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lode a mishima e soprattutto a masakatsu
Ma la storia di come questo suicidio avvenne è una storia tutta da raccontare. Il 25 novembre Mishima e suoi soldati fecero irruzione in una base militare brandendo una Katana. Legarono il generale e gli ordinarono di far schierare tutti gli uomini sul piazzale. Il generale eseguì. Gli altri tre scagnozzi protestarono perché anche loro volevano suicidarsi, ma Mishima chiese loro il sacrificio più grande: continuare a vivere. I tre accettarono loro malgrado. Ripeto: inutile commentare. Del gruppo faceva parte anche un certo Chibi Koga, maestro nell'arte della katana. Mishima, che aveva previsto tutto nei minimi dettagli (aveva anche comprato le garze da infilarsi nel culo per evitare sgradevoli uscite di budella durante il suicidio) dimenticò di portare con sé un megafono. Quando uscì sul balcone per arringare i soldati si trovò di fronte poliziotti, elicotteri, giornalisti, curiosi, un sacco di gente, perché nel frattempo la notizia della sua irruzione nella caserma aveva fatto il giro del Giappone. Insomma, mishima parlava ma le parole si udivano appena, coperte dal frastuono degli elicotteri e delle pernacchie dei soldati, che di rimettersi a fare la guerra contro gli americani non ci pensavano manco per niente. Mishima finì il suo discorso e rientrò nella stanza del generale constatando il fallimento della sua missione. Ora aveva un motivo un po' più valido per compiere l'insano gesto. Si tolse la giacca mettendo in mostra il suo torso palestrato, estrasse la sciabola e se la infilò nel petto. A questo punto il rituale prevedeva che masakatsu lo decapitasse immediatamente per evitare che sul viso apparissero smorfie di dolore poco dignitose. Ho detto che è inutile commentare. Questa è la storia di come Yukio Mishima si tolse la vita esattamente 40 anni fa. Adesso potete commentare. And the radio plays: "la morte è insopportabile per chi non riesce a vivere; la morte è insopportabile per chi non deve vivere: lode a Mishima e a Majakovskij, tu devi scomparire anche se non ne hai voglia e puoi contare solo su di te"
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Come una bestia feroce
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Il 25 novembre 1970 lo scrittore intellettuale pazzoide giapponese yukio mishima (con l'accento sulla prima I) poneva fine alla sua esistenza attraverso la caratteristica arte dell'Harakiri. E già questo di per sé sarebbe motivo sufficiente a spostare la giornata contro la violenza sulle donne ad altra data e a fare spazio in questa data alla giornata a favore del suicidio premeditato.



Inviato da: puzzle bubble
il 30/04/2012 alle 14:15
Inviato da: mcvsi
il 06/10/2011 alle 21:33
Inviato da: gagg8
il 08/04/2011 alle 01:39
Inviato da: gagg8
il 24/03/2011 alle 15:11
Inviato da: mabell77
il 18/03/2011 alle 17:54