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«...Ma ti assicuro e te lo do per certo, a nome di tutte le donne, che non c’è niente di peggio di quelli che fanno l’amore con troppa educazione.» «Come con troppa educazione?» «La scopata educata è peggio di qualsiasi cosa. Peggio anche di quelli che quando si spogliano per venire a letto ripiegano le cose e le appoggiano in ordine sulla sedia. È un gesto che fa passare la voglia a qualsiasi donna.» F.Volo - IL GIORNO IN PIU' |
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Post n°560 pubblicato il 22 Giugno 2010 da marghe_emmepi
ho fatto il pieno, senza accorgermene, di desideri inespressi, di aspirazioni mai raggiunte a compimento, di tensioni emotive, di schiaffi morali, di ritorni al via, di illusioni disilluse, di attenzioni non ricevute, di risposte attese ma mai arrivate, di parole lanciate come ponti ma che sono caduti senza mai essere stati usati. ho la certezza che basterà un niente, davvero un niente, per far crollare questo equilibrio che già è molto, molto precario. ho voglia di piangere, di disperarmi un po', di battere la testa contro il muro; di fare mea culpa, dove mi spetta; di riavvolgere e riscrivere certi giorni, se fosse possibile; di fare buoni propositi. e di ripartire. ho bisogno di fare chiarezza, molta, e su molti versanti. intanto stasera mi accontenterei di una passeggiata. |
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"lei affonda le mani nel velluto nero dei capelli di lui, mani immobili e salde, a tenere, quasi a fissare l'istante, quel viso appoggiato con la guancia, ispida di barba di un giorno, sul suo ventre morbido e bianco. lui si aggrappa ancora strettamente ai fianchi di lei, e si lascia cingere il corpo dalle sue gambe. lei l'ha sentito amico, poi uomo, in questo istante è forse figlio. lui l'ha sentita amica, poi donna, in questo istante è forse madre. lei è serena, ha smesso di lottare contro i suoi sentimenti e i suoi desideri, e se lo sente finalmente addosso, o forse addirittura come se lui stesse sotto la sua pelle. lui è sereno, ha smesso di lottare per averla, e se la sente finalmente addosso, o forse addirittura come se lei stesse sotto la sua pelle. è solo un attimo. il loro ultimo attimo, impresso nelle loro menti in uno scatto, come in un'istantanea."
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Se solo per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di pezza e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma in definitiva penserei tutto ciò che dico. Darei valore alle cose, non per ciò che valgono, ma per ciò che significano. Dormirei poco, sognerei di più, capirei che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei quando gli altri si fermano, mi sveglierei mentre gli altri dormono. Ascolterei mentre gli altri parlano, e come mi godrei un buon gelato al cioccolato! Di' sempre ciò che senti e fai ciò che pensi. Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e pregherei il Signore affinché possa essere il guardiano della tua anima. Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora. Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce, registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un'altra volta all'infinito. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo" senza assumere, scioccamente, che lo sai di già. Sempre c'è un domani e la vita ci da un'altra opportunità per fare bene le cose, ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta, mi piacerebbe dirti che ti voglio bene, e che mai ti dimenticherò. Gabriel Garcia Marquez
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Post n°557 pubblicato il 29 Aprile 2010 da marghe_emmepi
le assenze, ma ancor più i silenzi, mi rendono inquieta. anche se so perfettamente che non devo (ma forse, maggiormente, non posso) rivendicare alcun 'diritto di considerazione', mi sento turbata. tutte le ombre, le incrinature, le piccole macchioline, i peli nell'uovo, i difetti di forma, tutto torna alla luce, a galla, in superficie. e ricomincia la lista di dubbi che si insinuano nelle pieghe del cuore e della mente, di domande che si autopongono e per cui nessuna risposta plausibile può essere data. non dovrei permettere questo genere di anarchia dentro di me. dovrei rivedere i miei standard, perché, per quel che mi riguarda, penso che basti sventolare un fazzoletto legato su un rametto rotto, per far sapere, a chi sta oltre la siepe, di esserci ancora e che ogni tanto, si rivolge il pensiero a chi sta dalla parte opposta. |
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mi sono sempre fatta forte del mio autocontrollo e invece, proprio quando meno me lo sarei mai aspettato, crolla rovinosamente. e mi manda in crisi. manda in crisi le mie certezze, le mie convinzioni, i valori che ho respirato da sempre. come con i mattoncini lego, cerco di rimettere insieme i miei baluardi, e, bene o male, ci riesco. vedo le crepe, ma una certa stabilità è salvaguardata. e quando forse riesco a cantare vittoria, sento dei piccoli (o forse grandi) scuotimenti, che stanno demolendo pezzo per pezzo quanto avevo a fatica ricostruito. a fatica. non solo a fatica, ma anche con sacrificio, sofferenza... il punto non è ricominciare daccapo. il punto è che davanti ai pezzi da rimettere insieme, mi ci accosto con il cuore suddiviso in due: mi chiedo se quei baluardi di convinzioni siano più protezione o più prigione. cosa far prevalere? l'idea che, comunque, ricostruire la torre terrà lontano gli attacchi nemici, oppure l'idea di abbandonare lì le macerie, e andare oltre, libera e senza pregiudizi? |
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Post n°555 pubblicato il 15 Aprile 2010 da marghe_emmepi
...non voglio scrivere della mia giornata densa e stancante, fatta di tanto lavoro fuori ufficio, ma di altrettanto e probabilmente più faticoso lavoro in ufficio, seduta al pc, a prendere prenotazioni. e i clienti. cielo, i clienti! che hanno sempre ragione. alcuni li inquadro già dopo le prime tre parole che mi dicono, nel primissimo contatto telefonico. lo so da subito da chi avrò rogne, grattacapi e gatte da pelare... ...non voglio scrivere dei capricci di un infante di 3 anni e delle paturnie di un adolescente di 13. di come le loro lagne minino la mia calma apparente e siano come candelotti di dinamite con la miccia accesa, posti alle fondamenta di qualche eco-mostro da far implodere... ...non voglio scrivere di lavaggio tende e pulizia vetri e che sono arrivata alla numero 6 delle 10 dell'appartamento... ...non voglio scrivere che ho ancora la zuppa di verdure dentro la pentola a pressione, e stiamo tutti aspettando in trepida attesa che il tempo di cottura si compia, per riempire le nostre pance... ...non voglio scrivere della quantità indecente di capelli che mi cadono e che forse farei bene, molto bene, a seguire la terapia con costanza... ...non voglio scrivere di tutto questo, di tutte queste cose se non proprio 'negative', di sicuro 'non positive'. sono troppo stanca per scrivere altro. |
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mentre annodo nastrini intorno a quadrati di tulle che contengono confetti (buonissimi) al cioccolato, mi è tornato in mente questo episodio: http://blog.libero.it/maruska2023/commenti.php?msgid=1091656&id=1103#comments (quel pasticcio di funghi....... un assaggio di paradiso!) penso che sono passati 4 anni... ... e che ero orribile con quella chioma ramata (mai affidarsi agli esperimenti di colore del parrucchiere!) penso che i mazzetti a biedermeier delle bomboniere avanzate (quelle amorevolmente confezionate da imma, per la comunione di filippo) decorano, ma soprattutto ancora oggi profumano le mie vetrine con il servizio di piatti (quello buono!). penso che fra tutti i corsi di decorazione che ho fatto, mi manca il biedermeier e che dovrò provvedere quanto prima a colmare questa lacuna... ...penso che dovremmo ritrovarci. presto.
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...alla fine, non sono cambiata poi così tanto, in questo tempo di assenza. le ultime cose che mi sono messa in testa di fare (e che poi ho fatto) sono due nuovi svaghi (anche se non ho molto tempo libero per dedicarmici): la bigiotteria (un vecchio amore, a dire il vero) e il découpage. per quest'ultimo è stato subito 'passione'. non ho mai tenuto pennelli in mano, anzi il disegno è sempre stato la mia spina nel fianco. però, dopo i primi lavori che ho fatto, ho avuto la sensazione di aver represso o, comunque, tenuto bene nascosta, una parte di me, per un tempo lungo tutta una vita; come se questa specie di vena 'artistico-decorativa' avesse improvvisamente trovato un piccolo spiraglio per emergere, e niente e nessuno, almeno per un po', potrà fermare questo fuoriuscire.
tutto questo non è altro che una premessa per annunciare l'ultima cosa che mi sono messa in testa di fare. in uno dei 3 paesi dove lavoro (il lavoro è sempre lo stesso, moltiplicato per 3, ma per lo stipendio il coefficiente moltiplicativo usato non è certo 3...), in uno di questi paesi, dicevo, organizzano un concorso di poesia. ecco: mi sono messa in testa di partecipare. marito dice che, a volte, fa fatica a corrermi appresso... non credo di essere particolarmente dotata di talenti poetici, però mi va di partecipare. scrivere per me non è mai stato un problema, tutt'altro. mettere i pensieri per iscritto, fissarli nell'istante stesso in cui ti si formano in mente, o riportare il frutto di lunghi ragionamenti silenziosi e solitari, mi è mancato in questo tempo. ho voglia di recuperare. |
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Post n°552 pubblicato il 31 Marzo 2010 da marghe_emmepi
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