Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

La Virtual Global Taskforce (VGT POLIZIA DELLE COMUNICAZIONI) è composta dalle forze di polizia di tutto il mondo che collaborano tra loro per sconfiggere l'abuso di minori online. Il pulsante "Segnala un abuso" è un meccanismo efficace. Cliccate sul tasto in basso se siete a conoscenza di pericolo per un minore.

Il comportamento predatore sessuale comprende: Chi  produce e scarica immagini di bambini vittime di abusi sessuali. Chi avvicina un bambino per sesso on-line (ad esempio attività sessuali tramite testo o webcam) grooming -

Il predatore crea situazioni allo scopo di  formare un rapporto di fiducia in linea con il bambino, con l'intento di facilitare in seguito il contatto sessuale. Questo può avvenire in chat, instant messaging, siti di social networking ed e-mail.

Non tutte le persone che conosci on line sono sincere.
Aiutaci e rendere internet più sicura...Aiutaci a fermare la pedofilia.

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Messaggi di Agosto 2017

BREXIT E...PROSECCO NON VANNO D'ACCORDO?

Post n°2463 pubblicato il 31 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per prosecco doc italiano

 

Il nostro italianissimo Prosecco Doc è uno dei vini più importati nel mondo: piace a tanti e nonostante le tante "Brutte Copie" in giro, chi vuol bere bene e sapere esattamente cosa beve, deve scegliere italiano. In Inghilterra, da quando furoreggia la Brexit, gli inglesi che sono da sempre i più grandi estimatori del nostro pregiato Presecco, qualcuno ha cominciato a tirar fuori le famose storielline autentiche perché sottoscritte da professionisti certificati, ma che celatamente tendono a minare la qualità e la scelta con furbizia e velata cattiveria. Secondo il dottor Walmsley del British Dental Association, i denti degli inglesi sono fortemente a rischio: la miscela esplosiva nemica dei denti britannici, è formata da "carbonatazione, zucchero e alcool" tipici del nostro Prosecco. AhAhAhAhAh!!!!! Il collega Druian, ci mette anche il carico da undici, affermando che bevendone un paio di bicchieri non si corrono grossi rischi, ma abusarne è rischioso per i denti. Bene, a parte la diagnosi strettamente scientifica, vediamo un po' di comprendere come stiano le cose. Dall'alto della mia ignoranza, riterrei che qualsiasi alimento solido e/o liquido, se assunto in dosi eccessive, possa far male; non a caso, i medici invitano sempre alla moderazione e al consumo non smodato. Un paio di bicchieri di Prosecco quindi non procurerebbero problemi, pertanto la "bomba" lanciata altro non è che un petardo di poco conto che a capodanno nessuno accenderebbe perché non farebbe il botto! E poi vogliamo parlare delle famose e vendutissime birre inglesi, chessò la Ale o la Stout: se bevute in quantità eccessive e sistematicamente, cosa provocherebbero al bevitore accanito? E se una persona masticasse ogni giorno e costantemente una gomma inglese, chessò una Chiclets o una Wrigley's, cosa accadrebbe ai denti degli inglesi? In verità mi sa tanto che intendano puntare al Prosecco per tirare acqua ad altro mulino, ma non penso che i buoni bevitori anglosassoni rinucino al loro prosecco. Infine, nasce spontanea una domanda: perché i nostri medici dentisti italiani di tutto parlano, passano spot pubblicitari a non finire sulle varie malattie della bocca, fanno pubblicità a tanti dentifrici adatti a tante patologie dentarie e mai finora abbiano fatto cenno ai danni del mix "carbonatazione, zucchero a alcool" che procurerebbe il prosecco? Mah...comunque a me non importa, bevo da tempo il mio prosecco, mi piace e non ci rinuncio. E poi, vi assicuro che finora il mio dentista di fiducia non abbia rilevato alle mie.....protesi! 

 
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PIERACCIONI BENVENUTO NEL CLUB

Post n°2462 pubblicato il 31 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per educazione bambini

 

Il problema è vecchio, se ne discute da tanto e lo scontro generazionale si fa sempre più serrato. Essenzialmente i fronti contrapposti sono due: quelli che intendono impostare  l’educazione dei figli basandosi sul rapporto genuino, giornaliero e dialettico, e quelli che nel rapporto intendono esprimere severità quando occorre e pugno duro se è necessario. La prima falange che ho indicato è sicuramente la più numerosa, la più aperta alla libertà dei movimenti e delle parole dei propri figli: nel dialogo non si alza mai la voce, si discute con garbo e moderazione e si cerca di portarli al ragionamento sereno. Se non si ottiene nulla, allora si temporeggia, si aspetta, si tentenna e dopo un po’, si lascia piena libertà ai bambini,  ai ragazzini senza aver potuto “imporre” il proprio pensiero e la propria decisione. La dimostrazione di tutto ciò la possiamo riscontrare nel vedere come crescono questi ragazzi: viziati, sfrontati e poco educati. Costa dirlo ma è così, i risultati sono questi e facciamocene una ragione: sono quei genitori che manifestano il massimo della loro impotenza e della loro accennata sufficienza quando per una “marachella” (è un eufemismo sfacciato) scolastica, si giunge incazzati dal direttore e/o dall’ insegnante aggredendoli verbosamente: “Mio figlio? Ma come si permette? Mio figlio non dice e non fa certe cose. La prossima volta se si permetterà ancora, le faccio passare un brutto quarto d’ora”. Questa  è la prova provata della protervia di chi non abbia capito nulla del rapporto con i figli. Dall’ altra parte, quella meno affollata, c’è la legione dei severi, dei puntigliosi, dei genitori che vogliono aver un buon rapporto con i figli, ma senza arrivare all’abuso, alla compiacenza e alla libertà di azione e parola. Lo scappellotto quando occorre ci scappa e la punizione pure: col tempo non si pentiranno questi genitori e riscontreranno al momento opportuno, quanto il loro modo di agire e le loro scelte siano state diligenti, opportune e utili per la crescita dei ragazzini. Pieraccioni, a modo suo, evidenzia sulla base del rapporto intessuto con la figlia Martina di sette anni, come sia difficile imbastire un confronto e un dialogo sereno e assennato. I primi scontri, le prime scaramucce e i primi disaccordi vengono fuori subito: se c’è un no detto da papà, come  lo si può conciliare con le aspettative della figlia? Pieraccioni ammette che qualche “calcetto terapeutico”, con questo andazzo ormai dilagante e preoccupante per l’educazione dei nostri figli, sia opportuno e necessario se vogliamo riprendere in mano il timone della formazione buona e giusta dei futuri uomini italiani, quelli che poi saranno i protagonisti della storia politica, economica e finanziaria di una nazione che oggi, forse anche per questi  inopportuni e improvvidi scontri generazionali ed educativi, non versa in buona salute. Comunque caro Pieraccioni, non esageriamo: io parlo di scappellotti e no di calcioni. Quelli no, decisamente no!


 

 
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L'UOMO DI CARTONE CHE NON DEVE CHIEDERE MAI

Post n°2461 pubblicato il 30 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per tenuta villa certosa in sardegna

 

Ma come faccio a non ciarlare sull'uomo Berlusconi? Ogni giorno se ne legge una nuova, o quanto meno, una bella che pochi magari sanno e/o conoscono. Io sono uno di quelli che si informa su tutti e tutto, e ammetto che molte cose mi risultano nuove, mai sentite e quindi mi premuro trasmetterle anche a voi nel caso non sapeste dove arrivi quest'uomo forte, ma molto forte con i soldi. Mi direte che i soldi uno deve saperli anche fare, essere bravo a intraprendere per moltiplicarli e quindi possederne poi tanti per farne l'uso che preferisce. E' vero, però c'è chi come lui e meglio di lui, i soldi li ha fatti e li fa, però di cazzate che lo riguardino non se ne leggono in giro. Come mai? Ecco perché l'uomo essenzialmente e il politico poi, non li sopporto e mi sembra anche  giusto se consideriamo che qualche dubbio sulle sue ricchezze, dagli anni ottanta in poi, lo nutriamo se pensiamo alle vicissitudini politiche di quel tempo. Strane coincidenze alle quali io non presto molta attenzione per cui i dubbi restano e lui ingrassa. Del Vecchio (Luxottica), l'uomo tra i più ricchi d'Italia, non so quante ville abbia, quante imprese abbia e della sua vita privata, non sa nulla nessuno. Della famiglia Ferrero (Nutella) lo stesso, famiglia seria, dedita al lavoro e della loro vita privata non si hanno cenni. Potrei continuare ma lo evito per tornare all'ultima che abbia letto sul nostro cav senza cavallo, vanitoso e capace di guardare tutti gli altri dall'alto in basso, come a dire: "Voi non siete nessuno, mentre io sono un dio in terra!". Nei settantacinque ettari che circondano la faraonica "villa Certosa" vista mare in Sardegna, tra le tante cose che ci sono, v'è un cantuccio  dove vi sono 800 piante di  cui ben 160 specie molto particolari e rare. Cosa producono? La "Marmellata del Presidente" una specialità che non esiste da nessuna parte e che mette il Silvio nella condizione di produrla per gli amici intimi, quelli che per lui si affogherebbero nel prestigioso mare di Sardegna. Pensate che la produzione è affidata ad una delle cuoche della villa (una sarda) che conosce i segreti delle piante che forniscono materia prima e unica per confezionare queste marmellate prelibate in due vasetti di vetro che poi vengono messi  in una scatola di cartone riciclato e indi poscia, inviate in grosse quantità ad Arcore per essere donate nelle festività, agli amici e ai parenti. Dai caro Silvio, ma quando la smetterai di impettirti anche per i peti che fai? Ma come si fa ad essere così tracimanti di boria e spocchia? Perché non fare le cose e tenerle riservate? Perché dare la notizia al giornale amico e di famiglia, per farlo sapere anche ai morti di fame come me? Coraggio uomo di cartone, fai il modesto senza sventolare la bandiera del gradasso, hai avuto più culo che anima nella tua vita, ringrazia il cielo e tieni i piedi per terra, hai 80 anni e li dimostri tutti anche con le sedute di bellezza nei luoghi che solo tu e pochi altri puoi permetterti. Fai ciò che vuoi con i tuoi soldi ma smettila di romperci i gorgioni con le tue menate personali e politiche. Il tempo passa, di te sappiamo tutto o quasi, non puoi convincere altri che non siano i quattro sfigati miracolati dai tuoi soldi. Noi apparteniamo ad altra classe: classe mista di morti di fame e...viciniori!

 
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MA SIAMO QUI A PASSAR LA NIVEA AGLI IPPOPOTAMI?

Post n°2460 pubblicato il 30 Agosto 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per giapponesi con il cellulare

 

La civiltà di un popolo la si riscontra e la si riconosce da tanti fattori: comportamento sociale, educazione verso il prossimo e atteggiamenti comuni e generici assunti con il rispetto che si deve ai simili. Saprete che "Ciccio Bomba" Kim, dalla sua Corea del Nord, ha lanciato il suo ennesimo missile. Non è una grossa novità, ormai lancia missili da tanto e la paura che infonde nei paesi vicini è tale da tenere le popolazioni sempre allertate: è vero che sono missili senza "testate" nucleari, ma è anche vero che per il momento il giovane Kim stia testando le gittate delle sue "supposte volanti". Ma quello lanciato ieri, purtroppo, ha sorvolato il Giappone e poi è finito in mare. E' quel attraversare l'Impero del Sol Levante, quel passaggio sulla testa dei giapponesi che ha messo tutti sotto allerta. In Giappone, dove pare siano attrezzati e pronti da tempo per un eventuale attacco missilistico vero e proprio, sono scattati tutti i sistemi necessari per proteggere le popolazioni. Uno dei sistemi è il messaggio per cellulare che arriva tempestivamente su tutti i telefonini dei giapponesi. "Un missile è stato lanciato dalla Corea del Nord. Per cortesia riparatevi in un edificio solido o un seminterrato". Nel contempo, grazie al sistema "J-Alert" tutte le radio, TV e i mezzi di comunicazione, hanno immediatamente dato informazioni dettagliate circa le mosse e i procedimenti da adottare. Persino i treni ad alta velocità sono stati fermati in attesa di ripartire appena cessato il pericolo. Metro, mezzi pubblici, tutti pronti per mettersi al sicuro. Un vero e proprio assetto da "venti di guerra". Poco dopo il primo messaggio tutti i cellulari hanno ricevuto una ulteriore segnalazione: "Un missile nordcoreano ha sorvolato questa zona. Se trovate oggetti sospetti per cortesia non li toccate mai". Una organizzazione perfetta, ogni dattaglio studiato alla perfezione e una popolazione civile che senza chiacchiere inutili, procede ed esegue le indicazioni ricevute. Vi invito a leggere attentamente i due messaggi inoltrati sui cellulari: notate niente di particolare? Nulla che vi colpisca? Ecco cosa c'è di "particolare" specie per noi che viviamo un'altra civiltà. Una semplice frase in tutti e due gli inviti: quel "per cortesia" che quasi stride per noi italiani. Un "per cortesia" che la dice lunga sulla educazione, sul rispetto e sulla civiltà di un popolo. Un governo che dice "per cortesia" anche in una situazione drammatica come quella di un missile che attraversi la nazione, mi sembra una bella prestazione da persone che si stimino senza conoscersi. Insomma come noi e i nostri politici: non ci conosciamo personalmente, ma come ci stimiamo noi...visto mai?

 
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IL DESTINO E LE SUE STRADE

Post n°2459 pubblicato il 29 Agosto 2017 da monellaccio19
 
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Una storia singolare con una decisione coraggiosa, magari  istintiva, ma giusta secondo la signora Loreta. E’ accaduto in provincia di Padova dove il consorte Loris è ammalato da tempo a causa di una grave malattia. Quando le degenze sono lunghe, la  vita quotidiana non può fermare una intera famiglia e questo il dr. Loris lo sa benissimo, quindi in piena lucidità mentale, non ha fermato i preparativi delle nozze previste da tempo per la figlia Alice e il genero Edoardo. Tutto è andato come previsto fino al fatidico giorno fissato   per il matrimonio. Il papà però, non solo non ha potuto accompagnare la figlia all'altare, ma è stato costretto a seguire la cerimonia grazie ad un collegamento via Skype. Insomma, previsto tutto, allestita una ripresa per renderlo partecipe dal letto dell’ospedale, quel destino che spesso imprechiamo quando ci è contrario, non ha voluto che accadesse: è deceduto poco prima che iniziasse la funzione in chiesa. Dramma e dolore coinvolgono la signora Loreta che viene tempestivamente informata della dipartita. A questo punto si manifesta il coraggio (?) e la forza di volontà della signora: non informa nessuno della morte dell’amato Loris e nemmeno la figlia viene messa al corrente: “Mi sentivo distrutta nell’anima, ho dovuto trattenere le lacrime, ma ho ritenuto in quel momento di non avvertire nessuno, ho finto che fosse tutto in ordine e permesso quindi a mia figlia, di vivere la giornata più bella della sua vita. Sono certa che questa fosse anche la volontà di mio marito”. Tutto è andato come previsto, il pranzo di nozze si è svolto normalmente e persino le riprese via Skype sono continuate regolarmente senza che fossero seguite dal povero Loris. Tutti gli invitati, gli sposi, i parenti e gli amici, sono stati informati il giorno dopo della grave perdita. Una bella storia nonostante il dramma personale dei diretti interessati, ma a questo punto mi e vi chiedo: “Saremmo stati capaci di fare la stessa scelta? E’ giusto che si menta o si nasconda una notizia così grave anche se le ragioni siano molto chiare e mirate? Cosa occorre veramente per affrontare una situazione di questo genere? 

 
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