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Creato da mullerina il 29/12/2005

Il mondo di Chia

Annodati attimi.

 

Cassetto

Post n°785 pubblicato il 21 Luglio 2014 da mullerina
 

Da una Verona fradicia, che chissà quando si asciugerà, vi scrivo...
Circondata da una montagna di ricordi.
Vorrei raccontarvi qualcosa di positivo, dopo l'ultimo post sulle disavventure della sottoscritta con la tecnologia.
Vista la mia sistemazione attuale, da tuffo nel passato, ho avuto modo di imbattermi in un mucchio di polverose letterine, arrivate negli anni d'oro della carta stampata, imbustata e francobollata. Tra queste ne ho trovata una coloratissima, arrivata da una ragazza conosciuta al mare, all'età di 12/13 anni, l'ho riletta con un nodino alla gola e un pizzico di nostalgia. Poco dopo la lettura, che si concludeva con uno scoppiettante augurio di buon anno nuovo, ho aperto facebook e l'ho usato per rintracciarla.
Che gioia quando l'ho trovata, nonostante il nome non corrispondesse a quello vero. Le ho scritto per avere sue notizie e poco dopo le ho ricevute. Sono quelle cose che ti fanno piacere.
E questa è solo una delle cose particolari capitate nei giorni scorsi.
Sempre sistemando cianfrusaglie del mio ricco passato di raccoglitrice di qualunque genere di oggetto, ho scovato un bracialettino, blu con il simbolo del tao, subito ho ricordato quando e soprattutto con chi l'avevo comprato.
Per chi mi legge si tratta della ragazza a cui pochi mesi fa è morto il padre, una delle mie più care amiche, fino ai primi anni delle superiori. Fin qui nulla di ecclatante, capita a tutti di trovare vecchi oggetti e ricordare momenti e persone, il caso ha voluto che il giorno dopo Sara sia capitata all'accoglienza, per accompagnare un amico.
Non so mai se credere alle non-coincidenze, ma la cosa più importante è che ci siamo messe a parlare un sacco, riempiendo un po' di questo enorme vuoto che sentivo, rispetto agli anni passati senza sapere nulla l'una dell'altra, come avevo scritto nel post in cui parlavo di lei.

È stata una bella emozione, forse sono io che sono particolarmente sensibile in questo periodo.
Il tutto grazie ad un cassetto, chissà ad aprire gli altri cosa succede... 

 
 
 

Nel blu dipinto di blu

Post n°784 pubblicato il 14 Luglio 2014 da mullerina
 

Non ci credevo nemmeno io, di impiegarci così poco tempo a rimediare una connessione, invece la vita ti sorprende e il tuo vicino ancora di più!
Direi che avevo bisogno di una buona notizia, dopo la scia negativa che mi aveva colpita.
In meno di 24ore lontana da casa sono riuscita a rompere l'unico mezzo con cui potevo connettermi e soprattutto comunicare: il vaneggiato potente smartphone, che è impazzito nella notte.
La notte prima del primo giorno, quindi diciamo che non era il momento miglior per iniziare a suonare come una matto un fastidioso beep!
Per di più non si ricaricava la batteria (già in precedenza sostituita, quando un annetto fa era lievitata magicamente, facendo esplodere la cover)... Mi sono ritrovata senza linee di alcune genere e soprattutto senza sveglia, ergo: nottataccia in bianco a controllare l'ora, con il terrore di addormentarmi.

Sono arrivata al primo giorno di accoglienza con l'aspetto di uno zoombie, i capelli arruffati, le occhiaie e il broncio (se non dormo ho il broncio, sempre). Il miglior biglietto da visita per fare pubblicità all'università (iscrivetevi: diventerete così!).
In realtà è stato tutto molto accattivante e le ore sono volate, daltronde la mia area è tra le più frequentate dai ragazzi che escono dalle superiori.
Ho avuto modo di parlare sia con loro, sia con i genitori e già sono emerse molte cose interessanti, che spero di approfondire anche qui... Quanto pesa il futuro sui nostri sogni.
Ovviamente la scia negativa doveva ancora concludersi, i tavolini di metallo hanno dolcemente scartavetrato le mie gambine, per cui appariranno nella notte altri affascinanti ematomi, come se non bastassero quelli dei prelievi (wow che descrizione di me che sto dando in queste righe).

La positività è poi tornata con la linea del vicino e un cellulare in arrivo in questi minuti, grazie a colui che incredibilmente mi sopporta!

Che dire è iniziata l'estate...! Anche se lo sarà ufficialmente solo dopo il prossimo esame (scongiurando sia l'ultimo).

 

 

 
 
 

La ricreazione non ci sarą pił?

Post n°783 pubblicato il 10 Luglio 2014 da mullerina
 

Nel weekend mi "trasferirò" in una casuccia senza internet.
Bella la vita dell'eremita.
In realtà mi sposto per ragioni organizzative, o forse perchè ho colto la palla al balzo per stare un po' da sola e mettere in pratica l'arte dell'arrangiarsi (preziosa di questi tempi).
Grazie al mio potentissimo smartphone continuerò ad avere un possibile contatto sociale, per quanto riguardo il meraviglioso mondo di facebook (se riesco a non collegarmi è meglio), ma soprattutto mi preme potermi collegare al blog, con la speranza che la fine della sessione mi restituisca il tempo per scrivere.
In ogni caso oltre alla biancheria, i libri da studiare per l'esame di settembre e il mio amato cuscino, porterò con me anche il pc, per i web-dipendenti la speranza in un wi-fi a libero accesso è l'ultima a morire, mal che vada ruberò ai vicini la password per connettermi alla loro rete o più probabilmente raggiungerò la biblioteca e mi collegherò da lì.

Al di là di questa nota tecnica e di indubbio interesse collettivo, la giornata dell'open day di Verona a cui ho partecipato (in qualità di Virgilio, per gli studenti che si addentreranno nella selva oscura) mi ha portato a ripensare ad un classico dei classici... Il dilemma della scelta.
Per quanto ognuno di noi compia scelte continuamente, appena si rende conto che sta facendo una scelta iniziano le paranoie.
Quando scegliamo se mangiare un panino con la nutella o un panino con il prosciutto bene o male non ci sentiamo smarriti (ok ho scelto l'esempio sbagliato, i più, compresa la sottoscritta, ne mangeranno prima uno e poi l'altro, senza troppi problemi).
Quando invece ci viene chiesto di scegliere che università fare, l'ansia prende il sopravvento e le questioni, che il nostro cervello solleva, sono le più disparate.

Il problema delle scelte è l'accorgersi che si sta per rinunciare ad una possibilità per un'altra, senza conoscere nessuna delle due.
Siamo ad un bivio e davanti alla scelta: destra o sinistra, ci blocchiamo. Nessuno ci vieta di voltare a destra e provare ad avanzare, ma non sapere cosa c'è a sinistra ci infastidisce.
Potremmo voltare a destra, fare qualche passo e poi in caso tornare inidietro e prendere la via di sinistra. Ma il tempo perso chi ce lo ridà?
È difficile.
Ora io mi trovo in una posizione un po' delicata, mi attendono incontri per tutta l'estate con ragazzi che hanno le idee molto chiare o molto confuse sul proprio futuro. Chi le ha chiare rischia di non accorgersi delle altre possibilità e rimanere inchiodato alla propria idea, chi brancola nel buio rischia di perdersi, davanti alle infinite possibilità, che il futuro può riservargli.
È dura anche aiutare ad orientarsi... Già io mi dovrò orientare, per accompagnarli verso scelte più consapevoli possibili. So il peso che potranno avere le mie parole, per quanto veloci, sfuggite, o quant'altro... Nel mio piccolo potrei avere una parte di responsabilità, riguardo questi primi passi che faranno.

L'iniziare il percorso universitario per diventare infermiera a me è un po' "capitato", non era la mia prima scelta, eppure di questa professione me ne sono innamorata, sono la prova vivente che a volte intraprendere una strada quasi al buio, può portarti davanti a panorami imprevedibili, ma che ti stravolgono dentro.

È iniziata quest'avventura...
Mi sto appassionando a stare con i ragazzi delle superiori (forse dovevo fare l'insegnante!).

 

 
 
 

Mano tesa

Post n°782 pubblicato il 28 Giugno 2014 da mullerina
 

C'è qualcosa a cui bramiamo, qualcosa che viviamo come un bisogno, chi in maniera più marcata chi meno. Mi verrebbe da definirlo: senso di appartenenza. Ovvero quel bisogno di sentirsi parte di un gruppo e riconosciuti come tali.
Una necessità che si accompagna alla paura di stare da soli, ma anche alla consapevolezza che la gioia ha senso nella condivisione.
Un sentimento, per quanto estremamente forte, se provato da un solo soggetto, rimane inlucchettato ed esplode ad una profondità dell'animo tale, da lasciare una scia visibile davvero a pochi, nella maggior parte dei casi invisibile. Ci sono poche cose pericolose come i sentimenti unilaterali. Affondano nel silenzio.

Tornando al senso di appartenenza, chiunque appartiene ad altri.
Tutti noi siamo parte di qualcosa e apparteniamo a qualcuno, eppure a volte viviamo un senso di smarrimento, che destabilizza e turba, ci sentiamo persi, abbandonati, soli.
E viene da chiedercelo se a volte siamo davvero soli. Se può esistere un momento in cui non apparteniamo a nessuno e nessuno può sorreggerci.
Perchè in fondo ciò che ci fa paura della solitudine è il rischio di cadere senza che nessuno se ne accorga, senza che nessuno ci sostenga. Paura di provare un sentimento unilaterale, che nessuno vede, né sente. Paura di essere senza voce mentre affondiamo.

Guardo chi mi circonda, guardo a quanti appartengo io... E misuro la probabilità di restare sola, con quella paura che morde i piedi e si fa sentire.
E mi chiedo se sono salva, ma la risposta non c'è.
Posso solo aggrapparmi a chi resiste ai miei uragani, e mi restituisce chi sono io.

 

 
 
 

Amaca di carta

Post n°781 pubblicato il 23 Giugno 2014 da mullerina
 
Tag: Univr

Disegno palme tra gli appunti, non è un segnale positivo della mia salute psichica, oltre ad esplicitare lo stato d'animo con cui mi appropinquo al prossimo mese ricco di... Esami.
Perchè mi sto lamentando?! Chiara, te la sei voluta. Ora vai a ripescare tutti i testi delle superiori e torna a capire le pare mentali dei filosofi, per l'esame che ti attende.

Toccherà aspettare per il mare (anche se inizio già a progettare una fuga qualsiasi, in una spiaggia qualsiasi! Qualche giorno con i piedini in amollo, la crema solare in mano, immersa nel dolce ozio)...
Nel frattempo mi specializzerò nel disegnare palme, utilizzando gli evidenziatori disponibili e facendo meravigliose noci di cocco blu.

Ho appena letto che l'Università di Verona, a pari merito con quella di Trento, è al primo posto tra i migliori atenei statali italiani. Una bella notizia.
Spero in cuor mio che non si tramuti in un'ondata di matricole, che giungono nel mio immaginario come bisonti per chiedere informazioni, visto che per i prossimi mesi sono chiamata ad accoglierli... Con il sorriso.

Mare, mare, mare.
O per lo meno: no Esami, no Esami, no Esami.

 

 

 
 
 
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