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Un blog creato da Odette292 il 21/07/2008

monologo in rosso

Solitarie dicotomie in ordine sparso

 
 

AREA PERSONALE

 
Citazioni nei Blog Amici: 112
 

ULTIMI COMMENTI

 

 

ALARM CLOCK

Post n°177 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da Odette292

Bastano pochi istanti per cancellare un sogno. Il tempo di aprire gli occhi, guardarsi intorno e capire con chi si ha a che fare.

 
 
 

CONCLUDENDO...

Post n°175 pubblicato il 22 Gennaio 2010 da Odette292

Allla fine, decisi che, se proprio non si poteva fare a meno di morire, sarei morta ballando. Oppure tra le braccia dell'uomo che amo.

 

 
 
 

A PROPOSITO DI...

Post n°166 pubblicato il 08 Dicembre 2009 da Odette292

La stanza era troppo affollata. Mancava l'aria ma nessuno usciva. Tutti sembravano conversare amabilmente. Qualcuno aveva bevuto troppo. Ciascuno dei presenti aveva la sua verità. E preferiva barricarvisi dentro fino a soffocare e perdere il senso della realtà.
In fondo, così era più facile la vita. L'importante era continuare a tenere gli occhi e le orecchie ben chiusi.

 
 
 

STRIKE

Post n°148 pubblicato il 21 Ottobre 2009 da Odette292

La coltellata arrivò, puntuale come sempre: quando meno me la aspettavo.

Fu secca. Decisa.La lama si inficcò tra le scapole, in modo che non potessi estrarla da sola.
Ma io preferii morire in quell'angolo in assoluta solitudine, piuttosto che elemosinare aiuto o pietà.
Tanto, prima o poi, sarei rinata. Questione di tempo.

 
 
 

ACCADDE IN OTTOBRE

Post n°146 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da Odette292

Tra intolleranza e saturazione, mi trovai banale.

Era arrivato il momento di smettere.

 
 
 

SENZA TITOLO III

Post n°142 pubblicato il 29 Settembre 2009 da Odette292

Quante parole sull'amore, quanta bella letteratura, quanta filosofia...

Utopie.

A lungo andare, non è altro che la violazione della propria solitudine.

 
 
 

PENSANDOCI BENE...

Post n°125 pubblicato il 16 Agosto 2009 da Odette292

Le fronde dei salici sfioravano terra. Nell'ondeggiare del vento all'imbrunire, quegli alberi apparivano creature incredibilmente dolci e serene. Come da bambina, continuavo a chiedermi perchè qualcuno gli avesse dato l'appellativo di "piangenti". Il fruscio delle foglie pendule era un canto dolce di sottofondo, un rumore lieve, una musica gentile che teneva compagnia. 

A pensarci bene, avevo mal di testa. A pensarci bene, non avevo voglia di feste, parties, happy hours, vestiti luccicanti, maschere, folle informi, sorrisi stirati. A pensarci bene, stavo benissino tra i salici "piangenti" e quel rivolo di acqua pulita e fresca che s'insinuava tra le fronde protese. A pensarci bene, stavo bene nell'ombra. Al riparo dal resto del mondo ruvido ed urticante.

 


 
 
 

CONFORTEVOL-MENTE

Post n°124 pubblicato il 13 Agosto 2009 da Odette292

Mio caro,

Fossi in te, non mi fiderei poi così tanto e mi sentirei come se dormissi col capo poggiato su un cuscino di piume. Non con una come me. Nonostante volume e peso specifico irrilevanti, io sono una donna. E' il mio peggior difetto.

Non riuscirai mai a trasformarmi in una ciabatta da indossare per far stare i tuoi piedi comodi. La "comodità" non mi appartiene. Nè la mia, nè quella degli altri.

Mi assento per un pò, ti abbraccio come sempre...

 
 
 

FORSE

Post n°118 pubblicato il 02 Agosto 2009 da Odette292

Puoi formulare ipotesi.
Fare analisi.
Ridurre in sintesi.
Individuare i fattori causa/effetto.
Usare la logica.
Tutte le cose che sai.
Tutte le cose che sei.
Incerti "casi" non serve a nulla.L' incoerenza e la bugia sono l' essenza di ciò che ti hanno dato.
Non occorre pensare: sforzo inutile.Quel brivido, quella perplessità, quella sottile inquietudine che avevano attraversato il tuo corpo al primo sguardo erano la verità.
Adesso, respira...

 
 
 

MEZZANOTTE

Post n°115 pubblicato il 27 Luglio 2009 da Odette292

Alla fine, era il caldo a fare da padrone. Era lui a decidere della nostra vita. Delle cose che si potevano e non si potevano fare. Dei luoghi in cui ci si poteva recare. Dei nostri umori e malumori. Degli abiti da indossare o da levare. Come un dittatore impenitente, implacabile, senza nessuna clemenza, senza pietà per alcuno, imperava incontrastato.

La notte era arsa ed avara di vento.  A passi lenti, cercavo fendere l'aria densa, pesante come una coltre spessa. A fatica.  Mi arresi poco dopo e capitolai accasciandomi mestamente su una panchina, accaldata, col fiato corto. Intorno a me, una piazza barocca, cesti di campanule rosa ed un brusio lieve.
Alzai lo sguardo fin sopra i campanili. In alto, c'era un cielo nero, pieno di stelle. La Luna sorrideva,  radiosa.
Lui era vicino a me. Mi prese per mano. Così, anch'io sorrisi, come la Luna. Non a caso, ero   “lunatica”.O almeno, così dicevan tutti.
L'orologio del campanile battè la mezzanotte: il confine tra ieri ed oggi. Ma nessuno aveva voglia di andare a dormire. Sarebbe stata una lunga notte. Una di quelle in cui si faceva presto a fare l'alba.


 
 
 

IL PIANO B

Post n°114 pubblicato il 24 Luglio 2009 da Odette292

Anche stavolta, decisi di passare al "piano B".
Mentre guidavo, mi resi conto che quando applicavo il "piano A" finivo sempre per prenderlo in quel posto.Metabolizzai anche che prenderlo in quel posto metaforicamente doveva essere più doloroso che prenderlo sul serio. Forse.

Il "piano B" era semplice. Molto più del "piano A". Consisteva in una sola mossa, ovvero un gran "Fanculo".
Tacito o esplicito, a seconda del caso.

La riuscita dell'impresa era assicurata col piano B. Lo avevo sperimentato più volte sul campo.
Il "soggetto" di turno o scompariva del tutto o tornava bussare con garbo e si puliva le scarpe prima di entrare in casa.

Mi chiesi perchè continuassi ancora ad usare il "Piano A" fatto di “grazie”, “prego” sorrisi ed attenzioni, per rendermi poi conto di essere ridotta al rango di mero pulviscolo di un  mondo gretto ed opportunista. Dovevo essere davvero stupida. O almeno, così mi giudicavano gli altri, considerate le logiche conclusioni scaturite da un'attenta analisi dei fatti accaduti.
Nel cuore della notte, decisi che il "piano B" sarebbe stata una strategia perenne.
Questione di sopravvivenza.


Fanculo! quindi... :)

 
 
 

STILL

Post n°113 pubblicato il 23 Luglio 2009 da Odette292

...Mi chiedo che ci fa uno come te in una milonga, di Giovedì sera.Tu, che non ami perdere tempo in cose inutili. Che vai subito al sodo, senza adorni e senza giri di gambe e parole. A quel "sodo" che poi non è più così sodo ma che continui a fissare.

Se smettessi immediatamente, mi sentireiun pò più a mio agio. E forse, intorno, rimarrebbe qualcuno ancora ignaro di noi.
Potresti almeno evitare di afferrarmi per i capelli ogni volta che passo davanti a te: Anche se faccio finta di non vederti.
Protesto vanamente, tu non mi ascolti mai. Prima, devi sfogare la tua supponenza.

Chiedi chi è l' uomo con cui ho ballato,col tuo solito ghigno maligno.
Mi insulti sottilmente per le mie movenze “da sfacciata”, dici.
Rido come sempre, stancamente. Ormai le tue scenate col sorriso sulle labbra sono un cliché che ri-conosco bene.
Tu parli, io non ti rispondo.

Vuoi ballare?
Potrei insegnarti se tu non ti ostinassi e restare sordo e paralitico. Dovresti muoverti un pò: stai mettendo su pancia. Del resto, il tempo passa anche per te.
La senti tu questa musica?
Non credo. Non resteresti fermo lì, a guardarmi, inerme.




 

 
 
 

UN-BALANCED

Post n°111 pubblicato il 20 Luglio 2009 da Odette292


Avevo comprato cinque paia di scarpe in meno di un mese e mezzo. Un dato inquietante. Assolutamente patologico. E ne avrei acquistato anche un sesto, se avessi trovato il mio numero.
L' inquietudine aumentava quando pensavo che la settimana precedente avevo speso una cifra considerevole per tre abiti in meno di mezz'ora. Non avevo ancora colpito al negozio di intimo e dal parrucchiere.
Mi imposi un sano rigore ed un cambio di strada. Questa febbre da shopping non era da me. Ma non avevo voglia di guardarmi dentro.

Cercai di consolarmi in libreria: il libro che cercavo era esaurito. Ripiombai nello stato febbrile e mi sbizzarrii con le calze, facendo capricci con lunghezze e colori. Non ancora soddisfatta, mi rigirai in profumeria tra smalti, matite per gli occhi, maschere e cristalli liquidi per i capelli.
Odiavo la French manicure e quelle unghie posticce. Le trovavo oscene, di pessimo gusto.
Il cellulare squillò un paio di volte. Incontrai tre colleghe affette dalla mia stessa patologia poi presi un caffè con un amico. Tornai a casa che era già buio.

Pensai alla cena. Avevo le gambe dolenti male per la lunga passeggiata sui tacchi alti. Avevo voglia di concedermi primo, secondo e dolce. Avevo bisogno di mangiare.
Iniziiò a piovere. Sentivo lo scrosciare fragoroso di una pioggia irruenta.Sperai che riuscisse a lavare via il ricordo della voce spezzata dai singhiozzi di mia madre. Del resto, era Sabato sera anche per me.

Avevo finito di cenare, tra un pensiero e l'altro. Ero là che scrivevo, con le unghie appena smaltate. Respiravo appena.
Avevo bisogno di aprire le finestre.
Di aria.
Di pulito.
Avevo bisogno di tutto il cioccolato che avevo comprato.
Un senso di precarietà infinita mi scavò dentro, fino a lasciarmi vuota. Senza nemmeno le parole.
C'era chi era precario nel lavoro, io ero precaria nella Vita.
Da sempre.
Per sempre.

 
 
 

STANOTTE

Post n°110 pubblicato il 17 Luglio 2009 da Odette292

Era bella la mia città stanotte, vestita di luci e stelle. Il mare, come un drappo di seta nera, accompagnava il suo incedere da signora. Frusciante, senza increspature. Lo sguardo restava sempre quello di una bambina, l'anima di una puttana insaziabile. Lussuriosa ed opulenta, come i dolci nelle vetrine delle pasticcerie. Flessuosa e morbida, come le cornici dei palazzi barocchi. Rotonda e generosa come le cupole delle chiese. Avida ed assetata, come una zingara giovane ed imperiosa che non smette di far capricci.

Si, era bella la mia città stanotte col suo vestito più elegante: un tango



 

 
 
 

L'OPZIONE "YOU&ME""

Post n°109 pubblicato il 16 Luglio 2009 da Odette292

A volte, penso che mi ami e non lo sai.
Questa curiosità morbosa per la mia vita, questa gelosia malcelata... Come se avessi un diritto di prelazione. Come se avessimo firmato un atto di compravendita il giorno in cui mi possedesti. O di donazione, considerate le circostanze.

A volte, penso che magari ti amo e non lo so. Mi ritorni in mente mentre faccio il bagno. Nelle giornate di pioggia. Nelle notti di luna piena.

A volte, ci incontriamo.
Forse, per caso.
Forse, mi vieni a cercare.
Recitiamo sempre la stessa scena tu ed io.

Domani mi telefonerai con una scusa.
Tu parlerai a lungo di te. Io non ti racconterò nulla di me.
Sai, esistono i passaggi di proprietà e le “Terre di Nessuno”.  E in ogni storia che si rispetti, c'è sempre la parola "fine". Prima o poi.

 
 
 

BACK

Post n°108 pubblicato il 15 Luglio 2009 da Odette292

Tornai in me poco dopo. Il tempo di percorrere il viale, a ritroso, di corsa.
Non era il caso di perdere tempo con discorsi inutili. Ci sono strade che non portano in nessun luogo.
 

 
 
 

MONOLOGO IN ROSSO VI

Post n°106 pubblicato il 13 Luglio 2009 da Odette292

Scendo giù, in basso, fino al delirio.
Senza fondo.
L'ultima volta che mi concessi, fui io ad abusare di te. Indegnamente, senza vergogna. Mi piaceva scivolare tra le maglie delle tue notti. Entrare, come in un'asola.
Eri quella punta di spillo conficcata nella mia mente. Quel ferro rovente che marchiava la mia fantasia. Quel rossore violento che mi esplodeva sul volto. Quel calore che pulsava nello stomaco. Quella voglia che si scioglieva tra le mie gambe. Quella luce negli occhi e quel sorriso che avevo, dopo te.
Eri tu.
Eri più di ogni altra cosa.

Ho i piedi freddi oggi. E non so più sillabare parole d' amore.
Non parlo.
Non scrivo.
Deliro in silenzio, da sola.
Adesso vattene e lasciami in pace.
Ti sei già preso tutto. Anche la mia fame.

 
 
 

SULLE DONNE

Post n°105 pubblicato il 13 Luglio 2009 da Odette292

Ci sono troppe cose dentro la pelle di una donna.
Nessun vestito, nemmeno il più pesante e castigato, riesce a coprirle.


 
 
 

ANGOLAZIONI - parte seconda

Post n°104 pubblicato il 10 Luglio 2009 da Odette292

Continuava ad insistere che lui ed io eravamo diversissimi. Tanto quanto due esseri che provenivano pianeti lontani.
In effetti, non c'era nessuna differenza. Era solo questione di prospettive, angolature, punti di vista.
Tutto il resto, era la solita minestra. Che a furia di scaldarla, si era scotta.


P.S.: Il "Gioco del Maestro e dell'allieva" è più pericoloso del "Gioco del Dottore e l'ammalata".
Dimmi quanto sei disposto a farti male.

 
 
 

COI PUGNI CHIUSI

Post n°94 pubblicato il 20 Giugno 2009 da Odette292

Nel buio, ripenso a me.
Alla mia vita.
A com'ero.
A come sono diventata.
Ad occhi aperti. La mente lucida ed un cazzotto nello stomaco. Fermo le lacrime in quel nodo che mi strozza la gola, cercando di non fare rumore, per non svegliarti.

Fogli sparsi.
Pagine strappate.
Capitoli chiusi.
Biglietti dimenticati.
Pezzi di carta mai letti.
Mai scritti.
Il tempo ha ingiallito le parole ma non ha sbiadito il dolore.

Sono fatta della storia che ho vissuto.
Una di quelle storie che sarebbe meglio non raccontare, dico sempre. Eppure, non ho mai smesso di fare passi più lunghi delle mie gambe.
Ancora una volta, ricomincio a scrivere.
Vorrei fosse un libro.
Una storia d'amore.
Semplice.
Senza pretese.

Ancora una volta,  sto facendo il passo più lungo della mia gamba. Forse.
In questo buio, con la mente lucida e quel cazzotto nello stomaco, non so se amarmi follemente o detestarmi fino alla nausea.
Sospesa, non parlo, non piango, non dormo.
Ti penso.
Senza risposte e coi pugni chiusi, per trattenere una rabbia che continua a portarmi via persino da me stessa.

 
 
 
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