Memorie di una colf
Contorsionismi mentali e funambolismi lessicali
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Post n°425 pubblicato il 25 Maggio 2012 da hscic
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Post n°424 pubblicato il 21 Maggio 2012 da hscic
Bisogna lasciare in pace i morti. Non bisogna creare ponti con il loro mondo per permettergli di poter tornare al nostro. I morti sono tristi perchè alla fine tutto ciò che hanno avuto è questa vita e li dove sono la rimpiangono. Non bisogna vivere tenendo per guida qualcosa che appartiene ai morti altrimenti la loro immensa tristezza in qualche modo ci toccherà avvelenandoci il presente. I due mondi vanno tenuti rigidamente separati. Gli antichi lo sapevano bene ed i loro dei ponevano a guardia del limes feroci creature. Morti e vivi non possono che seguire strade e scopi diversi. L'essenze sono profondamente diverse. La loro origine è la stessa (perchè ognuno di noi è destinato ad entrare nel loro mondo) ma completamente trasformata. Entrambe sono prive di senso. Quella dei vivi si basa sulla speranza malriposta, quella dei morti sul rimpianto senza esito. Il punto d'unione è la ricerca di qualcosa che non esiste. La forza dei vivi è la capacità di generare caparbiamente, quella dei monti la caparbietà nel desiderare l'irragiungibile. Entrambe sono in realtà una condanna che dalla vita si perpetua nella morte. Mi chiedo perchè un dio che si dice clemente ci abbia poi precluso ogni speranza. Che cosa mai gli avremmo fatto? Che cosa mai gli stiamo ancora facendo? A che cosa poi tutto ciò gli serve? |
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Post n°423 pubblicato il 13 Maggio 2012 da hscic
Nel buio della sala osservo le mie mani. Le tengo strette. In grembo. Le percepisco appena, scure, tese, con tutte le vene in rilievo. Davanti a me si consuma il lavoro degli attori ma i miei occhi son bassi, sulle mie mani. E’ come se chiudendo lo sguardo in un angolo limitato e buio potessi trovare un rifugio, un riparo, una tana. Dormo ancora in un sacco a pelo. Me ne sono sentite dire di tutti i colori per via di quel sacco a pelo ma li dentro, la notte, mi sento al sicuro. In questo mondo ci cammino per ore ed ore tutti i giorni, entrando spesso in stanze che non mi piacciono. Permettetemi, almeno la notte, di dismettere l’armatura. Vi prego di non farvi di me l’idea di quello con qualche rotella da regolare. So bene come si dorme bene quando si dorme dove si desidera dormire. |
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Post n°422 pubblicato il 11 Maggio 2012 da hscic
Sto cenando con un pezzo di pane. Detto così sembra una cosa patetica ma a me piace il pane…e basta. Forse ho ancora dentro il mio DNA contadino fatto di pranzi all’ombra di un ulivo o di un noce a base di…pane e qualche altra cosa tanto per dare una nota di salato. Nel pane ci trovo l’uomo. Le mani di chi impasta, di chi accende il fuoco, di chi ammucchia le pagnotte ancora calde. Direte voi…ma con il nostro pane industriale quando mai un essere vivente potrà sfiorare il tuo cibo preferito? Come faccio a contraddirvi?…Io però li dentro continuo a trovarci ciò che c’è sempre stato. Forse tutte quelle cose ce le metto io come companatico con il mio pensiero. Forse riesco ancora a cogliere il legame tra il cibo più semplice e la mia origine di mangiatore di semi, di predatore di vite silenziose in nuge, di creatura a metà strada nella catena alimentare. Ed il pane è in fondo un alimento che con la sua essenzialità permette di fare tante cose mentre lo si mangia. Bastano le mani e la bocca mentre gli occhi e l’olfatto rimangono liberi di continuare ad esplorare il mondo che ci circonda. Non servono tovaglie, non servono posate, non serve nemmeno esplorare la miscela degli ingredienti che lo compongono …che poi sono semplicemente acqua e farina. Il pane è il compagno perfetto di una vita attiva. Non ti condiziona, non ti chiede niente, non ti provoca, non ti nasconde nulla….e lo puoi tenere a lungo nel tuo zaino senza che ti pianti in asso. |
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Post n°421 pubblicato il 09 Maggio 2012 da hscic
Finalmente son fioriti i gelsomini e complice il caldo, hanno cominciato ad inondare con il loro profumo queste notti di maggio. Sono stanchissimo. Ho un mal di testa micidiale da concentrazione e seduto fuori nel terrazzo, guardo il mondo che si muove nel buio. Il segreto per vivere bene è tenere sgombra la mente. La cosa non è facile ma fin quando non è il momento di combattere tormentarsi a cosa serve? Meglio recuperare energie, fare tabula rasa e svuotare la mente da tutto. Domani con la luce si ricomincerà. Intanto mi perdo nel profumo dei gelosomini. |



Inviato da: virginia.09
il 28/05/2012 alle 16:47
Inviato da: hscic
il 25/05/2012 alle 10:35
Inviato da: stefy.gav
il 25/05/2012 alle 08:21
Inviato da: a.modo.mio
il 21/05/2012 alle 18:15
Inviato da: hscic
il 16/05/2012 alle 04:38