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Creato da favolosamelie il 17/03/2011
storie di vita ordinaria di una donna normale
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Affidarsi significa rinunciare a tutte le proprie difese e abbandonarsi completamente all'altro, esperienza emozionante e difficile allo stesso tempo. L'abbandono richiede, prima, di essere consapevoli delle proprie sovrastrutture e, poi, di riuscire a liberarsene. Come donna so cosa vuol dire affidarsi, quanto può costare e quanto può essere appagante, in termini di emozioni. Per me si è trattata di una conquista, perchè sono stata una bambina che, suo malgrado, ha dovuto imparare a difendersi molto presto. Come madre mi sento fortemente divisa tra il profondo rispetto e la meraviglia che provo di fronte alla capacità innata che hanno i bambini di affidarsi e la paura che nutro per i rischi e i pericoli in cui potrebbero incorrere, fidandosi delle persone sbagliate. Insegnare ai bambini a diffidare di chiunque, mi appare come privarli della capacità di sperimentare le gioie dell'abbandono. Insegnare loro a fidarsi mi appare come privarli della capacità di difendersi dalle aggressioni esterne.
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Vediamo un pò da che parte potrei cominciare? Bene, da pochi minuti fa, dal momento esatto in cui mi sono imbattuta nel blog di Jacopo Fo, il quale, dà graziosi suggerimenti a chi è in cerca di lavoro. Mi è venuto da sorridere, per l'ingenuità con cui vengono elargiti ( o ipocrisia?). Mi chiedo se il buon Fo si sia ma trovato nella condizione di dover lavorare per poter mangiare, se sappia cosa vuol dire essere costretti ad accettare qualunque lavoro, pur di andare avanti, magari un lavoro che in condizioni diverse non sarebbe mai stato neppure preso in considerazione. Da bambina avevo un sogno: immaginavo che da grande avrei fatto il lavoro che più mi piacesse, che avrei potuto scegliere. Ho continuato a coltivare questo sogno per tutti gli anni in cui ho studiato, fino a quando non si è tristemente infranto di fronte alla realtà, di cui io ho dovuto, necessariamente, prendere atto e che si può sintetizzare in tre brevi punti:
1) di lavoro ce n'è poco
2) quel poco, in gran parte è riservato ai figli di papà
3) le briciole sono per tutti gli altri, i quali devono pure ritenersi fortunati, nel momento in cui riescono ad accaparrarsi un qualunque lavoro ed esserne grati.
Come del resto ne sono io.
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Inviato da: favolosamelie
il 18/03/2011 alle 22:01
Inviato da: semprepazza
il 18/03/2011 alle 21:56