Creato da mullerina il 29/12/2005

Il mondo di Chia

Dolce danza di anime

 

Profumo di nuovo

Post n°810 pubblicato il 24 Agosto 2015 da mullerina
 

È passato quasi un mese dall'inizio... L'ambientamento è ancora in parte in corso, ma sono autonoma da circa due settimane. 
Non sono poche le difficoltà e pare che si sia aperto il vaso di pandora da quando ho concluso l'affiancamento, mi sono presa i miei bei spaventi e mi sono sperimentata in alcune circostanze non di certo piacevoli e parecchio intense. Tutto questo mi mette alla prova e mi fa capire cosa sono in grado di fare e su cosa invece ho bisogno di lavorare.

L'amore e l'attaccamento di una mamma al figlio ho già sperimentato essere qualcosa di molto viscerale e dalle manifestazioni varie. Non con tutte le mamme è facile entrare in alleanza, per riuscire ad avere supporto in quelle attività in cui il bimbo si sente spaventato e perso. Dal prelievo ad altre pratiche assolutamente non invasive, ma percecite come una minaccia dai più piccoli.

Inizialemente mi stavo un po' rassegnando a non ricevere più i grazie che l'adulto regala, quando durante o alla fine di un percorso di cura si è sentito veramente preso in carico e gestito in ogni aspetto del suo essere. In realtà la pediatria mi ha sorpreso e ho ricevuto abbracci da bambini che ripagano quanto le parole di un adulto, per certi versi quasi di più, visto l'effetto inaspettato. 

Ho scovato anche un libricino nascosto nel fondo di un cassetto, durante la mia prossima notte vedrò di sfogliare per vedere cosa contiene... se trovo qualcosa di interessante ve ne parlerò...

Avrei anche altre novità, ma per ora sono solo schizzi di progetti sparpagliati per la mia testa, quindi credo sia presto. A tempo debito! Per ogni inizio il suo spazio...

 
 
 

Primi passi

Post n°809 pubblicato il 31 Luglio 2015 da mullerina
 

Ho firmato e cominciato...
Dopo oltre un anno e mezzo dalla laurea ce l'ho fatta.

E ora!? Spaesata all'ennesima potenza; mi ci sono voltuti almeno due turni solo per capire la pianta del reparto.
Ora c'è un mondo di cose da imparare, dal pratico al burocratico.
L'affiancamento, ovvero un periodo di tempo in cui si è sempre in turno con qualcuno, che spiega e aiuta nell'inserimento, sta per terminare... già, ho appena iniziato e a breve verrò lasciata sola nel mare magnum del reparto, con tutta la responsabilità che ne consegue.
Sono abbastanza terrorizzata dalla cosa, ma devo farmi forza, assorbire più informazioni possibili da chi mi affiancherà nei prossimi giorni e poi sperare che col tempo tutto diventi più chiaro.

Le emozioni che mi hanno investita in questi giorni sono tantissime; inizialmente la gioia nell'aver trovato lavoro ha prevaricato su qualsiasi altro stimolo emotivo, poi è subentrata l'agitazione dell'inizio, mista alla paura di non essere all'altezza e ad una sorta di voglia di scappare via e vendere il cocco sulla spiaggia... ma quest'ultima reazione credo sia la manifestazione di uno sfogo relativo alla privazione di vacanze per quest'anno e quindi la rassegnazione a non vedere nessun onda oltre a quelle dello sfondo del pc, opportunamente cambiato per dare un senso di estate.

Dopo tre, quattro giorni dall'inizio di quest'avventura, mi trovo con la testa ingorgata di informazioni da assimilare, una tensione ancora molto forte che mi fa oscillare tra un -non ce la si fa- e un -forse ce la si fa-.
Sicuramente avrei preferito essere accompagnata nell'inserimento ancora per un po', ma esigenze di servizio (ovvero mancano 7-8 persone all'organico) non permetteranno di aggiungere altri giorni e quindi bisognerà cercare di "spiccare il volo"... o per lo meno restare a galla...

 

Sarà che ora i miei pazienti sono tutti degli scriciolini!
E non è affatto facile ottenere la fiducia di un cucciolo...

 

 
 
 

Sospesa gioia

Post n°808 pubblicato il 17 Luglio 2015 da mullerina
 

Forse qualcosa si muove, la voglia è tanta, quasi quanto la paura.
Prima o poi doveva arrivare il momento di tuffarsi, anche per me.

Che la pazienza e la perseveranza siano servite per ottenere qualche risultato??? Lo vedremo, le premesse ci sono tutte e chissà che in questa estate si possa finalmente indossare una divisa vera.

Dita incrociate. Vi aggiornerò quanto prima.

Un abbraccio a voi e un augurio di buone vacanze, le mie sono saltate... e aggiungo per fortuna!

 

 
 
 

Nello spazio di una pausa

Post n°807 pubblicato il 12 Giugno 2015 da mullerina
 

Perdonate l'assenza, ma il periodo è intenso! Tra una settimana finalmente finirò le lezioni della magistrale e quindi mancheranno "solo" esami e tirocinio (meta e tempi ancora incerti).

Visto che ci sono vi lascio con le perle più recenti raccolte dalla sottoscritta in pronto soccorso, così io mi distraggo e stacco dai mille progetti in fieri e chiunque passerà da qui potrà farsi due risate, immergendosi nel bizzarro mondo della sala d'attesa, in cui la fauna e la flora sono caratteristici...

Il caldo ha invaso Verona e non solo.
In un pomeriggio di afa arriva un uomo, camicia sbottonata, occhiale da sole e capello brizzolato. Si avvicina al banco e allarga un lungo sorriso imperlato di sudore.
"Ecco qua." esclama, appoggiando sotto il nostro naso un vasetto di plastica, di quelli trasparenti da viaggio, per mettere creme e lozioni.
Osservo attenta ed ecco lì... una bestiola marrone e tonda agita le zampette trascinando qua e là un pancione gonfio.
"Ma è una zecca!" urla la studentessa accanto a me. "E già... è pure bella grossa." osservo. L'uomo ridacchia: "si signorina, pensi che sembrava un neo piccolissimo all'inizio". La mia collega lo guarda e commenta: "Sì poi ciuccia ciuccia è diventata enorme!" "Ciuccia sì, era nel posto giusto!!!". Restiamo un attimo in silenzio, nessuna ha il coraggio di chiedere, ma il dovere è dovere: "Dov'era?!".
(La risposta ve la lascio immaginare).

Ventiquattro ore dopo.
La fila al bancone per l'inserimento e l'assegnazione del codice è composta. In fondo alla gente un uomo ha in mano una lunga asse di legno grezzo, in parte coperta di muschio fresco, in cui si vedono spuntare due chiodi lunghi e arrugginiti. Mi convinco che un terzo chiodo ce l'abbia impintato sul palmo della mano che lo regge, perchè girare con un legno in mano altrimenti?
Arriva il suo turno, si avvicina, si piega, poggia il tronco e rifa capolino.
"Che succede?" domando perplessa.
"Mi sono impiantato il chiodo nel piede, saltandoci sopra."
"E perchè ha con se il tronco?"
"Per farvi analizzare il chiodo"
"Non siamo la sede di C.S.I., la puntura per l'antitetanica se la becca comunque."

Dulcis in fundo.
A completare il bucolico quadro mancava una scena ecclatante.
Mentre l'uomo col tronco aspetta il suo turno, arriva di corsa un signore anziano ansimante. Gli apro la porta e lo accolgo. Ha la mano insanguinata e noto subito un laccio blu alla base del terzo dito, mentre il secondo proprio non c'è, ma chissà da quanti anni. L'altra mano tiene stretto un sacco blu.
"Cosa le è successo?", "Mi ha morso!", "Cosa?", "Un serpente! Ce l'ho qui dentro!!!" urla agitando il sacco.
Ecco, se non sono svenuta in quell'istante credo sia stato solo grazie alla fetta di torta ingoiata di fretta in un minuto di pausa precedente.
"Come ha il serpente li?"
"Si, non sapevo se era una vipera! L'ho portato",
"Non lo apra!" gli intimo facendo un balzo indietro degno delle olimpiadi.
"È morta" e se la ride, mentre io sprofondo.
"Ah. Per fortuna. Beh non lo apra comunque... mi dia un secondo."
Ebbene si era una vipera, dalla testa spiattellata, perchè come ci ha sottolineato il paziente: "Quella stronza era dura a morire". Il signore ha soggiornato con l'amica defunta qua e là per il pronto soccorso, cercando di offrirmela in dono più e più volte. Offerta da me declinata.

Al pronto soccorso non ci si annoia mai, questo ormai è assodato.

 

 

 
 
 

Sogni stesi al sole

Post n°806 pubblicato il 30 Aprile 2015 da mullerina
 

Mi chiedo se siano i nostri sogni a essere diventati più piccoli, o se è questa realtà che ha reso la normalità un sogno a cui ambire...

Sono solo i miei sogni che si sono ristretti?
Li ho buttati in lavatrice, quel giorno in cui ho deciso che era arrivato il momento di crescere e -baaam!- ho sbagliato a digitare i tempi e le temperature, ora mi trovo a correre per raggiungere dei sogni che prima davo per scontati...
Di scontato non c'è proprio niente, ogni piccola conquista è un grande traguardo.
La vita è fatta di impercettibili momenti, che la arricchiscono e le danno un senso vero.
Mi sento ferma al primo gradino, senza essermi resa conto di tutti i passi fatti.

C'è bisogno di fermarsi di tanto in tanto e fare il punto della situazione.
Si rischia di girare a vuoto se non si sa dove puntare la bussola.

 
 
 
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