Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

La Virtual Global Taskforce (VGT POLIZIA DELLE COMUNICAZIONI) è composta dalle forze di polizia di tutto il mondo che collaborano tra loro per sconfiggere l'abuso di minori online. Il pulsante "Segnala un abuso" è un meccanismo efficace. Cliccate sul tasto in basso se siete a conoscenza di pericolo per un minore.

Il comportamento predatore sessuale comprende: Chi  produce e scarica immagini di bambini vittime di abusi sessuali. Chi avvicina un bambino per sesso on-line (ad esempio attività sessuali tramite testo o webcam) grooming -

Il predatore crea situazioni allo scopo di  formare un rapporto di fiducia in linea con il bambino, con l'intento di facilitare in seguito il contatto sessuale. Questo può avvenire in chat, instant messaging, siti di social networking ed e-mail.

Non tutte le persone che conosci on line sono sincere.
Aiutaci e rendere internet più sicura...Aiutaci a fermare la pedofilia.

Per favore, copia e incolla questo post
ed inseriscilo in un tuo box. Grazie di cuore._A®

 

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Messaggi del 12/11/2017

UNA CODA PER UN SELFIE

Post n°2604 pubblicato il 12 Novembre 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Risultati immagini per chiara ferragni



A proposito di code inutili affrontate per motivi ameni e/o per "impossessarsi" di uno smartphone così come vi ho raccontato nel post precedente, vi confesso che ieri sera ero a Milano ed essendo libero per il cazzeggio in centro, ho voluto fare un'esperienza nuova. Non ho mai fatto code in vita mia che non fossero necessarie e inevitabili: posta, banche, ospedali, ambulatori medici, uffici della pubblica amministrazione. Ieri sera la ghiotta occasione non ho saputo rifiutarla: io e mia moglie eravamo in Corso Vittorio Emanuele nei pressi del negozio Yamamay che come ben sapete tratta intimo femminile. Abbiamo notato un crocchio di persone che si agitavano davanti all'ingresso e incuriositi abbiamo chiesto: "Scusate, è accaduto qualcosa?". Concitata e fuori dalla ragione, quasi con le lacrime agli occhi, una giovanissima ragazza: "Coooome? C'è Chiara Ferrangi dentro, è disponibile per tutti noi, ci concede un selfie se avremo la pazienza di attendere il nostro turno!". Erano trecento (circa), erano giovani e forti ed erano in visibilio per quello che sarebbe accaduto. Ho deciso su due piedi, non ho avuto esitazioni: "Amo' fatti un giro per negozi, io resto qua, voglio provare anch'io l'ebrezza della...coda inutile". Mi ha guardato con un certo disgusto, mi ha fulminato con lo sguardo e mi ha detto: "Va dove ti porta il cuore Auricchio che non sei altro!". Detto fatto, lei è andata per vetrine (ho sperato) e io ho guadagnato la posizione nella fila. "Scusi? Che fa spinge? E poi, alla sua età, le interessa tanto la Ferragni?". Sono arrossito mentre la signorina in coda mi redarguiva: "Beh, francamente vorrei entrare per comprare un reggiseno...". La scusa ha funzionato e cosi, tra una spintarella e l'altra, ho partecipato alla grande kermesse per fare un selfie con l'importante blogger con tutti i suoi titoli e meriti. Ad un tratto, mentre era vicino a me una signora elegante e non troppo giovane, le ho rivolto un sorriso dei migliori e le ho chiesto: "Lei è qui per Fedez?". Se lo sguardo avesse potuto uccidere, sarei rimasto fulminato: "No! Sono qui per la Chiara...lui non c'è!". Non ho potuto far altro che esclamare un discreto: "Pardon!". Beh, ho tenuto duro per un ora e un quarto, guadagnavamo centimetri poco alla volta e la strada da percorrere era ancora troppo lunga. Ho sbirciato all'interno, troppa confusione, ma sono risuscito a vederla di straforo: sorridente e felice, stava promozionando un capo intimo disegnato da lei per Yamamay. Le ragazze e solo qualche maschietto, facevano a gomitate per accostarsi a lei e scattare selfie. Ho girato i tacchi e ho accennato all'uscita dalla fila: "Beh??? Che fa rinuncia?...." La signora mi aveva preso di mira e mi teneva d'occhio: "Ehm...veramente devo andare, mia moglie mi aspetta e non vorrei tardare...". In quel momento poco distante da noi: "Ma no, sono qui, resta pure caro, io intanto aspetto e faccio un altro giretto...". No, ho mollato tutto, ho salutato la signora e mi sono diretto subito verso mia moglie. Perché? Perché mentre mi diceva di restare, agitava paurosamente la sua carta di credito! Code per un selfie? No, grazie preferisco...vivere!

 
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MELA...SUONO E MELA...CANTO

Post n°2603 pubblicato il 12 Novembre 2017 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

Travestono un ascensore da Apple Store: decine di persone si mettono in fila


Sapete che il 3 novembre scorso sia stato il giorno fatidico per l'entrata ufficiale sul mercato dello smartphone Apple X. Un orpello che in tanti volevano avere: prenotato a tempo debito, per possederlo, hanno fatto la fila davanti ai negozi con la classica insegna della mela morsa. Un aggeggio che costa 1.100/1.300 euro era la meta finale e la follia della gente a volte non la si comprende per queste strampalate scelte: non solo per la somma, ma anche per le code lunghissime affrontate a partire dalla sera prima. Passare una nottata all'addiaccio per uno smartphone credetemi, mi fa star male solo a pensarci. Dunque, stante questa situazione, a New York v'è stato un vero e proprio assalto poiché i punti vendita della Apple sono tanti e le code si sono subito create davanti a tutti i negozi, nessuno escluso. Quando si dice cecità metropolitana e immedesimazione nel problema, gli effetti nocivi sono tali che una riflessione pacata e profonda sia necessaria per tutti. Come vedete dalla foto, sulla 23 strada in quel di NYC, davanti all'ingresso del centro Apple, si è creata subito la coda per giungere al tanto sospirato Apple X. Avete visto bene la classica vetrata che contraddistingue i negozi della mela morsa? Ebbene, quella vetrata altro non è che un bel, grande, vano ascensore su cui un gruppo di burloni si è divertito a inscenare uno dei più grandi scherzi possibili e immaginabili: hanno approntato l'insegna, l'ingresso, preparato il personale con le divise ufficiali e alcuni finti giornalisti per accogliere i potenziali clienti. Infine una cinquantina di amici reclutati per lo scherzo, hanno cominciato a stare in fila facendo finta di attendere l'apertura del negozio. Beh, nel giro di pochi minuti si sono accodate tantissime altre persone e tutte convinte di poter entrare nel...vano esterno di un comunissimo ascensore. Appena entrati i primi della fila, hanno subito capito che si trattasse di uno scherzo ma si sono divertiti all'idea suggerita dagli organizzatori,  tanto che sono usciti dal "negozio" come se avessero acquistato: infatti erano tutti forniti di buste della Apple. Raga' uno scherzo divertentissimo e ben riuscito, ognuno ha fatto la sua parte e tutti si sono trovati immersi in un clima surreale e spensierato. Che dire? Stupidi? Sciocchi? Distratti? Poco attenti perché presi dalla fregola del possesso? Non so, ma se siamo arrivati a questo, una ragione ci sarà, o no? Posseduti dal demonio del consumo e tanto presi da non accorgersi di essere caduti in una trappola pazzesca: ascensore scambiato per un negozio e fila per un iPhone X? Cosa c'è di meglio nella vita? 

 
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