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Un uomo può perdonare
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Presto /
anche noi (…) saremo /
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troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

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Lo Stato italiano scopre l’evasione fiscale: e fino ad oggi cosa ha fatto?!

Post n°1837 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da massimocoppa
 

La demagogia dell’interventismo imperversa: ma il problema era noto a tutti
LO STATO ITALIANO SCOPRE L’EVASIONE FISCALE:
E FINO AD OGGI COSA HA FATTO?!


Da qualche settimana tutta l’Italia sembra diventata una
specie di campo di battaglia dove si combatte un epico scontro tra gli evasori fiscali e la polizia tributaria: vale a dire, quindi, tra la quasi totalità degli italiani che non siano percettori di reddito fisso da lavoro dipendente (categoria che non può evadere in nessun modo) e lo Stato che reclama giustamente un contributo per finanziare servizi e sussidi.

Le cronache quotidiane sono piene di interventi fatti dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza, ed il linguaggio usato è militare: “blitz”, “commandos”, “rastrellamenti”… Siamo alla semiologia mitologica.

Anche i risultati sono strepitosi: vengono scoperte sacche di evasione enormi, a partire dagli scontrini fiscali. Abbiamo scoperto che a Cortina molti negozi e bar non fanno lo scontrino: una cosa incredibile, perché mi pare che anche la mescita all’angolo rilasci quel pezzettino di carta termica che esce dal registratore di cassa, per cui stupisce che località così chic quasi ne ignorino l’esistenza…

Il capo del governo e il direttore dell’Agenzia delle Entrate appaiono in televisione e sui giornali ad ogni pie’ sospinto per annunciare la fine della pacchia. Gli spot pubblicitari che accostano (correttamente) gli evasori ai parassiti imperversano.

Quello che mi stupisce ed indigna è che sembra che l’evasione venga scoperta adesso. Cosa hanno fatto i governi italiani dal 1946 ad oggi?

Da che ho memoria ricordo che questo è un problema noto allo Stato ed a tutti noi: quanti medici, avvocati, ingegneri ed architetti ci hanno mai dato una ricevuta? Quante volte il commerciante ci ha detto “costa 100, ma segno 10?”. Quante volte il ristorante ci ha presentato il conto su un foglietto di carta quadrettato?

Lo Stato italiano ha semplicemente scelto di lasciar perdere. Secondo una scuola di pensiero, magari non priva di un suo fondamento, anche grazie all’evasione l’economia italiana è cresciuta per decenni: un Paese che ha una pressione fiscale fra le più alte del mondo avrebbe bloccato ogni sviluppo se avesse davvero preteso il pagamento delle tasse fino all’ultimo centesimo.

Il problema è che, così, intere categorie di lavoratori hanno dovuto pagare per tutti; ed inoltre si è diffusa una cultura estremamente diseducativa per cui “evadere è bello”.

Siamo dovuti arrivare ad un passo dalla bancarotta per far sì che le autorità, finalmente, abbiano deciso di colpire l’evasione. Ma è lecito domandarsi: quanto durerà?

Qualche anno fa fu varata la legge cosiddetta “manette agli evasori”; ma quando, poi, davvero qualcuno fu arrestato si corse a depotenziarla. Invece la prima cosa da fare sarebbe davvero punire duramente chi sottrae redditi al fisco, come negli Stati Uniti: un Paese dove si arrivò ad incastrare Al Capone proprio utilizzando questa sua “debolezza”.
Se tutti pagano, in linea di massima si dovrebbe pagare meno. Anche la semplificazione del fisco deve procedere velocemente, in parallelo alla lotta all’evasione: oggi il “Sole 24 Ore” ricordava che nel solo 2011 sono stati varati 650 provvedimenti fiscali. Significa che, statisticamente, ogni giorno sono arrivate due novità per un settore già di per sé terribilmente complicato! Non è cosa degna di un Paese civile.

 
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