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Post n°178 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da Odette292
Erano stati solo dieci stupidi giorni ma mi sembrava che fossero stati mesi. Alzai la tendina per guardare. Da alcuni anni, evitavo di sedere accanto al finestrino. Ero sempre tesa dal giorno di quel decollo terribile durante il quale mi preparai ad incontrare Caronte e Lucifero in persona. |
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Post n°177 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da Odette292
Bastano pochi istanti per cancellare un sogno. Il tempo di aprire gli occhi, guardarsi intorno e capire con chi si ha a che fare. |
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Post n°176 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da Odette292
A volte, mi sentivo soffocare. Stretta da rigide corde che mi serravano i polsi e le gambe. L'unica arma che mi restava era la voce. Ma anche quella, a furia di urlare, si assottigliava sempre più, divenendo un rauco sospiro senza forza. Il desiderio di reagire non passava, anzi. Sembrava direttamente proporzionale all'ingabbiamento del mio volere. Il concetto di resa non mi apparteneva. Piuttosto la fuga.
Non ho mai sopportato le imposizioni.
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Post n°175 pubblicato il 22 Gennaio 2010 da Odette292
Allla fine, decisi che, se proprio non si poteva fare a meno di morire, sarei morta ballando. Oppure tra le braccia dell'uomo che amo.
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Post n°174 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da Odette292
Avrei dovuto sbrigare le cose tutte di seguito, in modo da lasciare un po' di tempo al riposo. Invece spezzettavo il mio da fare con l'inquitudine della dispersione, torturando la mia mente col pensiero dell'irrisolto. |
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Post n°173 pubblicato il 13 Gennaio 2010 da Odette292
La notte era stata breve. Il risveglio, senza voglie. Consideravo l'assenza di desideri e bisogni un dato estremamente negativo; l'apatia, così come l'indolenza e l'indifferenza, era un tratto caratteriale che non mi apparteneva. Chiusi gli occhi. La mia vita era un pot-pourri di sapori e profumi che spesso mal si sposavano tra loro, lasciando in bocca un retrogusto amaro e una leggera nausea. Le giornate avevano colori che stridevano e cozzavano. In assenza di qualcosa di meglio a cui pensare, mi chiusi in bagno per espletare il solito rituale mattutino. Ma le unghie sfatte, i capelli in disordine e gli occhi arrossati dal vento del giorno precedente mi irritarono ancor di più. Chinai il capo, sconfitta. Da tempo ormai, il mio lavoro aveva scatenato dentro me una crisi ideologica senza precedenti. Quello sconforto vuoto ed abulico non era solo conseguenza della nuova povertà acquista in nome del Prodotto Interno Lordo perennemente in crescita, secondo quanto diffuso da telegiornali e junk programs martellanti. Era che di fatto, tutto di un colpo, ero passata alla categoria dei lavoratori “socialmente inutili”. Un esercito di marionette, senza nessuna voce in capitolo. Solo un silenzio di urla soffocate. Di cose che non di dovevavno dire. Che non si potevano dire. Seduta al bagno di casa mia, poche volte mi ero sentita così sola e così piena di paure per il futuro. L'unica mia speranza: il 2012.
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Post n°172 pubblicato il 07 Gennaio 2010 da Odette292
Un silenzio sordo come una coperta pesante che attutiva ed ovattava. Non c'era anima viva, troppo tardi persino per i vagabondi.La gente dormiva. Rintocchi di campane come un'eco lontana.C'era una piccola chiesa antica ed una borgata arrocata sulla scogliera impervia.
**************** Arrivismo. |
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Post n°171 pubblicato il 04 Gennaio 2010 da Odette292
La porta era sempre aperta. Era difficile non udire. Da queste parti, la lingua italiana apparteneva alle “minoranze linguistiche”, mentre il dialetto straripava imperioso dalle bocche dei residenti che sembravano declamare in ogni dove. (Ma tanto a me, non mi capiva nessuno...) |
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Post n°170 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da Odette292
Le feste non sarebbero mai dovute arrivare per me. Quello che veramente mi mandava in bestia era che si ostinava a rimanere un mediocre, sebbene non lo fosse. La sua posizione era evidente in tutte le cose che faceva. Naturalmente, aveva sempre degli alibi con cui giustificava i suoi comportamenti. Ogni tanto, quando non ne potevo più di restare inerme a guardare, iniziavo a discutere della questione. E, puntualmente, finivamo per litigare violentemente. Ero sempre io che non capivo nulla. Di quello che mi accadeva intorno. |
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Post n°169 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da Odette292
(Senza parole...) |
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Post n°168 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da Odette292
Tra la pioggia che veniva giù a secchi e la gente che entrava ed usciva dai negozi in modo quasi ossessivo, la città era pressochè invivibile. Bloccata in una fila che sembrava infinita, assistetti ad una immane quantità di diatribe tra guidatori isterici che si contendevano un misero parcheggio tirandosi insulti, gesticolando agitatamente e suonando i clacson all'impazzata. Tra coloro che mi irritavano di più, vi erano i furbi che si infilavanosuperando a destra e a manca per fermarsi proprio in mezzo al quadrivio e che alzavano la mano in segno di scusa, quasi fosse stata la conseguenza di un innocente slancio quell' accelerare all'improvviso, congestionando un traffico già insensato di suo. |
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Post n°167 pubblicato il 13 Dicembre 2009 da Odette292
15 Agosto 1997 Il piu' delle volte non ci accorgiamo degli attimi di felicità perchè nell'istante in cui li viviamo siamo troppo impegnati a fare o pensare altre cose. E la vita ti passa pensando che non ti accada mai nulla... |
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Post n°166 pubblicato il 08 Dicembre 2009 da Odette292
La stanza era troppo affollata. Mancava l'aria ma nessuno usciva. Tutti sembravano conversare amabilmente. Qualcuno aveva bevuto troppo. Ciascuno dei presenti aveva la sua verità. E preferiva barricarvisi dentro fino a soffocare e perdere il senso della realtà. |
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Post n°165 pubblicato il 05 Dicembre 2009 da Odette292
Ricordo che era uno di quei giorni in cui non c'era nulla da fare. Una di quelle giornate di uggia, di indolenza, di gesti lenti, quasi sempre inutili. E di parole scomposte. |
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Post n°164 pubblicato il 02 Dicembre 2009 da Odette292
Pensieri distratti scorrevano fluidi nella silenziosa serenità del tardo pomeriggio di fine inverno: c'erano cose che non avevano una spiegazione. Accadevano e basta. A volte, bastava girare la curva per ritrovarsi davanti il mare. Sorrisi a me stessa, dopo una tale manifestazione di insolito ottimismo. |
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Post n°163 pubblicato il 29 Novembre 2009 da Odette292
"Verrà il freddo tutto in una volta...” |
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Post n°162 pubblicato il 27 Novembre 2009 da Odette292
Giusta o sbagliata, non è che io fossi disposta a cambiare più di tanto. Per essere precisi, non avrei mosso un solo capello della mia persona. Quindi alzai il capo e rivendicai il mio sacrosanto diritto di essere non credente, assolutamente ed incofutabilmente etero, stronza e mafidata quanto basta per sopravvivere. Al diavolo filosofie orientali, buonismi da strapazzo, pseudo teorie psico-analitiche, yoga e tecniche di rilassamento varie. L'unico principio di vita che riconoscessi valido era il mio sesto senso. Restava da discutere se io fossi più o meno superba o presuntuosa. Ma era inutile dilungarsi in discorsi inutili. L'unico ad avere la risposta era il tempo. Intanto, si era già fatta l'ora di andare al lavoro.
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Post n°161 pubblicato il 24 Novembre 2009 da Odette292
Lasciai che la pioggia mi scivolasse addosso. Mi piaceva sentire il viso bagnato e freddo. Continuavo a camminare osservando i volti della gente infreddolita. Mi domandai se anch'io avessi la stessa espressione triste che leggevo negli occhi di coloro che incrociavo. |
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Post n°160 pubblicato il 21 Novembre 2009 da Odette292
Quando tutto fu finito, uscìi a testa bassa. Solo qualche cenno del capo in segno di saluto a coloro che urlavano “arrivederci”, festosamente. Dire che ero nauseata sarebbe stato un eufemismo. Ero pervasa da quel senso di vuoto e freddo che la morte interiore inevitabilmente provoca. Eppure il sole splendeva come fosse stata Primavera, nonostante l'inverno fosse giusto dietro l'angolo, pronto per fare il suo ingresso trionfale. No. Non era un reality televisivo quello a cui avevo assistito. Tanto meno una di quelle miriadi di trasmissioni che fanno tanto audience. Era l'assemblea d'isituto di una scuola superiore. Entrai in macchina e poggiai la testa sullo sterzo. Non mi ero mai sentita così tanto fallita nel sociale, così impotente, così inutile. Brutto mestiere il mio. Dopo vent'anni, dovevo ancora da scegliere quale strada prendere: se quella breve della resa o quella lunga e tortuosa della lotta. Mi guardai nello specchietto retrovisore. Avevo gli occhi segnati da occhiaie scure e capelli come una che ha fatto a botte. Ero capace di tutto, ma non di indifferenza.
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Post n°159 pubblicato il 19 Novembre 2009 da Odette292
Maledivo il giorno che ti incontrai, ogni volta che uscivo dalla tua porta. Mi mancavi ogni momento che non c'eri. Fermavo il respiro per trattenere il tuo odore fino alla volta dopo che ti incontravo. Nel tuo letto, riprendevo aria dalla tua bocca. Se avessimo continuato, uno dei due sarebbe sicuramente morto. A volte, a tarda sera passavo da casa tua, senza lasciare traccia. Continuavo a chiedermi dove tu fossi. Ma una gelosia dilaniante mi condannava alla paralisi del silenzio. Spesso mi veniva un dubbio: se fossi viva o morta. E non ricordavo più dove fosse andato a finire l'amore per me stessa. |

Inviato da: Odette292
il 08/02/2010 alle 19:22
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il 08/02/2010 alle 19:22
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il 08/02/2010 alle 19:22
Inviato da: Odette292
il 08/02/2010 alle 19:21
Inviato da: LuceNera0
il 08/02/2010 alle 17:24