Creato da mullerina il 29/12/2005

Il mondo di Chia

Dolce danza di anime

 

Cambia le tue stelle

Post n°829 pubblicato il 10 Febbraio 2017 da mullerina
 

Canto abitualmente in molti momenti della mia giornata, come molti. 
Canto in auto, canto in ascensore, canto sotto la doccia, mentre diluisco la terapia in ospedale, mentre pulisco i pavimenti o lavo i piatti... In pratica quando sono sola canto, schiarisco i pensieri e li lascio lì, ad asciugarsi davanti a parole di altri che pian piano diventano le mie. Non risolverà problemi la musica, ma condisce la vita, le da sapore e catalizza le nostre emozioni facendoci sentire meno soli. Non potrei immaginare una vita senza musica...

Sanremo è un appuntamento a cui da tanti anni non riesco a mancare, una di quelle certezze di leggerezza.
Cascasse il mondo ogni anno arriva questa settimana. Quando c'è Sanremo, c'è praticamente solo Sanremo. Ok, ho sviluppato una psicosi da festival, innegabile.

Questi giorni di immersione nella musica mi fanno bene. Una ventata di canzoni nuove, a volte belle a volte no, poco importa, ogni canzone ha sempre qualcosa da dare. E devo dire che non sono poche quelle che sto apprezzando, ottima annata.

Il mio podio ha alcuni punti fermi primo fra tutti Ermal Meta, che mettevo a busta chiusa in cima alla mia personale classifica, visto che il suo album dello scorso anno l'ho consumato e la canzone che ha portato in gara è piena di vita, graffi, lacrime ed emozione per lasciare indifferenti; oltre a lui un'altra certezza, per gli amanti delle parole come me, è sicuramente lo splendido pezzo di Fabrizio Moro, così come la profonda dissacrante allegria di Gabbani.

Godiamo dello spettacolo! E se è di qualità, ben venga.
E come tutti i canterini della doccia io mi ci vedo su quel palco, anche se scorre la schiuma sotto i piedi e le note traballano in gola mentre stringo il bagnoschiuma... Sognare ci fa bene. Sanremo mi fa bene!
(Non curatemi!) 

 

 
 
 

15.948

Post n°828 pubblicato il 20 Gennaio 2017 da mullerina
 

Quando un grosso capitolo di vita si chiude è come ritrovarsi d'improvviso spaesati, tutto il tempo, che prima era dedicato a qualcosa, ora appare vuoto. Tutte le energie spese ora lasciano il posto ad un po' di stanchezza, una buona dose di ozio, ed un misto tra la voglia di fare e non fare.

Mi trovo in quel periodo in cui la mente è già in corsa verso nuove idee, più o meno strampalate, più o meno irraggiungibili; mentre io mi godo il tempo lasciato libero dal lavoro, immersa nella lentezza. 
Intesa come il godere senza fretta delle cose lasciate a metà, ho ricominciato a leggere, che è già una grande conquista! Mi sono presa il tempo per qualche film e finalmente ho deciso di mettere ordine alla mia montagna di file.
Il quantitativo di foto digitali, documenti, video ormai mi era sfuggito di mano. È incredibile come i nostri ricordi siano così bisognosi di gigabyte, incosistenti tra le nostre mani. Di palpabile ci restano delle collanine di conchiglia, di dubbio gusto, le ormai obsolete lettere o cartoline e quel poco che il konmari tunnel ha salvato, poi solo cartelle su cartelle nella memoria di un pc.

Iniziare il riordino è stato un incubo, dolce, ma un incubo.
Ho riguardato più di 16.000 foto, e ne ho catalogate e salvate alla fine 15.948. E sono solo quelle dal 2009 ad oggi, visto che le precedenti sono rimaste intrappolate in un vecchio pc, fino a svampare completamente nonostante i diversi tentativi di estrazione (è ancora una ferita aperta!).
Otto anni di vita in più di 15mila foto. Aprirle una ad una era una continua sorpresa, molte le ricordavo, tante altre no, segno che non venivano cliccate chissà da quanto tempo, possiamo parlare di polvere digitale in questi casi?! Se si, ce n'era una tonnellata sopra ad alcune cartelle!

Pensavo che vivessimo così veloce da non avere il tempo di guardarci indietro, in realtà ogni tanto fa bene fermarsi. Ho rivissuto eventi, sorrisi, periodi, solo passando le serate a suddividere le cartelle, è stato come fare di nuovo una risata con chi non c'è più. Ritrovarmi tra i banchi del liceo, in qualche gita in posti lontani, o riprovare il senso di Natale che solo dai miei nonni si respirava.
Mi ci voleva questo riordino, anche per raccogliere spunti per qualcosa di nuovo.

 

 
 
 

Fine ed inizio, o girotondo

Post n°827 pubblicato il 30 Dicembre 2016 da mullerina

Il 2016 sta finendo, scommetto che non leggevate queste parole da almeno 10 secondi... Il mondo del web fa i bilanci di questo anno, quasi terminato, ed elenca liste di propositi e desideri per il nuovo che verrà.

Per l'umanità sembra essere stato "un anno bisesto anno funesto", di nome e di fatto. Difficile controbattere anche se è più facile ricordare avvenimenti negativi di positivi. 
A proposito di notizie che rincuorano, Alberto Angela con uno speciale su San Pietro è riuscito ad ottenere risultati di share "sorprendenti" indice che forse la cultura ci interesse ancora, almeno un po', se raccontata da chi è in grado di farlo.
Inoltre questo 2016 mi ha portato una nuova Laurea! Quindi nel mio piccolo qualcosa di buono lo ha portato, ok me la sono presa con sudore e fatica degni di Ercole.
Certo se lo bilanciamo con lo scatafascio famigliare, le batoste a livello di salute e le delusioni cinematografiche forse non è comunque stata una delle migliori annate della mia vita... ma non importa, avevo iniziato l'anno (giusto qualche post fa) chiedendo di ottenere questo risultato e ci sono riuscita, al meglio per di più. Il traguardo è arrivato proprio in corner, a causa dei continui rimandi da parte dell'Univesità, ma è arrivato... con gran sospiro di sollievo e senso di vuoto, che mi ha fatto apparire ubriaca da sobria per tutta quella gelida giornata.

Un altro maxi-obiettivo del 2016 è in "progress": il grosso capitolo di -cerco casa disperatamente-... Dopo l'enorme delusione per le agenzie immobiliari, che ci ammaliavano con annunci involglianti, che si rivelavano puntualmente deludenti; siamo passati all'idea di andare direttamente dalle imprese, passando così dagli incontri in uffici, in cui erano sempre disponibili carmelle del 1993, ad incontri circondati dalla malta fresca. 
Anche la categoria costruttori meriterebbe un approfondimento (come quella sui ragazzi delle agenzie immobiliari e i loro sorrisi da promozione di trattamenti sbiancanti), ma ovviamente il tempo è poco... o meglio in questo 2016 è davvero volato. La mia capacità di organizzazione se n'è andata a far benedire e ogni ritaglio dal lavoro è stato indubbiamente mal speso.
Questo grosso capitolo è quindi rimandato al prossimo anno, anche se per la piega che ha preso tutta la faccenda, la più rosea delle ipotesi prevede una fine nel 2018, se sopravviverò al prossimo 2017!

Sopravvivere al prossimo anno si può considerare un buon obiettivo?

11 anni di blog... e quest'anno come mai l'ho abbandonato a se stesso... come posso dire buon compleanno a te piccolo blog? Spero che il prossimo anno mi dia modo di tornare a raccontare di più, senza ansia da esami, tirocinio e tesi.

Buon Anno!

 
 
 

Tempo perso

Post n°826 pubblicato il 14 Novembre 2016 da mullerina
 

Blog abbandonato, immensamente abbandonato.
Tristemente abbandonato.

Scrivo ora, mentre la tesi con le correzioni giallo canarino della relatrice mi aspetta qui sotto, nella finestra che ho aperto e sapientemente abbassato nella barra accanto allo Start.

Questa mattina mentre mi dirigevo a lavoro ho pensato improvvisamente ad un mio vecchio orologio; la caffeina in circolo non riusciva a sortire alcun effetto, e nemmeno il freddo pungente delle sei della mattina, è iniziata così una spirale di ricordi confusi.

Cinturino in metallo, quadrante quadrato a sfondo blu scuro.
Numeri romani, lancette sottili per ore, minuti e secondi.
È stato il primo orologio che ho iniziato ad indossare quotidianamente, prima il tempo non aveva molta importanza.
Dal primo anno delle superiori il tempo è diventato elemento fondamentale di organizzazione delle mie giornate. Tutto ero costantemente pianificato.
Il tempo per mangiare, quello per studiare, fare gli esercizi, riposare, rimettere il naso sui libri per ripetere, lo sport aveva i suoi orari, così come i pasti o lo svago. Ogni mezz'ora persa sfalsava la scaletta, mandava all'aria i piani e comportava una rettifica di tutto. Così capitava che, se la versione era troppo difficile e i 60 minuti previsti non erano sufficienti, si saltava la cena, o si faceva tardi per la palestra, con tanto di ramanzina da parte dell'allenatrice.

In questi anni terribili, se visti solo da questo punto di vista, in cui pure i respire sembrano ora essere stati sapientemente calibrati e cronometrati, quell'orologio blu è stato fondamentale. Il bello è che si ricaricava a mano, con l'unghia si doveva tirare fuori il gancetto laterale e poi pian piano ruotarlo più, più e più volte. Non so quante volte l'ho sfilato dal polto per dargli una caricatina, nel timore che si fermasse e con lui il mio mondo intero.

Questa mattina non so perchè ci ho pensato così bene, forse in questo periodo dovrei recuperare quella mia capacità di programmazione che sfiorava la psicosi. O semplicemente di punto in bianco mi è venuto in mente che quell'orologio è andato perso e non è più saltato fuori.
Che fine avrà mai fatto? 
E soprattutto, perché mai alle sei di mattina penso agli orologi? 

 
 
 

Consigli di mete

Post n°825 pubblicato il 16 Settembre 2016 da mullerina
 

Quest'anno sarà l'anno della pazienza, coltivata, persa, recuperata, scarabocchiata come le pagine della mia tesi, che mi guardano qui accanto. Quello che doveva essere un conto alla rovescia verso la fine di questo secondo percorso universitario, si è allungato! La sessione di laurea è stata spostata, a discrezione dell'università, e da regalo d'autunno si trasformerà in pacco di Natale.
Ieri non ero molto contenta di questa notizia, per quanto quasiasi studente alle parole "esame rimandato/spostato ecc" gioirebbe, io invece, arrivata a questo punto, non vedo l'ora di finire!
Oggi, come dopo ogni buona dormita, la vedo in maniera più positiva: c'è più tempo, per sistemare le cose, migliorare i dettagli. Anche se sarebbe stato bello finire un mese prima, alla fine un mese vola. Tutto questo 2016 sta volando via veloce...

Visto il respiro di sollievo da sessione rimandata (arriverò in ritarno ugualmente me lo sento) mi sono andata a rivedere le foto delle due Ville Venete (meglio dire padovane) che ho avuto il piacere di visitare nell'ultimo mesetto. Entrambe mete consigliate, specialmente in questa mezza stagione, che permette di gustarne a pieno spazi e colori.

La prima, visitata poco prima di ferragosto, è Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta. Semplicemente splendida. La villa è visitabile ad un prezzo davvero minimo (5euro studenti, 7euro biglietto intero) e comprende la visita guidata all'interno della villa e libera per quanto riguarda il parco, uno dei bioparchi più grandi d'Italia. Restaurata e gestita dalla Regione Veneto è ora in condizioni molto buone, gli affreschi sono in ottimo stato, nonostante l'occupazione nazista durante la guerra, che ha lasciato fortunatamente pochi segni. Affascinante il salotto con gli specchi e la biblioteca in cui i volumi sono stati catalogati e il cui valore penso sia inestimabile.

La secondo è Villa Barbarigo, a Galzignano Terme, di questa villa abbiamo visitato il giardino di Valsanzibio su cui la villa si affaccia. Prezzo per la visita al giardino (8,50euro studenti e 10 biglietto intero). Gli interni sono visitabili solo su prenotazione e quindi ci siamo limitati al giardino, ma direi che merita anche da solo!
Suddiviso in diverse aree (presente anche area picnic con bagni e distributore, molto apprezzato vista la temperatura!), si possono ammirare diversi laghetti e fontane con oche, tartarughe, pesci giganti e cigni neri che non avevo mai visto, molto regali nel portamento ma parecchio cattivelli, non conviene avvicinare i piedi: mordono! Osservanto dentro una delle fontane è sempre possibile vedere l'arcobaleno, dato dall'effetto delle goccioline d'acqua colpite dalla luce.
Per rilassarsi basta arrivare ai bordi dell'isola dei conigli, un isolotto con una specie di piccolo tempio centrale dove conigli, di notevoli dimensioni, saltellano senza sosta... E per i più temerari c'è il labirinto di bosso, per perdersi allegramente nella speranza che qualche buon anima dall'alto della torretta indichi la retta via! Non è poi così difficile in realtà, facendoci guidare dalla mia nipotina di tre anni siamo riusciti ad uscirne sani e salvi.

Ecco due idee per questo autunno ancora mite, non lamentiamocene, ma godiamone!

 
 
 
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