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Creato da mmcapponi il 30/08/2007

Marco Capponi's Blog

Nel mio blog raccolgo e presento fatti che mi sono capitati davvero e che coinvolgono (oltre a me) persone a me vicine: alla fine però protagonista di ciascuna pagina di questo diario virtuale si scopre essere una reazione chimica (o un elemento oppure un composto) che ha donato al mio quotidiano una particolare nota di colore, invitandomi a riflettere sulla materia che compone l'universo e sulla possibilità che ha l'uomo di conoscerla e, nel bene e nel male, di manipolarla.

 

Messaggi di Luglio 2012

APPUNTI PER UNA BREVE STORIA DEGLI ESPLODENTI

A proposito di guerra e di esplosivi, da buon obiettore di coscienza al loro uso bellico, aggiungo qualche brevissima nota di carattere storico.

La polvere pirica (miscela di salnitro, zolfo e carbone) era nota ai cinesi e agli arabi; in Europa giunge nel XIII secolo, descritta dal francescano Ruggero Bacone, anche se la sua scoperta è attribuita a Bartolomeo Schwarz, oscuro monaco di Friburgo. Questa città, tra l'altro, è nota per essere stata sede di importanti fonderie di cannoni.

Se i cinesi si limitavano ad usare la polvere da sparo per spettacoli pirotecnici, gli europei ne intuirono subito il possibile uso bellico, visti gli effetti dirompenti conseguenti alla sua rapida combustione.

Nel 1788 Louis Berthollet provò a sostituire il salnitro con il clorato di potassio, sale da lui scoperto e ottenuto in puri cristalli bianchi, che avrebbe permesso alla Francia di accrescere la disponibilità di polvere da sparo rispetto a quella ottenuta per via tradizionale. Un'esplosione allo stabilimento che produceva il clorato, la quale costò la vita all'assistente di Berthollet e a diversi operai, fece desistere lo scienziato da ulteriori ricerche.

Alla fine del XVIII secolo, Luigi Brugnatelli scoprì il fulminato d'argento e Howard il fulminato di mercurio, usato come esplosivo da innesco (Felice Orsini lo avrebbe usato qualche decennio dopo per un attentato a Napoleone III, senza conseguire i risultati sperati, ovviamente).

Al 1845 risale la scoperta della nitrocellulosa, ad opera di Dumas; l'anno seguente il chimico svizzero Schoenbein, asciugando con un grembiule di cotone uno sversamento accidentale di acido nitrico e di acido solforico, scoprì il fulmicotone. Il nostro stava conducendo esperimenti nella cucina di casa (non imitatelo!) e usò il grembiule della moglie per assorbire gli acidi sversati, facendolo asciugare sopra la stufa. Non fece tempo a voltarsi che il grembiule svanì in una rapidissima vampata, lasciando il chimico di sasso. Osservate in questo filmato, preso da youtube (non mio, tengo a precisarlo), il fenomeno...

Mentre Schoenbein scopriva il fulmicotone, Ascanio Sobrero preparò la nitroglicerina, facendo agire gli acidi nitrico e solforico sulla glicerina. Eglì notò l'instabilità della sostanza; Zinin la usò per curare l'angina pectoris, ma solo Alfred Nobel riuscirà a stabilizzarla, facendola assorbire da farina fossile (kieselguhr) e inventando così la dinamite.

Da miscele di fulmicotone, nitroglicerina e dinamite nacquero gli esplosivi usati nelle prime guerre modernamente intese.

La vecchia polvere pirica comportava problemi legati all'igroscopicità (assorbe acqua) e all'emissione di fumi che permettavano di localizzare il tiratore dopo lo sparo.

Le polveri senza fumo furono una prima conquista della chimica bellica e comportavano miscele di nitrocellulosa, fulmicotone e nitroglicerina in solventi adatti, come acetone o esteri vari. Balistite, cordite, solenite, etc furono ampiamente usate come esplosivi propulsivi nelle munizioni.

Esplosivi dirompenti furono messi a punto per le granate, per i siluri e per le bombe: oltre alla vecchia dinamite, si sfruttarono le proprietà di alcuni nitroderivati aromatici - come del trinitrotoluene (tritolo), del trinitrofenolo (acido picrico), del trinitroresorcinolo (acido stifnico), delle nitroaniline. L'elenco potrebbe continuare, ma rimarrebbe tale: concludo dicendo che l'effetto esplosivo si deve all'enorme volume di sostanze gassose che si sviluppano in un tempo brevissimo dalla decomposizione di queste e di altre molecole. Alcune reagiscono spontaneamente; altre abbisognano di un innesco o detonatore, come ben sa Wile il coyote...

 
 
 

LA MEMORIA DELLA GRANDE GUERRA

Post n°858 pubblicato il 30 Luglio 2012 da mmcapponi
 

Quando ci raccontavano la storia della Prima Guerra Mondiale, i nostri insegnanti iniziavano sempre ponendo l'accento sull'evento scatenante, ossia l'assassinio dell'Arciduca Ferdinando d'Asburgo a Sarajevo, occorso il 28 giugno 1914 per mano di un independentista serbo.

Seguivano elenchi di battaglie e strategie da imparare e conoscere come una bellica litania; a queste nozioni da libro di scuola si accompagnavano i racconti dei nonni - e a proposito ricordo un fascicolo realizzato dagli alunni di quinta (quando io facevo la prima o la seconda elementare) che raccoglieva le testimonianze di chi la Grande Guerra l'aveva vissuta perché c'era, sia da soldato che da persona comune.

Le (bis)nonne, che ai tempi dei fatti narrati erano bambine, raccontano dell'invasore austriaco gentile con la popolazione e attento a non offendere alcuno; più crudeli erano invece i bosniaci, chiamati spregiativamente i "bosgnacchi", protagonisti di furti ed efferatezze.

Per sottrarle ai soldati invasori, i contadini nascondevano le forme di formaggio nei tini col mosto in fermentazione e sembra che questa prassi sia all'origine del cosidetto "formai imbriago" (formaggio ubriaco), prelibatezza della cucina tradizionale veneta.

Accanto a queste curiosità, ricordo come a scuola si accennasse brevemente anche alle innovazioni tecnologiche messe a punto per il conflitto e sfociate nell'adozione dei gas tossici, di nuovi esplosivi (polveri senza fumo), delle mitragliatrici e dei carri armati, dei periscopi e di nuove ottiche, etc.

QUI potete leggere gli appunti sugli esplosivi di allora raccolti in un taccuino da un ufficiale del Genio Zappatori. Non preoccupatevi, nessuno vi spiega come si fanno: non è un manuale per terroristi, ma un interessante documento su applicazioni della chimica che allora erano note anche alla gente comune, in qualche modo; essa ritrovava infatti sommarie descrizioni di questi composti anche sui sussidiari delle elementari e sui testi di chimica per le classi superiori. Con questo non voglio dire che ciò fosse (e sia) un bene o un male... ma questa è un'altra storia.

 
 
 

MA GLI ALPINI NON HANNO PAURA

Post n°857 pubblicato il 29 Luglio 2012 da mmcapponi
 

Un canto di una bellezza struggente, composto da Bepi De Marzi su parole di Carlo Gemignani, racconta la guerra di mina (bom bo ro bom...) sul Monte Pasubio durante la Prima Guerra Mondiale

Su la strada del Monte Pasubio,
lenta sale una lunga colonna,

bomborombom bom bomborombom,

L'é la marcia de chi non torna
de chi se ferma a morir lassù.

Ma gli alpini non hanno paura,
bomborombom bom bomborombom.

Su la cima del Monte Pasubio,
soto i denti ghé ze 'na miniera,

bomborombom bom bomborombom.

Zé j alpini che scava e spera
de ritornare a trovar l'amor.

Ma gli alpini non hanno paura...

Su la strada del Monte Pasubio,
zé rimasta soltanto 'na crose,

bomborombom bom bomborombom,

no se sente mai più 'na vose,
ma solo el vento che basa i fior.

Ma gli alpini non tornano indietro...

Oggi si rischia di perdere la memoria di quegli eventi tragici ma importanti per la nostra storia (di noi veneti poi...): la Grande Guerra non si racconta più alle scuole elementari e viene trattata sbrigativamente anche alle medie e alle superiori; alcuni monumenti sono abbandonati e forse vengono ripristinati per la deposizione di una corona di alloro il 4 novembre...

 
 
 

CENE E CENETTE...

Post n°856 pubblicato il 28 Luglio 2012 da mmcapponi

Mercoledì scorso era il giorno di San Giacomo. Festa grande a Soccher, frazione della parrocchia in cui abito che lo venera per patrono.

Ho accompagnato alla tastiera il coro che ha cantato gli inni durante la messa e con alcuni coristi mi sono fermato alla seguente cena frazionale, su invito del capo-frazione locale, che ringrazio ancora una volta.

Questo il menù: risotto con zucchine e pastìn, arrosto di tacchino con patate, verdure varie, dolce finale e tanto vino rosso.

Giovedì, dopo tanto tempo (oltre un anno) sono uscito a mangiare una pizza con Luca (neo-ingegnere), Paolo (prossimo medico) e Tiziano. E' seguita una passeggiata in riva al lago di Santa Croce, con gelato - ovviamente.

La prossima volta sarà l'occasione per trovarsi a consumare una cena "S", ovvero una cena tutta a base di piatti che cominceranno per s: subiòt, scampi, sépe, champagne...

"Ma come?" - potrebbe obiettare qualcuno - "Champagne inizia per c e non per s".

Siccome si tratta di una cena in dialetto, evidenzio che sciampagn inizia per s!

E' chiaro il concetto?

 
 
 

LASCIARE O RADDOPPIARE?

Post n°855 pubblicato il 27 Luglio 2012 da mmcapponi
 

Beh... adesso non so quanto vera sia l'ultima attribuita al governo Monti, ovvero la proposta di raddoppiare le tasse universitarie agli studenti fuori corso.

Già presso l'università che frequento io le tasse sono alte (quest'anno si pagheranno 1200 euro di prima rata) e i servizi non sono sempre efficacissimi, nonostante l'efficientismo di facciata: vogliamo pure raddoppiarle per i fuori corso?

Sembra che uno fuoricorso ci vada perché lo vuole... non so cosa fare, vado fuoricorso, pago di più e vivo felice e contento. E' chiaro che una proposta del genere vuol tornare a fare dell'università non un servizio pubblico per le persone meritevoli, ma un privilegio per persone facoltose (e quindi dabbene e intelligenti, secondo la mentalità che suffraga una tale posizione: de rustica progenie, semper villana fuit).

Ma nessuno vuol mettere mano per epurare l'università da quei professori che non si fanno trovare negli orari di ricevimento o che limitano gli appelli d'esame o impongono programmi d'esame mai presentati a lezione, non danno chiarimenti se richiesti e a lezione trovano migliore interlocutore la lavagna, con cui parlano, piuttosto che gli studenti.

Atteggiamenti simili screditano la professionalità della classe docente del nostro paese, che pure comprende persone disponibili, competenti, preparate, appassionate della loro materia e ben propense a trasmetterla agli studenti volonterosi, come io stesso ho avuto la fortuna di incontrare nei miei percorsi accademici e come mi sarebbe piaciuto essere, se ne avessi avuto le capacità.

L'impegno l'ho messo, la volontà pure, ma per riuscire in questo dannato paese non servono a nulla. E allora cosa devo fare? Lasciare (l'università) o raddoppiare (l'ammontare delle tasse da corrispondere)?

 
 
 

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UN LIBRO...

Copertina del libro

Marco Capponi

Appunti per un'alfabetizzazione musicale - Momenti Aics Editore Belluno, 2008.

Euro 10 (spedizione esclusa)

Qualche anno fa ho pubblicato il libro di cui vedete la copertina nella foto qua sopra, realizzata da Carla De Poli.

Nel testo raccolgo qualche appunto riguardante la musica (oramai raro piacere nell'ancor più raro tempo libero) nei suoi aspetti generali; lo corredano alcune foto di amici musicisti o di ensemble che hanno suonato (o suonano tuttora) in Belluno e dintorni.

Chi fosse interessato ad acquistare in sottoscrizione il testo può contattare la casa editrice Momenti Aics Editore, via Vittorio Veneto 166 - 32100 (BL) - Tel e fax: 0437-33981 - e-mail: aicsbl@virgilio.it specificando in oggetto LIBRO MUSICA CAPPONI

 

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ODC

Sono obiettore di coscienza al servizio militare. Ho assolto il mio servizio civile sostitutivo e sono fiero della scelta che ho fatto, a cui rimango coerente e che rinnovo ogni giorno e ad ogni occasione.

So che molti mi disprezzeranno come disprezzano tutti gli altri obiettori, ma non importa: il problema non è mio. Io voglio essere coerente con quanto credo, e rimanerlo fino alla morte... NON con un fucile in mano.

 

RINASCITE, UN LIBRO PER PAPA LUCIANI

RINASCITE

Questa è la copertina di "Rinascite", un testo scritto a quattro mani con Carla De Poli, poetessa bellunese.

Esso raccoglie il frutto di una feconda collaborazione artistica consumatasi ormai dieci anni fa, che ci ha portato a scrivere per la parrocchia di Cavarzano, retta allora da Mons. Giorgio Lise, alcune sacre rappresentazioni, con testi sacri, meditazioni poetiche e musiche originali.

Ciò che resta oggi è stato raccolto e offerto in questo libro, il cui ricavato va a sostenere la beatificazione di Papa Luciani per espressa volontà degli autori (Carla ed io).

E' disponibile presso il centro di spiritualità e cultura intitolato all'omonimo Papa bellunese.

 

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO

SAN GIUSEPPE DA COPERTINO

O san Giuseppe da Copertino, amico degli studenti e protettore degli esaminandi, vengo ad implorare da te il tuo aiuto.
Tu sai, per tua personale esperienza,
quanta ansietà accompagni l'impegno dello studio
(degli esami) e quanto facili siano il pericolo
dello smarrimento intellettuale e dello scoraggiamento.
Tu che fosti assistito prodigiosamente da Dio
negli studi e negli esami per l'ammissione agli Ordini sacri, chiedi al Signore luce per la mia mente e forza per la mia volontà.
Tu che sperimentasti tanto concretamente
l'aiuto materno della Madonna, Madre della speranza, pregala per me, perché possa superare facilmente tutte le difficoltà negli studi e negli esami. Amen.