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ChiaraLed
   
 
Creato da: ChiaraLed il 22/01/2008
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Post pranzo

Post n°353 pubblicato il 25 Dicembre 2011 da ChiaraLed

Mi sembra di aver ingurgitato Giuliano Ferrara. Per la quantità del cibo eh, non perché abbia mangiato merda.
Buon Natale, da me e dalla tisana al finocchietto.

 
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Ritratto estemporaneo

Post n°352 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da ChiaraLed

Niente, ciao.
Volevo ricordarmi di me stessa, in giornata 22/12/2011, come una ventiquattrenne asociale e pigra, in pigiama da svariate ore, seduta sul letto a sorseggiare come fosse un daiquiri con ombrellino una tazza di latte ed orzo.
Una tazza a forma di mucca con la sclera inspiegabilmente rosa. 
A farmi compagnia solo Rino Gaetano, che mi urla nelle orecchie "... e sono ormai convinto da molte lune dell'inutilità irreversibile del tempo, mi svegli alle nove e sei decisamente tu".

 

          

 

Ah sì. I pantaloni del pigiama li ho da quando avevo dieci anni, sono grigi con delle volpi che dicono frasi in francese.
Je suis fatiguè. Questo lo dice il pigiama, non io.

 
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Fdm #1

Post n°351 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da ChiaraLed

Sarò estremamente breve nell'introduzione: l'altro giorno questo sito (http://www.vitadimerda.it) mi ha fatta, oltre che letteralmente scompisciare, sentire un po' meno cretina di quanto normalmente mi senta. 
Detto ciò, io vi racconto un po' di figure di merda che mi sono state raccontate, creo un post bello polposo, ne traete diletto e siamo tutti più felici. E niente, ciao.

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Correva l'anno 2003, avevo appena cambiato casa. La mia migliore amica era venuta da me per farmi una tinta rossa fiammante e per scambiare qualche chiacchiera. Esaurito il flusso di blatere tardoadolescenziali decido di fare con lei il viaggio in autobus fino alla stazione dei treni. Saliamo e prendiamo due posti. L'autobus è abbastanza pieno, è un sabato sera.
Perdendoci nuovamente nel turbine di confessioni e pettegolezzi da sedicenni non ci rendiamo conto che l'autobus compie una deviazione e anziché dirigersi verso il centro torna indietro verso un paese sconosciuto. Me ne accorgo e sbianco. Con me anche i miei riccioli color Davide Mengacci.
Glielo faccio notare e guardando fuori riconosco la strada. La incito a voce alta a smontare, dicendole che almeno sapevo dove dire ai miei genitori di venirci a recuperare.
Il tempo di chiamare mio papà e vedo in lontananza, dalla direzione opposta un bus con la scritta luminosa "Treviso". Siamo salve!!! Saliamo.
Era lo stesso dalla quale eravamo smontate pochi minuti prima. Aveva semplicemente fatto il giro fino al capolinea per poi tornare indietro. Inutile dire le risate di scherno e gli sguardi basiti della gente che ci aveva viste smontare di soprassalto pochi minuti prima urlando "Oddio oddio, dove andremo a finire?". 
Chiara

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Un paio d'anni fa mi stavo recando ad assistere alla laurea di una compagna di corso. In quel periodo facevo gruppo assiduamente con un trio di ragazze, una delle quali era la laureanda. Appena arrivato avevo salutato la futura dottoressa ed il di lei moroso, poi avevo scorto sedute su una panchina vicina le restanti due componenti del gruppo e mi ero avvicinato per salutarle. Visto che, nonostante il mio appropinquarmi non mi avevano calcolato minimamente, decisi di dare il buongiorno ad una delle due sferrandole una vigorosa pedata sulla gamba accavallata (eravamo in grande confidenza e potevo permettermelo). Questa però mi guardò con tanto d'occhi sbarrati e solo allora realizzai che non era la mia amica, ma solo una che le somigliava, e che neanche l'altra ragazza era mia amica, ma una che manco le somigliava. Restai basito per un paio di secondi sperando di essere inghiottito dal cemento che avevo sotto i piedi, ma non accadde. Tutto ciò che riuscii a fare fu dire: "Oddio, scusa, ho sbagliato persona". Girai il culo e tornai dalla laureanda, che aveva visto tutto e stava crepando dalle risate. Purtroppo non potevo neanche scappare perché dovevo assistere alla discussione della tesi...
Fran 

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Sms a Rosanna: ciao stella.
Sms ad Alberto di Rosanna: non chiamarmi stella, era il nome di mia madre morta 2 anni fa.
Alberto

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Stamani stavo pagando un caffè con un preservativo.
Consu

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22 giugno 2008, Europei di calcio. Spagna-Italia 4-2. Dopo la partita passo davanti casa di un amico e lo trovo appoggiato al muro in lacrime. Siccome c'era tutta la famiglia davanti alla porta, pensavo stessero guardando la partita. Passo vicino e gli faccio "Peppe, e che cazzo, che è una partita!". E lui fa giusto un cenno, si stacca dal muro per venire a salutarmi e dietro c'era il necrologio. Era appena morta la madre. 
Mario

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Una cliente alla quale avevano prescritto un collare per cervicalgia post-traumatica da incidente: - Oh, chissà che spavento nelle sue condizioni! (io, la cretina, pensavo fosse incinta, aveva una pancia da 6°mese)
- Quali condizioni? (lei, la cliente tutta pancia)
- Swisch swisch (io che mi arrampico sugli specchi)
Rosi

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Da piccola per far la parte di quella col cellulare (quando ancora non era roba per tutti) uscii fuori al balcone col telecomando della tv fingendo fosse un telefono, e per fare la ganza col tipo che abitava di fronte casa che mi piaceva, parlai (ovviamente da sola) con un finto fidanzato. Dopo un po' dalla cucina mia madre "ILARIA RIPORTA DENTRO IL TELECOMANDO CHE MI SERVE". Il bello fu quando, per terminare il tutto, dissi "Amore, a dopo... mi chiama mamma". 
Ilaria 

 
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Chunga's Revenge

Post n°350 pubblicato il 01 Dicembre 2011 da ChiaraLed

In genere la prassi è questa: entro, passi lunghi e ben distesi [cit.] e mi dirigo direttamente alla sezione "vinile usato", lettera Z. Sfoglio. Gli ZZ Top non mancano mai, stronzi barbuti, ma Lui niente. Ah, per la cronaca c'è sempre anche Renato Zero.
Retrocedo alla Y, sia mai che spunti qualcosa degli Yes. No.
Scorro saltando a piè pari X e W.
V.
Fai che ci sia Pawn Hearts.
Fai che ci sia Pawn Hearts.
Fai che ci sia Pawn Hearts.
Fai che ci sia Pawn Hearts.
Dai, anche se non c'è... mi accontento di Still life.
No.
Intanto le dita mi si impolverano come quando sfoglio i libri vecchi ai mercatini dell'antiquariato.
Ripercorro le lettere mentalmente. A B C D E F... G!
Fai che ci sia Gentle Giant.
No, ok. 
Fai che ci sia Acquiring the taste.
No, ok.
Fai che ci sia Three Friends. (ti prego)
No, ok.
Ah aspetta!!! Non ho guardato la E, ma tanto so già che non trovo Pictures at an Exhibition.
Ecco, appunto.
Delusa mi sposto alla sezione vinile nuovo e lo sfoglio con meno entusiasmo. Mi piacciono di meno con le copertine intonse con il cellophane tutto perfettino e tirato sopra. Non mi si intridono nemmeno le mani di quell'odore da cartone vecchio e stantio.
Esco delusa salutando il capellone alla cassa con un "ciao" calante.

E niente, dicevo che la prassi ufficiale in genere è questa. L'ultima volta invece mi sono diretta alla sezione "vinile usato", lettera Z. Ho sfogliato n°2 di vinili e mi sono ritrovata in mano Lui. Copertina rossa con Sua foto b/n al centro, Suo nome sopra e titolo sotto.
Credo di averlo guardato con la stessa faccia di un uomo quando capisce che gliela dai. 
Non ho neanche scorso le altre lettere come sempre, mi sono fermata lì senza nemmeno sporcarmi un po' le mani. 
Coda. Cassa. Grazie, arrivederci. Sorrido. Tante care cose.

 

 

                                   

MIO.

 
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Effetti collaterali

Post n°349 pubblicato il 17 Novembre 2011 da ChiaraLed

Actigrip può causare soprattutto sonnolenza, astenia, vertigini, eruzioni cutanee su base allergica, fotosensibilizzazione, secchezza della bocca, disturbi gastroentrici come nausea e vomito, ritenzione urinaria, eccitazione del sistema nervoso centrale, insonnia, euforia, tremori, astio, misantropia, scoglionamento generalizzato, incapacità nel mettersi uno smalto come Dio® comanda, gravel in ass, noia.

Ma forse Actigrip non c'entra.

 
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