Community
 
mullerina
   
Creato da mullerina il 29/12/2005

Il mondo di Chia

corri sempre per andare oltre a dove sei già arrivato; lotta per ciò che ami; non morire senza aver vissuto; non perderti in un sogno; realizza almeno un desiderio; sorridi; infine ama la vita e vivila al massimo. chiara*

 

Dopo i tuoi occhi blu

Post n°665 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da mullerina
 

Chirurgia.
Una realtà nuova. Il reparto non si sviluppa, come l'anno scorso, su di un lungo corridoio, in cui, affacciandoti da una porta, riuscivi a vedere tutte le stanze.
No, è più un girotondo. È come se le stanze si trovassero tutte intorno ad un cuore, formato da un enorme tavolo e armadi blu.

Non ho fatto in tempo a dare un'occhiata, che subito c'è stato da fare.
Subito è scattata l'emergenza, subito mi sono trovata a fare tutto quello che, quando si è al secondo anno non si può fare.
Ecco, cos'è un'emergenza.

Per la prima volta ho assistito a qualcosa, che la maggior parte di noi ha visto solo nei film.
Nella realtà è tutto diverso. I rumori delle macchine vengono zittiti, fare il massaggio cardiaco è stancante, la scritta asistolia nel monitor continua a lampeggiare, la riga dell'ecg non si increspa.

Nella realtà, quando ormai non si possono più cambiare le cose, si rimane in stanza.
Si comincia a far capire ai parenti di non aspettarsi nulla di buono.
Si resta, senza schiacciare il pallone blu, cominciando a staccare gli elettrodi, gettando le fiale vuote di adrenalina.

Si resta in silenzio, fin quando qualcuno chiede: "Quanti anni aveva?"

Non passa molto tempo e mi ritrovo a far sorridere una ragazza terrorizzata, appena arrivata dal pronto soccorso.

 

 
 
 

Percorriamo tunnel accidentati

Post n°664 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da mullerina
 

Sto sniffando da un po', ho perso la cognizione del tempo, il burrocacao al cocco, che ho comprato due giorni fa. Nel mentre guardo le grandi offerte che l'erboristeria mi offre, per mantenermi giovane e bella.

Rincorriamo la perfezione, con creme e ritocchi. Camuffiamo con impastamenti e colori improbabili la nostra pelle.
Forse ci perdiamo dietro al nulla.

E pensando a tutto questo, intrecciandolo al monologo di ieri sera di Roberto Saviano, a Che tempo che fa, mi è venuta in mente una poesia, proprio della poetessa Wisława Szymborska, scomparsa da pochi giorni, omaggiata dallo scrittore.
Avevo letto questi versi chissà quando, chissà dove e chissà perchè, ma per fortuna sono riuscita a ritrovarli, eccoli:

 

La cipolla

La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
Fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.

La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.


A parer mio questa poesia è illuminante e geniale.
Non so se a voi farà la stessa impressione.

 


 
 
 

Un corridoio senza fine.

Post n°663 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da mullerina
 

Sono appena tornata dalla ricerca affannosa del guardaroba di un ospedale, in cui ho varcato la soglia oggi per la seconda volta nella mia vita, e che diventerà la mia seconda casa da lunedì fino a due giorni dopo il mio compleanno. Quindi, molto tempo.

È un ospedale bello, grande, direi troppo per le mie limitate capacità orientative.

Sarà l'ansia da inizio tirocinio, sarà che sono qui con le mie due divise bianche e ben piegate al mio fianco, ma continuano a passarmi per la testa i volti di tutte le persone che ho conosciuto l'anno scorso, percorrendo su e giù il corridoio della neuro.

Ieri ho sognato una chiacchierata con C. che non finiva più, mentre E. ci fissava con quegli occhi a specchio, meravigliosi.
Ho sognato per la millesima volta il mio primo prelievo, gli occhi scuri del malcapitato che mi fissano con insistenza, la domanda che ha in mente è palese (Ma quanti anni hai? Sicura che puoi bucarmi un braccio?). Le rughe sulla sua fronte si fanno più marcate, mentre lego stretto il laccio emostatico. E poi il momento cruciale, sfilo il beccuccio che copre l'ago e pungo. Il serpentino del butterfly si riempie, decretando la mia prima vittoria.
Mi sono svegliata sentendo i campanelli che suonavano, tutti insieme, e convinta che sopra la porta della mia camera ci fosse una luce lampeggiante di un rosso aranciato.

Lunedì si riparte. È tutto ormai pronto...
Fonendo lilla raggomitolato in una tasca, penne, tante penne nel taschino con la targhetta appuntata affianco. Blocchetto per gli appunti con farfalle e fiori, guanti (pronti ancora prima di iniziare), chiave del lucchetto persa in una delle tre tasche dei pantaloni della divisa, barretta ai cereali mimetizzata tra evidenziatore e forbici. Le forbici sono disperse a dire il vero... Ci siamo, o quasi!


Adoro il mio fonendo lilla!
Un po' meno la divisa abnorme e senza forme.

 
 
 

Arrivò prima un click

Post n°662 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da mullerina

Ed io che credevo di averla scampata... E invece, quando lo pensi ecco, che tutto sfuma e rimane coperto dalla bianca neve.

È arrivata anche a Verona, la neve.
Silenziosa. Puntuale all'ora di pranzo.

Scommetto che in tanti se ne sono accorti solo grazie agli aggiornamenti istantanei di facebook. Già, è arrivata prima una notifica di un fiocco di neve.

E ammetto che anch'io, appena ho scostato la tenda della finestra in cucina e ho visto, nonostante l'alone di vapore, l'eccessivo biancore ho aggiornato il mio status.
Quasi come se pensarlo volesse dire in automatico scriverlo.

È buffo, ma a ripensarci è stato proprio così.
Un bisogno istintivo di comunciare a tutti, che domani mi dovrò muovere su di una slitta!
Ora me la rido, pensando che, in fin dei conti, a nessuno potrà mai fregare di questa cosa!

Credo che rimarrò seduta davanti alla finestra, tra fotocopie, un libro aperto quasi a caso e appunti evidenziati di ogni colore, a godermi la neve, sia quella che mollemente cade, sia quella che già ricopre tetti e vialetti.
L o n t a n o da ogni affare tecnologicamente in grado di tenermi collegata.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Aggiornamento 2 Febbraio.
Forse la slitta non sarà necessaria.
Tutto è bianco tranne, fortunatamente, la strada!
Incrociate le dita per me, devo raggiungere l'università...
Avanzerò pian piano, maledicendo il giorno in cui ho rifiutato il voto dell'esame che devo ridare oggi.

 
 
 

Infinite distese aperte

Post n°661 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da mullerina
 

Ho una scatola di cartone contornata da sagome di gatti, in ogni posa e colore.
Non è poi così grande e benchè sia piena di cianfrusaglie non pesa molto. A volte mi stupisco di quanto sia leggera.

Dentro c'è il mondo di Chia, quello che si può toccare.
Quello fatto di oggetti strani, di biglietti di carta ormai scoloriti, di sassi, di forchette per il catering di plastica colorata, di nastri intrecciati, braccialetti rotti.
C'è di tutto.

Forse se fossi nata qualche decennio fa, avrei aperto un negozio di oggetti usati. Ma conoscendomi, non ne avrei venduto nemmeno uno.

Sono attratta dal passato in una maniera al limite del patologico. Adoro i mercatini delle pulci, mi fermerei a guardare ogni esposizione di ferri da stiro di altri tempi, di bambole vecchie e spettinate, con vestiti a balze e frù frù. Mi soffermo ad ammirare fermagli per capelli appartenuti a chissà quale donna.

Sopravvive in me questo bisogno spasmodico di conservare il passato nel modo più materiale e concreto possibile.
I ricordi sfuggono dalla mente, ma gli oggetti li trattengono e li conservano.

E così, fin da bambina, ho cominciato a tenere da parte gli oggetti più bizzarri, ai quali annodavo pensieri, momenti, persone.
Nel tempo, il bisogno di ordine maniacale di mia madre, ha fatto sì che tutti questi oggetti venissero per lo meno raccolti in un unico punto e possibilmente invisibile ad un primo sguardo.
È finito tutto nella scatola con i gatti. Una delle tante scatole con i gatti.

Ogni tanto però, quando sono sola e non ho voglia di rimanere a rincorrere i secondi, prendo la scatola e la svuoto pian piano. Mi circondo di tutti i miei ricordi e li guardo mescolati sul pavimento.
Mi tornano in mente tanti impercettibili gesti, silenzi, parole, luoghi.

Se ad oggi la mia scatola è piena di ricordi devo ringraziare le mie nonne, sono loro che mi hanno trasmesso questo bisogno di trattenere granelli dei momenti passati.
Le loro case sono state difficili da svuotare, da quanto stralipavano di passato.

Non sarà bene vivere di ricordi, ma ci sono volte in cui è l'unico rifugio sicuro, in cui poter pensare, in fondo segnano il percorso che ci ha portato fin qui.

 

 
 
 
Successivi »
 

FIORI SECCHI

L'arte dei tempi sbagliati.
Degli accordi accenati,
lasciati morire in silenzio.

Chi tace acconsente.

Benvenuto nel mondo di Chia!



Acquerelli di pioggia
in mattine assonnate

Chiara

Le scale mobili ci farebbero risparmiare parecchia fatica, in questo continuo sali e scendi di emozioni.

 

========================

 

 

========================

 

AREA PERSONALE

 

========================

 

 

========================

 

TAG

 
Citazioni nei Blog Amici: 62
 

========================

 

 

========================

 

"Ti aspetto
e ogni giorno mi spengo
poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono
se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza no,
è qualcosa di più: è un gesto di morte
fissa che non ti so regalare".

Alda Merini
, da "Clinica dell'abbandono"

 

========================

 

 

========================