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« Battuta di Zero a Domenica InFASSINO SE CI SEI BATTI ... »

INTOLLERANZA ZERO

Post n°118 pubblicato il 27 Novembre 2006 da mancuso0
Foto di mancuso0

Il cantautore romano non è nuovo a prese di posizione contro gli omosessuali, con l’aiuto di Pasquale Quaranta (

www.p40.it) ho ricostruito le dichiarazioni rilasciate dall’ex beniamino dei gay italiani. Dopo aver negato in tutti i luoghi di essere gay, si è poi lanciato in diversi giudizi sull’omosessualità da lasciare esterefatti i sorcini e tutti i suoi estimatori. Anche se bisogna dire che moltissimi sorcini fanatici lo difendono, a costo di loro stessi. L’anno scorso prima di cantare al Concerto di Natale in Vaticano, diverse dichiarazioni di Zero, del suo manager e del figlio adottivo, tutte tese a smentire la presunta omosessualità del cantante e sminuenti delle offese recate ai gay. Quella più stupefacente, pronunciata dal nostro fu: "Gli omosessuali sono un po’ come i bambini Down: sono diversi, hanno il loro mondo, sensibilità acutissime". Fabio Canino, affermò giustamente che, " Sono contento che siano uscite fuori queste dichiarazioni assurde. Stanno bene a quei sorcini rincoglioniti che lo difendono a tutti i costi, e li avverte "Se avete intenzione di scrivermi email, com’è successo in passato, per difendere il vostro idolo – che vi offende e vi chiama handicappati – risparmiate il vostro tempo, rinunciateci: vi manderei a quel paese!".  Ma ecco altre "rivelazioni" rilasciate a Paolo Conti del Corriere della Sera: "Il profilattico può essere in sé maligno", "Libertà e libertinaggio sono due cose diverse". E ancora: "Il peccato permette la redenzione". Sull’aborto: "Figurati se posso essere d’accordo… È una prospettiva per me inaccettabile". L’autore del Triangolo, di Onda gay e di Sbattiamoci, dopo aver intonato nell’aula Paolo VI La vita è dono (dedicata a Giovanni Paolo II), ha terminato il suo intervento con un saluto "al grande Papa che ci ha appena lasciato e al nuovo Papa che è arrivato". Pasquale Quaranta giustamente sottolinea "Zero in Vaticano è "un’apertura" della Chiesa agli omosessuali? A chi gli chiede: "Ma è la Chiesa ad essere cambiata perché invita Zero o viceversa?", il Re dei sorcini risponde serafico: "Un tempo cantavo per un manipolo di disadattati e parlavo di depressione, disagio, paura di vivere, emarginazione". E ancora: "Quello è un guardaroba storico, che forse sarà un giorno frutto di studi sociologici, chissà… ". E ora arriva la dichiarazione di ieri a Domenica In, dove Renato Zero ha candidamente confessato di aver dichiarato il falso alla visita militare, dicendo che era omosessuale. Non contento l’autore de il Triangolo, ha proseguito con " sono fatto di ben altra pasta" alludendo alla funzionalità dei propri organi genitali. Insomma l’intolleranza Zero è ben servita, nonostante le schiere adoranti di sorcini lobotomizzati, convinti di adorare un mito, che si è infranto sul solito muro della convenienza trasformistica (che nostalgia per il "trasformista" Zero…) di un artista un tempo molto amato, da quei "disadattati" che lo hanno riempito di soldi, anche per finanziare inesistenti progetti, e oggi vengono così denigrati. Complimenti... Zero!!!

 

 

 

 

 
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Chi sono in breve

Aurelio Mancuso ha 45 anni è giornalista pubblicista e ricopre attualmente l'incarico di Presidente nazionale Arcigay. La sua esperienza politica e sociale si è essenzialmente formata nell'ambito dei gruppi d’aiuto rivolti ai giovani in difficoltà e tossicodipendenti. Negli anni '80, ha collaborato con alcuni noti sacerdoti impegnati in prima fila nella lotta contro il traffico illegale di stupefacenti e, a favore del recupero dei ragazzi emarginati e dell'aggregazione giovanile. Aurelio Mancuso, si è inoltre impegnato nel movimento pacifista, di cui è stato uno dei rappresentanti più in vista nella stagione della lotta contro il riarmo nucleare e dell'insediamento di nuove basi nucleari in Italia. Aurelio Mancuso da sempre è iscritto e militante del più grande partito della sinistra italiana, il PCI, poi divenuto PDS e oggi DS, in cui ha ricoperto incarichi nazionali e regionali. Nell’ultimo periodo ha avviato un percorso d’allontanamento dall’impegno politico in senso stretto, per dedicarsi esclusivamente alle battaglie di laicità e libertà rivendicate dal movimento lgbt. Nel suo percorso di fede, ha incontrato le comunità cristiane di base, di cui condivide la storia, lo sforzo ecumenico e il forte dissenso rispetto alle indebite ingerenze delle gerarchie cattoliche. Negli ultimi dieci anni ha attivamente partecipato all'ampliamento e al rafforzamento del movimento gay italiano, in particolare in Arcigay coordina la rete dei Comitati territoriali e delle Associazioni ricreative e ha contribuito all'organizzazione di tutte le grandi campagne politiche e sociali di questi ultimi anni, prima fra tutte, il sostegno al progetto di legge del PACS, ovvero il riconoscimento delle coppie conviventi etero e omosessuali. La parità dei diritti delle persone lgbt, la lotta contro l’omofobia e la transfobia, una Arcigay chiaramente autonoma dalle influenze partitiche e, quindi, vero e proprio sindacato dei gay e delle lesbiche italiane, rappresentano per Mancuso le idee per cui oggi bisogna impegnarsi fino in fondo, attraverso anche la costruzione di un patto federativo tra le associazioni lgbt italiane, più determinate a lavorare insieme per raggiungere quei risultati che finora sono mancati. Dal 13 maggio 2007 è il Presidente nazionale di Arcigay.

 

La mia canzone

Morirò d'Amore

Vento nei capelli e gli occhi al sole
E richiami vigili nel cuore
Affidavo all’aria i miei pensieri
E le parole, le parole tue mi mancano
Le parole urlate
Poi dall’eco ripetute
Cantano
Morirò d’amore, morirò per te
Il tuo sorriso l’allegria quanto mi mancano
Le parole sussurrate, zitte, poi gridate
Le parole tue per me
Morirò d’amore, morirò per te
Senti il vento contro le ringhiere
Con te vicino passo le mie sere
E le parole, le parole tue mi sfiorano
Quelle parole che sai dirmi quando me ne voglio andare
Vincono
Morirò d’amore, morirò per te
Socchiudo gli occhi e le tue mani mi accarezzano
Quelle parole urlate poi dall’eco rimandate
Che dal cielo cantano
Morirò d’amore, morirò per te

 

LE MIE E I MIEI CANTANTI

Mercedes Sosa

Emma Shappling

Enigma

Fiorella Mannoia

Alice

Franco Battiato

Giuni Russo

Maria Carta

Fabrizio De André

Nina Hagen

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Sting

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Francesco De Gregori