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Creato da ciaodaf3 il 28/09/2008

microtesla space

Astronautica e scienza, appunti e piccole ricerche personali.

INDICE DEL BLOG 1

Questo post vuole essere un riepilogo di tutto il blog.

post 01: Prima passeggiata cinese nello spazio

post 02:Scheda di tutte le navette spaziali pilotate costruite e usate dall'uomo

Post 03: Tavola con rappresentazione comparativa in scala delle navette di Usa URSS/Russia e Cina

Post 04: Breve descrizione e storia delle navette attualmente utilizzate

Post 05: Primo post di confronto tra Space Shuttle americano e Shuttle sovietico (Buran),in questo e nei post su questo argomento si analizzano brevemente caratteristiche, storia, finalità ecc.

Post 06:Secondo post di confronto tra Space Shuttle USA e Shuttle sovietico. C'è anche una tavola grafica appositamente realizzata per illustrare alcune differenze.

Post 07: Post che parle del programma spaziale Nasa Constellation che sostituirà il programma Space Shuttle

Post 08: Post sulla nuova capsula spaziale Orion della NASA

Post 09: Altro post su Orion

Post 10: Segnalazione di info su Orion

Post 11: In questo post un disegno mostra la distanza della Terra dalla Luna mettendo in scala Luna Terra e distanza. La Luna appare molto più distante di quanto si pensi comunemente. Si parla anche di un progetto spaziale indiano.

Post 12: I motivi che hanno spinto l'uomo a viaggiare nello spazio; come ci siamo riusciti e perchè.

Post 13: Il lato segreto e quello più oscuro della conquista dello spazio.

Post 14: Auguri di buon 2009

Post 15: La fragilità del nostro pianeta: un grafico illustra quanto è sottile l'atmosfera in cui vivono tutte le spacie viventi, la biosfera.

Post 16: Confronto tra alcune caratteristiche delle capsule Apollo e delle capsule Orion.

Post 17: Segnalazione di alcuni video delle Stazione Spaziale Internazionale ISS.

Post 18: Si formulano alcune ipotesi sul perchè della costruzione di una navetta tanto complessa quale è stata la navetta Shuttle.

.

 

INDICE DEI POST 3

Post 30: Motivazioni sulla forte perplessità rispetto alla possibilità di un viaggio umano su Marte con la capsula Orion.

Post 31: La NASA studia il modo di consentire agli astronauti di uscire dalla capsula al vuoto cosmico, superando le difficoltà imposte dall'architettura della futura navetta.

Post 32: Varie alternative allo Shuttle furono prese in esame durante lo sviluppo del costosissimo e fallito progetto della navetta ad unico stadio. Si giunse infine alla soluzione della capsula Orion simile alla vecchia Apollo. Tutavia alcuni progetti potevano essere più economici e funzionali, o comunque almeno curiosi. E sono tuttora proposte da alcuni tecnici. E' il caso dello Shuttle senza ali.

Post 33: Molte potenze emergeti hanno avviato programmi spaziali. E' il caso della Cina che già manda uomini nello spazio, ma anche dell'india che sta avendo grandi successi con le sue sonde ed i suoi satelliti. Questo paese ha nel cassetto anche il sogno di una navetta spaziale riutilizzabile pilotata simile allo Shuttle.

Post 34: Lo sbarco lunare: se è falso è un capolavoro artistico della finzione cinematografica. Dubbi, perplessità e riflessioni sull'ipotesi del complotto lunare. Cosa torna e cosa non torna in questa teoria.

Post 35: Rarissimo e incredibile filmato mostra una delle fasi più complesse, misteriose e segrete delle missioni Apollo: Le manovre (così pericolose e complesse sulla Luna da lasciarci perplessi) per sganciare il Lunar Rover dal LEM. Qui il link al video.

Post 36: Ci si domanda dove fossero alloggiati nella piccolissima capsula di rientro dell'Apollo i grandi quantitativi di pietre lunari raccolte e come il loro peso abbia influito sulle fasi di rientro frenate da paracadute.

 

I MIEI LINK PREFERITI

°*°*°*°*°*°*°*°*°

Comunicazioni

In questo blog inserisco le mie ricerche personali, gli argomenti trattati possono essere uno spunto per ulteriori approfondimenti.

18-10-08

Il post numero 4 è stato aggiornato e corretto nella parte che riguarda la navetta Space Shuttle.

Ciao.

29-09-08

Poichè questo blog è in fase di allestimento e a causa del fatto che ogni singolo post viene completato in diversi giorni, è stato deciso di non abilitare i commenti.

Vi ringrazio per avere visitato questo blog.

Ciao e a presto.

 

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Missione lunare sovietica parte 2

Post n°51 pubblicato il 26 Settembre 2010 da ciaodaf3

Come abbiamo detto nei post precedenti, la missione lunare ipotizzata dai sovietici era strutturata diversamente da quella americana.

Facciamo un breve riassunto dei post precedenti per riprendere il filo del discorso.

Nella missione americana Apollo, i vari moduli della missione erano stivati insieme dentro il razzo Saturno V. Anche in quella Russa si decide di mandare insieme nello spazio i vari moduli.

Tuttavia i moduli dell'Apollo erano separati all'interno del razzo e venivano assemblati in orbita terrestre prima di partire verso il nostro satellite.

In particolare era il Lem ad essere stivato al di sotto del complesso formato da capsula Apollo e modulo di servizio. Per cui una volta in orbita terrestre, con una delicata manovra, la punta dell'Apollo andava aganciata al boccaporto sulla sommità del Lem. Si veniva così a creare uno stretto tunnel che rendeva comunicanti dall'interno i due moduli abitabili.

Nella soluzione russa invece modulo di discesa lunare e capsula di comando erano già uniti alla sommità prima del lancio e non c'era bisogno di manovre di aggancio prima di iniziare il viaggio. Questo semplificava molto le procedure e la soluzioni tecniche, con un risparmio di peso, carburante e risorse vitali ed umane. Tuttavia, proseguendo nel solco delle semplificazioni, il modulo di comando e quello di discesa non erano comunicanti. Per cui, giunti in prossimità della Luna, uno dei due cosmonauti (che appunto erano 2 e non 3 come nell'Apollo) sarebbe dovuto uscire dalla capsula di comando per raggiungere, con una passeggiata spaziale tutt'altro che semplice e sicura, il modulo di discesa lunare.

Una volta entrato nel modulo di discesa lunare, il cosmonauta esploratore, avrebbe dovuto indossare senza alcun aiuto la tuta lunare. Questa era molto evoluta ed avrebbe avuto soluzioni innovative in seguito adottate spesso nella tecnologia spaziale. A differenza della tuta lunare dell'Apollo, quella sovietica era semirigida. Era un vero e proprio scafandro con busto rigido, e vi si entrava dalla parte posteriore attraverso un ampio "portellone" chiusa dallo zaino che svolgeva la funzione di portellone. La tuta lunare era un vero e proprio veicolo spaziale, differiva da quella dell'Apollo anche per un pannello di controllo, una sorta di tastiera davanti al ventre, per accedere alle varie funzioni vitali.

All'interno del modulo di discesa lunare sovietico non c'era un vero e proprio vano, tuta e veicolo di discesa erano in pratica un tutt'uno, tanto che il veicolo stesso era quasi una parte della tuta. Il Cosmonauta vi era quasi immobilizzato e poteva muovere soltanto le leve di comando.

L'involucro esterno del modo di discesa, almeno da quello che si può vedere dagli esemplari conservati nei musei, era una batisfera fatta di un blocco unico e non di più elementi assemblati come nell'Apollo. Probabilmente era più solida e più pesante (come peso specifico) ma più piccola, conteneva infatti un solo cosmonauta.

Sul luogo di sbarco ci sarebbe stato un'altro modulo di discesa lunare vuoto che il cosmonauta avrebbe utilizzato per il rientro in caso di emergenza.

I russi erano molto dubbiosi circa le condizioni ambientali che l'uomo avrebbe trovato sulla Luna, e a differenza degli Americani che sembravano molto più sicuri, adottarono tutta una serie di precauzioni, come il modulo di sicurezza, e previdero una permanenza molto breve sul suolo. Ora delle due l'una, o gli americani erano imprudenti, o i russi avevano sopravvalutato i rischi. La seconda ipotesi sembra suffragata dal fatto che gli americani hanno poi fatto ottime e lunghe missioni, ed i russi alla fine hanno rinunciato. Ma oggi vediamo che gli Americani, pur avendo a disposizione tecnologie e conoscenze molto superiori al '69, non riescono ad organizzare una nuova missione a causa della difficoltà tecnica e dei rischi. Allora ci si domanda, se oggi si calcolano rischi e difficoltà enormi che confermano i timori che al tempo avevano i sovietici, come sia stato possibile per gli USA portare a termine le missioni Apollo: sono stati un po' imprudenti e casualmente nulla è andato storto (audacia fortuna juvant), oppure come dicono i luna scettici le missioni Apollo sono state simulate per non ammetterne il fallimento o per coprire spese spaziali segrete e più utili (forse agli Shuttle?). Qui il dibattito è aperto, ogni parte porta i suoi elementi a sostegno della sua tesi. Noi pensiamo che le missioni Apollo siano state reali, ma non escludiamo a priori nulla.

Tornando alla missione sovietica: dopo una breve passeggiata lunare, il cosmonauta sarebbe tornato nel modulo, formato di due parti, quella con le zampe che, restando sulla luna avrebbe costituito il trampolino di lancio, ed il modulo che sarebbe tornato verso la capsula orbitante intorno alla Luna.

Il modulo di ritorno dalla luna e quello di rientro verso terra si sarebbero incontrati. A questo punto c'è un'altra differenza con l'Apollo: il modulo di rientro dalla Luna, non avrebbe agganciato l'altro con assoluta precisione. Ciò avveniva nell'Apollo per ricostituire il tunnel che consentiva agl'astronauti di ritorno di raggiungere il compagno senza uscire all' esterno dell'astronave.

I due moduli russi avevano invece un sistema di attracco molto più rudimentale e semplice: due dischi in metallo piuttosto ampi, ognuno posto alle'estremità di uno dei due moduli. Uno aveva molti punzoni, ed un'altro molti fori. Quindi, accostando i due dischi, anche senza avere una grossa precisione, bastava che qualche punzone penetrasse in alcuni fori in qualunque posto del disco, senza bisogno di una grande precisione. Questo perchè si pensava che il cosmonauta di ritorno dalla Luna sarebbe stato molto stanco e stressato e che in presenza di una manovra molto complessa quale quella dell'Apollo, avrebbe potuto commettere errori anche gravi.

Se l'aggancio così risultava molto semplice, molto più difficile era per il cosmonauta russo ricongiungersi al compagno. Doveva infatti fare una nuova passeggiata spaziale per rientrare nella capsula di ritorno alla Terra. Prima della passeggiata spaziale avrebbe dovuto anche cambiare tuta e togliersi quella lunare. Come sarebbe stato possibile nell'ambiente strettissimo del modulo di discesa cambiarsi la tuta al'arrivo e al ritorno? Questo no lo so. Quello che è sicuro è che della missione sovietica restano numerosi elementi praticamente completi, come i moduli di discesa, le tute ecc. ma che alla fine si decise di annullare la missione, almeno questo è quello che si sa.

 

 
 
 

Sul programma sovietico di esplorazione umana della Luna.

Post n°50 pubblicato il 06 Aprile 2010 da ciaodaf3

Questo è solo un breve appunto.

Come abbiamo detto nel post 47, tutti i moduli che avrebbero partecipato alla missione erano già uniti al momento del lancio.

Poichè però i due cosmonauti si trovavano nella capsula, prima dello sbarco uno di loro doveva raggiungere il modulo di discesa.

Non essendo previsto un tunnel di collegamento tra i due moduli, costui avrebbe dovuto effettuare una passeggiata spaziale all'esterno per raggiungerlo ed entrarvi, ed una nuova passeggiata a fine esplorazione per uscirne e rientrare nel modulo di comando che tornava a terra.

Spiegherò poi il perchè di questa scelta e la sua logicità pratica.

 

 
 
 

La "mitica" Soyuz resterà l'unica navetta spaziale utilizzata.

Post n°49 pubblicato il 05 Aprile 2010 da ciaodaf3

Il 28/10/2009 è stato lanciato il primo esemplare del nuovo vettore spaziale americano Ares.

Il lancio (un semplice test di sviluppo) è stato un parziale successo.

Tuttavia, attualmente sono molte le incertezze sul futuro del progetto Ares-Orion-Costellation.

Il nuovo sistema di trasporto umano spaziale americano è stato praticamente sospeso, e pare certo che dopo il pensionamento delle navette plananti shuttle, gli americani dovranno trascorrere un lungo periodo senza veicoli spaziali pilotati.

La ISS verrà visitata soltanto grazie alle "mitiche" Soyuz russe, ormai candidate al titolo di miglior veicolo di trasporto spaziale mai realizzato dall'umanità. Sono infatti il miglior compromesso tra sicurezza, praticità e costi di gestione.

 
 
 

Corretto il post 47

Post n°48 pubblicato il 05 Aprile 2010 da ciaodaf3

Sono state eseguite piccole modifiche e correzioni al post 47 di questo blog.

 
 
 

La missione lunare sovietica, caratteristiche e motivazione delle scelte adottate.

Post n°47 pubblicato il 23 Gennaio 2010 da ciaodaf3

 

I sovietici avevano progettato fin nei dettagli la loro esplorazione umana sulla Luna.

Nonostante avessero probabilmente accesso a gran parte dei progetti Apollo, elaborarono un progetto totalmente indipendente.

Il progetto fallì soprattutto per la sottovalutazione dell'elettronica, molto indietro rispetto a quella americana. L'arretratezza in questo settore portò al fallimento del vettore di lancio N1 che a differenza del Saturn americano si basava su un sistema sostanzialmente elettro-meccanico per mantenere l'assetto. Architettura che si rivelò insufficiente nella stabilizzazione dell'immenso razzo che avrebbe dovuto portare i russi sulla Luna.

Alcuni particolari del fallimento del vettore sovietico, ci lasciano ipotizzare, ma lo ripeto, è solo un'ipotesi, che in fondo i progettisti, molti dei quali avevano sperimentato i Gulag in era staliniana, abbiano remato contro la realizzazione di un vettore così potente, quale sarebbe stato l'N1. Anche sapendo che questo, successivamente, poteva essere usato per trasportare micidiali ordigni bellici in orbita terrestre. Erano allo studio enormi stazioni spaziali orbitanti militari, che poi furono realizzate in scala minore e solo in parte. Questa ipotesi ci sembra una possibilità, vista anche l'incongruenza tra i grossolani errori di progettazione di N1 e la raffinatezza tecnica che consente a Soyuz di essere ancora uno di vettori spaziali più apprezzati al mondo. E se si considera che entrambi i progetti erano frutto della mente dello stesso progettista, vero genio dell'astronautaica, non si può che restare perplessi.

Nell'idea originale per il viaggio sovietico, tuttavia, non ci sarebbe stato bisogno di un razzo gigantesco come quello che si tentò di realizzare.

La prima ipotesi prevedeva infatti che i vari elementi dell'astronave che avrebbe raggiunto il nostro satellite, sarebbero stati lanciati in orbita separatamente e li assemblati.

Nacquero problemi di vario tipo. Questa metodologia avrebbe costretto gli astronauti a trascorrere troppo tempo nello spazio per l'assemblaggio, a discapito del tempo da dedicare al viaggio vero e proprio: avrebbe richiesto molti lanci consecutivi col rischio che qualcuno fallisse, inficiando l'utilità di tutti gli altri. Inoltre i vertici sovietici spingevano verso la costruzione di un razzo gigantesco in modo da sfruttare la tecnologia elaborata per la Luna anche a scopi militari.

Si decise quindi di spedire nello spazio tutti i moduli del veicolo contemporaneamente, come nella missione Apollo. Tuttavia, mentre nella missione lunare americana il veicolo di discesa lunare LEM (o LM) veniva lanciato insieme alla capsula Apollo ma divisa e agganciata a questa in orbita con una complessa manovra prima di partire per la Luna, l'astronave sovietica era già completamente assemblata e in configurazione finale già al momento del lancio. Si cercava infatti di limitare al minimo le manovre. Si volevano così dedicare tutte le risorse vitali ed il tempo disponibile al viaggio trans-lunare.

Si dice che i sovietici non fossero in grado di eseguire manovre così complesse, come quelle dell'aggancio Apollo-Lem (sperimentate dagli USA nelle missioni Geminy), ma questo non è del tutto vero. I sovietici erano stati già in grado di eseguire manovre analoghe e successivamente superarono gli USA in queste manovre.

Nel caso specifico però i sovietici erano letteralmente terrorizzati all'idea di un fallimento che avrebbe provocato un danno psicologico enorme. Limitando al massimo le manovre tra i veicoli si riducevano i rischi per i cosmonauti e per i veicoli.

I sovietici erano convinti che il sistema Apollo fosse estremamente pericoloso per gli astronauti e le probabilità di fallimento elevatissime. Nel loro progetto cercarono quindi di realizzare l'architettura più semplice e sicura possibile.

Tuttavia, i loro studi evidenziarono sempre che, sia la loro missione che quella americana, erano rischiosissime per il personale umano.

Li assillava soprattutto l'idea che il veicolo di discesa lunare per un motivo tecnico qualunque, non potesse ripartire. Gli americani non cercarono alcuna soluzione ad un'evenienza di questo tipo (fu previsto solo di interrompere la diffusione di immagini e collegamenti radio e trasmettere solo discorsi e necrologi vari per esaltare il sacrificio degli eroi e non angosciare l'opinione pubblica).

I sovietici ritennero inaccettabile tale evenienza e preventivarono di far sbarcare sulla Luna un solo cosmonauta a bordo di un veicolo di sbarco lunare ed un secondo veicolo di sbarco lunare vuoto accanto a lui. Nel caso in cui il veicolo non fosse stato in grado di ripartire, il cosmonauta avrebbe utilizzato l'altro.

 Il post è da terminare... segue...

ciao a chi legge.

 
 
 

Confronto dei vettori progettati per le missioni lunari umane sovietiche e americane.

Post n°45 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da ciaodaf3

Apollo USA.

Vettore:

Saturno V

- Forma cilindrica

- altezza 110,6 mt.

- larghezza 10 mt

- Massa 3.038.500 kg

- Carico utile in orbita bassa (non lunare) 130 tonnellate.

- Lanci riusciti 13

- Lanci falliti 0

Missione lunare:       portare verso la Luna 3 astronauti ed un complesso formato da 1)capsula abitabile e di ritorno, 2) Modulo di servizio 3) Veicolo di discesa sulla Luna a sua volta suddiviso in due elementi con 2 dei tre astronauti a bordo, 4)strumenti e veicoli per esplorazione lunare.

N1 URSS

Vettore:

N1

- Forma tronco-conica

- altezza 105 mt. 

-  larghezza 17 mt (alla base)

- Massa 2.375.000 kg

- Carico utile in orbita bassa (non lunare) 95 tonnellate.

- Lanci riusciti 0

- Lanci falliti 4

Missione lunare:       portare verso la Luna 2 astronauti ed un complesso formato da 1)capsula abitabile e di ritorno, 2) Modulo di servizio 3) Veicolo di discesa sulla Luna a sua volta suddiviso in due elementi con 1 dei due astronauti a bordo.

 
 
 

Acqua sulla Luna

Post n°44 pubblicato il 29 Novembre 2009 da ciaodaf3

Dopo le ultime missioni lunari, condotte con sonde automatiche di diversa nazionalità, non vi sono più dubbi circa la presenza di acqua sulla Luna.

 
 
 

LUMINARY 131

Post n°43 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da ciaodaf3

Il programma che gestiva le missioni Apollo dirette verso la Luna si chiamava LUMINARY.

Gruppi di storici e studiosi ne stanno ricercando le tracce e ricomponendo i frammenti e le copie ritrovate o conservate per restituire un quadro completo di un evento storico di straordinaria importanza.

Per quanto si tratti di un argomento estremamente complesso e di difficile comprensione per chi, come il sottoscritto, non è del settore, in questo blog che parla di astronautica mi sembrava giusto segnalarlo.

Per trovare informazioni su questo "antico" software, digitate sul vostro motore di ricerca preferito le parole "Computer Program LUMINARY 131" e tra i vari risultati troverete qualche informazione. Ma vi consiglio di inserire la frase senza virgolette per ottenere un numero maggiore di risultati. Altrimenti compariranno solo un ottimo sito NASA in inglese molto approfondito ed il mio blog che cita soltanto questo software.

Diversamente compariranno logicamente molti più risultati, alcuni interessanti.

Ciao.

 

 
 
 

Pietre lunari su Apollo: trasporto plausibile e possibile. I quantitativi, la modalità.

Post n°42 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da ciaodaf3

In questo blog mi sono spesso chiesto dove venissero sistemate le rocce lunari all'interno della capsula Apollo quando questa, a fine missione, tornava verso terra.

La cosa mi incuriosiva perchè presentava aspetti non chiari, ed è un argomento che nei resoconti delle missioni lunari viene spesso tralasciato.

Ad ogni missione, le navette Apollo, riportarono a terra molti kg. di rocce lunari.

Ma questa operazione non deve essere stata affatto semplice.

Per prima cosa le rocce andavano raccolte, e questa operazione sul suolo lunare è documentata da numerose foto. Alcuni astronauti Apollo hanno poi raccontato che si trattò di una operazione molto faticosa. Anche se sul nostro satellite queste pietre erano molto più leggere che sulla Terra, le tute pressurizzate rendevano difficili i movimenti, specie quelli delle mani che quasi erano rese immobili dai guanti che erano rigidissimi.

Poi queste rocce andavano sistemate nel LEM, sicuramente all'interno del modulo di rientro, visto che non risulta che fossero state ancorate al suo esterno. Questa operazione deve essere stata estremamente difficile, e fino ad ora non ho mai visto alcuna foto riguardante questa delicata operazione di carico del materiale raccolto sul modulo abitabile del LEM.

A questo punto però qualche chiarimento ci viene dalle informazioni disponibili. Infatti i quantitativi trasportati non erano pesantissimi. Sulla Luna, con una gravità minore, molto più leggeri. Il peso da trasportare è quindi compatibile con la capacità del modulo di rientro del LEM di partire dalla Luna.

Le pietre lunari venivano poste in speciali valigette rigide, le "Lunar sample case".

Queste valigette, venivano poi fatte passare dal modulo del Lem alla capsula Apollo, ancorate da qualche parte, e riportate a terra.

I quantitativi trasportati, non poi molto elevati, sono quindi del tutto coerenti con lo spazio e capacità di carico dell'Apollo.

Ecco una tabella dei quantitativi trasportati:

Anno 1969: Apollo 11- 22Kg.

Anno 1969: Apollo 12- 34Kg.

Anno 1971: Apollo 14- 43Kg.

Anno 1971: Apollo 15- 77Kg.

Anno 1972: Apollo 16- 95kg.

Anno 1972: Apollo17- 111kg.

(fonte Wikipedia)

Come possiamo vedere, le ultime tre missioni trasportarono quantitativi notevoli di rocce lunari, tuttavia il peso è simile a quello di una persona. Quindi in pratica è come se la capsula Apollo, una volta penetrata nell'atmosfera terrestre e riacquistato quindi il peso che ha sulla Terra, aveva un peso e una massa simile a quella che avrebbe avuto trasportando quattro astronauti anzichè tre.

Visto che i margini di sicurezza di qualunque struttura, in ambito civile come in ambito astronautico, impongono di calcolare un peso massimo sostenibile almeno due tre volte superiore a quello che si calcola di sostenere usando l'artefatto, è del tutto normale che la capsula Apollo sia potuta rientrare a terra. I paracadute non potevano non essere in grado di reggere un aggravio di peso di un centinaio di Kg.

Per chi volesse vedere i contenitori nei quali venivano trasportati i campioni lunari forniamo il seguente link: http://en.wikipedia.org/wiki/File:Lunar_sample_case.JPG   dove si può ammirare una foto di una "Lunar sample case".

Sempre in questa voce di Wikipedia si trovano tutte le informazioni disponibili sulle rocce lunari. La pagina è in inglese, questo il Link: http://en.wikipedia.org/wiki/Moon_rock.

Tuttavia le operazioni di carico e scarico dei campioni lunari, fase fondamentale delle missioni, non è molto documentato o almeno la documentazione è di difficile reperimento per il vasto pubblico.

Ma ora mi sto ponendo un'altra domanda: Le capsule Apollo, al loro rientro, dovevano essere internamente sature di polvere lunare.Questa polvere, preziosissima si voleva che non entrasse incontatto con la biosfera terrestre. Questo al fine di evitare che questa polvere, portatrice di preziose informazioni circa il nostro satellite, non venisse contaminata da elementi terrestri e che la biosfera terrestre non venisse contaminata da questa polvere prima che le analisi non avessero escluso qualsiasi pericolo (cosa che oggi, ma non all'epoca delle missioni, viene esclusa del tutto).

Insomma, dove sono finite le capsule Apollo usate nelle missioni lunari? 

 
 
 

I misteri della Luna, terra dei sogni. Falso sasso lunare e moduli lunari fotografati per la prima volta.

Post n°41 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da ciaodaf3

Non sono notizie recentissime ma, messe insieme lasciano un poco sconcertati.

Tutti conosceranno l'annosa disputa tra chi asserisce la falsità dello sbarco dell'uomo sulla luna e chi difende la veridicità delle missioni Apollo.

Ebbene, in pochi mesi due eventi sembrano rafforzare entrambe le ipotesi, di per se inconciliabili.

Da una parte le straordinarie immagini  ad alta risoluzione scattate dalle sonde del progetto LRO - "Lunar Reconnaissance Orbiter".

Mai la Luna era stata fotografata con una risoluzione così alta. Questo ha consentito di fotografare i moduli di allunaggio, o meglio, ciò che ne resta (cioè la base che fungeva da rampa di lancio per il modulo che riportava gl'astronauti verso la capsula in orbita lunare). Si distingue chiaramente questo elemento, la traccia lasciata sul suolo dai razzi propulsivi e perfino, in alcuni casi, le impronte lasciate dalle ruote dei lunar rover. Quasi tutti i luoghi di allunaggio sono visibili. Le foto, rese disponibili dalla NASA, sembrano essere finalmente (accanto a molte altre) la prova definitiva della veridicità degli sbarchi lunari.

Ma un'altra notizia sembra invece ridare un po' di fiato ai "lunascettici".

Al Museo Nazionale di Amsterdam, il Rijksmuseum, era conservata una pietra che, si riteneva, provenisse da quelle raccolte sul suolo lunare dall'Apollo 11.

(Detto tra parentesi, io mi sto ancora chiedendo con sincera curiosità dove venissero stipate le rocce lunari nella piccolissima capsula Apollo durante il rientro, e come l'aumento di peso specie con i grossi quantitativi delle ultime missioni non abbiano creato problemi al rientro nell'atmosfera terrestre, poichè al rientro sulla terra il peso e la massa della capsula dovevano essere molto elevati).

Comunque, questa roccia lunare venne donata dagli Stati Uniti all’ex primo ministro socialdemocratico, Willem Drees nel 1969.

Venne esposta al pubblico e presentata per anni come autentica.

Ora, a seguito di esami approfonditi eseguiti su questo reperto, si è potuto appurare che non può essere assolutamente una roccia lunare. Si tratta infatti di un fossile che, in origine, non era altro che un pezzo di legno, il frammento di un albero antichissimo.

Quindi certamente di origine terrestre. Un fossile del valore di pochi dollari che, come ha dichiarato la portavoce del Rijksmuseum, Xandra van Gelder, resterà comunque parte della collezione del museo come testimonianza di un periodo storico. Un periodo durante il quale forse si cercava, semplicemente, di enfatizzare al massimo eventi prestigiosi, come lo sbarco lunare, anche ricorrendo a trucchi di questo tipo. Probabilmente il frammento fu donato in buona fede e il problema stava a monte. Forse, potrebbe anche darsi che in origine fosse stato donato un reale sasso lunare che poi qualcuno sostituì chi sa quando e chi sa come con un falso, non sarebbe la prima volta, capitò anche con famose opere d'arte.

Quello che è certo è che eventi di questo tipo contribuiscono ad aumentare dubbi e perplessità su queste missioni di cui, certamente, non sapremo mai tutta la verità.

Per il ruolo che queste missioni svolsero nell'ambito della guerra fredda. 

Ma, soprattutto perchè, quando la realtà diventa leggenda la realtà si fonde con la fantasia.

La Luna, in fondo in fondo, sarà sempre la terra dei sogni.

 
 
 

Post di riepilogo numero 2

Post n°40 pubblicato il 19 Luglio 2009 da ciaodaf3

Nel post di riepilogo 1 non si era tenuto conto di alcuni post cancellati. Qui si riparte seguendo la numerazione corretta apposta da "Libero" ai post del Blog.

 

Post 19: Opera di retro-ingegneria per carpire i segreti delle vecchie capsule Apollo. Segreti utili alle nuove Orion.

Post 20: Alcuni problemi che hanno afflitto le nuove Capsule Orion e i nuovi vettori Ares in fase di messa a punto.

Post 21: Ancora problemi di messa a punto per il vettore Ares della NASA.

Post 22: Si segnalano alcuni video che ritraggono i preparativi per il primo lancio di prova del vettore Ares che trasporterà la nuova capsula NASA Orion.

Post 23: Si segnalano due video che ritraggono l'interno delle Soyuz russe durante il lancio.

Post 24: Si parla di una nuova navetta russa in sostituzione della Soyuz ed in risposta alla Orion Americana, conosciuta con la sigla PPTS

Post 25: Significato della sigla PPTS

Post 26: Altre informazioni sulla futura navetta russa

Post 27: L'originale sistema di salvataggio per l'equipaggio durante un eventuale incidente prima della partenza dalla rampa.

Post 28: Ci si chiede perchè tanto rinnovato interesse per le missioni umane sulla Luna.

Post 29: Sogno infranto da un miliardo di dollari, il progetto fallito per l'astronave ad unico stadio americana.

Post 30: Motivazioni sulla forte perplessità rispetto alla possibilità di un viaggio umano su Marte con la capsula Orion.

Post 31: La NASA studia il modo di consentire agli astronauti di uscire dalla capsula al vuoto cosmico, superando le difficoltà imposte dall'architettura della futura navetta.

Post 32: Varie alternative allo Shuttle furono prese in esame durante lo sviluppo del costosissimo e fallito progetto della navetta ad unico stadio. Si giunse infine alla soluzione della capsula Orion simile alla vecchia Apollo. Tutavia alcuni progetti potevano essere più economici e funzionali, o comunque almeno curiosi. E sono tuttora proposte da alcuni tecnici. E' il caso dello Shuttle senza ali.

Post 33: Molte potenze emergeti hanno avviato programmi spaziali. E' il caso della Cina che già manda uomini nello spazio, ma anche dell'india che sta avendo grandi successi con le sue sonde ed i suoi satelliti. Questo paese ha nel cassetto anche il sogno di una navetta spaziale riutilizzabile pilotata simile allo Shuttle.

Post 34: Lo sbarco lunare: se è falso è un capolavoro artistico della finzione cinematografica. Dubbi, perplessità e riflessioni sull'ipotesi del complotto lunare. Cosa torna e cosa non torna in questa teoria.

Post 35: Rarissimo e incredibile filmato mostra una delle fasi più complesse, misteriose e segrete delle missioni Apollo: Le manovre (così pericolose e complesse sulla Luna da lasciarci perplessi) per sganciare il Lunar Rover dal LEM. Qui il link al video.

Post 36: Ci si domanda dove fossero alloggiati nella piccolissima capsula di rientro dell'Apollo i grandi quantitativi di pietre lunari raccolte e come il loro peso abbia influito sulle fasi di rientro frenate da paracadute.

Post 37:Numerosi studi furono compiuti, negli anni '60, per raggiungere Marte, meta che appariva la logica conseguenza dei viaggi Apollo alla Luna. Questi studi, molto seri ed approfonditi, ci sembrano rendere poco credibile l'utilizzo di una capsula Orion verso il "Pianeta Rosso" senza apportare modifiche tanto sostanziali da costituire di fatto qualcosa di completamente diverso. Si consigliava infatti alla fine un convoglio di diverse navette dotate di gravità artificiale ottenuta per forza centrifuga e spazio sufficiente per un minimo di vita sociale. Possibile invece il viaggio alla Luna con la nuova navetta.

Post 40: Il falso sasso lunare creduto vero per quranta anni e le foto dei moduli lunari ripresi dalle favolose nuove sonde automatiche.

Post 39: Post di riepilogo numero 1 (nove post, gli ultimi, non sono ancora catalogati in questo elenco)

 

 
 
 

Post di riepilogo

Post n°39 pubblicato il 19 Luglio 2009 da ciaodaf3

Questo post vuole essere un riepilogo di tutto il blog.

post 01: Prima passeggiata cinese nello spazio

post 02:Scheda di tutte le navette spaziali pilotate costruite e usate dall'uomo

Post 03: Tavola con rappresentazione comparativa in scala delle navette di Usa URSS/Russia e Cina

Post 04: Breve descrizione e storia delle navette attualmente utilizzate

Post 05: Primo post di confronto tra Space Shuttle americano e Shuttle sovietico (Buran),in questo e nei post su questo argomento si analizzano brevemente caratteristiche, storia, finalità ecc.

Post 06:Secondo post di confronto tra Space Shuttle USA e Shuttle sovietico. C'è anche una tavola grafica appositamente realizzata per illustrare alcune differenze.

Post 07: Post che parle del programma spaziale Nasa Constellation che sostituirà il programma Space Shuttle

Post 08: Post sulla nuova capsula spaziale Orion della NASA

Post 09: Altro post su Orion

Post 10: Segnalazione di info su Orion

Post 11: In questo post un disegno mostra la distanza della Terra dalla Luna mettendo in scala Luna Terra e distanza. La Luna appare molto più distante di quanto si pensi comunemente. Si parla anche di un progetto spaziale indiano.

Post 12: I motivi che hanno spinto l'uomo a viaggiare nello spazio; come ci siamo riusciti e perchè.

Post 13: Il lato segreto e quello più oscuro della conquista dello spazio.

Post 14: Auguri di buon 2009

Post 15: La fragilità del nostro pianeta: un grafico illustra quanto è sottile l'atmosfera in cui vivono tutte le spacie viventi, la biosfera.

Post 16: Confronto tra alcune caratteristiche delle capsule Apollo e delle capsule Orion.

Post 17: Segnalazione di alcuni video delle Stazione Spaziale Internazionale ISS.

Post 18: Si formulano alcune ipotesi sul perchè della costruzione di una navetta tanto complessa quale è stata la navetta Shuttle.

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Anniversario Apollo 11

Post n°38 pubblicato il 19 Luglio 2009 da ciaodaf3

Domani ricorre lo storico anniversario della partenza di Apollo 11 verso la Luna.

Se ci guardiamo indietro, a come eravamo quaranta anni fa', non possiamo che restare increduli davanti ai cambiamenti subiti dal pianeta in tutti i campi, da quelli tecnologici a quelli sociali. Forse la Luna ci ha cambiato davvero, forse ha cambiato per sempre il nostro modo di comprendere il mondo.

 
 
 

I progetti della Nasa per sbarcare su Marte, negli anni '60, dimostrano che Orion potrà raggiungere soltanto la Luna?

Post n°37 pubblicato il 14 Giugno 2009 da ciaodaf3

L'intero progetto Apollo era stato concepito per raggiungere la Luna. In relata anche le precedenti capsule biposto Gemini, furono concepite per mettere a punto procedure, tecniche e manovre utili alla missione lunare. Tanto è vero che, se guardiamo bene alla cronologia dei progetti spaziali Nasa ci accorgiamo che: la prima capsula realizzata era la monoposto Mercury. Questa doveva servire a compiere le prime esperienze umane in ambiente spaziale. Poi si passò direttamente a progettare la capsula Apollo finalizzata alla Luna. Tuttavia lo sviluppo della capsula Apollo richiedeva molti anni così, nel frattempo prese il via il progetto Mercury. Quindi la capsula Mercury che è stata la seconda capsula americana ad essere utilizzata era in realtà la terza in ordine di inizio di progettazione.

Durante tutto il periodo delle missioni Mercury e Gemini venne ampiamente pubblicizzata l'intenzione della NASA di raggiungere la Luna ed in seguito Marte.

Per quanto riguarda il pianeta rosso, la NASA costituì un apposito centro studi al fine di progettare uno sbarco su Marte. Tutte le proposte formulate differivano completamente dal progetto Apollo. Si trattava infatti di affrontare un viaggio che, a causa della maggiore durata e lunghezza, presentava problematiche radicalmente diverse rispetto al viaggio sulla Luna. Anche perchè dopo un viaggio così lungo sarebbe stato veramente assurdo mantenere gli astronauti sul suolo marziano soltanto poche ore come per l'Apollo.

L'ipotesi più accreditata dai tecnici era quella di un vero e proprio convoglio di cosmonavi di notevole dimensioni che ruotando su se stesse avrebbero prodotto una gravità artificiale. Si sarebbe trattato di un  convoglio di diverse astronavi identiche per garantire che, in caso di danneggiamento di una astronave, l'equipaggio avrebbe trovato scampo sulle cosmonavi residue.

Queste astronavi non sarebbero partite da terra a causa della loro mole, ma sarebbero state assemblate in  orbita e lanciate da grandi basi spaziali orbitanti (gli USA però non possedevano ancora neanche qualcosa di paragonabile alle ancora piccole basi orbitanti sovietiche).

La propulsione delle cosmonavi verso Marte sarebbe stata probabilmente innovativa, nucleare o elettrica.

Tutti questi studi rimasero però solo sogni del cassetto e ripresi soltanto dalla fantascienza.

Tuttavia durante le missioni Apollo dirette alla Luna si cominciò a diffondere l'idea che il viaggio verso Marte si sarebbe svolto a bordo delle capsule Apollo. L'idea era però palesemente inattuabile dal punto di vista tecnico e fisiologico. Non è che questa idea fosse stata diffusa dalla NASA che ovviamenete conosceva l'impossibilità di effettuare il viaggio su Marte con Apollo e Modulo Lunare. Tuttavia l'ipotesi circolò con grande forza, supportata da illustrazioni, racconti, film ecc (ricordiamo Capricorn One del 1978 nel quale la NASA progettava di raggiungere Marte con gli stessi strumenti utilizzati per raggiungere la Luna, anche se poi a causa di un problema tecnico metteva in scena un falso sbarco).

Per quanto riguarda la nuova capsula Orion della NASA, a me sembra che si stia ripetendo un po' lo stesso errore di valutazione da parte dell'informazione astronautica presso l'opinione pubblica. E' infatti probabilmente possibile raggiungere la Luna con questa nuova navetta, ma è certamente impossibile raggiungere Marte.

 
 
 

Rocce lunari e allunaggi.

Post n°36 pubblicato il 12 Giugno 2009 da ciaodaf3

Il progetto Apollo consentì di sbarcare sulla Luna sei volte. Gli sbarchi sarebbero stati sette se l'Apollo 13 non avesse fallito. Altre missioni erano previste ma furono annullate. Parte di un razzo Saturno destinato ad una delle missioni cancellate divenne una base spaziale piuttosto "scadente", lo Sky-lab (era il fusto del terzo stadio privato di motori, serbatoi ecc, pressurizzato e allestito come una base. Fu comunque la prima base USA ad essere utilizzabile, con grande ritardo quindi rispetto ai sovietici). Dodici gli astronauti a porre piede sul nostro satellite. Portarono sulla terra un totale di 382 kg di rocce lunari, una media di circa 63 kili a missione (anche se ogni missione ne portava un po' di più quindi la prima portò pochissime rocce, l'ultima che imbarcava anche un geologo, moltissime). Dove fossero sistemate queste rocce al ritorno all'interno della piccolissima capsula Apollo ancora non sono riuscito a capirlo, tuttavia queste rocce ci sono. Alcune sono esposte al pubblico altre a disposizione esclusiva di alcuni studiosi.

 
 
 

Sbarco del LUNAR ROVER dal Modulo Lunare LEM

Post n°35 pubblicato il 03 Giugno 2009 da ciaodaf3

Le foto scattate dagli astronauti Apollo sul suolo lunare sono un'immensità, qualcuno dice troppe per poter essere state scattate nel breve tempo delle missioni.

Qualcuno ha notato anche che non si riesce a trovare foto relative alle operazioni di sganciamento del Lunar Rover dal LEM.

Essendo questa operazione di grande importanza nelle missioni lunari, e rappresentando il Lunar Rover certamente una delle macchine più sorprendenti costruite dalla Nasa, non si capisce questa avarizia di documentazione fotografica.

Effettivamente, per quanto abbia cercato non ho trovato alcuna foto relativa alle operazioni di sbarco del Lunar Rover dal modulo lunare.

Tuttavia ho trovato un video, e questo non è poco.

Si trova su You tube ed è davvero rarissimo.

La missione era Apollo 15.

Quindi vi fornisco l' URL e se vi interessa ve lo andate a vedere.

http://www.youtube.com/watch?v=q-M5r2OKPNk

Ciao e buona serata a tutti.

 

 
 
 

Lo sbarco sulla luna è avvenuto realmente?

Post n°34 pubblicato il 24 Maggio 2009 da ciaodaf3

 

Mi ha sempre molto incuriosito il dibattito sulla veridicità delle missioni Apollo con sbarco lunare.

Secondo me, dal punto di vista tecnologico, alla fine degli anni '60 si era perfettamente in grado di progettare e gestire la missione.

Anche se è vero che l'elettronica aveva raggiunto un livello molto primitivo, è altrettanto vero che opere estremamente ambiziose sono state realizzate dall'uomo

ben prima della comparsa dell'elettronica. Basti pensare alle piramidi.

Quando guardiamo a qualcosa che è stata realizzata prima dell'introduzione di tecnologie che a noi sembrano fondamentali, restiamo sempre stupefatti ed increduli, ma l'uomo ha sempre trovato la strada per arrivare a soluzioni straordinarie anche con strumenti estremamente rudimentali.

Nell'epoca Apollo tuttavia l'elettronica esisteva, erano proprio gli anni in cui si gettavano le basi per la realizzazione dei computer che noi tutti utilizziamo oggi.

Tuttavia un conto è la fattibilità tecnica della cosa, e un altro è la fattibilità pratica di un'impresa che va vista anche in termini di costi, rischi, vantaggi-svantaggi.

L'impresa lunare aveva un senso propagandistico molto elevato. Un eventuale fallimento avrebbe avuto effetti catastrofici sull'immagine degli Stati Uniti.

Ora, prendiamo per buona l'ipotesi della missione lunare falsa, ricostruita su di un set cinematografico e spacciata per vera di fronte all'opinione pubblica.

In realtà non si tratterebbe di una scelta in se per se sbagliata.

Non bisogna dimenticare cosa era l'Unione Sovietica in quegli anni, ne cosa rappresentassero gli Stati Uniti nello stesso periodo. Era un'epoca nella quale l' evntualità di una guerra nucleare tra superpotenze era percepita come imminente.

Ad un certo punto entrambe le super potenze cercavano di dimostrare la propria superiorità tecnica per dimostrare alla controparte il proprio potere e dissuaderla da un attacco. Ma si cercava così anche di affascinare l'opinione pubblica per trascinarla dalla propria parte.

Se ad un certo punto gli americani si fossero accorti della difficoltà di portare a termine l'impresa lunare senza incorrere in un fallimento e nella perdita di credibilità, sarebbe stata una scelta del tutto ragionevole, razionale e giustificata la simulazione in studio della missione. Sfruttando la grandissima capacità cinematografica di cui il Paese dispone, si poteva ottenere lo stesso effetto psicologico di un vero viaggio sulla luna, a) senza mettere a rischio la vita degli astronauti; b) senza rischiare un fallimento catastrofico sul piano dell'immagine; c) spendendo molto meno e dirottando i fondi verso altre iniziative più o meno segrete.

Per quanto riguarda la segretezza dell'operazione falso sbarco lunare, bisogna tenere presente che gli astronauti coinvolti avrebbero certamente appoggiato la cosa e mantenuto il segreto, anche se probabilmente a malincuore. Infatti quasi tutti gli astronauti delle missioni Apollo e precedenti provenivano dall'ambiente militare. Per cui, anche se la NASA era un ente civile, tutte le sue operazioni erano soggette, direttamente o no, alle autorità militari.

Essendo militari, gli astronauti erano tenuti ad obbedire agli ordini impartiti, e lo facevano con convinzione, poichè dal loro comportamento dipendeva la sicurezza nazionale.

Perchè non appoggiare un'operazione del tutto incruenta per i civili, che non metteva a rischio la loro vita ne quella dei compagni e che, per di più ,aveva un'importanza strategica superiore a quella di una guerra?

Se le missioni lunari dell'Apollo sono state davvero simulate, pensare che gli astronauti non appoggiassero l'iniziativa è davvero assurdo. Non si capisce davvero perchè non avrebbero dovuto collaborare e mantenere il segreto come veniva loro richiesto.

Stiamo ovviamente parlando del caso in cui la missione lunare sia stata simulata, il che è ancora tutto da dimostrare.

Comunque, proseguendo nell'esame dell'ipotesi, ci si domanda come avrebbe fatto l'America a nascondere una tale operazione al KGB che, con la sua rete di spionaggio, riusciva a penetrare quasi tutti i cordoni di sicurezza.

Probabilmente però, se in quegl' anni (fine '60 inizi'70) il KGB si fosse accorto dell'operazione di falso sbarco lunare, non avrebbe rivelato proprio nulla all'opinione pubblica. Questo perchè proprio contemporaneamente si stava consumando il clamoroso fallimento della missione lunare sovietica. Quest'ultima era stata tenuta segreta all'opinione pubblica, e l'URSS sosteneva di non essere interessata alla missione di sbarco lunare. In realtà era costata miliardi di rubli ed aveva prodotto soltanto un gigantesco razzo, l' N1, che praticamente non si staccava dal suolo.

Oggi sappiamo che la CIA era a conoscenza del fallimento del programma lunare sovietico, ma che non rivelò mai la cosa all'opinione pubblica internazionale, lasciando credere al mondo che l'URSS non avesse sostanzialmente partecipato alla corsa alla luna concentrandosi piuttosto su sonde automatiche e basi spaziali.

Coprì insomma il fallimento dell'URSS in questo particolare settore astronautico.

Può darsi benissimo che allo stesso modo, come contropartita, il KGB abbia ricambiato il favore fingendo di non accorgersi che le missioni lunari erano false.

Il vero punto debole di tutta la teoria del complotto lunare sta secondo me nella segretezza da parte di tutto lo staff preposto alla realizzazione del set lunare. Un lavoro che avrebbe richiesto una pletora di registi, scenografi, tecnici delle luci, cameramen ecc. Tutte persone oltretutto provenienti dal mondo dello spettacolo e quindi molto più inclini, rispetto ad un astronauta-militare, a cercare la notorietà anche rivelando il lavoro svolto.

Se la serie degli sbarchi lunari è stata una finzione, si è trattato di un capolavoro di finzione cinematografica. E come si può pretendere che chi ha realizzato o collaborato a realizzare un capolavoro, un'opera d'arte, accetti di restare per sempre nell'ombra, nell'oblio della storia.

Se è stato solo un film, qualcuno che ne ha curato la realizzazione, non avrebbe resistito alla tentazione di raccontare il proprio lavoro.

 

 Alla fine di questo post, voglio segnalarvi un video trovato su you tube. Si tratta di un filmato d'epoca che mostra le fasi di trasporto e prelancio del razzo lunare N1 che avrebbe consentito a due cosmonauti sovietici di sbarcare sul nostro satellite naturale (anzi, ad uno, poichè l'altro sarebbe rimasto in orbita lunare). Il fallimento di questo vettore, costato milioni di rubli, pose l'URSS di fronte alla constatazione di non poter sbarcare sulla Luna. Tennero segreto il fallimento e la CIA che ne era a conoscienza copri il segreto. Perchè? Cosa ottenne in cambio?

N1 viene trasportato sulla rampa di lancio da due locomotori ferroviari.

http://www.youtube.com/watch?v=k4-CyIBlKNs

N1 viene lanciato ma esplode subito dopo. Dopo molti tentativi ci si accorse che gli errori concettuali del razzo imponevano l'abbandono del progetto.

http://www.youtube.com/watch?v=m79UO4HOQmc

Ma un altro mistero avvolge questo razzo lunare: perchè il genio dell'astronautica Sergej Pavlovič Korolëv (che conobbe la prigionia dei Gulag), creatore di tutte le navette sovietiche (tranne Buran-Energia) e del razzo Soyuz (ancora oggi uno dei più utilizzati e affidabili dopo mezzo secolo), progettò l'enorme N1 che era sostanzialmente impossibilitato a volare?

 
 
 

Shuttle indiano

Post n°33 pubblicato il 19 Maggio 2009 da ciaodaf3

L'India sta sviluppando una navetta spaziale simile allo Shuttle americano (probabilmente di più piccole dimensioni).

Un primo volo di prova è previsto per l'anno prossimo. Il veicolo volerà in automatico.

L'orbiter riutilizzabile sarà posto alla sommità del razzo vettore come avviene con le Soyuz o come avveniva con l'Apollo.

Si tratta di un'idea che circola da molto tempo e a cui l'ESA ha avorato da tempo, anche con la collaborazione della Russia. Una navetta di questo tipo sarebbe stata la scialuppa di salvataggio della ISS, ma il progetto non si è mai concretizzato.

La navetta indiana, priva di motori, sarà quindi fissata alla sommità del razzo vettore; proiettata nello spazio tornerà poi sulla terra planando come un aliante, come lo Space Shuttle. Tuttavia non atterrerà sulla terra ferma, bensì ammarerà. Anche questa ipotesi della navetta planante che ammara era stata attentamente studiata dalla russia (Navetta BOR).

I tecnici indiani si dicono sicuri di possedere le capacità tecniche di realizzare l'orbiter planante riutilizzabile, si stanno ora concentrando sul difficile compito di far si che il lancio vada a buon fine. Una navetta alata su un vettore pone infatti sfide molto dificili da risolvere inquanto la traiettoria deve essere ad ogni istante calcolata e corretta da potentissimi computer, essendo il sistema in se piuttosto instabile.

 
 
 

Ipotesi alternativa ad Orion: lo Shuttle senza ali

Post n°32 pubblicato il 18 Maggio 2009 da ciaodaf3

Molti propongono soluzioni alternative alla capsula Orion. Questa infatti si sta dimostrando molto più costosa del previsto e sorgono dubbi più o meno legittimi sulla sua reale utilità.

Tra le proposte che paiono più sensate ve n'è una che ripropone un  vecchio progetto NASA. Si tratta sostanzialmente di uno shuttle identico a quello attuale, ma con una navetta privata di ali e con la cabina che, invece di essere un tuttuno con il corpo del veicolo, e in realtà una capsula staccabile e recuperabile come le capsule apollo.

Il progetto avrebbe il vantaggio di recuperare quasi per intero il progetto dello Shuttle con risparmi economici enormi. Il sistema di lancio resterebbe del tutto invariato, con i due booster laterali fissati al serbatoio centrale il quale, come avviene attualmente, alimenterebbe i motori dell'orbiter.

L'orbiter sarebbe lo stesso dello shuttle in tutta la parte che riguarda il sistema propulsivo e il vano di carico. Tuttavia verrebbero abolite le ali. Questo comporterebbe un risparmio di peso e di resistenza aerodinamica tale da consentire il trasporto di oggetti molto più pesanti e in orbite molto più alte financo riuscendo forse a sfuggire alla gravità terrestre ed abbandonare l'orbita per dirigersi alla luna.

Poichè, ovviamente, l'assenza delle ali impedirebbe il ritorno planato in atmosfera, la cabina sarebbe una capsula conica fissata al resto del veicolo. Al momento del rientro si sgancerebbe e rientrerebbe in atmosfera come l'Apollo o la futura Orion, frenata da paracadute. Il resto del corpo (vano di carico e motori privi di cabina) di questo nuovo Shuttle, cadrebbero disintegrandosi in atmosfera e non sarebbero riutilizzabili come nelle odierne navette. Tuttavia, dati i costi di manutenzione di cui oggi necessita una navetta dopo ogni missione, non sarebbe un gran danno, infatti costerebbe meno ricostruirla ex novo ad ogni missione, anche perchè non sarebbe necessario ricoprirla interamente di piastrelle in grado di resistere all'attrito con l'atmosfera. L'assenza di queste piastrelle (la cui applicazione e manutenzione è costosissima), coprirebbe abbondantemente il danno economico subito dalla perdita del vano di carico e dei motori, e sarebbe un'ulteriore risparmio di peso al momento del lancio, il che, ancora una volta, andrebbe a tutto vantaggio della capacità di trasportare oggetti pesantissimi.

Rispetto alla Orion i vantaggi sarebbero quindi di natura economica, ma soprattutto pratica poichè si potrebbe continuare a trasportare in orbita oggetti ed astronauti contemporaneamente secondo lo schema utilizzato attualmente con grande successo. le strutture di lancio a terra rimarrebbero poi le stesse, rampa ecc. non andrebbero ricostruite.

Chissà che alla fine non si arrivi ad un ibrido tra Orion e Shuttle.

Ma secondo altri, all'ombra di Orion, la Nasa starebbe realizzando in gran segreto la famosa navetta a stadio unico, in grado di partire, raggiungere lo spazio e tornare come un aereo senza perdere alcuna componente.

 
 
 

NASA cerca nuove soluzioni per attività extra veicolari dalla navetta Orion

Post n°31 pubblicato il 18 Maggio 2009 da ciaodaf3

Cerca e ricerca ho scoperto che la NASA, come era logico aspettarsi, stia cercando una soluzione per consentire agli astronauti di uscire dalla capsula Orion in missioni extraveicolari.

Come abbiamo detto nel post precedente, la capsula Orion possiederà un'atmosfera interna diversa da quella utilizzata fin ora dagli americani e che facilitava molto la fuoriuscita degli astronauti.

Per la nuova navetta si è deciso di utilizzare lo stesso tipo di atmosfera presente sulle navette russe, il che presuppone l'esistenza di un compartimento di adattamento e decompressione che difatti è sempre stato presente sulle capsule sovietiche e russe (nella Voskhod dalla quale partì la prima passeggiata spaziale era un tubo che fuoriusciva dalla navetta di cui ancora si ignorano molti particolari tecnici, nelle successive Soyuz è uno scompartimentoall'interno del modulo anteriore a quello di comando).

Ecco però sorgere un altro problema: poichè lo spazio all'interno della Orion non è molto grande, questo scompartimento potrà essere montato solo in missioni previste in partenza per una passeggiata spaziele. In questi casi lo spazio occupato da alcuni astronauti sarà utilizzato per alloggiare la camera di decompressione.

Al contrario, quando la capsula effettuerà una missione con l'equipaggio completo non consentirà la fuoriuscita dalla navetta.

Questo implica ovviamente una pianificazione molto rigida e poco flessibile delle missioni. Infatti se per un qualunque motivo, con l'equipaggio completo, si decidesse di uscire dalla navetta, la cosa sarebbe impossibile.

La NASA sta cercando di risolvere questo problema ed un altro ad esso collegato: il peso di questa camenra di adattamento. Sembra in fatti che quella allo studio sia troppo pesante.

Si sta comunque studiando anche una nuova tuta spaziale, più leggera, comoda e meno ingombrante di quelle attuali.

 
 
 
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LUMINARY 131 IL PROGRAMMA DELLE MISSIONI APOLLO.

Il programma che gestiva le missioni Apollo dirette verso la Luna si chiamava LUMINARY.

Gruppi di storici e studiosi ne stanno ricercando le tracce e ricomponendo i frammenti e le copie ritrovate o conservate per restituire un quadro completo di un evento storico di straordinaria importanza.

Per quanto si tratti di un argomento estremamente complesso e di difficile comprensione per chi, come il sottoscritto, non è del settore, in questo blog che parla di astronautica mi sembrava giusto segnalarlo.

Per trovare informazioni su questo "antico" software, digitate sul vostro motore di ricerca preferito le parole "Computer Program LUMINARY 131" e tra i vari risultati troverete qualche informazione. Ma vi consiglio di inserire la frase senza virgolette per ottenere un numero maggiore di risultati. Altrimenti compariranno solo un ottimo sito NASA in inglese molto approfondito ed il mio blog che cita soltanto questo software.

Diversamente compariranno logicamente molti più risultati, alcuni interessanti.

Ciao.

 

COME L'URSS TENTÒ DI RAGGIUNGERE LA LUNA

http://www.youtube.com/watch?v=PoYPxuCPY2U

L'Unione Sovietica profuse grandi sforzi per raggiungere la Luna, prima o contemporaneamente all'America.

Il programma Apollo si serviva del gigantesco Saturno V, l'Unione Sovietica realizzò l'altrettanto faraonico N1. Tuttavia questo vettore non raggiunse mai lo spazio ed esplose sempre in volo a causa dei mai risolti problemi tecnici al primo stadio.

Si tratta di uno dei progetti spaziali più segreti della storia dell'astronautica, venuto alla luce recentemente. Molti particolari di questo progetto sono venuti alla luce solo grazie ad Internet.

Ho trovato su You tube un video nel quale, un'ottima animazione garfica, illustra il razzo N1 ed il modulo sovietico di sbarco lunare, vi fornisco qui sotto il link relativo.

Ciao e a presto.

http://www.youtube.com/watch?v=PoYPxuCPY2U

 

COSMONAUTI FANTASMA

In questo video è possibile ascoltare la voce di uno dei "cosmonauti fantasma" captata dai fratelli Judica Cordiglia che, secondo molti studiosi, testimoniarono l'esistenza di missioni sovietiche fallite e tenute segrete. La voce era di una cosmonauta in grave difficoltà, nonostante quel giorno nessuno dovesse trovarsi nello spazio. Il video allegato non ha però alcuna relazione con la registrazione, quindi dovete considerare soltanto l'audio dal punto di vista storico scientifico.

Tutte le registrazioni sono riportate sul sito di "Focus" all'indirizzo che vi segnalo qui di seguito: http://www.focus.it/Scienza/spazio/multimedia/I_cosmonauti_perduti.aspx

cliccate su "versione italiana", poi nella finestra che si apre cliccate sulla scritta play in basso, ve lo preciso perchè è così piccola che potrebbe passare inosservata; comparirà comunque un testo, al termine di questo testo che spiega la vicenda cliccate sulla scritta "ascolta i file audio" e finalmente si accede ad una grafica con tante sfere ognuna delle quali attiva un file audio. Una faticata ma alla fine ci si fa...