monologo in rossoSolitarie dicotomie in ordine sparso |
AUTORITRATTO
Tra i vizi capitali che prediligevo vi erano l'ira e la superbia. Non disdegnavo la gola e la lussuria. Non ero avara, accidiosa e ancor meno invidiosa. Ammiravo il genio e l'eccellenza però, di qualunque natura essi fossero. Stimolavano dentro di me una sorta di accanita competizione verso la parte mediocre del mio essere che mirava all'annientamento delle cellule imperfette.
Ad un certo punto della mia vita, mi resi conto che non avevo lasciato nulla di intentato.
Spesso, io facevo follie.
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Post n°170 pubblicato il 20 Dicembre 2009 da Odette292
Le feste non sarebbero mai dovute arrivare per me. Quello che veramente mi mandava in bestia era che si ostinava a rimanere un mediocre, sebbene non lo fosse. La sua posizione era evidente in tutte le cose che faceva. Naturalmente, aveva sempre degli alibi con cui giustificava i suoi comportamenti. Ogni tanto, quando non ne potevo più di restare inerme a guardare, iniziavo a discutere della questione. E, puntualmente, finivamo per litigare violentemente. Ero sempre io che non capivo nulla. Di quello che mi accadeva intorno. |


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il 31/01/2012 alle 09:45
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