Se un ragno speciale mi mordesse, o venissi assalito da un milione di pipistrelli, o se puta caso venissi irradiato dalla criptonite... insomma se avessi dei super poteri, io non li userei per difendere i più deboli, proteggere l'umanità, creare un milione di posti di lavoro o altre menate del genere, no: io li userei per punire gli imbecilli che suonano il clacson alla cazzo di cane.
Immaginatemi tranquillamente in coda la mattina presto per andare in ufficio, fermo al semaforo a bordo della mia utilitaria torinese ed ecocompatibile. Metto a folle e il mio sguardo è rapito da un manifesto murale. Con la coda dell'occhio mi accorgo che scatta il verde. Prontamente, anche perchè sono in ritardo, vado ad ingranare la prima, ma già il coglionazzo dietro di me suona il clacson.
Resto impietrito da tanta irriverenza e cerco allo specchietto il colpevole. Lo riconosco perché il primitivo suv-munito suona una seconda volta e stavolta gesticola anche.
Spengo il motore. Scendo dall'auto. A questo punto il beota perde la sua fretta, e mentre tutte le altre auto mi scartano a destra e sinistra, lui rimane lì, con un sorriso sfrontato appiccicato su una gran faccia da culo. Mi vede piccolino e inoffensivo. Evidentemente il mio aspetto da impiegato non lo spaventa. Il deficiente. Come se superman non fosse nella vita di tutti i giorni un giornalista con gli occhiali.
Mi avvicino al suo merdosissimo suv gigante e decisamente eco-inconcepibile. Voglio dargli ancora una possibilità, ma già sento che la mia camicia si sta scucendo.
"Buongiorno, vuol dirmi perchè suonava il clacson?"
Ma lui non vuole dialogare con me e usando parole poco civili mi invita a risalire in macchina e ripartire prima che...
"Prima che cosa?" gli chiedo, mentre tutti i bottoni della mia camicia saltano come tappi di spumante la notte di san silvestro.
"prima che va a finire male" mi dice con la sua arrogante e sputazzante mancanza di congiuntivi.
Solo a questo punto si rende conto che sto diventando un iroso gigante, che i vestiti non riescono più a contenere i miei muscoli, che sto diventando verde.
Ora lo stolto cerca di mettersi in salvo abbassando le sicure e chiudendo i finestrini con il suo ridicolo computer di bordo, ma non si rende conto che ho già divelto lo sportello.
Lo estraggo dall'abitacolo e tenendolo per il bavero del suo costoso cappotto lo guardo negli occhi con rabbia. Ora un rispettabile super eroe dovrebbe pronunciare una battuta secca e tagliente prima di scagliare il troglodita dall'altra parte della strada.
Cazzo, non mi viene in mente niente di originale.
Continuo a tenerlo per il bavero cercando le parole e non mi accorgo che nel frattempo alle nostre spalle si è formata una colonna di auto. Sono tutti fermi e impalati che ci stanno guardando. Un tizio a bordo di una piccola monovolume comincia anch'egli a suonare il clacson: "E muoviti a spaccargli la faccia, sto facendo tardi al lavoro!"
Poi un altro e un altro ancora: suonano tutti, suonano dappertutto. Mi guardo intorno, ci sono anche le bandiere alle finestre, sembrano i festeggiamenti del mondiale.
Resto impietrito, non riesco a concentrarmi sulla mia frase ad effetto. "Visto che suoni, adesso te le suono" è il meglio che mi viene pensato, ma non lo dico perchè mi rendo conto che è una cagata.
"Allora? Ti sbrighi!!!"
Continuo a stringere la mia vittima e mi guardo le mani: mi accorgo che da verdi stanno diventando gialle, poi rosse. Sento svanire i miei poteri, sento venir meno le forze, mentre i clacson continuano a suonare.
Sono ridestato da una voce femminile. È una ragazza graziosa, con due begli occhioni verdi che sta bussando nel mio finestrino. Sono ancora seduto nella mia auto, sto stringendo il volante. In radio c'è una voce fastidiosissima che scimmiotta la super cazzola di tognazzi. Se avessi i super poteri, penso tra me, li userei per spaccare la faccia a tutti gli attori del merdosissimo prequel di amici miei.
Ma intanto la graziosa dagli occhioni verdi mi chiama:
"Tutto a posto signore?"
Guardo i miei vestiti. Non sono scuciti e non fanno nessuna fatica a contenere i miei muscoli.
"Si. Tutto a posto. Sto bene" rispondo.
"E allora sposta sta macchina di mmerda, che è verde da due ore" mi urla con rabbia. Poi se ne va.
Ingrano la prima e finalmente mi decido a partire. Se avessi i super poteri, penso tra me, oggi farei ponte. E ci vediamo lunedì.
nella foto: il mio collega normal man