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ma5247
   
Un blog creato da ma5247 il 22/01/2008

il paradiso perduto

Un soffio di vento leggero sfoglia le pagine di un libro di vita...

 
 
 
 
 
 

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'A FENESTA 'E NAPULE

'A fenesta 'e Napule
Chest'è 'a fenesta 'e Napule,
stasera st'arapenne,
'e faccia stà 'o vesuvio
che ancora sta durmenno

E scitete vesuvio,
fancella st'allummata,
caccia dà dint'all'anema,
stu fuoco tuie stutato!

'O fuoco tuoie è 'o popolo ,
stasera io 'o rappresento,
comme me sento umile,
annanze a chesta gente!

Chi sò? Pullecenella!
Io stesso nun 'o ssaccio!
Chi sò popolo bello!
Venite 'int'a sti braccia!

Ve tengo dint'allanema,
ve tengo dint'o core!
Chest'è 'a fenesta 'e Napule,
carissimo lettore

 
 
 
 
 
 
 

PULCINELLA

 
 
 
 
 
 
 

TROISI

 
 
 
 
 
 
 

PREMIO

 
 
 
 
 
 
 

GRAZIE MAMMA

Grazie Mamma
*
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma. 

 

 
 
 
 
 
 
 

FOTO3

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

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'A MAMMA

'A MAMMA

Chi tene 'a mamma si che furtunato,
pecché na mamma vale nu tesoro
nun 'mborta ca tenesse pate é ssore
à mamma é n'ata cosa,
na cosa eccezzionale difficele a spiegá.
Essa ca sempe veglia, essa ca spia sempe,
essa ca sape tutto, senza l'addumanná .
'A mamma è na gendarma ca patria nun pó dá,
e quanne sta' in pericolo a primma che si chiamme
é sempe chella llá.
'A mamma é na putenza a nun puté emitá,
a mamma na sapienza ca l'arte nun pó fá.


 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

DONNA PIANTO

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

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Il legno inutile

Post n°3764 pubblicato il 21 Novembre 2009 da ma5247
 

Ulivo-delle-Madonie.jpg

In un angolo sperduto del mondo, nel folto di una foresta

fittissima, c'era una scaletta. Era una semplice scala a pioli,

 di vecchio legno stagionato e usurato.
Era circondata da abeti, lanci, betulle. Alberi stupendi.

 Là in mezzo sembrava davvero una cosa meschina.
I boscaioli che lavoravano nella foresta, un giorno,

 arrivarono fin là. Guardarono la scala con

commiserazione: "Ma che robaccia è?" esclamò uno.
"Non è buona neanche da bruciare" disse un altro.
Uno di loro impugnò l'ascia e l'abbatté con due colpi

ben assestati. Venne giù in un attimo. Era davvero

 una cosa da niente. I boscaioli si allontanarono ridacchiando.
Ma quella era la scala su cui ogni sera si arrampicava

 l'omino che accendeva le stelle.
Da quella notte il cielo sulla foresta rimase senza stelle.

C'è una scala anche dentro di te. Paragonata alle

 tante cose che ti vengono offerte ogni giorno é

un niente. Ma è la scala che serve per salire ad

accendere le stelle nel tuo cielo.
Si chiama preghiera.

fairy

 
 
 

Lettera a un’amica con un male incurabile

Post n°3763 pubblicato il 20 Novembre 2009 da ma5247
 

Cara amica,
mi hai chiesto che cosa possa significare per te

la felicità, per te che porti nel tuo corpo un

 male incurabile, dato che ti esorto

continuamente a cercare di essere felice.
Forse pensi che sottovaluti il tuo male,

che lo prenda un po’ troppo alla leggera.
Effettivamente, la circostanza che esso

non ti abbia recato dei veri dolori fisici,

che non ti abbia eccessivamente debilitato,

 che non ti abbia tolto neppure un poco

 di lucidità; il fatto, soprattutto, che tu sia riuscita -

 per una tua libera scelta - a tenerlo nascosto

 a tutti quanti, e ai medici per primi,

potrebbe indurre a questo errore

di sottovalutazione.
Ma io non lo sottovaluto: e so che, se tu e

lui vi siete adattati a convivere quasi da

 buoni amici - lui evitando di tormentarti

con inutili sofferenze, tu astenendoti

 dall’aggredirlo con le solite terapie massicce

 ed invasive -, ciò non significa che la tua

anima non venga sottoposta a una tensione

 notevolissima, tanto più nella situazione

di solitudine psicologica e affettiva nella quale

 ti sei venuta a trovare.
E nemmeno ti starò a raccontare la solita

 banalità che tutti dobbiamo morire e che

anch’io, che in questo momento scoppio

di salute, domani stesso, o magari fra

mezz’ora, potrei andare all’altro mondo,

finendo sotto le ruote di un camion, o in

 una maniera anche meno drammatica,

ma - se possibile - perfino più stupida, per

 esempio con la testa fracassata dal

proverbiale vaso di fiori caduto da

qualche terrazza.
Quelle sono tutte balle, naturalmente.
Perché è diverso sapere che si morirà presto,

 oppure che si morirà - presumibilmente -

 fra parecchio tempo.
Oppure  no?
Forse ti avrà colpito il fatto che non ti tratto,

né ti ho mai trattato, da malata. Non ti

 faccio sconti, qualche volta ti maltratto

come se tu stessi benone, come se in

questa amicizia ci fosse ancora chissà

quanto tempo.
Forse hai pensato che sono insensibile e

 che sottovaluto il tuo problema; altrimenti,

dovrei rendermi conto che non è il caso di

 maltrattare una persona con la quale

potrebbe non esserci il tempo di spiegarsi,

 di chiarirsi, di fare la pace.
Invece, non lo sottovaluto affatto;

 semplicemente, penso che un quel genere

di problemi non ci riguardi.
Tu se qui; io sono qui: questo è ciò che

 importa. Tutto il resto sono storie, sono

 illusioni e timori che non ci riguardano per nulla.
«Ma io sto morendo.»
«E cosa vorresti dire con ciò?»
«Che mi resta solo poco tempo.»
«Poco tempo, per fare che cosa?»
«Per vivere».
«Non è vero.»
«Come sarebbe, non è vero?»
«Il tempo per vivere non è mai poco,

 se si acquisisce la consapevolezza e se

ci si risveglia.»
«Ma risvegliarsi da che cosa?»
«Da quel brutto sogno che quasi tutti

chiamano vita, mentre è solo il groviglio

arruffato di illusorie paure e illusorie speranze.»
«Ma come: proprio tu mi parli male della

vita? Tu che dici sempre che la vita è

bellissima, che dobbiamo vivere aspirando

alla felicità?»
«Appunto, aspirando alla felicità. Ma non

come a qualcosa che, per definizione, non

potremo mai raggiungere. Anch’io, in passato,

 sono incorso in questo errore. Poi, mi sono

 risvegliato: e ho capito.»
«Che cosa hai capito?»
«Che la felicità è la gioia di essere qui, ora,

 in questo preciso istante.»
«Ma a me resta poco tempo, restano troppo

pochi istanti: capisci?»
«Sei tu che non capisci. L’istante non è tempo,

 è assenza di tempo. L’istante è fuori del

tempo, è un’altra cosa. È qui e ora:

 illuminazione allo stato puro, se ne

 siamo consapevoli.
Le persone dormono e credono di essere

sveglie, credono di vivere. Ma non è vero.

 Sono addormentate, e quindi non vivono

 affatto. È come se fossero già morte.»
«Però la morte fisica, è un’altra cosa.»
«E tu come lo sai? Te lo ha detto qualcuno?

Ne hai fatto l’esperienza? Si direbbe di no,

dal momento che sei qui e mi stai parlando.

 E allora, perché vuoi essere morta prima

del tempo?»
Ecco, cara amica, è proprio questo

 ciò di cui ti voglio parlare oggi.
La paura di morire ci fa morire prima

del tempo.
Io so che tu non hai paura, però credi di

avere ancora poco tempo da vivere: è la

 stessa cosa. Per una persona risvegliata,

 illuminata, e perciò consapevole, per una

persona viva, il tempo non è mai poco,

 perché lei si trova già FUORI DEL TEMPO.

 Il tempo della felicità è l’istante, e l’istante

 è fuori del tempo, è assenza di tempo.
Tu sei triste pensando al passato, a tutti i

dolori e a tutte le fiere delusioni che la

vita non ti ha risparmiato. Sei triste perché

pensi di aver sofferto troppo.


Io credo che ti sbagli; e ritengo, al contrario,

che tu non abbia sofferto ABBASTANZA.

Se tu avessi sofferto a sufficienza, saresti

 arrivata al punto di dire: «Basta!»; e

avresti dato una svolta alla tua vita, a

qualunque costo.
«Ma adesso è troppo tardi», mi dici. «Sono

quasi vecchia; e, per giunta, mi resta poco

 da vivere. Posso solo prepararmi ad andarmene serenamente.»
Strano ragionamento. Il tuo modo di pensare

 mi ricorda uno che abbia digiunato per tutta

la vita e che, arrivato ormai verso la fine, dica:

 «Lasciatemi in pace tutti quanti, adesso,

perché devo prepararmi a digerire come si

deve!». Ma che cosa vuoi che digerisca, se

non ha messo niente nello stomaco da

chissà quanto tempo?
Mia cara, sei piena di rimpianti, che non

servono a nulla, e di rimorsi, che ti tormentano

 con i loro fantasmi irreali.
Sì, irreali: il passato è passato, e tu ora sei

qui, che ti piaccia o non ti piaccia. Non puoi

farci niente, non dipende da te.
Da te dipende una cosa sola, e questa la

 puoi fare: aprire gli occhi e risvegliarti, e

dire a te stessa: «Sono viva e voglio

essere felice».
Come si fa ad essere felici?
Scoprendo se stessi, riconoscendo se stessi.
Si trascorrono anni e decenni in compagnia

di uno straniero, di uno sconosciuto, più o

 meno frustrato e amareggiato: e quello

 sconosciuto siamo noi. Non ha mai avuto

 fiducia in se stesso, si è sempre preoccupato eccessivamente di quello che gli altri

pensavano di lui.
E così, per far contenti gli altri e mettere a

 tacere i propri sensi di colpa, lo sconosciuto

si è sacrificato.
Giorno dopo giorno, anno dopo anno. Per

 tutta la vita.
Ma adesso arriva un rompiscatole e ti dice:

«Basta dormire! Hai dormito abbastanza.

 Ora è giunto il momento di svegliarsi, di

aprire gli occhi.»
Tu non vorresti, hai paura.
Ti sei affezionata alle tue sicurezze, alle tue

comodità di disperata. Hai vissuto in

una tranquilla disperazione - ci stavi così

 bene, dopotutto: una bella nicchia calda dove autocommiserarti e piangere di nascosto,

 in santa pace. E intanto, ti consolavi

pensando all’altra vita.
Ma che cosa importa l’altra vita, se non si

è capaci di vivere bene QUESTA vita?
Per vivere bene questa vita, bisogna spogliarsi

delle false sicurezze e aprirsi alla vita,

 mettersi in gioco.
«E vuoi che lo faccia proprio io, che mi

 trovo in queste condizioni?»
Sissignora: non hai voluto farlo prima;

puoi farlo adesso.
Non è MAI troppo tardi. L’illuminazione,

 che a sua volta dona la consapevolezza,

 è fuori del tempo. La si può ricevere

anche un istante prima di morire; ed

è l’esperienza di gran lunga più importante

 che sia concessa ad un essere umano.

 Quella che, appunto, conferisce un profondo

significato al fatto di aver vissuto.
Se si trattasse di un bene materiale, sarei

d’accordo con te: che senso può avere

mettere le mani su un tesoro, se si ha un

 tumore maligno? Non ci sarebbe più il

 tempo per goderselo.
Ma l’illuminazione, il risveglio, non sono

beni materiali: sono il bene spirituale per

eccellenza.
E il bene spirituale non è nel tempo, non

appartiene al tempo; non si ha bisogno

di tempo per goderlo.
Il bene spirituale è veder cadere le mura

della prigione in cui si è vissuti, e lasciarsi

inondare dalla luce.
È meraviglioso.
È questo, che io chiamo la felicità.
Vedere gli alberi, le case, il celo, la terra,

 e sentire che tutto è come dev’essere,

che tutto è pervaso di luce e di amore.
Ed è meraviglioso.

 

 
 
 

L'eclisse sensato

Post n°3762 pubblicato il 20 Novembre 2009 da ma5247




L’eclisse sensato e sentito
non è nella febbre dei sensi
che si logorano e si consumano


 
Non è nel possesso del corpo


 
Ma nella passione
completa
di tutto il proprio
 soffio vitale


 
Nel sacrificio
di tutto il proprio
 essere
 


Nell’annientamento
di tutto se stesso
egoista
in favore anche
dell’altro
 


Ed è così
che in questo
eclisse
vi è uno che eclissa
 di più
e l'altro che si
 lascia eclissare


 
Ma vi è sempre uno
 dei due
che eclissa meglio
e dona tanto intorno
 a sé
 



Che anche l'altro
a poco a poco
è attratto da questo
 eclisse
nel quale vi è
certamente il riflesso
di un’umanità migliore
solo chi non comprende
è veramente cieco
anche se passa
per le vie del mondo
con occhi ben aperti


 
 
 

buona giornata a tutti

Post n°3761 pubblicato il 20 Novembre 2009 da ma5247

Non ci crederete!  Un pallido raggio di sole ha illuminato per

un momento questo post.
Che meraviglia!! Lo condivido con voi questo raggio di sole

che oggi  sembra una benedizione!

buona giornata a tutti


 
 
 

buona serata a tutti

Post n°3760 pubblicato il 19 Novembre 2009 da ma5247

E' ormai giunta  notte....

il cielo è ormai scuro,

 le stelle ben visibili,

lì su a splendere per noi.

 Sono ben visibili

tutte luccicanti

sembrano parlarci

ognuna

con un "consiglio" da darci

ma ormai è notte

è tempo di

raggiungere Morfeo fra le sue braccia

 e farsi cullare

 è tempo di

 lasciarsi andare al mondo dei sogni

si sognare sempre

 e comunque

per quanto è necessario

essere realisti nella vita

 ogni tanto

abbiamo bisogno

di ritagliarci del tempo per sognare

perché in fin dei conti

non ci fa male

stare sospesi su in aria per un po’

ma solo un po’

senza eccedere

e allora sogniamo

perché

 ci si sente liberi quando lo si fa

serena notte

a tutti

Dolce Notte

 
 
 

Donna - Uomo e i loro passi

Post n°3759 pubblicato il 19 Novembre 2009 da ma5247
 



Nella donna ben spesso c’è un’anima
che affiora all’esistenza terrena
satura di luminosità d’eclisse
 


Che deve costituire l’atmosfera
di un piano superiore
a quello dove gli uomini
muovono i loro passi
 


Poiché essa eclissa sempre
oltre gli orizzonti maschili
la donna è più vicina dell’uomo
al suo destino

 
Essa lo intuisce
con maggior rapidità
e lo identifica
tra mille altri

 
Lo sigilla del suo possesso
con una logica che è
più facilmente istinto
 


E’ nel silenzio che
guardandosi negli occhi
a volte sino ad un pianto
di dolcezza infinita
sembrano scrutare gli orizzonti
dove forse
si sono già incontrati un giorno

 
Chissà dove
chissà come
chissà quando

 
Se lo sguardo dell’uomo
serba ancora qualche bagliore
di desiderio carnale
lo sguardo della donna
è già composto
di una dedizione spirituale

 
E molto prima di dare il suo corpo
ha già donato l’anima
perché la donna è questa
e non quella che cerca il proprio destino.

 
 
 

Riflessi di sole

Post n°3758 pubblicato il 19 Novembre 2009 da ma5247

Mentre passeggiavo una sera con un mio amico, da una discarica

 illuminata dagli ultimi raggi d'un sole rosso, rosso, il nostro occhio

restò colpito da una fonte luminosissima, quasi un prisma gigante

che mandava luce a raggiera. Incuriositi, ci avvicinammo a quell'oggetto straordinariamente risplendente. Era un frammento di uno

specchio fatto a pezzi e gettato tra i rifiuti.

Abbiamo colto l'importanza di stare sempre e comunque al sole.

Uno specchio, bello o brutto, piccolo o grande, intero o spezzato

 che sia, quando sta al sole, desta sempre stupore; non può riflettere

 che il sole. Ogni riflesso allora risulta una meraviglia. Se pensassi

a chi sono io, mi sorprenderei dei risultati ottenuti. Gli effetti

 supererebbero di gran lunga la causa. La causa non è lo specchio,

 mala potente luminosità del sole. Al sole tutto acquista

significato e importanza: anche la pochezza o la nullità dello

specchio che se si mette a disposizione del sole, diventa

 importante tanto da essere scambiato per lo stesso sole.
Risulta addirittura positivo, per lo specchio che sta al sole,

l'essere ridotto a mille pezzi, perché ogni pezzo riflette il sole

 e da quello che in origine era un solo specchio vengono irradiati

 mille riflessi di luce.
Credere all'amore di Dio è vivere immersi nella luce: stare al sole è

creare meraviglia là dove si è, così come si è. Guardando il sole

 riflesso non si bada più allo specchio o alla sua qualità, ma si

 beneficia della luce e degli effetti salutari del sole.
Ogni creatura che sta al sole diventa subito riflesso del sole

e benefattrice delle altre creature che ancora non hanno

conosciuto il sole, ma ne siano indirettamente irradiate.

Mi disse allora l'amico: ti ringrazio di questa bellissima

metafora del sole e dello specchio in frantumi. Finora mi

sono sempre rammaricato con Dio di come mi sono ridotto con le mie incorrispondenze. Mi sono spesso sentito un'anima a pezzi.

 Ho sempre guardato lo specchio della mia anima all'ombra del mio

modo di vedere, di valutare cose e debolezze. Ora tu mi hai

 messo al sole dell'amore di Dio, partecipe del gaudio del

suo gioioso perdono. E mi glorierò del mio specchio, infranto,

 ma esposto continuamente al sole, anche in una discarica,

 affinché ogni pezzetto rifletta il sole intero per coloro che vivono

 ancora all'ombra della loro poca fede.

Mi hai insegnato a ringraziare il sole per i riflessi di luce che

mi manda a raggiera da ogni fratello, dall'umanità frantumata.

 È meraviglioso essere una raggiera per gli altri e godere che

 gli altri lo siano per noi.

 
 
 

Ninna nanna..buonanotte a tutti

Post n°3757 pubblicato il 18 Novembre 2009 da ma5247

E'arrivata quatta quatta

per i sogni è sempre adatta

come sempre ho il mio orsacchiotto

ha un bel nome lui è "Pigrotto"

abbracciati stretti stretti

salutiamo il cielo  e tutti i tetti..

ringraziamo per la vita

c'è sempre una speranza ed è infinita...

che tutti i bimbi dormano sereni

sognando stelle, cavalli e d'oro i treni..

che tutti i grandi sian come loro

non dimenticate mai di dire "io ti adoro".. 

che la notte vi faccia da coperta

e che il doman sia sempre una scoperta..

perdonate questo saluto in una rima

ma io son una fata..quella di prima..

ci vediamo al sorgere del sole

tra prati verdi e spumeggianti viole..

adagiate la guancia sul cuscino..

un angelo è lì..a voi così vicino..

fate una carezza al buio

della stanza..

lui vi sorriderà e donerà

 speranza..

l'importante è che siamo

 ancora insieme...

non dimenticatelo..

io vi voglio bene...

Dolce notte anime belle...

nel cielo della vita

voi siete le mie stelle..

Niente paura del domani..

un mio pensiero per voi..

serena notte a tutti

 

 
 
 

QUESTA NOSTRA VITA

Post n°3756 pubblicato il 18 Novembre 2009 da ma5247
 

Lucyromantique20720mamie.gif kit lucy mamie picture by lucy57_albums

 
Come una strada di luce
come una stella cometa
che rallegra ed illumina
questa nostra vita
che scorre dolcemente
come un fiume al mare
che diventa goccia di un oceano
e porterà il sorriso
ad ogni alba e tramonto
che vedranno occhi innamorati
verso la fine di un giorno
o l'inizio di uno nuovo
perché la vita
è solo un sorriso sincero
dentro occhi che sanno vedere
ogni piccolo gesto
ogni piccolo attimo felice.

Lucy25LIBERTY20mamie.gif kit lucy mam... picture by lucy57_albums

 
 
 

L'ESEMPIO

Post n°3755 pubblicato il 18 Novembre 2009 da ma5247

L%27Eremita.jpg

Un eremita vide una volta, in un bosco, uno sparviero.

 Lo sparviero portava al suo nido un pezzo di carne: lacerò

 quella carne in tanti piccoli pezzi, e si mise a

 imbeccare anche una piccola cornacchia ferita.
L'eremita si meravigliò che uno sparviero imbeccasse

 così una piccola cornacchia, e penso: "Dio mi ha

mandato un segno. Neppure una piccola cornacchia

ferita viene abbandonata da Lui. Dio ha insegnato

 addirittura ad un

 feroce sparviero a nutrire una creaturina d'altra

 razza, rimasta orfana al mondo. Si vede proprio che

 Dio dà il necessario a tutte le creature: e noi,

invece, stiamo sempre in pensiero per noi stessi.
Voglio smetterla di preoccuparmi di me stesso! Dio

 mi ha fatto vedere che cosa devo fare. Non

 mi procurerà più da mangiare! Dio non abbandona

nessuna delle sue creature:

 non abbandonerà neanche me".
E così fece: si mise a sedere in quel bosco e non si

 mosse più di là: pregava, pregava, e nient'altro.

 Per tre giorni e per tre notti rimase così, senza bere

 un sorso d'acqua e senza mangiare un boccone.

 Dopo tre giorni, l'eremita s'era tanto indebolito,

 che non era più capace d'alzare la mano.
Dalla gran debolezza, s'addormentò. Ed ecco apparirgli

 in sogno un angelo. L'angelo lo guardò accigliato

e gli disse: "Il segno era per te, certo. Ma perché

tu imparassi ad imitare lo sparviero!".

A questo punto Gesù domandò:
"Secondo te, chi di questi tre si é comportato

come prossimo per quell'uomo che aveva

incontrato i briganti ?"
Il maestro della legge rispose:
"Quello che ha avuto compassione di lui".
Gesù allora gli disse:
"Va'e comportati allo stesso modo" (Luca 10,36-3 7).
Troppo facilmente ci mettiamo dalla parte di chi

deve ricevere. Per Gesù, noi siamo

 quelli che devono dare.

UN SERENO BUONGIORNO A TUTTI

TRANSITIONS-1.gif picture in DESIGNS

 
 
 

buona serata a tutti

Post n°3754 pubblicato il 17 Novembre 2009 da ma5247
 

tastiera

eppure quanti momenti ad essa sono legati
quanti pensieri ha trasmesso colorando
il monitor di parole
quante emozioni ha saputo inviare

tramite desideri

dettati dal cuore…
A guardarla

 sembra solo una serie di lettere
e di segni messi in fila

 ma invece

quante  espressioni sono uscite

 da questo alfabeto…
Momenti magici

che anche se virtualmente
hanno lasciato un segno…
una gioia negli occhi
 per descrivere il mio pensiero 

 fisso a lungo questi tasti
i quali le mani hanno timore di premere
Altre volte invece

 le dita scivolano via come
note danzanti in un cielo libero…
Una semplice tastiera

 eppure

 compagna di tanti miei giorni

e farlo volare all’infinito

 chissà dove…


…forse senza destinazione…

buona serata a tutti

un sorriso nel cuore

una carezza all’anima

 un pensiero triste


un’emozione indimenticabile…


A volte

in silenzio

 
 
 

DELIRIO E MIRAGGIO

Post n°3753 pubblicato il 17 Novembre 2009 da ma5247



Le vie sono impervie
quando gli ostacoli
inducono ad una resa dei passi
 


Imprecano di sostare
finché la vista
possa riacquistare
quel delizioso scoprire
ancora un tenue bagliore

 
Le gambe sostengono
corpi mezzi solidi
e mezzi liquidi
orami così grevi nel loro
Dolce Stil Novo oscillante

 
Sono passi che scivolano
sotto una marea
di occhi distratti
indaffarati a vedere
quello che non possono vedere

 
Solo l’angelo
è libero di volare e vedere
spiando curioso
tra un’anima e l’altra
senza timore di esser visto

 
Gli occhi fissano
un miraggio
una parvenza irraggiungibile
se non a tentoni
in zone semibuie
ed insicure

 
Delirio e miraggio
così patetico ed inutile
per chi fa della sua età
un mezzo per poter camminare
senza aver imparato
a stare in piedi

 
 
 

buona giornata a tutti

Post n°3752 pubblicato il 17 Novembre 2009 da ma5247
 

Restituiscimi all'infanzia,

Signore, fa' che

ritorni fan­ciullo, al

sapore vero delle cose,

al gusto del pane e

del­l'acqua. Il tempo ha

 limitato i sensi fino a

renderli im­passibili.

Signore, salvami

dall'indifferenza, da questa

 anoni­mia di uomo adulto.

 E il male di cui soffriamo

senza averne coscienza.

Esso è la morte di ogni

religione e di ogni possibilità

 lirica per la

creazione; l'indifferenza

 e l'assenza

dello spi­rito sono la

 causa della nostra schiavitù e

decadenza.

Quando un popolo è

 indifferente, allora sorgono

le dittature e l'umanità

diventa un gregge solo,

appena una turba

 senza volto; allora il bene è

uguale al male; il sa­cro

 uguale al profano;

 e l'amore è unicamente

piacere, un male il sacrificio,

un peso la libertà e la ricerca.

Signore, salvami dal

 colore grigio dell'uomo adulto

e fa' che tutto il popolo

sia liberato da questa

 senilità del­lo spirito.

Ridonaci la capacità di piangere

e di gioire; fa' che il popolo

 ritorni a cantare

nelle tue chiese.

Ti chiedo occhi puri e

 mani delicate per

vederti e sen­tirti,

nascosto nei giorni e nelle notti.

 Che io abbia an­cora

la percezione del mistero vivo

e tremendo della

vi­ta e della morte.

Bonne journée

Good morning

 
 
 

Tutto è un dono

Post n°3751 pubblicato il 16 Novembre 2009 da ma5247

Se vuoi vivere in armonia con il mondo..


ogni giorno, ringrazia il buon Dio


 della tua serenità.


Regala un sorriso


a chi l'ha perso per dolore.


Se lungo la strada


incontri degli ostacoli,


rafforza il coraggio


per superarli. C'è la farai!


Uomo vivi il tuo dì come


se fosse l'ultimo, prima di


attraversare l'altra sponda...


Raccogli energia


per ravvivare la mente.


E nel tuo cuore tieni sempre acceso


la fiamma dell'amore ti servirà


ogni qualvolta sentirai freddo...


***


Conserva lo stupore nei tuoi occhi


per ogni dono ricevuto,


perchè nulla ti è dovuto..


tutto è grazia, tutto è segno e indice d'amore...


la rosa del saluto che ti giunge da lontano


possiede un profumo che ti accarezza il cuore..


 quando ti assale il sospetto di essere solo un

 volto senza tratti,


 sperduto fra il traffico delle metropoli affollate,


basta un pensiero, un trillo,


uno squillo per darti singolare identità..


esisti, e ami, e tutto raccogli nel mare del tuo

 spirito sconfinato, che accoglie e si dona

 continuamente,


senza posa, come il sorriso di una

improvvisa rosa...


 che da abissali distanze ti raggiunge..


e ti strappa un sorriso dallo sguardo...


 prima appannato dalla malinconia...


 è necessario che si conservi la meraviglia

per Ogni cosa....


nulla è dovuto.. tutto è dono.

 
 
 

Due blocchi di ghiaccio

Post n°3750 pubblicato il 16 Novembre 2009 da ma5247

ORSO.jpg

C'erano una volta due blocchi di ghiaccio. Si erano formati

durante il lungo inverno, all'in­terno di una grotta di tronchi,

rocce e sterpa­glie in mezzo ad un bosco sulle pendici di un monte.

Si fronteggiavano con ostentata reciproca in­differenza.

 I loro rapporti erano di una certa freddezza. Qualche

«buongiorno», qualche «buonasera». Niente di più.

Non riuscivano cioè a «rompere il ghiaccio».

Ognuno pensava dell'altro: «Potrebbe anche venirmi incontro».

 Ma i blocchi di ghiaccio, da soli, non possono né andare

né venire. Ma non succedeva niente e ogni blocco di

ghiaccio si chiudeva ancor di più in se stesso. Nella grotta

 viveva un tasso. Che un giorno sbottò: «Peccato che ve ne

dobbiate stare qui. È una magnifica giornata di sole!».

I due blocchi di ghiaccio scricchiolarono pe­nosamente.

Fin da piccoli avevano appreso che il sole era

 il grande pericolo. Sorprendentemente quella volta, uno

 dei due blocchi di ghiaccio chiese: «Com'è il sole?».

«È meraviglioso... È la vita» rispose imbarazza­to il tasso.

 «Puoi aprirci un buco nel tetto della tana... Vor­rei vedere il sole...»

disse l'altro. Il tasso non se lo fece ripetere. Aprì uno

 squarcio nell'intrico delle radici e la luce calda e dol­ce

 del sole entrò come un fiotto

 dorato. Dopo qualche mese, un mezzodì, mentre il so­le

intiepidiva l'aria, uno dei blocchi si accorse che poteva

 fondere un po' e liquefarsi diven­tando un limpido rivolo

 d'acqua. Si sentiva di­verso, non era più lo stesso blocco

di ghiaccio di prima. Anche l'altro fece la stessa meravi­gliosa

 scoperta. Giorno dopo giorno, dai bloc­chi di ghiaccio

sgorgarono due ruscelli d'acqua che scorrevano all'imboccatura

 della grotta e, dopo poco, si fondevano insieme

formando un laghetto cristallino, che rifletteva il colore del cielo.

I due blocchi di ghiaccio sentivano ancora la loro freddezza,

 ma anche la loro fragilità e la loro solitudine, la preoccupazione

 e l'insicu­rezza comuni. Scoprirono di essere fatti allo stesso

 modo e di aver bisogno in realtà l'uno dell'altro. Arrivarono

due cardellini e un'allodola e si dis­setarono. Gli insetti

 vennero a ronzare intorno al laghetto, uno scoiattolo dalla

lunga coda morbida ci fece il bagno.

E in tutta questa felicità si rispecchiavano i due blocchi

 di ghiaccio che ora avevano trovato un cuore.

A volte basta solo un raggio di sole. Una parola gen­tile.

 Un saluto. Una carezza. Un sorriso. Ci vuole co­sì poco a

fare felici quelli che ci stanno accanto. Allo­ra, perché non

lo facciamo?

buona giornata a tutti

petit-dejeuner-oup2.jpg picture by lucy57_albums

 
 
 

SERA

Post n°3749 pubblicato il 15 Novembre 2009 da ma5247
 


 
È l'ora in cui s'ode tra i rami
La nota acuta dell'usignolo;
È l'ora in cui i voti degli amanti
Sembrano dolci in ogni parola sussurrata
E i venti miti e le acque vicine
Sono musica all'orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore
E in cielo sono spuntate le stelle
E c'è sull'onda un azzurro più profondo
E nei Cieli quella tenebra chiara,
Dolcemente oscura e oscuramente pura,
Che segue al declino del giorno mentre
Sotto la luna il crepuscolo si perde.

George  Byron

 
 
 

BUONA DOMENICA A TUTTI

Post n°3748 pubblicato il 15 Novembre 2009 da ma5247

PER UNA FELICE DOMENICA...

A B B R A C C I A T I...!!!

Ama tutti, credi a pochi e non far del male a nessuno.

La terra ha musica per coloro che ascoltano.

Presta a tutti il tuo orecchio, a pochi la tua voce.

Gli uomini dovrebbero essere quello che sembrano.

Lascia di quando in quando per me qualche

sorriso, e ne avrò vita

William Shakespeare

 
 
 

buona serata a tutti

Post n°3747 pubblicato il 14 Novembre 2009 da ma5247

 
 
 

IL PONTE: racconti di Bruno Ferrero

Post n°3746 pubblicato il 14 Novembre 2009 da ma5247

007-LO ZINGARO_small.jpg

Un contadino e il suo bambino erano in cammino verso

un paese vicino, per la fiera annuale. La strada passava

sopra un ponticello di pietra sgretolato e traballante

 per il fiume in piena.
Il bambino si spaventò. "Papà, pensi che il ponte

reggerà?", domandò.
Il padre rispose: "Ti terrò per mano, figlio mio".
E il bambino mise la sua mano in quella del padre.

 Con molta cautela attraversò il ponte a fianco di suo

padre e giunsero a destinazione.
Ritornarono che calava la sera. Mentre camminavano,

 il piccolo chiese: "E il fiume, papà? Come faremo

 ad attraversare quel ponte pericolante? Ho paura".
L'uomo forte e robusto prese in braccio il piccolino e

gli disse: "Resta qui fra le mie braccia e sarai al sicuro".
Mentre il contadino avanzava con il suo prezioso fardello,

 il bambino si addormentò profondamente.
Il mattino seguente il piccolo si svegliò e si ritrovò sano

 e salvo nel suo lettino. La luce del sole filtrava attraverso

 la finestra. Non si era neppure accorto di essere stato

 trasportato al di là del ponte, sopra il torrente impetuoso.
Questa è la morte.

Pensate... di approdare sulla riva e scoprire che

 siete in Paradiso;
di afferrare una mano e scoprire che è la mano di Dio;
di respirare un'aria nuova e scoprire che è quella del cielo;
di sentirvi rinvigoriti e scoprire che è l'immortalità;
di passare dalla burrasca tempestosa a una calma

sconosciuta;
di svegliarvi e scoprire che siete arrivati a Casa!

lucyromantique.gif Kit Lucy bea... image by lucy57_albums
 
 
 

le parole..Vezzi privati e pubbliche viltà

Post n°3745 pubblicato il 13 Novembre 2009 da ma5247

lucytigreinnas.gif kit lucy tinnad picture by lucy57_albums

Le parole...
... a volte
dispensatrici di dolcezza

a volte
abili coltelli
che lasciano il segno

a volte
coriandoli di luce
che donano serenità

a volte
piccoli petali
dalla dolce fragranza

a volte
tremendi tranelli
che propagano amarezza

a volte....

186886feka1abxx2.gif kit globe fleurs image by lucy57_albums

Il giusto dettaglio:
lo si potesse afferrare
come fosse un pendaglio
si riuscirebbe a sferrare
quel colpo secco
a ogni situazione
che ci tiene a stecco
o in sospensione.
E allora l'agire
tornerebbe spontaneo:
perfino il sentire
non sarebbe un succedaneo
di una vita imposta
dove tutto ha un prezzo
e quel che non costa
è scambiato per vezzo.


bisousdelucyyluz.gif kit bisou de lucy image by lucy57_albums
 
 
 
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Non ci è permesso sceglierela cornice

del nostro destino.Ma ciò che vi

 mettiamo dentro ...è nostro.

 
 
 
 
 
 
 
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FLAUTO

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AMICA

 
 
 
 
 
 
 

R

 

 
 
 
 
 
 
 

'A CCHIÙ BELLA

'

A cchiù bella
Tu si 'a cchiù bella cosa
ca tene stu paese,
tu si comm' a na rosa,
rosa... rosa maggese.
Sti ccarne profumate
me metteno int' 'o core
comme fosse l'essenza,

l'essenza 'e chist'ammore


 
 
 
 
 
 
 

Ò CORE

'O chiù sincero amico
Nun te meraviglià quanno te dico
ca io songo ricco senza tenè niente
pecchè tu ll'he sapè, tengo n'amico
ca me dà 'o bene suoio sinceramente

Me dà sultanto e nun me cerca niente
e dint'a casa mia pe 'nmiez'e figlie
spanne cunforto, pace e sentimente,
me sape sulo dà buone cunsiglie

E senza mmiria, senza giulusia
chiagne 'nnanze 'o tramonto 'e na staggione
e se cummove quanno na Maria
'a sente annummenà dint'e canzone

V"o giuro cu st'amico so tutt'uno
e notte e ghiuorno me fà cumpagnia
nun 'o vaco dicenno maie a nisciuno
ma è isso che m'ha scritto stà puisia

e comme dice chillu ditto antico
" Truove n'amico e truove nu tesoro"
Embè si 'o vvuò sapè chi è st'amico

è chillo ca me sbatte 'npietto .... è 'o core
!

 
 
 
 
 
 
 

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