monologo in rossoSolitarie dicotomie in ordine sparso |
AUTORITRATTO
Tra i vizi capitali che prediligevo vi erano l'ira e la superbia. Non disdegnavo la gola e la lussuria. Non ero avara, accidiosa e ancor meno invidiosa. Ammiravo il genio e l'eccellenza però, di qualunque natura essi fossero. Stimolavano dentro di me una sorta di accanita competizione verso la parte mediocre del mio essere che mirava all'annientamento delle cellule imperfette.
Ad un certo punto della mia vita, mi resi conto che non avevo lasciato nulla di intentato.
Spesso, io facevo follie.
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Post n°388 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da Odette292
Avevo guardato l'alba sul mare e sentito l'estate accovacciata sulla sedia a dondolo ridipinta di verde scuro. L'estate per me era la stagione dei capelli raccolti, delle notti in bianco, passate a fissare luna e stelle dal terrazzo di casa, nel silenzio rotto solo dal canto delle cicale. Trascorse a pensare cose che erano e che sarebbero state. Sì, perché il presente durava un attimo, a volte nemmeno te ne accorgevi ed era già passato, mentre il futuro era sempre un'incognita avvolta da una nebbia lattiginosa. Non vedevo mai nulla io dei miei giorni a venire, a parte desideri e sogni appena accennati. L'estate era anche la stagione della biancheria bianca che stendevo al tramonto. Mia nonna mi aveva insegnato che ingialliva coi raggi del sole. |
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Post n°387 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da Odette292
Era un giorno come un altro adagiato sotto il cielo d'inverno. Indugiare tra le cose inutili che avrei dovuto fare mi sottraeva a quello che sarebbe stato invece necessario fare. Strategicamente rallentavo i gesti eludendo, omettendo, glissando, tacendo. |
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Post n°386 pubblicato il 08 Novembre 2011 da Odette292
Sto studiando per un concorso e il mio cervello è spappolato dall'impegno profuso. Tornerò alla prima bocciatura. :) |
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Post n°384 pubblicato il 25 Settembre 2011 da Odette292
Quella mattina notai che le rughe tra le sopraciglia si erano notevolmente approfondite. |
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Post n°383 pubblicato il 22 Settembre 2011 da Odette292
Si. Sarò anche cinica. Una di quelle “senza religione”, dal credo irriverente. A mio padre. |
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Post n°382 pubblicato il 20 Settembre 2011 da Odette292
Mio carissimo, le menti eccelse si sgretolano rovinosamente proprio dove iniziano i sentimenti. A quel punto, si diventa stupidi ed insulsi come dei qualunque comuni mortali e anche di più. L'eccellenza delle menti coincide con la solitudine interiore e l'assenza di fremiti nell'anima. Perciò ti dico di no e spengo la luce. ( Buonanotte) |
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Post n°381 pubblicato il 15 Settembre 2011 da Odette292
Non mi aspettavo nulla. Avevo ricominciato a provvedere da sola al mio fabbisogno giornaliero e non vi era più necessità di saziarsi di briciole ed urla o dinieghi. Era ancora troppo caldo per essere Settembre inoltrato. L'Autunno avrebbe dovuto essere dietro i vetri coi suoi grigi e le sue folate di vento improvvise che portavano via le foglie caduche. Invece, splendeva ancora una luce accecante, baluginante, che confondeva come quegli “effetti speciali” che rendevano possibili le cose impossibili. Mi chiesi a quale gioco stessimo giocando. E quale fosse la posta in ballo. Il mio avversario era abile ma poco astuto. Più volte lo vidi barare spudoratamente e lo scalzai col sorriso. Il sorriso di chi sa. Il sorriso di chi non teme nemmeno di perdere. Restai seduta con le mani piende di inutili carte da scartare e sostituire. (La vita è un gioco sporco. Un gioco al massacro.)
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Post n°380 pubblicato il 14 Settembre 2011 da Odette292
Il tempo è l'inconfutabile prova della qualità delle cose. Concrete ed astratte. (E di nuovo, giro la clessidra..) |
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Post n°379 pubblicato il 07 Settembre 2011 da Odette292
Destinazioni ignote, strade dissestate, salite ripide, curve pericolose, trasgressione dei divieti, nessun limite di velocità, soste brevi in luoghi poco affollati, funambolismi, precarietà, cadute libere e/o rovinose, inquetudine, sregolatezza, energia, gioia di vivere, nostalgia, desiderio intenso, l'erba-voglio, passione, emozione, rabbia, testardaggine, ribellione, irriverenza, incapacità di perdonare, silenzio, assenza ingiustificata, rosso, nero, esistere,resistere, persistere,ricominciare,rinascere, sentire, percepire, rischiare, osare . |
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Post n°378 pubblicato il 05 Settembre 2011 da Odette292
Non era nei miei programmi né a breve, né a lunga scadenza. Eppure mi ritrovai a quel punto della storia cui era necessario innamorarsi ancora. Oh, si: non era certamente la cosa più “opportuna” o saggia da fare. Ma io sentivo già quella folle, sconsiderata, disdicevole, impudica, svergognata ebbrezza che mi svuotava di qualunque concretezza e consistenza. Svagata, sfuggente,stupida, all'improvviso, mi riconobbi. |
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Post n°377 pubblicato il 31 Agosto 2011 da Odette292
Ero proprio sul punto di pianificare il mio suicidio quando la vista di quello zoccoletto leopardato distolse la mente dai nefasti progetti. Mi avvicinai alla vetrina fino a sfiorare il vetro col respiro per contemplare (con autentico e sentito spirito di adorazione) il tacco a spillo di vernice nera che lo rendeva tanto chic. Lo acquistai, senza badare alla cifra esagerata che avevo speso e, immensamente soddisfatta di me stessa, mi diressi verso la gelateria della piazza barocca, come ero solita fare nei momenti di maggiore inquietudine e/o insoddisfazione. "Mors tua, vita mea"... E pensare che ero un'asina in Latino. |
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Post n°376 pubblicato il 25 Agosto 2011 da Odette292
L'indifferenza generava indifferenza. Riempiva il mio utero di un grande vuoto. Rallentava il rincorrersi di emozioni. Placava brividi e sussulti. Smorzava i respiri, i sussurri, i bisbigli. Spegneva i gemiti. Inabissava voglie ed indecenze. Per tradire me stessa, avevo bisogno di un valido motivo. Un motivo migliore di ciò che mi portavo dentro. Dietro. Intorno. Rimasi a guardare il giorno che moriva totalmente assorta e distratta da questa nuova ondata di pigrizia interiore che spossava come l'afa agostana che non dava tregua nemmeno la notte. Ma sveglia. Libera da sogni ed incubi. Negli occhi, solo pupille frangiate da ciglia imbrattate di mascara nero. Tra le gambe: nulla da dichiarare. |
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Post n°375 pubblicato il 26 Luglio 2011 da Odette292
Grazie a tutti voi che mi siete stati vicini. La virtualità è solo un'illusione ottica...In effetti, noi ci conosciamo bene. Francesca, con affetto. |
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Post n°374 pubblicato il 16 Giugno 2011 da Odette292
Fu solo un attimo. Il tempo di un profilo che sporgeva appena sotto un bavero irto, in una pioggia che rigava gli occhi. Eppure, l'inquietudine mi prese alle spalle ed il respiro restò sospeso per un intervallo che non saprei definire. Fui grata alla strada che inrociava a pochi metri, unico mio scampolo di indifferenza. |
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Post n°373 pubblicato il 12 Giugno 2011 da Odette292
Mio carissimo, |
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Post n°372 pubblicato il 27 Maggio 2011 da Odette292
Ed ora, prova ad immaginarmi diversa. Prova a pensarmi senza pizzi e merletti. Solo un paio di jeans usurati, proprio come i miei occhi frangiati dai segni del tempo. Una canotta lenta, scivolata distrattamente dalla spalla, i capelli che sfuggono sciatti e ribelli alla morsa del fermaglio sulla nuca. A piedi scalzi. Prova a pensarmi immobile, senza parole, mentre fisso un punto che non c'è per ore ed ore. Come una scatola vuota, priva di senso. Cerca di vedermi con le dita senza smalto che puzzano di mille detersivi. O peggio, sporche di terra e di concime. Io non uso mai guanti né di gomma, né in lattice, né di lana. Le mie mani, come i miei occhi, non mentono mai e raccontano dei miei giorni. Immaginami mentre cucino ed impreco perché l'olio bollente mi è schizzato sulla pelle durante il rituale della frittura delle melanzane. O che lavo i piatti e mi piango scioccamente addosso per l'ennesimo bicchiere finito in frantumi nel lavandino, maledicendo la fretta che metto nelle cose che faccio. A me, inesorabilmente, sfugge qualcosa che vorrei afferrare ma non riesco. Prova a scrutarmi tra il bucato, tra le montagne di panni da stirare che accumulo perché io detesto stirare. Inoltre, di tanto in tanto, mi sporco di pittura, mi impregno di antitarme, di olio di noce e cera per i mobili. Tenta di interpretare il mio sguardo quando lavoro. Assorta a correggere, programmare, fare conti che non tornano mai. A cercare disperatamente carte ed oggetti che sono davanti ai miei occhi e che non vedo. Prova a spiarmi mentre ballo un tango con uno sconosciuto e faccio l'amore con la musica e con la vita. Sfacciatamente, come se nessuno mi vedesse. Esattamente come quando mi chiudo in bagno e mi tocco, pensandoti...Guardami nell'ascolto di un notturno di Chopin e mi sento struggere dentro. Di nostalgia, di inquietudine, di desiderio, di tristezza. E poi, immaginami disperata. Quando urlo forsennata la mia rabbia, rigata di pianto e lacrime di sangue, distesa per terra che vorrei morire. Mentre taccio inerme, senza forze, senza fame, senza occhi. Sorda alla vita che mi passa accanto e non mi sfiora. Prova infine a pensare se io non esistessi nella tua vita. Se cessassi di seguirti con lo sguardo e col pensiero nelle tue giornate, come un'ombra che ti ripara, ovunque tu vada. Se le mie parole diventassero silenzi di un'assenza senza ritorno. Se io smettessi di desiderarti. Se il mio utero non accogliesse più la tua solitudine e la tua voglia. Se interrompessi questo flusso di emozioni talvolta sussurrate, più spesso scagliate verso te con violenza voluta affinchè ti oltrepassino la pelle e sconfiggano la tua reticenza a lasciarmi entrare dentro di te. Dimmi, cosa di tutto questo che io sono ti dà più fastidio?
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Post n°371 pubblicato il 25 Maggio 2011 da Odette292
Al mattino, presto, prendevo sempre la strada che costeggia il mare. Non importava se era più lunga. Mi piaceva scivolare lungo quel costone di roccia nera a strapiombo nell'aria fredda che odorava di salsedine. |
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Post n°370 pubblicato il 23 Maggio 2011 da Odette292
Ero sconvolta dietro quella patina di perfezione formale. Mai stata tanto precisa nei dettagli, nell'accostamento dei colori, ostentavo un'armonia del tutto inesistente. |
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Post n°369 pubblicato il 10 Maggio 2011 da Odette292
Un cielo come un quadro di Magritte come sfondo di un'algida primavera. A passi lenti, mi aggiravo estranea intorno a me stessa scollando, brandello dopo brandello, gli scampoli usurati della mia esistenza. Una solitudine coatta, necessaria, era stata il leitmotiv dei miei giorni, resi monotematici dalla sua sopravvivenza agli eventi. Ed ora, dopo una baluginante illusione, la percepivo di nuovo come un'imperiosa dominatrice dei miei giorni. La nascondevo dietro i sorrisi, tra i capelli disordinatamente legati, sotto lo smalto. Tra le gambe che restavano serrate ad oltranza finché non fosse arrivato il momento in cui sarebbe valsa la pena di schiuderle. |
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Post n°368 pubblicato il 01 Maggio 2011 da Odette292
Già a suo tempo, ti scrissi che mancare di coerenza significava tradire se stessi. Il che equivaleva a vivere la propria vita come una lunga, triste passeggiata in un cimitero di rimpianti. Ma tu non mi leggesti o forse fu più comodo glissare. |


Inviato da: commercial loan rate
il 31/01/2012 alle 09:45
Inviato da: artchoker
il 29/01/2012 alle 12:04
Inviato da: cinzia63
il 23/01/2012 alle 19:29
Inviato da: cricetodoc
il 23/01/2012 alle 17:38
Inviato da: Odette292
il 21/01/2012 alle 18:16