Memorie di una colf
Contorsionismi mentali e funambolismi lessicali
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Post n°554 pubblicato il 08 Maggio 2013 da hscic
C’è una selva d’antenne che cresce sui tetti. Strani alberi dai rami avvizziti e dal colore ceruleo…e lassù le grandi ali dei gabbiani fanno lo slalom in mezzo a quelle strane infiorescenze aeree. Quando tutto è quiete i rumori delle cose si annunciano da lontano. E’ come se lo spazio si dilatasse ponendo tra una creatura e un'altra enormi distanze. Quando ciò accade si può un poco abbassare la guardia perché la sensazione è che non ci siano belve oltre l’angolo pronte ad assalire. E intanto il sole prende forza dietro l’ansa del fiume ed un chiarore rosato si allarga tra gli squarci delle nuvole. E’ come quando ci si alza dal letto al mattino e si lasciano il tepore ed i profumi cari a riposare ancora un poco nella penombra, promanazione di noi che iniziamo a camminare per le strade del mondo ma che con la mente rimaniamo ancorati li, tra la tranquillità di quelle coltri. |
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Post n°553 pubblicato il 03 Maggio 2013 da hscic
La vita ogni tanto fa girare le pagine del tuo libro. Non è che ciò accada in pompa magna, tra squilli di tromba e rulli di tamburo. Arriva un venticello leggero e gira la pagina. Magari tu, per anni, sei stato con le dita ad accarezzare la carta, perso tra il si e il no, senza capire che il si e il no era più in te stesso che nella realtà....ma come si dice...ogni cosa ha il suo momento. Poi, un bel giorno, ti accorgi che tutto ha un valore ed un peso diversi...e ti sorprendi a pensare a come pensavi prima...e ti sembra alieno quel modo e ti chiedi perchè mai quel tu diverso da quel tu che sei, trovava così normale ciò che così normale ora non ti appare. Non saprei.....forse dentro di noi abbiamo come dei vasi che giorno dopo giorno si riempiono di qualcosa. Quando il vaso è colmo lo si mette da parte e si comincia a riempirne un altro e quell'altro è come una storia nuova, un voltar pagina, un orizzonte inedito, una finestra mai aperta. E l'ora e adesso prendono naturalmente tutto lo spazio disponibile e ricostruiscono i rapporti, ritessono i fili, ricreano gli equilibri......l'importante è continuare a muoversi. |
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Post n°552 pubblicato il 17 Aprile 2013 da hscic
Per vivere ci sono mille ricette. Ognuna di esse si attaglia bene a una persona e non funziona per le altre. Anzi, a volte la ricetta che fa vivere qualcuno a te sembra folle ed inaccettabile. Difficile dire chi ha torto e chi ragione. Stasera tutti gli insegnanti se ne sono usciti per una birra ad alta latitudine ma a me proprio non andava. Mi son preso dal supermercato una busta con dentro del pane nero ricoperto di semi e me ne rimango qui, a guardare dalla vetrata della stanza una piazza modello IKEA, sbocconcellando quel cibo alieno. Il cielo è alto e le case sono basse e quel cielo alto sembra incombere sui pensieri e sugli sguardi. Sono nuvole pesanti e senza fine. Forse solo nascendoci si può sopportare tanta immanenza. Vorrei tanto potermi fermare davanti ad una finestra e dire a qualcuno….guarda che bel verde. Non è tempo. Ora è il momento di galoppare ma di quel galoppo che precede la carica, quando sai che quello che sentirai a breve fischiare attorno non è il vento ma le pallottole. Oddio. Conosco gente affascinata anche dal sibilo di una pallottola perchè, come si diceva, di ricette per vivere ce ne son per tutti i gusti e le tasche…. Ma arriverà anche il momento del verde….certo che deve arrivare….se la pompa regge e se le nuvole se le porta il vento. |
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Post n°551 pubblicato il 12 Aprile 2013 da hscic
Ci sono luoghi ove regna il sonno. Rimane appeso a vecchi lampadari coperti di polvere e scure ragnatele. Si annida nel nero della pelle lisa della poltrona che conserva tra le sue pieghe l’impronta di tante persone. Vive tra le pagine di antichi calendari che nessuno ha pensato di staccare dai loro chiodi il primo di gennaio. Si nasconde tra i petali di plastica di fiori dimenticati dentro bicchieri vuoti, davanti a scolorite immagini di santi e di madonne. Sono le astanterie degli ospedali, i corpi di guardia delle caserme, le centrali di controllo di quegli impianti di produzione che, da soli, vanno avanti giorno e notte, le garitte delle guardie carcerarie lungo i muri di cinta delle prigioni. Il tempo li dentro scorre in modo anomalo. Come se improvvisamente si facesse denso e concreto, tanto da avanzare a fatica tra le sponde della notte. Sono luoghi dei pensieri. Degli sguardi posati per ore su piccoli particolari come una riga sul legno del tavolo, una piccola macchia sul muro, la scia delle gocce di pioggia sul vetro di una finestra. Entrare in quei regni è in po’ come respirare l’odore di certe notti. Un odore umano ma indefinibile perché legato ai mille pensieri delle mille persone che, li dentro, si sono perse seguendo un sogno o….. un ricordo nello spazio che vive tra un tramonto e un alba. |
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Post n°550 pubblicato il 04 Aprile 2013 da hscic
Mi affaccio dagli archi dell’antico cortile ed osservo un gabbiano che volteggia attorno al torrino del grande palazzo. A quest’ora del mattino c’è una sensazione d’immobilità. Le persone si fermano silenziose e raccolte nei loro pensieri come a caricarsi prima di cominciare la gara quotidiana. Tra venti minuti si apriranno le danze ma ora, in questo momento, è tutto sospeso…ed il tempo sembra essersi fermato e le cure del mondo appaiono lontane, sbiadite, in fondo di poca importanza e mi torna in mente una vecchia e dolce poesia di quando si era bimbi…..sta il cacciator fischiando sull’uscio a rimirar tra le rossastre nubi, stormi d’uccelli neri, com’esuli pensieri nel vespero migrar….. |



Inviato da: ansiana3
il 07/04/2013 alle 20:58
Inviato da: hscic
il 14/02/2013 alle 13:40
Inviato da: stefy.gav
il 14/02/2013 alle 08:26
Inviato da: hscic
il 09/02/2013 alle 18:57
Inviato da: stefy.gav
il 09/02/2013 alle 17:56