Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi
 

La Virtual Global Taskforce (VGT POLIZIA DELLE COMUNICAZIONI) è composta dalle forze di polizia di tutto il mondo che collaborano tra loro per sconfiggere l'abuso di minori online. Il pulsante "Segnala un abuso" è un meccanismo efficace. Cliccate sul tasto in basso se siete a conoscenza di pericolo per un minore.

Il comportamento predatore sessuale comprende: Chi  produce e scarica immagini di bambini vittime di abusi sessuali. Chi avvicina un bambino per sesso on-line (ad esempio attività sessuali tramite testo o webcam) grooming -

Il predatore crea situazioni allo scopo di  formare un rapporto di fiducia in linea con il bambino, con l'intento di facilitare in seguito il contatto sessuale. Questo può avvenire in chat, instant messaging, siti di social networking ed e-mail.

Non tutte le persone che conosci on line sono sincere.
Aiutaci e rendere internet più sicura...Aiutaci a fermare la pedofilia.

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CIAO JERRY...PICCHIATELLO

Post n°2445 pubblicato il 21 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per jerry lewis

 

Ha fatto bene Adriano Celentano, attraverso i tipi del Corsera, a ricordare la perdita del grande Jerry Lewis. Lui è l'italiano più deputato per testimoniare la sua simpatia e la sua profonda stima al comico americano più importante del novecento. Adriano ha cominciato la sua lunga e importante carriera scimmiottando Jerry: le sue mosse, i suoi tic, le sue espressioni e in particolare il noto film "Il Nipote Picchiatello", sono stati i riferimenti per i primi passi della sua carriera; anzi, poiché quelli erano gli anni della coppia Jerry Lewis/Dean Martin, Adriano fece coppia con Tony Renis nei panni di Martin. L'imitazione era perfetta: Celentano molto bravo nell'assimilare la mimica di Jerry che poi era la base della sua comicità e il giovanissimo Renis nei panni del rubacuori, del crooner che sapeva puntare al cuore delle donne con il suo fascino italo/americano: infatti il suo vero nome era Dino Crocetti. Complimenti Adriano, una lettera che gli dovevi e con la quale ancora una volta hai dimostrato quanto nella vita e nella carriera, non si dimenticano i maestri. Io sono stato un assoluto fan di Lewis, tutti i suoi film li ho visti dozzine e dozzine di volte, non ho mai mancato, nei ripassi televisivi, di rivedere quelli con Dean (i più spassosi) e quelli da solo, dove anche la sua regia era titolo di merito. Lo so, la perdita colpisce più quelli della mia generazione: siamo stati i primi a subire il fascino dell'attore comico semplice e irreale, spontaneo e buffo con la sua mimica, eppure, sarà stato il clima di quella America libera dai conflitti e lanciata verso progresso e innovazione, sarà stata la voglia di scimmiottare anche noi Elvis Presley e tutti coloro che dalla metà degli anni cinquanta in poi segnarono la storia del cinema americano, eravamo tutti fans, tutti attratti da storie sottili e piacevoli, commedie leggere che andavano a braccetto con i sentimenti e con l'amore. Bei tempi e altro a cui pensare non c'era: anche noi all'epoca eravamo destinati a venir fuori dal conflitto e puntare al progresso e all'innovazione e tutto questo non poteva che arrivare, sotto tutte le forme possibili ed immaginabili, dall'America. Dal sogno americano che più o meno coinvolse tutti. Noi ragazzi di allora ringraziamo sentitamente Jerry Lewis: con i suoi film ci siamo divertiti sempre e abbiamo sognato tanto. 

 
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LA FALLIBILITA' DELL'UOMO V/S LA TECNOLOGIA

Post n°2444 pubblicato il 21 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per var calcio

C'era una volta il tifo. Il calcio resta sempre lo sport più seguito dagli italiani, senza togliere nulla ad altri sport che hanno i loro affezionati tifosi. Ma con il pallone c'era un tempo in cui rimbambivamo tutti: la domenica v'era il rito per antonomasia, si giocava solo nel giorno festivo e tutti schiavi dei 22 che in mutande inseguivano un pallone, era croce e delizia per le famiglie italiane. Quanti panini mangiati sulle gradinate, quanti caffè Borghetti bevuti senza distogliere gli occhi dal campo. Quante gioie, amarezze, sfottò fatti e ricevuti. Tra frizzi, scazzi e lazzi, mai arrivati alle mani con altri tifosi, mai altro che insulti goliardici e camerateschi. Il tifo era coniugato sempre con la sportività, mai a prescindere dal rispetto per gli avversari. Un tempo funzionava così e da quando è cambiato tutto, ovvero molti anni fa, da allora io non sono più tifoso. Mi piace seguire la nostra nazionale in tv, ma allo stadio non vado da molti anni. Pensate allo Stadio S. Nicola di Bari: è a pochi passi da casa mia, lo vedo dai miei balconi e non ci sono mai entrato. Il mio ultimo stadio è stato lo storico  "Della Vittorie" dove il "Bari" ha disputato gare memorabili. Ieri è partito il campionato di serie A ed è iniziato con una grande, importante novità tecnologica: la VAR (Video Assistant Referee) la moviola in campo. Se ne parlava da tanto ormai, si avvertiva la necessità di una macchina infallibile in campo onde evitare le dispute, talvolta accese in campo per poi trasferirsi sugli spalti tra le opposte, accese tifoserie. Rigore o non rigore? Fallo da rosso o da giallo? Scambio di persona in caso di espulsione? Ecco i tre punti fondamentali molto discutibili che spesso irretivano i calciatori inducendoli in discussioni molto pesanti. Ora tutto ciò, sempre a discrezione dell'arbitro, dovrebbe essere mantenuto nei binari della civiltà, della correttezza e del rispetto. L'arbitro può ricorrere in caso di forti dubbi e sollecitato dalle squadre (almeno da una) a verificare tramite moviola le azioni, le circostanze discutibili e contestate. Trattasi di una panacea, non sarà la cura definitiva, il calcio non può diventare sport asettico, privo di emozioni e di errori in buona fede: se così fosse facciamo giocare dei robot e non se parli più. Il calcio è passione per chi lo ama, è il fatto di momenti che durano oltre il legittimo tempo previsto: ci si incazza, si fa veleno, si sbraita, ci si accascia per un coccolone a volte. Niente può essere previsto nel calcio e proprio grazie agli imprevisti che si vive l'emozione che solo i veri tifosi/sportivi possono capire. Più  ci serviremo di macchine  e meno l'umano si ecciterà, si appassionerà, si affezionerà. E' vero, con tutti gli interessi che ruotano oggi attorno a quel maledetto pallone, non si poteva aspettare oltre e quella infernale macchina doveva pur "entrare" in campo. Non so come andrà a finire, non so nemmeno se gli stadi si svuoteranno sempre più visto che i sistemi per trasmettere fanno offerte  sempre più attraenti. Facciano pure, io sono fuori da tempo e francamente, visto che l'arbitro conserverà sempre la sua ultima parola, il rischio che per molti resti sempre un cornuto, è reale. Basta  chiedere ai tifosi antijuventini: la loro battuta frequente anche quando un giocatore juventino cade in mezzo al campo toccato leggermente da un avversario: "E' rigore per la Juve!!!"...urlano tutti insieme e assatanati.
 
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LA STRADA AMMAZZA GIA' DI SUO...

Post n°2443 pubblicato il 20 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per violenza stradale

Chiedo scusa ai due mostri sacri del cinema, ma non potevo fare a meno di postare una foto così eloquente e pertinente. Oggi per molto meno si ammazza sulla strada. Le corna degli anni '60 non erano un'offesa, erano sfottò e come tali, erano recepite. Un po' come il famoso "digitus impudicus" , il dito medio bello alto, da solo e inequivocabile: oggi lo fanno tutti il gesto ma sulla strada diventa un buon motivo per ammazzare. Siamo insofferenti a tutto ormai, ma se siamo tutti insofferenti, c'è chi lo è più di noi tanto è vero che circolano accompagnati da armi proprie e improprie: dalle  pistole ai fucili, dai coltelli, alle mazze, catene, cric ecc.ecc. Una precedenza non data, un sorpasso proibito, uno sguardo mal interpretato e subito si passa alle vie di fatto, magari dopo qualche parola di troppo che non è il...saluto! Nel 2016, 183 episodi hanno prodotto  4 morti e 238 feriti di cui una quarantina gravi. A fine giugno di quest'anno sono già 80 (ma sono già aumentati) con 4 morti, 98 feriti di cui una ventina gravi. Sono cifre da stragi, cioè se non ci ammazza la strada con i suoi pericoli, con i copertoni dei tir che volano a sfondare parabrezza, con i tori che invadono le careggiate, con le distrazioni, i cellulari e tutto lo scibile immaginabile, ci ammazziamo da soli, così per non farci mancare nulla. Pertanto contiamo fino a dieci prima di farci immischiare in fattacci e reazioni pericolose, noi che siamo abituati a circolare senza armi e men che mai con un coltello in tasca, manco quello da tavola in argento puro e  rubato in un maestoso ristorante, non facciamoci fregare da pazzoidi che hanno già un verme in testa: se sono armati non vedono l'ora di mostrare i muscoli e noi non possiamo essere le vittime sacrificali casuali e pronti ad essere immolati! Riflettiamo tutti prego!
 
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TRUMP E RAGGI: DESTINI INCROCIATI

Post n°2442 pubblicato il 20 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per bannon

 

Alla fine i conti tornano, magari le contesse no, ma i conti se si ha pazienza, sono sempre sotto la lente e prima o poi, saltano agli occhi gli errori e le omissioni. Tuttavia meglio tardi che mai, intanto i casini sono stati fatti e il siluramento del destroide Bannon da parte di Trump, è un segnale evidente di come nella vita Dio li fa e poi li ...accoppa!!! Molte affinità tra Trump e Raggi, due personaggi che non hanno molto da spartire, ma che infilatisi in un tunnel troppo stretto, hanno sin dall'inizio dei loro mandati, fatto più casino che ordine: non starò ad elencare i dettagli delle loro stramberie, tuttavia, Trump è personaggio instabile, politicamente scorretto e tendente a manifestarsi sempre nel modo sbagliato: rozzo e inconcludente. La Raggi invece, sul piano personale è esattamente all'opposto del tycoon: cortesia, signorilità e bella presenza la sorreggono. Resta comunque anche lei irretita dalle cattive compagnie, dai mentori poco adatti e circondata da tante persone "fasulle" che alla fine ha dovuto cambiare spesso assessori, collaboratori a sfavore della trasparenza; molte emergenze da affrontare, casse indebitate, due "no" molto "discussi" dati per le Olimpiadi e il nuovo stadio di Roma. Insomma, un percorso irto di buche (vabbè quelle già ci stavano) e sette romani su dieci, la bocciano. Vite politiche travagliate le loro e sia per l'uno che per l'altra, non ritengo finisca qua. Passando alle news, Errani si dimette da commissario per le zone terremotate per passare sull'altro carro alla sinistra di Renzi. Ma che diavolo sta succedendo? C'è un valzer di personaggi che lasciano per riflettere (sic), per passare in un altro gruppo, per saltare sui carri destinati ad essere vittoriosi e/o meno rischiosi. Ma alla fine le domande nascono spontanee: sono i big che scelgono male i loro collaboratori? Oppure sono quelli chiamati a collaborare che tradiscono a causa delle sirene che cantano? Nessuno si fida più di nessuno, tutti contro tutti, sparigliano carte sul tavolo per confonderci? Beh, se pensano che fare politica seriamente preveda quello che stiano facendo, si sbagliano di grosso: queste tarantelle andavano bene un tempo, oggi siamo più scafati, abbiamo imparato qualche lezione e da tutti potremmo farci fregare tranne da chi abbiamo già comprato e rivenduto. Certi personaggi non hanno bisogno di referenze: ce le hanno già fornite nel tempo. Sbagliare sempre con metodica puntualità, non è da tutti: è da sciocchi!

 
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DESTINO E SFIGA VANNO A BRACCETTO?

Post n°2441 pubblicato il 19 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per Terrorismo

 

Il destino, questo bene astratto di cui tutti godiamo, a volte è severo, intransigente e poco volenteroso. Questa ragazza australiana Julia Monaco, è sempre in giro, va dappertutto e visita le città dell'Europa più interessanti e più ricche di movida. Una fortuna sfacciata (beata lei) l'ha sempre accompagnata nei suoi viaggi: era a Londra bloccata nella metropolitana londinese, mentre a Borough Market scoppiava il casino, a Parigi era a Notre Dame mentre un poliziotto veniva accoltellato fuori dalla Chiesa e l'altro giorno era bloccata in un centro commerciale sulla Las Ramblas, mentre il sangue scorreva a fiumi. Beh direi che trattasi di un primato unico e fortunatamente, eccezionale. Tre luoghi da visitare tre attentati in cui lei non ha riportato un graffio a parte gli spaventi legittimi durante i tragici avvenimenti. Ora che la notizia si è diffusa, tutti in rete la interpellano per sapere i prossimi luoghi che intende visitare onde regolarsi di consegunza: la ragazza, per i social, è una portatrice sana di sfiga. La pregherò di non scegliere mai l'Italia per ovvie ragioni, al massimo le manderemo cartoline illustrate dei luoghi più belli: tutto a spese nostre chiaramente. Nell'immediato, tuttavia, la possiamo invitare a fare un bel viaggio a Lourdes, e se trovasse chiuso, a Fatima. Se dovesse per sua sfiga, trovare chiuso anche a Fatima, resterebbe Santiago de Compostela da percorrere in ginocchio fino al Santuario. Non si sognasse minimamente il Santuario di Padre Pio a S. Giovanni Rotondo: rischierebbe di essere menata...sempre per ovvie ragioni.

 
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