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Ish_tar
   
 
Creato da Ish_tar il 06/10/2008

un giorno per caso

che il mare sia la mia canzone e il vento la sua melodia

 

 

Guardando

Post n°619 pubblicato il 27 Aprile 2012 da Ish_tar

 

guardare

Ti sfilano negli occhi della mente i viali che non avresti mai solcato,

contigui ad altre strade senza uscita.

Un ciglio come stasi di un pensiero, seduto ad imbastire un bel corredo...

Passa di là ogni volta una vigilia.

Sui selci, indenne, un alito di ebbrezza di spine incastonate tra le dita,

da rivoli di luce mitigate.

E interroghi talvolta tanta inerzia, nell'aria miscelata di bufera

scoprendo un uragano farsi cielo e dai suoi soffi, immancabili, le stelle.


 
 
 

...

Post n°618 pubblicato il 18 Aprile 2012 da Ish_tar

...

 

Ti ho amato quando la luna è diventata pioggia

e liquida fendente ha eluso la passione

Ho amato il frutto aulente di bacche e fiordalisi

trasfusi dal mio vento che custodiva il tuo nome

Ho amato istanti eterni di batticuori esangui

di venature immote e chimeriche ragioni

Ho amato anche i rintocchi delle ore solitarie

riempiendo attese smunte di mani come miele

Ho amato la bianchezza di un tempo sorseggiato

il suo mescersi all'inverno di odore inveterato

Ho amato il sale azzurro profuso dal tuo mare

l'incognita del volo di un vano caldeggiare

E ho pianto sulle palme degli aridi silenzi

del perdersi di un mondo nei soliti risvegli

Adesso amo ancora l'ingrata nostalgia

di risa come ossigeno e di te che non vai via.

 
 
 

Inquieta

Post n°617 pubblicato il 18 Aprile 2012 da Ish_tar

 

 

 

...

Sento e non dimentico, crogiolandomi nel torpore di un nulla uguale al nulla.

Le ali assopite in quest'aria ferma, mi dicono di un plumbeo che non è di sole nuvole... ma di un colore acerbo,

che si consuma in un cielo che languisce insieme al suo azzurro, ormai scarno delle sue schiarite.

Che giacciono nei toni simili di un fiume senza foce.

E si consuma invano la parvenza di esistere, macchiata dal  freddo alito di un'entità che non mi riconosco.

Buio.

E' l'immergersi estenuato in un mondo che rifiuto, ma che respiro a morsi,

centellinando le ore della notte in cui mi espando.

E muore senza fine il rosso scolorito di un tramonto.

Con dita ormai consunte, limate dalle tregue del far giorno, lavo il mio viso nelle acque trasparenti del ricordo.

Là dove ho lasciato la nudità del verbo, là dove ho viaggiato da imbarchi seducenti, senza domani ad oscurare i

sogni. Là dove ora regno, dal guscio svuotato di ciò che ho regalato.

E patisco il castigo di un oblio che mi distanzia, dormiente carceriere e mia condanna.



 

 
 
 

Di Te Mamma

Post n°615 pubblicato il 04 Aprile 2012 da Ish_tar

 

 

...

Dall'asilo delle tue braccia grandi

ho perso in volo la mia fonte

scalando l'enormità della tua assenza

Ora veglia quel manto frondoso 

di carezze volatili e latenti

a tergere la corteccia rorida dell'orfano risveglio

e ricamare i canti di fanciulla 

che fluttua tra i suoi versi trovatelli.

Non scalda il sole di una primavera eterna

ma fende il marmo di un amore immenso

che da un braciere ha plasmato l'esistenza.

 
 
 

Mani

Post n°614 pubblicato il 31 Marzo 2012 da Ish_tar

 

 

mani

Mani...

intrecciate come tralci fioriti

urgono come foglie ghermite

da rassicuranti sentieri di quercia epocale

sfogliando ore da corolle di miele

Vegliano come boccioli

sui frutti di sospiri in embrione

preservando soavi parole

da un silenzio che sa scompigliare

Mani

suggello dei sorsi di carezze sfiorate

nel grembo di vite disegnate a matita

intrise di inverni intenti a sgelare

sulle vette agognate dai rimorsi del cuore

Mani che adornano tristezze con raggi di sole

dipingendo in vernacoli lievi

la poesia di un tramonto che muore

Mani

sciolte tra crocchie distese

nei fili lucenti dei venti d'amore.

 
 
 
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voli

 

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voli

 

Il tuo più tenue sguardo - Edward Estlin Cummings


 


Il tuo più tenue sguardo

facilmente

mi aprirà

benché abbia chiuso me stesso

come dita sempre mi apri

petalo per petalo

come la primavera fa

toccando accortamente

misteriosamente

la sua prima rosa

e io non so

quello che c'è in te

che chiude e apre

solo qualcosa in me

comprende

che è più profonda

la voce dei tuoi occhi

di tutte le rose

nessuno

neanche la pioggia

ha così piccole mani

 
 

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