MARCO VIENNAChitarrista Jazz & Insegnante / Jazz guitarist & teacher CLICCA SU TAGS (MENU') PER ACCEDERE AI CONTENUTI/click on TAGS to choose from the site menu |
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Post n°186 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da mv59
24 gen 2012 - La Camera dei Comuni britannica ha approvato un disegno di legge destinato a favorire gli spettacoli di musica dal vivo nei pub e nei piccoli locali: nello specifico, il provvedimento prevede che le sale con capienza inferiore a 200 persone possano ospitare concerti senza essere in possesso delle autorizzazioni a pagamento previste dal precedente ordinamento legislativo in materia. La proposta, che deve passare ancora al vaglio della Camera dei Lord, potrebbe - stando a quanto riferito da Don Foster, il deputato che ha presentato l'istanza - incontrare ancora qualche resistenza prima dell'approvazione definitiva. Negli scorsi mesi un gran numero di locali inglesi - anche storici, come, ad esempio, il Masque Theatre di Liverpool, il Charlotte di Leicester e il Boardwalk di Sheffield - sono stati costretti alla chiusura per essere stati trovati sprovvisti della licenza per la musica dal vivo. "Questa legge contribuirà definitivamente alla fioritura degli spettacoli nel pub, nei bar e nei piccoli locali", ha commentato l'amministratore delegato di UK Music Jo Dibble: "Se dovesse essere approvata, tutti i locali con capienza inferiore a 200 persone potranno ospitare concerti senza sostenere spese aggiuntive. La precedente legge del 2003 aveva creato una netta separazione tra sale in grado di permettersi i costi delle licenze e locali con un giro d'affari troppo ristretto per poterlo fare: questa proposta cancellerà del tutto questa ingiustizia. Il vecchio provvedimento comportava oneri burocratici che avevano stroncato sul nascere qualsiasi iniziativa di musica dal vivo presso le piccole realtà: tanti locali minori sono stati costretti alla chiusura, per questo. Inoltre, la nuova legge porterà i gestori di bar e pub ad adottare una sana politica concorrenziale nell'organizzare concerti: nel Regno Unito ogni mese chiudono quattordici pub e, benché non esistano dati incontrovertibili che provino come la causa di questa moria sia la mancanza di musica dal vivo, è un dato di fatto che alla gente piaccia ascoltare musica nel locale sotto casa. In un momento di grave recessione come quello che stiamo passando, poter permettere ai gestori dei pub un servizio aggiuntivo del genere a costo zero rappresenta un ottimo modo per contribuire al rilancio dell'economia del settore". In pratica è come se da noi venisse abolita la SIAE per i piccoli locali... sapete quanto paga di SIAE un localetto per fare una serata di musica live? Provate a chiedere, ne sarete sbalorditi. Non c'è da stupirsi se i locali che fanno live sono così pochi... e tutto per ingrassare un ente privato in regime di monopolio sul quale ci sarebbe MOLTO da dire... io credo che la SIAE dovrebbe esistere solo per i concerti con ingresso a pagamento, non per quelli a ingresso gratuito! In Italia invece il nostro premier NON ELETTO (ovvero, eletto da chi comanda veramente, cioè NON IL POPOLO) sottolinea la terribile noia del "lavoro fisso" e quanto sia divertente "cambiare frequentemente lavoro". Beh, noi musicisti siamo perfettamente abituati alla precarietà, il "professore" e i suoi superiori dovrebbero essere orgogliosi di noi! Non voglio dire le solite frasi fatte che "all'estero è tutto meglio" ma in questo caso, porcaccia zozza, mi viene veramente una gran rabbia !!!!!!!!!
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Post n°185 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da mv59
In questi giorni si parla tanto di "liberalizzare" tante professioni che fino ad oggi hanno goduto di situazioni di protezionismo più o meno lecite... mi viene da pensare ovviamente al mio lavoro, IL PIU' LIBERALIZZATO CHE ESISTA: "CHIUNQUE" può fare quel cazzo che vuole, quando vuole, dove vuole, senza licenza, autorizzazioni, iscrizioni ad albi professionali, qualifiche professionali, obblighi previdenziali, tariffe minime, partite iva ecc ecc... Aggiungo: NON C'E' NEMMENO BISOGNO DI SAPER SUONARE UNO STRUMENTO!!! PIU' LIBERALIZZATO DI COSI' !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Venghino signori, si accomodino, c'è ancora qualche briciola per cui sbranarci a vicenda!
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Post n°183 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da mv59
Chi mi conosce sa che da "sempre" sono un grandissimo ammiratore di George Benson. Fu un suo disco (e gli arrangiamenti orchestrali di Claus Ogerman), "Living inside your love", nei primi anni 70', a far scattare certi meccanismi dentro al mio cervello, fino ad allora abituato solo al Mi maggiore dei Creedence, e a farmi avvicinare a tutto il mondo musicale legato al jazz. Personalmente ritengo che anche le cose più smaccatamente commerciali che hanno fatto guadagnare a GB dei meritatissimi $$$$ non siano mai da buttare, magari ci sono 4 battute in croce di scat o di fraseggio di chitarra che riscattano tutto il brano. George potrebbe suonare anche Il Ballo Del Quaquà e farlo diventare jazz! Il suo stile contiene quel mix di bebop, swing, blues, funk e pop sofisticato e patinato da american black tamarro che mi fa impazzire e al quale mi sono inconsciamente e consciamente sempre ispirato nello sviluppare il mio modo di suonare. Grazie George! E' quindi con grande piacere che mi sono comprato il suo ultimo CD "Guitar Man" dove il mio eroe torna a "suonare di brutto". Che dire? Classe immensa. Pendo dalle sue dita e dalle sue labbra. Ogni nota è una gemma. Mi riempie lo spirito e l'anima di quella pace e gioia che solo la musica veramente bella e suonata con il cuore riesce a dare. Grazie George! For ever.
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Post n°182 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da mv59
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Sabato 10 dicembre 2011, diretta live dei Minor Swingers a "Farenheit" su RAI RADIO 3, dalle 15 alle 18. Qui i dettagli: http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/index.cfm
Andrea Costa, Marco Vienna, Gionata Costa, Marco Rossi Ed ecco il video:
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Post n°180 pubblicato il 29 Ottobre 2011 da mv59
Due parole. Secondo me un Festival jazz o blues (di questi parlo perchè sono gli stili che suono e di cui mi interesso) dovrebbe essere l'occasione non solo di assistere ai 2-3 mega concerti dei grandi nomi, in teatro, a 40 euro a biglietto... dovrebbe essere l'occasione per avvicinare il jazz e il blues al territorio, proponendo oltre al cartellone principale anche una serie di piccoli concerti, con musicisti e gruppi meno conosciuti, distribuiti in vari club della zona, a ingresso gratuito. E in effetti parecchi anni fa era proprio così, spesso i programmi coinvolgevano i musicisti della regione e di quelle limitrofe, con tanti concerti sparsi in svariati locali, che davano lavoro a molti musicisti e mettevano in contatto un vasto pubblico "non specializzato", quello dei club di musica live "varia", con la musica jazz e blues, tutto questo era molto utile a far conoscere e diffondere meglio questi stili. Oggi invece, complice il taglio dei budget dovuto alla crisi economica, ma anche una certa pigrizia e mentalità degli organizzatori, si preferisce fare "poche" cose, spesso di nicchia, che coinvolgono i soliti pochi nomi "ben noti" (per carità: grandissimi musicisti ma... è da anni che li ascoltiamo in tutte le salse possibili!), in teatro, biglietti di solito piuttosto cari... in questo modo il jazz (e il blues) viene ancor più relegato in luoghi frequentati quasi esclusivamente dai fans più accaniti... mentre la "massa" segue porcate come X Factor o Maria De Filippi. Questo ragionamento credo si possa estendere a tutti gli stili di musica... come vogliamo chiamarla... diciamo "non commerciale", inclusa la musica classica: se non si porta la musica al grande pubblico generico, i giovani che frequentano i locali e i club... beh queste musiche rimarranno sempre dei fenomeni di nicchia, ascoltati solo dai soliti quattro appassionati, il tutto sostenuto solo dai finanziamenti (sempre più scarsi, tra l'altro) delle istituzioni pubbliche. Per la musica classica, poi, ci sarebbe da fare un bell'approfondimento sullo scandalo dei cachet... non è accettabile che un violino di fila prenda 70 Euro, un tenore 5000 e un direttore d'orchestra 50/100.000 Euro... a parte l'ingiustizia di trattamenti così incredibilmente classisti, questa abitudine di assecondare le richieste delle prime donne fa lievitare i costi che diversamente potrebbero essere meglio utilizzati... ma lascio questo dibattito ad altri colleghi più dentro di me a quell'ambiente. Se non si coinvolgono in queste iniziative anche i musicisti "locali" (il che tra l'altro non costerebbe nemmeno molto per vari motivi, non stiamo parlando di "prime donne"!), promuovendo esibizioni e concerti in tanti luoghi sparsi sul territorio, siamo destinati a una lenta, progressiva, inesorabile estinzione... finchè rimarranno solo cinque/sei musicisti (grandissimi, per carità) a suonare negli ultimi Festival ancora rimasti in vita. |
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Post n°169 pubblicato il 05 Novembre 2010 da mv59
Un breve e acidissimo post (da querela)... per ribadire che il 90% dei soggetti che organizzano la programmazione live in vari locali della mia zona... come chiamarli, "direttori artistici" mi sembra veramente eccessivo...a volte sono gli stessi gestori del locale... quello che volevo dire è che, ma si fanculo la diplomazia sono anni che voglio dire queste cose... non ne capiscono un cazzo. Una ignoranza abissale della musica e della realtà professionale musicale della loro zona, unita a quasi sempre una totale mancanza di rispetto nei confronti dei musicisti con cui hanno a che fare. In poche parole, persone completamente fuori ruolo. Eppure è a questi tipi che bisogna telefonare (inseguendoli spesso per giorni, non li trovi mai, manco fossero Obama), spedire i CD, presentarsi (anche se in quel posto ci hai suonato già 10 volte e, per Dio, A TE TI CONOSCONO TUTTI MA LUI NO NON SI RICORDA..), proporre i concerti, contrattare i budget ecc ecc. sfoderando sorrisi e cordialità...poi ti chiedono pure "se porti gente"... ma vaff... Un'altra categoria sono i "direttori artistici dei Jazz Club", normalmente ex musicisti anzianotti di scarso livello che, grazie alla loro posizione, trovano un ruolo di prestigio e una posizione di potere tra i musicisti veri... finalmente possono vendicarsi di tutti gli anni nei quali nessuno li ha mai chiamati a suonare tiranneggiando musicisti di qualità che in un sistema basato sul merito non avrebbero nessun problema a lavorare... e pagandoli da fame quando finalmente "li chiamano" promettendo in cambio "grandi vantaggi" in termini di curriculum e prestigio personale (ma figurati...a meno che non sia il Blue Note...) Quando invece sono musicisti attivi lo si capisce subito perchè una volta su due sono presenti coi loro gruppi nella programmazione del club... Per non parlare poi degli "amici di partito" (anche agenzie, sempre collegate politicamente) che organizzano le rassegne e festival dei Comuni, Provincia, Regione, Associazioni Culturali, ProLoco e degli Assessori che li finanziano...gente quasi tutta incompetente e senza qualifiche specifiche, ignorante, arrogante, interessata solo al guadagno o al "RITORNO", e il loro codazzo di musicisti leccaculo e falsi amici (che, guarda caso, alla fine sono sempre presenti in tutte le rassegne...) ecc... brrrrr! Lo sapevo 20 anni fa e, purtroppo, anche ora nulla è cambiato, anzi, è anche peggio. E' più che comprensibile che tanti bravi musicisti a un certo punto decidano di emigrare a Londra, Parigi, Berlino ecc... posti nei quali conta meno l'"aumma aumma" italianesco e di più il valore personale. Vabbè, rimbocchiamoci le maniche e accettiamo il sistema (ricordarsi di acquistare il Maalox Plus)
PS: utile rileggere un mio vecchio post sulla organizzazione di concerti: http://blog.libero.it/marcovienna/6859877.html PS #2: qualche collega mi ha suggerito "non ti conviene scrivere queste cose altrimenti ti dai la zappa sui piedi"... no problem, mi basta e avanza andare d'accordo con quel 10% di organizzatori che sanno fare il loro lavoro (per fortuna ci sono!) PS #3: mi piacerebbe sentire il commento di qualche collega (anche anonimo)... o avete tutti così paura di dire quello che pensate (tanto queste cose le pensate tutti, suvvia!) per il terrore di perdere un paio di date nel pub sotto casa...più di 15.000 contatti su sto blog... qualche musicista sono sicuro che legga i miei post! Dai fatevi sentire, non siete nemmeno obbligati a firmarvi... ciao PS #4: chi ha gruppi stabili o progetti e, come si usa fare, spedisce periodicamente materiale promo (CD, presentazioni, curriculum, flyers, recensioni ecc ecc) alle direzioni artistiche dei club e dei festival italiani ed INTERNAZIONALI, avrà senz'altro notato che gli stranieri ti rispondono quasi sempre ("abbiamo ricevuto il materiale, grazie, vi faremo sapere bla bla bla") con tanto di email intestata e logo... gli italiani QUASI MAI. Oltre che tutto quello di cui ho parlato nel post c'è anche un problema di educazione e rispetto, che rispecchiano, nel nostro caso, l'andazzo generale italiano
"...la Musica, che splendida Arte, che squallida professione..." (Pierre Boulez). "... a ognuno il suo lavoro"... (mio nonno) |
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Post n°168 pubblicato il 06 Agosto 2010 da mv59
Trio con Sam Gambarini, Ale Pivi e il sottoscritto, non male mi sembra! Buona visione (e ascolto) http://www.youtube.com/watch?v=5bmfuRrppPQ
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E' finalmente pronto il CD dei Blues Gravity "Homecookin". Un lavoro di cui sono molto soddisfatto, registrato praticamente "dal vivo" in studio (solo le parti vocali e gli assoli sono stati sovraincisi) per ricreare il vero sound che abbiamo, appunto, dal vivo, senza i fronzoli, i suoni di plastica e le esasperate manipolazioni sonore (e le "correzioni"... ormai si riesce a intonare anche un asino) a cui siamo ormai abituati quando ascoltiamo un qualsiasi cd. Vi garantisco che sul palco la nostra band suona esattamente come sul cd, e viceversa... insomma, la "ciccia" c'è.
Ecco una recensione pubblicata su http://www.bluestime.it/index.html: Blues Gravity Homecookin' Blues Gravity
A presto disponibile online sul portale cdbaby. Intanto chi fosse interessato può contattarmi. |
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Bella foto dei Minor Swingers al Festival Jazz Eddie Lang a Monteroduni, agosto 2009. Da sinistra: Andrea Costa, Marco Vienna, Gionata Costa, Marco Rossi E qui i link per i video: http://www.youtube.com/watch?v=y0A-9maPemYhttp://www.youtube.com/watch?v=aeYWm4X4YIk |
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Qualche giorno fa ero in macchina con un amico, bravo musicista, di ritorno da una data. Nel mio CDplayer stava girando "Groove Elation" di John Scofield (cd fantastico!) con l'immenso Idris Muhammad alla batteria (uno dei miei batteristi preferiti). Commento del mio amico/collega: "cazzo senti come tira indietro questo batterista, è quasi fuori di un ottavo...". Per il jazzista italiano medio suonare laid back, appoggiato, lazy, è inconcepibile. Bisogna sempre tirare avanti, essere in anticipo sul beat, creare ansia, ipereccitazione, frenesia... ma se ascoltiamo i grandi suonare sui dischi ci accorgeremo che non è MAI così! Il peggio che possa capitare è quando ti capita di suonare con una sezione (batterista+bassista) che suona in questo modo: allora si parte a 60 di metronomo e si finisce a 90, non c'è niente da fare... suonare con una ritmica di questo tipo è veramente difficile. E il jazz, lo swing, il blues, ma anche il funk, il rock&roll... vanno suonati morbidi, appoggiati. Ma i musicisti italiani devono sempre fare le cose a modo loro, si dimenticano che il jazz (e lo swing, il blues, il funk, il rock&roll, il rhythm&blues...) l'hanno inventato gli Americani, anzi i NERI americani, e che dovremmo innanzitutto imparare da loro come si suona! Quel modo frenetico può andare bene per il rock o il metal ma non per il jazz & C. (secondo me). Che ne pensate? PS: a proposito di laidback... godetevi questo groove magico con Bernard Purdie alla batteria e Reuben Wilson all'organo http://www.youtube.com/watch?v=6M4AfwftWCs&feature=relatede provate a suonarci sopra... scommetto che dopo un po' cominciate a "tirare avanti"! |
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Post n°159 pubblicato il 10 Agosto 2009 da mv59
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Ricevere complimenti fa sempre piacere, dà una dimensione del lavoro svolto e sprona a fare ancora meglio: "...la sorpresa, purtroppo martoriata dalla pioggia, dei Blues Gravity con un superbo Marco Betti alla voce e armonica e il superlativo Marco Vienna alla chitarra..." link:http://www.bluestime.it/bbalues09/Blues_a_Blues_2009.html Potete visionare diversi video della nostra esibizione al Blues A Balues Festival 2009 su www.myspace.com/bluesgravity nella sezione "video".
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Post n°155 pubblicato il 26 Giugno 2009 da mv59
Una grande esibizione ieri sera 25 giugno a Bologna al BLUES A BALUES FESTIVAL con il mio quartetto Blues Gravity. Dopo centinaia di concerti abbiamo raggiunto un livello di qualità che, senza falsa modestia, non esito a definire molto, molto alto. Il nostro mix di blues, swing, jazz, il nostro repertorio di blues, si, ma anche di tante songs e ballads, il nostro sound morbido, di gran classe, il tiro feroce ma dolce al tempo stesso, la bravura dei musicisti... sono veramente orgoglioso di farne parte, mi permette di esprimere il mio background jazz e la mia vena blues veramente al meglio. Per una volta perdonatemi l'autocelebrazione ma sono veramente soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto. |
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Spesso l'organizzazione di rassegne di concerti, in locali privati o rassegne sponsorizzate da Comuni, Provincie ecc viene affidata a musicisti. Il linea di principio questa è una cosa giusta, in quanto un musicista dovrebbe avere una competenza specifica e la conoscenza della scena musicale locale (e anche più in la) e dei musicisti, nonchè delle problematiche legate a questo tipo di cose (burocrazia, enpals, agibilità, pubblicità, contatti con i giornali, esigenze tecniche ecc). Purtroppo succede molto spesso che lo stesso musicista che organizza commetta tutta una serie di errori che finiscono per "bruciare" il locale. Chi organizza deve stare perennemente in bilico tra desideri personali (gusti, indipendenza di scelte, integrità artistica,desiderio di mettersi in mostra personalmente...) e sacrosante esigenze del locale (=fare profitto). Risolvere questo dilemma senza scendere troppo a compromessi non è facile, e a volte non è proprio possibile, per cause dovute alla mentalità inadatta delle persone coinvolte, alla tipologia del locale e della clientela, all'ubicazione del locale ecc. Comunque, in generale quando le cose vengono gestite correttamente, e soprattutto si ha la possibilità di svolgere la programmazione con regolarità e su tempi sufficientemente lunghi, i risultati (=pubblico ovvero profitto e soddisfazione per il locale) arrivano. Gli esempi nella nostra zona non sono molti ma direi significativi. Per noi che operiamo nel jazz, uno stile di musica che non si può certo definire popolare e di facile proposta, dobbiamo stare ancora più attenti. Gli ingredienti per attirare il pubblico sono pochi ma importanti:1) proporre ogni volta musicisti, gruppi e stili diversi (bebop, swing, blues, moderno, free, funk ecc ecc), 2) NON SCENDERE AL DI SOTTO DI UN CERTO LIVELLO DI QUALITA' GENERALE, 3) essere in grado di andare al di là dei propri gusti personali (il pubblico è vario e non tutti hanno gli stessi nostri gusti), 4) evitare, se si è musicisti, di sovraesporsi con proprie proposte e gruppi, 5) evitare di far suonare sempre i "soliti amici" 6) pubblicizzare adeguatamente gli eventi sui giornali locali e specializzati e tramite internet e liste di email 7) provvedere la giusta ambientazione (palco, luci, amplificazione adeguata) e la giusta presentazione della serata in maniera che il concerto sia un concerto e non un sottofondo alla cena o alla birra. Poche cose, ma purtroppo noto che solo in pochi casi vengono rispettate. Ho visto tanti casi di gestori di locali partiti con buona volontà e delusi dopo poco tempo dalla gestione ottusa e personalistica del musicista che curava l'organizzazione. E purtroppo un locale che ha già avuto una esperienza negativa con il "jazz" difficilmente si riesce a recuperare. Purtroppo, spesso noi musicisti pensiamo troppo in piccolo, non vediamo al di là del nostro naso e delle due/tre date che riusciamo a procacciarci, mentre una mentalità più razionale, a larghe vedute, ci permetterebbe di incrementare e promuovere il live a livelli impensabili, con lavoro in più per tutti. Si chiama "networking", ma è qualcosa che da noi ancora non è stato capito... qua ognuno zappa il suo misero (o grasso, a certi livelli...) orticello e cura la sua piccola (o grande) parrocchia. Siamo italiani... |
CONCERTI/UPCOMING GIGS
FEBBRAIO
16 - BLUES GRAVITY - La Creperia, Rimini
APRILE
13 - MINOR SWINGERS - Ex Gallery's, Cesena
29 - MINOR SWINGERS - Circolo Aurora, Ravenna
I MIEI CD / MY CDS
1) Caffè Espresso - Made in Italy Mediterranean Gypsy Jazz
in vendita su / buy it on:
http://www.cdbaby.com/marcovienna
2) Caffè Espresso - Made In Italy chord book
in vendita su / buy it on:
http://www.cdbaby.com/marcovienna2
3) Blues Gravity - Homecookin' swing blues
in vendita su / buy it on:
THE BEST LUTHIER !!!
Il grandissimo Giuseppe Gobbi, Ciccio per gli amici, sopraffino liutaio e da anni unico dottore dei miei strumenti, grazie !!!
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