Il mondo di Chia
corri sempre per andare oltre a dove sei già arrivato; lotta per ciò che ami; non morire senza aver vissuto; non perderti in un sogno; realizza almeno un desiderio; sorridi; infine ama la vita e vivila al massimo. chiara*
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Chirurgia. Non ho fatto in tempo a dare un'occhiata, che subito c'è stato da fare. Per la prima volta ho assistito a qualcosa, che la maggior parte di noi ha visto solo nei film. Nella realtà, quando ormai non si possono più cambiare le cose, si rimane in stanza. Si resta in silenzio, fin quando qualcuno chiede: "Quanti anni aveva?" Non passa molto tempo e mi ritrovo a far sorridere una ragazza terrorizzata, appena arrivata dal pronto soccorso.
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Sto sniffando da un po', ho perso la cognizione del tempo, il burrocacao al cocco, che ho comprato due giorni fa. Nel mentre guardo le grandi offerte che l'erboristeria mi offre, per mantenermi giovane e bella. Rincorriamo la perfezione, con creme e ritocchi. Camuffiamo con impastamenti e colori improbabili la nostra pelle. E pensando a tutto questo, intrecciandolo al monologo di ieri sera di Roberto Saviano, a Che tempo che fa, mi è venuta in mente una poesia, proprio della poetessa Wisława Szymborska, scomparsa da pochi giorni, omaggiata dallo scrittore.
La cipolla La cipolla è un'altra cosa. A parer mio questa poesia è illuminante e geniale.
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Sono appena tornata dalla ricerca affannosa del guardaroba di un ospedale, in cui ho varcato la soglia oggi per la seconda volta nella mia vita, e che diventerà la mia seconda casa da lunedì fino a due giorni dopo il mio compleanno. Quindi, molto tempo. È un ospedale bello, grande, direi troppo per le mie limitate capacità orientative. Sarà l'ansia da inizio tirocinio, sarà che sono qui con le mie due divise bianche e ben piegate al mio fianco, ma continuano a passarmi per la testa i volti di tutte le persone che ho conosciuto l'anno scorso, percorrendo su e giù il corridoio della neuro. Ieri ho sognato una chiacchierata con C. che non finiva più, mentre E. ci fissava con quegli occhi a specchio, meravigliosi. Lunedì si riparte. È tutto ormai pronto...
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Post n°662 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da mullerina
Ed io che credevo di averla scampata... E invece, quando lo pensi ecco, che tutto sfuma e rimane coperto dalla bianca neve. È arrivata anche a Verona, la neve. Scommetto che in tanti se ne sono accorti solo grazie agli aggiornamenti istantanei di facebook. Già, è arrivata prima una notifica di un fiocco di neve. E ammetto che anch'io, appena ho scostato la tenda della finestra in cucina e ho visto, nonostante l'alone di vapore, l'eccessivo biancore ho aggiornato il mio status. È buffo, ma a ripensarci è stato proprio così. Credo che rimarrò seduta davanti alla finestra, tra fotocopie, un libro aperto quasi a caso e appunti evidenziati di ogni colore, a godermi la neve, sia quella che mollemente cade, sia quella che già ricopre tetti e vialetti.
Aggiornamento 2 Febbraio. |
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Ho una scatola di cartone contornata da sagome di gatti, in ogni posa e colore. Dentro c'è il mondo di Chia, quello che si può toccare. Forse se fossi nata qualche decennio fa, avrei aperto un negozio di oggetti usati. Ma conoscendomi, non ne avrei venduto nemmeno uno. Sono attratta dal passato in una maniera al limite del patologico. Adoro i mercatini delle pulci, mi fermerei a guardare ogni esposizione di ferri da stiro di altri tempi, di bambole vecchie e spettinate, con vestiti a balze e frù frù. Mi soffermo ad ammirare fermagli per capelli appartenuti a chissà quale donna. Sopravvive in me questo bisogno spasmodico di conservare il passato nel modo più materiale e concreto possibile. E così, fin da bambina, ho cominciato a tenere da parte gli oggetti più bizzarri, ai quali annodavo pensieri, momenti, persone. Ogni tanto però, quando sono sola e non ho voglia di rimanere a rincorrere i secondi, prendo la scatola e la svuoto pian piano. Mi circondo di tutti i miei ricordi e li guardo mescolati sul pavimento. Se ad oggi la mia scatola è piena di ricordi devo ringraziare le mie nonne, sono loro che mi hanno trasmesso questo bisogno di trattenere granelli dei momenti passati. Non sarà bene vivere di ricordi, ma ci sono volte in cui è l'unico rifugio sicuro, in cui poter pensare, in fondo segnano il percorso che ci ha portato fin qui.
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FIORI SECCHI
L'arte dei tempi sbagliati.
Degli accordi accenati,
lasciati morire in silenzio.
Chi tace acconsente.
Benvenuto nel mondo di Chia!

Acquerelli di pioggia
in mattine assonnate
Chiara
Le scale mobili ci farebbero risparmiare parecchia fatica, in questo continuo sali e scendi di emozioni.
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"Ti aspetto
e ogni giorno mi spengo
poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono
se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza no,
è qualcosa di più: è un gesto di morte
fissa che non ti so regalare".
Alda Merini, da "Clinica dell'abbandono"
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