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Un blog creato da Odette292 il 21/07/2008

monologo in rosso

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MERRY CHRISTMAS(???)

Post n°168 pubblicato il 15 Dicembre 2009 da Odette292

Tra la pioggia che veniva giù a secchi e la gente che entrava ed usciva dai negozi in modo quasi ossessivo, la città era pressochè invivibile. Bloccata in una fila che sembrava infinita, assistetti ad una immane quantità di diatribe tra guidatori isterici che si contendevano un misero parcheggio tirandosi insulti, gesticolando agitatamente e suonando i clacson all'impazzata. Tra coloro che mi irritavano di più, vi erano i furbi che si infilavanosuperando a destra e a manca per fermarsi proprio in mezzo al quadrivio e che alzavano la mano in segno di scusa, quasi fosse stata la conseguenza di un innocente slancio quell' accelerare all'improvviso, congestionando un traffico già insensato di suo.
“Coglione”, mormoravo tra me e me, perfettamente cosciente che nulla avrebbe potuto impedire il reiterarsi delle azioni della folla. Realizzai che, quasi sempre, la folla rendeva egoisti, fomentava persino certe manie di protagonismo che, in alcuni casi, erano davvero esasperanti, come quando qualcuno iniziava a parlare a voce decisamente alta per farsi notare. 
Abbassai la radio, anche se la musica era delle mie preferite.
Del resto, nemmeno a casa migliorava la situazione. Pensai con angoscia che mia madre, da brava commerciante, era intrattabile nel mese di Dicembre e che la serenità della nostra cena della Vigilia, da sempre, era direttamente proporzionale all'incasso realizzato. Mi ero sempre chiesta quale fosse il motivo di una tale ansia. Se fossimo stati morti di fame e senzatetto, avrei certamente compreso, ma per fortuna non eravamo in un tale stato di aberrazione. Almeno, non ancora.
Un'altra delle preoccupazioni che affligevano l'universo natalizio era il cibo e cosa indossare la notte di Capodanno. Ci si preoccupava talmente tanto che si finiva per mangiare per una settimana gli avanzi per smaltire i resti luculliani di cibi che dopo un paio di ore erano già risultati nauseabondi solo a sentirne l'odore. Quanto alla prima notte dell'anno,  dopo infinite prove, ci si ritrovava per essere tutte vestite di nero o di rosso, talvolta persino con lo stesso abito nei casi più sfortunati.
Nonostante l'abbondanza delle mie meditazioni, la fila sulla strada che portava a casa era ancora lunga. Mi venne in mente che mi sarebbe piaciuto passare le feste mangiando pasta con olio di frantoio con parmigiano grattugiato di fresco ed una notte di Capodanno senza veglione, senza folla, senza vestiti.
A letto, nuda, col mio uomo.  

 
 
 
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