LABIRINTO
L' Eros,l 'Avventura, il Fantasy del Fauno e della Strega

Non esistono racconti immorali, esistono solo racconti scritti bene o scritti male e questo è tutto
(Oscar Wilde)
Portatore sano d'eros:
Maschio o femmina, è indifferente.
Uno sguardo, un odore, un profumo, un contatto casuale, una voce...
E sei perduto o perduta.
(StregaM0rgause)
I racconti di questo blog sono destinati ad un PUBBLICO ADULTO
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Post n°149 pubblicato il 24 Maggio 2013 da mala_spina
Sciolgo i capelli che lucidi brillano nello specchio e dentro gli occhi si accendono scintille viola di desiderio. -Sì, arriverà, tra poco, entra nel bagno, preparati per Lui...- E mentre le sue labbra cercano le mie, con dolcezza, come se ci fossimo appena lasciati, le sue mani si muovono su di me, carezze di vento le dita a tracciare cerchi sui seni, a stringere i capezzoli che vorrei si chinasse a succhiare, quasi rientrato figlio nel mio ventre che lo aspetta, ad accarezzarmi le labbra del sesso, per penetrarmi con dita agili e movimenti ipnotici: il mio piacere sale, ora sono stesa al sole su una collina , sto per volare, ecco... Sono in piedi, nuda di fronte a Cesare, mentre l’acqua scende a rivoli dal mio corpo. Allora Cesare si rialza e senza più riguardi mi spinge contro il muro: da un arazzo sporgono trepioli, disposti a V e capisco a che cosa servono: quello in basso per appoggiarvi sopra la gamba, a sostener la piega del ginocchio, come fanno le prostitute di strada, gli altri due sono per le mani, affinchè possa agrapparmi. Rumori di passi, di armi, ma ormai tutto è compiuto, e io non vorrei che il mio amante mi lasciasse, il dolore del distacco è insopportabile, ma per me, per come ero quando ancora stavo ai bordi del sogno, prima di precipitarvi dentro. E mi ritrovo sola, nell’atmosfera lattiginosa e profumata della stanza. Passi affannati, grida, mi immergo rapidamente nell’acqua, Alberto e Manfredi entrano sbattendo la porta, gridano qualche cosa, il Valentino, l’hanno visto salir fino al castello, possibile... Se ne vanno e io resto lì, con gli occhi chiusi fino a che mi accorgo che l’acqua è diventata fredda. E nella mente le sue parole: Fosca Malaspina, mia antenata, morì nel 1507, tre mesi dopo la fine disperata del Valentino sugli altopiani di Navarra, avvenuta il 12 marzo dello stesso anno.
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Post n°148 pubblicato il 23 Maggio 2013 da mala_spina
La stanza è rotonda, con il soffitto di legno a cupola quadrangolare. -Guardami, sono qui- Venni data in sposa giovanissima al conte Adalberto Guidi, più vecchio di me di trent’anni, che notte dopo notte striscia sul mio corpo come bavosa lumaca. Del resto questi sono i miei tempi: oggi è il 2 Luglio del 1502. Ora so chi sto aspettando e il ventre si contrae, i capezzoli si inturgidiscono, il respiro si blocca: verrai da me, come non so, ma arriverai e ti avrò, e mi darai un figlio.
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Post n°147 pubblicato il 22 Maggio 2013 da mala_spina
Kostantin Kacev-Sensuality La tua bellezza ieri sera mi ha lasciato senza fiato. -Io sono tutta la poesia della frutta Ti sei voltata verso Giovanni e ho notato la profonda scollatura posteriore dell'abito, che metteva in risalto la magnifica schiena. Mi hai vista, sei scesa dallo sgabello e abbracciandomi con un sorriso di giovane civetta che incoraggia un pretendente timido mi hai detto, baciandomi sulla guancia: |
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Post n°146 pubblicato il 21 Maggio 2013 da mala_spina
Infine ho scovato l' uomo a Mexico city quando i miei committenti avevano cominciato ad essere impazienti. Ma non l’ascolto, la allontano infastidita mentre cerco sicurezza nel contatto della mia fedele Beretta 92 che ora viaggia con me, nella sacca di tela dai colori vivaci -comprata a una bancarella della Zona Rosa- appesa con nocuranza alla spalla. Arrivo alla porta della taverna, scendo tre gradini ed entro. Non riesco a scorgere i suoi occhi dietro le lenti nere; ricambio il sorriso, saluto e fingo di leggere una carta bisunta che è il menù. Non mi rendo conto di essere sempre più preda e meno cacciatore. -Querida- mormora e si inginocchia baciandomi l’ombelico. Con delicatezza mi sfila i pantaloni, fa scendere gli slip, e sempre inginocchiato, mi apre le gambe per accarezzarmi a lungo col respiro prima che con la lingua mentre ripeto come una litania: Lo abbraccio stretto mentre le mie mani inconsciamente scendono alla cintura: niente armi. Blade è morta, domani troveranno il suo corpo abbandonato in questa squallida stanza.
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Post n°145 pubblicato il 20 Maggio 2013 da mala_spina
Il quartiere Condesa di Mexico City è la zona preferita dagli artisti, dagli intellettuali e dagli alternativi. Femmina, nome in codice Blade, professione: killer o meglio eliminatrice di umani scomodi, preferisco questa definizione; la prima è troppo inflazionata. Il mio incarico questa volta è difficile, altri prima di me hanno fallito; ora la faccenda va sistemata, il tempo è scaduto. Un mese fa, a Lima, avevo scovato l’uomo in un albergaccio del centro, nei dintorni di Plaza de Armas, grazie a un mio particolare informatore, al mio infallibile fiuto e a una gran botta di fortuna. Improvvisamente la finestra di fronte a me, dall’altra parte della strada stretta e soffocante, si illuminò. Aveva capelli neri, lunghi sul collo e intorno al viso magro, occhi chiari che contrastavano con la pelle scurita dal sole: pareva più vecchio dei suoi 32 anni. Non erano da me questi pensieri,infatti: Quelle mani mi stavano ipnotizzando...non riuscivo a staccar gli occhi da loro. Improvvisamente avvertii una sensazione acuta di gelo sotto la pioggia che continuava a cadere. -Errore, errore, questa volta è diverso- la voce insistente dentro di me era più acuta del solito. (Continua) |
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