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Post n°78 pubblicato il 24 Maggio 2012 da misterfar
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Post n°77 pubblicato il 15 Maggio 2012 da misterfar
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Post n°75 pubblicato il 03 Maggio 2012 da misterfar
È sera a sud di sudest, il cielo lentamente si scurisce, prima si adagia sui terrazzi poi cola denso e blu lungo i muri delle case, giustifica i lampioni, si accumula negli angoli più acuti e crea in quelli ottusi una certa intimità; niente galline per la via, soltanto un gatto nero che ha puntato un geco e un pendolare che s’affretta, nello scantinato l’oste allunga il vino con la pioggia caduta fino a ieri e una ragazza senza grazia prepara gli occhi per la notte fischiettando una canzone che ha inventato. Nello spiazzo lastricato, sulle scale della chiesa accomodato come su un divano siede un veterano, ha in tasca quanto basta per bere e per campare fino alle lodi del prossimo mattino. Povero signore penseresti, invece lui si sente fortunato a non aver avuto aspirazioni da bambino, gli sta bene quel che viene; nella vita ha fatto un sogno solo, però era già adulto, averti al capezzale nel momento dell’ultimo saluto. Lo sai che ha fatto ieri? Si è chiuso nell'armadio dove tenevi i tuoi vestiti ed ha trascorso tutto il giorno a respirare l’odore che hai lasciato. L’aria soffia leggera e profumata, nel giardino misterioso frusciano gli aghi del pino storto e solitario e le foglie pinnate delle palme, tra i rami del ciliegio gli uccelli hanno smesso di far festa, da una finestra aperta l’asprezza del giorno che finisce e, a far da contrappunto, una preghiera, è il ringraziamento quotidiano di Indovina per aver atteso invano alla banchina. È sera a sud di sudest, gli avanzi rosa e avorio di una nube alla deriva si spengono nel buio come il sogno nel rimpianto, a segnare il mare calmo il fascio periodico del faro e una barchetta, Gianni il Pescecane affonda i piedi nel marrone della sabbia e mette il naso nel passato, un gabbiano osserva interessato mentre un’unghia graffia il blu. Ricordi Andrea, il vecchio pescatore? Non porta più il cappello, significa che all’estate manca poco. Se hai tempo, prima che arrivi il mio turno dal barbiere, dimmi come stai e se non la metti più rendimi la giacca che ti diedi per difendere la schiena dal grecale oppure fammi una crostata e versami un boccale.
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