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Post n°524 pubblicato il 10 Novembre 2009 da sunking77
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Post n°522 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da sunking77
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Post n°521 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da sunking77
Ieri sera ho assistito alla puntata di Ballarò e devo dire che è stata un vero spasso, la puntata seguiva una duplice direttrice, una come al solito pressoché inutile e gossippara riguardante scandali, vita privata e giustizia, l’altra, sicuramente meno accattivante ma molto più interessante, riguardo le problematiche economiche del paese in relazione soprattutto al debito pubblico. Solito schema, 3 contro 3, affondi da una parte e dall’altra, voci sovrapposte, nessuna analisi particolare, solo La Russa quando riesce ad accennare ad una interessante valutazione sull’etica delle dichiarazioni si annoda in un esempio poco calzante fra pere e angurie che fa da sponda a Rosi Bindi che lo rintuzza ed evita il tocco. Quando poi si parla di crisi, solo Casini riesce a dire qualcosa di realmente sensato che chiaramente si perde nel nulla ovvero la necessità assoluta delle riforme strutturali, unico volano (anche se comporta sacrifici) per far ripartire imprese ed economia. |
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Post n°520 pubblicato il 08 Giugno 2009 da elena_800
Per tutti questi motivi, pregherei d’ora in poi: la stampa straniera, gli analisti esteri, i giornali d’opposizione e tutti gli antiberlusconiani della prima e dell’ultima ora di cominciare a non prendersela più con Berlusconi, ma con il popolo italiano. Un leader per quanto discutibile è sempre tale per effetto del potere che la gente attraverso il voto democratico gli trasmette; alle persone, alla gente, ai votanti appare l’immagine di un uomo politico come summa delle sue azioni, del suo operato, della sua vita, agli italiani Berlusconi quindi va bene così com’è, con i suoi conflitti, i suoi poteri, i suoi vizi e le sue virtù; la gente lo ama, lo segue, lo vota è lui il legittimo Presidente del consiglio della Repubblica italiana, voluto dalla gente che ieri gli ha di fatto confermato il mandato, le anomalie del paese Italia, spesso sottolineate, non attengono la gestione disinvolta dei poteri, ma esclusivamente la testa degli italiani, lì e lì solo risiedono tutte le anomalie, un popolo che ritiene “dignus” un sovrano, nonostante Tutto… che pensa sia normale che un leader politico si comporti umanamente, socialmente ed economicamente, nel modo in cui si atteggia Berlusconi è un popolo anomalo, sconnesso dalla realtà, la favola della gente prima sedotta e poi abbandonata non regge più, qui siamo davanti ad oltre 15 anni di dominio pressoché incontrastato, la gente è forse assuefatta, forse priva di una reale alternativa…forse ma comunque incapace di cominciare a costruire proprio da se stessa una reale alternativa, meglio appoggiarsi, meglio demandare, delegare all’uomo più ricco, più influente, più carismatico d’Italia la gestione della propria vita. |
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Post n°519 pubblicato il 18 Marzo 2009 da sunking77
Di: Aldo Grasso MILANO - Intanto Sky Vivo diventa Sky Uno per scrollarsi di dosso una sorta di cattivo auspicio. Tempo fa, quando i dirigenti di Sky diedero vita un canale con tendenze generaliste pensarono di invitare Maurizio Costanzo con un programma che si chiamava «Stella». Ma gli esiti non furono quelli sperati. Così, fra gli addetti ai lavori, Sky Vivo diventò subito il suo contrario, con spreco di scongiuri (di qui, forse, l'immotivato e invido risentimento di Costanzo nei confronti Mike, reo di spalleggiare Fiorello). La vera ragione della scelta generalista è un'altra. Nell'ormai guerra dichiarata fra Sky e Mediaset (con il supporto della Rai) bisogna metter in conto una eventualità: che Mediaset e Rai abbandonino la piattaforma Sky per costruirne una propria, a integrazione del digitale terrestre. Decisione non facile per la Rai: le sue reti satellitari sono infatti pagate da Sky e non si vede dove Viale Mazzini possa reperire altri soldi per tenerle in vita; inoltre, come Servizio pubblico, la Rai dovrebbe essere aperta a tutte le piattaforme. Decisione non facile ma probabile. Ecco perché Sky si sta attrezzando per una rete rivolta a tutti, per uscire un po' dal ghetto della tv di nicchia. Solo creando eventi (finora relegati allo sport, visto che il settore cinema è poco attrattivo), solo sfondando nel settore intrattenimento, solo incrementando la «tv dei divi» (Fiorello, Cuccarini, Panariello, e un domani, chissà, persino Celentano, Mike...) si può dare uno scossone alla fisiologia degli abbonamenti. Tuttavia, parlare di tv generalista è un azzardo. Per definizione la pay tv non può essere generalista. La presenza di Fiorello ci suggerisce invece un modello di audience più appropriato: Sky punta a costruirsi un pubblico di tendenza, una via di mezzo tra la generalista e la tv di nicchia, il pubblico che si espande con il passaparola (o passaimmagine).
Aldo Grasso |
Così si muore a Napoli, questo è il titolo dei giornali, un uomo assassinato nel rione Sanità ripreso dalle telecamere mentre un killer con cappellino, prima entra nel bar e poi uscendo lo colpisce alle spalle, ripetutamente, alla schiena e poi quando è già stramazzato per terra gli da il colpo di grazia alla nuca, ecco come si muore a Napoli, tutti lo hanno detto e scritto, anche Saviano ha ragionato intorno a questo episodio, sottolineandone la tragica serenità, come se facesse parte della vita di tutti i giorni, così si muore a Napoli, questo è il destino che vi aspetta e inutile che provate a fare i furbi, sembrano soggiungere tutti questi titoli, questa e la morte che vi aspetta, non vi illudete, anche se non siete pregiudicati o camorristi, la morte vi attende dietro l’angolo, dietro una pallottola vagante, dietro un fuoco incrociato, investiti da un auto mentre scappate, ecco cosa siamo, polvere, stracci, già morti e sepolti sotto le strade della nostra città antica, chiusi nel nostro dolore, certi che mai niente cambierà, partiti, governi, caporioni, boss, niente servirà a cambiare un copione già scritto, un agguato in centro in pieno giorno, un giorno come un altro, come altri 100 e 1000, come è stato e sempre sarà, come il destino di vivere in una città talmente bella da farti dimenticare tutto quando esci la sera e ti fermi ad ammirare il suo panorama, le sue luci, i suoi colori, una Dea seduta sul mare cristallino alla luce del riflesso ocra del sole che tramonta, ecco , così si muore a Napoli ma come si vive? come si vive a Napoli, questa è la domanda, come copriamo quello spazio di vita che ci separa dal prossimo agguato, dal prossimo pericolo! Camminando per le strade tra i lavori infiniti, nella polvere delle strade sollevate, evitando le voragini che si aprono nel terreno sospeso sopra le grotte della città greca, respirando il mare a via Caracciolo in mezzo al traffico, mangiando un cornetto a via dei mille, in fila da Sorbillo verso le nove di sera con le borse a tracolla ed i portafogli nella tasca davanti, nelle Università, in fila alle bacheche con fogli volanti mal appesi su cui sono scritte le date degli esami, allo stadio, urlando e ricordando le finte di Maradona, con la sciarpa azzurra legata al polso perché al collo fa troppo caldo, nel caldo del sole della luce immensa che inonda ogni giorno lo spazio infinito tra la collina e il mare, fuori ai bassi dove la luce non arriva, in mezzo ai motorini che ti passano da dovunque, nelle urla e nelle strilla dei ragazzi per strada, in tangenziale sotto la luce gialla, in fila per corso Malta, giocando a pallone davanti ad una saracinesca al rione Materdei, scendendo dai quartieri spagnoli, tra il nuovo e il vecchio, l’antico e il moderno dei palazzi opachi e cadenti ma bellissimi, nella poesia di Eduardo, in una battuta di Massimo Troisi o un film di Totò in bianco e nero, una canzone neomelodica urlata da un balcone o un accordo dissonante di Pino Daniele, così si vive a Napoli questa è la nostra vita, e anche se moriremo domani forse ne è valsa la pena perché niente è come Napoli, il concetto stesso di bello e sublime impallidisce davanti non ad una semplice città ma all’essenza stessa della nostra vita che ad essa da senso e ragione e vita, ed ai signori della morte che girano con le pistole in tasca a regolare conti per sgarri infiniti a ricordarci che “tutt’quant’ amma murì” che una vita non vale un giorno, che ci fanno andare a vivere lontano perche “a Napoli non è più possibile”. CHE SIATE STRAMALEDETTI!