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Post n°97 pubblicato il 06 Luglio 2012 da m.a.r.y.s.e
Tag: abilitazione, corso, disabili, Francia, handicap, insegnante, Italia, missione, perdenteposto, pizzeria, scuola, sovrannumerario, vacanze
Da oggi les étudiants (gli studenti) francesi sono ufficialmente en vacances (in vacanza). Torneranno a scuola il primo settembre. Da noi, l’ultimo giorno di scuola di ogni ordine e grado, è stato, giorno più giorno meno, lo scorso nove giugno. Un mese prima, quasi. Non vorrei parlare di scuola, dico a Giuliana. Gli insegnanti sono monotematici, noiosi e ripetitivi, sembra che non riescano a conversare che di scuola. Dopo nove mesi è riuscita a portarmi a cena fuori. E in pizzeria mi dice del ricorso al provvedimento per i soprannumerari deciso dal MIUR (ministero istruzione università e ricerca). A molti colleghi, per non perdere il posto, a settembre è stata offerta la possibilità di riciclarsi e seguire on line un corso estivo per specializzarsi nel sostegno. Da insegnante di diritto a docente per alunni con handicap. In due mesi. Poi ottenuto l’attestato, saranno immessi nel circuito lavorativo prima dei 'veri' insegnanti di sostegno abilitati dopo corso universitario della durata annuale o biennale e già di ruolo. Al di là del comprensibile contrasto, del giustificato disappunto, della naturale rabbia di questi ultimi nei confronti di Monsieur Parfum e nella fattispecie dei tanti colleghi soprannumerari, pronti a sottrarre loro il posto guadagnato con sofferenza e sacrificio, la questione dovrebbe incentrarsi sulla qualità del lavoro offerto agli alunni con difficoltà. L’insegnante di sostegno più che docente è un missionario e non esclusivamente del diversamente abile e neppure degli altri alunni in classe, il suo operato si apre e coinvolge e include tutto il mondo disabile e l’universo scuola. Chi avrebbe titolo e interesse a ribellarsi ad un simile provvedimento dovrebbero essere le famiglie, i genitori dei diversamente abili e degli alunni tutti, perché l’insegnante di sostegno deve saper gestire in qualunque momento l’alunno con handicap (qualunque esso sia) in classe e questa pratica non si può improvvisare in due mesi di corso on line. In Francia soffia un’aria diversa, l’handicap è un’altra storia nel senso che il disabile con deficit mentale non può frequentare la scuola ‘normale’, con difficoltà motoria dipende, ma questa come scrivevo, è una differente realtà. E una questione di odori direi, di profumi diversi. La pizza al piatto, la preferite tradizionale o alternativa? E come? |

Lo sapevo: le strie sono tradizionali!
Pero' di qualità(?)!
Grazie anche a te.
Io sono una sirena. Ecco.
Come scriveresti tu.
Carino il clin d'oeil al Direttore Generale personale scolastico.
Tu pensa che i precari poi, ogni anno non sanno se lavoreranno e poi se riusciranno a strappare delle ore dove e come andranno a lavorare! E poi cambiare ogni anno, tutto è demotivante e infruttuoso, insomma, tua cognata ha ragione.