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Creato da Odette292 il 21/07/2008

monologo in rosso

Solitarie dicotomie in ordine sparso

 

PASSAGGI

Post n°159 pubblicato il 19 Novembre 2009 da Odette292

Maledivo il giorno che ti incontrai, ogni volta che uscivo dalla tua porta. Mi mancavi ogni momento che non c'eri. Fermavo il respiro per trattenere il tuo odore fino alla volta dopo che ti incontravo. Nel tuo letto, riprendevo aria dalla tua bocca. Se avessimo continuato, uno dei due sarebbe sicuramente morto. A volte, a tarda sera passavo da casa tua, senza lasciare traccia. Continuavo a chiedermi dove tu fossi. Ma una gelosia dilaniante mi condannava alla paralisi del silenzio. Spesso mi veniva un dubbio: se fossi viva o morta. E non ricordavo più dove fosse andato a finire l'amore per me stessa.

 
 
 

FRAMMENTO

Post n°158 pubblicato il 16 Novembre 2009 da Odette292

E come spesso accadeva, fui presa da inquietudine. Risaliva verso l'alto a fiotti, come una marea irruenta e incostante. Cercando (invano) una ragione tra i respiri spezzati, mi resi conto che era una di quelle reazioni che hanno spesso vecchi e bambini. Così, mi misi a piangere con disperazione. Senza nessuna intenzione di smettere.

 

 
 
 

CENA DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Post n°157 pubblicato il 12 Novembre 2009 da Odette292

Che poi, di roba da mangiare ce n'era pure troppa. Ma per mia madre non era mai abbastanza Eppure, la guerra era finita da un pezzo, pensai io mentre, costretta ai lavori forzati da tutti quei preparativi, fungevo da aiuto-cuoca e lavapiatti-in-capo. Mio fratello protestava che, per almeno tre giorni, ci sarebbe toccato mangiare le stesse pietanze per far fuori gli avanzi, insinuandosi bofonchiosamente tra le urla di mio padre che ogni tre quarti d'ora veniva spedito al supermercato perchè c'era sempre qualcosa che mancava. L'unico ad esser veramente felice in tali occasioni, era il cane.Fin quando mia madre non lo guardava storto e pronunciava la parola "bagnetto!" con tono ammiccante. A quel punto, anche lui fuggiva, abbandonandoci al nostro crudele destino.

 

 
 
 

A NESSUN TITOLO

Post n°156 pubblicato il 09 Novembre 2009 da Odette292

Erano bastati quindici minuti. Poi, fu solo un tappeto di cocci rotti. Non mi era rimasto nulla.
Solo una polvere che seppelliva anche i ricordi più innocenti.

Frantumi. Un grande vuoto con un corpo nudo intorno. Solo squarci e tagli profondi nella carne che si aprivano mentre tentavo disperatamente di raccogliere, nella speranza di salvare qualcosa.
Ero una donna senza passato.
Senza ricordi.
Senza nulla in cui credere.
Mi restavano le lacrime amare che mi bruciavano come acido solforico.
Suoni di parole come fiotti di vetriolo.
Un dolore che non sarebbe passato.
Ed una nausea che stavo per vomitare anche il cuore.
L'unico pensiero che riuscivo a formulare era: le più atroci cattiverie del mondo sono inflitte nel nome dell' Amore e della Verità.

 
 
 

MONOLOGO IN ROSSO II

Post n°155 pubblicato il 06 Novembre 2009 da Odette292

Che dirti, Amico mio...
Avevo fatto a meno dell'amore.
Dei sogni.
Del denaro.
Delle sigarette.
Per il resto, vivevo di passioni.
Senza dipendenze.
Scelte temerarie e rischio calcolato erano la mia filosofia.
Si, va bene:la mia vita era difficile e molto discutibile ma io ci stavo bene.

 
 
 

FRAMMENTO

Post n°154 pubblicato il 04 Novembre 2009 da Odette292

E poi, furono giornate di foglie morte. Di inutili folate di vento urlate contro il grigio plumbeo di un cielo troppo basso per volare. Il mare, truce ed opaco, si gettava sulla riva come un naufrago disperato. Annaspando certezze.

Io non avevo nulla da dire, eppur iniziai a scrivere spinta da un qualche bisogno, dondolando le gambe sotto il tavolo. Fu solo un esercizio di scrittura. Nulla di più.

Non c'erano certezze in questo deserto.

A stento, sopravviveva qualche illusione. Ma aveva lo stesso colore delle foglie morte.

 

 
 
 

OUTSIDER

Post n°153 pubblicato il 02 Novembre 2009 da Odette292

Non so dove, né quando. Ma in un momento non definito della mia vita, qualcuno mi appioppiò le etichette di “trasgressiva”, “sovversiva”, “irriverente”.
Fu una sentenza inappellabile; ribellarsi, piangere e sbattere i piedi fu inutile. Presto, mi resi conto che ognuno vedeva negli altri quel che voleva vedere. 
Dopo un paio di decenni, la marchiatura a fuoco smise di bruciare. Riuscì persino a farmi sorridere, alla luce delle note salienti della mia vita e dei grossi calli che si erano formati, proprio in corrispondenza delle etichette.
Fin da bambina, ascoltavo musica classica.
Avrei voluto studiare pianoforte.
Mi laureai a pieni voti e presi marito, proprio come una ragazza per bene.
L'arredamento che scelsi per arredare la mia casa era talmente classico da apparire banale.
Avevo sempre preferito i capelli legati , vestivo in tailleur e Chanel N.5 .
Mi guadagnai onestamente un lavoro da moralista borghese.
Però non sapevo fare la pecora. E questo decretò la mia esclusione dal gregge.
A vita.

 

 
 
 

IO

Post n°152 pubblicato il 01 Novembre 2009 da Odette292

E' che ero nata in un giorno sbagliato. E che il Mondo aveva continuato e continuava a girare ogni giorno, inesorabilmente, facendomi roteare senza che me ne rendessi conto. Per anni ed anni, restai nella più ferrea convinzione di essere ferma in un punto. Il medesimo punto. Senza muovere un passo. Senza rendermi conto che, proprio nell' istante in cui mi ero fermata, avevo iniziato un lungo viaggio.
Il più avventuroso della mia misera esistenza.
Il più difficoltoso.
Il più solitario.
Il viaggio più bello della mia vita: dentro le crepe friabili della mia anima.


Una lunga galleria ed un incubo buio e profondo come un buco nero. La notte andavo a dormire dentro una bara aperta. La Morte mi vegliò per tutto il tempo, stringendomi la mano fino a farmi male. A volte, mi abbracciava. Così mio corpo gelava, fino a battere i denti. 

Quando riusciì a scrostarmela di dosso, fui una donna felice. Ma nel fragore di una gioia ritrovata o mai provata, non mi resi conto e, accecata dalla luce della Vita, precipitai all' Inferno. Credetti di amare un Uomo. Invece, stavo semplicemente facendo sesso col Diavolo. Arsa nel corpo e nell' anima, credetti ancora di essere morta per sempre. Ancora. Di nuovo.

Sfuggii.
Fugìi.
E mi ritrovai in quel punto.
Vestita di brandelli.
Senza forze.
Senza sogni.
A piedi scalzi.
Senza sapere dove andare.
Seduta, sul quel grande masso, iniziai il mio lungo viaggio, inconsapevole.

Dopo tanta strada, oggi so che io amo.

 
 
 

INTERMEZZO

Post n°151 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da Odette292

 

 
 
 

LA CASA DI ODETTE

Post n°150 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da Odette292

" Signorina, non si adagi sugli allori."
Questo è ciò che disse il mio docente di Francese mentre mi riconsegnava il libretto universitario. C'era scritto un bel trenta e lode dopo tre ore di interrogazione ed una notte insonne passata a vomitare.
La frase mi riecheggiava nella mente e insieme a frasi e note di M.me Dacier. Erano passati 24 anni da quel giorno.

Mi ricordai che era ora di pulire casa. Troppi giorni.Troppa polvere. Non andava bene, non mi piaceva.
Amavo la mia casa, era il mio prato verde, il mio angolo di Paradiso.
Ne ero talmente gelosa che solo pochissimi ne conoscevano i colori e i profumi.

Di solito, compravo detersivi che lasciavano nell'aria note di muschio bianco. Piante e fiori.
I mobili dei miei nonni mi riportavano all' infanzia ogni volta che li spolveravo.Come i pizzi e le trine fatte con le mie mani da ragazza, quando avevo ancora pazienza da vendere.
Adoravo colori armonici, la buona cucina, la tavola bene apparecchiata.

Dopo un attimo di intenso sconforto per tutto quel grigiore opaco, mi attrezzai di aspirapolvere, stracci e detersivi, molletta tra i capelli. Non portavo mai grembiuli, né guanti. C'era sempre la musica però. A volte, scivolavo sul detersivo mentre ballavo, stramazzando rovinosamente al suolo.E ridevo di me stessa e della mia stupidità.

Non mi accorsi che era già sera. Ma era tutto pulito.
"L'oblio è una facoltà attiva. ..Ciò vuol dire che possiamo  scegliere di dimenticare ciò che vogliamo".
Tiari un sospiro di sollievo, mentre la vasca si riepiva di acqua calda e bolle di bagnoschiuma.

 
 
 

LA LEZIONE DEL GIORNO

Post n°149 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da Odette292

Oggi, giornata di lacrime adolescenziali.
Intense, dolorose e viscerali, come l' età comanda.
Occhi lucidi, arrossati e gonfi mi guardavano imploranti.
Disperazione, senza soluzione.

Dopo appena un'ora dal mio difficile risveglio, mi sono ritrovata ad insegnare una lezione che non ho mai imparato: "come riuscire a non farsi ferire da coloro che più si ama al mondo".
Circa venti minuti di iniezioni di forza e di istruzioni per l' uso delle armi di difesa:
1 Apologia dell'indifferenza.
2 Addestramento per bracci di ferro, guerre fredde e non.
3 Come dare risposte che sembrano dire tutto ma che non dicono nulla.
4 Tecniche di distrazione.
5 Sopportazione del dolore.
6 Strategia dell'assenza e della mancanza

Non sono riuscita arrivata alla fine della mia lezione di sopravvivenza. La voce mi si è strozzata in un nodo alla gola prima del suono della campanella.
All'improvviso, ho smesso di parlare ed ho abbracciato le due piccole disperate.
Anche io ero impreparata sull'argomento.
E' ora di rimettermi a studiare
.
 

 
 
 

STRIKE

Post n°148 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da Odette292

La coltellata arrivò, puntuale come sempre: quando meno me la aspettavo.

Fu secca. Decisa.La lama si inficcò tra le scapole, in modo che non potessi estrarla da sola.
Ma io preferii morire in quell'angolo in assoluta solitudine, piuttosto che elemosinare aiuto o pietà.
Tanto, prima o poi, sarei rinata. Questione di tempo.

 
 
 

FRAMMENTO

Post n°147 pubblicato il 16 Ottobre 2009 da Odette292

Dopo quel trambusto immane, non rimasero che scatole vuote e polvere.
Ed io.
Tutto fu accatastato in un angolo, in attesa del passaggio del camion che portava via i rifiuti.Il fatto che piovesse come se il Cielo prendesse a sberle la Terra era solo un dettaglio relativo. Esattamente come le rughe intorno ai miei occhi asciutti e fissi.

 
 
 

ACCADDE IN OTTOBRE

Post n°146 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da Odette292

Tra intolleranza e saturazione, mi trovai banale.

Era arrivato il momento di smettere.

 
 
 

MONOLOGO IN ROSSO VII

Post n°145 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da Odette292

Mio caro Amico,

I matti non mi sono mai piaciuti. Ancor meno coloro che mascherano la propria instabilità fregiandosi dell'aura della "creatività." Si, ricordo: ho sempre sostenuto che la genialità sia la meravigliosa conseguenza di qualche deviazione in rapporto di causa-effetto, ma la follia è tutt'altra cosa.

Adesso mi chiedo se tu sappia cosa significhi "volere bene". Non credo, visto lo scempio che hai fatto della tua vita e di tutti coloro in cui hai inciampato. E ringrazio sentitamente il Cielo che tu non mi abbia mai detto "ti amo"  .

 
 
 

AND THE WINNER IS...

Post n°144 pubblicato il 02 Ottobre 2009 da Odette292

Mi sentivo defraudata e violata.
Sporca e brutta.
Vecchia.
Priva di qualunque significato.
Di nessun valore.
 
Non si poteva osare tanto.
Non si poteva di più.
Così, quando arrivò il momento, racimolai le forze e non esitai a conficcare le unghie nelle sue carni già marce  e corrotte da tempo, nonostante la sua giovane età. Mi ripresi tutto quello che potevo, dignità e bellezza incluse, con i dovuti interessi. Ma mi restarono le mani sporche ed un sapore acre dalle labbra alla gola per anni. E numerosi graffi dentro gli occhi e nell'anima che mi impedivano di vedere e di sentire.
Di amare.

Tutti dissero che ero “una gran donna”...

Ma ci sono battaglie da cui si esce tutti sconfitti.
Compresi coloro che vincono.
Soprattutto.

 
 
 

TEMPO DI...

Post n°143 pubblicato il 01 Ottobre 2009 da Odette292

Dal "Libro Sacro” di Odette:

E venne il Tempo delle Mele.
Poi fu quello delle Pere.
Passò anche quello delle Banane.
Arrivò quello delle Fragole e delle Ciliege.
Finchè rimasero solo i Fichi d' India, le loro spine, gli effetti collaterali.
E poi il Deserto.
Venne quindi il Tempo del Pianto-Sul.Latte-Versato e del Se-Avessi-Fatto-O-Detto...
Ma era già troppo tardi e quindi inutile.
Mi chiedo che senso abbia vivere la vita a metà.

 
 
 

SENZA TITOLO III

Post n°142 pubblicato il 29 Settembre 2009 da Odette292

Quante parole sull'amore, quanta bella letteratura, quanta filosofia...

Utopie.

A lungo andare, non è altro che la violazione della propria solitudine.

 
 
 

...

Post n°141 pubblicato il 27 Settembre 2009 da Odette292

Considerando i fatti, sembrava che esserci o non esserci non cambiasse le vite altrui. La verità era che: certe cose non andrebbero mai chieste. Così, arrivai ad un'altra delle mie proverbiali "squallide conclusioni": la necessità di troppe parole per comprendersi era indice di mancanza di sentimenti.

 

 
 
 

18 APRILE 2009

Post n°140 pubblicato il 25 Settembre 2009 da Odette292

Quel segno sul labbro era un vezzo da baciare.
Lasciai che lui mi restasse tra le gambe tutta la notte.
Persino quando scivolammo in quel riposo sereno.
In quell'abbraccio, non vi era bisogno di sognare.
Avevamo la realtà.
Era più di qualunque sogno avessimo già fatto.

 
 
 
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