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Post n°1 pubblicato il 31 Dicembre 2005 da luther_blisset_08

LA MAIL ART ...
QUESTA SCONOSCIUTA
by Emilio De Tullio



Moltissime le variabili attuative, ma una poetica innegabile e condivisa nei 5 continenti unisce questa forma di comunicazione\espressione\arte che viaggia per il mondo attraverso i canali postali ordinari ed è denominata, appunto, MAILART (il termine si scrive in vari modi ma il senso non cambia: Mailart, Mail Art, MAILART, Mail-art).

Mi preme chiarire che quando una forma espressiva o comunicazionale contiene nel proprio nome il suffisso ‘ART’ (Performing-art, Body-art, Land-art, Narrative-art, Copy-art, Xero-art, Mail-art, Net-art, Web-art, etc.) ciò non certifica … automaticamente … che si tratta “sempre” di una forma d’Arte nel significato più alto di questo termine.

La stessa Fotografia, come chi legge saprà, è stata accolta ufficialmente tra le varie ‘forme’ d’Arte nel lontanissimo 1839 dall’Accademia delle Belle Arti di Francia, ma ciò non costituisce una certezza che l’atto del fotografare in se stesso ed il suo risultato iconografico ‘su carta’ sia un’espressione d’Arte; del resto sappiamo quanto gli intenti dell’autore, la progettualità o la singolarità di un’opera possano essere considerate, di volta in volta, il frutto di un onesto “artigianato” o l’oggetto di un interesse documentativo, ma può anche entrare nel novero dell’Arte per motivi che gli storici ed i critici (non quelli prezzolati, s’intende) avranno intuito, studiato ed evidenziato per nostro conto assolvendo al proprio ruolo. Il tempo, poi, farà il resto nel confermare o contestare singole opere o un artista nonché un ‘movimento’, secondo le regole lecite di quel sano revisionismo storico-culturale che pone in discussione il passato con l’onestà di ammettere eventuali errori.


La MAILART va considerata a tutti gli effetti una forma d’ARTE CONCETTUALE che si sostanzia in “artwork” (in italiano: 'lavoro', 'pezzo' o 'opera') realizzati con “media” quali:

- la grafica, la pittura, la fotografia ed il collage a tecnica mista o l’elaborazione digitale (per quanto riguarda le forme visuali.

- la musica e la ‘rumoristica’ (tratta dalla natura, dalla vita cittadina, dal caso o da ‘performance’ di Body-art) spedita naturalmente in forma di registrazioni su vari supporti oppure di spartiti espressamente stilati e dedicati ad uno o più destinatari

- la poesia, la scrittura, le forme derivanti dal “Lettrismo” dove la parola scritta è protagonista in forme particolari, le brevi composizioni Haiku (3 o 5 righe mutuate dalla tradizione giapponese antica); spesso queste forme si avvalgono dell’uso della “calligrafia”.
La MAILART degli ultimi 20 anni è costituita –per la maggior parte– da buste, cartoline ed 'oggetti' variamente decorati o elaborati con un ampio ventaglio di altri media (oltre all'indispensabile contenuto iconico, grafico, testuale e 'calligrafico') con la creazione di timbri decorativi (rubber stamp dalla gomma utilizzata per essere incisa a mano con semplicità) e la creazione di falsi francobolli (artistamp dalla contrazione di “Artist’s Stamp” francobollo d’artista).

E’ tipica della MAILART una partecipazione individuale (dagli anni ’90 anche con l’aiuto del computer) alla realizzazione di ‘artwork', siano essi bidimensionali (Postcard, enveloppe) o tridimensionali in forme più complesse come il 'libro d'artista' o di semplici oggetti di consumo (elaborati in vario modo), spediti spesso senza un regolare imballaggio, ma con affrancature, regolari e di fantasia, indirizzi tali da decontestualizzare l'oggetto viaggiato ed a 'spiazzare' –volutamente ma con rispetto- il servizio di posta oltre che il destinatario.


Le regole principali, non scritte ma rispettate, sono:

- No Jury = nessuna selezione dei lavori ricevuti e nessuna classifica di merito (unica eccezione è l’eliminazione -o la visione riservata- di opere che possano offendere il pudore nei confronti dei minori e/o di culture diverse tra l’autore e il destinatario).

- No Rules = l’assenza di regole rigide, anche se, nei fatti, divengono ‘regole’ quelle consuetudini che sono considerate positivamente dai più: prima di tutte la “Reciprocation” che prevede di ricambiare l’arrivo di un ‘artwork’ con un proprio invio aderente ad un progetto proposto dal destinatario oppure a tema libero.

- No Money = niente soldi, infatti l’unico ‘costo’ che un Mailartista deve sostenere è il costo del francobollo per la spedizione attraverso i canali postali del proprio Paese, oltre al tempo dedicato ed ai pochi materiali necessari.

- No Return = intendendosi “regalato” ogni oggetto di MAILART (Postcard, Envelope, Artist-Book o altro ‘artwork’ bidimensionale o tridimensionale) inviato al destinatario prescelto; è considerato deplorevole trarre profitto dalla vendita delle ‘opere’ altrui ricevute nel MAILART- Network; fa eccezione la raccolta di denaro per progetti di assistenza umanitaria.

Alcune peculiarità diffuse nella MAILART sono: la progettualità, la tematizzazione, le mostre pubbliche, le documentazioni degli eventi con Liste dei partecipanti (cartacee oppure nel Web), ma soprattutto la consuetudine dei lanci di Project, Call, Appel (in francese) o Convocatoria (in spagnolo) che contraddistinguono questa forma espressiva di comunicazione nel mondo intero.

Internet ha avuto e continua a ricoprire un ruolo importante nella diffusione capillare – ed a costi bassissimi – di questi 'Progetti' attraverso 'Mailing-List' e le varie tipologie di Forum e di Gruppi; altro vantaggio è quello di poter fornire la documentazione dei 'Progetti' conclusi ai singoli partecipanti, oltre che stabilire scambi tra singoli nella preparazione di tematiche da lanciare in varie lingue (per la maggioranza in inglese, francese e spagnolo) per fare in modo che il Network della MAILART raggiunga sempre più lo scopo dello scambio tra individui di culture e di linguaggi diversi, anche geograficamente lontani tra loro. Nel caso di progetti internazionali (l’ 80 percento del totale) le parti di testo vengono espresse in inglese.


La E-mailArt essendo veicolata nel Web senza una partecipazione diretta … anche manuale … non è annoverata nella MAILART ma sempre più marcatamente nella Web-art o nella Net-art e –dato l'uso indispensabile del computer o dei nuovi 'sistemi' telefonici WAP e UMTS– si definisce, per estensione, ‘digital-art’. La sua esclusione, da parte dei più, dal mondo variegato della MAILART dipende anche dalla mancanza di due elementi caratteristici e connaturati alla tradizione: il rischio di perdita –o furto– dell’artwork durante il percorso postale e quella sorta di “vissuto postale” fatto di passaggi di mano, annulli, viaggi e azioni per mezzo delle apparecchiature per lo smistamento della posta in quasi tutto il mondo.

Lo spirito della MAILART di respiro internazionale si muove in un Rizoma (intreccio vegetale che viene assimilato al Web ed alle “reti” senza schemi rigidi ma sempre in connessione articolata) che attraversa il globo senza clamori e senza essere asservito a quel 'Mercato dell'Arte' al quale negli anni ’60 si opposero, negli U.S.A., i pionieri del libero scambio non mercificato e non musealizzato; un segnale, preciso ma sobrio, verso quelle istituzioni che costoro intendevano contestare per vivere una libertà di progetto, di scambio, di sinergie tra poeti, musicisti ed artisti visuali e plastici senza contratti con Gallerie, Mercanti d’arte e spazi a pagamento.

La Pop-art, in particolare, ebbe ed ha ancor oggi una forte influenza sul comparto iconografico della MAILART, specie per le aumentate attenzioni verso l’ambiente da parte degli artisti che sempre più numerosi utilizzano materiali riciclati provenienti dalla quotidianità, come la carta stampata e gli imballaggi più ‘casalinghi’, traendone spunti ed opere di connotato sociale frequentemente “virtuoso” e di esempio per gli altri.


I temi sociali ed umanitari proposti da numerosi 'Progetti' di MAILART sono tra i più frequentati e 'sentiti' in una condivisione spontanea e mai pilotata o pilotabile; la quasi totalità dei Progetti sono frutto di singoli artisti o di gruppi (in questi casi l’archiviazione è più sistematica come pure la documentazione per via del lavoro di gruppo) e questo assicura un buon equilibrio delle proposte tematiche e del loro portato sociale.

Come chi ha letto sin qui ha potuto constatare, la MAILART ha tante ‘vie’ ma soprattutto si concretizza –come premesso all’inizio– in modi molto diversificati, mentre ciò che non cambia è un certo ’feeling’ che lascia sempre trasparire il desiderio di realizzare piccole e medie ‘opere’ con il piacere di donarle a chi vogliamo, anche se poi l’indirizzo postale ci ricorderà che non abbiamo mai … incontrato di persona … quel mailartista australiano e neppure quell’altro che abita nel Comune accanto al nostro.

Il grande MAILART-NETWORK è una creatura impalpabile quanto affascinante proprio per la sua indipendenza e per essere l’espressione più concreta dell’entusiasmo e dell’impegno di alcune decine di migliaia di individui che la rendono possibile tenendola “viva”. *****

NOTE
A - E’ d’obbligo –per me come per chiunque si prefigga scopi didattici e divulgativi- chiarire che non esiste una sola né una rigida … “poetica” che ispiri il vastissimo mondo della MAILART e quindi, in questi miei articoli, cercherò di distinguere sempre le possibili alternative o le ”vie parallele“ che le correnti della MAILART perseguono.

B - La traduzione letterale in lingua italiana di MAILART è “Arte Postale”, ma preciso che è indispensabile distinguere tra ciò che fu l’ 'Arte Postale' e la 'Mail Art' per non commettere errori storici e per non creare confusione sul piano culturale tra lo spirito delle numerose ”varianti poetiche“ della “MAILART” (figlia naturale dei fermenti artistici ‘ribelli’ intersecatisi negli U.S.A. dagli anni ‘60) e quello spirito –diverso- che appartenne all’ “ARTE POSTALE” (figlia complessa del Futurismo, del Dadaismo e del Lettrismo dai primi decenni del 20* secolo).
Per la precisione, lo spirito che fu e che è tuttora precipuo dell’ “ARTE POSTALE” induce a tradurla in “MAILED ART” … letteralmente “Arte spedita” per quell’intento degli artisti a far conoscere le proprie opere d’arte ad altri, in forma di Cartoncini e Cartoline con riproduzioni policrome, spedite attraverso il servizio postale con intento lecitamente autopromozionale.

Emilio De Tullio © 2006

Tutti i diritti riservati - Riproduzione non ammessa.

Cenni Biografici sull'autore
http://blog.libero.it/edt/

alcuni PROGETTI\CALL di PHOTO-MAILART ...
http://blog.libero.it/photomailart/

 
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Post n°2 pubblicato il 03 Maggio 2007 da luther_blisset_08



LA MAILART...

SECONDO EMILIO DE TULLIO


...
il 6 Febbraio 2003 forma un gruppo di mailartisti/fotografi che
accolgono il suo MANI-F-TESTO, dando il via ufficialmente ad un
movimento di Mailart (che personalmente persegue dal 1995) denominato

http://it.wikipedia.org/wiki/Photo-MailArt

...
una corrente con una impronta fotografica (esplicita o citata) nel
vasto mondo internazionale della MailArt, che praticava –
inconsapevolmente – dal 1974 ma che conosce e studia sistematicamente
dal 1985 sempre più a fondo
... apre un Group di Yahoo per il
dialogo, per lanciare i propri ed altrui 'Call', 'Project',
Convocatorias ... e per delineare – con contributi di altri e più noti
teorici – la storicizzazione della MailArt dalle Avanguardie storiche
del Vovecento ad oggi
... dal 2002 è attivo come mailartista nel
NETWORK POSTALE (utilizza quello del Web soltanto per comunicare e
tenere contatti operativi e promozionali) dove partecipa a Progetti di
ogni tendenza e ad importanti mostre ed eventi in Italia e all’estero
con medium non solo fotografici
... ha organizzato 5 mostre pubbliche internazionali di opere ricevute per propri PROJECT
ad esempio: WATER 2003 – HANDS – MY COMPUTER & ME – MY MAILBOX – EGG, MOON, SNOW, etc...

http://blog.libero.it/photomailart/


GLI EVENTI PUBBLICI

...
dall'Ottobre del 2000 è il "Consulente culturale" della Mostra-mercato
ed Evento NovegroPhotocine (Milano) dove organizza mostre, dibattiti,
seminari e pedane di critica, promuovendo la didattica e la
bibliografia delle riflessioni teoriche
... negli anni, 2003/4/5/6/7
ha esposto anche opere di PhotoMailArt suscitando molto interesse nel
pubblico di fotografi e nei mass-media
... un settore di Photocine è sempre dedicato alla FIAF, nella quale da molti anni ricopre il ruolo di Delegato per Milano Città



LE REALTA' VIRTUALI
...
da 8 anni è attivo -con ruoli di fondatore e\o animatore- attraverso
Club Virtuali e Gruppi-Yahoo di discussione su vari aspetti della
fotografia e sulla scrittura immagin'aria ed immagi\nata; attualmente
si occupa di:

PHOTO-STUDIUM
http://it.groups.yahoo.com/group/PHOTO-STUDIUM_by_emilio_de_tullio/

SCRITTURA_e-mozione
http://it.groups.yahoo.com/group/SCRITTURA_e-mozione/
 

 
 
 
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