Community
 
favolosamelie
   
 
Creato da favolosamelie il 17/03/2011
storie di vita ordinaria di una donna normale

Area personale

 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2013 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31    
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 

I miei Blog Amici

Ultime visite al Blog

mitic98WIDE_REDragioneunicarocco144angela.42xalex27unamamma1nitro40QBa38solo_per_te2008dedigitalPSICOALCHIMIEadoro_il_kenyapsicologiaforensesicily_pride
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

affidarsi

Post n°4 pubblicato il 22 Marzo 2011 da favolosamelie
Foto di favolosamelie

Affidarsi significa rinunciare a tutte le proprie difese e abbandonarsi completamente all'altro, esperienza emozionante e difficile allo stesso tempo. L'abbandono richiede,  prima, di essere consapevoli delle proprie sovrastrutture e, poi, di riuscire a liberarsene. Come donna so cosa vuol dire affidarsi, quanto può costare e quanto può essere appagante, in termini di emozioni. Per me si è trattata di una conquista, perchè sono stata una bambina che, suo malgrado, ha dovuto imparare a difendersi molto presto. Come madre mi sento fortemente divisa tra il profondo rispetto e la meraviglia che provo di fronte alla capacità innata che hanno i bambini di affidarsi e la paura che nutro per i rischi e i pericoli in cui potrebbero incorrere, fidandosi delle persone sbagliate. Insegnare ai bambini a diffidare di chiunque, mi appare come privarli della capacità di sperimentare le gioie dell'abbandono. Insegnare loro a fidarsi mi appare come privarli della capacità di difendersi dalle aggressioni esterne.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
 

la vera impresa oggi è trovare un lavoro

Post n°1 pubblicato il 18 Marzo 2011 da favolosamelie
Foto di favolosamelie

Vediamo un pò da che parte potrei cominciare? Bene, da pochi minuti fa, dal momento esatto in cui mi sono imbattuta nel blog di Jacopo Fo, il quale, dà graziosi suggerimenti a chi è in cerca di lavoro. Mi è venuto da sorridere, per l'ingenuità con cui vengono elargiti ( o ipocrisia?). Mi chiedo se il buon Fo si sia ma trovato nella condizione di dover lavorare per poter mangiare, se sappia cosa vuol dire essere costretti ad accettare qualunque lavoro, pur di andare avanti, magari un lavoro che in condizioni diverse non sarebbe mai stato neppure preso in considerazione. Da bambina avevo un sogno: immaginavo che da grande avrei fatto il lavoro che più mi piacesse, che avrei potuto scegliere. Ho continuato a coltivare questo sogno per tutti gli anni in cui ho studiato, fino a quando non si è tristemente infranto di fronte alla realtà, di cui io ho dovuto, necessariamente, prendere atto e che si può sintetizzare in tre brevi punti:

1) di lavoro ce n'è poco

2) quel poco, in gran parte è riservato ai figli di papà

3) le briciole sono per tutti gli altri, i quali devono pure ritenersi fortunati, nel momento in cui riescono ad accaparrarsi un qualunque lavoro ed esserne grati.


Come del resto ne sono io.


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso