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Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

ONE MAN TELENOVELA

Attenzione! Chi volesse vedere le puntate della mia ONE MAN TELENOVELA, tutte in bell'ordine, una per una, in fila, può cliccare qui sulla giocalista di YouTube. Se poi qualcuno ritenesse che tanto lavoro merita un compenso, come gli artisti di strada quando fanno passare il cappello, può mettere le banconote in una busta e mandarmele: via Pinelli 34, 10144 Torino. Grazie!

 
 
 
 
 
 
 

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La differenza insuperabile

Post n°1127 pubblicato il 24 Maggio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

LA DIFFERENZA INSUPERABILE

C'è una differenza insuperabile,
una differenza di sostanza,
che rende non comparabili
la propria morte e la morte di un altro
- anche della persona più cara e amatissima.

La morte di un altro
- anche della persona più cara e amatissima -
è una scena della tua tragicommedia:
può essere la scena più terribile,
la scena di dolore insuperabile,
ma è una scena a cui segue un'altra scena,
the show goes on.

La propria morte
non è una scena: è il sipario che si chiude,
è la luce che si spegne sul palco,
è il tuo buio, è il tuo nulla
a cui nulla segue più.

La morte di un altro e la propria morte
sono due cose di ordini diversi,
diverse dimensioni, diverse geometrie:
una ti strazia il tuo cuore che batte,
l'altra è che il cuore a straziarsi non c'è più.

Questo non vuol dire
che non si possa desiderare di morire
prima dell'altro - di non partecipare
alla scena in cui lui morirà.

E nemmeno vuol dire
che non si possa morire per l'altro:
qualcuno pieno d'amore e di coraggio
- servono i due fattori in simultanea -
può dare e ha dato la vita per l'altro:
perché l'altro giochi ancora qualche scena
della sua tragicommedia.

Tuttavia
la propria morte e la morte di un altro
sono cose diverse,
semplicemente diverse - ed è persino strano
che si usi la stessa parola per entrambe.

 
 
 

Primo maggio a Torino

Post n°1126 pubblicato il 01 Maggio 2012 da molinaro

 

Alla fine della manifestazione del primo maggio 2012 a Torino, la bandiera NO TAV viene issata al pennone del Municipio.

 
 
 

L'esserci

Post n°1125 pubblicato il 13 Aprile 2012 da molinaro
Foto di molinaro

L'ESSERCI

Moi je t'offrirai des perles de pluie venues de pays où il ne pleut pas.
                                     (Jacques Brel)

Tu l'hai detto scherzosamente ma
davvero: io che cosa posso offrirti
in cambio del tuo esserci, in cambio
del tuo non lasciarmi?
 
E perché a me basta il tuo esserci
mentre il mio esserci, il mio esserci in sé,
non basta a te?
 
In cambio del tuo esserci ti offro
il fatto che il tuo esserci mi piace:
è poco? Non lo so - ma so che a me
nella vita è successo raramente
vedere che il mio esserci piacesse
(ma piacesse davvero davvero)
a qualcuna - e le volte che è successo
sono i miei giorni di felicità.
 
Ti amo e se l'esserci non basta
saprò inventare dell'altro, vedrai:
qualche cosa per cui
non mi lascerai.
 
(Io, sai,
sono il paese in cui non piove mai:
ed è lì che dovrò saper trovare
perle di pioggia da portare a te.)

 

 

 
 
 

Il segno inequivocabile

Post n°1124 pubblicato il 09 Aprile 2012 da molinaro
Foto di molinaro

IL SEGNO INEQUIVOCABILE

Quando ero un ragazzo timido testardo e tardo
- cioè ero come adesso, però un po' di più -
e non sapevo mai come provarci con le ragazze,
certe volte sognavo che ci fosse un segno
convenzionale universalmente accettato
per dire «mi piaci, ti bacerei e farei l'amore con te».

Ora lo so che i più scafati smagati navigati,
ovvero i più empatici e intuitivi
fra voi mi diranno che in pratica esiste,
basta saperlo esprimere e vedere.

Eh no, io sognavo un segno chiaro,
inequivocabile anche per i non scafati
e non empatici e non intuitivi:
un segno che se lo fai vuol dire quello,
sicuramente quello.

Inoltre, doveva essere un segno accettato,
praticabile sempre, un segno per esprimere
un dato di fatto, senza fastidi o problemi,
in qualsiasi circostanza.

Faccio un esempio. Cammino per strada
e incrocio una che mi piace,
che la bacerei e ci farei l'amore: non so voi,
ma a me succede anche così, passando,
dopo tre o quattro decimi di secondo di frequentazione.
Ecco, mettiamo che lei è accompagnata
da un padre e un marito e un fratello
tutti e tre pugili o ex pugili
(a volte succede: dicono gli psicologi
che a volte una si sceglie un marito simile al padre;
quanto al fratello, può avere seguito
un'abitudine di famiglia, una famiglia di pugili):
io il segno glielo faccio lo stesso,
e nessuno ha niente da ridire,
è solo la comunicazione di un dato di fatto,
lei e i pugili sorridono e cordialmente mi salutano.

Chiaro che probabilmente in quel caso
lei mi farebbe segno di no
(ovviamente deve essere previsto un segno di risposta,
altrettanto chiaro, direi triplice:
sì / no / forse, te lo dico domani)
- oppure invece sarebbe quel giorno
la grande svolta della sua vita
e mi farebbe segno di sì e i pugili dovrebbero
ritirarsi di buon grado, perché in uno Stato libero
una donna fa quello che le pare.

Ecco, sognavo una cosa così.
Lo so che è un sogno stupido, vabbè.

Tutte le volte che ho provato a dare un bacio
a una ragazza o a una donna per la prima volta
(evento che si è verificato nella mia vita
un tot di volte, la prima il 7 agosto 1972,
l'ultima a tutt'oggi il 10 febbraio 2012:
parliamo dunque di un arco di 40 anni)
non sono mai, mai, mai stato sicuro
di non ricevere in risposta uno schiaffo:
fino al momento in cui le labbra si toccano
e sento che lei ha le labbra contente
io non sono sicuro. In realtà uno schiaffo
non me l'ha mai dato nessuna;
e soltanto, direi a occhio e croce, una su cinque
ha spostato la testa o s'è ritratta
per negarsi: dunque l'ottanta per cento
dei miei tentati baci sono riusciti baci.
Ma questo non mi toglie neanche un grammo
d'insicurezza, perché ogni giorno e ogni donna
è tutto un mondo diverso, ho sempre l'ansia
del misterioso inesplorato
e se questa sia una sfortuna o una fortuna
ci penserò domani.

Probabilmente per questa incapacità di sapere prima
(intuire, empatizzare, percepire?)
da ragazzo sognavo quel segno inequivocabile
con altrettanto inequivocabile risposta.

D'accordo, era un sogno stupido. Che poi non è
che risolvesse tutto, perché se m'innamoro
e faccio il segno inequivocabile
e lei risponde inequivocabilmente no
io col cazzo che mi rassegno:
ci riprovo
e siamo alle solite. A questo proposito
avrei dovuto anche immaginare, da ragazzo,
una regola consuetudinaria accettata
sulla reiterabilità del segno.
Cioè se io le faccio il segno inequivocabile
e lei risponde no
dopo quanto tempo posso sperare
che magari ha cambiato idea
e riprovarci?

Sette giorni? Un mese? Un semestre? Un anno?
Questo da ragazzo non me l'ero chiarito.
Sì, che sarebbe un po' come per i referendum abrogativi,
che se vince il no (il no, attenzione, non l'astensione)
la legge non può più essere referendata
per cinque anni - ma dopo cinque anni
si può riprovare a raccogliere le firme eccetera:
il no del popolo sovrano scade in cinque anni,
quello di una ragazza non so.

Vabbè, cazzate. Era il sogno di un ragazzo insicuro
timido testardo e tardo,
era il sogno di quand'ero
come adesso, però un po' di più.

(È meglio segnarsi sogni che sognarsi segni.)

 
 
 

Risorgere

Post n°1123 pubblicato il 07 Aprile 2012 da molinaro
Foto di molinaro

RISORGERE

Facendo due conti
questa che viene
è la cinquantanovesima pasqua:
da che sono nato
il signore è morto e risorto
cinquantanove volte.

E mai una volta
che sia passato a spiegarmi
come si fa:
io che aspetto di morire
una volta sola
e risorgerei volentieri
perché vivere mi piace
il mondo mi piace
tutto mi piace
troppo
risorgerei volentieri di nuovo uomo
o donna per cambiare
o animale
fa lo stesso è sempre vita
ma lui
da quando sono qui
l'ha fatto cinquantanove volte
e mai, mai darmi una dritta
su come si fa:
mai.

 
 
 

Il finale

Post n°1122 pubblicato il 19 Marzo 2012 da molinaro
Foto di molinaro

IL FINALE

aureole non ne ho mai viste
non conosco santi
non ho mai visto neppure
certe aure o luminescenze
che dicono

ho visto un paio di volte
il raggio verde al tramonto
ma quella è un'altra faccenda

però conosco
il riverbero scuro
sul più dolce dei visi
l'alone grigio che accompagna
ogni più bella cosa
il presentimento nero
alle spalle dell'amore
la crepa che avanza e s'allarga
nella meraviglia dei giorni
la falla che travasa e disperde
lo stupore degli occhi
lo disperde

forse sono nato un attimo troppo presto
sullo schermo girava ancora il finale
il proiezionista ha spento di corsa
ha messo il film regolare dall'inizio
ma inutile - avevo già visto
ed è una vita che fingo
di non ricordare

 
 
 

Uno dei luoghi

Post n°1121 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

UNO DEI LUOGHI

a C.

non m'importa essere la tua casa
chiudere la porta
non m'importa

ma vorrei
essere sempre un luogo
per sempre uno dei luoghi
dove passi e riconosci
riconosci e sorridi
sorridi e sei bella

un luogo
dove le cose hanno tracce di te

vorrei
poterti guardare
e abbracciarti mentre
si fa un pezzo insieme

e vai e so che torni

allora l'orizzonte ha la tua luce
la distanza ha i tuoi colori
ogni vuoto si colma
della tua forma

e vai e so che torni
ed è questo il mio modo di amarti

è l'unico che so

 
 
 

E mi sovvien l'eterno

Post n°1120 pubblicato il 19 Febbraio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

E MI SOVVIEN L'ETERNO

Non è mai vero ma
una cosa vale la pena di farla
- ossia: trovi gioia nel farla -
solamente se la puoi pensare eterna.

Nessun bambino
mentre fa un pupazzo di neve
crede davvero che si scioglierà.

Nessuno, costruendo una casa,
pensa che crollerà
o sarà demolita - mai -
e l'architetto antico
una cattedrale la progettava per sempre:
l'architettura moderna è tristissima
perché prevede scadenza,
programma abbattimento già in partenza.

E cominciando un amore
- qualsiasi amore, anche fuori dal canone,
anche tre donne contemporaneamente
o tre uomini - non lo puoi cominciare
se non pensi
che per sempre vi amerete.

Nessun bambino
mentre fa un pupazzo di neve
crede davvero che si scioglierà.

Da bambini siamo saggi.
Poi cresciamo e non so cosa ci prende.

 
 
 

Sette poesie un po' grezze scritte fra gennaio e febbraio

Post n°1119 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

TU CI SEI

Ti tengo la mano stretta
perché c'è il ghiaccio
non hai le scarpe adatte
neanch'io le ho tanto adatte
ma ci teniamo
ed è facile sapere
di essere insieme
è facile quando ci teniamo per mano

ma tu ci sei
anche quando non ci sei
quando sistemo due vasi sul terrazzo
o provo a lavorare
o trovo qualche scusa per rinviare
i piatti da lavare
mentre vivo il mio giorno e tu sei via
ci sei

questo forse non sempre lo sai
perciò te lo scrivo.



SCENEGGIATO

Causa neve e treni soppressi
dopo la cena a Vercelli dormo a Vercelli
e prima di dormire
c'è la consueta tivù con mia madre:
guardo uno sceneggiato fino alla fine
- è una cagata:
ci sono ragazze carine però vestite
che parlano di cose d'innamoramenti:
una si deve sposare con uno
ma invece sposa un altro,
una è innamorata di Gesù cioè fa la suora,
una la uccidono per futili motivi
(va fatto perché è un format poliziesco)
e una ha problemi col menù di pesce,
comunque tutte dicono
che se riesci a immaginare
di essere con l'uomo fra trent'anni
allora sei davvero innamorata:
infatti quella che doveva sposare uno
gli chiede proprio quello, dove saremo fra trent'anni,
e lui le dà la risposta sbagliata (un po' scazzato)
e lei sposa un altro
che comunque credo conoscesse già
perché ci aveva fatto una figlia
(bimbetta scassacazzo, sia detto per inciso).

Io non sono mai riuscito a immaginare
a nessuna età e con nessuna donna
e nemmeno da solo
come e dove sarò fra trent'anni,
e neanche fra venti,
e neppure fra dieci,
e nemmeno fra un mese:
quindi non dispongo di un tipo d'amore
da sceneggiati.

A parte questo,
dormire a Vercelli mi ha fatto pensare a un amico
mio coetaneo morto d'alcol anni fa
che scriveva cose
- non ha mai pubblicato ma scriveva:
ho piccoli suoi frammenti sparsi,
poca roba:
il grosso delle cose che scriveva
erano a casa sua
dove viveva da solo e dove
l'hanno trovato morto.

Dopo il funerale suo fratello mi ha detto
che voleva passarmi gli scritti
perché magari li mettessi in ordine
per una pubblicazione:
ma nel frattempo la madre
è andata nell'alloggio
e ha bruciato tutto.

E hanno detto, la gente, le seguenti cose:
- Certo l'amore fa commettere sbagli...
- L'amore materno, un eccesso di protezione...
- L'amore con la naturale gelosia della madre...
- Sono eccessi d'amore che producono effetti...

Insomma tutti hanno parlato d'amore
nel descrivere una grandissima stronzata,
una vaccata, una crudeltà, dopo lui morto
uccidere quello che lasciava di sé.

Ma essendo la madre l'autrice
dell'insano gesto
dev'esserci una convenzione lessicale
che impone l'uso del termine amore.

Così come negli sceneggiati è prescritto
che l'unica forma d'amore corretta
- dopo le trasgressioni per far storia e audience -
sia due cuori con un mutuo trentennale

e vaffanculo
e poi sul treno stamattina
ho trovato abbandonato un Grand Hotel
ma non ho avuto il coraggio di aprirlo.



DICONO


Nulla è presente sempre o per intero.
(Bernard Malamud, Le vite di Dubin, pag. 170)


Dicono che se l'amore
non è tutto intriso di desiderio
non è vero amore: è simpatia,
amicizia, complicità, anche sesso
ma non amore.

Dicono che se l'amore
è tutto intriso di desiderio
non è vero amore: è voglia di bellezza,
desiderio, ormone, passione,
ma non amore.

Dicono che se fai delle cose
gentili, attente, pensate
senza la furia del desiderio, sono cose
volontaristiche, belle intenzioni,
ma non amore.

Dicono che se fai delle cose
spinto dal desiderio ardente
che tutto travolge, sono cose
egoistiche, impulsi tuoi, proiezioni
ma non amore.

Dicono.
Dicono.
Dicono.
Ma stare un po' zitti?



GLI OCCHI

I miei occhi dicono cose
che non so
e alle quali
se me le racconti
non crederò.



GLI AMORI NON SI POSSONO BUTTARE

Per un amore mancato
non ci sono rimedi - egli pensò.

Quando qualcuno gli parlava di lei
splendida ragazza
s'accresceva la sua nostalgia.

Quando qualcuno gli parlava di lei
ragazza qualsiasi
egli si confermava nell'idea
d'essere il solo a vederla davvero.

Quando nessuno gli parlava di lei
- ed era questo il caso più frequente -
saliva il vuoto della sua vertigine.

Qualche volta fingeva di convincersi
che il suo era un delirio - ma le finzioni
non durano mai molto.

Ormai quasi si asteneva
dal cercarla - ma ogni giorno
era ferito dal non ritrovarla.

Per un amore mancato
non ci sono rimedi - egli pensò.
Lo tieni in casa così come tieni
ogni amore per sempre.

Gli amori non si possono buttare
come vestiti vecchi o cianfrusaglie
per fare spazio in casa.

(Se ci provi ti accorgi con sgomento
che gli amori è la casa.
Di più:
che gli amori sei tu.)



LIKE

Io sono contento quando mettono un like
sul primo video che ho messo in Vimeo,
vimeo.com/7039845
(ho anche giocato al lotto
70 - 39 - 84 - 5 ma non ho vinto)
- il video che ho fatto con lei
collaborativamente:
lei che adesso da tanto tempo
non mi parla neanche più.

Non è facile avere un like su Vimeo:
lo possono mettere solo gli iscritti
e gli iscritti a Vimeo non sono così tanti
come quelli di Facebook o YouTube:
Vimeo è un sito un po' più aristocratico,
insomma, più da professionisti del video
o almeno amatori di serio livello.

Nel momento in cui scrivo sono 28 like
e 27016 visualizzazioni, la maggior parte
dagli Stati Uniti, poi Gran Bretagna, Germania,
Spagna, Italia, Turchia e Canadà.

Quel video tecnicamente
non è niente di speciale:
una sequenza di foto di nudo
scattate dagli allievi di uno stage.

Ma è bellissimo, cazzo, è bellissimo.
E nel mondo lo sanno: l'ho inserito
in qualche forum di fotografia
e dagli Stati Uniti hanno detto this is beauty
e wonderful o almeno very nice
e dalla Spagna hanno detto preciosa
e dall'Italia hanno detto
foto farlocche e ragazza qualsiasi.
Gli italiani sono pezzi di merda.
Me nel mondo lo sanno che è bellissimo.

Temo che a lei, alla ragazza preciosa
non gliene freghi niente dei 28 like
e delle 27016 visualizzazioni:
tre anni fa non è che le dispiacesse,
ma adesso, adesso...
Adesso anche un respiro l'indispone
se è un respiro mio.

Io sono contento quando mettono un like
sul primo video che ho messo in Vimeo,
ma se lei, la ragazza a cui voglio ancora bene,
la ragazza preciosa mettesse
un like anche piccolo, o almeno un not dislike
su me, sulla mia vita, ecco, sarei contento
di più.



PER ANNI

Un amore che dura per anni
vissuto in tutti i giorni o quasi tutti
continua ad arricchirsi di dettagli
di tinte e sfumature
di domande e risposte
parole e sensazioni
novità
variazioni:

non è più solo un prato dove passi
annusando la terra
godendo del profumo
senza toccare nulla:

è un prato dove ti fermi
quasi senza volere
sposti qualcosa
prepari un giaciglio
forse intrecci un riparo di rami
o scavi sotto l'erba per scoprire
cunicoli e radici:

un amore che dura per anni
è un fiore di campo di cui ti prendi cura
così diventa un fiore coltivato
benché nato da sé:

un amore che dura per anni
contiene decisioni e costruzioni
ma questo non è un male
non lo trasforma in roba artificiale:

anche i bambini con la sabbia
decidono la forma del pupazzo
o del castello
o il percorso del solco per le biglie
e talvolta i poeti
scelgono con cura le parole:

lo fanno per fare qualcosa
per non restare fermi
l'attimo dopo che hanno visto il mare
l'attimo dopo che hanno visto quello
che le parole non sanno raccontare:

lo fanno per fare qualcosa
perché qualcosa bisogna pur fare
dopo che al cor gentil ratto s'apprende
l'amore o il mare:

riempire di vita il passare
riempire di vita il cambiare
riempire di vita il sognare
riempire di vita il camminare:

e alzare il pugno contro la risacca
che si riprende la sabbia e la vita
ma ci lascia la buona fatica
di tinte e sfumature
di domande e risposte
parole e sensazioni
novità
variazioni.

 
 
 

Sono l'acqua

Post n°1118 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

SONO L'ACQUA

M'impenno contro un sasso che mi chiude
scivolo in un solco
mi ribello tracimo debordo
corro
inciampo in zolle
in pozzanghere calme mi raccolgo
le riempio mi riverso
insisto contro rocce
m'ingorgo dentro gole
fuoriesco da una crepa
cerco altra via
e corro e corro e corro
non verso un punto d'arrivo
- che non esiste -
ma perché è così che deve essere:
e nel correre
lentamente la terra m'assorbe
mi riduce
mi dilegua nel secco:
se questo sia rinascere o svanire
nessuno mai saprà.

 
 
 
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