Creato da mullerina il 29/12/2005

Il mondo di Chia

Annodati attimi.

 

La nebbia agli irti colli

Post n°791 pubblicato il 27 Settembre 2014 da mullerina
 

Sono di ritorno da un intenso corso di formazione, in attesa dell'inizio sul campo.
In questi ultimi giorni ho scoperto che l'attività che svolgerò è ben diversa da ciò che "temevo" quando ho partecipato alla selezione per la borsa di studio, infatti in quelle tre righe contenute nel bando non è che tutto fosse proprio spiegato in maniera cristallina.
Si tratta di una nuova sfida, una nuova figura, da creare ed inserire per la prima volta. Immaginabili tutti i possibili inghippi che potranno esserci, visto il progetto mai sperimentato. Mi sento un po' pioniera e un po' cavia...
Sono curiosa di vedere come andrà e se le mie aspettative (ancora un po' indefinite, a dire il vero) verranno o meno confermate.
Non è semplice dopo tre anni di bombardamento e concentrazione sulla capacità di fare cose, passare ora ad un concentrarsi e dedicarsi completamente alla relazione. Senza perdere "l'occhio clinico" e l'attenzione alla possibile degenerazione degli stati di salute... anche se non è tanto il rischio di perderlo (l'occhio clinico), ma più la paura di non svilupparlo proprio! Dal momento che è un'abilità che solo la pratica e l'esperienza possono aiutare a creare.

Sono molto stuzzicata dall'importanza data, finalmente, alla comunicazione. Questa ricerca di un'alleanza terapeutica con il paziente, realmente condivisa.
Un ponte tra persone e sanitari era da tempo necessario. In fondo è finita da un bel po' l'era del medico onniscente e venerato, a cui era data l'ultima parola (se non la sola) sulle decisioni da prendere... Ormai siamo tutti un po' dottori di noi stessi (con tutti i rischi che le diagnosi fai-da-te comportano) ed è quindi impensabile non rendere partecipi delle scelte proprio coloro che ne sono oggetto.
Questa rivoluzione, che ha bisogno dei suoi tempi e che mi auguro sia iniziata già, è accompagnata anche da questo nuovo interesse verso la vicinanza psicologica ed emotiva, non solo nei confronti dei pazienti, ma anche delle persone che stanno loro accanto, anch'esse mosse dall'ansia e dalla paura, nei momenti delicati dell'attesa, in luoghi di importante incertezza.
Ecco dove mi inserirò io...
Sarà un'esperienza tutta da pensare e realizzare giorno per giorno. Non ho modelli a cui ispirarmi, il che rende difficile l'inizio. Vedremo un po' come il tutto si svilupperà e plasmerà.

 

 

 
 
 

Sacchi pieni

Post n°790 pubblicato il 15 Settembre 2014 da mullerina
 

È ricominciato oggi l'anno scolastico, ormai sono passati 5 anni dal mio ultimo primo giorno di scuola. 
Mentre i ragazzi riprendono in mano i libri, io invece li sto impilando, per poi dirigermi verso il cassonetto. Già.
Liberare casa non è una cosa facile, ma prima o poi dovevo cominciare... a forza di "prima o poi" sono passati almeno quattro anni.
Eccomi qui a togliere pezzi di "storia" dalle mensole, sorrido e aggrotto le sopracciglia incuriosita, mentre mi passano tra le mani versioni scarabocchiate, disegni, poesie, temi (è dura da ammettere, ma gli errori di ortografia che ero in grado di fare erano alquanto imbarazzanti... e scommetto che ne faccio ancora una marea!).
Spuntano bigliettini, poster, autografi che non ricordo nemmeno di chi siano! E circondata da tutto questo passato, mi domando a cosa sia servito tenere così tante cose, con la meticolosità di chi ha paura di perdere anche un solo bordo di foglio con un disegnino buffo... Allora erano cose così importanti...

Ho tanta voglia di cambiamento, forse è proprio questa l'unica spinta capace di farmi iniziare un rastrellamento tale.
Chissà se hai ragione tu e mi sto staccando da tutta la vita che è stata fin ora, per cominciare qualcosa di completamente nuovo. Non mi so dare una risposta... Sento solo questa necessità di vuoto. Proprio quel vuoto che in genere spaventa, ma a pensarci bene è anche quell'imprescindibile presupposto per potersi lanciare... il vuoto.

Credo di aver capito che ciò di cui ho bisogno non sta in nessun oggetto, io non sono negli scarabocchi, che nascondevo tra le pagine del libro di storia, non sono nei braccialetti sfilacciati, che una volta rotti raccoglievo in una scatola.
Io sono qui, grazie a tutte queste cose, ma ora senza il bisogno di averle per ricordarmene. 
Ho da sempre conservato tutto questo per aiutarmi a rimanere in contatto con chissà quale parte di me.
Oggi è un giorno in cui il passato è solo un freno verso tutto quello che verrà... quindi libero i cassetti e la mente subito vola via.

 

 
 
 

Oltre le rive

Post n°789 pubblicato il 03 Settembre 2014 da mullerina
 
Tag: Lettere

Scorro le foto. Ogni tanto mi fermo e fisso i dettagli, che solo ora metto a fuoco.
Le mani grandi, che immagino con i ferri del mestriere, intente a curare i sorrisi.
Le labbra socchiuse, segnate da quello che sembra essere un ghigno di sfida.
Quanto spesso l'hai sfidata questa vita.
Gli occhi brillanti, ricordo quando si illuminavano all'ennesima battuta, mentre la carne alla brace cuoceva e in tavola si parlava di vino e vacanze.
La pancia che non nascondeva l'amore per il cibo e le gioie dell'ozio... Ed io sono proprio lì, con una tutina, un po' grande per i miei pochi mesi, un fascetta in testa e la boccuccia a rosellina.

Le foto mi parlano di te e della mia vita con te.
Della paura che avevo da bambina, perchè eri troppo grande.
Di tutto il tempo che hai speso, instancabilmente, per convincermi a intraprendere la tua strada. Di quando mi portavi in studio, dove con camice bianco stavo tutto il pomeriggio ad aspirare la saliva altrui.
Poi sono diventata infermiera e che bel giorno è stato. Temevo che la malattia non ti avrebbe permesso di affrontare il viaggio e invece ce l'hai fatta. Il regalo più bello è stato correrti tra le braccia, scoppiando in lacrime, quando mi hai sussurrato: "...non sono riuscito a venire a sentirti e io volevo venire, piccola, ad assistere alla discussione, sono sicuro che tu sia stata bravissima."

Questi giorni sono giorni tristi. Giorni in cui cerco le forze e le parole giuste da dire.
Le notizie mi arrivano quasi a confermare un disegno che nella mia testa avevo tracciato molto tempo fa. 
Tua figlia al telefono mi ha chiesto se questa è la fine. Ed io una risposta non ce l'ho. Alle sue lacrime non so dare conforto. Come non ne riesco a dare alle mie, scese all'ennesimo semaforo rosso, nella notte in cui ti hanno ricoverato per l'ennesima volta.

E nonostante io abbia affrontato diversi lutti e aiutato altri in momenti così delicati, ancora mi ritrovo in ginocchio. A ripetermi che per ogni male c'è una fine e che la cosa importante ora, è evitare la sofferenza, ed assicurarti che a prenderci cura delle tue donne ci saremo noi.

Non posso dirti cosa c'è oltre questi anni di terapie sperimentali, esami, visite e ore di attesa. Cosa c'è oltre al dolore fisico e psicologico di una condanna a morte.
Perchè lo sapevamo che il tumore alle ossa non perdona.
Sgretola piano, anche le montagne più robuste. Quelle che da bambino ci avresti scommesso non sarebbero crollate mai. Mentre ora la terra trema, e la montagna si distende verso il mare.

 

 
 
 

Let's Start

Post n°788 pubblicato il 28 Agosto 2014 da mullerina
 

Dopo tanto aspettare ecco l'oppotunità di iniziare a fare davvero l'infermiera.
La chiamata oggi è stata davvero inaspettata, o meglio mi ero convinta che per i bandi le aziende ospedaliere impiegassero sempre e comunque troppo tempo e invece a 10 giorni dalla consegna della domanda drinnn drinnn (!)
"La chiamo per comunicarle che lei è prima in tutte le graduatorie, verrà contattata da tutti per sapere dove sceglie di accettare".
Il tutto condito dalla parola dottoressa, messa ovunque nella frase. 
Ero davvero emozionata e contenta, sapevo che visto il punteggio ottenuto alla laurea e la mia "tenera" età, fosse molto probabile riuscire ad accapparrarsi uno dei posti disponibili, anche se in questi giorni ero nel perenne limbo tra "ho fatto bene" e "cavoli, è la fine se mi scelgono".
Il motivo dei miei timori è il dove andrò a esercitare... il pronto soccorso, l'instabilità allo stato puro. L'unica unità operativa in cui non esiste routine. Quanto amo la routine.
So che sarà assolutamente stimolante, eccitante, imprevedibile e altamente formativa... Ma ammetto che, dopo tanti mesi lontana dalla pratica, questo salto un pochino mi spaventa.
Volevo condividere con voi questa mia conquista, primo passo importante nella giungla lavorativa. Non c'è ancora nulla di ufficiale, ma in ogni caso tutto si prepara per l'inizio.

Spero di avere tempo per portare a termine la mia fatica con il progetto di tesi, il mio relatore mi ha prospettato l'ipotesi di diventare la referente di Verona per l'associazione dei pazienti e tenere i rapporti con le altre associazioni italiane e europee. Proprio per questo motivo mi ha invitata a partecipare al congresso europeo che si terrà a breve, in modo da presentarmi la presidentessa dell'associazione europea (efaph). È un'opportunità che abbraccio con un entusiasmo unico.

Tante belle notizie insomma, tutte così tremendamente vicine!
Aspetto di sapere qualcosa di più e nel frattempo continuo ad orientare gli studenti... e anche lì si stavano prospettando attività interessanti, come qualche progetto nelle scuole da fare nel mese di ottobre, ma con la borsa in ballo mi sa che per me salteranno e forse anche il Job&Orienta.
La vita è davvero piena di sorprese...

 

 
 
 

34800 minuti

Post n°787 pubblicato il 16 Agosto 2014 da mullerina
 

La pace dei sensi...
Una settimana di puro e semplice relax. Cullata dall'amore e dal sole, che non ci ha mai traditi (so che sembra incredibile, eppure l'ombrello è rimasto chiuso in valigia).
Cellulare attivo mezz'ora al giorno (messo in carica una sola volta, mentre in genere a fine giornata strilla, supplicando per una presa di corrente). Praticamente eravamo gli unici della spiaggia che non erano intenti a scattarsi selfie... sensazione strana.
Devo dire che una disintossicazione completa ci voleva. Anche se ora sono qui, connessa, mentre la lavatrice gira instancabile e i souvenirs tintinnano al mio polso (ehh il fascino della bancherella non mi lascia immune!).

Questi giorni mi hanno così inondato d'amore che mi sembra strano essere da sola ora.
Non lo so spiegare, ma la complicità che mi lega a chi mi sta accanto è così naturale, nel pieno senso della parola.
Fiumi di parole hanno inondato queste giornate, lasciando il posto anche a momenti di profondo silenzio, perchè certe emozioni lasciano muti, abbracciati sotto lune dorate e scoppi di fuochi nel cielo.

Nella via principale una fiumana di persone ci circondava, mentre noi, seduti a quel tavolino ci guardavamo. Tu ti sei messo a cantare, sulle note di The reason che arrivavano dallo schermo appeso di fronte a noi. Per un attimo non sono scoppiata in lacrime, pensando a chi non si era resa conto della meraviglia che aveva tra le braccia e la fortuna che ho avuto io nel trovarti sulla mia strada, pronto a stringermi e ad amarmi come nessun altro avevo fatto mai...
Tu hai raccolto il mio sguardo, ti sei avvicinato e quando ti ho sussurrato tutto questo all'orecchio, a piangere hai cominciato tu.
"Sei la parte più preziosa della mia vita, un amore così non l'ho mai provato prima. Mi rendi felici ogni giorno."

In un post non riuscirò a fermare ogni momento trascorso in queste ultime ed intense 580 ore... Ma questo lo dovevo trattenere anche a parole, seppur lasciate qui disordinatamente.

 

 
 
 
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