Creato da mabell77 il 04/10/2005

Colpi di Grazie

(già blog del cazzo)

 

Il mio nuovo blog

Post n°454 pubblicato il 07 Aprile 2011 da mabell77

I giovanotti di oggi hanno davvero tutto e non sanno cosa regalarsi per il proprio compleanno.
Io però non sono più un giovanotto e ogni anno che passa mi rendo conto di quante cose mi mancano. Tutte cose che non hanno prezzo. Quasi tutte. Per il resto io comunque la mastercard non ce l'ho.
Così, per farla breve, stamattina ho pensato di regalarmi un blog tutto nuovo. Che idea meravigliosa. Da tanto di quel tempo vado dicendomi che lo spazio su libero non è assolutamente adeguato ai miei bisogni, che nella comunità di libero mi sento come un vecchio in mezzo ad un branco di liceali sceme. E allora, prima di essere costretto a nominare qualche sciacquetta glitterata ministro delle opportunità orali, ho deciso, e stavolta sul serio, di traslocare. Stamattina di buon ora mi sono messo a girare per scegliere il locale, quando l'ho trovato mi sono dato da fare per gli arredi e infine ho iniziato il trasloco. Mamma mia, non mi rendevo conto di quanta roba poteva stare dentro ad un blog. Mi ero imposto di buttare via quasi tutto, di tenere solo lo stretto indispensabile, così, giusto per iniziare. Ma poi alla fine sapete come vanno le cose: non sono riuscito a buttare via quasi niente.
E adesso sono qua, stanco morto, ma pronto per iniziare una nuova avventura in un ambiente tecnologicamente innovativo. Senza più problemi con i vicini deficienti, con gli impianti che non funzionano, con l'amministratore che rompe i coglioni.

Ti saluto nonno libero.it. è stata una bella storia. Ti lascio i quadri, i vecchi mobili e una copia di tutte le parole che ho pronunciato qui. Mi sembra giusto così. Mi raccomando, continua a non leggerle.

io me ne vado a: mabell77.blogspot.com

 
 
 

I figli degli operai

Post n°453 pubblicato il 23 Marzo 2011 da mabell77

Sta per uscire al cinema silvio forever, il film su berlusconi. Hanno scritto che chi si aspettava un'opera militante contro berlusconi rimarrà deluso. Io invece nel mio piccolo ho realizzato questo "cortissimometraggio" per provare un programma di montaggio di video freeware che ho scaricato da internet.

Ebbene, il risultato non è un granchè, lo ammetto, ma almeno chi si aspetta un'opera militante contro berlusconi non rimane deluso.
Il titolo è I figli degli operai. Buona visione.

 
 
 

I miei super poteri

Post n°452 pubblicato il 18 Marzo 2011 da mabell77

Se un ragno speciale mi mordesse, o venissi assalito da un milione di pipistrelli, o se puta caso venissi irradiato dalla criptonite... insomma se avessi dei super poteri, io non li userei per difendere i più deboli, proteggere l'umanità, creare un milione di posti di lavoro o altre menate del genere, no: io li userei per punire gli imbecilli che suonano il clacson alla cazzo di cane.

Immaginatemi tranquillamente in coda la mattina presto per andare in ufficio, fermo al semaforo a bordo della mia utilitaria torinese ed ecocompatibile. Metto a folle e il mio sguardo è rapito da un manifesto murale. Con la coda dell'occhio mi accorgo che scatta il verde. Prontamente, anche perchè sono in ritardo, vado ad ingranare la prima, ma già il coglionazzo dietro di me suona il clacson.
Resto impietrito da tanta irriverenza e cerco allo specchietto il colpevole. Lo riconosco perché il primitivo suv-munito suona una seconda volta e stavolta gesticola anche.
Spengo il motore. Scendo dall'auto. A questo punto il beota perde la sua fretta, e mentre tutte le altre auto mi scartano a destra e sinistra, lui rimane lì, con un sorriso sfrontato appiccicato su una gran faccia da culo. Mi vede piccolino e inoffensivo. Evidentemente il mio aspetto da impiegato non lo spaventa. Il deficiente. Come se superman non fosse nella vita di tutti i giorni un giornalista con gli occhiali.

Mi avvicino al suo merdosissimo suv gigante e decisamente eco-inconcepibile. Voglio dargli ancora una possibilità, ma già sento che la mia camicia si sta scucendo.
"Buongiorno, vuol dirmi perchè suonava il clacson?"
Ma lui non vuole dialogare con me e usando parole poco civili mi invita a risalire in macchina e ripartire prima che...
"Prima che cosa?" gli chiedo, mentre tutti i bottoni della mia camicia saltano come tappi di spumante la notte di san silvestro.
"prima che va a finire male" mi dice con la sua arrogante e sputazzante mancanza di congiuntivi.
Solo a questo punto si rende conto che sto diventando un iroso gigante, che i vestiti non riescono più a contenere i miei muscoli, che sto diventando verde.
Ora lo stolto cerca di mettersi in salvo abbassando le sicure e chiudendo i finestrini con il suo ridicolo computer di bordo, ma non si rende conto che ho già divelto lo sportello.
Lo estraggo dall'abitacolo e tenendolo per il bavero del suo costoso cappotto lo guardo negli occhi con rabbia. Ora un rispettabile super eroe dovrebbe pronunciare una battuta secca e tagliente prima di scagliare il troglodita dall'altra parte della strada.
Cazzo, non mi viene in mente niente di originale.
Continuo a tenerlo per il bavero cercando le parole e non mi accorgo che nel frattempo alle nostre spalle si è formata una colonna di auto. Sono tutti fermi e impalati che ci stanno guardando. Un tizio a bordo di una piccola monovolume comincia anch'egli a suonare il clacson: "E muoviti a spaccargli la faccia, sto facendo tardi al lavoro!"
Poi un altro e un altro ancora: suonano tutti, suonano dappertutto. Mi guardo intorno, ci sono anche le bandiere alle finestre, sembrano i festeggiamenti del mondiale.
Resto impietrito, non riesco a concentrarmi sulla mia frase ad effetto. "Visto che suoni, adesso te le suono" è il meglio che mi viene pensato, ma non lo dico perchè mi rendo conto che è una cagata.
"Allora? Ti sbrighi!!!"
Continuo a stringere la mia vittima e mi guardo le mani: mi accorgo che da verdi stanno diventando gialle, poi rosse. Sento svanire i miei poteri, sento venir meno le forze, mentre i clacson continuano a suonare.

Sono ridestato da una voce femminile. È una ragazza graziosa, con due begli occhioni verdi che sta bussando nel mio finestrino. Sono ancora seduto nella mia auto, sto stringendo il volante. In radio c'è una voce fastidiosissima che scimmiotta la super cazzola di tognazzi. Se avessi i super poteri, penso tra me, li userei per spaccare la faccia a tutti gli attori del merdosissimo prequel di amici miei.
Ma intanto la graziosa dagli occhioni verdi mi chiama:
"Tutto a posto signore?"
Guardo i miei vestiti. Non sono scuciti e non fanno nessuna fatica a contenere i miei muscoli.
"Si. Tutto a posto. Sto bene" rispondo.
"E allora sposta sta macchina di mmerda, che è verde da due ore" mi urla con rabbia. Poi se ne va.
Ingrano la prima e finalmente mi decido a partire. Se avessi i super poteri, penso tra me, oggi farei ponte. E ci vediamo lunedì.

nella foto: il mio collega normal man

 
 
 

150

Post n°451 pubblicato il 16 Marzo 2011 da mabell77

Fanculo all'Italia che non si spaventa e con la crema da barba alla menta.
Con un vestito gessato sul blu e la moviola la domenica in TV.
Sto entrando nel clima.

 
 
 

il pacco di giuliano ferrara

Post n°450 pubblicato il 15 Marzo 2011 da mabell77

Dunque giuliano ferrara. Lui ha ottenuto di andare in tv a tremila euro a puntata su rai uno nella fascia d'orario che fu sì di enzo biagi, ma anche e soprattutto di max e tux. Ero curioso di vedere la prima puntata. Ero tra i pochi curiosi, visti i dati auditel: sette milioni di italiani hanno guardato il tg1, poi addirittura un milione di persone ha cambiato canale durante radio londra per poi tornare su rai uno a vedere il gioco dei pacchi.
Ero curioso di vedere cosa avrebbe fatto, cosa avrebbe detto, di che cosa avrebbe parlato.
Dunque ha parlato della paura dei giapponesi, che è più riflessiva della nostra.
Poi ha parlato del nucleare, dicendo in sostanza che se i giapponesi riescono ad evitare la catastrofe, allora anche noi dobbiamo andare avanti con il nucleare, se invece fukushima sarà una nuova Chernobyl, allora anche noi dovremmo ripensare la nostra svolta nuclearista.
Lo sai, giulianone, perché la paura dei giapponesi è più riflessiva della nostra? Forse perché i loro reattori nucleari non li ha costruiti diego anemone. Il cemento armato che protegge le barre non è lo stesso di cui erano fatte le case all'Aquila. Il capo della loro protezione civile non è bertolaso. Il loro ministro delle attività produttive non è quel porta sfighe cosmiche di scajola.
E nonostante tutto, non mi sembrano poi mica tanto tranquilli i giapponesi. Su you tube ho addirittura visto un giapponese che saltava la fila: questi per loro sono comportamenti dettati dalla disperazione, altro che storie.
Dai retta, giulianone. Lasciamo perdere sta cosa del nucleare. È allettante, ma non fa per noi. Qui ci sono troppi italiani in giro, non sai mai cosa puoi trovare all'interno di un pacco. Mi dispiace, giulianone, ma io rifiuto e vado avanti.

 
 
 

Tina e Nahui

Post n°449 pubblicato il 08 Marzo 2011 da mabell77

Quale miglior modo di festeggiare la giornata delle donne se non presentando un libro che parla di una donna? Forse quello di presentare due libri che parlano di due donne. Ed è quello che farò.
Trattasi di due libri di Pino Cacucci.
Il primo è Tina, la biografia di Tina Modotti. Il secondo è Nahui, romanzo basato sulla vita di Carmen Mondragon.

Tina nacque a Udine nel 1896, morì a città del messico nel 1942. In mezzo visse una vita incredibile: la rivoluzione messicana, la russia stalinista, la guerra civile spagnola, un pizzico di fascismo italiano. E poi Hollywood, la fotografia, l'arte murale e chi più ne ha più ne metta.
Solo a pensare ai nomi dei personaggi che scorrono tra le pagine di Tina, viene la pelle d'oca: da Edward weston a vittorio vidali, da frida kahlo a diego rivera, da pablo neruda a george Orwell, a Trockij.
Trascinata da un grande sogno di libertà, la vita di Tina si è trasformata in incubo. Una grande storia al femminile. Un personaggio che meriterebbe di essere conosciuto, anche perché seguendo le sue tracce si attraversano gli avvenimenti più importanti, intensi, drammatici e folli del primo novecento.

Carmen Mondragon, nome d'arte Nahui Olin, nacque a Tacubaya nel 1893 e morì a città del messico nel 1978. pressappoco coetanea di Tina, visse una vita opposta a quella dell'italiana. Se quella era figlia di povera gente costretta ad emigrare, questa era figlia di un generale messicano e visse sempre nell'agio. Se Tina visse di ideali (e morì per non averli voluti tradire?) Nahui visse di passioni. Per l'arte, per gli uomini, per l'amore. Ad accumunare queste due donne furono gli ambienti frequentati ad un certo punto della loro vita e fu soprattutto la loro bellezza sconvolgente e irriverente. Una "bellezza depravata" alla quale nessuno sapeva resistere.

Una terza donna incrociò la sua strada con quella di Tina e Nahui: Frida Kahlo, alla quale Cacucci ha dedicato un altro libro "Viva la vida", che però non ho ancora letto.

Tina è il secondo o terzo libro pubblicato da Cacucci e a tratti è un po' verboso, mentre Nahui è del 2006 e nel frattempo Cacucci è diventato uno dei migliori narratori italiani. Non c'è dubbio, quindi, che la storia di Tina sia quella più intensa, bella, emozionante, suggestiva. Tina era una donna con gli attributi, una di quelle per cui vale la pena festeggiare l'8 marzo.
La storia di Nahui però è quella raccontata meglio da un Cacucci certamente più maturo ed esperto, ormai bravo a mescolare gli ingredienti del romanzo storico con quelli della biografia.

Un'idea strepitosa sarebbe quella di realizzare una serie tv ambientata in quegli anni e incentrata sulle vite di Tina, Nahui e Frida. Forse solo loro saprebbero consolarmi dalla prematura dipartita di Freddo, Dandi e Libanese.

 
 
 

Berlusconi sarÓ lei!

Post n°448 pubblicato il 28 Febbraio 2011 da mabell77

Il presidente del Cile arriva in visita in Italia. Siccome è un imprenditore ed è di destra (ed è pure abituato alle gaffe: una volta a berlino ha scritto sul registro degli ospiti deutschland deutschland uber alles) può scappare a qualcuno il paragone con berlusconi. Il corriere della sera gli ha chiesto se trova calzante questo paragone. Ecco la sua testuale risposta:
«non faccio paragoni. Posso dirle chi sono io. Nella mia vita ho avuto tre vocazioni. La prima è stata quella accademica: ho preso un dottorato ad harvard, ho insegnato per 15 anni all'università e non mi pare sia il caso del presidente berlusconi. La mia seconda vocazione è stata quella imprenditoriale: sono partito da zero, la mia famiglia aveva mezzi modesti, ma sono stato fortunato, ho avuto successo in molti campi, dai trasporti aerei al calcio. Poi, alla metà degli anni ottanta ho realizzato la mia vera vocazione, l'impegno nella vita pubblica, la lotta per restaurare la democrazia in cile (...) ci sono coincidenze con il presidente berlusconi, abbiamo entrambi una esperienza da imprenditori: anche io ho posseduto un canale televisivo e sono stato proprietario di una squadra di calcio. Ma ci sono molte differenze: sono più giovane, sono sposato da 37 anni, il parallelo non regge. Credo che siamo molto differenti per stile di vita, comportamenti e valori»
E il conflitto di interessi?
«La legge cilena non mi obbligava a vendere nulla. L'ho fatto di mia iniziativa. Un anno prima di essere eletto ho trasferito tutto ad un blind trust. Avevo detto che se fossi stato eletto avrei venduto la linea aerea e trasferito la tv ad una fondazione no-profit, ma avrei tenuto la squadra, il colo colo, la mia passione. Ma poi ho deciso di vendere tutto».

Questo non è per parlare bene di un politico che nemmeno conosco, ma è solo per dire che la gente non sopporta di essere paragonata ad un uomo che per ricchezze, successi e figa dovrebbe invece essere invidiato in tutto il mondo. Comunque è certo che dopo questa intervista il cileno può pure scordarsi di diventare amichetto di berlusconi (il che magari di questi tempi è pure una benedizione)

and the radio plays: "Mio fratello è figlio unico perche' non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato e non ha mai pagato per fare l'amore e non ha mai vinto un premio aziendale e non ha mai viaggiato in seconda classe sul rapido Taranto-Ancona..."

nella foto: un nuovo miracolo cileno

 

 
 
 

Boris!

Post n°447 pubblicato il 24 Febbraio 2011 da mabell77

E' sempre la stessa vecchia storia, che vale per il 90% dei seguiti dei film di successo, per il 70% delle trasposizioni cinematografiche dei bei libri, delle serie tv, dei cartoni animati, per il 65% dei film tratti da personaggi comici della tv o del teatro. bieche operazioni commerciali, fatte per spremere fino in fondo un prodotto prima di buttarlo al macero. sono certo che anche il film di boris non si sottrarrà alla regola. sarà di certo un film girato alla cazzo di cane, sfruttando tutti i cliché che hanno fatto la fortuna della serie. del resto già la terza edizione faceva abbastanza cagare.
nonostante tutto, avranno i miei soldi.
nonostante tutto, non vedo l'ora che arrivi quel giorno.

 
 
 

sanremo l'ultima, chiamami ancora amore e ti denuncio!

Post n°446 pubblicato il 20 Febbraio 2011 da mabell77

Finito sanremo, finita la settimana più veloce dell'anno. Le incertezze di morandi, l'inutilità irreversibile delle due vallette, la banalità delle canzoncine di luca e paolo. Sembrano già lontane anni luce. Così come le note delle tre canzoni vincitrici, che al terzo ascolto puzzano già di muffa.

Ora è tempo di apparecchiare per la primavera che sta arrivando. Prepariamoci come sempre ad aprire le finestre per cambiare aria e fare entrare luce in casa. E mentre sale questo bisogno di leggerezza (e di pesanti passioni e un sentimento indefinibile al tramonto) non possiamo fare a meno di fischiettare una melodia che nonostante tutto ci rimane in testa.

And the radio plays: "e vedrai un altra te, quasi invincibile come non mai, viva come non mai, ed è li che tu mi avrai, oltre false magie l'orizzonte sarai, splenderai! Splenderai! Splenderai!"

nella foto: pronostico ampiamente azzeccato, ma stavolta era davvero facile.

 
 
 

Sanremo la terza, benigni s'Ŕ destra

Post n°445 pubblicato il 18 Febbraio 2011 da mabell77

L'argomento del giorno è sicuramente benigni, quindi parliamo di benigni. Oppure parliamo della maestra che ha costretto un alunno a scrivere 100 volte alla lavagna "sono un deficiente". Il ragazzino impediva ad un compagno di classe di andare nel bagno dei maschi e lo chiamava femminuccia e gay. Ora si viene a sapere che il tribunale l'ha condannata. Sì perchè il padre del deficiente l'aveva denunciata. Diceva che il deficiente era rimasto turbato da questa punizione. Ai miei tempi, fosse successa una roba del genere, mio padre mi avrebbe preso a calci nel culo. Confidiamo nel terzo grado di giudizio. Spero che condannino la povera maestra a scrivere sulla lavagna 100 volte: "sono l'insegnante di un deficiente, ma anche il padre che mi ha denunciato non scherza".

Ma torniamo a benigni. La cosa che più indispone di questo festival è il pressappochismo. I conduttori e le vallette non sanno proprio cosa devono fare, cosa dire, come muoversi. Il regista non sa che stacchi fare. Ma le prove non le fanno? Ma tutti quegli autori (tra cui il grande federico moccia) che cosa hanno fatto per tutti questi mesi? Sarebbe bastato riadattare qualche vecchia barzelletta pescata dal mio blog e avremmo avuto stacchetti da antologia. Un esempio?
"Ehi Belen, come butta?"
"Eh Gianni, sono stata dal ginecologo..."
"Ah si? E che ti ha detto?"
"Che ho un clitoride come un melone!"
"Gonfio?"
"No, dolce...."
"Stiamo uniti belen, stiamo uniti!"

Secondo me avrebbe funzionato. Ma parliamo di benigni. Ma poi cosa sono tutti sti convenevoli? La canalis ha ringraziato gli italiani 20 volte. Mi dà l'idea che non riesca a leggere il gobbo e allora, siccome non sa che cosa dire, ringrazia. Lei ringrazia. Ma ringrazia il tuo boy george se ancora qualcuno ti si fila...

Insomma non ho voglia di parlare di benigni. Vedo che sulla sua lezione civile sul risorgimento c'è unanime consenso. Non vorrei fare il guastafeste. Stamattina mi ha chiamato un'amica preoccupatissima:
"mabell, il monologo di benigni era di destra!!"
"che pretendevi da rai uno?"
"Ma allora perchè a sinistra è piaciuto a tutti?"
"perchè riconoscono benigni come uno di loro e finché uno scalfari o una littizzetto o un travaglio non gli dice che benigni non va più bene, loro continueranno a linkarlo su fb"
"Ma allora cosa dobbiamo fare mabell???"
"Stiamo uniti, belen, stiamo uniti!"

nella foto: Lo sapevo che saresti tornata. più splendida che mai.

 
 
 

Sanremo la seconda, nella vita comando fino a quando ho stretto in mano il mio telecomando

Post n°444 pubblicato il 17 Febbraio 2011 da mabell77
 

La seconda serata è tradizionalmente la più difficile da seguire. Le canzoni le ho già ascoltate, le vallette le ho scrutate per bene, le giacche del presentatore non mi fanno più nemmeno ridere. Per resistere alla tentazione di cambiare canale devo togliere le batterie del telecomando e andarle a nascondere in garage, in un cassettone pieno zeppo di roba e difficilissimo da aprire.
Comincia il festival, riascolto un paio di canzoni, poi mi ricordo che ho delle batterie di riserva, le inserisco nel telecomando e guardo romanzo criminale su italia 1. Oltre a scrivere le recensioni di san remo, sono anche un grande fan di kim rossi stuart. Dite la verità, avevate più stima di me, nevvero?

Uh, per tutti i link rigenerati di megavideo, da quanto tempo non guardavo un film in tv! Non mi ricordavo che ci sono le pubblicità. Così, forte del telecomando con le batterie nuove, ho potuto guardare anche la Roma su rai due.
Solo al termine di questa ennesima figura di merda eurocalcistica, mi sono guardato un po' di festival. Dei big abbiamo già parlato e direi che le canzoni eliminate sono quelle giuste. Certo anche max pezzali andrebbe castigato, ma in fondo gli vogliamo un po' bene, mentre i Moda li manderei volentieri ad asciugare gli scogli del mare, ma mi rendo conto che servono per attirare i giovani di oggi a cui piacciono tanto. E su cui non mi stancherò mai di scatarrare su (cit.)

va bene, lo dico: il festival lo vincerà Vecchioni, ma la sua canzone puzza di demagogia sinistrorsa e mi fa schifo.

Veniamo ai giovani, passano il turno Serena Abrami e Raphael Gualazzi. qui le selezioni erano davvero facili: la signorina è la vincitrice annunciata e denota un minimo di talento, il pianista è marchisciano come me, e noi modestamente di pazzoidi suonatori di pianoforte ne produciamo a pacchi. Tra l'altro è simpatico e, mi dicono, anche molto bravo. E allora spingiamolo, no?


Stasera la terza serata, dedicata ai 150 anni dell'unità dello stato pontificio. Sull'altro canale c'è santoro. Qualcuno di voi ha un rottweiler molto pericoloso che mi può tenere il telecomando per qualche ora?

nella foto: anna, io non ti dimentico. il tuo bastardo.

 
 
 

San remo la prima, lo specchio di un paese che sta male

Post n°443 pubblicato il 16 Febbraio 2011 da mabell77
 

L'ho sempre detto: San Remo è lo specchio del mio paese, la settimana di san remo è come un viaggio in italia da turista straniero. E infatti eccolo il mio bel paese: grigio, triste, malamente improvvisato, sempre più stonato, senza più fiori, in cui a guidare sono un vecchio, qualche comico e soprattutto la figa. Con la tristezza nel cuore e i tappi nelle orecchie, non mi sottraggo al rituale del pagellone. Perchè san remo è san remo e le tradizioni sono le tradizioni.

Giusy Ferreri - Il mare immenso. Prendi una donna insignificante, la trucchi bene, la vesti bene, la elevi con due tacchi da paura e per un attimo può sembrare una bella donna. Ecco, la canzone è così: insignificante.
Luca Barbarossa con Raquel Del Rosario - Fino in fondo. Ho scoperto di recente che luca barbarossa è un bravo conduttore radiofonico. Peccato quest'hobby della canzone che lo rende insopportabile.
Roberto Vecchioni - Chiamami ancora amore. Ma anche no, grazie.
Anna Tatangelo - Bastardo. Lo confesso, ho avuto una relazione con questa donna. Io mi sono avvicinato a lei solo per il gusto di fare le corna a quel coglione di suo marito, poi pian piano la storia mi ha preso. Alla fine mi ha lasciato perchè "mentre mi amava io facevo l'amore per gioco". Mi ha fatto male sentire questa canzone dedicata a me a sanremo, queste parole di astio. Perché accetto tutto, ma farmi dare del bastardo dalle coriste dell'orchestra di san remo che nemmeno conosco... non credo di meritarlo!
La Crus - Io confesso. Bella canzone, forse la mia preferita. Oh, cazzo, perchè non è stata eliminata?
Max Pezzali - Il mio secondo tempo. Il primo tempo è stato una merda, se il secondo tempo comincia così, che dire? Speriamo nella nebbia o in qualche incidente sugli spalti che faccia sospendere sta cazzo di partita.
Davide Van de Sfroos - Yanez. Va bene, il testo è incomprensibile e non lo giudico anche se giurerei di aver sentito più di una volta la parola vuvuzela. Che non è dialetto comasco. Però il problema è sta musica da modena city ramblers prima maniera che veramente ha rotto i coglioni.
Anna Oxa - La mia anima d'uomo. Se la regina della provocazione stilistica si presenta sul palco con un pullover e i jeans... uffa. E uffa anche la canzone.
Tricarico - 3 Colori. Quest'uomo può fare ciò che vuole, a me è simpatico. Se alle sue spalle c'è fausto mesolella degli avion travel, no dico fausto mesolella degli avion travel, allora non ci sono dubbi: è lui il mio vincitore di san remo. E non cercate significati che non ci sono: questo è solo un inno d'amore per i soldatini e per la guerra fatta per gioco.
Emma Marrone con i Moda' - Arriverà. Quattro manichini della combipel che sanno di negramaro andato a male. E questi sarebbero idoli dei giovani? Ma andatevene affanculo.
Luca Madonia con Franco Battiato - L'Alieno. Di questa canzone apprezzo soprattutto l'imitazione di battiato fatta dal cadavere riesumato del maestro pregadio. Per il resto mi pare una minestrina riscaldata.
Patty Pravo - Il vento e le rose. Ad un certo punto irrompe questa anziana signora pettinata come brigitta, l'amica di paperon de' paperoni, che canta sta canzone... come dire... inqualificabile.
Nathalie Giannitrapani - Vivo Sospesa. Scusa, nathalie, mi sono appisolato. Non vorrei offenderti gratuitamente.
Al Bano - Amanda è libera. A ridestarmi è l'acuto di al bano, che mi strilla nelle orecchie che amanda è libera. Giusto in tempo per sorbirmi uno spettacolo di tango, uno o due sketch incomprensibili, tremila televendite e pubblicità, fino al fatidico momento delle due eliminazioni. Ma prima, la presentazione delle giovani proposte (se tanto mi dà tanto stasera vedremo dei bei casi umani) e il riascolto di un frame delle canzoni ancora in gara. Insomma tergiversavano perchè non avevano il coraggio di dirlo che anna è stata eliminata. Bastardi!

nella foto: patti pravo

 
 
 

lode a mishima e soprattutto a masakatsu

Post n°442 pubblicato il 24 Novembre 2010 da mabell77
 

Il 25 novembre 1970 lo scrittore intellettuale pazzoide giapponese yukio mishima (con l'accento sulla prima I) poneva fine alla sua esistenza attraverso la caratteristica arte dell'Harakiri. E già questo di per sé sarebbe motivo sufficiente a spostare la giornata contro la violenza sulle donne ad altra data e a fare spazio in questa data alla giornata a favore del suicidio premeditato.

Ma la storia di come questo suicidio avvenne è una storia tutta da raccontare.
Dunque mishima aveva fondato un esercito privato per la difesa dell'imperatore e condannava il rifiuto alla guerra sancito dalla costituzione giapponese (e imposto dagli Usa).

Il 25 novembre Mishima e suoi soldati fecero irruzione in una base militare brandendo una Katana. Legarono il generale e gli ordinarono di far schierare tutti gli uomini sul piazzale. Il generale eseguì.
Mishima voleva parlare ai soldati, convincerli a ribellarsi agli americani e a tornare a combattere per il proprio imperatore dio. Dopo il discorso si sarebbe suicidato insieme al suo braccio destro ed amante Masakatsu Morita con il rituale del shinju, cioè il doppio suicidio d'amore, tipico epilogo dei drammi d'amore giapponesi. Inutile commentare.

Gli altri tre scagnozzi protestarono perché anche loro volevano suicidarsi, ma Mishima chiese loro il sacrificio più grande: continuare a vivere. I tre accettarono loro malgrado. Ripeto: inutile commentare. Del gruppo faceva parte anche un certo Chibi Koga, maestro nell'arte della katana.

Mishima, che aveva previsto tutto nei minimi dettagli (aveva anche comprato le garze da infilarsi nel culo per evitare sgradevoli uscite di budella durante il suicidio) dimenticò di portare con sé un megafono. Quando uscì sul balcone per arringare i soldati si trovò di fronte poliziotti, elicotteri, giornalisti, curiosi, un sacco di gente, perché nel frattempo la notizia della sua irruzione nella caserma aveva fatto il giro del Giappone.

Insomma, mishima parlava ma le parole si udivano appena, coperte dal frastuono degli elicotteri e delle pernacchie dei soldati, che di rimettersi a fare la guerra contro gli americani non ci pensavano manco per niente. Mishima finì il suo discorso e rientrò nella stanza del generale constatando il fallimento della sua missione. Ora aveva un motivo un po' più valido per compiere l'insano gesto.

Si tolse la giacca mettendo in mostra il suo torso palestrato, estrasse la sciabola e se la infilò nel petto. A questo punto il rituale prevedeva che masakatsu lo decapitasse immediatamente per evitare che sul viso apparissero smorfie di dolore poco dignitose. Ho detto che è inutile commentare.
Masakatsu colpì una, due, tre volte, ma non riuscì a staccare la testa del suo amante. Il coglione. Allora s'avanzò Chibi Koga, il maestro, che strappò la katana dalle mani del masakatsu e completò l'opera. Mishima era andato, ora toccava a masakatsu. Ma il poveretto proprio non ci sapeva fare con le lame. Provò ad infilarsi la spada nel ventre ma a farlo senza forza né convinzione ti fai solo male e non muori. Ci pensò ancora quel gran bastardo di Chibi Koga, che l'imperatoredio lo abbia in gloria, a risparmiare a masakatu l'onta del fallimento facendogli saltare la testa con un solo fendente secco.

Questa è la storia di come Yukio Mishima si tolse la vita esattamente 40 anni fa. Adesso potete commentare.

And the radio plays: "la morte è insopportabile per chi non riesce a vivere; la morte è insopportabile per chi non deve vivere: lode a Mishima e a Majakovskij, tu devi scomparire anche se non ne hai voglia e puoi contare solo su di te"

 

 
 
 

The social network

Post n°441 pubblicato il 22 Novembre 2010 da mabell77
 

The social network è un grandissimo film. Dentro c’ha tutti i miei ingredienti preferiti: è una biografia attendibile, racconta una storia che vale la pena di essere raccontata, corre via di un fiato senza annoiare mai. E il protagonista, con questo suo ritratto di un nerd, cancella di colpo tutti i migliori border line della storia del cinema: il dustin hoffman di rain man, il tom hanks di forrest gump, l’alberto tomba di alex l’ariete.

Il messaggio che lascia? Molto bello. Se una ragazza vi scarica, invece di ucciderla, abusare del suo cadavere e poi buttarlo in una discarica, andate a casa e fatevi venire un’idea da un miliardo di dollari. Vedrete che in men che non si dica la tipa vi concederà di nuovo la sua amicizia su fb. Aspettate, fare un pompino al premier e farsi nominare ministro non è la vostra idea da un miliardo di dollari. L’altro messaggio del film è che non è giusto rubare le idee degli altri.

 

La frase: “Un po’ di logica: se voi foste gli inventori di face book, avreste inventato facebook”

 
 
 

Buona liberazione a tutti!

Post n°440 pubblicato il 23 Aprile 2010 da mabell77
 

 
 
 
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Come una bestia feroce
EDWARD BUNKER

 
 

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grazie
Inviato da: giga
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grazie
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il 27/01/2014 alle 11:31
 
si ha tutto sognare un giorno ha dei fantastici potere
Inviato da: ernesto
il 22/01/2014 alle 10:08
 
simpatico questo nuovo blog
Inviato da: angelina
il 22/01/2014 alle 10:01
 
buona continuazione
Inviato da: mickael
il 22/01/2014 alle 10:00
 
 
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