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Creato da mantica_occulti il 10/03/2010

Mantica

Un piccolo spazio dove postare i miei appunti.

 

 

La meraviglia del buon anno

Post n°143 pubblicato il 01 Gennaio 2013 da mantica_occulti
 

 

La meraviglia del buon anno, la meraviglia del rinnovo, lo splendore dell' inizio, il riprendersi in mano come se fosse la prima volta... pensai a dover cambiarmi, è stato splendido quando mi resi conto di quanto potessi fare, cambiare il mondo senza cambiar se stessi, ad una sola condizione: non condizionare il mondo ed accettarlo com' é, senza farselo a misura.

Sapersi riconoscere in quest' oceano incredibile ed immisurabile é stato il passo fatale verso il nuovo inizio, l' inizio di una nuova era, l' inizio di una nuova epoca. credo che l' avete sentito tutti questo cambiamento a nostro favore, avete sentito e sentirete sempre più il bisogno di esprimere ciò che siete, esternare tutto ciò che prima reputavate la vostra privacy, il vostro pudore, indispensabile per la vostra anima, per il vostro corpo.

Questo pudore oggi è cambiato, non è più quello che conoscete, è il pudore della dolcezza, della sincerità, della realtà e dell' illusione. capaci di tutto ci rendiamo conto sempre più che non siamo sullo stesso mondo dell' anno scorso, sullo stesso mondo che é cambiato il 20.12.2012 e non il 21.12.2012. qualcosa è cambiato nelle nostre menti, nelle nostre sensazioni, nel nostro modo di spingerci verso la realizzazione della nostra persona , è la manifestazione che stiamo sperimentando con più forza, più energie, ci stiamo dando dentro sempre più per manifestare noi stessi e realizzare ciò di cui siamo realmente capaci in quel momento.

Ho bisogno di voi, che capiate, che conosciate con le vostre anime, ho bisogno di concentrazione e semplicità, quella della vostra nascita, per voi stessi.

Amiamo una cosa, e non tutti ce ne rendiamo conto: il cambiamento della manifestazione, cioè l' essere, il divenire. Si, stanno cominciando a cambiare le cose a questo mondo, la realtà è che abbiamo in discussione e contrapposizione idee ed ideali, e ciò non va bene perché dobbiamo realmente uscire da questa lotta continua di opposizione, abnegazione, di scontro e di potere, non abbiamo bisogno di governare qualcuno o qualcosa perché in realtà non ne siamo nemmeno capaci di farlo su qualcosa che nemmeno conosciamo, se non giusto lontanamente.

Quante parole, quanti gruppi, quante discussioni, e quante credenze che ci sono in giro, eppure ancora nessuno che parla in faccia della vera realtà, perlomeno di ciò che esiste fisicamente.  Questo è l' argomento di questo testo: che cos' è l' uomo? Che cosa sono le persone? Come si è fatti? Qual è la nostra reale essenza? Come possiamo riconoscerci, da che punto di vista?

Avete mai guardato dove sono i piedi? E dove sono le emozioni? Avete mai osato a cambiare il vostro vocabolario mentre parlate? Avete mai fatto caso a come comunicare in modo diverso faccia in modo che ci sia una comprensione diversa? Avete mai provato a dar ascolto anche a ciò che sta realmente intorno a voi? Se prima vi sentivo a distanza, ora vi sento dentro me. Se prima sentivo a 2 cm dalla pelle le vibrazioni nell' etere, ora le sento a distanza di 2 metri. Com' è possibile? Avete mai osato a lasciarvi andare seguendo il vostro istinto? Se l' avete fatto, comprendete questo testo come rileggere il vostro caro diaro d' infanzia.

Perché mai allora, se tutta questa sensibilità ci accomuna, se tutta questa sensibilità sta alla base di ciò che è la spiegazione del corpo, perché mai allora dobbiamo travisarla a piacimento della mente? So che è forte dentro voi la perversione di non mollare ciò che si conosce, il vostro corpo ve lo fa considerare come frutto del vostro credere e non ve lo fa mettere in dubbio come se fosse solo una convinzione. Staccatevi da tutto ciò che realmente non vi aggrada, staccatevi da tutto ciò che realmente non vi accomuna, staccatevi da tutto e lasciatevi andare alla vostra essenza, così come mi lascio andare io nello scrivere questo testo, tutti i precedenti, e tutti quelli che seguiranno: frutto dell' inconscio e frutto del mio credere nella spiegazione di ciò che siamo, di ciò che sono: un essere vivente.

Ho rimesso i piedi per terra quando mi son reso conto di stare scegliendo inconsapevolmente. Che cosa c' è di più onorevole del risvegliarsi? È la benedizione di noi stessi il risvegliarsi continuamente a se stessi, di risvegliare capacità innate ed infinite nel nostro corpo, è una benedizione modificare la radice della propria esistenza, essere consapevoli di essere energia e non più corpo anima e spirito, 3 elementi distinti ed inequivocabilmente inseparabili ed impercettibili.

Dobbiamo, perché da solo non voglio, cominciare a camminare insieme, dobbiamo cominciare ad amare insieme, anche uno dopo l' altro va bene. Dobbiamo crescere, questa è l' unica capacità che abbiamo scelto di essere. Perché mai uno dovrebbe fare quel che fa se non l' avesse scelto direttamente esso stesso? Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma: quindi che gioco volete fare? Provate a capire questo che vi dico ora: pensate di dovervi cambiare o pensate a dover cambiarvi? È semplice come domanda.
Vi chiedo, umilmente, di trovarci l' un l' altro a comunicare sempre più  attraverso il canale di realizzazione e manifestazione dell' essere, e ritrovarci periodicamente a discuterne delle proprie sensazioni, non si parla di creare un gruppo di eletti, prescelti, o quant' altro, si tratta di essere coscienti.
Chi vuole divenire manifestazione?
Parola del Padre


Siate Luce
Sii Luce
Sono Luce




 Mantica Occulti

 

 
 
 

Siate coscienti

Post n°142 pubblicato il 15 Novembre 2012 da mantica_occulti
 

È così dolce il rumore del silenzio, è così assurdo l' abisso del cuore... novità in arrivo? Pensieri al tramonto... l' alba dei morti viventi, è tempo e spazio di sovraffollarsi e pensare ad impazzire.... violenza! Violenza! Sciagura nei sogni tuoi, sarò il tuo fantasma, e ti seguirò nei tuoi cuori dai mille petali, come un loto rappresenterò il tuo fulcro, dal centro del tuo cuore macchierò ogni tuo petalo fino a farlo diventar nero, per poi morire con esso, e cadere per restituire ciò che non è tuo, ciò che ti sei preso, ciò di cui ti sei appropriato indebitamente.

Amore, amore nel mio cuore, andò via col tempo, sparì come il vento leva la sabbia del deserto... impercettibile mutamento completo... nessun altro sa darmi amore, al di fuori di quel che voglio, di chi ho amato, al di fuori di chi mi ha amato e di cosa mi ha generato... io violento nuovamente quest' amore, questa stasi che è durata sin troppo, ci vuole uno scossone di quelli giusti, se non si tocca la radice non si dà spazio alla comprensione, non si apre il cuore alla gente.

È questo che volete? Bene, soffro allora, soffro costantemente, sono anni che soffro, sono anni che piango in silenzio, e questo per rispetto dell' amore... un mio malessere non posso portarlo ad esser condiviso alla stessa maniera da chiunque, può esser compreso ma non condiviso... dunque piango in silenzio, per rispetto dello stesso amore che mi ha amato, quello che mi fa ancora respirare.

E lo violenterò uno di questi giorni, gli restituirò con gratitudine e rammarico questo soffio di vita che ha dato al mio cuore, spezzerò ogni catena che mi tien prigioniero in questo mondo, lascerò il corpo nelle mani di altri, e renderò invisibile ogni mia parola, ogni mio mutamento, ogni mio insegnamento.

Solleverò nella gente il pensiero dell' umanità per tornare indietro nei tempi, anzi... per farli tornare nei loro cuori, giusti per com' è la natura, basata nel principio dell' amore.

Violentami pure mondo perverso, la sfacciataggine non bada a chi va, ma solo a chi sta. Bene, non è da me.

Voglio volare, voglio morire... se ho imparato una cosa, l' ho imparata in principio: non c' è amore che non sappia come essere perfetto.

da quando in qua un amo0re è pensato? Mi fai piangere mondo, umanità, mi fai piangere... dov' è il cuore, dov' è la spontaneità? Dov' è il mio grido?

Sarò come una voce nel deserto, ed ogni mio passo lascerà un' orma che verrà cancellata non appena le volto le spalle... posso camminare quanto voglio nella mia vita che non verrà mai capito il mio cuore, e mi farò prendere in giro da ognuno nel mondo. Cuore mio, oh cuore mio quanto male ti sto facendo?... impazzisco in questi giorni che sto pensando di lasciarlo libero, che sto pensando di liberarmi davvero del corpo, che sto pensando di inabissare nell' infinito una pace che non tornerà perché turbata. Ho deciso, quattro e non più di 4. con questa vita son quattro, ma non rinuncerò a lasciar posto a nuove energie, a nuove persone, a nuovi mantra, a nuovi amori, a nuovi cuori. Non sono egoista, e perciò lascio il mio cuore nelle mani degli altri, perché possa esser fonte di gioia e rinnovo ad ognuno di noi, che dia quel qualcosa in più di amore nei principi degli esseri viventi che gli faccia vedere quant' è grande la realtà della vita.

Piango a pensare che abbia deciso di buttare una realtà simile, la realtà che sto esperendo come illusione di una possibile fetta d' amore.

Non mi manca un partner, non mi manca affetto, non mi manca nulla, ho troppo ed ho cose inutili, ho di più di quel che mi serve per vivere. Se questa è vita... se questo è un uomo.

Il suono di un cuore che batte è più forte di me in questo momento, non ci posso far nulla e non cambierò idea.

Datemi il tempo di commiserarmi, lasciatemi lo spazio per svanire nel nulla, dimenticatevi completamente di me, lasciate spargere le mie ceneri a 2000 metri, perché possa viaggiare ancora in questo mondo con ciò che più di tutto è vita.

Lasciatemi andare, e dimenticatevi di me, non voglio ricordi, non voglio esser ricordato, non voglio che stupidamente vi attacchiate ad un corpo senza vita, ad una forma esistita, ad una forma non esistita, ma modificata... perché tutto questo lamento dovreste farvi pure voi? Io non voglio essere uno dei tanti che non capisce, non ascolta, non è sensibile, non è cosciente, non voglio esser qualcuno; ho bisogno di essere, si, ma non di avere. È sempre stato così e son sempre stato frustrato ad essere completamente l' opposto, pazzesco. Nemmeno dai miei genitori naturali, ma dall' abisso di quest' umanità... incosciente.

Posso andare in pace? Non lo so', col mondo lo sono, capisco e son consapevole di questo "modo d' essere", ma non mi costringo ad esserne uguale per convinzione. Ne faccio parte, ma non ne sono uguale, sono unico ma non son qualcuno. Sono vita, e non sono morto, o meglio: inanimato. Sono luce.

Siate luce

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Definisci al meglio il tuo essere

Post n°141 pubblicato il 13 Novembre 2012 da mantica_occulti
 

 

Vorrei trovare un momento, quello giusto per cambiare il mondo, vorrei trovare un cielo, per volare libero come il vento, vorrei trovare un pensiero, per vedere cosa sono i sogni, vorrei trovare un mondo pieno di felicità, vorrei trovare un mondo che si prenda cura di te, vorrei trovare tante piccole cose, che a guardarle potrebbero essere insignificanti, come anche ad usarle... vorrei tornare all' inizio, agli albori, alla semplicita di quando non sono ancora nate nemmeno le idee, e veder germogliare dai cuori della mente tante dolci idee, a portata di chiunque, vorrei donargli un cuore tanto grande da ospitare tutti, sia persone che animali, che piante, senza aver tutti i vizi che si hanno intorno oggi e tenere solo il necessario, ho scritto solo il necessario...

Mi piacerebbe, e credo che piacerebbe un po' a tutti trovare un mondo dove tutti con coscienza pensano a tutto ciò.

Hai visto com' è facile fare un mondo? Hai visto come è facile cambiarlo? Od anche semplicemente osservarlo. Pensiamoci sopra... dalle frasi che mi echeggiavano nella mente mentre guardavo il tramonto da casa mia, ho riecheggiato i punti di vista del sognatore, del cosciente, e dell' adulto. Perché non c' è più successione nella gente? Cosa è morto? Cosa è sparito? Cosa si è nascosto? O cosa ci nascondiamo? Perché non inseguiamo più ciò che un tempo era in noi, ciò che abbiamo pensato, ciò che abbiamo provato, ciò che abbiamo vissuto... Perché si rifanno soltanto alcuni tipi di esperienze piuttosto che altre? E perché dovrei trovare una risposta a tutte queste mie domande?

Dove sono le folle quando ciascuno di noi vien chiamato? Perché ci si allontana da se stessi? Perché ci si fa questo torto? È così allettante l' illusione di aver illuso? È così redditizia l' illusione di se stessi? Perché si prova ad illudere un mondo credendo di poterlo migliorare, e credendo di poter migliorare il suo habitat, quando invece si mutano soltanto le condizioni base di esso stesso?

Perché volete farvi così male? Non capisco questa scelleraggine di cui vi circondate, non capisco tutta quest' insistenza ad avere il mondo che si vuole, il mondo che fa gola, il mondo che non si sa dove trovare ma si pensa di poter creare?

Cominciamo a non illuderci la prima volta di essere più infinti dell' infinito... date spazio, lasciate spazio, a chi di dovere, a chi c' è, a chi può, a chi vorrebbe ma non osa, a chi ha le capacità ma non le usa, a chi può insegnarle queste capacità ma non vien chiamato, o peggio ancora vien nascosto, escluso, estraniato.

Mi date una vita? Mi date un soffio? Mi date anche solo un respiro? Questo mormorò il piccolo pesce al suo pescatore. l' uomo di gran cuore all' inizio lo tormentò,  gli diede aria, ma non respiro, gli diede calore, ma non ambiente, gli diede il palcoscenico, ma non la libertà. Subito dopo, preso tra i suoi già mille pensieri, gli torna in mente il solito discorso complesso, la sua morale quotidiana, i suoi pensieri che non trovavano risposta oramai da diversi anni, circa tre decenni oramai... quell' attimo fuori dall' acqua, in quel momento con la vita in mano del destino... il pesciolino si mise a pregare con tutta la sua forza d' animo con tutto il suo spirito, di poter decidere consapevolmente che cosa farne della sua vita. Pensò perché capì che il cambiamento che lo stava aspettando non era voluto, e lo poneva in un'unica condizione. Pensò così tanto e così forte che in quell' attimo si rese conto delle grandi capacità avute.

L' uomo si turbò assillato da se stesso, dai suoi pensieri, generati dalle sue azioni, generati dalle sue conoscenze, generati da ciò che ha vissuto sino ad allora... il pesciolino chiese di poter respirare consapevolmente, chiese di aver la capacità di decidere della sua vita proprio in quell' istante... decise di non voler provare a respirare un' aria che non c' era, di non voler nuotare in un mare che esisteva, di non voler andare a vivere in un mare che era solo illusione. La sua forza è talmente alta e concentrata che il suo voler respirare consapevolmente arrivò all' orecchio dell' uomo, che lo passo alla mente, e stentò a tenerlo. Finchè arrivò dritto al cuore, in quell' uomo che stava pescando, per nutrire i suoi figli, per nutrire il suo corpo, e per poter nutrire altre persone. Quante non importava, non importa più dopo che si è riusciti a pensare per sé stessi e realizzare qualcosa per qualcun altro.

L' uomo in un istante si inginocchiò davanti a sé stesso, si mise a piangere, e si diede la possibilità di donar la libertà a sé stesso, la libertà di scegliere senza dover far conto con la ragione.

Spero di aver dato un' idea abbastanza ampia ed ancora di larga manica di come sta progredendo l' utilizzo medio della coscienza nella mente tra di noi, l' umanità non il mondo.

 

 
 
 

Estasi

Post n°140 pubblicato il 27 Ottobre 2012 da mantica_occulti
 

Il mio corpo è qui, ma io non sono esso.
Io son solo presente in esso, ma non sono le sue emozioni.
Io sento le sue emozioni, ma non le sono perché le genero.
Io sono espressione della manifestazione, perciò genero in ogni istante la realtà.
Con Luce

Siate Luce

 

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Egoismo

Post n°139 pubblicato il 23 Ottobre 2012 da mantica_occulti
 

Rifletto in questi giorni... sono 10 oramai che mi sento male, son dieci giorni che oramai mi sento abortire, sono dieci oramai che mi sento nascondere, sono dieci oramai che mi sento... un' illusione inesistente.

A che serve lavorare se poi non si è spontanei? A che serve essere amici se non si riesce a spiegarsi? A che serve esser amorevoli se non si riesce a comprendere? Stupida, stupida ed idiota ipocrita mentalità sociale.

Tutti ne fate parte, tutti ne siete costruttori, tutti ne siete complici! Ipocriti!

Perché mostrarsi per ciò che non si è?

Perché parlare di ciò che non si conosce?

Perché decidere per altri quando non si capisce cosa si ha bisogno per se stessi?

Idiozie, quante idiozie che nascono dal cuore della mente in ogni istante... e Beati, Voi tutti, che ascolterete parole senza capirle. Beati, Voi tutti, che discuterete su cose inesistenti. Beati, Voi tutti, che sarete quando non lo siete. Beati, Voi tutti, che vorreste cambiare e create solo danno. Beati, Voi tutti, sordi e ciechi di questo mondo, perché saprete che cosa vuol dire vivere e morire.

Pensate dunque che il masochismo esistenziale sia una realizzazione della manifestazione di Colui che è? Credete che l' umiltà della repressione mentale sia un modo per farsi accettare da alcuni per farsi ultimi per diventare primi? Supponete che le diversità siano un abisso troppo grande per poter comunicare?

Non c' è corpo che non sia sensitivo, non c' è anima che non sappia comprendere, non c' è spirito che non sappia comunicare. Chi di Voi è in grado di comprendere davvero la surreale Esistenza? E perché mi invocate se poi ancora siete timorosi di Dio? Sparite, e non fatevi più grandi di chi vi ha cresiuto, azzittitevi e provate a far silenzio per una volta dentro voi, accostatevi per Dio, e provate dunque una volta ad essere all' altezza di Voi Stessi. Perché promettete cose più grandi di Voi quando poi non siete nemmeno in grado di fare ciò che è necessario per voi? Vi lamentate di continuo tra di voi senza rendervi conto minimamente che c' è qualcosa per tutti, qui a questo mondo. Vi confrontate di continuo e non vi rendete nemmeno conto che c' è chi ha voglia di darvi una mano, qui a questo mondo.

Non vedete quanto tempo avete a disposzione, e non vedete quante cose volete fare in tutto questo infinito e troppo poco tempo? Non sentite quanto disagio create dentro voi stessi, senza dar spazio a ciò che sentite realmente? Non capite quanta vita buttate e fate buttare alludendo all' essere Dio, o meglio di Dio? Non capite cosa annientate in voi stessi quando vi credete frammenti di Dio divenuti più grandi del Figlio di Dio? Non vedete quanta gente sta male? Non vedete quanta gente si fa male? Non capite perché la gente si fa male? Non lo studiate mica il perché la gente non è sana? E non vi viene il dubbio di provare a riflettere e chiedersi quanto siamo stati ipocriti verso noi stessi a non ascoltarci prima? Perché avete tutte queste domande a tutti questi problemi? Perché c' è gente che si domanda ancora queste semplici cose? Perché ci si infrange contro se stessi? Perché si vuol vivere in modo anomalo? Perché non si vuol riconoscere la vera natura dell' Essere Vivente? Perché? Perché ho tutte queste domande che mi fanno star male? Perché mi domando pure che senso abbia scrivere a Tutti Voi? Perché non vi chiedete il perché a tutte queste domande? Perché soltanto esperendole verranno capite, per Voi Tutti Ipocriti. Non voglio applausi, non voglio gradimenti, non voglio apprezzamenti, non voglio commenti, non voglio niente di tutto questo, come non voglio nemmeno che questo messaggio passi per come l' ho compreso, non avrebbe senso e non vi spingerebbe nemmeno nella Vostra direzione autolesionista. Perché volete star male? Perché volete soffrire? Perché volete subire? Perché volete curarvi per vivere? Perché semplicemente non volete star bene? Perché semplicemente non volete sorridere? Perché semplicemente  non vi lasciate liberi? Perché semplicemente non vi vivete? Perché complicarsi la vita? Perché arrivare al punto di star male? Perché far morire? Perché vi rendete conto di tutto questo, e nonostante tutto ciò ancora da masochisti andate oltre? Perché volete confrontarvi coi Voi Stessi? Perché pochi sono stati in grado di vedere uno specchio in me? Perché in meno ancora si son resi conto che ero il loro riflesso nonostante sia stato sempre me stesso? Perché volete andare oltre le capacità sviluppate per principio e non per rigore? Perché non imparate prima di tutto ad essere Voi Stessi senza lacci né catene?

Come fate a non vedere che c' è gente che ha bisogno? Come fate a non vedere che avete bisogno? Come fate a parlarne? Come fate a non capire che parlate di Voi Stessi? Come fate a non vedere che non siete capaci a tenere il giusto necessario per voi stessi? Come fate a non vedere che non siete in grado di lasciar andare ed accettare ciò che è per se stessi? Come fate ad essere così egoisti pretendendo da ogni ignoto che dimostri d' essere più grande di voi costantemente? Come fate ad esser così narcisisti illudendovi che siete più grandi di chi avete davanti? Come potete pretendere che anche gli altri crescano se non siete nemmeno in grado di farvi da parte e lasciar loro spazio? Come potete mettervi davanti agli altri e pretendere che vi facciano crescere, se gli togliete il loro posto ancor prima che possano reagire?

Ho una sola immagine che rispecchia tutte queste parole, un genocidio che è già stato fatto.

Come pretendete di comprendere queste parole se siete così egoisti? Mi rammaricano queste parole, son dieci giorni oramai che mi sento male...

Siate Luce

Hare Krishna
HareKrishna
Hare Krishna

 

 

Mantica Occulti

 

 
 
 

Vacuità

Post n°138 pubblicato il 12 Ottobre 2012 da mantica_occulti
 

Ascolta in silenzio.

Lui è in grado di farlo

anche quando tu non sei in grado di esserlo.

 

 

 

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

L' incapacità di volare

Post n°137 pubblicato il 04 Agosto 2012 da mantica_occulti
 

L' uomo non vede, l' uomo non sente, l' uomo non sa, l' uomo non parla.
L' uomo si crede di essere, l' uomo si crede di nascere, l' uomo si crede del mondo.
L' uomo viaggia nel tempo, l' uomo parla del pensiero, l' uomo elargisce emozioni.
L' uomo non sa.

L' uomo vola in se stesso, l' uomo sconfigge se stesso, l' uomo accoppia se stesso.
L' uomo non vede.

L' uomo pensa a se stesso, l' uomo esclude se stesso, l' uomo non ascolta se stesso.
L' uomo non vuol essere.

Ascolta. Ascoltami.
Silenzio ed ascoltati.

Se sei in grado di osservare la tua mente sei in grado di osservare almeno la dualità.
Se sei in grado di capire la dualità senza ricevere né dare spiegazioni, ti potresti avvicinare a quel che tu sei.

Dalla capacità d' esser molteplice nasce la qualità d' essere semplice e puro.
Dalla capacità d' essere singolo nasce la qualità d' esser molteplice e sfumato.
Qual' è il tuo limite? O qual' è il tuo inizio?

Non gironzolarmi intorno, perché hai già detto che cosa vuoi dire e come lo vuoi fare.

Nella ruota del Samsara
Nel mondo dei Deva
Nell' Essere Krishna

 


Siate Luce

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Svia

Post n°136 pubblicato il 19 Marzo 2012 da mantica_occulti
 

Dove vuoi arrivare, cosa vuoi provare?

Niente...

Dove sei, cosa fai?

Niente...

Ehi, ma... perché non reagisci?

Non lo so', dimmelo tu, dopo tutti questi anni che mi conosci...

Mmm, non saprei, non lo so'...

E allora... che cosa c' è?

...

Mah...

Mangi qualcosa?

No.

Sicuro?

Si, non voglio niente.

...

 

Tacito silenzio, nel fragore della vita... dolce ci provo, a dar gusto con un cucchiaino di zucchero... quant' è amaro... mi rivolto nella mia stessa tomba, mi dimeno come se avessi una camicia di forza... dove vai, dove sei, cosa fai, cosa vuoi... pazzo!

T' ho già spiegato una volta quand' eri piccino come sono... indisponibile!

Mi allontanai gradualmente, mi levai questi abiti di dosso, mi levai la mia saggezza, la mia naturalezza, mi levai il mio candore... e mi sentii nudo.

Per necessità così mi vestii di pochi passi, non ho idea dove, forse ho tenuto conto solo di cosa m' han detto altra gente, al momento, e poi vuoto... io solo col mio vuoto, con la mia nudità, con la mia vergogna...

Continuo a vestirmi, ignaro di chi sono, continuo a ricoprirmi le spalle, ignaro di cosa ho bisogno...

Continuo a difendermi, ignaro che non è necessario, gli attacchi altrui son solo illusioni, anche se col passare del tempo oramai le vedo come reali.

Piango, anzi, piange... dentro piange, mentre cerca di volare sotto queste gocce di rugiada che cadono dai tuoi occhi, dai miei occhi... il nostro tempo ci fa correre, il nostro tempo ci fa paura, il nostro essere ci spaventa, il nostro fare ci sconvolge.

Nessuna direzione, nessuna ragione, mille perché, mille apparenze, vi circondiamo di mille cose inutili che non ti fan pensare nemmeno alle cose basilari di cui hai bisogno...

Oh Fiore, a capolino nel prato, cogli il sole sulle tue guance ed assaggi la pioggia con le tue labbra, chiedi al ciel di tornar sereno per noi, lascia cadere il tuo polline nel cuore dell' uomo e dagli nuovamente il gusto della vita, la pace, la realtà, la verità, dona speranza, felicità, semplicità, dona cuore amore e luce dai tuoi occhi.

Distruggi gli spazi vuoti che abbiamo rinchiuso senza motivo, forse solo per paura di non veder un cambiamento, di non accettarlo.

Passa dal cuore tuo a darmi vita, passa nel cuore mio a darmi serenità, comunica col vento il calor del tuo fuoco e rinfresca i miei sogni con le gocce della tua rugiada.

Ho aspettato, sto aspettando, e nel frattempo ti sto cercando, perché non è solo da te che arriva l' Amore.

Ho cercato, sto guardando, mentre sto osservando, le forme che aspetto assumono, vedo linee che si uniscono, altre si spezzano, tutto questo davanti agli occhi tuoi.

Impassibile rimani fermo nel tuo prato, a guardare, al massimo ti chini, quasi come un gioco, al soffio delle parole, ma non ti spezzi e nemmeno ti sposti.

Lasci che ti accarezzi tutto, col passare del tempo... fantastico... questo paragone me lo segno, nel cuore, una dolce carezza dell' anima mi doni.

E ti bacio, con la verginità che un tempo m' insegnasti, mi chino al tuo volere, mi tolgo i calzari ed apro il mio cuore al tuo pensiero.

Amore, docle, infinito, duraturo, rinfreschi l' odorato col tuo profumo perlato, mi insegni un' essenza che va al di là della comprensione e del paragone.

Svelami la tua luce, regalami il tuo cuore, donami il tuo amore...

Così che io possa di nuovo guardare, respirare, ascoltare... ed amare.

Ho tanta voglia di amare, lo sento come bisogno, ho tanta voglia di te, lo sento come amore.

Ho tanta voglia di amare, lo crede il mio cuore, ho tanta voglia di stare insieme, lo sento come vita.

Ho bisogno di fare un viaggio dentro me stesso, alla ricerca della reale identità...

L' ho trovata, si, ma manca di qualcosa... una parte di me è affiorata senza esitare, l' altra parte mi sta cercando per completarsi, ed ancora affanna... mi faccio guidare dal brah, sul fiume di seth, sparisco nel vuoto del dharma accogliendo ciò che la trinità vuole, seguo le porte e passo di piano in piano affiancato da hank nell' intento di svegliarmi... ma ho paura.

Ho... paura...

Il cuore mi palpita e mi spavento, sale l' ansia, l' adrenalina, mi accorgo di viaggiare sui tappeti del vento, guidati dal tempo.

Muto, per necessità, altrimenti cadrei. Guido le mie ali tra le nubi del paradiso, e non mi rendo conto di quanto mi stia allontanando.

Lo faccio per trovarmi, per svegliarmi, lo faccio per... perché mi son spaventato.

Lo faccio perché ci siam trovati, poi ci siam persi... lo faccio per amore, anzi... lo faccio con amore.

Lo faccio perché non devo stanziarmi in un punto, lo faccio per stare ovunque ed osservare un punto.

Lo faccio per passione, lo faccio per amore... lo faccio di principio, lo faccio con lo spirito.

Lo faccio per toccare un cuore, lo faccio perché son sensibile, lo faccio perché t' ho guardato e mi sono innamorato.

Lo faccio perché se non lo faccio, mi sentirei morire, reprimere, spegnere.

Ed allora, dolce fiore mio, accarezzo i tuoi petali e respiro il tuo polline, anche se ne sono allergico perché non abituato.

Ti respiro e ti vivo dal mio cuore, col mio cuore, voglio farti entrare in me perché voglio mostrarti ciò che è in me, non lo conosco, non mi conosco, non so' cosa c' è... so' solo che se mi apro come te, o fiore mio, divento impacciato, mi imbarazzo, mi intimidisco.

Ho bisogno di te, ho bisogno del tuo amore, ho bisogno del tuo cuore.

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Siate Luce

Post n°135 pubblicato il 18 Marzo 2012 da mantica_occulti

Nel più recente dialogo della relazione interdisciplinale tra anima e spirito abbiamo constatato una dissonanza armonica che conguaglia la diversità dell' essere. Spinti da una irrefrenabile voglia di essere, l' uomo prende una direzione alquanto insolita, dove appunto non riesce a mantenere una linea stabile di ideologia di crescita. Tramutando così l' essere in divenire si crea un arco di cambiamento voluto e distorto, prende sempre "la strada più difficile".

Abbiamo constatato che nell' arco della storia non s' è mai proposto una linea di passaggio semplice da comprendere, tuttavia si è sempre stati in grado di usufruirne in modo scettico ed eccelso, a volte grazie anche alla disperazione. Possiamo dire quindi, che l' uomo bene o male ingenuamente fa ciò che si è prefisso, in un certo senso. Dover prendere una decisione è saggio all' inizio, non nel seguito. E' saggio nella meditazione, non nell' azione. Sappiamo che siamo dei grandissimi maestri di piacere e di dispiacere, abbiamo una scelta davanti a noi stessi che ci porta a decidere senza riflettere, a decidere ciò che più ci accomuna, a decidere la via del maestro. La perfezione è un' arte dell' essere che vien insegnata, mostrando cosa scartiamo costantemente.

Vi siete mai chiesti come mai non tutti seguano ciò che in un casuale momento presentano gli altri? Ecco, la definizione di alchimia spirituale trova la sua effettiva applicazione quando intrinsechiamo le nostre vite con gli altri, quando facciamo in modo (od anche solo cerchiamo) di andare d' accordo con le vite degli altri, quando cerchiamo di accomunarci per vivere la nostra vita con gli altri. E' permesso, ma non è corretto. Tanto quanto è permesso socializzare ed isolarsi. Vie differenti, costanti universali che influenzano questi eccessi che il creativo indaga esponendo sé stesso ad un' azione irresponsabile, perché priva di un certo senso di principi. Pure io.

Abbiamo capacità che non conosciamo perché, appunto, senza un limite, e soprattutto il limite che noi conosciamo non è nemmeno lontanamente preciso e conosciuto. Abbiamo forze che alimentano la vita dell' essere, e la sostentano sino a quando non abbiamo cambiato qualcosa nella chimica dell' anima.

Abbiamo un compito ben preciso, mantenere una costante che è equilibrio. Abbiamo una capacità ben precisa, la forza del cambiamento. Abbiamo una coscienza molto semplice ed alla portata di tutti: la comunicazione. Abbiamo creato dei limiti alquanto stupidi: la razionalità.

Obiettività questo chiedo, siamo obiettivi. Abbiamo pensato sino ad ora che la crescita è personale senza aver mai bisogno di un maestro od un allievo. Certamente il miglior maestro è il nostro stesso allievo, quello interiore che ci guida ogni volta a far scelte personali ed indipendenti.

Avendo la necessità di crescita, possiamo aiutarci nella riflessione dal punto di vista del sole: completiamo la guida interiore con quella esteriore, intrinsechiamo ciò che sta al di fuori di noi con ciò che è dentro di noi, non abbandoniamoci alla prima guida interiore che accomuna il crescere con l' evoluzione. E la conoscenza.

Abbiamo una capaictà innata, l' intuito. Chi l' ha provata è svanito. Possiamo diventare, questo è essere. Possiamo cambiare, questo è principio. Possiamo essere, questo è vita.

Ultimamente sto riconoscendo una sincronia nell' uomo, nel mondo, nel mio corpo, nella mia mente, nella mia anima, che sta impressionando e gestendo un' infinità di cose e principi che (a dirlo molti mi scambierebbero per eretico) mi fanno riscoprire di essere Santo e Beato, mi fanno solo ricordare esattamente come un dejà-vù che è già tutto vissuto e non c' è bisogno di esperire per crescere, ma se vogliamo possiamo esperire per provare a ricordare proprio quell' esperienza che vogliamo.

Abbiamo nel sangue un codice che probabilmente è la riproduzione casuale di una serie di circostanze ricercate per seguire una determinata vita passiva. Il primo passo passivo che facciamo è il ricordo, il secondo è l' agire, il terzo è il conoscere, il quarto è l' apprendere, il quinto l' esperire.

Step-by-step, un processo graduale quindi che possiamo riconoscere ed accellerare come dove e quando vogliamo. Allora, che aspettare a cercare una sincronia con un qualcosa dove vi sto già aspettando? E non sono l' unico ad aspettare, o meglio: non è solo il mio Sè e Sè superiore che sta aspettando ciò. E' in attesa si, e nell' attesa cerca di essere per entrare in sincronia con tutto il cosmo.

La nostra è una necessità di vita, è una necessità di essere, è una necessità di principio, entrare in interscambio animico e spirituale che comporta solo ed esclusivamente allo sviluppo energetico di tutto il sistema e di tutti i piani co-astrali. Abbiamo il bisogno di spaziare nuovamente questa multidimensionalità che è la base di applicazioni coesistenti l' un l' altra. L' applicazione contemporanea su più piani è il motivo di questa infinita sfaccettatura dell' uomo e delle sue conoscenze, ed occupazioni. La creatività è l' energia che spazia attraverso di esse. L' essere è tuttavia una scelta di applicazione, non il viversi. Non c' è spazio a chi non sceglie di conoscersi, quella scelta vuol dire scegliere di contrastare, abbassare, annullare, l' energia, le capacità ed i principi dei quali siamo fatti.

Abbiamo così tanta fede da poter giocare ad essere Creatore? Si.

Siate Luce

 

 

 

Mantica Occulti

 

 
 
 

Il diletto

Post n°134 pubblicato il 12 Marzo 2012 da mantica_occulti
 

Sperimenta poco, trova meno, dividi il necessario, coinvolgi l' attenzione, trova un fulcro e fai girare tutto intorno ad esso.

Rivela i misteri quando necessario e prova a non farti trascinare fuori strada.

Hai pensato come sarebbe senza influenze? Nessuna vita.

Viola il tempo e fattene un gioco, permettiti di assorbire ciò che non t' ha fatto star bene nella tua vita e lasciati andare al rinnovo.

Dilettati nel farti partecipe di una vita non invasiva, partecipativa.

Dilettati nella comunione con il mondo, non essere solo una parte del mondo.

Dilettati nell' essere e nel divenire, non forzarti di essere qualcuno e voler ottenere risultati non tuoi.

Mi son chiesto: chi mai può insegnarmi qualcosa? Tutti.

Mi son chiesto: chi mai può giudicarmi qualcosa? Tutti.

Mi son chiesto: chi mai può osservarmi qualcosa? Tutti.

Ecco il fulcro, ecco il mio mondo: specchio dell' anima e riflesso dell' ego.

Qualità non indifferenti.

Ecco, mi diletto nell' essere me stesso allora, sfogando altrui esterno le mie capacità, in qualità di supervisore in questo mondo, in qualità d' essere luce nell' altro mondo, in qualità di verità in tutto il mondo, posso dilettarmi nella molteplicità dell' essere senza farmi notare, oppure stando al centro dell' attenzione, al centro del mondo.

Essere o non essere. Non decidi tu, non decido io.

Decido di crescere e di far crescere, questa qualità intrinseca con ogni essere vivente non è un dono che hanno tutti, ma è un dono per tutti.

Rammaricati e riflettici sull' essere che potresti incontrare, risveglia in te la coscienza dell' evoluzione, trova in te stesso il tempo di vivere parallelo al tempo di viversi, c' è tempo, non è solo illusione.

Difendi il tuo benessere dai problemi altrui e fattene una ragione, non nascondere i tuoi problemi al mondo perché non ci sarà sbaglio più grande oltre a questo, non nascondere il tuo essere, ciò che vuoi e ciò che sei al mondo perché non c' è  sbaglio più grande dall' essere falsi.

Non permetterti di essere specchio o riflesso fintanto che non avrai capito chi sei e come sei, perché passeresti per il male del mondo, e questo non lo vuoi.

Non dilettarti in ciò che non sei, non vuoi e non conosci, perché sapresti soltanto far perdere il fulcro agli altri, mentre tu osservi cosa stai disturbando in quel momento.

Non dilettarti in tutto ciò perché saresti soltanto capace d' allontanarti da te stesso.

Non dilettarti ad esser vecchio quando sei soltanto giovane, non puoi permetterti di aver una barba, te la tirerebbero col passare del tempo e ci staresti più male di averne una vera.

Non permetterti di farti del male, ti vuoi bene e sai a cosa vai in contro.

Non permetterti di allontanare gli altri, perché stai soltanto allontanando te stessa dal mondo e non è ciò che vuoi.

Soprattutto se leggi questo, abbi comprensione di te stesso, abbi fiducia, abbi stima, abbi valore, abbi forza, abbi sincerità, abbi verità, abbi te stesso, per riuscire a vedere il vero mondo.

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Una speranza: oggi cosa porterà?

Post n°133 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da mantica_occulti

Tic, tac, e tic, e tac, e tic e tac... e tic... e tac... Tengo il temp con il ritmo d' una canzone, in balia di chi son io...

Un piccolo pensiero vola, va, come una farfalla... se ne alza un altro, lentamente per la sua fragilità. È delicato, sa di poter svanire al mancar dell' attenzione. Sto attento, e poi ne nasce un altro, poi un altro ancora... Germogliano all' infinito i miei pensieri, tutti dettati dall' emozione.

Li vedo, salire in una tempesta di fuoco, cercando di non mischiarsi nell' abisso della mia mente, quell' inferno. Mi ha fregato già una volta, per quello che son delicati i pensieri. E l' emozione non accenna a demordere, col tempo che l' asseconda ed il caso che mi soggioga, alle mie circostanze. Nel frattempo mi dedico a te, dolce ombra, candida per il mio cuore, navighi nei miei spazi, pensieri, parole...

Mi è difficile controllarmi perché sei ovunque, per il mio cuore sei una realtà che pervade, il pensiero e le emozioni, invadente. Non capisco che emozione hai, o sei, qual' è anche il tuo punto di vista? Indiscreto seguo la loro transumanza costante, porta un vento d' amor in ciò che osservo, e cosa vivo... ho provato ad avvicinarmi, mi sa che l' hai visto come se dovessi prenderti e legarti.

Terra a terra son rimasto, così come da dove son partito, col culo per terra. E continuo a rivelare i miei pensieri, i miei scritti, alternando il drogarmi di cibi e bevande che sostentano solo il corpo.

Ho fame, ho sete, dei miei pensieri, e delle mie emozioni. Stan morendo, han capito che non c' è più alimento ricco per loro. Non c' è più pensiero nella sua anima, non è più rivolto come prima. Già, prima... è il dopo che mi spaventa, come sempre.

Note di piano allora cercando di colmare un posto che s' era inibito, l' han toccato tre farfalle e s' è risentito, l' ho risentito... la mia piaga, nel cuore. Per questo son farfalle, leggere, delicate, sensibili. Poggiano una dopo l' altra, sfiorano, non pungono, mentre il cuore ne vibra della loro dolcezza, vuole amare, e vivere. Vivere una storia che non c' è, non perché è impossibile, a non più essere scritta, non ora, solo dopo, è l' unica possibilità.

Cerca te, le mie emozioni, cerca te, il mio cuore, cerca te, i miei pensieri. Mi accorgo che sto cercando te, il mio amore... mi accorgo che sto piangendo, son ferito, le farfalle volano si, e sfiorano, fan ciò che è giusto, cercano di farmi vivere. Han sentito il mio bisogno, cercano di guarirmi.

Un dolore è fatto così, ti parla di lui, del suo problema, e si fa avanti senza scrupoli perché è urgente, ha bisogno di guarire, di svanire, non vuole ostacolarti, ti parla nella lingua più semplice, la sua, l' amore.

Parla di te, parla con te, parla di cos' hai cambiato, parla della tua fiaba, come una farfalla, e ti tocca dove più ti sei già fatto male, dove c' è da crescere, perché parla di te, del tuo cuore, parla del tuo amore.

Nel frattempo ti sente perché è la tua attenzione, è serio ed è soltanto il necessario per riportarti vicino alla tua essenza. È andato così vicino a te, perché voleva te, il tuo bene, voleva il tuo amore, voleva e vuole la tua essenza. Si, nonostante faccia così male è per il tuo bene. Se non ci fosse più il dolore come sarebbe possibile che esistesse pure la crescita? Come esisterebbe la comprensione, che cosa ne sarebbe di me?

Mi mancherebbero due parti, la percezione e la sensibilità. E mi spiacerebbe essere un oggetto, non ho le forze, né le capacità per sopportarmi senza affrontarmi. Vedo ed ho visto troppa gente scappare davanti a sé stessa, quindi rimango fermo nella mia posizione e mi godo anche il soggiogamento di questa situazione dettata da determinate condizioni ed adattata da queste due realtà che han provato a coesistere. Macché autolesionismo, non son né lesionista né sadico, forse son troppo reale, o troppo sul serio. E quando non do' sfogo alle realtà, ogni volta mi intorpidisco sempre più proprio la realtà. Non voglio sfogarmi, non ne ho bisogno. Ti chiedo se posso vivermi. Mi hai insegnato tanti spunti di cui ne sto facendo tesoro tutt' ora, e sinceramente ne continuerò a farne nel tempo. Mi stavi aprendo un cuore che solo ora m' accorgo d' avere, solo ora mi accorgo che mi ero addormentato, e lo so' che l' ho fatto volutamente, uno sbaglio è uno sbaglio, non lo rinnego, ma non posso biasimarlo perché so' che non l' ho fatto ora. E certamente, se non posso provare a vivermi difficilmente potrò sapere, o provare, a superarlo.

Ma le farfalle per te, quelle restano sempre nei miei pensieri, portando le uniche due parole di cui l' ultima volta m' hai detto di non credere più.

Il mio dolore.

 

 

 

Mantica Occulti

 

 
 
 

Quando prenderò tempo per me

Post n°132 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da mantica_occulti

Mi son deciso, cambio. Esteriormente, anche.

Abuso di potere, cambio quel che voglio come voglio. Come? Stando al mondo. Tiro fuori la parte di me incosciente fino al punto che troverò chi non avrò da poter solo che amare, senza contestare. Complice d' una vita, la mia quanto la tua, il mio prossimo lettore. Cambierò ogni punto di vista, tornerò su tutti i miei passi perché ognuno è maturo. È in lista d' attesa.

Cazzate, che si va solo avanti, di chi poi ti spiega che ha lasciato una porta aperta senza prima darti la sua lezione di vita. È difficile non volersi conoscere nel fondo, tra il tuo profondo. Pensa un po' invece solo una volta, se magari è capitato anche per un solo istante che tu non capissi, oltre ad esser capito. È l' impatto della nuova Era, dove ti poni nell' amplesso del confronto. E senti parlare dell' esperienza. Mi ritrovo ad essere andato oltre, molto oltre rispetto all' età che ho, 27 anni tra 2 mesi. A stento vorrei riconoscermi, e difatto torno a scrivere come ho sempre fatto, ma nell' anima: con vergogna.

Una vergogna nata dall' esperienza, simbolo d' una nudità che pochi sentono portare, l' accortezza.

Gentili e sinceri con sé stessi, ecco il punto.

Dentro sono arrabbiato, fuori son stronzo e cinico di tanta perversione in conflitto. Vorrei sapere come vi sentite voi, con la vostra coscienza, se per telefono, per lettere, o faccia a faccia. Io gradirei usare ogni mezzo, senza tempo.

Già, penso pure io che il rancore ed il timore di prenderlo là fanno di gran lunga un bel baffo alla speranza.

Ecco, io di speranza vivo: quella sicura, che qualcuno anche una parola leggerà, e sicuro la toccherà.

Io sono Mantica Occulti, Colui che E', e non mi fermerò alle chiacchiere. Le mie parole son principi, i miei principi son valori, i miei valori non hanno credo nella cultura dell' uomo. Sono insultate dalle parole di chi non osserva.

Occhio per occhio, dente per dente.

Non ci credo che sei cosciente, saresti accorto.

Non ci credo manco che sei incosciente, perché non mi noteresti nemmeno.

Sei sensibile tanto quanto me, e la tocco la tua sensibilità, anzi, la urto. Così forte che solo se non hai un appiglio reggi botta, perché la questione l' hai compresa, ma soprattutto esperita.

Un principio non ha scopo. E quando s' incarna uno o più principi, diventano il problema. Nel mondo, del mondo, della società, degli altri, grava così atrocemente che urta, per il suo peso, la coscienza, anzi l' ego, che prende paura perché vede che non può legarsi a qualcosa che non ha radice né corpo, e scappa, o meglio, s' allontana e fa scappare, anzi mi correggo di nuovo, scappa e cerca d' allontanare ciò di cui ha paura.

Non vuole comunicarti qualcosa, vuole comunicare con te, e condividere con te, per paura di trascinarsi proprio dove stai andando, lontano da te, o da me, poco importa.

L' impersonalità è il suo tempo, preferisco il fuori-tempo, io sono fuori-tempo in effetti, perché non ho un mio riferimento che mi permetta di farmi accordare con l' Universo.

Giustizia, non causa o critiche voglio.

Non capisco perché la gente si ostini alla mentalità conservatrice, per preservare cosa, l' integrità, la perfezione, la castità, la santità... tanto santo ancora non mi faranno, sarebbe la loro condanna a crocifiggere la vecchia Era per mettere all' asta la bandiera del Nuovo Vento, nel Samsara di chi si prende cura ed osservazione del mondo. Poco probabile ora, non c' è quella forza chiamata coraggio, per infrangere se stessi, non c' è oltre ad una, al massimo 2 volte, qualcosa che ti spinge oltre le tue forze, non si è capaci di provare a sbagliare ed allo stesso tempo decidere oltre corrente, oltre cultura, oltre esperienza, oltre principi.

Godo di follia, amarezza, e pianto, nel ricordarmi che posso tutto questo. Odio, con furore, sapere d' andare oltre un limite che è la pesantezza del Cuore.

Proprio perché sale quella rabbia poi mi fa smettere di scrivere, anzi di pensare,e  di parlare.

Dissociazione, dualità, divisione, indipendenza.

Quattro parole che vogliono esprimere i miei problemi al passo e di fronte a questo modello di cultura, società e principi.

E allora non sono delle qualità o principi, sono Essere ad intersecazione con Essere, violento e puro nel contesto dove mi cali.

Al contrario di aggressivo e pericoloso, violento e puro perché coi piedi per terra, istintivo, amorevole, riservato, timido, e forse più di tutto impulsivo.

 

Hare Krishna

Hare Krishna

Hare Krishna

 

 

 

Mantica Occulti

 

 
 
 

L' attimo

Post n°131 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da mantica_occulti

Scoprirai il caso. Cancellerai il tempo. E guarderai l' ora con casualità, scoprendo dopo queste parole che l' attimo è di 45 minuti. Nessuna fissa, nessun tempo, è il caso.

Ci vuole tempo per passare da un tempo ad un altro, necessita il tempo per cambiare l' osservazione, il punto.

Ci vuole tempo per capirsi, 45 minuti. Provatevi! O credete di non aver le forze, le capacità, il coraggio, o più semplicemente avete paura di cambiare, di conoscere voi stessi?

È un duro lavoro, richiede almeno 45 minuti, per farlo concretamente. Oppure 45 volte tanto.

Sto imparando a prendermi cura di me stesso col passare del tempo, degli altri e del mondo intero. Mi sto insegnando ad ascoltarmi, come già so, come già faccio, sto imparando a piacermi ed apprezzarmi libero dal piacere ed approvazione altrui.

Sto imparando. Ed ho imparato a liberarmi di ciò o chi mi circonda. Ho capito che già son sincero e vero, nella semplicità e nella pochezza che sono, dico, e faccio. Poco, semplice, profondo, diretto, senza giustificazioni o meglio, senza perché.

Non ho bisogno di spiegarmi, basta un attimo. O 45 minuti. Ci gioco si, con la tua incomprensione, gioco ad essere il Samsara prendendo questo dharma ne spiegandoti che non è karma...

Allora nel Samsara, da perfetto Shiva, prendo il tuo dharma fino a fartelo pesare come il tuo karma. Ti piace?

Basta un attimo, o 45 minuti, esattamente come un aggressione, contenente attimi di paura, shock, confusione, terrore, freddezza, semplicità.

Basta un attimo per essere quello che sei, e l' attimo dopo puoi esserlo ancora e goderti fino in fondo. Una cosa per volta però, altrimenti quale attimo godresti a fondo? Solo della confusione, così che non ti godi... un bel niente, manco un cazzo per l' atto che ha.

Intanto che tu leggi io mi libero dal vizio ed abitudine insensata comune, dal bisogno dell' approvazione altrui, per piacermi ed apprezzarmi.

Ho bisogno, e lo faccio, di prendermi cura di me stesso, del mio cuore, fisico, emotivo e spirituale. Lo circondo d' amore e lo ringrazio di essere così sano, forte, ed efficiente.

In amore non guardo i difetti e gli errori degli altri, non tirerò fuori il peggio, ma farò risaltare i pregi e le cose buone che uno sa già fare, non darò spazio all' errore, ma darò la possibilità di farti aprire il cuore.

Son qui per seminare ancora amore e vedere cosa ho seminato nei tempi addietro, se son già germogliati... Non fu così, non tutti i terreni son così fertili...

Così il seme fu allora diserbante per le cose futili, e preparò il terreno per farsi cambiare, lo preparò per essere di nuovo neutro, almeno a se stesso.

Vedo un bellissimo fiore, e gli chiedo di aprire i suoi petali perché così non potrà mai esser bello, non potrà mai farsi apprezzare. E passa ancora un attimo...

Così, torno ad apprezzare il corpo, rispettare i sentimenti, e a riconoscere la spiritualità in ognuno di noi.

Mi libero dal bisogno di farmi compensare dagli altri, mi libero dall' approvazione altrui e ricerco solo di restare a me stesso, così liberando gli altri da me stesso.

Fu così che mi accorsi, notai me stesso, notai i Deva, notai il dharma, notai sia gli Shiva che le Devi, notai il Samsara e la ruota dove lo facciamo girare...

45 minuti, il tempo di scrivere, il tempo di capire...

Un attimo.

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Concedetemi l' attesa, Vi aspetto.

Post n°130 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da mantica_occulti
 

Non ci siamo, ancora non si è capito il tempo tra gli uomini. Non vogliono ascoltare, per questo m' han chiamato.

Eppure, inconsciamente mi sentono, che fortuna!

Allora vorrà dire che è come il mio corpo ha già pensato diverse volte, passerò inosservato, mentre aprirò nuovamente il cuore agli uomini.

Ho messo una mano in una tasca ultimamente, ed ho trovato spazio e calore. Ciò vuol dire che i cuori son quasi vuoti, quasi pronti per accogliermi. Ma ciò non basta!

C' è ancora quel brutto attrito di secoli fa... ha dovuto una bambina di 4 anni e mezzo riconoscermi e dichiararmi apertamente seppur parlando "di un gioco"... con gli occhi sgranati sono stato guardato, increduli, impassibili, esterrefatti, e subito han pure dimenticato.

Allora a cosa serve arrivare 5 anni prima se poi devo aspettare ancora altri 15 anni, prima che i tempi siano maturi?

È facile anche però che io sia atrofizzato nella cognizione del tempo, lo terrò da conto. E allora, come dice Alice Bailey, sarò il principio, sarò le qualità, il mio essere sarà le caratteristiche che ho scelto d' avere, come principi, come forme-pensiero, come Avatar.

Il mondo è cambiato per prepararsi a cambiare, il pianeta ne è conscio e continua a dare i suoi segnali per smuovere i segnali degli altri... ma ancora non han capito tutti i tempi, e si continua a prender tempo.

Ok, va bene, ed è anche meglio così. Ho tempo, ho tempo per prepararmi di nuovo ad essere invisibile, a lasciar traccia, e lasciar questo mondo in mano ai nuovi Deva.

Per ora troppi vogliono fare la parte dei Veda, come dicono gli hindu, e son felice, perché quel "potere" tanto acclamato dalla loro chiacchierata modestia, coscienza, sapienza e soprattutto "esperienza", se così la possiamo chiamare, è già stata da arbitro ancor prima d' iniziare a parlare.

Sono stato sincero per la prima volta dopo 6 anni quasi, con una figlia delle stelle e sorella di spirito, la mia sincerità con cui le ho mostrato la sua verità le ha fatto male, ha preso mezzo shock che era giunto il momento per riceverlo.

Ma non tutti sono pronti. Esseri viventi davvero aperti come la Bailey son già pronti per me, anche Osho, Krishna  Das, Giovanni Paolo II, Ghandi, Steiner... Pochi son di loro, questi i più conosciuti, questi son profeti tornati al momento giusto.

Ciò che hanno fatto, ciò che faranno, è esattamente ciò che andava fatto. Bene è stato lasciare il mondo in balia dei suoi problemi allora, nonostante le buone notizie e gli spunti lasciati; questo ha fatto in modo che il mondo rispondesse direttamente alle sue esigenze, di bisogno.

Essere equivale al conoscere, al sapere.

Se non sei in gradi di sopportare, tanto vale.

Non serve voler studiare se poi non vuoi tenerlo a mente, ti affannerai senza risultati. Ma a breve ci saranno, perché alla fine gli sforzi sono stati premiati.

È giunta l' ora della correttezza, sincerità, onestà.

Non importa la forza, è bene che ci sia. Contro la violenza.

Quindi faccio spazio al tempo degli altri, lascio che si corichino per riposarsi ancora un po', io posso aspettare nel caso ancora qualche anno. Mi gioverà, così saremo a mente fresca, e la menzogna sarà svelata.

Illumina quindi, o inizia ad illuminare, prepara la tua via perché non c' è più tempo. Se non sai cosa voler fare, almeno fai sentire, dimostra la compassione, nel tuo cuore. Altrimenti non potrò insegnare misericordia, ma solo disprezzo, forza e odio. Ti chiedo, cerca la gioia, io farò il resto. Con Amore...

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Un muro nel pianto

Post n°129 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da mantica_occulti
 

Passo per la vita, perpetuo. Volo tra le foglie ed i rami, e scendo in terra per nutrir le mie radici Guardo dall' alto in basso, e viceversa, la strada del mio cammino, per non inciampare e rischiar di cadere. La vedo, vedo una scala, e la salgo. Uno, due... tre, quattro... cinque, bum.

Dov' è la luce? Ma... sono a terra, son caduto... o no?
Questo è il terreno... si... si son caduto... riprendo le scale, le vedo e le percorro sicuro e cauto, perché le conosco. È lì, manca il gradino. Torno indietro allora, pensando ad una decisione da prendere. La rincorsa: apro le mie ali e volo via... uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto... pam!

Non ci vedo, e sento dolore. Ho chiuso gli occhi un istante prima di veder cosa avevo davanti. Era uno specchio stavolta, s' è rotto per quanto correvo. Mi dolgo ora, insanguinato e ferito, e mi terrorizzo perché una parte di me mi sta lasciando, sangue del mio sangue.

Con gli occhi annacquati mi giro intorno, mentre levo con le dita ciò che di me copre e fa parte ancora di me. Faccio piano per non rovinar di più le ferite, non voglio sentirle...

Mi scosto, con forza, e più forte mi sento. Più leggero a dire il vero. Non c' è, non c' era, e quindi non essendoci più non ha peso. Cosa? Una parte di me, quale non lo so, l' ho ignorata... La carica mi spinge nella direzione opposta, per prendere più energie. Ma mi fermo di continuo e non riesco a volare perché sento pungere.

Mi son girato, c' era il fuoco che scottava le mie ali. Ho iniziato ad adorare il caldo, perché non sentivo più il freddo. E mi sbagliai, la terza volta e la quarta, contemporaneamente. Persi il mio manto, perché il resto fu bruciato allora, e manco me ne fui reso conto a tempo debito.

Mi cercai un riparo, sperando che ricresca ciò che ho perso.

Cominciarono allora ad alternarsi il giorno e la notte, il freddo ed i caldo, l' estate e l' autunno. Allora cominciai a piangere, e mi accorsi che nacquero anche la primavera e l' autunno. Vidi sorgere il sole, l' acqua scorrere e la terra bagnarsi, per poi veder scambiarsi di posto il sole e la luna. Guardando s' impara.

Furono presenti il giorno dopo, e quello dopo ancora... regolarono le acque, e la terra, e ci fu un mutamento. L' acqua diede vita, la terra diede frutti, si cibarono l' uno dell' altra seza rifiuto,imparai che fu amore. Trascorsi tanto di quel tempo prima di vederlo, che non mi resi mai conto di quanto sole e luna sono, di quanta terra ed acqua cercai...

Arrivò un giorno che fui presente, parlai al sole, alla luna, alla terra, ed all' acqua. Nessuno mi rispose, e fu allora che cominciai ad imparare. Non ero attento, non c' ero, non.

Fu così che mi costrinsi a morire.

E non ottenni null' altro che una via.

Inizio e fine.

 

 

Mantica Occulti

 

 
 
 

L' adorazione

Post n°128 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da mantica_occulti
 

L' atto di evocare nel proprio Io la divinità della persona al nostro cospetto.

Risvegliati nell' Anima, consci di un cambiamento, entra in vigore la legge dell' Amore. Lacrima dopo lacrima il cuore stima sempre di più. Profondi sono i suoi tagli, le sue crepe, a volte anche le sue rughe. Non morirà mai la sua essenza, giovane seppur vecchia di chissà quante vite. L' origine è una matrice inconfutabile, debitrice solo a se stessa. Si rinnova di volta in volta con la creazione della realtà. Ed ecco che ci sfuggiamo allora, nell' atto dell' Adorazione.

Il mantenimento della distanza ci permette di ardire nel nostro Amore, nella nostra essenza. Ci permette di andare oltre il margine dell' impossibile, dove ci blocchiamo per paura di conoscerci. Violiamo la nostra verginità ai confini del mondo. Bruciamo soltanto in cosa riconosciamo, esaurendone la fonte.

Non ci rendiamo conto di cosa sia effettivamente un cambiamento d' adorazione.

Esperire non è un gioco in cui non cambia nulla, al contrario ogni cosa è libera di fluire in ogni direzione, estrapolando la propria essenza.

Muori oggi, muori domani, effettivamente non sei mai tu.

Perché cercar di definire una persona quando non s' è capaci d' amare? Sentirmi ritrovato in quello stato mi brucia, e non mi fa bene. Mi consuma, e non mi fa bene. Mi logora, e non mi fa bene. Cosa senti nel tuo bene? Un cambiamento che non concede errori, lascia porte aperte solo al non errore.

Mi sbaglio, e non vien perdonato. Non vengo stimolato all' errore e non vengo incolpato. Qui la perifrasi gioca volenterosamente al doppio gioco, dicendo: se sbagli su ciò che dovresti far bene, sei colpevole e non t' è concesso di migliorare. Se cerchi un bene, e non t' è chiesto, nessuno te ne farà mai un bisogno. Il concetto è contrario, i fatti reali.

Ritiratomi ancor più in meditazione, in solitudine, ho la possibilità di vagliare una conoscenza di qualcosa di perverso: la disattenzione. Osservo con nostalgia e a malincuore ciò che avrebbe potuto affiancarmi, ed invece ne son stato pregato di non infrangere.

Ancora una volta violo in me la santità dell' Ardore, carico d' energia che pochi osano e nemmeno ancora sanno usare.

E rimango senza parole, lasciando impietrite pure le persone intorno a me, che si domandano come non riesco a stare al di qua, coi piedi per terra insomma.

Come... ma come? Come non riesci a capire questo stato attonito? Ancora non capisci cosa violi nell' altra persona? Violi il suo Amore, violenti con tutte le tue forze ciò che in un' altra persona è sinonimo di realtà. Vorrei fare il discorso inverso, ma non mi riesce.

Non riesco in ogni caso ad invertire le parti perché nonostante lo scambio continuo a guardarmi, e la mutevolezza costante della realtà purtroppo non mi permette d' entrare nel tuo gioco al tuo posto, semplicemente non sarei capace d' usare l' ardore per adorare una perversione sistematica.

Adoro, fremo, e cado pure io in questa valle di lacrime, versando goccia dopo goccia un' emozione dopo l' altra. Ma l' unicità mi permette di non essere lo sfogo, lo sfizio, la realizzazione di nessuno.

Un maestro zen capisce che ciò che conta è il viaggio, non la destinazione. Un maestro illuminato sa riconoscere la sua via e la percorre già conscio di cosa l' aspetta, indipendentemente da come sarà il viaggio e la destinazione.

Allora con grande ardore rimane attonito, esaudisce i desideri degli altri e nel suo non essere è già diventato l' Essere che sostanzialmente un percorso d' illuminazione già s' è prefissato, fregando in anticipo con invidia e stima altrui, la purezza della meta scelta come destinazione dagli altri.

L' adorazione è invidiata e considerata peccato, in un mondo dove l' unità di misura è la perversione.

Non si riconosce un legame, si scalpita solo per il dolore di differenza e separazione. Così mi avvicino a questa distanza pur sapendo di abbattere i suoi confini ed aumentare infinitamente gioia e dolore, nel caso uno si senta illuso, od abbagliato.

A me non è mai dispiaciuto essere illuminato, perché ciò comporta ad essere compreso nel mondo ed a comprenderlo, in modo che la prossima volta con la capacità d' adorazione che ho sviluppato possa io far luce per illuminare a mia volta.

Uso, sapendo che pure altri usano, un' essenza, rischiando consapevolmente d' entrare a far parte di quella classificazione di larve e addormentati, classificazione che non concepisco.

Perché mai riconoscermi dove non potremmo mai essere, mai esistere?

Io vivo, me, te, ed ogni altro essere vivente, nel bene e nel male.

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Aurora

Post n°127 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da mantica_occulti
 

Non c' è modo di constatare inconfutabilmente una realtà trascendentale, se non unica, e diversa nel tempo.

Di volta in volta ne creiamo una diversa, spesso molto simile, ma diversa. È un luccichio che ci attraversa il cuore, come un pensiero nella mente, viene e va ogni volta con una parola diversa, od il tono diverso.

Comprendiamo messaggi al di là delle nostre capacità, in preda al panico di una semplicità ancor più ridotta: l' Amore.

Incondizionato, come sempre, esaudisce i nostri desideri, ci messaggia sotto il nostro linguaggio, che ancora non conosciamo. Poi ce ne accorgiamo, come aspettando le prime luci dell' alba in attesa di scorgere tutto ciò che ci sta intorno.

Divisi, sempre più divisi da questa voglia di conoscere il mondo, di scartare l' errore, di accontentarsi di quella poca, sempre più poca, gioia...

Martiri!

I valori sono stati persi, screditati dall' incompletezza di una completezza sempre più personale, ridotta ad un pugno di cenere, ad un tiro di profumo, il proprio...

Riusciamo a sentirlo perché ci diversifichiamo, dividiamo, distanziamo sempre di più, da chi, o cosa, siamo.

Bruciamo la nostra "energia" (così erroneamente debbo chiamarla) in attesa di un rigenero, di un genero, di qualcuno che crediamo possa farci abortire il dualismo, o la triplicità scissa dell' Essere.

Giova al mondo intero, all' illusione, paradossalmente reale tanto quant' è il rifiuto dell' accettazione dell' ignoranza.

Tremo al pensiero che diventi realtà! E si limita al tremore, perché forza non è capace di prenderne più, non è fattibile che si realizzi perché non è nemmeno fine a sé stessa, l' illusione.

È l' unica disciplina di auto eliminazione, consiste nel portarsi via in primis le proprie stesse forze. Ed allora, come mai potrà divenire realtà, se si auto estingue?

Om...

La matrice stessa ne è consapevole di tale iniquità, indipendente stessa dall' errore della divisione, indice di conflitto nell' ego.

Ed allora proviamo noi stessi a riflettere personalmente sul percorso che ci hanno indicato i pochi Avi, Patroni, Personaggi, Leggende, e forse fantasie di un qui ed ora... che istante dopo istante possiamo rendere vivi, attuali e veritieri, ogni istante che ci circonda, che viviamo.

Lettera per lettera son consapevole di trascendere qualcosa, diverso di persona in persona, ma attuale e vivo tanto quanto il qui ed ora. Pure a me stesso sto dando istruzione ed informazioni infinite che vanno a plagiarsi sull' attuale coscienza, che purtroppo mi si svuota temporaneamente perché ancora non mi faccio una domanda giusta. Di cosa sono ancora in debito, prima di morire?

Il bardo non lo intendo con la morte fisica, bensì con il trascendere di piano in piano. Mi muovo allora alla sperimentazione di me, in attesa di fregarmi ed uscire dal labirinto comune.

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Una promessa è per sempre

Post n°126 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da mantica_occulti
 

Santi e peccatori. Voi vedo in questi giorni nel mio spazio.

 

In questi giorni mi ritrovo davanti a molti cambiamenti, sia psicologici che spirituali, mi ritrovo di fronte a svariate persone, a svariate mentalità, a svariati punti di vista e soprattutto, ciò che conta di più, a svariate opinioni. E le ascolto tutte, le osservo, le rifletto, e prima ancora che possa definire in tutto e per tutto la mia opinione vedo cambiare di nuovo le persone, mentalità, punti di vista, ed opinioni.

Cosa resta allora della vita? Un bel niente, solo un attimo fuggente... come lo è stato per via definitiva solo pochi giorni fa...

Sicuramente avrete capito che son giorni di cambiamenti un po' in tutto. Ed allora accendiamo un po' di musica, un po' di Mobi. Un bel disco, delle note sulle quali far danzare pensieri, ma soprattutto la fantasia. Provate per credermi, mentre state leggendo queste prossime parole.

La cultura non son riuscita a trovarla mai abbastanza intelligente e completa come lo è lo spirito e la Nostra Anima. Mi spiace deludere chi ha avuto il coraggio e soprattutto la possibilità di acculturarsi sicuramente più di me (e ce ne vuol ben poco, credetemi). Fantasie, allusioni ed illusioni, il più delle volte ben calibrate in un equilibrio tutto loro, raramente affinate in tal modo da nascondersi come realtà di Essere, essenza stessa della persona intendo, ciò che è. Fantasie che si rivelano poi a poco a poco di lì a poco tempo successivo smantellate da tutto il vostro bagaglio d' esperienza che è già celato in voi, immenso!

Non posso non ribadirlo, inconsciamente l' Anima sa sempre di gran lunga più cose ci possa insegnare una qualsiasi esperienza di vita, sicuramente perché la sua esperienza riguarda un pacchetto di vite, e non solo una (a parte le nuove Anime, che provvederò visto che appena citate a scriverne riguardo il processo evolutivo energetico, gli ultimi diamanti sanno già di cosa sto parlando).

Luce dunque a voi Anime, fratelli e sorelle di corpo, frammenti completi del Nostro Tutto.

Curioso come il caso assecondi l' esigenza di guardarsi ancor più intorno, di esaudire ogni nostra richiesta ed ogni nostra capacità in primis, nel mio caso di osservare, di guardarmi intorno, di capire, di concepire, di pensare, e se anche il caso di assimilarne qualcosa, da tutto ciò che ci sta intorno.

Vi domando, rifletteteci su: che caso è la vita, la conoscenza di altri individui, l' esperienza che ne si può provare anche nel giro di pochi attimi? Vi accorgerete sicuramente come nel passare del tempo, del vostro tempo, della vostra cognizione del tempo, la vostra percezione vien sempre più affinata sia nelle sue capacità che nelle proprie reazioni. Vi accorgerete, sicuramente per i più attenti, che possiamo riconoscere in alcuni momenti  che cos' è la nostra reale esperienza e che cos' è la nostra reale psicologia.

Psiche ed esperienza, la prima la detesto e la seconda un po' meno, si, lo ammetto... ne scrivo ma non ne sono assolutamente un amante di tali generi di cultura, tanto da essere arrivato a far conto alla fin della fiera con 2 cose soltanto: la spiritualità e la mentalità.

Riflettevo questa mattina mentre osservavo una persona esprimere parecchio disagio spudoratamente ad altre persone, ad altri suoi collaboratori, il tutto sinceramente non ho capito proprio bene il perché, dato che è rimasta una cosa intorno a lui e soprattutto di lui.

Ve lo scrivo perché voglio farvi riflettere su una cosa semplicissima parlandovi di tutt' altro. Chissà chi avrà il coraggio di continuare con un commento.

Mi son sempre domandato che bisogno ci fosse di avvicinarsi ad altre persone spontaneamente e forzatamente. Mi son sempre domandato che c' è che ci potrebbe legare al punto tale da attirarci e respingerci. Mi son sempre domandato che cosa potrebbe voler dire il provare un' emozione, sperimentarla, esperirla, per poi godersela in tutta la sua manifestazione.

Carpe diem.

Lasciatevi andare ora nel far sorgere pensieri ed emozioni, ascoltatevi una musica che vi piace se può aiutarvi, e meditate, medidateci così a lungo da sentirvi soli ed un tutt' uno con tutto ciò che vi sta intorno, non solo qua davanti al pc mentre vi scrivo, ma arrivate a meditare proprio su quell' attimo fuggente che vi sto proponendo. Cosa c' è oltre? Io. Cosa c' è oltre? Tu.

E vi lascio un' altro spunto per ampliare enormemente questa riflessione: cosa siamo realmente allora? Vi do' metà risposta: Coscienza.

Abbiate coscienza di Voi stessi, abbiate abbastanza Coscienza da guardarvi, non la pagliuzza od il trave che possa esserci nel vostro metro personale per capire gli altri, restate in voi stessi e non uscite a giudicare gli altri, non servirebbe a niente se non a fermare quel processo evolutivo spinto da ben poco: la Coscienza.

Fatela crescere, provate a seguire questa riflessione e meditazione, il più tempo possibile che riuscite a dedicarle... ve lo auguro, è un' esperienza che vi accompagnerà per tutta la vita, e vi farà capire da molte altre persone nel vostro più breve tempo possibile.

Abbiate la pazienza di farvi ascoltare da angeli, anime e qualsiasi altro tipo di entità per come la conosciate, abbiate fede e non avete paura a donarvi incondizionatamente. Abbiate il buon senso di provare a spingervi a conoscervi oltre voi stessi, oltre i vostri stessi spazi che conoscete di voi stessi, spingetevi oltre l' abisso, ed arrivate al di là di voi stessi. Proverete amore, ed odio (per come li possiamo descrivere con queste due parole conosciute da tutti) e provate a continuare questa meditazione, o semplice riflessione, provate, provate, provate. E non abbiate fretta per colpa della paura di perdere l' attimo o l' attenzione, causa primaria e quasi per tutti il motivo per il quale ci si tira indietro, nel bene e nel male, finché morte non ci separi. Non abbiate mai la paura di andare fino in fondo di voi stessi, non abbiate paura nella perseveranza, non abbiate paura nella fede, non abbiate paura delle vostre capacità, e non abbiate paura di non esserne all' altezza o di non aver le forze necessarie per morire, non abbiate paura d' esser sinceri, non abbiate paura di non saper amare, non abbiate paura di chi vi sta intorno, chiunque esso sia. Provate ad esperire che cosa significhi realmente (non effettivamente) che cosa vuol dire Amare nel Cuore e non Amare con la Mente, è diverso e c' è un abisso per le cause e motivazioni che hanno. Come è diversa anche l' esperienza che ti porta a capire la diversità tra bagaglio d' esperienza dell' Anima e bagaglio d' esperienza della Vita, estremamente importante tanto quanto lo sono tali esperienze.

Una promessa è per sempre.

 

 

 

Mantica Occulti

 
 
 

Volare

Post n°125 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da mantica_occulti

Stanco, oggi sono stanco. Non demordo la giornata, non la mollo in mezzo alla strada. Troppe macchine guidate da troppi incoscienti, e mi devo difendere a spalle larghe e forti, anche se a volte mi domando se le ho pure io. Si, questa è la sincerità. Spalle larghe, per far appoggiare la pesantezza del Cuore, di un Cuore... quale, non so', non ne ho idea. L' importante è che regge. E regge.

Fiatavo, volavo, ascoltavo, e mi muovevo, passi di danza volteggiati qua e là in mezzo ad un' autostrada d' emozioni, scommesse in partenza e rischiate con gran sudore in questo mondo pazzo, in questo mondo sarcastico, in questa folla di gente che poche sanno dove vanno, che cosa fanno e cosa vogliono. Impauriti tutti da una fottuta ira, l' ira dei capricci. Ironia della sorte, questa volte è toccata a me, pure a me... mi lascia spiazzato, e mi trova reattivo ad ogni suo stimolo. Si, scrivo a me, scrivo a me che so cosa leggo, che so cosa ho in testa. Scrivo a te, che stai ascoltando le mie parole mute da ogni sudore di fatica, mute da ogni giudizio, ammutolite da uno sguardo che nemmeno si vede, il tuo di te che stai leggendo, e ti prendono pure in giro perché probabilmente non riesci manco lontanamente  a capir più che cosa passa tra queste righe: il cambiamento.

Mutevole come le piante, cambio foglie, crescono rami, e mi alzo. Ogni giorno sempre più, mi difento a più non posso crescendo col nutrimento di questo mondo, prana. e mi sto accorgendo che mi diverto pure ad giocare con queste infinite strade che si ripropongono di volta in volta nella mia vita. Mi diverto si, mi diverto a giocare... mi diverto ad ascoltare il tuo consiglio, scrivo, e butto giù ciò che non è, un pensiero che nasce nelle mani e nemmeno sa di esistere, perché è, qui ed ora, istantaneamente volando tra le foglie che cambiano questi rami della mia personalità, della mia persona, del mio essere, del mio modo d' essere. Passa attraverso e mi sfoglia, mi sfiora, mi cura, e mi insegna che tutte le strade portano anche a te. Passa attraverso i rami del mio essere, mi ricordo nuovamente di ciò che c' è dentro e fuori di noi, tutto ciò che è dentro è esattamente uguale a tutto ciò che è fuori. Massimizziamo allora questa teoria dell' essere olografico sia nel micro che nel macro cosmo. Finalizziamoci dunque l' obiettivo che possiamo già esser ben oltre a ciò che siamo. Dunque non me ne faccio più un problema di ciò che era, ma provo nuovamente a tornare sui miei passi, a rimembrare a cosa stessi pensando, tempo fa... a niente. Questa è la risposta.

Niente di nuovo sul fronte occidentale. Non è il titolo del libro che voglio ricordare, è una piccola frase che può sfociare in chissà quale ambito della vostra vita, che rispolvera chissà che cosa. E passa allora, attraverso queste fitte fronde che continuano a far cadere foglie, che continuano a metterne di nuove, e sempre stanno là mi sono accorto ora, quelle foglie, quelle belle foglie che sembrano non passar mai.

Assaporo con la lingua l' emozione che di continuo sfoglia le sue mille sfaccettature, e vedo che ne prende paura. Che sapore ha la paura? Forse quello di non aver più potere su di niente. Mi rammarico allora a vedermi cambiare così in fretta, lasciar cadere delle foglie così importanti così in fretta è un dolore che non posso sopportare, e mi rendo conto che ad un certo punto una è voluta volare così in fretta che m' ha lasciato il ramo dolente, lasciando aperta una piccola ferita e portandosi via pure le altre al suo fianco. Cambio tutti i giorni, ma non così in fretta. Saranno lacrime d' amore allora, che lascerò cadere dal ramo del mio albero per nutrire poi le sue radici, così imparerà prima o poi a sapere che ogni cosa ha il suo peso, che ogni cambiamento è dovuto tutti i giorni, così quand' ho visto il mondo gliel' ho potuto dire: "cadi foglia, cadi fogliolina dal mio cuore, cadi in mezzo a questo traffico e fai vedere che ci sei anche tu, cadi fogliolina mia, anche se alla fine come una lacrima sul viso, cadi fogliolina mia e lasciati trasportare dal vento in mezzo alle macchine, cadi in mezzo a queste corsie così che quando passerà un' auto, mi potrà schiacciare oppure portare ancora altrove sfrecciandomi accanto come una saetta e schiarendomi nuovamente la via intorno a me.

Ed una qualche volta rimarrò pure schiacciato da queste auto da corsa, venendo ed andando, e nel mezzo ballando tenendosi la vita per la coda nel caso che Dio non ci veda."

Eppure questa danza l' ho cominciata proprio guardando te fogliolina, che ti vedo lasciarmi andando a danzare col vento... e chissà qual buon vento potrai mai trovare in mezzo a tutte queste auto... spero la dolce brezza dell' amore ti culli fino a quanto tu possa danzare sulle sue ali, e sperando che siano al tuo fianco per sempre le altre foglioline che hai carezzato e preso per mano, quando lasciasti i miei rami più gracili.

Un ramo d' amore, quel giorno l' ho visto così. Il mio cuore, la mia mano... una promessa è per sempre, ricordi? Nel bene e nel male, come le promesse nel matrimonio, solo interpretandone il principio più profondo rispettando in tutto e per tutto non una legge, ma l' amore.

Tranquilla, non ci sarà nessuno che verrà a disturbare quel legame che c' era, e che ci sarà se Dio lo vorrà, tra di noi. Nessuno potrà scalfire mai ciò che ci teneva insieme, l' un l' altro, quel peduncolo sul quale sei cresciuta sul mio ramo.

Non posso parlare di te però, non so' parlare del tuo albero, non so' parlare del tuo ramo. So' parlare della mia foglia, so' parlare del mio peduncolo... posso dire che è Sacro e niente potrà mai profanare questo peduncolo, così piccolo e fragile che un dolce soffio di vento, al momento giusto, è in grado di cogliere per portarmi a danzare chissà dove...

Dicon tutti che la vita è corta, non è vero è cambiamento.  Dicon tutti che l' amore bisogna costruirselo, non è vero, quello è montarselo. Dicon tutti che si viene e si va, non è vero quello è rifiuto.

Rifiuto di sé stessi, rifiuto degli altri, rifiutare il presente e l' essere. E forse lo sto rifiutando un po' anch' io, tutt' ora. Credo sia normale, così come era diventato normale stare insieme a te. Così come forse è stata proprio questa normalità che ha portato un alito di vento, leggero come un bacio d' amor che sfiora le labbra, ti porta via tanto, forse anche troppo. E quando ti porta via poi uno se non è pronto si spaventa anche, e si tira indietro dopo pochi giorni.

Ah, l' amore... intanto aspetterò nuovamente quest' oggi un nuovo colpo di sonno, e chissà magari se chiusi gli occhi andrò nuovamente in un altro mondo, o in tutt' altro mondo, per un attimo o per sempre non importa... io so', questo basta. So' di essere, so di vivere, so' un po' anche di te... e mi porterò dietro questo peduncolo, o mia fogliolina compare, che cadi dal mio albero mentre io mi stacco dal tuo, portando con me una parte di te che mai potremo l' un l' altro recuperare...

A me va bene così, a te?

Tornerò, tornerai... forse. Non lo voglio né sapere né decidere, voglio soltanto provare a danzare anch' io, vedendo la tua danza leggiadra e silenziosa, anche se questo silenzio e questa lontananza mi uccidono senza scrupolo e senza attesa, si divertono con me come se fosse la prima volta. Un inferno, ed un abisso... e chissà... che l' inferno o l' abisso sia di nuovo l' inizio di una radice che possa nascere da questo mio peduncolo, che sfiorando terra prova a cercare linfa, per non far rinsecchire la foglia...

Purtroppo è più facile che la foglia sia destinata a morire, così com' è nata, cresciuta, staccata, e posata su questa terra in mezzo a queste auto che sfrecciano alla velocità della luce... ma non smetterò mai di pensarti, o di amarti, perché vorrebbe dire smettere di amarti. E se smettessi d' amarti, vorrebbe dire di smettere d' amare anche me, se tu se la mia fogliolina ed io la tua fogliolina, non voglio morire, e non voglio che muori. Al massimo posso aiutarti un pochino vedendoti crescere per poi lasciarti staccare e vederti danzare... con le lacrime agli occhi, con le lacrime al cuore, e le lacrime su nel cielo... ma queste lacrime saranno prima o poi l' acqua della tua sete, che non ti lasceranno mai a bocca asciutta, se lo vorrai.

Dal cuore.

 

 

 

Mantica

 
 
 

Indigesto

Post n°124 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da mantica_occulti

Salutai, per andarmene a letto. E lo feci. Mi coricai, com' è solito fare, nel letto dove son cresciuto, lasciato da poco in cerca di Vita. E cominciai.

È la seconda notte che son tornato, e la seconda notte che sono andato... via... chissà... i pensieri mi assistono, e m' assillano, inesorabilmente inesauribili. Volano, fluttuano, fantasmini che quasi decorano la mia stanza. E tutt' intorno decorato di un lieve e sottil strato d' energie, sempre più forti perché questo con te ho imparato: silenzio ed ascolto.

Son tornato a seguire la strada giusta, stavo tornando a seguire la strada giusta... credo... come credo di non averne perso la direzione... credo.

Non mi sono accorto, ho iniziato a sentir molto di più le energie, fievi e sottil come una brezza che ti carezza il viso, il tuo viso.

È la seconda notte che torno a letto, e mi buttano fuori. Prima il caldo, stasera il freddo. Mi vien la pelle d' oca per il cambiamento. E mi vien la pelle d' oca per la diversità.

Tornai a scrivere, come mi hai indicato tu. E di tempo ce n' è. Scrivere. È un consiglio per sfogarmi? È un consiglio per prendersi tempo, per riflettere? Da cosa, su cosa? Non so'... ne ho una di cosa su cui riflettere... mi spiace non è una cosa, è una persona...

E continuo a sentirmi violato, anche giù dal letto le energie mi cercano, come di giorno. Non mi sento in disagio, non mi recano disagio, sono in disagio perché non sono abituato ad altro, sono abituato a te.

Sembro frettoloso, ma la realtà ha questo tempo per me, quando si muove è istantanea.

Dentro continuo a viaggiare, a  scrivere, a pensare, e a risparmiare. Risparmio il divulgarsi dei pensieri, e restano soltanto pochi, quelli più duri, aspri, e se vogliam dirla tutta, quelli più amari. Rimpiango. Si, di delusione. Rimpiango.

Penso alle emozioni che ho con te, penso alle emozioni che ho dentro te, penso a cosa ho cambiato vita, e penso a cos' è cambiato... tutto.

Son sconvolto, lentamente me ne accorgo. Mal di pancia. Pure al cervelletto, dov' è che sento il disagio maggiore delle energie, qui nel letto. Ippotalamo? Ghiandola pinneale? È già la seconda notte che entro in questo letto e mi salgono urti di vomito, almeno per farmi spostare.

Mi sento sfiorare, mi sento toccare, mi sento preoccupare. Mi sento oppresso. Solo una possibilità, giocata ad occhi bendati.

Ed è difficile, sai... poter far conto con te stesso: comprendo ma non concedo. La realtà di questo mondo la creiamo noi, per noi. Facile o difficile, è sempre al limite con le nostre capacità. Santi, non peccatori.se fossimo peccatori, avremmo già creato un mondo dove ci sarebbe perfezione, continuità, e  splendore per l' eternità. Non è ciò che vogliamo, non in quel modo. E forse manco lo sappiamo in quale modo.

Osservo allora, o meglio... scrivo ciò che stavo osservando in questi giorni, la famiglia. La mia famiglia. La famiglia dei miei genitori. Uniti per la pace, uniti per la pelle, uniti per la vita. Il discorso di famiglia, è strano qui nella mia mente. Non c' è un ruolo ben definito delle persone, nessuno è più in alto od in basso di altri, a nessuno è vietato o consentito di entrare od uscire da un contesto familiare. Perché all' interno di esso si ha amore, ed è quello che regna. Amore e fiducia. Rispetto e speranza. Non precauzione e convinzione. Rispetto e fiducia. Amore e speranza.

E allora, continuano a giocarci dentro per bene i miei pensieri, vedo difetti e problemi, vedo amori e contrasti, litigi ed abbracci, non ha senso, non voglio dargli un senso, e nemmeno capirlo il loro senso. Non è spiegabile, non è fattibile nella mia testa, nel mio cuore, nel mio io. Io, chissà... chissà un domani che ne sarà del mio io... si farà una vita, si, in che modo? Bella questa domanda, per il soggetto e l' oggetto.

Io. Un domani chissà... sarò preso in balia di queste energie, ne sarò completamente allontanato, o sarò io stesso fomentatore in questa fucina di lame e coltelli? Intanto continuo a godermi lo spettacolo dei sentimenti, giocano e se ne fregano altamente di me, di che cosa pensa quel mio io che manco è io, è vuoto, è spazioso, è libero, è spirito.

Ed ora continuano a toccarmi, a molestarmi, a sottrarmi al mio mondo di pezzo di carne, queste energie che riescono pure a farmi chinar la testa sopra le mani, per violenza, mentre la testa sta su per i fatti suoi, gli occhi sgranati che vogliono assolutamente invadere la realtà visiva, le mani che frustano buona parte della tastiera, per scrivere una volta sola il testo che qui ora scrivo, sto scrivendo... quasi su consiglio, o quasi... su altro.

E gioca allora, gioca conciò che hai, che intanto mi soffermo per riflettere. Pensare che l' uno è lo specchio dell' altro... che brutta bestia che è saltato fuori... con che coraggio poi. Intanto non riesco manco a piangere, soltanto ancora stamattina, pochi istanti dopo essermi alzato... colazione in silenzio, quasi col magine, e poi via in macchina, col magone a gogò... tormentato da chissà qual pensiero che m' invade la testa... forse il ricordo di te, anzi... le emozioni e le energie di noi. Che brivido in tutto il corpo, non posso farne a meno. E pensare che siamo lo specchio l' uno dell' altro. Questo ti davo? Ancor di più in depressione allora cado, se davvero lentamente sto scoprendo cosa c' era... o cosa c' è? Non lo so' sinceramente... non lo voglio sapere... ho paura della realtà, di me, e di te, ho paura di chi ci sta intorno, non saprei dove sbatter la testa, ho paura di volare di nuovo, come ho paura di atterrare ora, ho paura di farmi male, ho paura di atterrare male, ho paura di non rialzarmi più, ho paura di alzarmi, ho paura di riprendere a volare, ho paura di cadere e perché ho paura di me.

Non so' se sta mancando la fiducia, di certo è in crisi. Ed è... non lo so' nemmeno com' è messa or ora... forse demoralizzata, forse scappata dalla sfiducia... intanto io non ci sto dentro, e mi soffermo e rifletto, perché ne ho bisogno, perché ne sento il bisogno, perché ho un infinito dentro che ha bisogno di uscire.

Mi son sempre concentrato per dare una parte di me, quel poco che forse conoscevo, e non è niente di sicuro, a ciò che arriverà... Mantica Occulti, la parte più sconosciuta di me stesso che salta fuori nella vita di tutti i giorni, dall' osservazione di cosa accade in questa realtà illusoria. Che miracolo noi, all' interno di essa, che siamo. Che amore, non che miracolo.

Forse finalmente ora mi son perso, anche se non han finito di molestarmi, di toccarmi, di tastarmi. Chi è che mi cerca? Perché mi cerca, che vuole o che vogliono da me? Si, anche il mio io cerca, una due tre persone, forse anche più... poco importa... intanto ne cerca una sola, perché sento che da uomo non potrò mai esser completo senza donna. E più vado avanti e più mi rammarico, ed aggrego alla depressione questa piccola filosofia che più ci accomuna, non l' indipendenza, ma la differenza. Sapere che in ogni caso l' uno non potrà mai esser completo se non in quell' attimo chiamato Amore... che fulgido astro che coglie in atto tutti allo stesso modo, nello stesso momento, nello stesso fare. E fallo allora, taglia via, strappa, sperpera quella parte che manca, straziala e donala al mondo intero, che saprà come rimanervi indifferente a tutto questo che accade. Già, tutti servono e nessuno è indispensabile... intatnto sono arrivato a 1300 parole circa, senza concludere un discorso serio e sensato, dove non c' è inizio né fine, dove non c' è pace né amore, dove non c' è lotta né guerra, dove forse non c' è più niente oppure c' è tutto.

Meglio allora che penso a questo, che c' è una parte di me che cerca te. Questo lo posso ammettere e capire. E sapere che sin dall' inizio non è mai stato ricambiato, per niente, fa male. E continua a macinare, saper che fiondi il tuo cuore dove non potrà trovar riparo, perché mai glien' è realmente stato dato. Io però purtroppo l' ho saputo trovare un riparo dentro di te e con te, e quel piccolo riparo che forse per la tua esperienza non esiste, per me lo è stato. E lo sarà per sempre, perché mi sono innamorato di una cosa che c' è sempre stata: la presenza. L' esserci. E l' essere.

 

 

 

Mantica

 

 
 
 
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AMARE SE STESSO PER AMARE GLI ALTRI

A chi è duro, sciogligli il cuore

A chi è insensibile, donagli l' affetto

A chi è in balia del vento, fallo fermare ad ascoltare

A chi è a testa bassa, sfioragli il mento e vedrai che sorriderà

A chi tiene il cuore in mano, aiutalo a rimetterlo al suo posto

A chi piange, fagli trovare l' amore ovunque

A chi guarda gli altri, fallo guardare dentro a se stesso

A chi sta già guardando dentro a se stesso, fallo aprire come un fiore

A chi è aperto come un fiore, salvalo dalle intemperie

A chi scappa una lacrima quando sente qualcosa che gli ricorda l' Amore, donagli unità e pace

A chi riesce a stare in mezzo alla gente e regalare un sorriso col cuore, donagli la forza per sorridere nuovamente

A chi ama, e a chi non sa più se ama, amali

Perché il loro amore è tutto ciò che può dare vita anche a te stesso

Ama, sappi cos' è l' amore dentro te, perché quando ti verrà donato saprai riconoscerlo ed amarlo.

Ama il cuore, ama l' amore, ama la vita e tutto ciò che ti circonda

Una cosa sola c' è dentro di te, donala incondizionatamente e verrai riempito subito e costantemente dello stesso Amore che saprai dare.

 

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