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        <title>monologo in rosso</title>
        <description>Solitarie dicotomie in ordine sparso</description>
        <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/</link>
        <lastBuildDate>Sat, 21 Jan 2012 18:47:30 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Persone e Incontri</category>
        <category>Varie Persone e Incontri</category>
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            <title>ESTATE</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10997538.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Avevo guardato l'alba sul mare e sentito l'estate accovacciata sulla sedia a dondolo ridipinta di verde scuro. L'estate per me era la stagione dei capelli raccolti, delle notti in bianco, passate a fissare luna e stelle dal terrazzo di casa, nel silenzio rotto solo dal canto delle cicale. Trascorse a pensare cose che erano e che sarebbero state. S&amp;igrave;, perch&amp;eacute; il presente durava un attimo, a volte nemmeno te ne accorgevi ed era gi&amp;agrave; passato, mentre il futuro era sempre un'incognita avvolta da una nebbia lattiginosa. Non vedevo mai nulla io dei miei giorni a venire, a parte desideri e sogni appena accennati. L'estate era anche la stagione della biancheria bianca che stendevo al tramonto. Mia nonna mi aveva insegnato che ingialliva coi raggi del sole.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Ero senza freni inibitori.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Avevo raggiunto l'apice del mio sentire. E quando ero lass&amp;ugrave;, in quello stato di grazia che raramente la vita concede, mi veniva da lanciare al mondo tutto quello sentivo dentro. &lt;br /&gt;Avrei desiderato che piovessero petali di rose e fiori di gelsomino esattamente dov'eri tu. Colorare e profumare il tuo mondo coi colori ed i profumi del mio.&lt;br /&gt;Ma le notti d'estate finiscono sempre troppo presto.&lt;br /&gt;La luce del giorno m'illumina crudelmente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;...&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:42:22 +0100</pubDate>
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            <title>4 GENNAIO</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10948566.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Era un giorno come un altro adagiato sotto il cielo d'inverno. Indugiare tra le cose inutili che avrei dovuto fare mi sottraeva a quello che sarebbe stato invece necessario fare. Strategicamente rallentavo i gesti eludendo, omettendo, glissando, tacendo.&lt;br /&gt;Quel silenzio era un preludio inquieto che sapevo che avrebbe prodotto effetti sonori assordanti.&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; un attimo in cui si ferma il cuore. E' l'attimo in cui capisci che si &amp;egrave; spezzato l'amore. Dopo nulla &amp;egrave; pi&amp;ugrave; uguale. &lt;br /&gt;E il cuore riprende a battere altrove.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 04 Jan 2012 17:56:53 +0100</pubDate>
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            <title>MESSAGGIO</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10784834.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Sto studiando per un concorso e il mio cervello &amp;egrave; spappolato dall'impegno profuso. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Torner&amp;ograve; alla prima bocciatura. :)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 08 Nov 2011 18:43:45 +0100</pubDate>
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            <title>DOMENICA MATTINA</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10648488.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Quella mattina notai che  le rughe tra le sopraciglia si erano notevolmente approfondite.&lt;br /&gt;Forse   passavo gran parte parte della giornata con la fronte corrugata e gli   angoli della bocca rivolti verso il basso. Il resto del tempo lo   sprecavo tra riflessioni, perplessit&amp;agrave;, tentativi di decifrare segnali e frasi per me senza senso.&lt;br /&gt;Per molti, la normalit&amp;agrave; delle piccole cose era  sinonimo di noia. Per me,&amp;nbsp; era sinonimo di tutt'altro.&lt;br /&gt;Quella  smodata  ricerca di trasgressione, di originalit&amp;agrave; forzata che sfociava  nel  delirio, nella follia, nel ridicolo, quel dover essere alternativi a  tutti  i costi, quel blaterare di parole altisonanti, esagerate, false... questo era per me &quot;noia&quot;.&lt;br /&gt;Voltai le spalle allo specchio e mi chiesi dove fossero  andati a  finire l'armonia e l'equilibrio. Dove fossero finite tutte  quelle  piccole, stupide, insulse cose che ti  regalano la luce degli occhi.&lt;br /&gt;Le mie sopraciglia si corrugarono  ancor di pi&amp;ugrave;. Dov'erano nascosti i sorrisi della gente?&lt;br /&gt;Mi misi a studiare immersa nel dubbio: ero molto vecchia o molto stufa?&lt;br /&gt;Intanto le  rughe aumentavano. E anche quel senso di&amp;nbsp; fredda solitudine che mi portavo addosso come una pesantissima, invalidante corazza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 25 Sep 2011 08:56:32 +0100</pubDate>
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            <title>LA SCIENZA ESATTA</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10642125.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Si. Sar&amp;ograve; anche cinica. Una di quelle &amp;ldquo;senza religione&amp;rdquo;, dal credo irriverente. &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: normal;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Forse  avresti fatto meglio a raccontarmi delle favole quando ero bambina  invece di dirmi brutalmente che Babbo Natale e la Befana non esistono,  che la cicogna non verr&amp;agrave; mai, che i cavoli si mangiano per contorno,  che le fate non si trovano in nessun luogo e le streghe sono solo  un malefico strumento di terrorismo psicologico. Forse avresti fatto meglio a non spiegarmi di  continuo, con pazienza e solerzia, ogni nuda e cruda verit&amp;agrave; di  un'esistenza ruvida e tagliente, fatta di cocci rotti e spigoli aguzzi.  E' stato crudele, come una scienza esatta, pignola e troppo diretta. &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: normal;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Di  cosa ti lamenti adesso?&amp;nbsp; Non so sognare, non so illudermi. Riesco a  malapena a sperare. Credo solo in me stessa. Non mi aspetto nulla da  nessuno. Nemmeno da te.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: normal;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Di fatto, sono uno dei tuoi capolavori, uno dei tuoi migliori visti i risultati. &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-weight: normal;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Inutile insistere: o&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;rmai, &amp;egrave; troppo tardi&amp;nbsp; per imparare a credere e ad illudermi. Farmi mangiare pane ed intelligenza ogni giorno a colazione mi ha rovinato l'esistenza. La mia e quella di tutti coloro che mi stanno affianco. Anche la tua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;A mio padre.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 22 Sep 2011 22:21:02 +0100</pubDate>
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            <title>20 SETTEMBRE</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10634287.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Mio carissimo,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;le  menti eccelse si sgretolano rovinosamente proprio dove iniziano i sentimenti. A quel  punto, si diventa stupidi ed insulsi come dei qualunque comuni mortali e anche di  pi&amp;ugrave;. L'eccellenza delle menti coincide con la solitudine interiore e l'assenza di fremiti nell'anima.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Perci&amp;ograve; ti dico di no e spengo la luce.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;( Buonanotte)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 20 Sep 2011 15:39:46 +0100</pubDate>
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            <title>JEUX DE HASARD</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10619688.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Non mi aspettavo nulla. Avevo ricominciato a provvedere da sola al mio fabbisogno giornaliero e non vi era pi&amp;ugrave; necessit&amp;agrave; di saziarsi di briciole ed urla o dinieghi. Era ancora troppo caldo per essere Settembre inoltrato. L'Autunno avrebbe dovuto essere dietro i vetri coi suoi grigi e le sue folate di vento improvvise che portavano via le foglie caduche. Invece, splendeva ancora una luce accecante, baluginante, che confondeva come quegli &amp;ldquo;effetti speciali&amp;rdquo; che rendevano possibili le cose impossibili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Mi chiesi a quale gioco stessimo giocando. E quale fosse la posta in ballo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Il mio avversario era abile ma poco astuto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Pi&amp;ugrave; volte lo vidi barare spudoratamente e lo scalzai col sorriso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Il sorriso di chi sa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Il sorriso di chi non teme nemmeno di perdere. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Restai seduta con le mani piende di inutili carte da scartare e sostituire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;RIGHT&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;(La vita &amp;egrave; un gioco sporco. Un gioco al massacro.) &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 15 Sep 2011 22:27:36 +0100</pubDate>
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            <title>14 SETTEMBRE</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10615662.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Il tempo &amp;egrave; l'inconfutabile prova della qualit&amp;agrave; delle cose. Concrete ed astratte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;(E di nuovo, giro la clessidra..) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 14 Sep 2011 19:57:33 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10615662.html</guid>
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            <title>PIACERE, ...</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10592375.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;Destinazioni   ignote, strade dissestate, salite ripide, curve pericolose,  trasgressione dei divieti, nessun limite di velocit&amp;agrave;, soste brevi in  luoghi poco affollati, funambolismi, precariet&amp;agrave;, cadute libere e/o  rovinose,  inquetudine, sregolatezza, energia, gioia di vivere, nostalgia,  desiderio intenso, l'erba-voglio, passione, emozione, rabbia, testardaggine, ribellione, irriverenza,  incapacit&amp;agrave; di perdonare, silenzio, assenza ingiustificata, rosso, nero,  esistere,resistere, persistere,ricominciare,rinascere, sentire, percepire, rischiare, osare .  &lt;br /&gt; Piacere, Odette&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 07 Sep 2011 22:00:05 +0100</pubDate>
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            <title>DI UNA INTOLLERABILE LEGGEREZZA...</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10582275.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Non era nei miei programmi n&amp;eacute; a breve, n&amp;eacute; a lunga scadenza. Eppure mi ritrovai a quel punto della storia cui era necessario innamorarsi ancora. Oh, si: non era certamente la cosa pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;opportuna&amp;rdquo; o saggia da fare. Ma io sentivo gi&amp;agrave; quella folle, sconsiderata, disdicevole, impudica, svergognata ebbrezza che  mi svuotava di qualunque concretezza e consistenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Svagata, sfuggente,stupida, all'improvviso, mi riconobbi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 05 Sep 2011 13:59:23 +0100</pubDate>
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            <title>RW/FW</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10565268.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Ero  proprio sul punto di pianificare il mio suicidio quando la vista di  quello zoccoletto leopardato distolse la mente dai nefasti progetti. Mi  avvicinai alla vetrina fino a sfiorare il vetro col respiro per  contemplare (con autentico e sentito spirito di adorazione) il tacco a  spillo di vernice nera che lo rendeva tanto chic. Lo acquistai, senza  badare alla cifra esagerata che avevo speso e, immensamente soddisfatta  di me stessa, mi diressi verso la gelateria della piazza barocca, come  ero solita fare nei momenti di maggiore inquietudine e/o  insoddisfazione. &lt;br /&gt;Con gli angoli della bocca sporchi di gelato al  pistacchio ed un paio di baffi di panna montata, pensai che quel refolo  di adolescenza che ci restava dentro anche quando all'anagrafe ci davano  gi&amp;agrave; per spacciati era un bene prezioso, di valore inestimabile. Fu  proprio in quell'attimo di sublimazione delle mie virt&amp;ugrave; che lo rividi  dall'altro lato della piazza: la solita camicia bianchissima, sorriso  bastardo, cellulare alla mano destra, la testa inclinata a sinistra. Fu  proprio in quello stesso attimo che misi da parte l'istinto suicida per  fare posto e a quello omicida che dalla pancia pervase nella frazione di  un secondo tutto il mio corpo.&lt;br /&gt;Peccato ci fosse troppa gente per  strada a quell'ora e che non avessi armi a mia disposizione. A parte lo  zoccoletto leopardato col tacco a spillo di vernice nera, ovviamente.  Che avrei usato senza nessuna piet&amp;agrave;. La seduzione subdola e sottile di un dettaglio da donna funzionava meglio di una pistola col silenziatore.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&quot;Mors tua, vita mea&lt;/span&gt;&quot;... &lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;E pensare che ero un'asina in Latino. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 31 Aug 2011 10:37:19 +0100</pubDate>
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            <title>TRA LE GAMBE</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10551013.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;L'indifferenza generava indifferenza. Riempiva il mio utero di un grande vuoto. Rallentava il rincorrersi di emozioni. Placava brividi e sussulti. Smorzava i respiri, i sussurri, i bisbigli. Spegneva i gemiti. Inabissava voglie ed indecenze.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Per tradire me stessa, avevo bisogno di un valido motivo. Un motivo migliore di ci&amp;ograve; che mi portavo dentro. Dietro. Intorno. Rimasi a guardare il giorno che moriva totalmente assorta e distratta da questa nuova ondata di pigrizia interiore che spossava come l'afa agostana che non dava tregua nemmeno la notte. Ma sveglia. Libera da sogni ed incubi. Negli occhi, solo pupille frangiate da ciglia imbrattate di mascara nero.&amp;nbsp; Tra le gambe: nulla da dichiarare.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 25 Aug 2011 22:33:08 +0100</pubDate>
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            <title>DOVE SONO...</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10455512.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Grazie a tutti voi che mi siete stati vicini. La virtualit&amp;agrave; &amp;egrave; solo un'illusione ottica...In effetti, noi ci conosciamo bene.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Francesca, con affetto.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 26 Jul 2011 20:18:26 +0100</pubDate>
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            <title>HE</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10324519.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Fu solo  un attimo. Il tempo di un profilo che sporgeva appena sotto un bavero  irto, in una pioggia&amp;nbsp; che rigava gli occhi. Eppure, l'inquietudine mi  prese alle spalle ed il respiro rest&amp;ograve; sospeso per un intervallo che non  saprei definire. Fui grata alla strada che inrociava a pochi metri,  unico mio scampolo di indifferenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Thu, 16 Jun 2011 07:29:03 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10324519.html</guid>
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            <title>ACCADDE NON RICORDO QUANDO...</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10312690.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Mio carissimo,&lt;br /&gt;Dico sempre che per rinascere, bisogna prima lasciarsi morire.&lt;br /&gt;Pertanto, non cercher&amp;ograve; di sopravvivere n&amp;eacute; a te, n&amp;eacute; a me stessa.&lt;br /&gt;Lascer&amp;ograve; che il dolore uccida il ricordo di te e una parte di me. &lt;br /&gt;Il resto era gi&amp;agrave; senza vita prima che tu arrivassi.&lt;br /&gt;Non era ancora autunno ma non era nemmeno estate. Adesso, non so pi&amp;ugrave; quale stagione vivano i miei giorni . Credo quella del silenzio, a tratti interrotta dal pianto di una donna che non c'&amp;egrave;. &lt;br /&gt;E' gi&amp;agrave; troppo dover vivere i miei giorni morti.&amp;nbsp; Per i tuoi tempi morti,&amp;nbsp; dovrai trovare un'altra soluzione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 12 Jun 2011 21:37:16 +0100</pubDate>
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            <title>DI ME...</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10257783.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Ed ora, prova ad immaginarmi diversa. Prova a pensarmi senza pizzi e merletti. Solo un paio di jeans usurati, proprio come i miei occhi frangiati dai segni del tempo. Una canotta lenta, scivolata distrattamente dalla spalla, i capelli che sfuggono sciatti e ribelli alla morsa del fermaglio sulla nuca. A piedi scalzi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Prova a pensarmi immobile, senza parole, mentre fisso un punto che non c'&amp;egrave; per ore ed ore. Come una scatola vuota, priva di senso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Cerca di vedermi con le dita senza smalto che puzzano di mille detersivi. O peggio, sporche di terra e di concime. Io non uso mai guanti n&amp;eacute; di gomma, n&amp;eacute; in lattice, n&amp;eacute; di lana. Le mie mani, come i miei occhi, non mentono mai e raccontano dei miei giorni. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Immaginami mentre cucino ed impreco perch&amp;eacute; l'olio bollente mi &amp;egrave; schizzato sulla pelle durante il rituale della frittura delle melanzane. O che lavo i piatti e mi piango scioccamente addosso per l'ennesimo bicchiere finito in frantumi nel lavandino, maledicendo la fretta che metto nelle cose che faccio.  A me, inesorabilmente, sfugge qualcosa che vorrei afferrare ma non riesco. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Prova a scrutarmi tra il bucato, tra le montagne di panni da stirare che accumulo perch&amp;eacute; io detesto stirare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Inoltre, di tanto in tanto, mi sporco di pittura, mi impregno di antitarme, di olio di noce e cera per i mobili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Tenta di interpretare il mio sguardo quando lavoro. Assorta a correggere, programmare, fare conti che non tornano mai. A cercare disperatamente carte ed oggetti che sono davanti ai miei occhi e che non vedo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Prova a spiarmi mentre ballo un tango con uno sconosciuto e faccio l'amore con la musica e con la vita. Sfacciatamente, come se nessuno mi vedesse. Esattamente come quando mi chiudo in bagno e mi tocco, pensandoti...Guardami nell'ascolto di un notturno di Chopin e mi sento struggere dentro. Di nostalgia, di inquietudine, di desiderio, di tristezza. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;E poi, immaginami disperata. Quando urlo forsennata la mia rabbia, rigata di pianto e lacrime di sangue, distesa per terra che vorrei morire. Mentre taccio inerme, senza forze, senza fame, senza occhi. Sorda alla vita che mi passa accanto e non mi sfiora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Prova infine a pensare se io non esistessi nella tua vita. Se cessassi di seguirti con lo sguardo e col pensiero nelle tue giornate, come un'ombra che ti ripara, ovunque tu vada. Se le mie parole diventassero silenzi di un'assenza senza ritorno. Se io smettessi di desiderarti. Se il mio utero non accogliesse pi&amp;ugrave; la tua solitudine e la tua voglia. Se interrompessi questo flusso di emozioni talvolta sussurrate, pi&amp;ugrave; spesso scagliate verso te con violenza voluta affinch&amp;egrave; ti oltrepassino la pelle e sconfiggano la tua reticenza a lasciarmi entrare dentro di te.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Dimmi, cosa di tutto questo che io sono ti d&amp;agrave; pi&amp;ugrave; fastidio?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 27 May 2011 07:35:26 +0100</pubDate>
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            <title>CRISTALLI DI SALE</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10253480.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Al mattino, presto, prendevo sempre la strada che costeggia il mare. Non importava se era pi&amp;ugrave; lunga. Mi piaceva scivolare lungo quel costone di roccia nera a strapiombo nell'aria fredda che odorava di salsedine.&lt;br /&gt;Amavo il mare. Quel mare d' inverno che sembrava avere tutte le risposte che cercavo. Bastava guardarlo, respirarlo, berlo, goccia dopo goccia. Lasciarsi intonare dal suo canto dolce o disperato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre, sentivo le onde dentro. Fragorose, spumeggianti, rabbiose, o lievi come lo sciabordio di un'alba dorata e silenziosa. Si pu&amp;ograve; allontanare un uomo dal suo mare ma non il mare da quell'uomo che lo ha vissuto. Restava con me, ovunque andassi, con tutte le sue risposte crudeli che risalivano il mio corpo come le maree e con tutte le storie che mi aveva raccontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora che non parlavo, non sorridevo, non chiedevo...Adesso che avevo solo freddo, anche dentro il maglione di lana con cui mi ero nascosta, mi sussurr&amp;ograve; che non esiste tessuto al mondo che possa scaldare dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi arresi ai brividi dell'anima. Vestita di rabbia ed alterigia, cercavo di nascondere la mia fragilit&amp;agrave; dietro un paio di inutili occhiali neri. Svestita del mio sorriso, mi stringevo nella pelle come dentro un pesante cappotto cercando di tenere lontano le insidie dai miei giorni.&amp;nbsp; Ero affetta da un male incurabile, da cui non si pu&amp;ograve; guarire: smettere di essere innamorata dell'amore sarebbe stato come morire dopo una lenta, dolorosa, triste agonia. Anche se dilaniata, lacerata, strappata, in qualche modo dovevo continuare a vivere. Tra il mare e il fuoco che mi si rivoltavano dentro. Profondit&amp;agrave; e voglia di leggerezza. Istinto e ragione. Coraggio e paura. Freddo cinismo ed infantile ingenuit&amp;agrave;.Irriverenza sfacciata ed un pudore che mi faceva ancora arrossire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada del mare sfumava in un bivio.&amp;nbsp; Inspirai aria cercando una risposta.&lt;br /&gt;Respirando piano.&lt;br /&gt;Lentamente.&lt;br /&gt;Trattenendo il dolore.&lt;br /&gt;Soffocando le urla.&lt;br /&gt;Facendo finta di non sentire nulla.&lt;br /&gt;Solo salsedine.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 25 May 2011 21:10:59 +0100</pubDate>
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            <title>AWAY</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10245486.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,palatino;&quot;&gt;Ero  sconvolta dietro quella patina di perfezione formale. Mai stata tanto  precisa nei dettagli, nell'accostamento dei colori, ostentavo un'armonia  del tutto inesistente. &lt;br /&gt; C'era una pioggia sottile che rendeva i giorni appiccicaticci e continuavo a chiedermi quale fosse la mia parte migliore. Confusa dalle  tante me che mi si agitavano dentro, tentavo inutilmente di individuare il  baricentro della mia vita che si era perso tra una rabbia ed un dolore  dopo l'altro. Irrimediabilmente.&lt;br /&gt; Ed ora, vagavo senza meta, maledicendo la mia incapacit&amp;agrave; di restare ferma e  lasciarmi morire. Mi voltai a guardare indietro rivivendo squallide  scene di sottile, subdola supponenza e palese indifferenza. Mi rividi  china sul pavimento, ad elemosinare ci&amp;ograve; che non andrebbe mai chiesto,  implorante. &lt;br /&gt; La tristezza mi trafisse violentemente. Ero spezzata e i lembi della  mente, del cuore e di quello che sentivo tra le gambe non combaciavano  pi&amp;ugrave;. &lt;br /&gt; Non potevo tornare, n&amp;eacute; restare.&lt;br /&gt; Chiusi gli occhi per non sentire e per non vedere. Il suo sguardo e la  sua voce che chiedevano quello che era andato distrutto con fredda  crudelt&amp;agrave; adesso facevano ancora pi&amp;ugrave; male.&amp;nbsp; &amp;nbsp; &lt;br /&gt; Pensai che non c'era nemmeno una canzone da ricordare e rabbrividii  nonostante fosse Primavera inoltrata. La solitudine dell'amore che finisce non  sarebbe andata via con l'arrivo della bella stagione. &lt;br /&gt; Dovevo andare via io che non c'ero gi&amp;agrave; pi&amp;ugrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 23 May 2011 17:51:08 +0100</pubDate>
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            <title>FROZEN</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10203088.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Un cielo come un quadro di  Magritte come sfondo di un'algida primavera. A passi lenti, mi aggiravo  estranea intorno a me stessa scollando, brandello dopo brandello, gli  scampoli usurati della mia esistenza. Una solitudine coatta, necessaria,  era stata il leitmotiv dei miei giorni, resi monotematici dalla sua  sopravvivenza agli eventi. Ed ora, dopo una baluginante illusione, la  percepivo di nuovo come un'imperiosa dominatrice dei miei giorni. La  nascondevo dietro i sorrisi, tra i capelli disordinatamente legati,  sotto lo smalto. Tra le gambe che restavano serrate ad oltranza finch&amp;eacute;  non fosse arrivato il momento in cui sarebbe valsa la pena di  schiuderle. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt; Poco male, in fondo.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;L'amore  genitoriale, tanto decantato e declamato, non era altro che un  canovaccio sfilacciato, bucato, pieno di macchie che non andavano via,  persino bruciacchiato da incaute dimenticanze accanto al fuoco.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt; Gli amori dei miei uomini, una serie di coiti interrotti. Nulla di pi&amp;ugrave;.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;L'amore  per me stessa era un lungo filo spezzato, pi&amp;ugrave; volte riannodato, con cui  tentavo di imbastire i miei giorni, cucendomeli addosso.&lt;/span&gt; &lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Continuando inesorabilmente a pungermi. &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt; I luoghi che avevo attraversato conservavano una sola cosa di me: la mia assenza.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Quell'implacabile bisogno di andarmene non prevedeva ritorni.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt; &lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Al massimo, qualche sosta per respirare forte.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt; &lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Di piangere non c'era il tempo.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt; &lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Troppo breve la vita per concedersi anche il lusso di piangersi addosso&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: left; margin-left: 440px;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 10 May 2011 21:14:32 +0100</pubDate>
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            <title>PLEASE, ...</title>
            <link>http://blog.libero.it/monologoinrosso/10171828.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Gi&amp;agrave; a suo tempo, ti scrissi che mancare di coerenza significava tradire se stessi. Il che equivaleva&amp;nbsp; a vivere la propria vita come una lunga, triste  passeggiata in un cimitero di rimpianti. Ma tu non mi leggesti o forse fu pi&amp;ugrave; comodo glissare.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot; /&gt; &lt;span style=&quot;font-family: georgia,serif;&quot;&gt;Sono ruvida, lo so, Lo sono anche con me stessa, sappilo. Ma se non ti dicessi quello che penso sarei finta o bugiarda. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 01 May 2011 18:06:52 +0100</pubDate>
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