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Creato da mtbstefo il 17/01/2010

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GF Città di Garda: «Arrivederci» o... «Addio»?!

Post n°154 pubblicato il 20 Aprile 2012 da mtbstefo

Garda

Domenica 15 Aprile 2012, Garda (VR).

Le previsioni non promettevano nulla di buono... e così è stato.
Pioggia incessante, almeno per tutta la durata della gara... con uno sfacciato sole solo lungo la strada del ritorno, quando ormai eravamo in autostrada!

La pioggia battente degli ultimi giorni ha trasformato la tradizionale polvere in veri e propri torrenti di fanghiglia liquefatta: non si attacca alle gomme, non fa tappi... ma, insidiosa e spietata, si infiltra ovunque... per le gioie dei soli meccanici!

Non è sicuramente la situazione ideale: pioggia e fango (e la conseguente incertezza sull'assetto da scegliere, sia in termini di gommatura che di abbigliamento); ci mancava solo una distorsione alla caviglia sinistra, provocata in una rovinosa caduta lungo le scale... l'ideale alla vigilia di una gara che si preannuncia "camminata" in diversi tratti!
Per me è l'unica possibilità di correre ad Aprile e tra l'altro capita proprio su uno dei miei tracciati preferiti. Insomma... si va, punto e basta.

Alla fine di una settimana lavorativa e familiare piuttosto frenetica, mi riduco a verificare la bike solo venerdì sera: le Racing Ralph riesumate qualche settimana fa dalla soffitta sono un po' troppo limate... Non è il caso di aggiungere ulteriori difficoltà, viste le premesse... per cui decido di montare all'anteriore la fida Nevegal (praticamente nuova) con la quale inaugurai la Scalpitante alla DSB 2011. Ne manca una però...
Contatto il mitico CicliFabione (una vera garanzia) e, alle 23 circa, salta fuori una bella Nevegal da montare sulla mia ruota posteriore. All'indomani, sabato mattina, dopo una affascinante visita nella "fabbrica dei sogni" di Fabione per il ritiro della gomma promessa, la Scalpitante è in autentico "assetto da guerra": con quegli artigli sembra quasi un carro armato!

Tutto sembra pronto, pure la borsa e l'abbigliamento... ma non mi accontento: decido infatti di sostituire le manopole di spugna con quelle di gomma, decisamente più sicure delle prime in caso di pioggia e fango. Fin che ci sono controllo tutti i serraggi delle brugole e... disgrazia! Mentre stringo la fascietta del comando cambio anteriore la vite si trancia. Dopo abbondanti imprecazioni e auto-insulti... ritrovo un briciolo di calma e di senno: con (tanta) fortuna e (un pizzico di) abilità riesco ad estrarre il gambo della vite e, presa in prestito una vite dalla numerodue, risistemo il tutto per bene... Quando si dice che non bisogna andare attorno alla bici il giorno prima della gara... è sacrosanto!!!

Finalmente Domenica.
La caviglia non mi fa male se non in certe posizioni "forzate"; fuori piove (non ha mai smesso).
Alle 7:00 passano Marco e Gallo a prendermi: carichiamo "armi e bagagli", quindi partiamo alla volta di Garda. Ovviamente continua a piovere.
Ore 8:20 circa. Siamo a Garda alla ricerca di un parcheggio. Breve sosta in centro per il ritiro dei pacchi gara, quindi ci portiamo nel solito parcheggio vicino al centro benessere.
C'è tempo in abbondanza prima della partenza del primo gruppetto di maglienere (quarta griglia)... per cui ci rifugiamo in un bar per una seconda colazione al calduccio. Piove.

Alle 9:40 ci riportiamo al campo base per la vestizione e alle 10:15 salutiamo Gallo, Allebruno e Massimo che si avviano verso la zona di partenza (quarta griglia, ore 10:30). Terminati i preparativi io, Marco, Loson e Topo ci portiamo verso la zona di partenza: siamo stati assegnati alla quinta griglia (partenza ore 10:50), ma quando arriviamo alle 10:45 il lungolago è praticamente deserto... Avanziamo verso lo striscione di partenza con stupore e disappunto, finchè, ormai con le ruote sul tappetino, un giudice ci dice che possiamo passare e che il resto del gruppo... è già partito!

Panico... anzi, delusione... ma che dico... incazzatura fumante!!!

Nella prima salita su asfalto, praticamente in solitaria e in preda ad una profonda demotivazione, sono più i biker che tornano verso Garda che quelli che superiamo... Assurdo e inqualificabile: hanno accorpato le ultime due griglie praticamente "a sorpresa"... e noi ci ritroviamo ad inseguire il gruppone con circa 10 minuti di ritardo!

Cerco di convincermi a proseguire: ormai sono qui e non mi va di buttare la giornata per brutta che possa essere... ma è dura!

Dopo la prima rampa sterrata, obbligatoriamente risalita a piedi, come rimonto in sella la catena, intrisa di fango, viene risuccchiata dalla corona e si incastra tra quest'ultima e il telaio: "1a stazione".... perdo Marco, che da un sommesso "mi è passata la voglia" ha trovato finalmente la grinta per completare una gran gara in meno di tre ore... bravo!!!

Proseguo con una "spada di Damocle" pendente sulla testa... anzi sulla catena! L'incubo di Monteriggioni diventa come la fascia cardio (dimenticata nella borsa...): non mi abbandona per un secondo! Nonostante abbia oliato la catena prima della partenza, sono costretto a fermarmi almeno una decina di volte per disincastrare la catena "risucchiata"... Succedendo poi in mezzo a salitelle piuttosto complicate, non riesco a rimontare in sella e mi tocca risalire a piedi (con grande gioia della caviglia infortunata...).
Insomma, un "calvarietto" non indifferente... che però non mi toglie la voglia di andare avanti e di rimontare il più possibile: la speranza di intercettare almeno una maglianera prima del traguardo non è ancora data per persa...

Tra tutti questi pensieri la salita del Crero verso San Zeno di Montegna passa senza grandi difficoltà: mai fatta così in scioltezza! Con le soste obbligate per la catena capricciosa, finalmente raggiungo la favolosa Valle dei Mulini, dove riesco a lanciarmi in una bella discesa all'insegna del recupero posizioni...
All'attacco dell'ultima fatica, la Rocca di Garda, mi fermo al ristoro per lavare la catena... illudendomi di risolvere, almeno parzialmente, il problema...
Riparto più deciso che mai e anche in quest'ultima fase di gara riesco a salire con buon ritmo. Si sale, si scende, poi si risale e si ridiscende... non capisco mai dove finisce la salita! Finalmente scolliniamo e vediamo il lago... è fatta!
Mi lancio nell'ultima discesa, cercando di recuperare il più possibile. Ad un certo punto, durante un sorpasso, la salopette si impiglia ai rovi e mi si squarcia letteralmente sulla gamba destra...

Raggiunto il lungolago, riconosco sulla mia traiettoria un giubbino nero con striscia gialla: è il Gallo!
Immancabile volata in coppia, a braccia alzate; anche questa è fatta... ed è ciò che conta!

 

Ed ora veniamo al titolo di questo post... perchè, nonostante sia riuscito a finire la gara indenne... e mi sia pure divertito, sarebbe ingiusto omettere alcune puntualizzazioni sull'organizzazione della gara.

Innanzitutto voglio sgomberare il campo da tutto ciò che ricade strettamente nella "sfera personale" del biker (il rapporto con il fango e le conseguenti difficoltà, i problemi meccanici, i problemi fisici...) e nella "sfera dell'inevitabile" (sostanzialmente il meteo, peraltro ampiamente previsto, e le conseguenti condizioni del fondo... famoso per le insidie legate al bagnato...). Ad essere sincero poi, devo ammettere che è proprio in queste due "sfere" che è racchiusa tutta la soddisfazione di aver portato a termine anche questa non banale prova...
Per quanto l'organizzazione possa prodigarsi alla ricerca di giustificazioni e improbabili alibi... resta la triste cronaca di una giornata che ha visto concentrare tutti i disguidi e gli incidenti nella frazione "umana" dello scenario di questa edizione: a parte la gestione (assolutamente irrispettosa ed inqualificabile) delle griglie di partenza, l'insufficienza del ristoro finale (una presa in giro... appesantita dalla promessa-invito alla manifestazione di Brenzone) e la beffa del "lavaggio bici"... il culmine di questo paradosso ha un sapore decisamente amaro: l'unico infortunio grave (su 2.000 biker impegnati su 39 km di strettoie, fango, sassi e radici bagnate) è avvenuto su una passerella di legno piazzata a poche decine di metri dall'arrivo...
Sono convinto che conti poco giustificare... in questi casi è necessario RIMEDIARE!

«Arrivederci» o... «Addio»?!

Dipenderà da quanto vorranno rimediare nei confronti degli iscritti (delusi) alla prossima edizione: visto che difficilmente ci si potrà fidare delle promesse, solo la partecipazione gratuita (o al limite con quota ridotta) potrà dimostrare la sincerità e la buona fede degli organizzatori... e, di conseguenza, far prendere in considerazione l'opportunità o meno di partecipare.

 
 
 

Pasqua sotto zero…

Post n°153 pubblicato il 10 Aprile 2012 da mtbstefo

Pasquetta_01

Dopo le "vampate" di marzo, con temperature decisamente insolite per questo periodo, pare che la riserva di freddo di questo strano inverno si stia esaurendo proprio durante queste vacanze pasquali…

Ore 8:00, il cielo è sereno, le cime sono illuminate e particolarmente nitide… il termometro segna -5°C!!!
Fortunatamente ho portato con me anche la muta invernale… con uno di quei proverbiali «non si sa mai!», in ogni caso decido di aspettare che la colonnina di mercurio si porti quantomeno  al di sopra dello zero…
Alle 10:40 ci sono già 2°C abbondanti… bando alle ciance, si va!
Il percorso è già tracciato nella mia mente: nulla di nuovo, nulla di imprevedibile (a parte la presenza o meno di neve sopra ai 1.800 m, visto che sabato si notavano vistose spruzzate di neve sui rilievi). A parte la ciclabile della Val Pusteria, oramai completamente sgombra dalla neve (fino a poche settimane fa era una pista da fondo), la maggior parte dei sentieri e delle zone da esplorare sono ancora imbiancati. Alla fine, gira e rigira, si punta sempre a Prato Piazza… proprio perché è sempre fattibile… e per giunta a me particolarmente comodo!
Ore 11:20. Si parte con la solita ciclabile, ma all'imbocco della Val di Braies tiro dritto verso Dobbiaco: stavolta si sale da Carbonin, sulla forestale sterrata. C'è l'incognita della neve… ma qualche rischio bisogna pur prenderselo!
Rispetto a ieri c'è poco vento e il sole fa percepire una temperatura ben più gradevole di quella che temevo… tant'è che mi viene quasi il dubbio di essere troppo vestito!
In mezzoretta raggiungo l'imbocco della Val di Landro, a Dobbiaco; inizia l'infinita pista ciclabile inghiaiata (15 km, a parte un paio di brevi strappetti, tutta in falsopiano). Alla monotonia di questa stradina in lieve salita dritta come un fuso si somma l'inerzia di un fondo ancora intriso della neve che ospitava fino a poco tempo fa: che fatica!
Finalmente raggiungo Carbonin e, dopo un km su asfalto (stanco di quell'appiccicoso fondo bagnaticcio), imbocco la forestale che sale, da quota 1.500 a quota 2.000 circa, all'altopiano di Prato Piazza: una salita fatta tante volte, oggi resa spettacolare da meravigliosi scorci sul Gruppo del Cristallo e sui Cadini di Misurina, giganti imbiancati e così vicini che sembra di poterli sfiorare con le dita… Dai 1.800 m in su i tratti prevalentemente in ombra sono ancora coperti di neve… ma è poca roba rispetto a ciò che avevo trovato sul versante opposto a fine febbraio.
Finalmente raggiungo quota 1.900 e mi trovo a percorrere controvento le ultime due rampe: da qui si vede bene il fortino austriaco a fianco del quale si trova il rifugio Vallandro, meta di piacevolissimi "spuntini" conditi da viste mozzafiato… un vero e proprio caposaldo per le mie escursioni pusteresi!

Paquetta_02

Anche stavolta è fatta… e non c'è modo migliore di godersi l'ascensione con una fetta dello strudel più buono della Val Pusteria… almeno secondo il mio modesto parere!


Qui la traccia gps…

 
 
 

Le fossette di... SCIAF!

Post n°152 pubblicato il 31 Marzo 2012 da mtbstefo

Splendida giornata al lago con splendidi compagni di pedale… e la partecipazione straordinaria del prof. SCIAF, che non si è astenuto dall'impartire proverbiali consigli tecnici e  magistrali lezioni di anatomia…

Garda1

Casello di Reggiolo-Rolo, ore 12:00: con una buona mezzoretta di ritardo imbocchiamo la Brennero in direzione Affi. Oggi si sfoggia la nuova ammiraglia, unica ragione che ha reso possibile caricare una Ghost sul portabici insieme alle due "C"; il Gallo si è invece guadagnato il passaggio prenotando una Flash 29" al Bike Store di Costermano… Ci seguono Alessandro, Goz e un suo simpatico (quanto scomodo..) ex-collega.
Arriviamo a Costermano alle 13 circa: ad aspettarci Matteo, il mitico meccanico del Bike Store… che ringrazio pubblicamente a nome di tutti per averci pazientemente atteso per la consegna della bike-test (nonostante il negozio chiudesse alle 12:30)… grazie!
Durante i preparativi butto l'occhio sulla bici dell'amico di Goz e noto qualcosa di familiare: una Genius MC40 grigio-nera…. acquistata usata alla Pro-Bike…. ma certo, è la mia mitica prima Genius!!! Spettacolo!

Garda2

 

Partiamo. Mentre scendiamo i due tornanti che separano Costermano da Garda decidiamo di seguire la traccia del percorso 2012 memorizzata sul gps di Goz: a parte qualche scazzo che ci costringe a un paio di "inversioni"… si dimostrerà una guida decisamente utile per scoprire le novità del percorso di quest'anno.
Il caldo si fa sentire, l'acqua ben presto scarseggia… ma il clima di questa uscita è godibilmente disteso e condito da frequenti soste, battute e la doverosa ammirazione di fantastici scorci sul lago. Lo SCIAF, al suo esordio su questo percorso, si difende bene e, spavaldo, ci intrattiene con interessanti consigli e nozioni: «lo sapete cosa sono le fossette di Giove?!» Fatevelo spiegare anche voi…

Una breve sosta per un caffettino precede l'appuntamento topico della giornata: la salita del Crero verso San Zeno di Montagna: fantastica, come sempre… e come sempre si fa dare del "voi"!
Scendiamo riavvicinandoci alla base di partenza, perché ormai il tempo a disposizione, tra una chiacchiera e l'altra,  si sta esaurendo. Goz e collega, ormai fuori tempo massimo, allungano il passo e ci salutano; noi invece ce la prendiamo un po' più comoda e, fin che ci siamo, ci spariamo pure l'incantevole Valle dei Mulini… scoprendo pure una fantastica discesa ciottolata fatta di strettissimi e ripidissimi tornanti a picco sul torrente.

Anche questa è fatta… Rientriamo a Costermano e, dopo un'ultima tirata sui tornanti all'inseguimento di un imprendibile Marco, ci risistemiamo "in borghese" e carichiamo le bici sull'ammiraglia. Segue un salto al Bike Store per salutare il mitico Giuliano…. che si trasforma in un salto al bar per una bella weiss versata in un fiume di chiacchiere…

Che bella giornata… grazie a tutti!

 

Qui la traccia gps...

 
 
 

Aironbike: perfect day!

Post n°151 pubblicato il 20 Marzo 2012 da mtbstefo

Aironbike_02

Eh sì... veramente una giornata perfetta!

Dopo una settimana di sole e temperature piuttosto altine... il ricordo della mia primissima gara (Aironbike del 01/03/2009, famosa per i 20°C e fatta da escursionista) è più vivo che mai! I presupposti per una buona domenica ci sono tutti: meteo ok, organizzazione praticamente perfetta (by Team Sculazzo Italia), clima di squadra disteso, gamba discreta... qualche residuo di cauta soddisfazione per l'incoraggiante esordio alla Fosbike di appena sette giorni fa...
Insomma sono carico al punto giusto!

Domenica mattina: la sveglia è puntata alle 6... ma alle 5.45 sono già in piedi... che smania!
Raggiungo lo staff al Lido, dove incontro il mitico SCIAF... quindi mi metto a disposizione nella zona logistica. Arriva parecchia gente e le file per le iscrizioni cominciano ad allungarsi... buon segno!
Passano un paio d'ore e, alle 8:40, scopro di aver commesso uno di quegli errori che non si dovrebbero mai fare: ho lasciato a casa il chip, attaccato alla numerodue... NOOOOOOO!!!!
Decido di fare una volata a casa... anche perchè alla consegna dei chip a noleggio c'è fila... e comunque non faccio in tempo a pensare che sono già in auto lanciato verso casa! Sento addosso tutto il peso di questa "leggerezza" che, dal nulla, può disintegrare tutte le aspettative per questa giornata di festa... ma cerco di stare calmo e, quasi inspiegabilmente, ci riesco: è il primo successo di questa giornata.

Alle 9:35, non so ancora come, sono in griglia: zero riscadamento... pazienza, lo farò in gara... mi stra-accontento di essere lì con tutto il necessaire!

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Ore 10:00, partenza! Tutti i propositi di non tirare e di partire con calma svaniscono nella sempre concitata galloppata dil lancio... Fatico un poco a tenere la ruota di Marco, per cui approfitto di ogni intoppo per recuperare l'affanno iniziale (e il mancato riscaldamento...).

Il percorso è fantastico e divertente al punto tale da caricarmi sempre più... al punto tale da riuscire a mantenere un ritmo piuttosto "brillante" per tutto il primo giro. Il "Maestro" è sempre con me: ogni sfregata sulla mia ruota posteriore è una conferma della sua presenza, direi quasi del suo controllo su quanto sto facendo (forse incautamente). Non mollo... e a tratti aumento pure il ritmo, provando un senso di divertimento assoluto in sella ad un cavallo che ho la sensazione di saper domare su quelle curve strette, sugli infiniti dossi, sulle insidiose creste di terra dura e secca e sulla sabbia....

Il passaggio sul rettilineo all'arrivo del 1° giro è un'ulteriore dose di adrenalina: c'è chi mi riconosce e mi saluta... e poi mi rendo conto di aver superato la metà, con la percezione di avere ancora una discreta riserva...
Allora via... in piedi sui pedali, quasi inconsapevolmente... ma comunque spensieratamente piacevole... Ci ributtiamo nel boschetto della Crostolina e comincia una sorprendente serie di tratti tecnici veramente golosi: prima un salto, poi un arginello ripido da risalire, quindi una discesa quasi verticale"... Goduria assoluta! Ma dove siamo???!!! Il cuore batte forte, ma riesco ugualmente a dosare la fatica: a parte un lieve indurimento dei quadricipiti, non vado in affanno e mi concedo ancora qualche sano "ciucciaruota" (benedette 29"...) e qualche sorpasso azzardato... Ho pure il fiato per riprendere un paio di (incivili) biker che gettano carte a terra!

Insomma... una gara da incorniciare (benchè sia stata piuttosto breve... ma altrettanto intensa!), conclusa entro le due ore (1:49!), ma soprattutto impreziosita dall'onore di averla pedalata tutta "a ruota" (non importa chi davanti o dietro) di un vero "Maestro" ;-)... colui che mi ha fatto scoprire uno sport del quale ormai non riesco più a fare senza... Grazie!

Aironbike_02

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Il resto è semplicemente... Team Sculazzo Italia!

Qui la traccia gps...

 
 
 

Fosbike: esordio a tutta birra!

Post n°150 pubblicato il 12 Marzo 2012 da mtbstefo

Fosbike

"Improvvisata" comparsa a San Marino di Carpi in occasione della 21a Fosbike...

Anche se questo percorso non mi ha mai entusiasmato, la voglia di ributtarsi in griglia insieme alla nutrita compagine sculazziana e di "provare i mozzi" ha vinto anche l'ultima delle resistenze...
Sabato ho sciolto la riserva e tanto è bastato per entrare nel clima "smanioso" che ha caratterizzato ogni mia trasferta... Buon segno!

E così è stato... Questi gli ingradienti di una gara quasi perfetta:
• strategici "ciucciaruota" (l'utilità della 29"... soprattutto se ce l'hai davanti!  );
• una gamba sorprendentemente discreta;
• una fedelissima numerodue all'altezza di ogni situazione;
• un percorso che alla fine, con tutti quei "toboga", ho pure apprezzato!
Ho giocato tutte le carte a disposizione, compresi un jolly da brivido in curva all'uscita dell'ultimo vigneto... e la galoppata finale a "filo crampi" per tagliare il traguardo insieme al "Maestro"...
Concludo con un onorevole 2h 23' in parata... non potevo sperare nulla di meglio!

Il 2012 adesso è iniziato anche per noi... Avanti tutta!!!

Qui la traccia gps...

 
 
 

Qui la neve fatica a sciogliersi...

Post n°149 pubblicato il 26 Febbraio 2012 da mtbstefo

Chi l'avrebbe mai detto..?

Oggi è il 26 Febbraio... e mai avrei pensato a un giro in bici oltre i 2.000 m di altitudine!!!

Prato Piazza con la neve

Io ci ho messo un po' a crederci... almeno il tempo di scongelarmi dopo 1.000 m di discesa che difficilmente dimeticherò...

Ma "riavvolgiamo il nastro" e torniamo all'inizio. Il luogo di partenza non è certo una novità, ma, rispetto a un anno fa, giù in garage c'è la "fedelissima" che mi aspetta: le previsioni meteo e la poca neve infatti mi hanno convinto a caricare in auto la bici... chissà che non capiti di usarla al posto degli sci...

Dopo una brevissima perturbazione che riempie la valle di basse e minacciose nubi, alle 10 ricompare un timido sole... ciò che basta per accelerare i preparativi e montare in sella: nei miei pensieri c'è già una possibile destinazione... si tratta solo di verificare le condizioni del fondo... neve, ghiaccio?

Imbocco la "ciclabile" che porta verso Dobbiaco: le virgolette in questa stagione sono d'obbligo, poichè in realtà stiamo parlando di una pista da sci d fondo! E la neve non tarda a farsi trovare... All'imbocco della Val di Braies infatti la pista asfaltata diventa bianca, con tanto di canaline laterali. Percorro un tratto di pista... ma dopo nemmeno un km decido di abbandonarla, un po' per rispetto dei veri utenti (che già non troveranno una neve perfetta con queste temperature!) e un po' per "economia" di tempo ed energie...

Proseguo in direzione Braies Alta, quindi Ponticello: la strada è perfettamente pulita almeno fino a quota 1.500 m. A Ponticello c'è lo stop per le auto (si può proseguire solo sulle navette), ma no per le bici a quanto pare... Le catene montate sulle ruote dei pulmini bianchi mi destano qualche pensiero... ma non me ne curo più di tanto e proseguo. Dopo un paio di tornanti, a quota 1.600 m circa, la strada comincia ad essere piuttosto sporca e, nei tratti in ombra, si sfida la gravità su scomode lastre di ghiaccio!

Man mano che si sale si incontrano tratti quasi asciutti alternati a tratti completamente imbiancati, sui quali comunque non avverto minimamente problemi di trazione o tenuta di strada. Gli escursionisti che incontro durante la salita mi guardano come se fossi un alieno... in effetti non ho incontrato un ciclista per tutto il giro!

Quota 1.900 m, inizia il tratto a senso unico alternato, con l'ultima rampa al 15%: è un tratto abbastanza esposto e soleggiato, quindi la neve è quasi completamente sciolta. Più che altro occorrerà prestare molta attenzione durante la discesa!!!

Raggiungo i 2.000 m dell'altopiano di Prato Piazza ed è, come sempre, uno spettacolo... oggi impreziosito dalla singolarità del mezzo utilizzato in questo periodo dell'anno! La forestale che attraversa questa meravigliosa spianata è una specie di canale scavato nel bianco che ancora ammanta i versanti: una goduria!

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Immancabile "capatina" al Rif. Vallandro per un paio di foto, un saluto agli amici del rifugio e, ovviamente, una bella fettazza di strudel caldo!

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Terminati i rituali, mi rivesto e riparto alla volta di Monguelfo: doppia giacca, doppia cuffia, doppi guanti... Non c'è niente da fare, dopo neanche 1 km mi devo fermare per il dolore alle mani. Mi manca quasi il respiro: le sbatto, le sfrego... sembrano in mezzo a una morsa che stringe inesorabilmente... Riparto e, a velocità ridottissima, cerco di riportarmi ai 1.500 m (e al sole) di Ponticello. Non ricordo di aver mai patito così tanto freddo... e così tanto male per il freddo!

Finalmente arrivo a Braies, almeno per quanto riguarda la temperatura.... Da qui in poi vento contro, ma questa volta non mi lamento!

Qui la graccia gps...

Adesso ci credete anche voi?

 
 
 

Fine "clausura"...

Post n°148 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da mtbstefo

Dopo tre settimane di astinenza tra influenza e maltempo... un week-end tutto sui pedali, tutto sulla neve!

Spettacolare il giro per argini di Domenica, baciato da un bellissimo sole e spruzzato da leggerissima neve!

domenica 5-2

 
 
 

Oltre la nebbia...

Post n°147 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da mtbstefo

oltre la nebbia

Seconda uscita 2012.

Sempre in collina, alla ricerca di dislivelli utili per smaltire le "sbandate" natalizie e per difendersi meglio dal gelo invernale...

Il copione é lo stesso di domenica scorsa, la compagnia più o meno la stessa... a parte la gelida nebbia, che ci ha accompagnato per quasi tutto il giro: a parte un confortante raggio di sole su a Cà del Vento, abbiamo trovato più nebbia oggi in collina che ieri nelle Valli di Novellara!

Partiamo più o meno alle 9:00 da Via Settembrini, quindi ci portiamo verso Borzano, all' attacco della salita per Cà del Vento. Dopo pochi km non sent più le dita dei piedi e le mani, nonostante indossi 2 paia di guanti, mi fanno malissimo. Le gambe girano, ma il motore fatica ad andare in temperatura: spingo, ma il cuore fatica a superare i 160 bpm... O sto leggendo la fascia cardio di un altro, o c'è qualcosa che non va... Proseguo un po' perplesso... finchè sulla strada sterrata di Cà del Vento pian piano ritrovo il ritmo e comincio a leggere valori familiari sul display... Ok, ci siamo!

Favoloso "anello" di Cà del Vento, con spettacolare "arrampicata" finale sul prato gelato, favolosi "tunnel" tra la boscaglia e discesa finale verso Iano con visibilità inferiore ai 10m (!).

Breve sosta per ricompattare il gruppo, quindi ci riportiamo verso valle, dove viriamo a Est... direzione P.sso Tre Croci. Il testimone passa a Goz, veterano di questi versanti, che dopo un paio di tentativi riesce a farci imboccare la salita "ciclabile" per il Monte Evangelo. Le virgolette sono d'obbligo: non basta l'asfalto e una larghezza minima di 2,50m per fare una ciclabile... il 23% di pendenza si addice più a una funicolare su cremagliera! Tutto fa brodo... e ben felici aggrediamo questo piccolo mostro nero reso viscido dalla nebbia e dal gelo... Ben presto l'asfalto lascia il posto ad un single track piuttosto tecnico e scivoloso: nonostante il gelo (2 gradi sotto zero!) la terra si attacca ai battistrada, sicchè, dopo svariati tratti a piedi ("le moto che si spengono..."), svettiamo a due passi da bar di Monte Evangelo con le ruote "maggiorate"...

Pausa caffè (+ sambuca per Marco), quindi, imbacuccati con tutt il vestiario disponibile, scendiamo dal Passo per la strada asfaltata.

Potrebbe essere l'ora del rientro... ma, non contenti, ci riportiamo verso Borzano con l'intenzione di deviare verso Montericco. "La Russia" è l'ultimo "dentello" di questo tanto freddo quanto spettacolare giro collinare: si fa sempre dare del "voi"... Come ultima salita poi...

Giro da 10 e lode, con tanto di tattico "lavaggio bici" by Loson (ormai un riferimento per l'appuntamento di Via Settembrini)... ma la compagnia è sempre tutto!

Alla prossima! ;-)

 
 
 

Di nuovo in sella: prima pedalata del 2012!

Post n°146 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da mtbstefo

Fantastica giornata di sole sulle colline reggiane... e altrettanto magnifica compagnia di maglienere all'appuntamento di Via Settembrini delle 8:30: Marco, Gallo, Marino, Tiziano, Alle e Busco in sella alla sua fiammante Scott Pro 29" appena staccata dall'albero di Natale...

Ci dirigiamo verso le colline: solita minestra (salita Cavazzone), ma il condimento dato dall'allegra compagnia è ogni volta ricco e irripetibile...

La novellina Scott Pro comincia a fare i primi capricci e costringe il Busco a continui rallentamenti sulla salita verso la punta di Cà Bertacchi. Una volta ricompattato il gruppo, scendiamo verso Regnano, quindi viriamo verso Casina per un'ipotetica e sana bitumata (?!) di inizio anno... Prima di raggiungere Casina, il cartello "Cà de Pazzi" ispira l'aitante Marino e, tra curiosità e dubbi, anche il resto della brigata si presta all'esplorazione di questa variante...
Imbocchiamo una piacevole stradina asfaltata... che ben presto finirà lasciando spazio dapprima ad una comoda carraia agricola, quindi a uno stradello umido e un po' sgangherato, infine ad un impegnativo canalone di fango e sassi...
Il Busco, davanti a me, scende sconsolato dall'intoppatissimo "cavallone" 29", Marco e Marino sono già avanti, Gallo è in arrivo, il resto della truppa segue con qualche remora per il troppo fango (e forse per un'imprevisto lavaggio bici nel pomeriggio...).
Proseguo tentando di riacciuffare i due "fuggiaschi" finchè, giunto nei pressi di una desolata radura a metà versante, mi fermo per controllare la situazione nelle retrovie: vuoto assoluto, davanti e dietro! Attendo qualche istante, mentre una carrellata di pensieri più disparati comincia a scorrere nella mia mente: forse qualcuno è caduto... forse ho sbagliato strada...
Decido di proseguire, la strada è visibile a poche centinaia di metri, separata solo da un ultimo canalone smosso e scavato dalle moto da cross (che prudenzialmente scendo a piedi tra gli scherni dei due "pro" in fuga...).

Del resto della truppa non si sa nulla e la sempre più ansiosa attesa viene rotta dalla telefonata del Gallo: dietro-front. Alle, Tiziano e Busco decidono di girare le bici e risalire verso la provinciale Regnano-Casina (troppo fango...) e il Gallo, sconsolato, li segue.

Decidiamo di ripartire e proseguire il giro. Ci troviamo sulla strada per Pulpiano, mai fatta, e ci dirigiamo verso sud. All'altezza del cartello "Cà d'Orsini" Marino è nuovamente folgorato e ci convince a tentare l'ignoto.
Risaliamo una ripida stradina (20-23%) che porta ad un vecchio caseggiato, quindi proseguiamo su una sterrata (che poi si perderà sui prati) seguendo l'unico riferimento disponibile, l'azzurro del cielo sopra gli alberi... Nel bel mezzo di una umida radura perdiamo la traccia del sentiero; dopo breve consulto (non riesco nemmeno a consultare la mappa gps... perchè ho lasciato inserita la mappa dell'Alto Adige...) scorgiamo una stradina in mezzo al bosco e, voltate le bici, ci dirigiamo verso il faggeto, confidando di ritrovare a breve una strada carrabile collegata al resto del mondo... Pendenze impossibili (anche oltre il 30%) e terreno smosso: si sale "a spinta"... e anche per un bel po'... Ci consoliamo (magramente) pensando che sarà un buon allenamento per la Sella Ronda Hero.... non si potrà certo dire che non siamo partiti per tempo con la preparazione!
Spingi spingi spingi... finalmente riusciamo a scollinare e, dopo un fantastico "ottovolante" in una carraia scavata in questo incantevole faggeto, ritroviamo la civiltà: c'è una stradina asfaltata che porta a una chiesetta contornata dal consueto cimitero e da una manciata di case.... Un dejà vu: ma certo... è la borgata di Villa che si costeggia andando verso Croveglia! Pedaliamo sicuri (ma con le gambe un po' gnucche, come dice Marino) e ci riportiamo finalmente sulla strada provinciale Casina-Regnano.
Il primo problema l'abbiamo risolto (abbiamo ritrovato la strada); adesso resta da risolvere il secondo problema: l'orario! Sono ormai le 11:30 e si odono già i primi fischi alle orecchie (inviati dalle mogli... altro che GPRS!).
Inizia un "calvarietto" per il sottoscritto: la scarpinata tra i faggi, sommata ai 30 km di sci in Val Casies dell'altroieri, comincia a pesare. Niente crampi, fortunatamente, ma in salita è come se avessi i freni tirati... Dopo un paio di tornanti frugo nelle tasche e trovo una provvidenziale barretta: è come manna che cade dal cielo! Mi riprendo un poco e, con meno fatica, riesco a superare anche l'ultima salita verso Cà Bertacchi...  Il gruppetto rimane compatto, soprattutto grazie alla pietà e alla pazienza di Marco e Marino!

Il resto, ovvero la discesa verso Albinea e il rientro alla macchina, non merita nemmeno menzione dopo aver scoperto un giro così bello!

62 km, 1.250 m di dislivello, fatica e stupore...
Peccato per la separazione del gruppo...

Alla prossima!

Qui la traccia GPS ...

 
 
 

Befana con la neve...

Post n°145 pubblicato il 08 Gennaio 2012 da mtbstefo

Befana innevata in Val Pusteria...

befana_01

... e a seguire una spettacolare giornata di sole. Biglietto da visita delle ore 7:00:

befana_02

Magnifico il Picco Vallandro... non poteva rivolgermi un arrivederci migliore... A presto!

Picco di Vallandro

 
 
 
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LA PREMIATA SCUDERIA...

• numerouno •
CANNONDALE SCALPEL 1 2011
"Scalpitante"

numerouno
scalpel

• Telaio: Scalpel BallisTec Hi-Mod
• Amm. post.: Fox RP23
• Forcella: Lefty Speed Carbon PBR
• Guarnitura: C'dale Hollowgram SI 39-26
• Cassetta pignoni: Shimano XTR 11-36
• Cambio ant.: Shimano XTR 2011
• Cambio post.: Shimano XTR 2011
• Comandi cambio: XTR 2011
• Freni: Shimano XTR 2011
• Ruote: Mavic Crossmax SLR Disc
• Manubrio: FSA SL-K flat
• Sella: San Marco Mantra

numerodue •
CANNONDALE TAURINE SL 2009
"Fedelissima"

tau1
tau2

• Telaio: Taurine Carbon SL (alto modulo)
• Forcella: Lefty Carbon DLR 110
mm
• Guarnitura: C'dale Carbon + FSA x 3
• Cambio Ant. e comandi: Shimano XTR
• Cambio post.: Shimano XTR x 9
• Freni: Comandi + pinze Shimano XTR
• Dischi FRM Unirotor Pro 160 mm
• Ruote: Mavic Crossmax SLR Lefty
Manubrio: FSA Carbon SLK Flat
• Sella: San Marco Mantra

numerozero •
SPECIALIZED SIRRUS (1990)
"eterna"

Sirrus

 

VECCHIE GLORIE...

SCOTT GENIUS TWENTY 2009
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