Creato da winnie790 il 01/06/2010

mistero2012

Il 21 dicembre 2012 è la data nel calendario gregoriano in cui, secondo aspettative e profezie diffuse attraverso siti web, libri e documentari televisivi, si dovrebbe verificare un evento, di natura imprecisata e di proporzioni planetarie, capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato: una qualche radicale trasformazione dell'umanità in senso spirituale oppure la fine del mondo. L'evento atteso viene collegato temporalmente alla fine di uno dei cicli (b'ak'tun) del calendario Maya. Questi scenari non hanno trovato supporto da parte della comunità scientifica internazionale e, in particolare, né da parte della comunità geofisica ed astronomica, né da parte della maggioranza degli studiosi di storia Maya.

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IO SONO IL PANE DELLA VITA

 

 

 

 

 

 

UFO E ILLUSIONI "LENTICOLARI"

Post n°113 pubblicato il 17 Gennaio 2013 da winnie790

Spesso, a causa della loro palese forma tondeggiante e regolare, le nubi lenticolari sono scambiate per degli UFO. Fenomeni di questo genere si sono verificati negli Stati Uniti del Nord e in Corsica. Le nubi lenticolari si formano se vi è sufficiente umidità nell'atmosfera e se il guadagno di quota è sufficiente a far raffreddare l'aria fino al punto di rugiada. È comunque possibile la presenza di onde orografiche anche senza nubi lenticolari che ne segnalino la presenza. Le nubi lenticolari così formatesi non si spostano col vento, ma rimangono stazionarie sottovento all'oggetto che le ha generate.

FONTE: THE TELEGRAPH

 
 
 

C'era la vita su Marte ? Curiosity rintraccia molecole organiche

Post n°112 pubblicato il 28 Novembre 2012 da winnie790

I dati sono ancora in fase di verifica. Ma potrebbero essere un segnale importante per la ricerca

"Forse Curiosity ha trovato su Marte semplici molecole organiche": lo ha detto Charles Elachi, direttore del Jet Propulsion Laboratory Nasa, a margine di un convegno all'Università Sapienza di Roma aggiungendo che "sono dati preliminari ancora da verificare, molecole organiche e non biologiche". Attesi dati il 3 dicembre a San Francisco.
La possibilità che sul Pianeta rosso siano state rinvenute tracce di vita c'è, ma a ridimensionare le attese ci pensa appunto Elachi. Ricordando che nelle ultime settimane si sono sono rincorse in maniera insistente voci relative a una scoperta di portata storica, il direttore del Jet Propulsion Laboratory Nasa infatti precisa: "Credo che i media abbiano esagerato nelle aspettative. I dati preliminari fanno supporre di aver identificato probabilmente semplici molecole organiche, non biologiche". Non c'è però nessuna sicurezza, visto che lo stesso Elachi aggiunge: "Purtroppo non ho avuto modo di parlare con i ricercatori in questi ultimi giorni in cui stanno elaborando le informazioni raccolte da Curiosity".

 

Tracce di vita?
"Curiosity - ha spiegato ancora il direttore del Jpl - non è dotato di strumenti per trovare tracce biologiche", ossia molecole necessarie o prodotte da forme di vita, "ma ha la capacità di riconoscere molecole organiche". La scoperta, se confermata, presenterebbe in ogni caso un dato molto importante in quanto le molecole organiche rappresentano i precursori necessari alla vita. I dati quindi lasciano aperte le porte alla possibilità che nel passato Marte abbia ospitato forme di vita ma non possono in nessun modo confermare questa tesi.

 

FONTE: tgcom24

 
 
 

5 Febbraio 2040 AG5.. minaccia alla Terra!!!

Post n°111 pubblicato il 14 Marzo 2012 da winnie790

AG5 è un "masso" cosmico di 140 metri di diametro osservato per la prima volta l'8 gennaio 2011 dagli astronomi dell'osservatorio di Mount Lemmon in Arizona. La sua orbita lo porta, nel punto più lontano, al di fuori dell'orbita di Marte, e in quello più vicino, a circa metà strada tra la Terra e Venere, ma sul suo tragitto non si hanno informazioni più precise. A causa della sua attuale posizione del cielo diurno, non e' possibile, dicono gli esperti, compiere delle osservazioni utilizzando telescopi terrestri, né, di conseguenza, fare delle previsioni attendibili circa un possibile impatto con la Terra. Ecco perché ogni visione catastrofica sull'argomento, è da vedere con un certo scetticismo.Certo un eventuale impatto sarebbe devastante. E il rischio di collisione è basso, ma esiste: è dato attualmente a 1 su 625, o al grado 1 della Scala di Torino (la scala utilizzata per valutare il pericolo di schianti di oggetti celesti sulla Terra, che va da 0 a 10).Ma i portavoce della NASA definiscono "altamente improbabile" l'eventualità di contatto, come conferma anche Detlef Koschny della divisione missioni nel sistema solare del centro Estec dell'ESA a Noordwijk (Olanda): «2011 AG5 è l'oggetto che, secondo le valutazioni odierne, ha le più alte probabilità di impattare con la Terra nel 2040» ha affermato, «tuttavia finora abbiamo studiato bene soltanto la metà della sua orbita, non abbiamo quindi una completa sicurezza sulle conclusioni dei nostri calcoli».D'altra parte, è ancora presto per sapere con esattezza quale direzione prenderà 2011 AG5 nel corso del suo viaggio del cosmo, dato che la sua orbita è conosciuta solo parzialmente. Soltanto nel settembre del 2013, quando tornerà vicino alla Terra (a 147 milioni di chilometri), gli scienziati avranno l'opportunità di osservarlo meglio e determinarne l'orbita in maniera più precisa; osservazioni migliori saranno possibili ancora in seguito, nel 2015. «A causa dell'estrema rarità di un impatto da parte di un asteroide di quelle dimensioni» - spiega Don Yeomans, manager del Near-Earth Object Program Office della NASA, parlando delle osservazioni del 2013 - «mi aspetto che saremo in grado di ridurre in maniera significativa o di escludere del tutto la possibilità di un impatto per il futuro prevedibile».

FONTI DELLA NOTIZIA: FOCUS.IT  RAI.IT  LIQUIDA.IT

 

 
 
 

SCOPERTA LA PARTICELLA DI DIO?

Post n°110 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da winnie790

 

 

Per la prima volta e' stata ''avvistata'' la particella di Dio, ossia il bosone di Higgs, grazie al quale esiste la massa. I primi dati sono stati presentati a Ginevra, in un affollatissimo seminario organizzato al Cern, dai coordinatori degli esperimenti Atlas e Cms, gli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli.L'attesa era altissima e i dati non hanno deluso anche se, come dicono i fisici del Cern, "non si può ancora parlare di una scoperta". Sta di fatto che per la prima volta il bosone di Higgs non sia più un'entità astratta: le sue tracce concrete sono state intraviste. Ad accendere l'entusiamo anche il fatto che i due esperimenti siano arrivati a indicare valori molto vicini in modo indipendente, seguendo strade diverse e con strumenti diversi. Nei prossimi mesi i risultati saranno incrociati e verranno inoltre raccolti nuovi dati che già entro marzo 2012 potranno portare a evidenze più sostanziose: la conferma definitiva è attesa verso la fine del 2012.


fonti: ANSA.it  adnkronos.com

 
 
 

Disintegrata teoria di Einstein Superata velocita' della luce

Post n°109 pubblicato il 23 Settembre 2011 da winnie790

I Neutrini viaggerebbero a una velocita' di circa 60 nanosecondi superiore a quella della luce.

 

La conferma tanto attesa è arrivata. E' stata superata la velocità della luce: i dati raccolti dal Cern di Ginevra, con l'osservazione di oltre 15mila neutrini, hanno infatti confermato che i neutrini viaggiano a una velocità di circa 60 nanosecondi superiore a quella della luce, pari al limite della velocità nel cosmo. Nell'esperimento, chiamato Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso) è stato sparato un fascio di neutrini dal Cern di Ginevra verso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). 730 chilometri nel corso dei quali i ricercatori hanno effettuato studi e analisi, grazie al rivelatore Opera, che oggi presenteranno a Ginevra per dimostrare che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità attesa.

Il lavoro di ricerca è durato tre anni ed il risultato e’ stato ottenuto con una serie di misure ad altissima precisione e strumenti molto sofisticati, con un margine di errore molto basso. I dati saranno presentati oggi pomeriggio in un seminario nel Cern di Ginevra e lunedì in un seminario nei Laboratori del Gran Sasso, per sottoporre l'esperimento a una più ampia indagine, vista l'eccezionalità dei risultati.

“Se questa misura fosse confermata – ha spiegato il direttore scientifico del Cern Sergio Bertolucci - potrebbe cambiare la nostra visione della fisica, ma dobbiamo essere sicuri che non esistano altre, più banali, spiegazioni. Cio’ richiederà misure indipendenti’.

fonte: voceditalia.it

 
 
 

KEPLERO SCOPRE 5 PIANETI ORBITANTI INTORNO A UNA STELLA SIMILE AL SOLE

Post n°108 pubblicato il 10 Febbraio 2011 da winnie790

Gli scienziati utilizzando Nasa Keplero, il telescopio spaziale, recentemente ha scoperto sei pianeti composti di un mix di roccia e gas orbitanti intorno a una piccola stella molto simile al nostro sole, conosciuto come Keplero-11, che si trova a circa 2.000 anni luce dalla terra.
"Il-11 sistema planetario di Keplero è incredibile," ha detto Jack Lissauer, uno scienziato planetario e membro dell Keplero team al NASA Ames Research Center, Moffett Field, California, "E 'incredibilmente compatto, è incredibilmente piatto, c'è un numero sorprendentemente elevato di grandi pianeti in orbita vicino alla loro stella - non sapevamo che sistemi di questo tipo potessero esistere ".In altre parole, Keplero-11 è il più completo e più compatto sistema planetario ancora scoperto oltre il nostro sistema solare."Poche stelle sono note per avere più di un pianeta in transito, e Keplero-11 è la prima stella conosciuta che ne ha addirittura più di tre", ha detto Lissauer. "sappiamo che i sistemi di questo tipo non sono comuni,ne esistono sicuramente meno di uno su cento di stelle che hanno sistemi come Keplero-11. Ma che si tratti di uno su mille oppure uno su diecimila o addirittura una su un milione,noi non possiamo ancora saperlo perché ne abbiamo incontrato solo uno nel nostro cammino della conoscienza. "

Tutti i pianeti che orbitano su Keplero-11, una stella nana gialla, sono più grandi della Terra,di dimensioni paragonabili a Urano e Nettuno. Il pianeta più interno, Keplero-11b, è dieci volte più vicino alla sua stella rispetto alla distanza tra Terra e sole. Gli altri pianeti sono Kepler-11c, Keplero-11D, Keplero-11e, Keplero-11F, e il pianeta più esterno, Keplero-11g,dista due volte quanto dista la Terra dal sole.  "I cinque pianeti interni sono tutti più vicini alla loro stella di quanto distano i pianeti nel nostro sistema solare al sole", ha detto Lissauer.Se si trovassero nel nostro sistema solare,Keplero-11g sarebbe tra Mercurio e Venere, e gli altri cinque pianeti sarebbero tra Mercurio e il nostro sole. Le orbite dei cinque pianeti interni del sistema planetario di Keplero-11 sono molto più vicine rispetto a qualsiasi dei pianeti del nostro sistema solare. I cinque pianeti extrasolari orbitano tra i 10 e 47 giorni attorno alla stella nana, mentre Kepler-11g ha un periodo di 118 giorni."Misurando le dimensioni e le masse dei cinque pianeti interni, abbiamo determinato che sono tra i più piccoli pianeti extrasolari oltre il sistema solare", ha detto Lissauer. "Questi pianeti sono miscele di roccia (in quantita' minore) e di gas (in quantita' maggiore), e forse anche di acqua". Secondo Lissauer, Keplero-11 è un notevole sistema planetario la cui architettura e la dinamica puo'fornire indizi circa la sua formazione. I pianeti di Keplero-11d, Keplero e Keplero-11e-11F dispone di una quantità significativa di gas luminoso, che dice Lissauer indica che almeno questi tre pianeti si sono formati presto nella storia del sistema planetario, forse pochi milioni di anni."La storia di Keplero sarà una pietra miliare per ogni scoperta di pianeti extrasolari e che determinerà il corso di ogni missione a venire", ha detto Douglas Hudgins, Scienziato della Nasa del programma Keplero, il telescopio spaziale, cerca la presenza di un pianeta, misurando la minuscola diminuzione nella luminosità della stella causata dal transito del pianeta davanti a quest'ultima. Questo è noto come transito,"Questi dati ci consentiranno di calcolare stime più precise delle dimensioni e delle masse dei pianeti  e questo potrebbe consentire di individuare più pianeti in orbita intorno alla stella-11 Keplero", ha detto Lissauer. "Forse potremmo trovare un settimo pianeta del sistema e sicuramente potremmo imparare una quantità fantastica di cose sulla diversità dei pianeti là fuori, intorno a stelle all'interno della nostra galassia. "
Margherita Hack ha commentato la scoperta del nuovo sistema solare dal telescopio Kepler della Nasa:"E' una scoperta importante e molto interessante perché sappiamo molto poco su altri sistemi solari con pianeti relativamente piccoli, dalle dimensioni simili a quelle della Terra""Finora - ha osservato Hack - conosciamo molti pianeti extrasolari, ma scarseggiano le scoperte di pianeti simili alla Terra. Questo accade perché i pianeti che hanno dimensioni simili alla Terra sono piccoli e più difficili da scoprire. E' molto interessante che questo sistema solare sia relativamente simile al nostro". Tuttavia, ha aggiunto, la somiglianza vale soltanto per le dimensioni perché cinque dei sei pianeti orbitano molto vicino alla loro stella."Poiché quest'ultima é simile al Sole, i pianeti - ha aggiunto Hack - sono sicuramente troppo caldi per permettere l'esistenza di forme di vita". Per potersi sviluppare, ha rilevato l'esperta, "la vita richiede molecole stabili, anche se molto diverse da quelle che sono alla base della vita come la conosciamo sulla Terra: sono necessarie molecole complesse, ma queste vengono dissociate dalla temperatura troppo alta". Nello spazio, ha detto ancora, "andiamo a cercare una chimica della vita simile alla nostra perché gli elementi che la costituiscono sono i più diffusi nell'universo, come carbonio, acqua e ossigeno. "Il che - ha concluso Hack - non significa che la vita non possa avere caratteristiche diverse da quelle che conosciamo. Abbiamo visto che possono esistere batteri che si nutrono di arsenico e non possiamo escludere che forme di vita molto semplici possano essere molto diverse".
FONTE DELLA NOTIZIA:/www.nasa.gov  www.anssa.it

 
 
 

Riportare in vita un mammut, al lavoro equipe giapponese

Post n°107 pubblicato il 28 Gennaio 2011 da winnie790

Gli scienziati lavoreranno sui tessuti di mammut ritrovati congelati e con cellule di elefante private del nucleo.
TOKYO – Far rinascere un mammut, attraverso tecniche di clonazione, a partire da cellule di elefante private del nucleo, nelle quali inserire il Dna degli animali preistorici. E’ il progetto di un’equipe di ricercatori dell’università giapponese di Kyoto che punta a ricreare la specie estinta e, forse, comprenderne meglio le ragioni della scomparsa. Gli scienziati, riferisce il quotidiano orientale Yomiuri Shimbun, lavoreranno sui tessuti di mammut ritrovati congelati e conservati in Russia. Non è la prima volta che si sperimenta la clonazione di questi animali da quando, nel 1977, fu scoperto un giovane esemplare congelato, chiamato Dima. Ora però gli scienziati hanno a disposizione strumenti più sofisticati e possono studiare i tentativi precedenti.

CLONI DI TOPI MORTI. Ma soprattutto possono contare sugli studi dello scienziato giapponese Teruhiko Wakayama, del Centro Riken di Biologia dello sviluppo di Yokohama che è riuscito a creare cloni di topi morti e congelati dopo 16 anni di conservazione. Con questa tecnica, spiegano i ricercatori, si può estrarre il nucleo delle cellule congelate senza rovinarlo. “Tutto è pronto per cominciare”, assicura Akira Iritani, capo dell’equipe di ricerca e docente dell’università di Kyoto. Si tenterà di creare embrioni con il materiale genetico di questi grossi mammiferi estinti per poi impiantarli nell’utero di un’elefantessa che, si spera, possa dare alla luce un piccolo mammut. Gli studiosi giapponesi stanno lavorando insieme a uno specialista russo di mammut e a due esperti americani di elefanti e sperano di arrivare al risultato finale entro 5 o 6 anni.

fonte della notizia:www.express-news.it -www.tg1.rai.it

 
 
 

BUON ANNO A TUTTI VOI!!!

Post n°106 pubblicato il 31 Dicembre 2010 da winnie790

 
 
 

Su Rhea c' una miniatmosfera con ossigeno e anidride carbonica

Post n°105 pubblicato il 04 Dicembre 2010 da winnie790

Piccola, ma c’è. Una sottilissima atmosfera composta da ossigeno e anidride carbonica è stata scoperta dalla sonda Cassini sulla seconda più grande luna di Saturno, Rhea. È la prima volta in assoluto che un veicolo spaziale osserva e cattura direttamente molecole di ossigeno che appartengono all’atmosfera di un corpo celeste diverso dalla Terra e che potrebbero essere alla base di una chimica complessa, prerequisito per l’esistenza di forme di vita. Va detto però che rispetto a quella terrestre l’atmosfera di Rhea ha una densità di 5000 miliardi di volte inferiore.  L’ossigeno sembra aumentare sotto l’influenza del campo magnetico di Saturno: questo cattura il ghiaccio d’acqua abbondante sulla superficie di Rhea e lo scompone a livello molecolare rilasciando l’ossigeno. L’origine dell’anidride carbonica è invece più incerta.

Nata dalla collaborazione fra NASA, Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la sonda Cassini ha permesso così di spiegare perché l’ossigeno su Rhea è così (relativamente) abbondante. La presenza di ossigeno e anidride carbonica potrebbe essere all’origine di una chimica complessa, «comune nel Sistema Solare e nell’unverso» e «prerequisito per la vita», ha osservato uno dei ricercatori della missione Cassini, Ben Teolis, del Southwest Research Institute di San Antonio. Tuttavia, ha chiarito, «i dati raccolti da Cassini indicano che Rhea è troppo freddo e privo di acqua allo stato liquido necessaria per la vita così come la conosciamo». La situazione sarebbe diversa se all’interno di Rhea ci fosse acqua liquida: «se ossigeno e anidride carbonica fossero trasportati dalla superficie in un eventuale oceano sommerso, creando un ambiente ospitale per la formazione di composti più complessi».


Fonte:   www.lastampa.it

 
 
 

A Dicembre Tutti con il naso all'ins per guardare la pioggia di stelle e l'eclissi totale di luna.

Post n°104 pubblicato il 01 Dicembre 2010 da winnie790

Nel mese di dicembre il cielo si prepara a dare spettacolo tra eclissi di luna e piogge di stelle. Lo segnala il quotidiano britannico the indipendent The Indipendent. Nella notte tra il 13 e 14 dicembre, nuvole permettendo, gli appassionati potranno assistere a quella che si annuncia come la più spettacolare cascata di meteore dell'anno. Le stelle cadenti scaturiranno dalla costellazione dei Gemelli.

 VENERE NELLA FASE PIU' SPLENDENTE. Per tutto il mese poi, Giove continuerà a dominare i cieli a sud-ovest, mentre al mattino si potrà vedere sorgere Saturno alle due di notte, nella costellazione della Vergine, giusto al di sopra della stella più luminosa della costellazione, Spica. Ultima, ma non per questo meno abbagliante, sarà l'ascesa di Venere alle quattro del mattino, che in questo mese sarà nella sua fase più splendente, tanto da poter lanciare anche un'ombra. Le costellazioni invernali di Orione, Toro e Cane maggiore sono ora al centro, mentre la Capella, la stella piu' brillante della costellazione di Auriga, si accinge a presidiare i cieli allo zenith.

Fonte:  Tg1 Rai.it

ECLISSI DI LUNA. Nasi di nuovo all'insù il 21 dicembre, giorno del solstizio d'inverno, per l'eclissi totale di Luna, che si muoverà nell'ombra della Terra alle 6.32 del mattino. Il fenomeno si concluderà alle 10.02.

 
 
 

CREATA E IMPRIGIONATA L'ANTIMATERIA

Post n°103 pubblicato il 18 Novembre 2010 da winnie790

Il Cern, il Centro europeo di Ginevra, ha prodotto in laboratorio atomi di anti-idrogeno. Uno scenario che ricorda il romanzo di Dan Brawn 'Angeli e Demoni', da cui è stato tratto il film di Ron Howard,ma ora è realtà. Il risultato è stato ottenuto dal cosiddetto esperimento Alpha, che ha permesso per la prima volta di produrre in modo controllato atomi che hanno caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettessero in uno specchio. Sono stati ottenuti 38 atomi di anti-idrogeno e immobilizzati.«È però impensabile portare l'antimateria a spasso in una bottiglia, come accade nel romanzo», osserva il fisico Andrea Vacchi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). È infatti sufficiente che un atomo di anti-idrogeno venga a contatto con la materia ordinaria, ad esempio con un gas o con le stesse pareti del contenitore, perchè avvenga una gigantesca esplosione. Entrando a contatto, infatti, materia e antimateria si annullano (o annichilano) a vicenda. La cosa importante del risultato annunciato oggi dal Cern, ottenuto dal gruppo di Jeffrey Hangst, è che adesso è possibile produrre l'antimateria e «parcheggiarla» con una grandissima precisione. Questo significa che d'ora in poi i 38 atomi di anti-idrogeno diventano uno straordinario laboratorio per mettere finalmente a confronto l'antimateria con la materia ordinaria. La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perchè al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all'antimateria. Entrambe sono state infatti prodotte nella stessa quantità (in modo simmetrico) e di conseguenza avrebbero dovuto cancellarsi a vicenda; tuttavia questo non è successo perchè una certa quantità di materia (calcolata in una particella ogni 10 miliardi di particelle di antimateria) è riuscita a sfuggire e grazie a questa rottura della simmetria si è formato il mondo in cui viviamo. Che cosa sia successo effettivamente è ancora un mistero, ma adesso i fisici del Cern hanno strumenti senza precedenti per fare un po' di luce.

Fonte della notizia:   www.tg1.rai.it    www.corriere.it    qn.quotidiano.net

 
 
 

Ben Rich Padre dello Stealth ammette che gli ufo esistono

Post n°102 pubblicato il 31 Ottobre 2010 da winnie790

Ben Rich, ha ammesso in una confessione sul suo letto di morte che gli extraterrestri sono reali e che i militari americani viaggiano tra le stelle.Don Phillips: “Sapevamo che c'erano dei velivoli catturati nel 1947 a Roswell”


31 Agosto 2010 – Ben Rich, direttore generale della lockheed Skunk Works, ha ammesso in una confessione sul suo letto di morte che gli extraterrestri sono reali e che i militari americani viaggiano tra le stelle.
Secondo l'articolo pubblicato sul numero di maggio 2010 del Muflon Ufo Journale, Ben Rich, il padre del Stealth Fighter-Bomber ed ex capo della Lockheed Skunkworks, ha rivelato che gli extraterrestri sono reali e che i militari americani viaggiano tra le stelle.
Quello che ha detto potrebbe sembrare una novità, ma questa rivelazione risale a prima della sua morte avvenuta nel Gennaio del 1995. Le sue dichiarazioni hanno contribuito a dare credibilità ai rapporti che sostengono che i militari americani siano in possesso di mezzi volanti che imitano i veicoli alieni.

L'articolo è stato scritto da Tom Keller, un ingegnere aerospaziale che ha lavorato come analista di sistemi informatici per i Jet Propulsion Laboratory della NASA.

"Alla Skunkworks (L'ente per la ricerca e lo sviluppo dei progetti segreti della NASA), eravamo un piccolo gruppo estremamente coeso composto da circa cinquanta ingegneri e progettisti veterani e da un centinaio di macchinisti esperti e operai. Il nostro forte era costruire velivoli tecnologicamente avanzati di piccole dimensioni e dalle alte prestazioni per missioni top secret.

Abbiamo già i mezzi per viaggiare fra le stelle, ma queste tecnologie sono chiuse a chiave dentro progetti oscuri e ci vorrebbe l'intervento di Dio per tirarli fuori di li a beneficio dell'umanità. Qualunque cosa potete immaginare, noi sappiamo già come farla.

Ora noi abbiamo la tecnologia per andare a prendere gli ET a casa. No, non occorre una vita per farlo. C'è un errore nell'equazione. Noi sappiamo qual'è. Ora abbiamo la capacità di viaggiare tra le stelle. Per prima cosa dovete capire che non conquisteremo le stelle usando la propulsione chimica. In secondo luogo dobbiamo sviluppare una nuova tecnologia di propulsione. Quello che dobbiamo fare è scoprire dove Einstein ha sbagliato".

Quando a Rich fu chiesto come funzionasse la propulsione degli UFO, lui rispose “Lascia che te lo chieda. Come funzione l'ESP?”. L'intervistatore replicò dicendo “Tutti i punti dello spazio e del tempo sono connessi?”
Rich allora disse “Ecco come funziona!”.

Ben Rich l'ex direttore generale della Lockheed sapeva dei visitatori extraterrestri
L'ex direttore generale dei Lockheed Skunk Works sapeva che l'UFO extraterrestre di Roswell influenzò i kit di modellismo per i modellini dell'UFO di Roswell e i velivoli top secret degli Stati Uniti. Secondo un rapporto del CNI News di Michael Lindemann, residente nel Colorado, le informazioni di progettazione furono ottenute dalle illustrazioni forensi e dalle testimonianze dei numerosi testimoni forniti da William L. “Bill” McDonald.

In una e-mail, datata 29 giugno 1999, apparentemente indirizzata a Lindemann, McDonald riporta l'estratto di una conversazione con Harold Puthoff, fondatore del programma “remote viewing” degli Stati Uniti.

McDonald disse: “Bene Hal, lo hai chiesto tu! Ora che il leggendario ingegnere e capo designer del kit per modellismo della Testor Corporation è morto, posso annunciare che lui ha personalmente confermato la connessione di progettazione tra l'astronave di Roswell e gli Unmanned Combat Air Vehicles (UCAV), gli spyplanes, i Joint Strike Fighters della Lockheed Martin e gli Space Shuttles.
Andrews era un amico intimo di Ben Rich, direttore della Skunkworks – successore del fondatore Kelly Johnson, famoso per l' F-117 Nighthawk "Stealth" fighter e l' F-19 Stealth Interceptor. Prima che Rich morisse di cancro, Andrew gli pose le mie domande”.

Il Dr Ben R. Rich ex direttore dalla Skunk Works della Lockheed confermò che:

1 - "Ci sono due tipi di UFO - quelli che abbiamo realizzato noi e quelli che loro fanno volare.
Parte delle nostre conoscenze le abbiamo apprese su cio' che abbiamo trovato sul luogo degli incidenti e abbiamo ricevuto alcuni doni.
Il Governo sapeva e fin dal 1969 prese parte attiva nella gestione di tali informazioni. Dopo "il purge" (la purga) orchestrata da Nixon la questione fu presa in mano da un ufficio di dirigenti internazionale del settore privato".

2 - "Quasi tutti i progetti aerospaziali “Biomorfici” erano ispirati all’astronave di Roswell, dal Blackbird SR-71 di Kelly sino agli attuali droni, UCAV e velivoli spaziali”.

3 - Era opinione di Ben Rich che al pubblico non andasse raccontato (degli UFO e degli extraterrestri). Credeva che non avrebbe potuto gestire la verità, mai. Solo negli ultimi mesi del suo declino cominciò a credere che "il gruppo internazionale di direttori" che gestivano il "soggetto" avrebbe potuto rappresentare per la libertà personale dei cittadini sotto la Costituzione degli Stati Uniti, un problema ben più grave della presenza di visitatori di un altro mondo.

Lindemann aggiunse che "Bill McDonald ricevette le suddette informazioni da Andrews dal 1994 fino alle loro ultime telefonate del Natale 1998". Lindemann inoltre sottolinea che "si dovrebbe tener conto che il Dr. Ben R. Rich presenziò alla conferenza pubblica degli ingegneri e progettisti aerospaziali nel 1993 prima dell'aggravarsi della malattia e che in quella occasione affermò, in presenza del Direttore del MUFON di Orange Country, Jan Harzan e di molti altri, che "Noi" (ossia il complesso militare/industriale degli Stati Uniti) eravamo in possesso della tecnologia per "viaggiare fra le stelle".

Don Phillips, ex USAF, ingegnere progettista per la Lockheed Skunkworks e contractor CIA, ammette “Gli UFO sono reali”
Don Phillips: “Questi UFO erano enormi e potevano avanzare fino a bloccarsi ed effettuare virate a 60, 45 e 10 gradi e dopo invertire immediatamente queste manovre”. Durante l'atterraggio dell'Apollo, Neil Amstrong disse: “Sono qui. Loro sono proprio da quella parte e guardando le dimensioni di quelle navi è ovvio che a loro non fa piacere che noi siamo qui”.
"Quando lavoravo assieme a Kelly Jonson con la Skunkworks, firmammo un accordo con il governo con cui ci impegnavamo a mantenere il segreto su questi fatti".

"La ricerca sull'antigravità stava proseguendo. Sapevamo che c'era qualche nave catturata nel 1947 a Roswell, loro erano reali. E si, davvero abbiamo copiato la loro tecnologia. E si davvero l'abbiamo fatta funzionare. Ci conoscevamo tutti attraverso quella che noi chiamavamo un'industria invisibile. Potremo definirla, nera, molto oscura, o nascosta.

La conoscenza che ho di queste tecnologie proviene dalla nave che è stata catturata qui. Non ho visto la nave né ho visto i corpi, ma ovviamente conosco qualche persona che lo ha fatto. Non c'era alcun dubbio che ci fossero esseri provenienti dall'esterno del pianeta.

Questi ET sono ostili? Bene se fossero ostili, con il loro armamentario avrebbero potuto distruggerci molto tempo fa.
Noi ottenemmo ciò che ha ispirato gli strumenti per scannerizzare il corpo e determinare in quali condizioni sia. Possiamo anche essere curati da questi scanner.
Posso garantirvi personalmente che abbiamo lavorato su di essi e che abbiamo quelli che possono diagnosticare e curare il cancro. Uno degli scopi che avevo nel fondare una mia società nel 1998 era quello di proseguire il lavoro su queste tecnologie che potevano ripulire l'aria e liberala dalle tossine e aiutare a ridurre il bisogno di combustibili fossili. Si è tempo. Posso dirvi che tutto questo è già cominciato”.

Fonte e traduzione:http://www.italianresearch.it
Fonte: http://www.ufo-blogger.com/2010/08/ufo-are-real-ben-rich-lockheed-skunk.html

 
 
 

Finalmente provata la presenza di acqua sulla luna

Post n°101 pubblicato il 26 Ottobre 2010 da winnie790

La Nasa annuncia:"Finalmente provata la presenza di acqua sulla luna".L'impatto di un razzo scagliato contro il cratere lunare cabeus che si trova nella faccia oscura della luna, ha creato una voragine del diametro di circa venti metri e ha fatto sollevare una colonna di circa 800 metri contenente oltre sei tonnellate di detriti.Il satellite Lcross ha analizzato le particelle provocate dall'esplosione rilevando la presenza di minerali:"Argento,sodio,magnesio,mercurio" e cosa piu importante hanno registrato la presenza di acqua sotto forma di ghiaccio.Gli scienziati ritengono plausibile in un prossimo futuro la costruzione di una base lunare che grazie alle risorse idriche e quindi di ossiggeno permettano la presenza di astronauti per lunghe permanenze e ricerche.

fonti della notizia:http://www.nasa.gov/  http://www.mtv.it

 
 
 

Astronomo riceve segnale intelligente da Gliese 581g?

Post n°100 pubblicato il 11 Ottobre 2010 da winnie790

Ragbir Bhathal, un prestigioso astronomo australiano, componente del programma SETI per la ricerca extraterrestre, ha assicurato di aver captato un'unica e misteriosa pulsazione di luce a 20 anni luce di distanza proveniente dal pianeta Gliese 581g, sul quale si afferma che soddisfi i requisiti necessari per essere abitabile. Bhathal, ricercatore della Western University di Sidney, registrò nel dicembre 2008 uno strano segnale proveniente dallo Spazio. Difficile da spiegare con cause naturali, quell'unico impulso luminoso fu captato intorno a Gliese 581g, molto prima che fosse noto che la sua stella tenesse in orbita pianeti potenzialmente abitabili. "Ogni volta che c'è una notte chiara", dice Bhatal, "salgo all'osservatorio per dare uno sguardo ai vari oggetti celesti. Stavo guardando uno di questi oggetti quando incontrai il segnale. Trovammo un impulso molto lungo, del tipo di chi emette un laser, che è giusto il tipo di cose che andiamo cercando". Questo evento singolare aggiunge un nuovo livello di mistero all'annuncio fatto pochi giorni fa da un gruppo di astronomi dell'Università di California a Santa Cruz e del Carnegie Institution di Washington: la scoperta di Gliese 581g, il pianeta più simile alla Terra individuato finora. Gliese 581g è nel bel mezzo della zona abitabile. Un luogo che nel nostro Sistema Solare è occupato da noi. Il suo scopritore, Steven Vogt, professore di Astronomia e Astrofisica dell'Università di Santa Cruz, afferma con convinzione che lì c'è vita. Tuttavia, non è il primo segnale misterioso che l'umanità riceve dal Cosmo. Nell'anno 1977, l'astronomo Jerry Heman rilevò un'onda singolare con il codice alfanumerico 6EQUJ5 (ndr CUI il famoso segnale Wow), un segnale che poteva essere solo prodotto da una civiltà avanzata, dicono gli scienziati.

Fonte della notizia:  Centro ufologico ionico - www.terra.com

 
 
 

Scoperto a 20 anni luce da noi il gemello della terra

Post n°99 pubblicato il 06 Ottobre 2010 da winnie790

 

SANTA CRUZ (USA)Gli astronomi dell'Università di California a Santa Cruz e del Carnegie Institution di Washington hanno individuato un pianeta roccioso, situato in un altro sistema solare, che presenterebbe le condizioni minime e indispensabili a ospitare forme di vita extraterrestri: Gliese 581g, questo il nome del corpo celeste, si trova a circa 20 anni luce dal sistema solare e sarebbe il corpo celeste più simile al nostro pianeta mai scoperto finora. La scoperta è stata resa nota sull'Astrophysical Journal."E' il primo pianeta in cui troviamo condizioni tali da poter ipotizzare ci possa essere acqua", ha dichiarato Steven Vogt dell'Università di California, che insieme a Paul Bulter della Carnegie Institution ha guidato lo staff di ricercatori che ha effettuato la scoperta con gli strumenti del Keck Observatory nelle Hawaii. Gliese 581g è grande circa 3 volte la Terra e orbita in un periodo di circa 37 giorni attorno a una stella nana rossa situata nella costellazione della Bilancia. La temperatura media di superficie oscilla fra i -31 e i -12 gradi centigradi, un intervallo perfettamente compatibile con la vita. Intorno alla medesima stella ruotano in tutto sei pianeti.Ad oggi sono stati scoperti 490 pianeti al di fuori del nostro sistema solare che orbitano attorno a circa 420 stelle, ma nessuno finora aveva caratteristiche idonee a sostenere la vita. Molti di essi infatti, sono gassosi e giganteschi, altri troppo vicini o troppo lontani dalla stella madre perché l'acqua, elemento fondamentale per la vita così come la conosciamo, possa scorrere liquida. Gliese 581g invece, si trova  alla distanza giusta e possiede una massa tra 3,1 e 4,3 volte quella della Terra e un diametro tra 1,2 e 1,5 diametri terrestri. Inoltre potrebbe essere roccioso e avere acqua liquida sotto un piccolo strato di ghiaccio superficiale e un'atmosfera in grado di proteggere la vita, se mai è sbocciata. "Personalmente viste le potenzialità di quel mondo, sarei propenso ad affermare che le probabilità di trovare vita su di esso sono del 100%", ha detto Steven Vogt, astronomo dell'Università della California, durante la presentazione della scoperta.In ogni caso, per saperne di più ci sarà da aspettare: il pianeta dista circa 195mila miliardi di chilometri e per raggiungerlo non basterebbe una vita. Almeno non la vita come la conosciamo noi.

Fonti della notizia: Astrophysical journal-Rainews24- Tg1 online-La Republica.it-

 
 
 

Madre umani vissuta 200 mila anni fa

Post n°98 pubblicato il 24 Agosto 2010 da winnie790

La mamma di tutti gli umani sarebbe vissuta circa 200.000 anni fa. La conferma viene da una delle più vaste ricerche statistiche sull'argomento, che ha confrontato gli studi di genetica delle popolazioni basati sull'analisi del Dna mitocondriale, il materiale genetico che si eredita esclusivamente per via materna.La ricerca, coordinata dalla Rice University di Houston (Texas) e pubblicata sulla rivista Theoretical Population Biology, precisa per la prima volta la data in cui sarebbe vissuta l'Eva Africana, la cui esistenza è stata proposta in una teoria pubblicata nel 1987 su Nature.

L'ipotesi si basava su dati di genetica delle popolazioni raccolti in tutto il mondo e dimostrava che il Dna mitocondriale dell'uomo moderno deriva da una donna vissuta circa 150.000-200.000 anni fa in Africa.

Adesso lo studio della Rice University è riuscita a raggiungere una maggiore precisione nella datazione, basandosi su nuovi modelli che considerano i fattori casuali collegati alla crescita e all'estinzione delle popolazioni. "I modelli classici che cercano di datare l'Eva Africana - osserva uno degli autori, l'esperto di statistica Marek Kimmel - non tengono conto di questi processi casuali".
fonte della notizia: ansa.it

 
 
 

I dinosauri si estinsero per un terremoto? Il segreto scritto nei fondali sottomarini...

Post n°97 pubblicato il 12 Agosto 2010 da winnie790

UNA NUOVA TEORIA SULL'ESTINSIONE DEI DINOSAURI

L’estinzione dei dinosauri sarebbe stata causata da un gigantesco terremoto scatenato da un asteroide del diametro di 40 chilometri caduto sulla Terra 65 milioni di anni fa. La violenza di questi fenomeni concatenati avrebbe fatto sì che gli enormi rettili, all’epoca dominatori incontrastati del pianeta, sarebbero scomparsi immediatamente. Un evento che ha sempre suscitato un grande interesse da parte degli scienziati, che hanno cercato di spiegarlo con diverse teorie. Tra queste la distruzione dello strato di ozono, l’avvelenamento da monossido di carbonio, vulcani giganti, una pioggia di rocce spaziali, il supervulcano Verneshot il cui impatto sarebbe stato simile a quello di un asteroide.

Ora sarebbe stata finalmente scoperta la verità, per merito di un gruppo di ricercatori coordinati da Asish Basu dell’Università di Rochester. La collisione con la terra di un asteroide, molto simile ad Apophis che dovrebbe entrate nell’orbita del nostro pianeta nel 2013, avrebbe creato un’onda sismica attraverso il mantello terrestre. La scossa sarebbe stata così intensa da risvegliare un gigantesco flusso di magma, sollevandolo fino alla superficie e causando l’esplosione di una serie di attività vulcaniche sull’altopiano del Deccan in India con una potenza mai vista prima sul pianeta.

E se in precedenza erano state avanzate delle ipotesi simili, ora è stata formulata una vera e propria teoria. Secondo quanto riferisce la rivista online New Scientist, la conformazione delle aspre montagne di basalto vulcanico dell’altopiano del Deccan avrebbe fornito prove convincenti che questa intera regione, con una superficie di circa 500mila chilometri quadrati, ha subito un’intensa attività vulcanica tra i 64 ei 68 milioni di anni fa. Una scoperta piena però di aspetti misteriosi e fino a poco tempo fa inspiegabili. L’altopiano si trova infatti lontano dai confini di qualsiasi placca tettonica, quelle fratture nella crosta terrestre attraverso cui la lava riesce di solito a farsi strada per emergere in superficie dalle profondità del pianeta.

FONTE DELLA NOTIZIA: Notizie.yahoo.com

 
 
 

IL SOLE SI STA SVEGLIANDO

Post n°96 pubblicato il 12 Agosto 2010 da winnie790

 
 
 

NASA/ Una tempesta solare potrebbe distruggere le nostre reti elettriche e informatiche nel 2013

Post n°95 pubblicato il 04 Agosto 2010 da winnie790

Ricordiamo che nel 2013 Secondo la Nasa, le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbe essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni.A
Washington, non a caso si è aperto il Forum sul Clima Solare promosso
dalla Nasa in cui protagonista sarà proprio il picco di attività
stellare. ...Secondo Richard Fisher, scienziato della Nasa «la nostra
società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari
senza precedenti». Siamo, infatti, dipendenti dalle apparecchiature
elettroniche. L’onda di particelle, tra i suoi effetti, potrebbe sortire
anche quello di mandare in tilt i nostri satelliti.Potremmo,
nell’arco di poco tempo restare al buio, senza energia elettrica e
comunicazioni. «Il primo segno di pericolo verrebbe quando le radiazioni
iniziassero a disturbare segnali radio e dispositivi GPS. Dieci o venti
minuti dopo, i satelliti commerciali che trasmettono conversazioni
telefoniche, TV ed informazioni di ogni genere sarebbero praticamente
spazzati via», ha detto Tom Bogdan, scienziato che ha sviluppato un
modello matematico per rappresentare quello che potrebbe accadere.

 
 
 

Il Sole si sta svegliando: lo tsunami solare colpisce il pianeta Terra

Post n°94 pubblicato il 04 Agosto 2010 da winnie790

Gli scenziati della Nasa tengono sotto stretto controllo il Sole: l'attività sulla sua superficie sta registrando dei picchi fuori dal comune. Segnalato nella notte tra il 3 e il 4 agosto uno tsunami solare.

Sono dei veri fuochi d'artificio quelli che vengono registrati in questi giorni dai satelliti puntati verso il Sole. Gli scienziati della Nasa nelle scorse ore hanno registrato un'esplosione fuori dal comune: l'evento si è verificato in corrispondenza di una macchia solare grande quanto il pianeta Terra. Un fenomeno che, secondo la Nasa, può essere collegato a un'eruzione di dimensioni ancora maggiori.

Queste esplosioni sono emissioni della corona solare che spingono nello spazio circostante onde di gas: uno tsunami solare, che secondo gli scienziati interessa anche la Terra. L'onda d'urto viaggia nello spazio e va a scontrarsi sul naturale scudo magnetico che circonda il nostro pianeta. Il primo effetto visibile dello tsunami è una vera 'invasione' di aurore boreali. Sono previste spettacolari luci visibili dai cieli del Nord Europa e del Nord America a partire dalla notte del 3 agosto. Sono le più brillanti e colorate degli ultimi anni.

Ma si tratta di un fenomeno che va oltre queste spettacolari emanazioni. Gli astrofisici che stanno monitorando il sole spiegano che si tratta della prima eruzione di simili proporzioni diretta al nostro pianeta e sottolineano che un'esplosione come questa potrebbe distruggere i satelliti che incontra sulla sua strada. Le conseguenze sarebbero gravissime: le comunicazioni subirebbero danni significativi. Secondo le previsioni della Nasa, rilanciate dal Telegraph, l'Inghilterra potrebbe trovarsi senza elettricità e subire lunghi periodi di black-out. Anche le comunicazioni sarebbero pressoché impossibili.

Una devastante tempesta solare è prevista per il 2013. Secondo la Nasa, le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbe essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni.

 
 
 
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