lycopodium
c e n e r e
Ore 23,00 riflessioni sucessive al programma Lucarelli su Stato e Mafia.
Forse la Mafia è la riorganizzazione ordinata del disordine.
Il Caos è parte integrante dell’ordine.
Il concetto di democrazia è pura ipocrisia, credervi significa essere completamente incoscienti della complessità che ha una società.
I regimi totalitari utilizzavano le epurazioni di massa per tenere a freno l’istinto individuale, egoista, egocentrico causa del caos interno in ogni società.
Pensare al bene ed identificarlo con il “diritto” separandolo dal male e identificare quest’ultimo con l’inlegalità, la corruzione, l’omicidio e il soppruso è pura ingenuità.
Il male è ciò che ci spinge a credere in un bene.
Il bene non è naturale, il male si.
Un Uomo che decida di diventare veramente Giusto avrà a che fare con un nemico immenso, il suo stesso principio di vita.
Qualcosa di simile al percorso di un monaco vero.
Immaginiamo di fondare una “comune” e proviamo a pensare alle spinte distruttive che nascerebbero al suo interno, una società a spinte infinitamente più aggressive verso se stessa e verso un’altra.
Un mafioso è solo qualcuno che si ritiene un super-uomo.
Un cittadino è solo un borghese ipocrita.
Un eroe è solo un uomo che “non vive più” per se stesso.
Il principio di morte, cioè nell’ordine, il far finta di sfidarla, l’averne paura, o abbracciarla è ciò che fa di noi quello che siamo.
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Dalle valli il suono cieco d’un tramonto senza inzio
sibilo continuo dello stesso cerchio
la visione del vuoto che non è vuoto s’è persa in un ricordo e io percorro
percorro sapendo che non è una strada
che non vi è alcuna crescita
che l’uomo resta solo di se il figlio
dalle valli il suono cieco d’un tramonto senza inzio
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È una specie di movimento,
una percezione confusa di per se,
qualcuno lo chiama emozione,
altri dicono che è il conflitto tra conscio e inconscio,
si passa il tempo a contenerlo, controllarlo, e poi reindirizzare, sviluppare....
sono proprio stufo
è così scontato
così uguale a se stesso
l’unica cosa che non lo rende mortalmente noioso e che bisogna sforzarsi di inventargli un significato a quel movimento
generare un linguaggio, una griglia interpretativa in cui collocarlo
e questo forse lo fa sembrare un po’ differente di volta in volta impedendoci forse di vomitare
ma se lo guardo senza sforzi è solo un insignificante fastidio
un’inutile linea di demarcazione direi alla psicoanalisi
viverci dentro è una masturbazione spirituale se vogliamo tirare in ballo lo spirito
la pace dei Vangeli è forse per uomini stanchi
la quiddità d’Oriente
sembra un gioco
inutile
sorridente
come il bacio di qualcuno che ti è stato sempre vicino vicino e che riscopri improvvisamente come se fosse Tutto
e tu?
Tu eri lui ma non lo sapevi
ma è anche vero che poi non esisti più
anche se era solo una finzione... era tutto quello che sei stato.
chi veramente desidera essere libero?
vero?
la bugia è la nostra sopravvivenza ma noi diamo la nausea
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Ho un profondo dispiacere per tutto ciò che è vivo
è bello
è povero
è piccolo piccolo, fragilissimo
è incapace di tutto
non sa nulla
inventa solo
E poi?
Poi si aggrappa con tutte le sue forze alla vita e dice
È vero!
e questo un po’ mi da fastidio
un po’ mi da nausea
Come durante un’operazione in cui vedi magari il tuo braccio aperto e mentre forano le tue ossa senti puzza di bruciato e dici cazzo!
Non sono un sottoprodotto in una officina meccanica che viene fresato
e brucia, si buca, si rompe come qualsiasi altra cosa
questa roba non posso essere io
e poi vedi il tuo braccio allacciato con dello spago che sembra un insaccato e pensi che un po’ sta cosa dovrebbe far ridere, e invece ti fa solo schifo perché tu non sei questo ma invece sei proprio quello, quella roba li, rosa e rossa, gonfia, come un’insaccato.
E cosi’ pensiamo che ci è capitato qualcosa di brutto
qualcosa che val la pena dimenticare
ma invece non ci è accaduto proprio nulla
nulla di speciale
semplicemente abbiamo visto di cosa siamo fatti e per distruggere questo fatto incontestabile,
inevitabile
come una verità assoluta che si spiega senza alcun artifizio
allora dobbiamo immaginare un trauma, un incidente, creare un discontinuità per darci un significato superiore
e questo mi fa schifo.
non è disprezzo è solo disgusto
come quando mi fanno vedere un bambino appena nato
con gioia, come se fosse un gioiello
come se si dovesse essere felici, non so se di noi o per lui,
e a me viene solo del dispiacere
lo osservo e provo compassione
mi verrebbe da rispondergli poverino
di dirgli "che ti è successo?"
e l'ultima cosa che mi viene in mente è prenderlo in braccio,
dio mio... ma come possiamo vivere così?
Ho un profondo dispiacere per tutto ciò che è vivo
farei qualsiasi cosa per aiutare la vita ad essere qualcosa di solido
di pieno, di diverso da tutto il resto.
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Papà era distante..
troppo occupato ad essere severo,
ad assomigliare alla sua vita
assomigliare a come la vita era stata dura con lui.
mamma me la ricordo come una bambina
la aspettavo fin che non diventava buio
dal vetro di quel balcone
mi sforzavo
mi sforzavo in punta di piedi
di vedere le luci del negozio spegnersi
perché quando si spegnevano voleva dire che lei stava arrivando
ed era festa
la sua pelle liscia raffreddata dall’aria
il suo sorriso
il mio abbraccio
ora quasi ci detestiamo
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