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        <title>Scrivendo e Leggendo</title>
        <description>le mie opere per voi</description>
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        <category>Arte e Cultura</category>
        <category>Libri e Giornali</category>
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            <title>Regala un sorriso per Natale</title>
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            <description>Un pensierino per tutti coloro che in periodo di crisi non possono permettersi grossi regali, è divertente e costa poco!&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.amazon.it/Come-convivere-sport-sconosciuto-ebook/dp/B00A928EH0/ref=sr_1_4?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1355122060&amp;sr=1-4&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Invialo agli amici&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 10 Dec 2012 07:50:44 +0100</pubDate>
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            <title>Wikikulture, l'enciclopedia degli autori esordienti</title>
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            <description>&lt;span style=&quot;color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px; background-color: rgb(255, 255, 255);&quot;&gt;Parte oggi la nuova enciclopedia dedicata agli autori emergenti, WikiKulture&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px; background-color: rgb(255, 255, 255);&quot; /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikikulture.wikia.com/wiki/WikiKulture&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow nofollow&quot; style=&quot;cursor: pointer; color: rgb(59, 89, 152); text-decoration: initial; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px; background-color: rgb(255, 255, 255);&quot;&gt;http://it.wikikulture.wikia.com/wiki/WikiKulture&lt;/a&gt;&lt;br style=&quot;color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px; background-color: rgb(255, 255, 255);&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px; background-color: rgb(255, 255, 255);&quot;&gt;Questa enciclopedia, sviluppata sulla falsariga della sorella maggiore Wikipedia, dà l’opportunità a ogni autore d&lt;/span&gt;&lt;div class=&quot;text_exposed_show&quot; style=&quot;display: inline; color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 18px; background-color: rgb(255, 255, 255);&quot;&gt;i iscrivere le proprie opere, da quelle letterarie a quelle musicali, dai film ai fumetti e via dicendo. &lt;br /&gt;L’inserimento è gratuito, è sufficiente seguire le regole di &amp;quot;Politiche e linee guida&amp;quot; che potrete trovare nel menu di &amp;quot;Politiche e Linee Guida&amp;quot;, ovvero cliccando su questo link:&lt;a href=&quot;http://it.wikikulture.wikia.com/wiki/Politiche_e_linee_guida&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow nofollow&quot; style=&quot;cursor: pointer; color: rgb(59, 89, 152); text-decoration: initial;&quot;&gt;http://it.wikikulture.wikia.com/wiki/Politiche_e_linee_guida&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;in particolare fate attenzione a “I 5 pilastri” &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://it.wikikulture.wikia.com/wiki/I_5_pilastri&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow nofollow&quot; style=&quot;cursor: pointer; color: rgb(59, 89, 152); text-decoration: initial;&quot;&gt;http://it.wikikulture.wikia.com/wiki/I_5_pilastri&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;per entrare a far parte di quest'opera.&lt;/div&gt;</description>
        <category>wikikulture</category>
            <pubDate>Mon, 12 Nov 2012 16:59:36 +0100</pubDate>
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            <title>I CAVALIERI DEL PRINCIPE NERO</title>
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            <description>E' uscita la quinta parte del romanzo, ormai i giochi sono quasi fatti. Se amate le storie di amore e amicizia non potete mancare!&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.cubolibri.it/editorcatalog/?author=Monica+Valentini&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cubolibri&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href=&quot;http://www.amazon.it/s?_encoding=UTF8&amp;field-author=Monica%20Valentini&amp;search-alias=digital-text&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Amazon&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 02 Nov 2012 12:39:24 +0100</pubDate>
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            <title>I CAVALIERI DEL PRINCIPE NERO</title>
            <link>http://blog.libero.it/mglvalentini/11606418.html</link>
            <description>&lt;a href=&quot;http://www.amazon.it/cavalieri-del-Principe-Nero-ebook/dp/B009AVS822/ref=sr_1_3?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1348735942&amp;sr=1-3&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;E' uscita la terza parte!&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 27 Sep 2012 11:04:37 +0100</pubDate>
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            <title>Miss Ghiacciolo . 5° parte</title>
            <link>http://blog.libero.it/mglvalentini/11549061.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Quel San Valentino rimase memorabile, esattamentecome avevo previsto. Ma non nel modo sperato. Ogni tanto glielo ricordo e leiscuote la testa, ripetendo che in realtà aveva gradito tantissimo la sorpresa eche la sua frase era solo volta al fatto che all’epoca era impegnatissima traesami e nuovo lavoro e che non aveva avuto tempo per farmi un regalo. Ma chevolete farci? Non è colpa sua, bensì di Cupido che mi ha straziato il cuore coni suoi dardi malefici. E la sapete una cosa? Ho continuato imperterrito einnamorato a farle sorprese per il solo gusto di renderla felice. Nondimenticherò mai le nostre passeggiate per Roma, abbracciati e baciati dairaggi del sole, le nostre cenette romantiche, soprattutto i suoi rimbrottiquando sbagliavo a scrivere una parola! Però sapevo che mi amava, perché avevaimparato pazientemente a guardare le partite della Roma insieme a me, lei chenon sapeva neppure cosa fosse il calcio.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Ma se S. Valentino risultò indimenticabile, èaltrettanto vero che non dimenticherò mai la nostra prima vacanza insieme.Memorabile anche quella! In generale io ero avvezzo a trascorrere l’estate inriva al mare, insieme a Mattia e agli altri componenti della comitiva che siera formata nel corso degli anni e speravo di portarci Giulia per mostrarle lebellezze del mare siciliano. Già pregustavo le nuotate tra le scogliere,immersi tra pesci variopinti e crostacei ed ero certo che le avrebbe fattopiacere stare a contatto con gli animali che lei amava. Invece dovetti chinarla testa di fronte al suo diabolico piano: anche lei voleva mostrarmi i luoghidove era cresciuta e addusse la scusa che la Sicilia era lontana mentrel’Umbria era più a portata di mano. Così, ignaro di quello che sarebbe accaduto,accettai con entusiasmo. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Partimmo in pieno luglio, lasciandoci alle spalleuna Roma cocente, dove la temperatura raggiungeva i 40 gradi e dove la nottenon riuscivi a dormire perché le lenzuola ti si attaccavano al corpo madido disudore e ci dirigemmo in un luogo meglio refrigerato. O così pensavo. Non avevomai visto l’Umbria, non perché non mi piacesse, ma solo perché non c’era ilmare che per me, d’estate, è fondamentale. Quando giungemmo a Passignano, miresi conto che faceva caldo anche lì, a dispetto del lago dove, su dei minifazzoletti di sabbia, le persone prendevano il sole. Mi rassegnai a doverscambiare il Tirreno con il Trasimeno. Tuttavia, questa mia visione si infransenuovamente quando lei, con la sua solita gelida calma, mi fece presente che nonsaremmo andati sul lago, bensì in giro tra Umbria, Toscana e Marche! Giuro che lìper lì non compresi appieno il recondito significato di quelle apparentisemplici parole.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Che vuoi dire?- domandai con una punta di panico nella voce.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Voglio dire che qui a casa torniamo la sera, dopo che ti avrò mostratole bellezze che circondano questa terra.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Rimasi senzaparole. Le mie vacanze, dopo un anno di studi, si riducevano a un tour de forcesotto un sole abbacinante, a visitare luoghi bellissimi, indubbio, ma che ionon riuscii ad apprezzare per colpa della calura e della stanchezza. Lagiornata tipo si svolgeva così: sveglia la mattina intorno alle otto, unicomomento ancora fresco della giornata, abbondante colazione e partenza perun’amena località. Visitato questo luogo in lungo e in largo, persino il vicolocieco perché possedeva anch’esso la sua bellezza, breve sosta per un pranzo alsacco sotto il refrigerio di circa 40 gradi, il mio corpo che grondava sudorecome una fontana, e di nuovo in partenza per un'altra località. Anche quiosservare la singola pietra, perché tutto è coperto di storia, continuare adascoltare lei che ti spiega le vicende del luogo senza versare neppure una gocciadi sudore, scattare foto a ogni angolo, quindi rientrare a casa, farsi ladoccia e morire sul letto! Vi immaginate trascorrere quindici giorni così? MissGhiacciolo sprizzava euforia da ogni poro mentre mi mostrava Firenze, Arezzo,Siena, Perugia, Assisi, Urbino e chi più ne ha più ne metta. Rimaneva incantatadi fronte a una roccaforte, a un palazzo rinascimentale, a una piazza, a unachiesa romanica o ad un dipinto. Instancabile nel camminare, fresca come unarosa, come se la canicola non la sfiorasse neppure, mentre io arrancavo,sbuffavo come un cetaceo, non capivo più se mi trovassi in Umbria o in Toscana,assetato e affamato e con le visioni del mare! Quell’estate girai come unatrottola, macinai chilometri in macchina e a piedi, tanto che avevo le gambe apezzi e la testa piena di ricordi confusi. Chiaramente provai a suggerirle diallentare, di evitare di andare in giro ogni giorno fino a sera e sapete cosami ha risposto?&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ma come, non vuoi scoprire la storia di questi posti? Non ti dà ibrividi sapere che qui Annibale sconfisse i romani nella famosa battaglia delTrasimeno? Se ci fermiamo non potrò mostrarti queste meraviglie.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Me tapino! Direche ero disperato e sull’orlo di una crisi isterica era dir poco! Che me neimportava se lì ci fosse stata la battaglia del Trasimeno? A me importavarinfrescarmi dal caldo, mangiare per non collassare e riposarmi per poteraffrontare un nuovo anno con rigenerate energie! Invece mi stavo spendendo perandare a vedere luoghi che neppure nei miei peggiori incubi sarei andato avisitare! Per carità, non che non apprezzassi le bellezze nostrane, ma le avreiapprezzate maggiormente con più calma, dilazionandole nel tempo. Invece così fuuno sfinimento. Tornai a Roma morto. Giulia tornò a Roma con il sorriso sullelabbra e rigenerata per affrontare un nuovo anno. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Questo per palesarequanto lei tenesse a me. Oh, senza ombra di dubbio lei era sicura di avermifatto piacere nel mostrarmi tutte queste meraviglie e non perdeva occasione perraccontare dei giri che avevamo fatto, esaltandosi nell’ostentare le decine difoto scattate a ogni monumento. E Mattia che mi sbirciava di sottecchi,sogghignando divertito, mentre Alessia squittiva dinanzi all’immagine delpalazzo ducale di Urbino. Io so solo che quell’anno le mie agognate ferieandarono a farsi benedire e solo in autunno i miei piedi persero l’ultimavescica che ancora mi doleva. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Tuttavia, a dispetto del mio amore contro la suafreddezza, ci siamo sposati. Ma pensate sia stato facile sposarci? Ingenui!Quando già stavamo insieme da alcuni anni e constatato che il nostro rapportoera consolidato, una sera ebbi il macabro coraggio di chiederle di sposarmi. Delresto, una volta conseguita la laurea e trovato un lavoro, mi sembrava la cosapiù naturale. Avevo sempre pensato fosse il sogno di ogni donna giungereall’altare e mettere su famiglia e con il cuore in mano le feci la fatidicaproposta. Invece, contro ogni più deprimente prospettiva, lei non trovò nientedi meglio da rispondermi:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Non ci penso proprio!-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Deprimenteprospettiva? Scusate l’eufemismo. Il rifiuto categorico mi lasciò di stucco econ l’amino a pezzi. Non voleva sposarmi e questo mi suonò come un campanellodi allarme. Per quale motivo non desiderava coronare il sogno di ogni donna? Ela prima risposta che mi diedi fu che non mi amava a sufficienza. Poi sopraggiunseuna risposta ben più allarmante: c’era un altro! Vi lascio immaginare ladepressione in cui precipitai e a nulla valsero le parole confortanti diMattia. Sì, perché piangere sulla spalla del mio amico ultimamente eradiventata la routine: immaginatevi intenti a creare qualcosa di speciale inogni occasione e, sistematicamente, sentirvi dire che quel qualcosa in realtànon è nulla! A quel tempo avrei già dovuto sviluppare una corazza contro ilgelo di miss Ghiacciolo; invece no, continuavo a rimanere privo di difesecontro un iceberg. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Insomma, iniziai apensare sul serio che tra noi, tra il nostro idillio, si fosse incuneata unaterza persona. Oddio, se proprio andiamo a vedere bene, l’idillio l’avreiceduto volentieri se questo significava trovare in alternativa una donna cheavrebbe apprezzato il mio amore. Ma, torno a ripeterlo, io ero cotto, bruciatodal ghiaccio. E, povero me, lo sono ancora! Comunque, da quella rispostascaturì un evento drammatico. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Ero al lavoro e miarrovellavo il cervello nel tentativo di elaborare il gran rifiuto, quando uncollega, per distrarmi, mi invitò al bar a prendere un caffè. Purtroppo al barnon ci giunsi mai. In realtà giunsi al pronto soccorso. Sì, perché mentre io eil mio collega attraversavamo la strada, un motorino mi investì e mi fece fareun volo di qualche metro, lasciandomi privo di sensi sull’asfalto. Quello chericordo furono le sirene dell’ambulanza che mi riportarono al presente e daquel momento avvertii il dolore delle ossa fratturate. Il mio collega eraesagitato e spiegava la dinamica ai paramedici, mentre la polizia faceva irilievi tra me e il motorino a terra. Poco più in là, bianco come un lenzuolo,il ragazzo che mi aveva investito tremava per lo shock e poco ci mancasse chesoccorressero lui anziché me! Ecco: se avessi pensato un po’ più a me piuttostoche a Giulia, avrei visto il motorino e lo avrei schivato, evitandomi ledolorose fratture e le escoriazioni. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Fatto sta che alpronto soccorso mi fecero le lastre, riscontrando anche un trauma cranico e miricoverarono dopo avermi ingessato come una mummia. Be’, proprio una mummia no,però un braccio e una gamba sì. I miei genitori giunsero per primi e Giuliadopo che il mio collega l’aveva avvertita. Se non fosse stato per il traumacranico e il dolore, avrei giurato che fosse sconvolta! Figuriamoci! Eppure, dadietro gli occhiali, notai i suoi occhi lucidi, pieni di lacrime che lei sisforzava di non far uscire. Volle sapere cosa fosse accaduto e quando, un paiodi giorni dopo, incrociò il responsabile che era venuto a farmi visita escusarsi per l’incidente, quasi lo fulminò con lo sguardo. In quell’occasionepresi coscienza che il ghiaccio con il quale si corazzava era uno scogliocontro cui tutti si scornavano. Ho ancora chiara nella mente, come unafotografia, la scena che si svolse accanto al mio letto di ospedale: ilragazzo, un giovane pennellone con tanto di chiodo e capello lungo, ripiegatosu se stesso di fronte a Giulia, uno scricciolo al confronto, che lobacchettava sulla sua condotta irresponsabile. Se avessi potuto mi sarei messoa ridere, ma non mi sembrava il caso né il luogo adatto. Eppure non riesco adimenticare questo poveretto che, a detta dei canoni dell’epoca era un tipicodark metallaro punk da tenere a rispettosa distanza, rimanere senza parole,intimidito dall’arringa della mestrina occhialuta che lo sculacciava a parole.È chiaro che dopo quella visita non si fece più vivo; e chi l’avrebbebiasimato?&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Rimasi in ospedaleper un bel po’ di tempo, quindi mi spedirono a casa fino a quando non avreitolto il gesso. Dopodiché feci avanti e indietro presso una strutturaqualificata per la riabilitazione degli arti offesi. In tutto questo contestoGiulia mi rimase sempre al fianco, ove fattibile con gli impegni lavorativi.Per certo misi su qualche chilo, giacché mia madre provvide a cucinarmi ognitipo di leccornia che sapeva farmi impazzire. Se avessi atteso che fosse statamiss Ghiacciolo a cucinare... sarei morto di fame! Poverina, lei ci provava astare tra i fornelli, ma erano due entità inconciliabili: tutto quello cheriusciva a preparare, era insipido e insulso. Era riso. Provò a farmi lefettuccine ai funghi porcini, sebbene secondo me fossero solo fettuccine inbianco poiché di fungo ce n’era uno solo. Provò a fare una torta rustica con laricotta di cui vado ghiotto, ma al posto della ricotta fresca mise la ricottasalata e... vi lascio immaginare il risultato. Avrei pianto quando mi annunciòche avrebbe cucinato i piselli e mi presentò nel piatto palline nere invece cheverdi: aveva solo dimenticato i piselli sul fuoco. Per non parlare del petto dipollo all’erba cipollina! Fu bravissima a lasciar macerare il petto di pollonel latte, ma quando si trattò di mettere il tutto sul fuoco, non trovò nientedi meglio che buttare via il prezioso latte con il quale il petto di polloandava cucinato!&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Giustamente avreipotuto prendere la palla al balzo del suo rifiuto a sposarmi come una manna dalcielo, perché sfido qualsiasi uomo normale e ragionevole, praticamente sano ditesta, a voler trascorrere il resto della propria vita accanto a un ghiaccioloche, per giunta, non sa neppure cucinare! Mi sarei dovuto rassegnare a trovarmiuna donna calorosa e di buona forchetta, insomma una classica donna romana chemi avrebbe coccolato e viziato anziché trascinarmi in giro per l’Italia come sefossi ai lavori forzati; invece no. Il destino mi regalava la libertà, me ladonava su un piatto d’argento, anzi d’oro, ed io la ricusavo! Si può essere piùscemi? Mattia, che mi veniva a trovare con regolarità, mi fissava con i suoiocchiacci, come a volermi dire: te l’avevo detto! Eppure, sebbene mi trovassirazionalmente d’accordo con lui, il mio cuore non voleva sentir ragioni.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Non menzionai piùla possibilità di convolare a giuste nozze, la ferita mi doleva ancora e soloquando mi ristabilii del tutto dall’incidente, Giulia mi fece una sorpresa:aveva prenotato un fine settimana a Verona. Il mio primo pensiero fu chesarebbe stata un’ammazzata, al pari delle ferie, perché avremmo trascorso piùtempo in macchina per andare e tornare che goderci la cittadina. Però, perfarla contenta, mi mostrai felice. Insomma, felice è un termine ampolloso, matant’è. Il mio secondo pensiero fu: e cosa ci andiamo a fare nella città degliinnamorati per antonomasia? Però, da bravo fidanzatino, nascosi quest’ultimopensiero dietro un caloroso sorriso.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Così, un venerdì sera partimmo e a notte inoltratagiungemmo a Verona. Il giorno dopo iniziammo il tour de force: l’Arena, ilcastello e, infine, la casa di Giulietta. Avevo sempre ritenuto che fosse unaleggenda la casa della Capuleti, invece mi dovetti ricredere: i turistifacevano la fila pur di farsi fotografare sotto il famoso balcone. Ed io stessorimasi a occhi sgranati quando miss Ghiacciolo chiese a un signore di scattarciuna foto. Lei che desiderava essere immortalata insieme a me sotto il balconepiù romantico del mondo? Stentavo a crederci! Eppure, a dispetto dei mieipregiudizi, ci mettemmo in posa abbracciati e lì, come se l’idea le fossevenuta in mente solo in quell’istante, mi fissò, sorrise e disse:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Sì, ti sposo.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Suppongo di averfatto una faccia strana, perché i presenti si misero a ridere, ma ero troppopreso da quelle semplici parole per rendermi conto che i turisti avevanoiniziato a scattarci foto. E qualcuno applaudì pure quando, nell’impeto dellafelicità, sollevai Giulia di peso, la strinsi a me e la baciai. Chissà, inquesto momento in giro per il mondo ci sono le nostre foto sotto il balcone diGiulietta che fanno sognare a occhi aperti chi ci guarda. Certo, seconoscessero miss Ghiacciolo, si ricrederebbero, ma questo non ha importanza.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                Ecco, questa è statala mia avventura nel conquistare la donna che amavo. Non l’avrei mai detto,eppure la nostra storia, che all’inizio sembrava non avere futuro, si è semprepiù consolidata. I nostri due figli hanno sempre riso quanto raccontavo comeavessi fatto breccia nel cuore della loro mamma e ogni tanto anche io e Giuliaci prendiamo la briga di riderci sopra. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;                E cosa c’è di piùbello che una sana risata in compagnia della donna amata?&lt;/p&gt;</description>
        <category>miss ghiacciolo</category>
            <pubDate>Sun, 02 Sep 2012 10:12:17 +0100</pubDate>
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            <title>Miss Ghiacciolo . 4° parte</title>
            <link>http://blog.libero.it/mglvalentini/11547452.html</link>
            <description>Ci mettemmo d’accordo sull’orario e mi preparai con cura, in vista del mio primo appuntamento. Incredibile, ma alla fine era stata lei a creare l’occasione, mandando al diavolo le mie fantasticherie su cene romantiche a lume di candela. Comunque sia, quando ci incontrammo a piazza di Spagna, faceva un freddo boia, l’alito si condensava, eppure tanta gente affollava Trinità dei Monti e la famosa scalinata. Dopo i convenevoli, le domandai se voleva sedersi sulla Barcaccia, ma lei scosse la testa e allora ci avviammo lungo via Condotti illuminata a giorno da centinaia di lucine natalizie. Camminare da soli, per la prima volta, mi sconvolse.  Avrei voluto prenderle la mano, però sapevo che non avrebbe gradito, quindi parlammo del Natale e dei regali ricevuti. Osservarla di profilo, con le luci al neon dei negozi che le facevano da contorno come un’aureola, mentre raccontava spigliata delle feste, mi scaldò il cuore. Se la guardavo con distacco mi rendevo conto che non era bella, eppure non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso. Ero calamitato e non vedevo altro intorno a me: per me esisteva solo lei, imbacuccata nel giubbotto, che alternava attimi di silenzio a scambi di battute e quando alla fine giungemmo a destinazione, ci accorgemmo che la piazza era così gremita che ci saremmo potuti perdere.-Forse sarà maglio tenerci per mano.--Perché?- domandò lei sgranando gli occhi.-Così non ci perdiamo.-La vidi scrutare la gente accalcata che attendeva la Befana, i bambini accovacciati sulle spalle dei padri per vedere meglio e per non essere schiacciati dalla folla e accettò. Sebbene indossassimo i guanti, avvertii un brivido che dal braccio mi salì fino al cuore e in quell’istante non avvertii più freddo. Mi sentivo al settimo cielo: tenevo per mano “la mia donna”. Sì, ok, ancora non lo era, tuttavia io la sentivo già mia. Così, mentre attendevamo l’arrivo della vecchietta tutta brufoli e porri a cavallo di una scopa di saggina, provammo a fare un giro tra le bancarelle, chiacchierando di nulla in particolare. Alla fine, esausti per il continuo tentativo di aprirci un varco tra la moltitudine, ci avvicinammo alla fontana dei Fiumi e ci mettemmo seduti. -Se avessi immaginato che c’era tutta questa gente...- iniziò lei.-Se avessi immaginato quanto sei bella ora, non mi sarei perso questo attimo per nulla al mondo.-La vidi arrossire, sì proprio arrossire e certamente divenni purpureo anche io, perché non mi aspettavo che dalla mia bocca uscissero simili parole. Dovevo essere proprio cotto a puntino! Bruciato addirittura.-Grazie, ma so di non essere bella.--Per me lo sei.-Osai alzare una mano per scansarle un riccio dal volto e lei si irrigidì. Allora lasciai stare e rimasi in silenzio, temendo di impaurirla con la mia irruenza. Solo quando lei si rilassò tornai a respirare normalmente. Quando arrivò la mezzanotte e tutti applaudirono l’arrivo della Befana che avrebbe dispensato dolciumi e carbone, io e Giulia restammo immobili seduti sulla fontana a guardarci con un sorriso. Credo che se in quell’istante mi avesse chiesto di dimostrarle il mio amore gettandomi nell’acqua gelida lo avrei fatto senza neppure riflettere. Ero così preso da lei che non vedevo altro. E quando mi prese una mano tra le sue, non esitai a passare quella che mi rimase libera dietro la sua nuca per tirarla a me e baciarla. Immaginate la mia sorpresa quando mi resi conto che miss Ghiacciolo rispondeva a quel bacio come se non stesse aspettando altro! Era quasi un invito a nozze! Rimanemmo solo noi, abbracciati e indifferenti alla bolgia umana che ci circondava, consapevoli solo l’uno dell’altra e quasi vidi Cupido che mi faceva l’occhiolino! Ah, quel putto birichino mi ha dato filo da torcere! Ma ora ero l’uomo più felice del mondo e quando mi allontanai per guardarla negli occhi attraverso le lenti degli occhiali, lei sorrise con le gote rubiconde. Da quel momento non abbiamo più smesso di sorridere e di ridere insieme. L’aver compreso che la sua alterigia in realtà era solo timidezza, mi aveva spalancato le porte della conquista. Sono trascorsi tanti anni, tuttavia sono ancora innamorato come il primo giorno. Anche se... In realtà miss Ghiacciolo non sparì del tutto. E sapete perché? Perché io volevo a tutti i costi regalarle la cena romantica, quella con tanto di candele e Chianti. E quale migliore occasione del nostro primo San Valentino insieme? Sì, lo so che lei non amava il cibo, eppure per me quella cena era un altro modo per dimostrarle il mio amore.Così, mentre la nostra storia iniziava a mettere radici, io, povero scemo, mi misi di cuore a preparare un indimenticabile San Valentino. E memorabile lo è stato per davvero!Dunque, il sei febbraio festeggiammo il nostro primo mese che stavamo insieme e mi presentai a casa sua con un semplice mazzo di rose rosse. E nel frattempo facevo lavorare i due neuroni che avevo nel cervello su come farle la sorpresa per il giorno degli innamorati. In quel periodo eravamo entrambi impegnati negli esami, tanto che non andai neppure allo stadio a vedere giocare la mia Roma.  Eppure riuscii a trovare il tempo ogni giorno per dedicarmi alla sorpresa. Innanzitutto dovevo trovare il ristorante giusto. E per giusto era basilare che non fosse a base di pesce, giacché miss Ghiacciolo non amava neppure il pesce. Così scavai nella memoria, alla ricerca di un posto indimenticabile. Non era facile: il luogo doveva essere raffinato, sobrio, discreto e non doveva costare troppo, visto che ancora studiavo. Inoltre doveva trovarsi nel centro di Roma, per creare la giusta atmosfera. Insomma, per farla breve, alla fine mi gettai sulle pagine gialle e le sfogliai alla ricerca disperata di un ristorante che facesse al caso mio. Quando stavo per perdere le speranze, alla fine lo trovai. Discreto e raffinato, adiacente il Pantheon. Non è mica da tutti i giorni ritrovarsi a mangiare con la vista diretta su quel monumento che lei avrebbe certamente apprezzato! Un pomeriggio andai per vedere con i miei occhi e per parlare con il proprietario. L’uomo, una persona disponibile e affabile, accondiscese a ogni mia richiesta, consigliandomi anche su alcune cose che mi erano sfuggite ed io tornai a casa con l’animo più rasserenato, pronto a mettere in atto il piano. L’idea era semplice: una volta trovato il ristorante, avrei portato poco prima della cena una composizione floreale sul tavolo a noi assegnato, corredata di candele profumate e cuoricini sparsi sulla tovaglia. Inoltre, ma non per questo di minor importanza, avrei fatto trovare anche un biglietto scritto di mio pugno per rinnovarle il mio sentimento accompagnato da un peluche che riproduceva un pinguino. Sì, sì, un pinguino. Del resto, a miss Ghiacciolo non poteva piacere il semplice e tenero orsacchiotto: esprimeva troppo calore. Lei amava i pinguini, animali avvezzi al gelo come lei. Avete idea di quanto tempo abbia impiegato per creare una simile serata? E riuscire a trovare un menu che le si confacesse insieme al disperato proprietario? Il poveretto mi aveva elencato i migliori piatti che un romano potesse sognare, dalla coda alla vaccinara alla pajata, dalla carbonara all’amatriciana, con il risultato che io avevo già l’acquolina in bocca al solo immaginare questi succulenti piatti e, purtroppo, avevo dovuto rinunciare. Sia ben chiaro che Giulia non amava mangiare determinate cose, mentre si ingozzava di riso in bianco, cialde di riso, supplì di riso, crema di riso... riso, ovunque riso! Come si può sopravvivere solo mangiando riso? L’alternativa erano quintali di dolciumi. Ok, tralasciamo i suoi problemi alimentari che, tra l’altro, erano diventati anche i miei, feci i salti mortali con il proprietario del ristorante per stilare un menu per l’occasione. Insomma, riuscii in pochi giorni a confezionare una serata indimenticabile, dedicandomici anima e corpo, solo ed esclusivamente per lei.Così, quella sera, dopo aver preventivamente fatto il giro dal fioraio al ristorante, andai a prendere Giulia e la condussi al locale. Ovvio che, prima della cena, lei abbia voluto fare un salto all’interno del Pantheon, giusto per porgere i suoi saluti agli illustri ospiti lì sepolti, soprattutto Raffaello. Ed io dietro, contento solo di renderla felice. Che dire? Era la prima volta che mettevo piede lì dentro e questo mi fece un pochino vergognare, poiché c’era gente che giungeva da ogni parte del mondo per vedere quella basilica mentre io, romano, non ci ero mai stato prima! Però conoscevo benissimo lo stadio, il nostro Olimpico. Va bene, non è la stessa cosa, ma che volete farci? Quando gli interessi non si incontrano... si incontrano di questi imprevisti.Insomma, per farla breve, dopo il nostro giretto turistico all’interno del Pantheon, scortai miss Ghiacciolo verso il ristorante, sentendomi ribollire il sangue per l’aspettativa. Il locale era avvolto dalla penombra, rischiarata da alcune luci soffuse che creavano un’atmosfera accogliente e intima. Come mi vide, il proprietario ci venne incontro con un sorriso disarmante e con estrema galanteria ci fece cenno di seguirlo. Era San Valentino e c’erano molte coppie sedute ai tavoli, ma il nostro era speciale e subito mi resi conto che gli avventori non aspettavano altro che vedere i fidanzati cui era destinato quel particolare tavolo. Di certo avevo risvegliato l’attenzione dei presenti e questo deponeva a favore di tutta la mia opera.Giulia scorse subito il peluche e notai che le brillarono gli occhi. Si girò a guardarmi ed esclamò:-Grazie! È bellissimo!-Io sorrisi in risposta e, galante come sempre, le spostai la sedia per farla accomodare, quindi presi posto di fronte a lei. La studiai mentre guardava la composizione di fiori, le candele e i cuoricini e notai la sua aria perplessa. Stavo per consegnarle il mio biglietto di auguri, dove avevo messo a nudo il mio cuore per lei, quando la vidi alzare la testa, sorridermi e dirmi:-Si vede che non hai proprio nulla da fare.-Non saprei dirvi che faccia feci; ricordo solo che mi cadde la mascella sul tavolo e lì rimase. Ecco: questo era il ringraziamento per le giornate trascorse a spendermi per lei, per farle una sorpresa e mostrarle per l’ennesima volta il mio amore. Ero io il pazzo o lei che, nonostante tutto, continuava a rimanere un ghiacciolo?</description>
        <category>miss ghiacciolo</category>
            <pubDate>Sat, 01 Sep 2012 12:18:36 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/mglvalentini/11547452.html</guid>
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            <title>Miss Ghiacciolo . 3° parte</title>
            <link>http://blog.libero.it/mglvalentini/11544940.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ti piacerebbe farti fare il ritratto?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Mi impietrii. Ero proprio io che avevo parlato? Ioche mi ero imposto di ignorarla? Io che credevo di essermi disintossicato?Accidenti a Cupido e ai suoi dardi!&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Perché no?- rispose lei cogliendomi di sorpresa. -Ce lo facciamoinsieme?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Quella proposta per poco non mi fece prendere uninfarto e per un lungo attimo rimasi ulteriormente paralizzato, credendo diaver udito male. Un ritratto insieme a lei? Stavo sognando o miss Ghiacciolo siera sciolta con l’arrivo del freddo? Ricordo che sentii una gomitata nel fiancoassestatami dal mio amico, la quale mi svegliò dall’intontimento, e con unsorriso forzato accettai.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Andate voi, a me non interessa.- commentò Alessia continuando aguardare le bancarelle. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;La vidi che accalappiava Mattia costringendolo ascortarla in mezzo alla bolgia di persone che affollavano la piazza e solo dopoun po’ mi resi conto che miss Ghiacciolo mi stava fissando. Incredibile! Per laprima volta in tutti quei mesi, mi stava prestando attenzione! Avrei dovutoesserne felice e in realtà lo ero, ma avevo le gambe di gelatina e quasi temevodi muovermi.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Quello lì va bene?- domandò ammiccando.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Annuii senza neppure guardare, fidandomi ciecamentedi lei e in silenzio ci avvicinammo al ritrattista. Attendemmo che terminasseun cliente e nel frattempo studiai i disegni esposti, molti dei qualiritraevano attori famosi e ammisi che era bravo. Doveva esserlo per forza,giacché si faceva pagare una fortuna per un disegno! Ma quello era il minoredei mali: pur di rompere il ghiaccio con Giulia, ero pronto a tutto. E lì miresi conto, ahimè, che non mi ero disintossicato affatto.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Provai a chiederle come avesse trascorso quei mesi,giusto per spezzare il tempo dell’attesa e lei spiegò che aveva studiato per unconcorso e che lo aveva vinto. Era in procinto di essere chiamata per iniziarea lavorare all’interno di un museo.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Immagino tu sia felice.- commentai.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Molto.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-E gli studi?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Continuerò a tempo perso.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-E quale museo è?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Castel S. Angelo.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ah! Uno da poco, eh?- scherzai.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Mi fissò con quegli occhi neri come la pece einconsciamente deglutii: avevo sbagliato di nuovo? Abbozzai un sorriso,continuando:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Nel senso che è un museo famoso...-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Avevo recepito l’ironia.- commentò lapidaria. -E tu? Hai già fattofuori le cavie per i tuoi esperimenti?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-No, io non...-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Inspirai a fondo, pensando che non avrebbe maicapito e misi le mani nelle tasche del giubbotto, girandomi a guardare la follavariopinta più delle bancarelle. Le avevo già spiegato che in realtà io nonfacevo simili esperimenti e non avevo nessuna voglia di ripetermi con chi nonvoleva ascoltare. Ricordo che rimanemmo in silenzio per un po’, fin quando miaccorsi che miss Ghiacciolo si stava mordendo il labbro inferiore, come a volerammettere di essere stata troppo scorbutica. Mi ero forse sbagliato sul suoconto? Che la sua freddezza in realtà nascondesse una timidezza atavica? Allorami rianimai e alzando un braccio mostrai la piazza, esordendo:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ci pensi? In questo momento ci troviamo su un pezzo della storia diRoma. Questa piazza la costruirono i Pamphili in pieno barocco, per mostrare laloro grandezza verso i Farnese e i Barberini.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Mi sentii orgoglioso di quello che ricordavo sullastoria della piazza e stavo per aggiungere altre informazioni riguardanti lefontane, quando lei mi prevenne:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Vero che i Pamphili volessero rivaleggiare con le altre casate, perònon la costruirono loro, bensì un imperatore romano, Domiziano. Questo era lostadio di Domiziano.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ah... Sì, certo...- balbettai pensando che avrei fatto miglior figuraa stare zitto.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Lei mi guardò con condiscendenza, come se avessecapito il mio tentativo di dimezzare le distanze e subito dopo mi fece cenno diavvicinarci al pittore. Tolto dall’imbarazzo della mia stagnante ignoranza,sorrisi prendendo posto sullo sgabello che il ritrattista ci indicò e lei,udite udite, si accomodò sulle mie gambe con una naturalezza che mi lasciò distucco. Proprio così: si sedette sopra di me e, benché fosse dicembre, iniziaia sudare freddo, mentre il suo profumo mi arrivava nelle narici come un pugnonello stomaco. Non l’avevo mai toccata prima e non seppi cosa fare, se passareil mio braccio intorno alla sua vita o rimanere rigido come un baccalà, con unsorriso da ebete dipinto sulle labbra. Alla fine non feci nulla: ci pensò ilpittore, dicendo:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Avvicinate le vostre teste, per favore.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Lei sorrise, mi guardò un attimo, quindi si appoggiòcontro la mia spalla e lì rimase. Ricordo che all’improvviso non vidi piùnessuno nella piazza: né la gente, né le bancarelle, tanto meno il ritrattista.Ero consapevole solo di quel corpo appoggiato languido contro il mio e anche seeravamo infagottati nei giubbotti invernali, riuscivo a percepire le suemorbide curve. Sarei potuto morire in quell’istante preciso: quale miglioredipartita? Il mio misero cuore stava rivaleggiando con un centometrista e senon fossi riuscito a recuperare, sarei morto sul serio di infarto! Chissà selei si accorse dello stato pietoso in cui versavo?&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Che bella coppia!- udii esclamare.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Era Mattia che mi sfotteva allegramente e che, senzaombra di dubbio, mi riportò con i piedi a terra. Lui e Alessia simaterializzarono alle spalle del pittore e sorridevano fissando ora noi ora ilritratto che stava prendendo forma. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-State venendo proprio bene.- commentò la svampita con tono critico. -Sembrate così intimi...- sospirò.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Avvertii Giulia irrigidirsi e con noncuranza sisistemò gli occhiali sul naso, raddrizzando la testa.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-No, signorina.- pregò il pittore. -Torni come prima, per favore.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Non fu la stessa cosa. Lei si appoggiò di nuovocontro la mia spalla ma sembrava uno stoccafisso, talmente era rigida einfastidita dal ritorno dei nostri amici. Quel cambiamento, anzichéinnervosirmi, mi entusiasmò: a quanto pareva, miss Ghiacciolo provavasentimenti! Iniziai a sperare che non le fossi indifferente e che solo latimidezza la frenasse, soprattutto dinanzi agli altri. E per provare, suggeriia Mattia:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Vi conviene girare ancora un po’, qui ci vorrà tempo.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-No, io sono stanca.- miagolò Alessia. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Abbassai lo sguardo ai suoi piedi e notai i tacchialti: decisamente era dura di comprendonio! Con un sospiro persi le speranze dipoter rimanere ancora solo con Giulia e con pazienza attesi che il pittoreportasse a termine il ritratto. Quando ce lo consegnò, rimanemmo per un attimoancora seduti, come se staccarsi fosse stata una prova di forza, fin quando leitirò su con il naso e si alzò, prendendo il cartoncino che l’uomo leporgeva.  Rimasi in silenzio a studiarlae non mancai di notare un certo apprezzamento per l’opera. A quel punto mialzai anch’io e mi avvicinai per prenderne visione. Rimasi perplesso: ilpittore aveva colto la mia tensione, mentre Giulia appariva disinvolta e... calorosa!Incredibile! Quasi stavo per lanciarglielo in faccia, dicendogli che noneravamo affatto così, quando sentii Giulia mormorare:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-È bellissimo.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Be’, allora le cose cambiavano! Soddisfatto pagai ilcompenso e mi rivolsi a miss Ghiacciolo:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Tienilo tu. Per ora.- aggiunsi ammiccando.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Per ora?- ripeté non capendo.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Io sorrisi ma non risposi: volevo solo che leiavesse il mio viso sotto gli occhi ogni giorno, in attesa di appendere quelritratto in casa nostra. Perché ora ero abbastanza sicuro che solo la timidezzafrenasse i suoi sentimenti, mentre io già sognavo una vita insieme e avreifatto di tutto per abbattere la sua corazza. E con la scusa di avere qualcosain comune le scrissi su un foglietto il mio numero di telefono, mettendo achiare lettere il mio nome: Alessandro. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Quel giorno segnò la svolta.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;O almeno una parte.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Non mi aspettavo che mi chiamasse, ma intanto unlegame ero riuscito a stabilirlo e ogni giorno rimanevo attaccato al telefono,nella speranza mai morta che squillasse. Stavo diventando scemo appresso a lei:non mangiavo più, non studiavo più, non facevo più vita sociale, le discotecheerano di nuovo morte; però ero felice così. La mia mente era sempre proiettataal nostro futuro incontro, a quello che avrei potuto fare per farle capirequanto l’amassi e sempre più sovente ripensavo a una ipotetica cena a lume dicandela. L’idea mi stuzzicava non poco e iniziai a vagliare i possibiliristoranti che, oltre all’intimità, avrebbero potuto offrire la romanticavisuale di un tramonto romano. Riuscite a immaginarvi seduti a un tavolorotondo, con la tovaglia lunga che arriva a toccare terra, i calici dicristallo bagnati da un buon Chianti, un vaso anch’esso in cristallo dovesvetta una rosa, il cameriere in livrea che accende un candelabro d’argento concandele rosse e sullo sfondo le pennellate del sole che accarezzano il cupolonee fanno riflettere le guglie di tutte le chiese? Riuscite a immagine qualcosadi più intimo e romantico? Io già mi vedevo seduto a quel tavolo, con il caloredel sole che risplendeva sul volto spigoloso di Giulia, rendendola quasiumana... Be’, finora avevo avuto a che fare con un ghiacciolo, eppure ero certoche sotto la scorza dura si celasse una donna sensibile e ardente, che avrebbecoronato le mie fatiche. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Mi sembrava di stare ad assalire una roccaimprendibile!&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Fatto sta che Giulia non chiamò. Trascorse Natale etrascorse Capodanno che festeggiai a casa con i parenti più stretti, non avendovoglia di andare in nessun luogo. Giocare a tombola non mi era mai piaciuto,eppure quell’anno mi andò bene anche quello. Mi era sufficiente non staccarmidal telefono.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Quando sopraggiunse la Befana e finalmentel’apparecchio di Meucci emise il suo trillo, mi precipitai, sperando fosse lavolta buona e quando udii la sua voce all’altro capo, quasi rimasi paralizzato.Avevo così tanto auspicato quella chiamata, che ora che stava accadendo miaccorsi di non avere parole.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Alessandro?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-S... sì.- risposi con il cuore in gola.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ciao, sono Giulia.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Sì, lo so, avrei voluto rispondere, invece emisi unborbottio che neppure io riuscii a comprendere. Lei rimase in silenzio, unimbarazzato silenzio e solo dopo un po’ mormorò:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Scusa se ti ho disturbato.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-No no! Nessun disturbo. Buon anno!- mi precipitai a dire.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Grazie, buon anno anche a te.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Già. Eccoci nel 1984. Chissà cosa ci riserverà di speciale.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Ma che stavo blaterando? Mi ero bevuto il cervello?Ecco: ora riuscite a capire in quale pietoso stato mi trovavo. Persino miocugino che aveva dodici anni avrebbe dimostrato più raziocinio.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ehm... Sì, scusa.- mormorai mentre tormentavo il filo del telefono conla mano libera. -Trascorse bene le feste?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Sì, in famiglia. Senti, stavo guardando il nostro ritratto e hopensato che stanotte arriva la Befana a piazza Navona...-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Sì!- esclamai con veemenza. -Ci vogliamo andare?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Subito dopo mi accorsi che ero stato troppoaggressivo nonché precipitoso e strinsi i pugni, maledicendo mentalmente la miairruenza. Ora non avrei potuto biasimarla se si fosse tirata indietro: aveva ache fare con un pazzo. Così rimasi con il fiato sospeso, pronto a sentire lamannaia calare tra capo e collo.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-In effetti era ciò che pensavo di proporti.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Oddio, quasi mi cedettero le gambe e sorridendoebete proposi:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Se mi dai il tuo indirizzo passo a prenderti con la macchina.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-No, ci vediamo alla fermata della metro di Spagna e da lì facciamo unapasseggiata fino a piazza Navona.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Perfetto.- accettai.&lt;/p&gt;</description>
        <category>miss ghiacciolo</category>
            <pubDate>Fri, 31 Aug 2012 08:46:46 +0100</pubDate>
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            <title>Miss Ghiacciolo . 2° parte</title>
            <link>http://blog.libero.it/mglvalentini/11542834.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Invece, me tapino, scoprii che l’oggetto della miaconquista tutto amava fuorché la cucina. Riuscite a immaginare un romano che hasempre e solo pensato a mangiare e alla sua squadra di calcio, ritrovarsi afare i conti con una ragazza che non ama mangiare e non ama il calcio?Incompatibilità, senza ombra di dubbio. Avrei dovuto lasciar stare, comesaggiamente suggeritomi a più riprese da Mattia e far sfoggio del mio fascinocon altre ragazze ben più disposte; eppure il mio pensiero era sempre lì, fissosu di lei che neppure mi prestava attenzione.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Così, quel giorno avevo organizzato l’uscita culturaleper far colpo su miss Ghiacciolo. Avevo studiato tutto nei particolari, andandomipersino a ripassare lezioni di storia di cui non ricordavo nulla per dimostrareun minimo di cultura, sotto lo sguardo annichilito del mio amico.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Tu sei scemo.- continuava a ripetermi.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Se essere innamorati è sinonimo di scemenza, concesso.- rispondevo.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Insomma, quel giorno ci incontrammo al Colosseo e,dopo i saluti, Giulia si incamminò lungo i Fori Imperiali chiacchierando con lasua amica. Dopo un po’, provai un timido approccio prendendo spunto dalletavole che mostravano l’espandersi dell’impero romano, dicendo:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Certo che una volta Roma era veramente immensa.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Come risposta ricevetti un semplice assenso con ilcapo da miss Ghiacciolo, mentre Alessia cinguettava:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-E ora dove andiamo? A me camminare senza meta non va.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Alla faccia della mia constatazione storica! L’unicoriscontro era stato il disappunto della svampita tutta make up e tacchi aspillo. Ma io mi domando: come ti viene in mente di andare in giro per Roma, cheal posto dell’asfalto fa sfoggio dei suoi sampietrini, con i tacchi alti?Questo dà la giusta misura dell’intelligenza della persona.  E a quel punto, quasi incredulo, notai unvelo di rossore sulle gote di Giulia, come se pure lei disapprovasse l’amica.Be’, era un passo avanti notevole, per come la vedevo io. Significava che ilmio riferimento alla Roma imperiale non era passato inosservato! Così, spintodall’entusiasmo, spiegai che l’intento era di giungere al Campidoglio egirovagare per il Portico di Ottavia. E, se proprio ci andava, raggiungere laBocca della Verità che non era troppo distante. Apriti cielo! Non l’avessi maidetto!&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-E visto che ci siamo, possiamo anche arrivare a Porta Portese, no?- fuil commento sarcastico dell’amica. -Aho, ma lo vuoi capire che non possocamminare con questi tacchi?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Fortuna per me che alla fine intervenne Mattia aspiegare che non eravamo costretti a fare un giro così lungo, bensì limitarci adove eravamo e goderci gli ultimi raggi di sole.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;E così abbiamo fatto, seduti all’ombra del Colosseo,a guardare i turisti passeggiare con le loro macchinette fotografiche a tracolla.Ed io che mi ero persino preparato la lezione di storia! Tuttavia, non tutti imali vengono per nuocere e in quell’occasione riuscii a scambiare due parolecon miss Ghiacciolo. Avevamo iniziato a conoscerci un po’, a tastare il terrenoe ricordo che le raccontai dei miei studi scientifici e dei progetti di diventarebiologo. Avevo sempre pensato che fosse una strada degna di lode poter dare uncontributo alla scienza, ma quando lei mi fissò in cagnesco rimasi senzaparole.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ah, un biologo.- commentò quasi con gelido disprezzo.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Giuro che non compresi la sua ostilità e provai adomandare:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Qualcosa non va?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Prova a chiederlo alle cavie di laboratorio se qualcosa non va.- fu lalapidaria e glaciale risposta che mi piovve sulla testa.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Ecco: ero capitato con un’animalista convinta e nonservì a nulla provare a farle capire che, in realtà, io non avrei torto uncapello, pardon, un pelo alle cavie. Così, quasi per disperazione, accettai conentusiasmo la richiesta di un turista giapponese che chiedeva di fargli unafoto ricordo con lo sfondo del Colosseo e dell’arco di Costantino. Scattate unpaio di foto alla famigliola sorridente, ricevetti in cambio un profluvio diringraziamenti corredati da svariati inchini che mi risollevarono il morale.Quando tornai a sedermi accanto a Giulia, cambiai argomento e mi gettai sul leggero:la musica. Di sicuro era un terreno meno astioso. Del resto, noi italianiamiamo la musica nostrana, vantando cantautori ammirati in tutto il mondo, apartire da Zucchero, ed ero certo che su quel terreno ci saremmo capiti e,fortuna volesse, incontrati. Mi consideravo un intenditore di musica popitaliana e straniera e iniziai a parlare del mitico Michael Jackson e deimeravigliosi Queen. Ogni tanto sterzavo su Antonello Venditti, su Mina, suLucio Battisti che amavo in particolar modo, giusto per scoprire le suereazioni. E lei annuiva appena, come se quei nomi le scivolassero addosso,senza neppure sfiorarla. A dire il vero, avevo già fantasticato su come sisarebbe svolto il nostro primo appuntamento e tra le varie scene presentatemidalla mente, avevo optato per una cena a lume di candela, con sottofondo dimusica classica e una bellissima rosa rossa in un vaso di cristallo alto eaffusolato. Cosa c’è di più romantico e indimenticabile?  Così, quando mi accorsi che lei non replicavacon entusiasmo ai più famosi nomi del pop internazionale e nostrani, iniziai asperare che avessimo qualcosa in comune: Mozart, Verdi, Schubert, giusto percitarne alcuni. Passi per il calcio e passi anche per il cibo: almeno la musicaci accomunava. E chissà, magari tra un solfeggio e l’altro, le avrei mostratoquanto fosse bello un dribbling di Falcao. Comunque sia, stavo per spostarmi suquesti geni della musica, quando i miei voli pindarici si infranseroimmediatamente nell’attimo in cui lei commentò:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Rispetto il genere musicale che ami, artisti indiscutibilmente bravi; tuttavia,se proprio ci tieni a parlare di musica, allora discorriamo dei Venom, deiBlack Sabbath, degli Iron Maiden o dei nuovissimi Metallica. Questi sì chefanno musica.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Suppongo di essere rimasto a bocca aperta: nonsapevo neppure di cosa stesse parlando! Ricordo solo il sorrisetto divertito diMattia e lei che scrollava le spalle come se si stesse confrontando con unbambino! &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Ero a terra. Distrutto. Annientato. Quel giornopersi ogni speranza. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Dovevo disintossicarmi. Disintossicarmi da lei cheera diventata come una droga. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;&lt;a name=&quot;io&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; &lt;/a&gt;Così, per un po’ di tempo, rimasirintanato a leccarmi le ferite, cercando di capire dove avessi sbagliato. Maavevo davvero sbagliato? Oppure eravamo incompatibili e basta? Iniziai aripetermi che ero pazzo e che una come lei non mi meritava. Mi ribadivo anche quantofosse brutta con quegli occhiali, con quegli occhi neri senza fondo, con queicapelli corvini come le penne di un corvo, con quella sua aria altera e sprezzante,giusto per autoconvincermi che non mi ero perso nulla. E tanto me lo ripeteiche alla fine decisi di voltare pagina e ripresi a bazzicare le discoteche,rimpolpando il mio ego affranto a ogni nuova conquista. Il mio fascino non eramutato e questo bastava a rassicurarmi e a rifondermi sicurezza.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Ogni tanto rivedevo Mattia, soprattutto nei giardinidella Sapienza, e mi rendevo conto di quanto fosse preoccupato per me. Ungiorno venne a trovarmi a casa con una scusa e dopo aver chiacchierato un po’del più e del meno, mi domandò:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Come stai? È da un po’ che sei sfuggente.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Sto bene. E non sono sfuggente: sto solo sotto esame, devo studiare.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-E da quando studiare per un esame ti ha impedito di uscire efrequentare gli amici?-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Mi agitai sulla sedia, infastidito daquell’interrogatorio e stavo per ribattere, quando lui continuò con tonovolutamente leggero:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Senti, sabato sera festeggiamo il compleanno di Alessia e sei statoinvitato.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Alessia, l’amica svampita di Giulia. Quell’invito miprese in contropiede, lasciandomi senza parole. L’idea di rivederla mielettrizzava da una parte, dall’altra mi terrorizzava. Credo di aver fatto unafaccia strana, perché Mattia abbozzò un sorriso e continuò:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Sì, capisco che dovrebbe essere Alessia a invitarti, ma non ha il tuorecapito e mi ha pregato di fare da ambasciatore. Giulia mi ha chiesto di te.-aggiunse come se la cosa gli fosse venuta in mente solo in quell’attimo.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;A quella notizia sogghignai: figuriamoci se miss Ghiacciolosi fosse presa la briga di interessarsi al sottoscritto! Per lei ero allastregua di un fastidioso moscerino da scacciare quanto prima e non credettialle parole del mio amico. Pertanto lo ringraziai ma declinai l’invito con tonoche non ammetteva repliche.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Continuai a trastullarmi con le bellezze conquistatein discoteca, ricercando in ognuna di loro i capelli neri, gli occhi dacerbiatta e... la quarta misura! Be’, era il minimo se volevo consolarmi.Comunque sia, tutte più calorose e disponibili di miss Ghiacciolo e sebbeneballassero su un cubo, erano più arrivabili di lei.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Giungemmo così al Natale e Mattia mi telefonò perinvitarmi ad andare a piazza Navona per fare i regali, insieme ad Alessia eGiulia. Accettai, pensando di essermi disintossicato a sufficienza e che quellauscita sarebbe stata il mio banco di prova. Fu così che rividi miss Ghiaccioloe la sua amica svampita dopo circa due mesi. Ripensandoci ora, mi domando comefacessero ad andare d’accordo: lei fredda e distaccata, Alessia vivace eaffettuosa. Ma forse è proprio vero che i poli opposti si attraggono. E alloraperché a noi non era successo? Eravamo anche noi agli antipodi, ci saremmodovuti attrarre, invece lei rimaneva sempre sulle sue, rigida come il marmo. Cosìrimasi anch’io di granito e mi imposi di concentrare la mia attenzione allebancarelle che popolavano la piazza, cercando un regalo per i miei genitori eper gli amici più stretti. Ad un certo punto, tra un Babbo Natale e unvenditore di palloncini, mi accorsi che Giulia era affascinata dai pittori chemostravano con orgoglio disegni e caricature./segue&lt;/p&gt;</description>
        <category>miss ghiacciolo</category>
            <pubDate>Thu, 30 Aug 2012 07:40:12 +0100</pubDate>
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            <title>Miss Ghiacciolo . 1° parte</title>
            <link>http://blog.libero.it/mglvalentini/11540920.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;&lt;i&gt;Ah, l’amour,l’amour&lt;/i&gt;...&lt;i&gt;!&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Quando ti cattura e ti avvinghia nelle sue spire,non hai scampo. È come un seme che porti nella tua mano: ce l’hai sempre adisposizione, magari senza sapere cosa farne, e fintanto che non lo pianti nonpotrà crescere. Ma una volta piantato, con le dovute cure, il seme germoglieràe diverrà una pianta rigogliosa e sempre verde che molti, ti assicuro,invidieranno. Sì, perché l’amore, quello vero, quello con la A maiuscola, è unprivilegio per pochi e capita una sola volta nella vita. Quando ti prende,all’improvviso, ti ritrovi in un fiume in piena; provi a uscirne fuori primache ti inghiotta e alla fine non puoi far altro che lasciarti trascinare dallacorrente. E la sensazione è così inebriante che ti sentirai ubriaco per ilresto della vita.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Parigi, Venezia, Vienna, Praga...&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Roma.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Certo, il luogo, in fatto di cuore, gioca una parteessenziale. L’atmosfera, il panorama, la musica in sordina ti regalano ilmiglior palcoscenico sul quale tu possa esprimerti e saranno complici della tuafelicità.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;A ripensarci ora mi viene da ridere, ma quando l’ho conosciuta e nesono rimasto fulminato, c’era solo da piangere. Sì, sì, c’era proprio dapiangere, ve lo assicuro. Per me era la ragazza più bella del mondo, lunghicapelli corvini, occhi da cerbiatta che si intravedevano dietro gli occhiali,una abbondante quarta misura... no, questo non è importante, non più. Sebbeneall’epoca...&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Dunque, era una ragazza normale, quasiinsignificante agli occhi dei più, tuttavia per me era incantevole. Era illontano 1983, io ero poco più che vent’enne, e avevo festeggiato con gli amiciil secondo scudetto della mia squadra di calcio preferita. Da buon romano ognidomenica che giocava la Roma mi recavo allo stadio, portandomi dietro unabandiera che era più grossa di me, per sventolarla e supportare gli undici incampo.  Erano gli anni in cui ilcellulare non esisteva ancora e neppure internet, tuttavia ci bastava poco perdivertirci ed io trascorrevo quasi tutti i giorni con il mio migliore amico,Mattia. Io e lui eravamo cresciuti insieme, avevamo fatto gli stessi studi esolo al momento di scegliere la facoltà all’università avevamo preso due stradediverse: io biologia, lui lettere. La Sapienza ci aprì un mondo nuovo: lì leragazze fioccavano ed io e Mattia ne facevamo incetta. A quel tempo tutti midicevano che io, con il mio fisico prestante, con il volto da far invidia a PaulNewman, avrei potuto aspirare al top, mirando a quanto di meglio il mercatopotesse offrire; e in effetti avevo un notevole ascendente sul sesso opposto.Di certo le ragazze non mi mancavano, ne trovavo una diversa a sera; eppure,alla fine, mi sono innamorato di una donna normale, simpatica, intelligente...e fredda come il ghiaccio!&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Be’, inutile dirlo, è scattata la sfida. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Ma andiamo con ordine.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Mattia me la presentò un giorno a casa di amici, avvisandomiper tempo che le persone che avrei conosciuto quella sera erano matricole delprimo anno di lettere, di cui una era sua amica, una certa Alessia. Questaragazza, tanto bella quanto frivola, era accompagnata da un’amica all’apparenzabanale, che si era presentata con il nome di Giulia. Dire che rimasi fulminatoè un eufemismo. Io che non avevo mai creduto al classico colpo di fulmine, mi ritrovaitrafitto da un dardo del perfido Cupido. Immediatamente, come un imberbe, sorrisie diedi sfoggio del mio fascino e... Incredibile, eppure io, avvezzo a non dovermai chiedere nulla, mi ritrovai a fissare due occhi neri come la pece, chesembravano due fari in un volto non bello e un po’ spigoloso, che mi fissavanoa loro volta con sorprendente indifferenza attraverso le lenti. Indifferenza?Com’era possibile? Io, l’uomo più ricercato dal gentil sesso, invidiato dagliamici, venivo studiato con indifferenza da una donna? Stuzzicato, rimasi aguardarla per tutta la serata mentre parlava con le amiche, con quel suo modopacato e discreto che voleva passare inosservato e che, invece, calamitaval’attenzione. La mia attenzione. In un paio di occasioni la sorpresi alanciarmi un’occhiata e tutte le volte che si accorgeva che io la fissavo sirigirava e buonanotte al secchio. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Quella sera, come un fulmine a ciel sereno, mi resiconto che la mia vita era giunta a una svolta. Per la prima volta una donna miprovocava emozioni profonde, lasciandomi spaesato, in bilico su un baratro.Tutta la mia spigliatezza, rivolta al gentil sesso, crollò e mi ritrovaiimpacciato come un ragazzino alle prime armi.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Nei giorni seguenti mi attaccai come la colla alfianco di Mattia, nella speranza di rivederla in facoltà, e alla fine il mioamico, esasperato dal mio atteggiamento inusuale, mi prese da parte domandandopreoccupato:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Tutto bene? Da qualche giorno mi sembri un’anima in pena.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ah, io... Sì, sì, sto bene.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Non ne sarei così sicuro.- ribatté scrutandomi con attenzione. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;A quel punto gli confessai che la ragazza che miaveva presentato mi interessava molto e che avrei avuto piacere a incontrarlaancora. Ricordo che mi fissò come se fossi impazzito prima di dire:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Ti rammento che la conosco poco, ma da quello che mi ha detto Alessiaposso asserire che un iceberg è più malleabile e caloroso di lei.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Sì, sì, me lo hai già detto, però...-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Però sei cotto.- concluse per me. -Incredibile!-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Sorrisi per minimizzare, le guance in fiamme comeuno scolaretto alla sua prima interrogazione, e Mattia mi assestò una paccasulla spalla, scoppiando a ridere.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Incredibile!- ripeté scuotendo la testa.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Le prime due uscite furono con tutta la comitiva, ingiro per Roma alla stregua di spensierati turisti, in realtà intenti, almenonoi maschietti, ad adocchiare la ragazza che ci camminava al fiancocicalecciando con l’amica.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Era autunno, me lo ricordo bene, con gli alberi daicaldi toni del marrone e del giallo che perdevano le foglie come lacrimesilenziose, il calore dell’estate appena conclusa che si riversava nelle famoseottobrate romane dove ancora vai in giro senza giubbotto e ti godi la cittànella sua pienezza. Ed io lì, che sbirciavo il dolce dondolio dei lunghicapelli neri che sfioravano i fianchi a ogni passo della ragazza che mi avevastregato il cuore. Era diventata una tortura starle vicino e non riuscire adimostrarle i miei sentimenti. Lei non aveva mai dato segno di apprezzarmi, alcontrario della sua amica che sovente mi lanciava occhiate inequivocabili. Aparte pochi scambi di innocue frasi, del tipo: “Ciao, come stai”, oppure: “Bellagiornata oggi”, per un paio di uscite non ci dicemmo altro. Del resto, leifaceva di tutto per ignorarmi, preferendo di gran lunga discorrere con glialtri membri della comitiva. &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Dovevo fare il primo passo, dovevo trovare ilcoraggio di uscire allo scoperto e alla fine, con il cuore palpitante, approfittaidi un venditore di boccioli di rose rosse e ne comprai quattro, una per ogniragazza che faceva parte della comitiva. Un gesto carino che non diceva nullaeppure poteva dir molto. Le consegnai una a una, ricevendo in cambio sorrisi eringraziamenti cordiali e per ultima lasciai Giulia, alla quale diedi la rosaaccompagnandola con un lieve inchino. In quel momento il mio cuore correva comeun indemoniato, lo sentivo nelle orecchie come un tamburo battente, mentreattendevo che lei prendesse il regalo. Invece, rimase immobile a fissare ilbocciolo e solo dopo un po’ accettò il mio gentile pensiero, accompagnandolocon questa frase:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Avresti fatto meglio a risparmiare i soldi.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Ecco: una doccia fredda mi avrebbe fatto meno male.Il mio misero tentativo di mettermi in mostra fallì. Così, mesto mesto,rientrai nei ranghi, sotto lo sguardo impietoso di due occhi color dell’ebano.Mattia mi venne in aiuto, prendendomi sottobraccio e costringendomi adallontanarmi prima di sussurrarmi all’orecchio:&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; &quot;&gt;-Provaci con le altre, mi sembrano più disponibili.-&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Sbirciai il gruppo di ragazze e mi accorsi chesorridevano e mi lanciavano occhiate che anche un cieco avrebbe capito; ma io,caparbio e innamorato, non ascoltai il ragionevole consiglio del mio amico.&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin-bottom: 0.0001pt; text-indent: 35.4pt; &quot;&gt;Qualche giorno dopo organizzammo un’escursione aquattro al centro della città per goderci ancora il sole, prima dell’arrivo dell’inverno.In quell’occasione avevo deciso io l’itinerario: fermata della metro Colosseo eda lì passeggiare lungo i Fori Imperiali, per raggiungere piazza Venezia e ilCampidoglio e proseguire poi verso il teatro Marcello e l’attiguo Portico diOttavia. Una bella e salutare passeggiata nella Roma imperiale che lei, amantedella storia, non poteva non apprezzare. Sì, perché nel frattempo avevo presoinformazioni su miss Ghiacciolo, esasperando Mattia con le mie reiteratedomande da inquisitore. E avevo scoperto alcune cose che, all’epoca, nonritenevo importanti. Io, da buon romano, amavo la cucina, soprattutto quellacasereccia e per me le escursioni dovevano avere un unico scopo: sedermi atavola e mangiare un bel piatto di spaghetti all’amatriciana accompagnati da unbuon vino color rubino. Che poi il ristorante si trovasse al centro della cittào in periferia, non faceva differenza. E non ne aveva mai fatta per le ragazzeche avevo invitato a cena per conquistarle dinanzi a un buon piatto./segue &lt;/p&gt;</description>
        <category>miss ghiacciolo</category>
            <pubDate>Wed, 29 Aug 2012 08:23:14 +0100</pubDate>
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            <title>Ed ecco la seconda uscita!</title>
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            <description>&lt;a href=&quot;http://www.amazon.it/cavalieri-del-Principe-Nero-ebook/dp/B008R8SLEY/ref=sr_1_2?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1343974057&amp;sr=1-2&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.amazon.it/cavalieri-del-Principe-Nero-ebook/dp/B008R8SLEY/ref=sr_1_2?s=digital-text&amp;amp;ie=UTF8&amp;amp;qid=1343974057&amp;amp;sr=1-2&lt;/a&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 03 Aug 2012 08:57:28 +0100</pubDate>
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