Community
 
magooxxx
Sito
Foto
   
 

Nowhere Fast

La mia unica ambizione è quella di non essere nessuno, mi sembra la soluzione più sensata. Charles Bukowski

 

                                                             Wikio - Top dei blog

 

IO TI DARO' DI PIU' IL BOOKTRAILER

 

RIEN NE VA PLUS A SAT2000

 

NEROMARCHE AL TG3


 

ABOUT RIEN NE VA PLUS

RIEN NE VA PLUS
A cura di Enrico Piscitelli
Collana I Jackpot
Pagine203
Prezzo12 €
Isbn:978-88-95744-08-7

Che ci fanno tutti insieme: un fotografo di moda immerso nei colori di Pechino, un uomo sovrappeso sperso in alto mare a bordo di un pattìno, tre spietati ladri bambini, una spia internazionale e un sogno che è diventato umano?
Semplice: sono alcuni dei protagonisti dei quattrodici racconti di quest'antologia, che mette insieme i migliori talenti pescati da Enrico Piscitelli - dopo una spietata selezione - nel mare magnum di Internet.
È Rien ne va plus, gente! Dove si muore per amore, si ama da morire e si lotta per venire al mondo, mentre l'Arno straripa allagando Firenze e il diavolo scopre di essere diventato una blogstar.

Racconti di Giacomo Buratti, Paolo Cacciolati, Cristian Confalonieri, Concetta De Vincenzo, Raffaello Ferrante, Matteo Gallo, Ilaria Giannini, Francesco Lonetti, Davide Ottaviano, Matteo Pascoletti, Guido Penzo, Gianluca Pezzella, Salvatore Piombino, Alessandro Raveggi.

 

ABOUT NEROMARCHE

NEROMARCHE

Ennepilibri
Collana: Le regioni del male
Anno 2008, €13,80
Pagine 148, Lingua Italiano, EAN 9788879082136

Curatore: Giuseppe D'Emilio, Chiara Bertazzoni

Alle Marche, l'unica regione "al plurale" d'Italia, è dedicato il primo volume della collana Le regioni del male. La collana nasce dalla voglia di dare spazio a nuove voci della narrativa italiana, grande ricchezza nascosta del nostro Paese, dalle mille facce, forse poco conosciute, ma proprio per questo tutte da scoprire, che muove i suoi passi attraverso le innumerevoli e cangianti declinazioni del nero.

Racconti di Paolo Agaraff, Alberto Cola, Lucio Angelini, Manuela Maggi, Raffaello Ferrante, Enrico Santori, Piero Calibano, Biancaastella Lodi, Alessandro Cartoni, Carlo Cannella, Roberto Fogliardi, Elena Coppari, David Miliozzi, Marica Petrolati, Pelagio D'Afro.

PRESENTAZIONI, NOTIZIE, RASSEGNA WEB, RASSEGNA STAMPA

 

LA RECENSIONE DI PROGETTO BABELE

Il lavoro logora chi ce l'ha
di Raffaello Ferrante
Anno 2007 - Editore Cento Autori
Prezzo € 3 - 48 pp.
(collana Leggere veloce)
ISBN 9788895241197

Già esserci è l'ottanta per cento del lavoro. Woody Allen. Il peggio mestiere è quello di non averne alcuno. Cesare Cantù

Sei tu. Sono io. Siamo noi. Magari non a Bari, ma il mondo è paese in fondo. Il prode disoccupato in cerca di lavoro che qui s'imbatte in posti vacanti presso Bingo di prossima apertura, sulle macerie del fu cinema "Omero". Il giorno fatidico è giunto. Trentaduenne cum laurea e completo di madre dal pedigree meridionale: repertorio di plumcake, zuppa di latte, caffé ristretto e succhi di frutta, prima del colloquio. Ansia materna per prestazioni filiali in cui non manca, come da credo italico, la preghiera, perché, in fondo, le cose vanno aiutate. E così il prode di cui sopra, giunge con anticipo storico sul luogo deputato ed inizia, con saggia e meditata ironia, la sua Odissea da colloquio selettivo. Dove più del curriculum vitae conta soprattutto la mano di provenienza, la benedizione elargita, la spinta devoluta dal cognome importante. Un bingo bicromatico, votato al rosso e verde, che pullula di volontari e via al casting per le disparate posizioni, entri capo sala esci venditore. Stile carneficina d'anime pie, indecise e spaventate, con l'obbligo di captare i desideri del selezionatore di turno (che razza di lavoro il selezionatore, una specie di Caronte...). Per noi parlare dei titoli di studio! Eccola la domanda da diecimila dollari: "Perché sei laureato e vuoi lavorare al bingo?" Specchio d'Italia. Cronache di un cittadino in cerca d'impiego. Un racconto breve che ha in sé la cruda realtà d'oggi. Ironico, sarcastico e sospeso, come a dire che non è altro che un passaggio, un tassello inevitabile ad alta frequenza di ripetizione. Istantanea da reportage civico, quasi.
La realtà è che quel che conta e giocarsi sé stessi, il curriculum conta per far numero spesso e non per leggerci quel che sei, forse. E tocca, allora, improvvisare: un po' Reality, un po' Cabaret, un po' animatore da villaggio estivo. Questo tempo indeterminato... mai cosa fu tanto agognata.
(Licia Ambu) 

 

LA RECENSIONE DI MANGIALIBRI

IL LAVORO LOGORA CHI CE L'HA
di Raffaello Ferrante
Cento Autori
48 pagine
3 euro

Per le vie di Bari, sulle ceneri del vecchio cinema Omero, i segni di una modernità che avanza ineluttabile si impongono. Ed ecco che il complesso cinematografico è presto trasformato in sala bingo: clienti, cartelle, numeri, estrazioni e - soprattutto - personale di sala. Indossato l'abito grigio (riciclato tessile di matrimoni, cresime, battesimi e feste), fatti i debiti scongiuri e segni di croce e ricevuti i dovuti "in-bocca-al-lupo" materni, Roberto Ferrari - coi sui trentadue anni di precarietà, steli di curriculum sottobraccio e un'inutile laurea - è pronto per l'ennesima volta a tentar fortuna. Passata la selezione di ingresso alla quale presenziavano ben cinquecento candidati, superati i successivi vagli, setacci e tramogge, il posto come caposala sembra ormai vicino...Peccato che lo spettacolo di raccomandazioni, amici politici, notti di sesso e referenze a colpi di pompini, si presenti in tutto il suo splendore...
Breve ed incisivo - un romanzo breve che non va oltre la quarantina di pagine - Il lavoro logora chi ce l'ha è certamente una buona prova di scrittura che evidenzia le potenzialità dell'autore (finalista con questo testo al concorso letterario Il racconto nel cassetto). Con uno stile semplice e diretto Raffaello Ferrante non ha la pretesa di svelarci niente di nuovo, si accontenta di descrivere una quotidianità schiacciante dalla quale non si sfugge, se non con la sapiente arma dell'ironia verso se stessi e gli altri, e il potere - presunto o tale - della scrittura come forma di condivisione e rivincita.

Boris Borgato

 

LA RECENSIONE DE IL RE-CENSORE

IL LAVORO LOGORA CHI CE L'HA
di Raffaello Ferrante
Cento Autori
48 pagine
3 euro

Le avventure di un precario nell'"eldorado dei poveri"
Una moderna odissea alla ricerca del posto fisso

Il lavoro può essere tante cose. A seconda delle situazioni può essere una necessità, una risorsa, un problema, un sogno, un incubo. Può nobilitare l'uomo, ma anche debilitarlo. Può dare soddisfazioni o gettare nella disperazione. La prima preoccupazione dovrebbe essere quella di averlo, un lavoro, perché oggi senza non si può stare: da lì si dovrebbe partire per risolvere un po' di problemi. Non sempre, però, è così, e Il lavoro logora chi ce l'ha è lì a dimostrarlo.
Il bingo Omero è fin dall'inizio una specie di cattedrale, l'"eldorado dei poveri", il sogno di chi insegue un sogno, di chi affida a numeri e fortuna la propria felicità. Ma è anche il sogno di chi cerca un lavoro, un'opportunità ghiotta e succulenta in una realtà complicata come quella di Bari, e del Sud Italia in generale, precaria e sonnolenta, in cui tutto sembra immobile. Il bingo ancora deve aprire e già vi si svolgono storie di ordinaria precarietà, in cui i neoassunti, passate varie selezioni, si scannano per la definizione delle qualifiche: è qui che Ferrari, il protagonista, poco più che trentenne, laureato, figura simbolo di tutti i giovani confusi d'Italia, si trova a combattere una guerra fra poveri, a cercare il modo di farsi rispettare, di emergere, di dare un segno di sé per non essere inghiottito da un meccanismo che, già all'inizio, sembra letale, fatto di prevaricazioni, dialoghi surreali e personaggi-macchietta.
Il lavoro logora chi ce l'ha è un racconto di quarantotto pagine, esce per una collana chiamata Leggere Veloce, e fa abbastanza bene il suo mestiere. Intrattiene, fa pensare, scivola via veloce, come una giocata al bingo. Ferrante scrive con mano sicura, anche se poco personale, e tratta con ironia e partecipazione un tema attualissimo, da cui nessuno si può ritenere escluso. Si sorride con amarezza, pensando a quanto sia complicato e tortuoso farsi largo in un mondo, quello del lavoro, che elargisce i suoi doni in maniera spesso incomprensibile. E che, anche una volta raggiunto, non rappresenta la soluzione di niente.

Gianvittorio Randaccio

 

LA RECENSIONE DI BOOKSBLOG

di Raffaello Ferrante

pubblicato: lunedì 11 febbraio 2008 da Manila B. in: libri recensioni narrativa italiana

Il libretto è più che tascabile, è proprio bonsai, ma la storia è grande come l’attualità.
Sto parlando di “Il lavoro logora chi ce l’ha”, 46 pagine di ironia edito da Cento Autori, di Raffaello Ferrante.
Classe 69, nato a Bari ma residente a Fermo, l’autore, già su carta in Racconti sotto l’ombrellone (Giulio Perrone editore), e vincitore del Premio letterario Interrete shorts, mette su carta la sua abilità di narratore “veloce” con un racconto che vale più di un romanzo.La storia contemporanea dell’apertura delle prime Sale Bingo in Italia, compresa la prima, grande, favolosa, sognata, e soprattutto misteriosa sala Bingo Omero a Bari sud.
Il protagonista dopo aver superato diverse selezioni, si trova davanti all’ultimo ostacolo prima di diventare, finalmente, capo sala della struttura. Con lui altri poveri candidati, che devono contendersi il posto a suon di prove pratiche nell’ultima settimana prima dell’apertura.
Una storia sulla ricerca eterna di lavoro, in un contesto in cui aver preso una laurea non è certo un vantaggio ma quasi un disagio. Con un linguaggio scorrevole ed un stile moderno, Raffaello Ferrante butta giù una storia da leggere d’un fiato, e da cui uscirne con un sorriso, amaro e reale, sull’Italia di oggi, in cui ogni colloqui di lavoro è un logorio interno e le selezioni sono pressioni psicologiche al limite dell’accettabile. Ed allora, non è forse meglio la condizione del disoccupato? Ed allora, non è forse vero che “il lavoro logora chi ce l’ha”? Promozione e bacio accademico per questo autore e la sua piccola storia.

 

LA RECENSIONE DI APHORISM

IL LAVORO LOGORA CHI CE L'HA

di Raffaello Ferrante

Cento Autori

€3, PAG.48

Un racconto di quarantasei pagine nel quale è condensata un'esperienza di vita, un mondo fatto in un certo modo, le nostre reazioni di fronte a situazioni disparate. La penna fluida e onesta di Ferrante ci porta in una calda estate pugliese, dove un ragazzo affronta un colloquio non proprio semplice per un posto di lavoro in una sala Bingo. In queste poche pagine vengono sviscerati diversi atteggiamenti delle persone dalle varie parti della barricata: chi seleziona e chi è lì teso perché vuole quel lavoro, perché ne ha bisogno. Una storia attualissima, forse cadenzata da ascendenze autobiografiche o forse no; uno spaccato di vita vissuta ridisegnato da Raffaello Ferrante con il suo solito sguardo vispo e indagatore sui vari comportamenti dell'uomo. Non manca un certo brio nello scrivere e un'ironia opportuna nell'osservare e nel descrivere.
Il titolo va parafrasando un celebre aforisma di Giulio Andreotti: "Il potere logora chi non ce l'ha". Leggete tutto di un soffio questo romanzo breve e intuite voi le concordanze tra i due enunciati. Chi ha più ragione: Giulio Andreotti o Raffaello Ferrante? Ai lettori l'ardua sentenza...

[Paolo Coiro]

 

 

« RECENSITO PER MANGIALIBRIRECENSITO PER MANGIALIBRI »

RECENSITO PER MANGIALIBRI

Post n°220 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da magooxxx
 

Mistero in valle Arroscia
Massimiliano Parodi
Romanzo Noir
De Ferrari
2008
Articolo di: Raffaello Ferrante
voto

Diego Ricciardi fa il consulente turistico e viene mandato in Valle Arroscia per studiare un progetto di rilancio della vallata. Arriva in piena notte al Colle di Nava e appena messo piede nell'appartamento preso in affitto a due passi dal rinomato albergo e ristorante "Lorenzina", finisce subito sotto il fuoco incrociato della temutissima Clotilde De Regibus, vecchina tutta nervi e sorda solo quando le fa comodo, sua nuova e 'promettente' vicina di casa. Fa presto Diego a intessere amicizie e legami con i vari personaggi che popolano la valle - soprattutto se sono rappresentanti del gentil sesso - mentre in sella alla sua Matra Simca Bagheera la attraversa in lungo e in largo pieno di passionale e vitale curiosità. Ci sono il maresciallo Moschetta e il brigadiere De Fulcis, i primi che Diego la mattina seguente complice un sorpasso azzardato trova sulla propria strada. Poi Gianni, il postino della zona, ragazzo affabile con il quale entra subito in una buona confidenza. E c'è Valeria, la bella bruna su cui Diego posa immediatamente gli occhi - nonostante sia dichiaratamente impegnata con un carabiniere - che presta servizio civile nel Forte Centrale e alloggia tra l'altro nel suo stesso stabile. Ma sopratutto c'è l'auto nera di grossa cilindrata, sospetta e troppo circospetta, che Ricciardi incrocia per la prima volta accidentalmente tra le stradine polverose di montagna, dopo neanche ventiquattr'ore di permanenza. Ma la tranquillità della valle è destinata a rimanere solo una piacevole premessa, poiché fatti strani e gravi prendono tutto a un tratto inaspettatamente ad accadere...
Massimiliano Parodi, alla sua seconda fatica editoriale - la prima era proprio una guida turistica - si mette alla prova nella duplice veste di scrittore e protagonista. Diego Ricciardi infatti sembra proprio essere il suo alter ego narrativo, a cui Parodi ha modellato attorno la scenografia classica del giallo di provincia. Peccato che la buona scrittura, l'ottimo ritmo e la tenuta dell'intreccio - sono parecchi i personaggi che si trova a pilotare - non siano sostenuti dalla storia. Il plot risulta infatti troppo prevedibile e solo a tratti avvincente. La suspence si 'arrampica' sul lettore troppo tardi - ben oltre le cento pagine, sulle 180 totali - e troppo affrettato e trasparente appare il finale, con il Ricciardi prevedibilmente annunciato protagonista di una storia suo malgrado che sembra via via fagocitarlo. Inoltre il protagonista risulta talmente stereotipato - nelle sue scorribande sentimental-sessuali da dongiovanni consumato e nei suoi dialoghi un po troppo da fiction di seconda fascia - da perdere spesso in credibilità. Insomma per Parodi l'augurio di rileggerlo presto, magari già dalla prossima avventura del consulente Ricciardi - che da questo punto di vista promette sicuramente di possedere tutti i crismi del personaggio da saga avvincente - sperando soltanto di ritrovarlo un po' meno compiaciuto specchio di se stesso.

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: magooxxx
Data di creazione: 05/04/2007
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: magooxxx
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 42
Prov: AP
 

HO SCRITTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MANGIALIBRI

BOOKSBROTHERS

  

               

 

LAS VEGAS


     

 

18:30 EDIZIONI

CENTO AUTORI

             

 

FACEBOOK

 
 

FACEBOOK

 
 

AREA PERSONALE