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Odette292
   
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Un blog creato da Odette292 il 21/07/2008

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Post n°167 pubblicato il 13 Dicembre 2009 da Odette292

15  Agosto 1997

Il piu' delle volte non ci accorgiamo degli attimi di felicità perchè nell'istante in cui li viviamo siamo troppo impegnati a fare o pensare altre cose. E la vita ti passa pensando che non ti accada mai nulla...
E in tutto questo, nella perenne, logorroica, angosciante preoccupazione di essere sempre estremamente accorta, non ti rendi conto che continui inesorabilmente a commettere tanti piccoli errori,apparentemente banali,"accidentali"...Ignorando deliberatamente che non sono altro che concretizzazioni diversificate di un solo unico, grande errore: la tua onnipresente paura di sbagliare,sentirti "errata", stare male ancora. E la conseguente, logica ma inconsapevole scelta di essere "oggetto" e non "soggetto". Ma sempre soggetta a ricordi di angosce pungenti come spilli nella carne, che ogni tanto qualcuno spinge e ti lacera proprio là, dove la pelle è piu' sottile, riaprendo ferite ormai sì, cicatrizzate, ma sempre pronte a sanguinare.
E i ricordi di trecce sciolte da corse sfrenate, di risate squillanti, di ginocchia sbucciate, di denti rotti e sculacciate...di bambole, alberi di Natale e fiocchi di neve...lontani, quasi estranei ormai...come le foto di tua nonna incappellata e tua madre bambina col vestito di Carnevale che stenti a riconoscere...i colori ingialliti, sbiaditi dalla vita che ti passa accanto e ti sfiora appena, come un debole alito di vento...e "nulla impedisce la felicità come il ricordo della felicità"...
Ma se non fossi sempre così paradossalmente distratta ed assorta nella tua paralisi interiore, forse ti accorgeresti che nulla è così fugace ed astratto da lasciarti totalmente indifferente: una foglia che cade con vibranti tremolii agonizzanti nell'aria frizzante di fine Settembre...le gocce di pioggia che ravvivano la gelida, silenziosa tristezza di un pomeriggio d'inverno, tintinnando allegramente sul vetro della finestra appannato.L'odore di terra bagnata misto al profumo delle caldarroste.Il rumore scrosciante e cadenzato delle onde spumeggianti che s'infrangono su scogli appuntiti.Il blu.Il grigio di un cielo a tratti infuocato dal rosso di un tramonto con tante nuvole come lo zucchero filato.La luce del faro nel buio della notte.Uno sguardo.Un brivido sottile sulla pelle.Una lacrima calda...poi, di nuovo,un sorriso.E capire all'improvviso che, nonostante tutto, sei ancora fragilmente, intensamente "viva".

 
 
 
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