un giorno per caso
che il mare sia la mia canzone e il vento la sua melodia
Io amo la semplicità che si
accompagna con l’umiltà.
Mi piace la gente che sa ascoltare
il vento sulla pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Perché lì c’è verità,
lì c’è dolcezza,
lì c’è sensibilità,
lì c’è ancora amore.
Alda Merini

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste
Hermann Hesse

Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere "noi" in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l'un l'altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l'ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia...
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.
Pablo Neruda

Prendo il tuo cuore con me, lo porto nel mio,
Non me ne divido, dove io vada,
mia amata, tu vieni e cio' che
e' fatto da me, tu fai
Io temo
non il fato, perche' il mio fato sei tu, dolce.
Io voglio
non il mondo perchè il mio universo sei tu, mia fede
E quel che la luna ha mai significato
e la musica che il sole sempre canta, sei tu.
Ecco il segreto piu' profondo, che nessuno sa, radice
delle radici, germoglio dei germogli
e cielo dei cieli di un albero chiamato vita,
che cresce
piu' in alto di quanto l'anima possa sperare,
piu' in alto di quanto la mente possa celare.
E' questo il miracolo che tiene le stelle lontane:
Prendo il tuo cuore, lo porto nel mio
E.E. Cummings
NON HO BISOGNO DI TEMPO (Pedro Salinas)
Non ho bisogno di tempo
per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere
là dove taci, o nelle
parole con cui taci?
Chi ti cerchi nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.
E seguirti all'indietro
in ciò che hai fatto, prima,
sommare azione a sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.
Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,
nuda ormai dell'equivoco,
della storia, del passato,
tu, amazzone sulla folgore,
palpitante di recente
ed inatteso arrivo,
sei così anticamente mia,
da tanto tempo ti conosco,
che nel tuo amore chiudo gli occhi,
e procedo senza errare,
alla cieca, senza chiedere nulla
a quella luce lenta e sicura
con cui si riconoscono lettere
e forme e si fanno conti
e si crede di vedere
chi tu sia, o mia invisibile.
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Post n°619 pubblicato il 27 Aprile 2012 da Ish_tar
Ti sfilano negli occhi della mente i viali che non avresti mai solcato, contigui ad altre strade senza uscita. Un ciglio come stasi di un pensiero, seduto ad imbastire un bel corredo... Passa di là ogni volta una vigilia. Sui selci, indenne, un alito di ebbrezza di spine incastonate tra le dita, da rivoli di luce mitigate. E interroghi talvolta tanta inerzia, nell'aria miscelata di bufera scoprendo un uragano farsi cielo e dai suoi soffi, immancabili, le stelle. |
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Post n°618 pubblicato il 18 Aprile 2012 da Ish_tar
Ti ho amato quando la luna è diventata pioggia e liquida fendente ha eluso la passione Ho amato il frutto aulente di bacche e fiordalisi trasfusi dal mio vento che custodiva il tuo nome Ho amato istanti eterni di batticuori esangui di venature immote e chimeriche ragioni Ho amato anche i rintocchi delle ore solitarie riempiendo attese smunte di mani come miele Ho amato la bianchezza di un tempo sorseggiato il suo mescersi all'inverno di odore inveterato Ho amato il sale azzurro profuso dal tuo mare l'incognita del volo di un vano caldeggiare E ho pianto sulle palme degli aridi silenzi del perdersi di un mondo nei soliti risvegli Adesso amo ancora l'ingrata nostalgia di risa come ossigeno e di te che non vai via. |
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Post n°617 pubblicato il 18 Aprile 2012 da Ish_tar
Sento e non dimentico, crogiolandomi nel torpore di un nulla uguale al nulla. Le ali assopite in quest'aria ferma, mi dicono di un plumbeo che non è di sole nuvole... ma di un colore acerbo, che si consuma in un cielo che languisce insieme al suo azzurro, ormai scarno delle sue schiarite. Che giacciono nei toni simili di un fiume senza foce. E si consuma invano la parvenza di esistere, macchiata dal freddo alito di un'entità che non mi riconosco. Buio. E' l'immergersi estenuato in un mondo che rifiuto, ma che respiro a morsi, centellinando le ore della notte in cui mi espando. E muore senza fine il rosso scolorito di un tramonto. Con dita ormai consunte, limate dalle tregue del far giorno, lavo il mio viso nelle acque trasparenti del ricordo. Là dove ho lasciato la nudità del verbo, là dove ho viaggiato da imbarchi seducenti, senza domani ad oscurare i sogni. Là dove ora regno, dal guscio svuotato di ciò che ho regalato. E patisco il castigo di un oblio che mi distanzia, dormiente carceriere e mia condanna.
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Post n°615 pubblicato il 04 Aprile 2012 da Ish_tar
Dall'asilo delle tue braccia grandi ho perso in volo la mia fonte scalando l'enormità della tua assenza Ora veglia quel manto frondoso di carezze volatili e latenti a tergere la corteccia rorida dell'orfano risveglio e ricamare i canti di fanciulla che fluttua tra i suoi versi trovatelli. Non scalda il sole di una primavera eterna ma fende il marmo di un amore immenso che da un braciere ha plasmato l'esistenza. |
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Post n°614 pubblicato il 31 Marzo 2012 da Ish_tar
Mani... intrecciate come tralci fioriti urgono come foglie ghermite da rassicuranti sentieri di quercia epocale sfogliando ore da corolle di miele Vegliano come boccioli sui frutti di sospiri in embrione preservando soavi parole da un silenzio che sa scompigliare Mani suggello dei sorsi di carezze sfiorate nel grembo di vite disegnate a matita intrise di inverni intenti a sgelare sulle vette agognate dai rimorsi del cuore Mani che adornano tristezze con raggi di sole dipingendo in vernacoli lievi la poesia di un tramonto che muore Mani sciolte tra crocchie distese nei fili lucenti dei venti d'amore. |



Il tuo più tenue sguardo - Edward Estlin Cummings
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