|
In questi giorni il mondo arabo è sconvolto da manifestazioni di protesta di massa a causa delle vignette pubblicate da un giornale danese ree di ritrarre in modo ironico il profeta Maometto, vignette che sono state poi riprese da molte altre testate giornalistiche e televisive di tutto il mondo occidentale, tra cui l’Italia dove il Ministro per le Riforme è stato costretto alle dimissioni per aver indossato una maglietta con le suddette immagini. Risultato: ambasciate evacuate, chiese bruciate, cristiani trucidati, scontri di piazza tra popolazione e polizie, governi incapaci di arginare i tumulti. Fin qui i fatti. Come era facilmente immaginabile l’opinione pubblica si è spaccata in due parti: chi condanna tale satira definendola offensiva, e chi, se pur non elogiandola, la considera espressione della libertà che in occidente è stata conquistata dopo molte battaglie e quindi da salvaguardare. Premetto che trovo inopportuna sia la scelta dei tempi, visto il momento delicato che si sta vivendo in medio oriente (guerra in Iraq, elezione di Hamas in Palestina e il nucleare del premier iraniano con le sue folli teorie), sia la scelta del soggetto. Trovo ingiusto che si prenda in giro il simbolo di una religione, quella islamica come quella cristiana, scintoista o buddista. Si poteva, a mio parere, “scherzare” sugli esponenti politici-religiosi, vari premier, mullah, imam così come si scherza su presidenti, vescovi e professori occidentali. Credo che tutti i simboli divini dovrebbero essere esenti da sbeffeggiature di qualsiasi genere. Detto ciò bisogna guardare in faccia la realtà. Le sommosse nate nei paesi arabo-musulmani sono di una violenza inconcepibile. Le proteste, sorte ben sei mesi dopo la pubblicazione delle vignette incriminate, sembrano più che altro il frutto di una abile mossa politica che sfrutta la fede delle persone per perseguire obiettivi che nulla hanno a che vedere con il divino. In tutto il mondo arabo vengono boicottati i prodotti occidentali, vengono assaltati i palazzi delle ambasciate e dei consolati occidentali, bruciate le bandiere dei paesi che hanno mostrato e pubblicato le vignette, ecc. Azioni che sinceramente, se pur violente, possono rientrare nella “sfera di comprensione” come azioni politiche già viste ormai troppe volte in quelle zone. Il fattore che si è aggiunto ad aggravare la situazione è quello dello scontro religioso. Chiese bruciate, preti assassinati e caccia al cristiano sono eventi che hanno alzato i toni dello scontro e che credo debbano far prendere posizione a tutti noi. Non possiamo accettare atti simili. L’occidente accoglie ogni giorno migliaia di clandestini che scappano dalla loro patria per cercare chissà quale fortuna in questa parte di mondo. Vengono sfamati, dissetati, vestiti. A quelli che riescono ad ottenere un permesso regolare viene dato un sussidio, una possibilità che spesso viene ripagata diventando parte integrante di attività criminali. Pretendono e ottengono diversità di trattamento sul posto di lavoro, rispettati i momenti di preghiera, vengono cambiate le abitudini alimentari nelle mense delle scuole, qualcuno ha persino gettato il crocefisso fuori dalla finestra perché si sentiva offeso da quel “corpo tutto nudo”, chiesta la rimozione anche da ospedali e tribunali… Quando arriverà il momento di dire basta? Anche il Papa Benedetto XVI ha invitato a non oltrepassare i limiti della tolleranza. L’europa (scritta in minuscolo volutamente) e l’Italia sono fondate, volenti o nolenti, su radici cristiane, già troppo spesso dimenticate. Non possiamo permetterci di perdere completamente la nostra identità a causa di fanatici seminatori di odio che a quanto pare, viste certe sentenze di tribunali italiani, stanno trovando terra fertile tra i seguaci di una pace a senso unico. Io non ci sto. La Pace non si costruisce con cortei multicolore dove la parola Libertà viene confusa con libertino, dove si alzano fiamme dalle bandiere israeliane e americane, dove si sventolano quelle palestinesi e iraniane o dove si urla “dieci, cento, mille Nassirya”. La Pace, quella vera, si ottiene con il sacrificio degli eroi, con il dialogo e soprattutto con la voglia di cambiare. Non è più possibile accettare condizioni dai terroristi, non è più tollerabile porgere l’altra guancia quando i rappresentanti della nostra chiesa vengono uccisi senza pietà. Non possiamo dimenticarci che la Libertà in cui viviamo non è stata regalata, bensì è stata conquistata da persone che hanno sacrificato la propria vita, è stata a noi concessa grazie al sacrificio di persone come i ‘Ragazzi del ’99’ che spesso leggiamo nelle targhe di vie e piazze e che pochi si chiedono cosa significhi. E’ facile scendere in piazza e chiedere la pace nel mondo, se bastasse questo potremo fare cortei perché esca il sole o cada la neve. Se ci limitiamo a questo non otterremo niente di concreto. Dobbiamo innanzitutto ricercare l’orgoglio di essere cristiani, credere in quella che è la famiglia di Dio e soprattutto avere il coraggio di distinguere il bene dal male; confondere le due cose perché si ha paura di essere visti come cattivi o razzisti comporta solo il rafforzamento del vento che soffia sul fuoco dell’odio. |
|
Tratto dal sito di FI... Francesco Rutelli dovrà risarcire al Comune di Roma le spese sostenute per gli stipendi di vari consulenti esterni all’amministrazione, assunti durante il suo mandato di sindaco a partire dal 1993. Lo ha deciso la Cassazione, confermando il giudizio di responsabilità contabile emesso nel 2002 dalla Corte dei Conti, secondo cui il sindaco poteva utilizzare il personale interno all’amministrazione comunale.
|
|
Libertà, emancipazione, autonomia, … ideali che il popolo femminista in anni non così lontani hanno preso come obbiettivi primari per non essere più considerate inferiori ai propri mariti e compagni. Dalla minigonna, primo simbolo di indipendenza femminile, di strada ne è stata fatta molta. In questi anni le donne hanno dimostrato di saperci fare veramente, in casa come al lavoro, ricoprendo cariche importanti sia nel settore pubblico sia in quello privato. Personalmente credo che questo sia un bene per l’intera comunità anche se questo vuol dire ritrovare davanti al banco del frigo del supermercato un numero sempre maggiore di uomini che discutono sulle qualità di un prosciutto crudo rispetto a uno cotto! A parte gli scherzi, scrivo questo articolo dopo aver letto sul sito del “Corriere della Sera” un articolo che mi ha lasciato senza parole e che riassumo brevemente: |
|
La democrazia nel mondo potrebbe essere considerata come un traguardo a cui mirare per tutti i popoli e tutti i governi. Fino ad oggi questa parola è stata sinonimo di libertà per tutti coloro che, come noi, vivono in essa. In questi giorni però è successo democraticamente quello che forse pochi si auguravano. |
|
Post n°30 pubblicato il 27 Gennaio 2006 da griggioclaudio
|


Inviato da: minsterr999
il 25/03/2009 alle 09:29
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 08:27
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 06:40
Inviato da: toorresa
il 25/03/2009 alle 03:46
Inviato da: volandfarm
il 25/03/2009 alle 03:17