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MARCO VIENNA

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Post n°213 pubblicato il 22 Aprile 2014 da mv59

Cose che, so per certo, succedono ogni giorno. Vergogna!!!


http://www.ravennaedintorni.it/ravenna-notizie/41742/multato-flautista-tedesco-in-piazza-ma-non-e-la-capitale-della-cultura.html

 

 
 
 
 
 

EMIGRARE, EMIGRAREEEEE

Post n°210 pubblicato il 19 Ottobre 2013 da mv59

Jazzista a New York. ‘In Italia fare il musicista è impossibile. Qui vivo un sogno’Luca Santaniello, diplomato in percussioni classiche al conservatorio di Campobasso, è arrivato nella Grande Mela nel 2001. Oltre a lui, in città, ci sono altri professionisti connazionali che suonano lo stesso genere. "Siamo convinti di stare nel posto giusto"
Jazzista a New York. ‘In Italia fare il musicista è impossibile. Qui vivo un sogno’

“Mi sono trasferito a New York il 16 agosto 2001. Avevo 22 anni. Tre settimane dopo sono venute giù le Torri Gemelle”. Un benvenuto da far tremare i polsi. Eppure Luca Santaniello, jazzista, diplomato in percussioni classiche al conservatorio di Campobasso, è rimasto. E’ diventato il primo italiano ad entrare nel programma di jazz della Juilliard School Man e a conseguire l’Artist Diploma, “un programma post master, molto selettivo: mi hanno preso come batterista, prendono un musicista per ogni strumento ogni due anni per un massimo di cinque musicisti alla volta”.

Santaniello non è solo. Ha fatto da apripista a una nutrita pattuglia di musicisti italiani che hanno coronato il loro sogno: vivere e suonare nella capitale mondiale del jazz. “I jazzisti italiani a New York sono almeno una ventina – racconta Santaniello – e l’esodo si è intensificato negli ultimi anni. Ci si conosce più o meno tutti, e quando c’e’ l’occasione ci si incontra anche al di fuori del lavoro. Io organizzo regolarmente una cena a casa mia con pasta allo scoglio e spigola atlantica al forno con Riesling bianco a volontà. Quasi tutti insegnano musica per arrotondare gli introiti dei concerti, ma si sono ambientati bene e sono soddisfatti, convinti di stare nel posto giusto. Al contrario dei musicisti che incontro quando torno in Italia: si lamentano di continuo”.

Il batterista molisano snocciola qualche nome di colleghi ormai newyorkesi di adozione: Joseph Lepore, bassista di Salerno, Luca Tozzi, chitarrista di Campobasso, Roberta Gambarini, cantante di Torino, Simona Premazzi, pianista di Busto Arsizio, Tommaso Vittorini, direttore compositore di Roma, Marcello Pellitteri, batterista di Palermo. “Proprio nei giorni scorsi sono venuti ad ascoltarmi allo Small Jazz Club qualcosa come una quindicina di italiani, quasi tutti musicisti”. Ma come si ambienta un jazzista italiano nella Grande Mela? “Rapidamente. Ci si inserisce nel giro dei music club e delle rassegne concertistiche mentre ancora si impara la lingua, tra registrazioni di dischi, collaborazioni con progetti e band che andranno in tour girando il mondo. Scegliere di vivere qui non è la cosa più comoda che puoi fare nella tua vita. Visto di permanenza, costo della vitapiù alto rispetto all’Europa, rapporti umani veloci e fugaci, tutti per la maggior parte legati al business. Se decidi di rimanere devi aver trovato una tua dimensione di comodità, altrimenti impazzisci. Ma siamo tutti in piena attività, non c’e’ tempo per lamentarsi”.

Negli ultimi anni sono nati due festival di jazz italiano a New York. Uno è l’Italian Jazz Days che si svolge dal 2007 in vari jazz club di New York e Washington. Creato da Antonio Ciacca, è sostenuto anche dall’Istituto italiano di cultura newyorkese. L’altro è l’Italian Jazz Festival, organizzato dal Trumpets Jazz Club in New Jersey, ideato da Enrico Granafei. “Inoltre con Emanuele Cisi, maestro di sassofono jazz al conservatorio di Torino, abbiamo creato un ponte tra la Juilliard e il Torino Jazz Festival. Così quando torno nel mio paese rappresento una delle più importanti università d’arte americana”.

Finora Santaniello ha collezionato collaborazioni di altissimo livello: Ron Carter, bassista storico di Miles Davis, Joe Lovano, uno dei più importanti sassofonisti al mondo, di origini siciliane, Benny Golson, Joe Locke, Roy Hargrove e tanti altri. “Incontravo nei clubs le leggende del jazz, musicisti della generazione di Davis e Parker, ma anche musicisti di pochi anni più grandi di me, di grandissimo talento e già affermati nella scena internazionale, ed in pochi mesi ho imparato e fatto esperienze che non sarei riuscito a fare in 10 anni di musica in Italia. Sono subito diventato musicista a tempo pieno: 5-6 date a settimana con professionisti con cui non avrei mai immaginato di suonare”.

All’inizio Santaniello ha soggiornato con una Artist Visa, che l’immigrazione, “sempre clemente con noi italiani”, rilascia a chi dimostra di essere “extraordinary” nel campo dell’arte. Su queste basi, tre anni fa ha ottenuto la Green Card. “Perché i musicisti vanno via dall’Italia per venire qui? Per seguire il sogno americano. Qui è la Mecca del jazz. Una volta che provi New York capisci che, per quanto sia dura, questa città è un libro aperto con possibilità per tutti. Dove non ha importanza la tua affiliazione a un gruppo religioso, politico, ideologico, etnico. Al contrario dell’Italia dove tutto sembra impossibile, irraggiungibile, faticoso, lontano e legato ad una mentalità di ‘sistema’ e di appartenenza. Per assurdo, nonostante l’altissima competizione, le cose sono più facili qui”.

LINK:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/18/jazzista-a-new-york-in-italia-fare-musicista-e-impossibile-qui-vivo-mio-sogno/748247/

 
 
 

UNA BUONA NOTIZIA PER I MUSICISTI

Post n°209 pubblicato il 25 Settembre 2013 da mv59

UNA BUONA NOTIZIA PER I MUSICISTI.
Non è una vera rivoluzione (le spese - tasse, imposte ecc - per gli organizzatori rimangono purtroppo invariate) ma è comunque meglio che nulla. Speriamo in futuro arrivi anche un forte alleggerimento delle tariffe SIAE per i piccoli concerti e una completa riorganizzazione giuridica e fiscale per i musicisti professionisti (quelli che si fanno pagare per suonare, per intenderci). Riporto il testo originale:

"Qualche minuto fa, il Senato ha approvato il Decreto valore Cultura presentato del Ministro Bray, Un decreto che comprende la norma che introduce una semplice autocertificazione da consegnare in Comune, al calvario di licenze e autorizzazioni oggi necessari per organizzare un concerto con meno di 200 spettatori entro le 24.

Il Decreto deve essere approvato dalla Camera entro l'8 ottobre.

Da quel giorno in Italia sarà più facile produrre, suonare, ospitare ed ascoltare musica dal vivo. Una linfa vitale che dà lavoro e diffonde cultura a migliaia di cittadine e cittadini italiani.

È un primo importante passo per rendere più libera la musica dal vivo.

Ringrazio voi, ovvero i 36mila firmatari che hanno sostenuto la petizione al Ministro Bray il quale nel Giugno scorso ha lanciato la proposta dell'autocertificazione.

Ringrazio tutti i media che hanno sostenuto la nostra campagna.

Ringrazio il Ministro che ha subito risposto alla petizione e seguito con attenzione l'iter dell'emendamento.

Ringrazio i numerosi senatori e i deputati che hanno costruito le condizioni per questo voto - a cominciare dal Presidente della Commissione Cultura del Senato Andrea Marcucci e dai deputati Rampi, Bonomo e Costantino.

Ringrazio le associazioni come l'Arci, Assomusica, Mei, Anci e le amministrazioni comunali come Udine e Portogruaro che hanno sostenuto con forza questa battaglia.

Da domani la sfida per moltiplicare le occasioni di musica dal vivo - nel rispetto di tutti: musicisti, utenti, residenti- prosegue. Prosegue su altri temi cruciali per la musica dal vivo, come quello delle tariffe per il diritto d'autore (a partire da un Ordine del Giorno approvato dal Senato che impegna il Governo), della semplificazione delle procedure di autorizzazione per i grandi eventi musicali, della richiesta di un nuovo statuto giuridico per i lavoratori del pubblico spettacolo.

La sfida è quella di redigere una “Carta della Musica dal vivo” da condividere con i protagonisti della scena musicale italiana e da usare come manifesto per agire con efficacia su singoli aspetti della filiera della musica e sulle norme che la regolano.

Ma permetteteci di dire che da oggi, con una musica più libera, l'Italia tutta è un po' più libera. E ricca. E felice.

Grazie,

Stefano Boeri via Change.org"


AGGIORNAMENTO DEL 3 OTTOBRE 2013:

http://www.rockit.it/senato-approvato-decreto-musica-dal-vivo-live-concerti

decreto approvato anche in senato. Staremo a vedere, nel concreto, cosà cambierà... chissà perchè ho la sensazione che, appunto, non cambierà nulla.



 
 
 

PUTIN VIETA IL PLAYBACK IN RUSSIA

Post n°208 pubblicato il 11 Agosto 2013 da mv59

 

Bella notizia... in Italia sarebbe la fine del 99% dei "pianobaristi" e delle orchestracce di "liscio moderno" ... non sarebbe una grave perdita, almeno secondo me...

cit.: "La notizia l'ha riportata Repubblica ed è di quelle piuttosto strane. In Russia, il governo avrebbe deciso di vietare per legge il playback. A quanto pare, dai tempi dell'Unione Sovietica, il playback è molto in voga nel paese di Vladimir Putin e il concetto di concerto è diventato piuttosto vago, al punto che tanti live sarebbero in realtà solo esibizioni con basi e microfono spento. La multa per chi decidesse di realizzare concerti in playback, senza dichiararlo, sarebbe di 100mila euro.

E adesso incrociamo tutti le dita per provvedimenti analoghi in Italia contro le cover band."



http://www.rockit.it/vladimir-putin-playback-russia-vietato

 
 
 

CIAO COCO' !

Post n°206 pubblicato il 13 Luglio 2013 da mv59
Foto di mv59

 


Ho avuto la fortuna e l'onore di suonare parecchie volte col grande Maestro, conserverò quei ricordi per sempre. 

Alla fine degli anni 80' d'estate andavo sempre alla Fattoria, quella grande pizzeria a Riccione dove suonava vestito da tzigano, per ascoltarlo e rubare il più possibile...

un musicista eccezionale e una persona squisita, buona, piena di energìe positive e un amore per la musica che ha contagiato e influenzato innumerevoli musicisti più giovani. Ciao Cocò, sei sicuramente in Paradiso! Falli divertire con la tua chitarra e il tuo violino

 
 
 

FESTIVAL MUSICALI IN EUROPA

Post n°205 pubblicato il 31 Maggio 2013 da mv59

Si, non ci sono proprio tutti, però vale la pena cliccare sulla mappa e zoomare per avere più dettagli, e guardare l'Italia... d'altronde, 2+2 fa sempre 4, non ci sono altre possibilità.

 

http://www.festivalsearcher.com/festivalsmap.aspx

 
 
 

QUANTO SPENDE L'ITALIA IN CULTURA E ISTRUZIONE

Post n°204 pubblicato il 16 Aprile 2013 da mv59

http://briciolecaotiche.files.wordpress.com/2013/04/italia-cultura-770x1144.jpg

 

Non lamentiamoci poi, noi musicisti, se in Italia le occasioni di lavoro sono così scarse.

 
 
 

SE VALI, LAVORI COME MUSICISTA A LONDRA

Post n°202 pubblicato il 16 Marzo 2013 da mv59

Un interessante intervista a un musicista italiano emigrato a Londra:

Emilio Merone è un musicista che si è trasferito a Londra dopo aver cercato per 15 anni di crearsi una carriera ed un futuro in Italia.

Ci descrivi il tuo passato lavorativo in Italia?

Sono diplomato al conservatorio in pianoforte classico, ma contemporaneamente ho approfondito anche piano jazz seguendo diversi seminari con i più grandi pianisti italiani.

Subito dopo aver conseguito il diploma mi sono trasferito a Roma, dove è cominciata attivamente la mia carriera.

Ho insegnato nelle più prestigiose scuole della capitale, ho scritto libri, ho inciso CD in Italia e all’estero, ho fatto tournée, musicals, festivals, televisione, cover bands e progetti miei di musica originale.

Ho collaborato con tanti grandi musicisti tra cui Antonio Sanchez, Scott Colley, Jaques Morelenbaum, Marcelo Costa, Gigi Proietti, Bruno Tommaso, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Aida Cooper, Kate Robbins, Ezra Williams, Neri per Caso, Fabrizio Cardosa, Fabio Tullio, Eddy Palermo, Claudio Corvini, Lillo e Greg, Sandy Muller…

Ho anche fondato un’etichetta! Ma sto per chiuderla per le insopportabili e ingiustificate tasse che ci impone il nostro amato paese.

Quali sono le attuali opportunità di lavoro per un musicista in Italia?

Oramai nessuna, se non l’insegnamento.

L’arte e la cultura in generale nel nostro paese sono considerate le prime discipline di cui si può fare a meno, assieme alle istituzioni che le rappresentano. A mio avviso i fattori che hanno determinato questo decadimento verticale sono due.

Il primo è la normale curva che seguono le più grandi civiltà: ad un passato estremamente brillante segue inevitabilmente un futuro buio. E gli esempi sono tanti: i Maya, gli egiziani, i greci (!)….e noi!

Al contrario popoli ritenuti arretrati, e con un passato non paragonabile alle civiltà sopracitate, tendono sempre ad un naturale miglioramento evolutivo: India, Polonia, Brasile, Cecoslovacchia, Russia, ecc.

Il secondo fattore è il programmato abbrutimento che il nostro governo, da una ventina d’anni a questa parte, ha attuato in modo certosino con tutti i mezzi a sua disposizione: televisione, radio, pubblicità, tagli a tutto ciò che è cultura, programmi scolastici ridotti all’osso (con nozioni pilotate a dovere).

Perché tutto questo? E’ semplice, più si è ignoranti e più è facile essere pilotati. L’ignoranza porta all’isolamento (divide et impera), all’insicurezza, alla impossibilità di formulare un pensiero proprio scevro da ogni influenza esterna.

Tutto ciò ha portato negli anni ad una totale mancanza di richiesta culturale o artistica. Oramai i più grandi musicisti del nostro paese sono costretti a percepire paghe a dir poco ridicole (e sto parlando delle grandi produzioni) con cui a stento riescono a provvedere alle più elementari e vitali necessità.

I pochi che lavorano sistematicamente si tengono stretti i loro amici e i loro “giri” in perfetto stile italiano, occupando i cartelloni dei festivals con le solite minestre riscaldate e determinando una sempre minore affluenza ai concerti.

Per fortuna ci sono le scuole che, paradossalmente, prolificano: da esse escono musicisti anche pregevoli ma dal futuro assolutamente incerto. In realtà la cosa si può spiegare in parte anche grazie al fatto che trasmissioni-spazzatura infondono nei ragazzi più giovani il mito del facile raggiungimento della notorietà senza dover per forza studiare (basta essere bello o tatuato o gay o non vedente o matto o appariscente), per cui molti si iscrivono a queste scuole ma dopo un anno, dopo aver capito che studiare musica è una cosa seria, che richiede impegno, abbandonano. Il ricambio è però continuo.

Per non parlare delle produzioni televisive. Le orchestre sono una rarità e quando ci sono fanno capo al “mafiosetto” di turno, musicista anche lui, che “appalta” i posti da orchestrale imponendo una vera e propria tangente! Chiaramente parliamo di una paga già ridicola (50-80 euro a puntata) che viene in tal modo ulteriormente decurtata. Potrei andare avanti per intere pagine a parlare del “sistema” italiano, in ogni suo settore. Se volete facciamo un’intervista a parte!!!

Queste sono le opportunità di un musicista in Italia.

Ho mai parlato di ricerca spirituale dell’artista in queste righe?

Perché il salto verso Londra?

Ho cominciato a collaborare un paio d’anni fa con una cantante di Londra, Kate Robbins, con cui ho registrato un CD agli Abbey Road Studios e in seguito vari concerti di presentazione del disco.

Avevo già in animo da qualche anno ad andar via dall’Italia (dopo 15 anni di inutili lotte) ed ero indeciso tra Berlino, New York, Londra, Amsterdam e Los Angeles, poi ho pensato al mio pessimo inglese e la scelta è stata naturale. Londra rimane comunque un punto di partenza, non so cosa deciderò di fare in futuro. Anche questo mi tiene vivo.

Londra su Italiansinfuga

Londra su Italiansinfuga

Come si trova lavoro come musicista a Londra?

Credo che il modo migliore sia quello di farsi vedere il più possibile nei posti giusti, poi dipende anche dal tipo di musica che si suona: ad esempio se si aspira ad essere tournista conviene fare tante jam-sessions, e qui tutti i giorni se ne fanno in vari locali, spesso frequentati da grandi artisti o produttori.

Se si aspira a scrivere musiche per film o sonorizzazioni in genere, conviene fare audizioni o tempestare di mail le case di produzione…e qui rispondono tutte!!! Se si ama il musical, questa è la patria. Se si vuole insegnare, basta fare le application forms che ogni scuola ha nella sezione “vacancies”. Ma in primis… avere una conoscenza dell’inglese più che accettabile, l’ho imparato a mie spese purtroppo!

Poi ci sono tanti siti di offerte di lavoro prettamente artistiche, io sono iscritto a uk.music-jobs.com che funziona bene ed è serio, costa 60 sterline all’anno oppure 15 al mese, ti arrivano le offerte di lavoro via mail.

Riesci a fare un confronto tra la realtà lavorativa italiana e quella britannica?

Già è possibile dedurne la risposta avendo letto quanto scritto sopra, aggiungo solo che qui se vali lavori, senza dover conoscere lo zio del fratello del cugino del tuo datore di lavoro! Ad ogni colloquio o audizione che ho fatto, ho trovato sempre persone che sapevano tutto su di me: curriculum, registrazioni, didattica, pubblicazioni ecc. Qui ancora pensano che se sai fare bene il tuo lavoro si arricchisce in tutti i sensi la loro struttura o gruppo in cui sei inserito… pensa che matti!

La musica è considerata una cosa seria e degna di enorme rispetto, come l’arte in genere. In Italia negli ormai rarissimi locali dove si fa musica, il concerto è quasi un fastidio per chi vuole mangiare o bere in santa pace, a meno che non si parli di teatri o di auditorium (sempre più vuoti). Qui invece in qualsiasi location si faccia musica, la gente non perde una sola nota, perché è lì apposta! Nel bilancio settimanale londinese delle persone comuni (di qualsiasi età e classe economica) il teatro o il concerto occupa lo stesso spazio del cibo. Nessuno ne fa a meno.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Di farlo subito! Studiare bene la lingua del posto, mettere da parte qualche soldino per l’inizio, e non rimanere chiusi nel proprio modo di vedere le cose. Bisogna adattare il proprio punto di vista alla mentalità del luogo che ti ospita, altrimenti è inutile muoversi da casa.

Hai siti web da consigliare a chi sta cercando contatti dall’Italia?

Come dicevo prima, anche in questo caso dipende dal tipo di musicista che sei, comunque posso consigliare in generale siti come uk.music-jobs.com o anche www.starnow.co.uk, oppure siti-vetrine (tipo myspace per intenderci) come soundcloud.com o wrongplanet.co.uk e naturalmente il proprio canale youtube. Il concetto è quello di essere sempre rintracciabile nel modo più veloce ed essere visibile il più possibile, poiché nel posto in cui vai nessuno sa ancora che ci sei!

Grazie Emilio ed in bocca al lupo!


link: http://www.italiansinfuga.com/2012/01/29/se-vali-lavori-come-musicista-a-londra/

 
 
 

APPELLO PER IL JAZZ E LE ALTRE MUSICHE D'OGGI

Post n°201 pubblicato il 02 Febbraio 2013 da mv59
 
Foto di mv59

Su vari social forum sta girando questa petizione

https://www.change.org/petitions/candidati-alle-elezioni-politiche-2013-appello-per-il-jazz-e-le-altre-musiche-d-oggi

In poche parole, è un appello ai politici in procinto di essere eletti con le prossime elezioni, ad avere un occhio di riguardo nei confronti della musica jazz ed affini, incrementando i finanziamenti statali a sostegno delle attività. Si cita a tale riguardo quello che fanno con ottimi risultati altre nazioni (Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Inghilterra, Ungheria ecc).

Benchè in linea di principio la richiesta sembri condivisibile, a mio parere questa non è assolutamente la strada da seguire per far sopravvivere e sviluppare questo stile musicale. I finanziamenti statali funzionano in nazioni dove la mentalità, la correttezza, l'onestà e il senso civico sono buone. Non certo in Italia!

Nel nostro paese ogni forma di finanziamento pubblico, la storia ce lo insegna, ha sempre finito per alimentare lobbies, particolarismi, clientele e nepotismo. Qualche furbo ben ammanicato col partito giusto ci mangia, lascia qualche briciola agli amici e agli amici degli amici... succede così anche nell'ambiente della musica, e del jazz... dai lo sappiamo tutti. Noi italiani siamo così... in fondo siamo tutti un po' figli di mignotta, pensiamo solo agli affari nostri... ormai è nel nostro DNA, ci sono secoli di motivi storici dietro a questo, forse riusciremo a cambiare ma ci vorranno generazioni! E allora ci vuole un altro modo.

Quello che invece propongo io lo potrei definire "rivoluzione dal basso". Bisogna creare le condizioni perchè vi siano sempre più iniziative partendo dai livelli più bassi: la piccola associazione o proloco che organizza una rassegna nella piazza del paese, il locale che vuole fare una programmazione live, il piccolo comune ecc ecc

Questi operatori potenziali devono essere sgravati da tutte le spese e gli sfibranti adempimenti a cui si deve sottoporre chiunque voglia organizzare un esibizione musicale dal vivo. Solo chi ha avuto a che fare con questi problemi sa di cosa sto parlando... ce ne è a sufficienza per scoraggiare chiunque!

Prima di tutto, come ho avuto modo di dire approfonditamente in un altro mio post, questo  http://blog.libero.it/marcovienna/9989846.html  bisogna assolutamente regolare e separare nettamente, in maniera semplice, precisa ed economica, le attività dilettantistiche/amatoriali/hobbystiche da quelle professionistiche (pagate).

I dilettanti, i debuttanti, per maturare e fare la gavetta hanno diritto ad esibirsi in pubblico liberamente, all'interno di un canale ben definito, e soprattutto, veramente NON PAGATO. D'altro canto i musicisti professionisti, hanno il diritto di lavorare all'interno di un sistema che li tuteli ma che sia anche semplice dal punto di vista burocratico e con una tassazione bassa.

Perchè la musica jazz possa svilupparsi, abbiamo bisogno di mettere nelle migliori condizioni entrambi gli attori, chi sta sulle quinte (i musicisti) e chi sta dietro le quinte (gli organizzatori), favorendo tramite condizioni di partenza vantaggiose, chi sa veramente "organizzare bene" e avere successo di pubblico, e non (come spesso adesso) chi riesce ad avere i "finanziamenti", e in Italia ottenere finanziamenti pubblici lo sappiamo cosa significa!

Ecco invece cosa chiederei ai politici:

1) riorganizzazione della normativa giuridica/fiscale del settore dei "musicisti", istituendo un Albo Professionale nazionale, gestito a livello locale, con esame di ammissione. Chi non risulta iscritto all'Albo può operare solo come dilettante non pagato.

2) studiare un sistema semplice di "fatturazione" per i musicisti professionisti, con una semplice ricevuta esente da IVA, e una trattenuta previdenziale del 20% (ma anche meno!) da effettuare di volta in volta, dopo la prestazione di lavoro, semplicemente tramite banca o poste. Stabilire un "compenso minimo" (che esiste già tra l'altro, ed è di 78 Euro netti). Basta Partite IVA e Cooperative! E abolire la "agibilità ex-Enpals"... una cosa ridicola. Se sei iscritto all'Albo Professionisti, hai il tuo tesserino e la tua matricola, puoi andare a lavorare dove e quando vuoi, rilasci la tua ricevuta al datore di lavoro, il giorno dopo vai a versare il 20% di quanto incassato e sei a posto!

3) ABOLIRE LA SIAE per qualsiasi evento ove non vi sia biglietto di ingresso! I Musicisti che si lamentano per i cachet troppo bassi dovrebbero sapere quanto arriva a pagare di SIAE un piccolo festival o un locale privato... parliamo di cifre scandalose, che vanno ad alimentare quel sistema malato con cui i grandi nomi percepiscono il 90% dei diritti mentre ai "piccoli" rimane quasi nulla... allora aboliamola! La SIAE deve però vigilare sulla regolarità delle esibizioni, che non ci siano dilettanti che si fanno pagare, o professionisti che "lavorano in nero"... questo può essere ulteriormente scoraggiato permettendo ai datori di lavoro di detrarre integralmente i cachet pagati ai musicisti...

4) Facilitare al massimo e soprattutto rendere gratuite tutte le procedure per chi (privati o istituzioni) organizza concerti, di qualsiasi tipo: permessi, licenze, SIAE (il cancro!), omologazioni di palchi (500 euro per la firma di un ingegnere che attesti l'idoneità del palco... sono cose che succedono ogni volta!), la fiscalità nel caso ci siano biglietti di ingresso o sponsorizzazioni, tasse, imposte, affissioni... sono questi i veri problemi che scoraggiano ad organizzare eventi, ed è QUI che lo Stato dovrebbe e potrebbe intervenire, tra l'altro a COSTO ZERO.

Altro che finanziamenti a pioggia a questa o a quella associazione... vicina a quel partito o a quell'altro... sappiamo fin troppo bene come vanno a finire questi "finanziamenti statali".

A mio avviso in Italia, nel settore della musica Jazz, c'è una cupola di "grandi nomi intoccabili" , e parlo sia di musicisti che di organizzatori, che si accaparrano pressochè "tutto", e c'è un grandissimo numero di musicisti jazz, spessissimo di grande valore (e di appassionati potenziali organizzatori) che non riescono a trovare spazio e faticano addirittura a campare, adattandosi a situazioni musicali umilianti o arrabattandosi con l'insegnamento.

C'è bisogno di sistemi che permettano il proliferare soprattutto dei piccoli eventi, dove si venga a creare lo spazio sia per i dilettanti e gli emergenti, che per i professionisti meno conosciuti. Non servono altri soldi pubblici per finanziare più di quanto lo siano già ora i 3-4 Festival Jazz grossi o le solite 3/4 associzioni ben ammanicate politicamente! Anzi! E' ora che anche questi grandi eventi comincino a camminare di più con le loro gambe e a usare i fondi in maniera più oculata, io sono dell'opinione che invece di dare 50.000 Euro a Pat Metheny per UN concerto (con 30 euro di biglietto d'ingresso!) sia meglio con quella cifra organizzare VENTI concerti senza biglietto d'ingresso con jazzisti meno conosciuti! 

La presenza di molti eventi musicali di qualità sul territorio porta grandi vantaggi! Più gente che frequenta gli spazi pubblici o privati nei quali si svolgono gli eventi, prestigio e "pubblicità" per chi organizza, più movimento di persone anche da fuori, attrazione verso l'arte della musica, la musica fa stare bene tutti!

Fatemi sapere la vostra opinione   grazie per l'attenzione ciao

 
 
 

2013 PESSIME PROSPETTIVE PER I MUSICISTI

Post n°199 pubblicato il 06 Gennaio 2013 da mv59

IL 2013 PER CHI LAVORA NEL SETTORE DELL'INTRATTENIMENTO COME NOI MUSICISTI SARA' ANCORA PIU' DIFFICILE.
Ecco due frasi dall'articolo (che invito a leggere bene):
"la frequentazione di bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, dei quali ha fatto a meno ben il 48 per cento"   e"anche le attivita' culturali la cui rinuncia (37 per cento) preoccupa particolarmente in un Paese che deve trovare via alternative per uscire dalla crisi".
E' chiaro che con una situazione del genere c'è poco da stare allegri.
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201301061131-ipp-rt10011-crisi_coldiretti_swg_2013_piu_difficile_per_48_famiglie

 
 
 

SIAE, ATTO CONCLUSIVO (?)

Post n°198 pubblicato il 23 Dicembre 2012 da mv59

Era solo questione di tempo, si sapeva, ed ecco diventata effettiva la fine del monopolio SIAE. Il mercato d’intermediazione dei diritti d’autore sulle opere dell’ingegno è diventato libero. Quasi un anno di lavoro del governo ha prodotto, infine, il decreto di liberalizzazione del settore.

Ne avevamo già parlato: cattiva gestione, buchi di bilancio, malumori degli autori e dei produttori, da qualche tempo hanno accumulato una cortina di fumo nero sulla SIAE, la società monopolista italiana per la gestione dei diritti d’autore sulle opere dell’ingegno. Il colpo finale è arrivato dalla Commissione Europea che, un anno fa, promuoveva un’iniziativa per l’istituzione di un mercato unico del diritto d’autore. Questa proposta derivava proprio dall’analisi della cattiva gestione che molte società, garanti di questi diritti, avevano portato avanti in tutta Europa negli anni. Un esempio negativo era proprio la nostra SIAE.

Come previsto dalla proposta UE, passato un anno di lavoro dalle prime voci in merito alla questione, ieri 20/12/2012 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo ha firmato il documento che recepisce le indicazioni del Garante del Mercato e che liberalizza il mercato d’intermediazione dei diritti d’autore. Da oggi dunque ogni artista o autore potrà rivolgersi a una qualunque società, o associazione d’intermediazione per ricevere un aiuto nella gestione dei propri diritti sulle opere dell’ingegno da lui prodotte. Una data storica che rivoluziona un intero mercato, nel nostro paese blindato dagli anni 40. Non va dimenticato però che il nostro ordinamento in materia di diritto d’autore è tra i migliori al mondo e che quei principi vanno tutelati a tutti i costi. Un’operazione questa sicuramente molto complicata in un mercato libero.

La SIAE esce ovviamene molto penalizzata da questo provvedimento. Ipotizzando, infatti, una perdita anche minima di autori associati e, conseguentemente, un minimo calo dei proventi derivati dalla gestione dei loro diritti, risulta difficile immaginare come la SIAE riesca ad appianare il debito di 1 miliardo di euro che da tempo pende dalle sue spalle. Debito che per il 70% è proprio verso gli stessi associati che la società dovrebbe garantire. Essendo una società pubblica sarà probabilmente il Governo a dover intervenire per scongiurare il tracollo definitivo. L’unico dato positivo è la sigla di un accordo, lo scorso novembre, con Google, SACEM (Francia) e SGAE (Spagna) per la distribuzione di contenuti protetti da diritto d’autore in tutta Europa. Quest’accordo potrebbe essere un buon salvagente per sopravvivere al naufragio.

 
                                                                                                                                             Marco Nobili

http://www.oltremedianews.com/7/post/2012/12/bye-bye-siae-latto-conclusivo.html

 
 
 

NON HO PAROLE, MERAVIGLIOSO

Post n°197 pubblicato il 20 Dicembre 2012 da mv59

 

meditiamo amici!

 
 
 

ADDIO MONOPOLIO SIAE (?)

Post n°195 pubblicato il 12 Ottobre 2012 da mv59

Ma sarà vero? Il giorno che la SIAE perderà il monopolio offro pizza e birra a tutti


La S.I.A.E. potrebbe perdere, a breve, lo storico monopolio sull’attività di raccolta dei diritti d’autore. Questo vuol dire che ogni autore (musicista, scrittore, artista, ecc.) verrebbe lasciato libero di scegliere la propria collecting society, in un regime di concorrenza perfetta, cui affidare il compito di riscuotere i proventi economici derivanti dall’utilizzo, da parte di terzi (locali, organizzatori di eventi, ecc.), delle proprie creazioni.

 

La notizia è di quelle che provocano scossoni.
Peraltro, con un certo anticipo, avevamo pronosticato questa scelta della squadra Monti già lo scorso 23 febbraio, in questo articolo, quando avevamo parlato della liberalizzazione dei diritti connessi.

 
Leggiamo su l’Espresso.it che la stessa Commissione Europea (notizia confermata da Giorgio Assuma, ex presidente SIAE) starebbe per presentare una proposta di direttiva volta a garantire più efficienza e trasparenza nel mercato comune della gestione dei diritti d’autore. A tal fine, l’esecutivo europeo si prepara a far sì che ogni titolare di copyright sia libero di rivolgersi a una qualsiasi società di intermediazione dei diritti per affidarle (o revocarle) il mandato nella riscossione dei propri incassi.

 

In Italia attualmente l’unico soggetto esistente e delegato alla raccolta dei diritti d’autore è proprio la SIAE, in quanto ha da sempre beneficiato di un monopolio garantitole dalla legge. Tuttavia da domani potrebbe cambiare tutto: il che apre prospettive e frontiere in un settore economico sino ad oggi trascurato dagli imprenditori privati.


http://www.laleggepertutti.it/15888_addio-siae-ue-e-decreto-liberalizzazione-contro-il-monopolio-sull%E2%80%99intermediazione-dei-diritti-d%E2%80%99autore

 

 

 
 
 

ABOLITI IN UK OBBLIGO PERMESSI PER LA MUSICA LIVE

Post n°194 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da mv59

http://www.rockit.it/news/19004/inghilterra-non-servono-piu-permessi-per-organizzare-concerti

 02 ott 2012 - Via le pastoie. Via le richieste alle autorità per ogni singolo concerto. In Gran Bretagna è passata la legge, i cui punti chiave erano stati anticipati da Rockol ancora lo scorso 24 gennaio, che consentirà ai piccoli locali di ospitare dei live senza autorizzazioni a pagamento. Il nuovo Live Music Act è stato pensato per favorire pub e sale con capienza inferiore a 200 persone, in modo da dar loro più possibilità di crescere ed espandere il proprio giro di affari. UK Music, riporta la BBC, stima che l'impulso potrebbe vedere ben 13.000 spazi britannici iniziare ad ospitare delle serate di musica dal vivo. Con le nuove disposizioni di legge, anche la "musica non amplificata" potrebbe fare un balzo in avanti in quanto d'ora in poi potrà essere eseguita in qualsiasi posto; la sola limitazione è l'orario, strettamente 8-23. Tra 2010 e 2011 un gran numero di locali del Regno Unito - anche "storici", come, ad esempio, il Masque Theatre di Liverpool, il Charlotte di Leicester e il Boardwalk di Sheffield (che ospitò il primo concerto dei Clash) - erano stati costretti alla chiusura per essere stati trovati sprovvisti della licenza per la musica dal  vivo. "Questa legge contribuirà definitivamente alla fioritura degli spettacoli nel pub, nei bar e nei piccoli locali", aveva commentato nelloscorso gennaio  l'amministratore delegato di UK Music, Jo Dibble: "Se dovesse essere approvata, tutti i locali con capienza inferiore a 200 persone potranno ospitare concerti senza sostenere spese aggiuntive. La precedente legge del 2003 aveva creato una netta separazione tra sale in grado di permettersi i costi delle licenze e locali con un giro d'affari troppo ristretto per poterlo fare: questa proposta cancellerà del tutto questa ingiustizia. Il vecchio provvedimento comportava oneri burocratici che avevano stroncato sul nascere qualsiasi iniziativa di musica dal vivo presso le piccole realtà: tanti locali minori sono stati costretti alla chiusura, per questo. Inoltre, la nuova legge porterà i gestori di bar e pub ad adottare una sana politica concorrenziale nell'organizzare concerti: nel Regno Unito ogni mese chiudono quattordici pub e, benché non esistano dati incontrovertibili che provino come la causa di questa moria sia la mancanza di musica dal vivo, è un dato di fatto che alla gente piaccia ascoltare musica nel locale sotto casa. In un momento di grave recessione come quello che stiamo passando, poter permettere ai gestori dei pub un servizio aggiuntivo del genere a costo zero rappresenta un ottimo modo per contribuire al rilancio dell'economia del settore". Oggi Michael Fallon, ministro del Business, ha detto: "Da adesso le attività commerciali sono libere dalla burocrazia". Ovviamente non mancano apprensioni. Un rappresentante della Noise Abatement Society ha affermato: "Ci sarà un terribile aumento di proteste per il rumore".

 

Ma da noi copiare qualcosa di buono MAI ?????????????

 
 
 

CORSI DI CHITARRA 2012-2013

Post n°193 pubblicato il 23 Settembre 2012 da mv59

Rammento a tutti gli interessati che a partire da lunedi 1 ottobre 2012 ricominciano i miei corsi di chitarra "moderna" presso la Scuola Comunale di Musica "G.Faini" a Santarcangelo. Qua tutte le info:

http://blog.libero.it/scuolafaini/

per chitarristi di tutti i livelli, da principiante assoluto a professionista.

In particolare per chi fosse interessato ad approfondire il linguaggio del jazz, e fosse già ad un livello sufficiente ad affrontare il percorso:

1) meccanica
dello strumento, mano sinistra e mano destra (plettro e pizzicato)
2) introduzione
ai vari stili jazz (tradizionale, swing, bebop, fusion e jazz moderno) e ai
principali stili moderni (blues, funk, bossanova e ritmi brasiliani) derivati o
in qualche modo imparentati con il jazz, anche tramite ascolto dei principali
artisti
3) teoria
dell’improvvisazione generale e nei principali stili sovracitati
4) sviluppo
dell’orecchio melodico ed armonico, educazione all’uso della voce come
“strumento principale” per la creazione di idee melodiche e ritmiche
improvvisate: scat e deedldoo
5) educazione
alla lettura sia delle griglie armoniche che delle melodie, utilizzando i “Real
Books” e “Fake Books”
6) lavoro
pratico su standards, rhythm changes e blues per permettere gradualmente al
musicista di costruirsi il necessario repertorio “base”. Si lavora suonando
insieme all’insegnante e ad apposite basi registrate in maniera da simulare
meglio possibile la situazione “live” nella quale il musicista dovrà prima o
poi cimentarsi.
Il percorso didattico viene personalizzato al 100% sul
singolo allievo.
Come vedete nulla di rivoluzionario ma d'altronde le cose da
fare sono queste!

Per info e iscrizioni contattatemi al 328 2196989

 
 
 

BLUES GRAVITY

Post n°182 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da mv59

Un altro bel video dei Blues Gravity, girato all' Osteria Spacciodivino

a san Giovanni In Marignano RN lo scorso 7.12.2011,

è la nostra versione funky di "Summertime". Enjoy!

 

 

 
 
 

MINOR SWINGERS SU RAI RADIO 3

Post n°181 pubblicato il 13 Novembre 2011 da mv59
 

Sabato 10 dicembre 2011, diretta live dei Minor Swingers a "Farenheit" su RAI RADIO 3, dalle 15 alle 18. Qui i dettagli:

http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/index.cfm

Andrea Costa, Marco Vienna, Gionata Costa, Marco Rossi

Ed ecco il video:

 

 
 
 

NUOVI VIDEO BLUES GRAVITY

Post n°179 pubblicato il 07 Ottobre 2011 da mv59
 

Due video del un concerto dei Blues Gravity all'  "Ain't Nothin But" di Londra lo scorso 23.08.2011. Audio disturbato dal brusio della gente ma atmosfera veramente hot. Enjoy!

PS: grazie ad Andrea Caputo per averci prestato il suo contrabbasso e a Luca Panzera per il video

 
 
 
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CONCERTI/UPCOMING GIGS

LUGLIO

22: FRED DIXIE Tassani/Guerrini/Vienna/Benedetti, Hakuna Matata S. Mauro Mare FC

AGOSTO

1: VIENNA/GAMBARINI/MONTUORI, Riccione, aperitivo

2: GLI AMICI DI FRED, Borghi FC

6: MINOR SWINGERS TRIO, La Tratta, Santarcangelo

9: GLI AMICI DI FRED, Grand Hotel Azzurra, Lido Adriano RA

26: MINOR SWINGERS, Casina Pontormo, Bertinoro FC

SETTEMBRE

OTTOBRE

2: MINOR SWINGERS, Teatro Verdi, Cesena

 

 

 

 

 

 

 

I MIEI CD / MY CDS

1) Caffè Espresso - Made in Italy   Mediterranean Gypsy Jazz

in vendita su / buy it on:
http://www.cdbaby.com/marcovienna

2) Caffè Espresso - Made In Italy   chord book 

in vendita su / buy it on:
http://www.cdbaby.com/marcovienna2

3) Blues Gravity - Homecookin'   swing blues

in vendita su / buy it on:

http://www.cdbaby.com/cd/bluesgravity

 

THE BEST LUTHIER !!!

Il grandissimo Giuseppe Gobbi, Ciccio per gli amici, sopraffino liutaio e da anni unico dottore dei miei strumenti, grazie !!!

www.legg.guitars.it

http://it-it.facebook.com/pages/LEGG-GUITARS-WORLD

 


 

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