MARCO VIENNAChitarrista Jazz & Insegnante / Jazz guitarist & teacher CLICCA SU TAGS (MENU') PER ACCEDERE AI CONTENUTI/click on TAGS to choose from the site menu |
TAG
AREA PERSONALE
MYSPACE
Date un'occhiata alla mie pagine MySpace:
Have a look on my MySpace pages:
http://www.myspace.com/marcovienna
http://www.myspace.com/bluesgravity
http://www.myspace.com/gospeljazzmachine
MENU
LINK MUSICA
- Mark Elf, grande chitarrista e compositore
- Frank Vignola, uno dei miei preferiti
- Tante griglie accordi di Swing e Gypsy Jazz
- Gerritt Van Bergejik web site
- The best computer antivirus, free/gratis!!!
- Fabio Ragghianti, Master Luthier/Liutaio
- Hot Hammond solos!!!
- Free online jazz guitar radio
- Tutto sulla chitarra jazz
- Commentari su strumenti nuovi e vintage
- Trascrizioni assoli Charlie Christian
- Voli da Rimini
- Federazione Artisti di Strada
LINK INFORMAZIONE E CULTURA
Controinformazione-attualità politica:
http://www.comedonchisciotte.org/site/index.php
Sai cos'è il SIGNORAGGIO delle banche centrali? Lo sapevi che le banche centrali (Bankitalia, BCE, Federal Reserve...) sono di PROPRIETA' PRIVATA?
http://www.signoraggio.com/
Lo sai che cos'è il "debito pubblico", perchè si forma e a chi lo dobbiamo pagare?
http://www.hasslberger.com/economy/moneta.html
2000 anni di storia... un sito enorme, ben fatto, su moltissimi argomenti storici
http://cronologia.leonardo.it/welcome.html
Un ottimo sito di informazione internazionale:
italian.ruvr.ru
I MIEI BLOG AMICI
CONTATTA L'AUTORE
|
Nickname: mv59
|
|
|
|
Età: 54 Prov: RN |
|
Post n°205 pubblicato il 31 Maggio 2013 da mv59
Si, non ci sono proprio tutti, però vale la pena cliccare sulla mappa e zoomare per avere più dettagli, e guardare l'Italia... d'altronde, 2+2 fa sempre 4, non ci sono altre possibilità.
http://www.festivalsearcher.com/festivalsmap.aspx |
|
Post n°204 pubblicato il 16 Aprile 2013 da mv59
|
|
Post n°202 pubblicato il 16 Marzo 2013 da mv59
Un interessante intervista a un musicista italiano emigrato a Londra: Ci descrivi il tuo passato lavorativo in Italia? Sono diplomato al conservatorio in pianoforte classico, ma contemporaneamente ho approfondito anche piano jazz seguendo diversi seminari con i più grandi pianisti italiani. Subito dopo aver conseguito il diploma mi sono trasferito a Roma, dove è cominciata attivamente la mia carriera. Ho insegnato nelle più prestigiose scuole della capitale, ho scritto libri, ho inciso CD in Italia e all’estero, ho fatto tournée, musicals, festivals, televisione, cover bands e progetti miei di musica originale. Ho collaborato con tanti grandi musicisti tra cui Antonio Sanchez, Scott Colley, Jaques Morelenbaum, Marcelo Costa, Gigi Proietti, Bruno Tommaso, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Aida Cooper, Kate Robbins, Ezra Williams, Neri per Caso, Fabrizio Cardosa, Fabio Tullio, Eddy Palermo, Claudio Corvini, Lillo e Greg, Sandy Muller… Ho anche fondato un’etichetta! Ma sto per chiuderla per le insopportabili e ingiustificate tasse che ci impone il nostro amato paese. Quali sono le attuali opportunità di lavoro per un musicista in Italia? Oramai nessuna, se non l’insegnamento. L’arte e la cultura in generale nel nostro paese sono considerate le prime discipline di cui si può fare a meno, assieme alle istituzioni che le rappresentano. A mio avviso i fattori che hanno determinato questo decadimento verticale sono due. Il primo è la normale curva che seguono le più grandi civiltà: ad un passato estremamente brillante segue inevitabilmente un futuro buio. E gli esempi sono tanti: i Maya, gli egiziani, i greci (!)….e noi! Al contrario popoli ritenuti arretrati, e con un passato non paragonabile alle civiltà sopracitate, tendono sempre ad un naturale miglioramento evolutivo: India, Polonia, Brasile, Cecoslovacchia, Russia, ecc. Il secondo fattore è il programmato abbrutimento che il nostro governo, da una ventina d’anni a questa parte, ha attuato in modo certosino con tutti i mezzi a sua disposizione: televisione, radio, pubblicità, tagli a tutto ciò che è cultura, programmi scolastici ridotti all’osso (con nozioni pilotate a dovere). Perché tutto questo? E’ semplice, più si è ignoranti e più è facile essere pilotati. L’ignoranza porta all’isolamento (divide et impera), all’insicurezza, alla impossibilità di formulare un pensiero proprio scevro da ogni influenza esterna. Tutto ciò ha portato negli anni ad una totale mancanza di richiesta culturale o artistica. Oramai i più grandi musicisti del nostro paese sono costretti a percepire paghe a dir poco ridicole (e sto parlando delle grandi produzioni) con cui a stento riescono a provvedere alle più elementari e vitali necessità. I pochi che lavorano sistematicamente si tengono stretti i loro amici e i loro “giri” in perfetto stile italiano, occupando i cartelloni dei festivals con le solite minestre riscaldate e determinando una sempre minore affluenza ai concerti. Per fortuna ci sono le scuole che, paradossalmente, prolificano: da esse escono musicisti anche pregevoli ma dal futuro assolutamente incerto. In realtà la cosa si può spiegare in parte anche grazie al fatto che trasmissioni-spazzatura infondono nei ragazzi più giovani il mito del facile raggiungimento della notorietà senza dover per forza studiare (basta essere bello o tatuato o gay o non vedente o matto o appariscente), per cui molti si iscrivono a queste scuole ma dopo un anno, dopo aver capito che studiare musica è una cosa seria, che richiede impegno, abbandonano. Il ricambio è però continuo. Per non parlare delle produzioni televisive. Le orchestre sono una rarità e quando ci sono fanno capo al “mafiosetto” di turno, musicista anche lui, che “appalta” i posti da orchestrale imponendo una vera e propria tangente! Chiaramente parliamo di una paga già ridicola (50-80 euro a puntata) che viene in tal modo ulteriormente decurtata. Potrei andare avanti per intere pagine a parlare del “sistema” italiano, in ogni suo settore. Se volete facciamo un’intervista a parte!!! Queste sono le opportunità di un musicista in Italia. Ho mai parlato di ricerca spirituale dell’artista in queste righe? Perché il salto verso Londra? Ho cominciato a collaborare un paio d’anni fa con una cantante di Londra, Kate Robbins, con cui ho registrato un CD agli Abbey Road Studios e in seguito vari concerti di presentazione del disco. Avevo già in animo da qualche anno ad andar via dall’Italia (dopo 15 anni di inutili lotte) ed ero indeciso tra Berlino, New York, Londra, Amsterdam e Los Angeles, poi ho pensato al mio pessimo inglese e la scelta è stata naturale. Londra rimane comunque un punto di partenza, non so cosa deciderò di fare in futuro. Anche questo mi tiene vivo. Come si trova lavoro come musicista a Londra? Credo che il modo migliore sia quello di farsi vedere il più possibile nei posti giusti, poi dipende anche dal tipo di musica che si suona: ad esempio se si aspira ad essere tournista conviene fare tante jam-sessions, e qui tutti i giorni se ne fanno in vari locali, spesso frequentati da grandi artisti o produttori. Se si aspira a scrivere musiche per film o sonorizzazioni in genere, conviene fare audizioni o tempestare di mail le case di produzione…e qui rispondono tutte!!! Se si ama il musical, questa è la patria. Se si vuole insegnare, basta fare le application forms che ogni scuola ha nella sezione “vacancies”. Ma in primis… avere una conoscenza dell’inglese più che accettabile, l’ho imparato a mie spese purtroppo! Poi ci sono tanti siti di offerte di lavoro prettamente artistiche, io sono iscritto a uk.music-jobs.com che funziona bene ed è serio, costa 60 sterline all’anno oppure 15 al mese, ti arrivano le offerte di lavoro via mail. Riesci a fare un confronto tra la realtà lavorativa italiana e quella britannica? Già è possibile dedurne la risposta avendo letto quanto scritto sopra, aggiungo solo che qui se vali lavori, senza dover conoscere lo zio del fratello del cugino del tuo datore di lavoro! Ad ogni colloquio o audizione che ho fatto, ho trovato sempre persone che sapevano tutto su di me: curriculum, registrazioni, didattica, pubblicazioni ecc. Qui ancora pensano che se sai fare bene il tuo lavoro si arricchisce in tutti i sensi la loro struttura o gruppo in cui sei inserito… pensa che matti! La musica è considerata una cosa seria e degna di enorme rispetto, come l’arte in genere. In Italia negli ormai rarissimi locali dove si fa musica, il concerto è quasi un fastidio per chi vuole mangiare o bere in santa pace, a meno che non si parli di teatri o di auditorium (sempre più vuoti). Qui invece in qualsiasi location si faccia musica, la gente non perde una sola nota, perché è lì apposta! Nel bilancio settimanale londinese delle persone comuni (di qualsiasi età e classe economica) il teatro o il concerto occupa lo stesso spazio del cibo. Nessuno ne fa a meno. Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme? Di farlo subito! Studiare bene la lingua del posto, mettere da parte qualche soldino per l’inizio, e non rimanere chiusi nel proprio modo di vedere le cose. Bisogna adattare il proprio punto di vista alla mentalità del luogo che ti ospita, altrimenti è inutile muoversi da casa. Hai siti web da consigliare a chi sta cercando contatti dall’Italia? Come dicevo prima, anche in questo caso dipende dal tipo di musicista che sei, comunque posso consigliare in generale siti come uk.music-jobs.com o anche www.starnow.co.uk, oppure siti-vetrine (tipo myspace per intenderci) come soundcloud.com o wrongplanet.co.uk e naturalmente il proprio canale youtube. Il concetto è quello di essere sempre rintracciabile nel modo più veloce ed essere visibile il più possibile, poiché nel posto in cui vai nessuno sa ancora che ci sei! Grazie Emilio ed in bocca al lupo! link: http://www.italiansinfuga.com/2012/01/29/se-vali-lavori-come-musicista-a-londra/ |
|
Post n°201 pubblicato il 02 Febbraio 2013 da mv59
Tag: agibilità, dilettanti, enpals, facebook, finanziamenti, fondi, jazz, jazzisti, musicisti, petition, petizione, professionisti, siae, statali Su vari social forum sta girando questa petizione In poche parole, è un appello ai politici in procinto di essere eletti con le prossime elezioni, ad avere un occhio di riguardo nei confronti della musica jazz ed affini, incrementando i finanziamenti statali a sostegno delle attività. Si cita a tale riguardo quello che fanno con ottimi risultati altre nazioni (Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Inghilterra, Ungheria ecc). Benchè in linea di principio la richiesta sembri condivisibile, a mio parere questa non è assolutamente la strada da seguire per far sopravvivere e sviluppare questo stile musicale. I finanziamenti statali funzionano in nazioni dove la mentalità, la correttezza, l'onestà e il senso civico sono buone. Non certo in Italia! Nel nostro paese ogni forma di finanziamento pubblico, la storia ce lo insegna, ha sempre finito per alimentare lobbies, particolarismi, clientele e nepotismo. Qualche furbo ben ammanicato col partito giusto ci mangia, lascia qualche briciola agli amici e agli amici degli amici... succede così anche nell'ambiente della musica, e del jazz... dai lo sappiamo tutti. Noi italiani siamo così... in fondo siamo tutti un po' figli di mignotta, pensiamo solo agli affari nostri... ormai è nel nostro DNA, ci sono secoli di motivi storici dietro a questo, forse riusciremo a cambiare ma ci vorranno generazioni! E allora ci vuole un altro modo. Quello che invece propongo io lo potrei definire "rivoluzione dal basso". Bisogna creare le condizioni perchè vi siano sempre più iniziative partendo dai livelli più bassi: la piccola associazione o proloco che organizza una rassegna nella piazza del paese, il locale che vuole fare una programmazione live, il piccolo comune ecc ecc Questi operatori potenziali devono essere sgravati da tutte le spese e gli sfibranti adempimenti a cui si deve sottoporre chiunque voglia organizzare un esibizione musicale dal vivo. Solo chi ha avuto a che fare con questi problemi sa di cosa sto parlando... ce ne è a sufficienza per scoraggiare chiunque! Prima di tutto, come ho avuto modo di dire approfonditamente in un altro mio post, questo http://blog.libero.it/marcovienna/9989846.html bisogna assolutamente regolare e separare nettamente, in maniera semplice, precisa ed economica, le attività dilettantistiche/amatoriali/hobbystiche da quelle professionistiche (pagate). I dilettanti, i debuttanti, per maturare e fare la gavetta hanno diritto ad esibirsi in pubblico liberamente, all'interno di un canale ben definito, e soprattutto, veramente NON PAGATO. D'altro canto i musicisti professionisti, hanno il diritto di lavorare all'interno di un sistema che li tuteli ma che sia anche semplice dal punto di vista burocratico e con una tassazione bassa. Perchè la musica jazz possa svilupparsi, abbiamo bisogno di mettere nelle migliori condizioni entrambi gli attori, chi sta sulle quinte (i musicisti) e chi sta dietro le quinte (gli organizzatori), favorendo tramite condizioni di partenza vantaggiose, chi sa veramente "organizzare bene" e avere successo di pubblico, e non (come spesso adesso) chi riesce ad avere i "finanziamenti", e in Italia ottenere finanziamenti pubblici lo sappiamo cosa significa! Ecco invece cosa chiederei ai politici: 1) riorganizzazione della normativa giuridica/fiscale del settore dei "musicisti", istituendo un Albo Professionale nazionale, gestito a livello locale, con esame di ammissione. Chi non risulta iscritto all'Albo può operare solo come dilettante non pagato. 2) studiare un sistema semplice di "fatturazione" per i musicisti professionisti, con una semplice ricevuta esente da IVA, e una trattenuta previdenziale del 20% (ma anche meno!) da effettuare di volta in volta, dopo la prestazione di lavoro, semplicemente tramite banca o poste. Stabilire un "compenso minimo" (che esiste già tra l'altro, ed è di 78 Euro netti). Basta Partite IVA e Cooperative! E abolire la "agibilità ex-Enpals"... una cosa ridicola. Se sei iscritto all'Albo Professionisti, hai il tuo tesserino e la tua matricola, puoi andare a lavorare dove e quando vuoi, rilasci la tua ricevuta al datore di lavoro, il giorno dopo vai a versare il 20% di quanto incassato e sei a posto! 3) ABOLIRE LA SIAE per qualsiasi evento ove non vi sia biglietto di ingresso! I Musicisti che si lamentano per i cachet troppo bassi dovrebbero sapere quanto arriva a pagare di SIAE un piccolo festival o un locale privato... parliamo di cifre scandalose, che vanno ad alimentare quel sistema malato con cui i grandi nomi percepiscono il 90% dei diritti mentre ai "piccoli" rimane quasi nulla... allora aboliamola! La SIAE deve però vigilare sulla regolarità delle esibizioni, che non ci siano dilettanti che si fanno pagare, o professionisti che "lavorano in nero"... questo può essere ulteriormente scoraggiato permettendo ai datori di lavoro di detrarre integralmente i cachet pagati ai musicisti... 4) Facilitare al massimo e soprattutto rendere gratuite tutte le procedure per chi (privati o istituzioni) organizza concerti, di qualsiasi tipo: permessi, licenze, SIAE (il cancro!), omologazioni di palchi (500 euro per la firma di un ingegnere che attesti l'idoneità del palco... sono cose che succedono ogni volta!), la fiscalità nel caso ci siano biglietti di ingresso o sponsorizzazioni, tasse, imposte, affissioni... sono questi i veri problemi che scoraggiano ad organizzare eventi, ed è QUI che lo Stato dovrebbe e potrebbe intervenire, tra l'altro a COSTO ZERO. Altro che finanziamenti a pioggia a questa o a quella associazione... vicina a quel partito o a quell'altro... sappiamo fin troppo bene come vanno a finire questi "finanziamenti statali". A mio avviso in Italia, nel settore della musica Jazz, c'è una cupola di "grandi nomi intoccabili" , e parlo sia di musicisti che di organizzatori, che si accaparrano pressochè "tutto", e c'è un grandissimo numero di musicisti jazz, spessissimo di grande valore (e di appassionati potenziali organizzatori) che non riescono a trovare spazio e faticano addirittura a campare, adattandosi a situazioni musicali umilianti o arrabattandosi con l'insegnamento. C'è bisogno di sistemi che permettano il proliferare soprattutto dei piccoli eventi, dove si venga a creare lo spazio sia per i dilettanti e gli emergenti, che per i professionisti meno conosciuti. Non servono altri soldi pubblici per finanziare più di quanto lo siano già ora i 3-4 Festival Jazz grossi o le solite 3/4 associzioni ben ammanicate politicamente! Anzi! E' ora che anche questi grandi eventi comincino a camminare di più con le loro gambe e a usare i fondi in maniera più oculata, io sono dell'opinione che invece di dare 50.000 Euro a Pat Metheny per UN concerto (con 30 euro di biglietto d'ingresso!) sia meglio con quella cifra organizzare VENTI concerti senza biglietto d'ingresso con jazzisti meno conosciuti! La presenza di molti eventi musicali di qualità sul territorio porta grandi vantaggi! Più gente che frequenta gli spazi pubblici o privati nei quali si svolgono gli eventi, prestigio e "pubblicità" per chi organizza, più movimento di persone anche da fuori, attrazione verso l'arte della musica, la musica fa stare bene tutti! Fatemi sapere la vostra opinione grazie per l'attenzione ciao |
|
Post n°199 pubblicato il 06 Gennaio 2013 da mv59
|
|
Post n°198 pubblicato il 23 Dicembre 2012 da mv59
Era solo questione di tempo, si sapeva, ed ecco diventata effettiva la fine del monopolio SIAE. Il mercato d’intermediazione dei diritti d’autore sulle opere dell’ingegno è diventato libero. Quasi un anno di lavoro del governo ha prodotto, infine, il decreto di liberalizzazione del settore. Ne avevamo già parlato: cattiva gestione, buchi di bilancio, malumori degli autori e dei produttori, da qualche tempo hanno accumulato una cortina di fumo nero sulla SIAE, la società monopolista italiana per la gestione dei diritti d’autore sulle opere dell’ingegno. Il colpo finale è arrivato dalla Commissione Europea che, un anno fa, promuoveva un’iniziativa per l’istituzione di un mercato unico del diritto d’autore. Questa proposta derivava proprio dall’analisi della cattiva gestione che molte società, garanti di questi diritti, avevano portato avanti in tutta Europa negli anni. Un esempio negativo era proprio la nostra SIAE. http://www.oltremedianews.com/7/post/2012/12/bye-bye-siae-latto-conclusivo.html |
|
Post n°197 pubblicato il 20 Dicembre 2012 da mv59
|
|
Post n°195 pubblicato il 12 Ottobre 2012 da mv59
Ma sarà vero? Il giorno che la SIAE perderà il monopolio offro pizza e birra a tutti La S.I.A.E. potrebbe perdere, a breve, lo storico monopolio sull’attività di raccolta dei diritti d’autore. Questo vuol dire che ogni autore (musicista, scrittore, artista, ecc.) verrebbe lasciato libero di scegliere la propria collecting society, in un regime di concorrenza perfetta, cui affidare il compito di riscuotere i proventi economici derivanti dall’utilizzo, da parte di terzi (locali, organizzatori di eventi, ecc.), delle proprie creazioni.
La notizia è di quelle che provocano scossoni.
In Italia attualmente l’unico soggetto esistente e delegato alla raccolta dei diritti d’autore è proprio la SIAE, in quanto ha da sempre beneficiato di un monopolio garantitole dalla legge. Tuttavia da domani potrebbe cambiare tutto: il che apre prospettive e frontiere in un settore economico sino ad oggi trascurato dagli imprenditori privati.
|
|
Post n°194 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da mv59
http://www.rockit.it/news/19004/inghilterra-non-servono-piu-permessi-per-organizzare-concerti 02 ott 2012 - Via le pastoie. Via le richieste alle autorità per ogni singolo concerto. In Gran Bretagna è passata la legge, i cui punti chiave erano stati anticipati da Rockol ancora lo scorso 24 gennaio, che consentirà ai piccoli locali di ospitare dei live senza autorizzazioni a pagamento. Il nuovo Live Music Act è stato pensato per favorire pub e sale con capienza inferiore a 200 persone, in modo da dar loro più possibilità di crescere ed espandere il proprio giro di affari. UK Music, riporta la BBC, stima che l'impulso potrebbe vedere ben 13.000 spazi britannici iniziare ad ospitare delle serate di musica dal vivo. Con le nuove disposizioni di legge, anche la "musica non amplificata" potrebbe fare un balzo in avanti in quanto d'ora in poi potrà essere eseguita in qualsiasi posto; la sola limitazione è l'orario, strettamente 8-23. Tra 2010 e 2011 un gran numero di locali del Regno Unito - anche "storici", come, ad esempio, il Masque Theatre di Liverpool, il Charlotte di Leicester e il Boardwalk di Sheffield (che ospitò il primo concerto dei Clash) - erano stati costretti alla chiusura per essere stati trovati sprovvisti della licenza per la musica dal vivo. "Questa legge contribuirà definitivamente alla fioritura degli spettacoli nel pub, nei bar e nei piccoli locali", aveva commentato nelloscorso gennaio l'amministratore delegato di UK Music, Jo Dibble: "Se dovesse essere approvata, tutti i locali con capienza inferiore a 200 persone potranno ospitare concerti senza sostenere spese aggiuntive. La precedente legge del 2003 aveva creato una netta separazione tra sale in grado di permettersi i costi delle licenze e locali con un giro d'affari troppo ristretto per poterlo fare: questa proposta cancellerà del tutto questa ingiustizia. Il vecchio provvedimento comportava oneri burocratici che avevano stroncato sul nascere qualsiasi iniziativa di musica dal vivo presso le piccole realtà: tanti locali minori sono stati costretti alla chiusura, per questo. Inoltre, la nuova legge porterà i gestori di bar e pub ad adottare una sana politica concorrenziale nell'organizzare concerti: nel Regno Unito ogni mese chiudono quattordici pub e, benché non esistano dati incontrovertibili che provino come la causa di questa moria sia la mancanza di musica dal vivo, è un dato di fatto che alla gente piaccia ascoltare musica nel locale sotto casa. In un momento di grave recessione come quello che stiamo passando, poter permettere ai gestori dei pub un servizio aggiuntivo del genere a costo zero rappresenta un ottimo modo per contribuire al rilancio dell'economia del settore". Oggi Michael Fallon, ministro del Business, ha detto: "Da adesso le attività commerciali sono libere dalla burocrazia". Ovviamente non mancano apprensioni. Un rappresentante della Noise Abatement Society ha affermato: "Ci sarà un terribile aumento di proteste per il rumore".
Ma da noi copiare qualcosa di buono MAI ????????????? |
|
Post n°193 pubblicato il 23 Settembre 2012 da mv59
Rammento a tutti gli interessati che a partire da lunedi 1 ottobre 2012 ricominciano i miei corsi di chitarra "moderna" presso la Scuola Comunale di Musica "G.Faini" a Santarcangelo. Qua tutte le info: http://blog.libero.it/scuolafaini/ per chitarristi di tutti i livelli, da principiante assoluto a professionista. In particolare per chi fosse interessato ad approfondire il linguaggio del jazz, e fosse già ad un livello sufficiente ad affrontare il percorso: 1) meccanica Per info e iscrizioni contattatemi al 328 2196989 |
|
Post n°182 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da mv59
|
|
Sabato 10 dicembre 2011, diretta live dei Minor Swingers a "Farenheit" su RAI RADIO 3, dalle 15 alle 18. Qui i dettagli: http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/index.cfm
Andrea Costa, Marco Vienna, Gionata Costa, Marco Rossi Ed ecco il video:
|
|
Post n°168 pubblicato il 06 Agosto 2010 da mv59
Trio con Sam Gambarini, Ale Pivi e il sottoscritto, non male mi sembra! Buona visione (e ascolto) http://www.youtube.com/watch?v=5bmfuRrppPQ
|
|
E' finalmente pronto il CD dei Blues Gravity "Homecookin". Un lavoro di cui sono molto soddisfatto, registrato praticamente "dal vivo" in studio (solo le parti vocali e gli assoli sono stati sovraincisi) per ricreare il vero sound che abbiamo, appunto, dal vivo, senza i fronzoli, i suoni di plastica e le esasperate manipolazioni sonore (e le "correzioni"... ormai si riesce a intonare anche un asino) a cui siamo ormai abituati quando ascoltiamo un qualsiasi cd. Vi garantisco che sul palco la nostra band suona esattamente come sul cd, e viceversa... insomma, la "ciccia" c'è.
Ecco una recensione pubblicata su http://www.bluestime.it/index.html: Blues Gravity Homecookin' Blues Gravity
A presto disponibile online sul portale cdbaby. Intanto chi fosse interessato può contattarmi. |
|
Bella foto dei Minor Swingers al Festival Jazz Eddie Lang a Monteroduni, agosto 2009. Da sinistra: Andrea Costa, Marco Vienna, Gionata Costa, Marco Rossi E qui i link per i video: http://www.youtube.com/watch?v=y0A-9maPemYhttp://www.youtube.com/watch?v=aeYWm4X4YIk |
|
Post n°159 pubblicato il 10 Agosto 2009 da mv59
|
CONCERTI/UPCOMING GIGS
GIUGNO
LUGLIO
21: MINOR SWINGERS, Concerto all'Alba, Milano Marittima
25: MINOR SWINGERS, Giro Di Vite, Bologna
26: EMANUELE RASTELLI TRIO, Rovigo
30: GLI AMICI DI FRED, San Mauro Mare
AGOSTO
6: BLUES GRAVITY, San Mauro Mare
16: BLUES GRAVITY, Chiosco i Vagabondi, Cesenatico
30: BLUES GRAVITY, Madrugada, Cattolica
SETTEMBRE
1: BLUES GRAVITY, Caffè Dell'Orto, San Giuliano Mare, Rimini
I MIEI CD / MY CDS
1) Caffè Espresso - Made in Italy Mediterranean Gypsy Jazz
in vendita su / buy it on:
http://www.cdbaby.com/marcovienna
2) Caffè Espresso - Made In Italy chord book
in vendita su / buy it on:
http://www.cdbaby.com/marcovienna2
3) Blues Gravity - Homecookin' swing blues
in vendita su / buy it on:
THE BEST LUTHIER !!!
Il grandissimo Giuseppe Gobbi, Ciccio per gli amici, sopraffino liutaio e da anni unico dottore dei miei strumenti, grazie !!!
http://it-it.facebook.com/pages/LEGG-GUITARS-WORLD



