nulla

nulla di speciale

semplicemente abbiamo visto di cosa siamo fatti e per distruggere questo fatto incontestabile,

inevitabile

come una verità assoluta che si spiega senza alcun artifizio

allora dobbiamo immaginare un trauma, un incidente, creare un discontinuità per darci un significato superiore

e questo mi fa schifo.

non è disprezzo è solo disgusto

come quando mi fanno vedere un bambino appena nato

con gioia, come se fosse un gioiello

come se si dovesse essere felici, non so se di noi o per lui,

e a me viene solo del dispiacere

lo osservo e provo compassione

mi verrebbe da rispondergli poverino

di dirgli "che ti è successo?"

e l'ultima cosa che mi viene in mente è prenderlo in braccio,

dio mio... ma come possiamo vivere così?



Ho un profondo dispiacere per tutto ciò che è vivo



farei qualsiasi cosa per aiutare la vita ad essere qualcosa di solido

di pieno, di diverso da tutto il resto.





 

 
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noi

Post n°80 pubblicato il 18 Settembre 2009 da hyerogliphica




Papà era distante..

troppo occupato ad essere severo,

ad assomigliare alla sua vita

 

assomigliare a come la vita era stata dura con lui.

 

mamma me la ricordo come una bambina

la aspettavo fin che non diventava buio

dal vetro di quel balcone

mi sforzavo

mi sforzavo in punta di piedi

di vedere le luci del negozio spegnersi

perché quando si spegnevano voleva dire che lei stava arrivando

ed era festa

la sua pelle liscia raffreddata dall’aria

il suo sorriso

il mio abbraccio

 

ora quasi ci detestiamo

 

 

 
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