Creato da mullerina il 29/12/2005

Il mondo di Chia

Dolce danza di anime

 

Tempo perso

Post n°826 pubblicato il 14 Novembre 2016 da mullerina
 

Blog abbandonato, immensamente abbandonato.
Tristemente abbandonato.

Scrivo ora, mentre la tesi con le correzioni giallo canarino della relatrice mi aspetta qui sotto, nella finestra che ho aperto e sapientemente abbassato nella barra accanto allo Start.

Questa mattina mentre mi dirigevo a lavoro ho pensato improvvisamente ad un mio vecchio orologio; la caffeina in circolo non riusciva a sortire alcun effetto, e nemmeno il freddo pungente delle sei della mattina, è iniziata così una spirale di ricordi confusi.

Cinturino in metallo, quadrante quadrato a sfondo blu scuro.
Numeri romani, lancette sottili per ore, minuti e secondi.
È stato il primo orologio che ho iniziato ad indossare quotidianamente, prima il tempo non aveva molta importanza.
Dal primo anno delle superiori il tempo è diventato elemento fondamentale di organizzazione delle mie giornate. Tutto ero costantemente pianificato.
Il tempo per mangiare, quello per studiare, fare gli esercizi, riposare, rimettere il naso sui libri per ripetere, lo sport aveva i suoi orari, così come i pasti o lo svago. Ogni mezz'ora persa sfalsava la scaletta, mandava all'aria i piani e comportava una rettifica di tutto. Così capitava che, se la versione era troppo difficile e i 60 minuti previsti non erano sufficienti, si saltava la cena, o si faceva tardi per la palestra, con tanto di ramanzina da parte dell'allenatrice.

In questi anni terribili, se visti solo da questo punto di vista, in cui pure i respire sembrano ora essere stati sapientemente calibrati e cronometrati, quell'orologio blu è stato fondamentale. Il bello è che si ricaricava a mano, con l'unghia si doveva tirare fuori il gancetto laterale e poi pian piano ruotarlo più, più e più volte. Non so quante volte l'ho sfilato dal polto per dargli una caricatina, nel timore che si fermasse e con lui il mio mondo intero.

Questa mattina non so perchè ci ho pensato così bene, forse in questo periodo dovrei recuperare quella mia capacità di programmazione che sfiorava la psicosi. O semplicemente di punto in bianco mi è venuto in mente che quell'orologio è andato perso e non è più saltato fuori.
Che fine avrà mai fatto? 
E soprattutto, perché mai alle sei di mattina penso agli orologi? 

 
 
 

Consigli di mete

Post n°825 pubblicato il 16 Settembre 2016 da mullerina
 

Quest'anno sarà l'anno della pazienza, coltivata, persa, recuperata, scarabocchiata come le pagine della mia tesi, che mi guardano qui accanto. Quello che doveva essere un conto alla rovescia verso la fine di questo secondo percorso universitario, si è allungato! La sessione di laurea è stata spostata, a discrezione dell'università, e da regalo d'autunno si trasformerà in pacco di Natale.
Ieri non ero molto contenta di questa notizia, per quanto quasiasi studente alle parole "esame rimandato/spostato ecc" gioirebbe, io invece, arrivata a questo punto, non vedo l'ora di finire!
Oggi, come dopo ogni buona dormita, la vedo in maniera più positiva: c'è più tempo, per sistemare le cose, migliorare i dettagli. Anche se sarebbe stato bello finire un mese prima, alla fine un mese vola. Tutto questo 2016 sta volando via veloce...

Visto il respiro di sollievo da sessione rimandata (arriverò in ritarno ugualmente me lo sento) mi sono andata a rivedere le foto delle due Ville Venete (meglio dire padovane) che ho avuto il piacere di visitare nell'ultimo mesetto. Entrambe mete consigliate, specialmente in questa mezza stagione, che permette di gustarne a pieno spazi e colori.

La prima, visitata poco prima di ferragosto, è Villa Contarini, a Piazzola sul Brenta. Semplicemente splendida. La villa è visitabile ad un prezzo davvero minimo (5euro studenti, 7euro biglietto intero) e comprende la visita guidata all'interno della villa e libera per quanto riguarda il parco, uno dei bioparchi più grandi d'Italia. Restaurata e gestita dalla Regione Veneto è ora in condizioni molto buone, gli affreschi sono in ottimo stato, nonostante l'occupazione nazista durante la guerra, che ha lasciato fortunatamente pochi segni. Affascinante il salotto con gli specchi e la biblioteca in cui i volumi sono stati catalogati e il cui valore penso sia inestimabile.

La secondo è Villa Barbarigo, a Galzignano Terme, di questa villa abbiamo visitato il giardino di Valsanzibio su cui la villa si affaccia. Prezzo per la visita al giardino (8,50euro studenti e 10 biglietto intero). Gli interni sono visitabili solo su prenotazione e quindi ci siamo limitati al giardino, ma direi che merita anche da solo!
Suddiviso in diverse aree (presente anche area picnic con bagni e distributore, molto apprezzato vista la temperatura!), si possono ammirare diversi laghetti e fontane con oche, tartarughe, pesci giganti e cigni neri che non avevo mai visto, molto regali nel portamento ma parecchio cattivelli, non conviene avvicinare i piedi: mordono! Osservanto dentro una delle fontane è sempre possibile vedere l'arcobaleno, dato dall'effetto delle goccioline d'acqua colpite dalla luce.
Per rilassarsi basta arrivare ai bordi dell'isola dei conigli, un isolotto con una specie di piccolo tempio centrale dove conigli, di notevoli dimensioni, saltellano senza sosta... E per i più temerari c'è il labirinto di bosso, per perdersi allegramente nella speranza che qualche buon anima dall'alto della torretta indichi la retta via! Non è poi così difficile in realtà, facendoci guidare dalla mia nipotina di tre anni siamo riusciti ad uscirne sani e salvi.

Ecco due idee per questo autunno ancora mite, non lamentiamocene, ma godiamone!

 
 
 

Fertility Day - sogni e calzetti di una generazione

Post n°824 pubblicato il 03 Settembre 2016 da mullerina
 

I bimbi mi continuano a far impazzire, divertire, sorridere, pensare, qualche volta urlare (l'infermiera generale che è in me si anima ogni volta che i passetti da corsa disperata si fanno udire da qualche corridoio... il mio: "Non si corre! Vuoi che fasciamo anche la testa?!" da isterica domatrice è ormai un disco fisso). Sembra incredibile come anche un mondo che pensavo immensamente lontano da me e dalla mia poca esperienza, sia diventato invece così familiare. Tutti mi ripetono che quando avrò figli saprò già tutto... quanto c'è di più sbagliato! Ogni bambino è davvero un mondo a sé, come ogni mamma. Magari saprò alcune cose, ma mille altre le dovrò imparare da zero.

Ci penso perchè in questi giorni una mia amica ci ha annunciato di essere incinta, mentre una collega mi ha confidato della trafila di burocrazia che sta affrontando per poter adottare, con tempi nebulosi, rarefatti e dilatati da diventare vecchio solo a pensarsi.
Ci penso perchè ho incontrato un'amica che di bimbi ne ha adottati due, uno spettacolo della natura, cresciuti con un amore immenso, con tutte le difficoltà che questa esperienza genitoriale comporta.
Ci penso in questi giorni che le locandine della (fallita) campagna del #Fertilityday impazzano sul web... Che poi se siamo così preoccupati del calo di nascite "italiane" chiamiamolo giornata della promozione della fertilità.
L'iniziativa magari non era del tutto sbagliata, se rivolta a chi vorrebbe avere figli e incontra qualche difficoltà, è giusto far luce sui maggiori problemi legati all'infertilità. L'errore è stato il "richiamo alle armi" a tutte le donne in età fertile, con slogan sessisti, di pessimo gusto e inaudita insensibilità. E non sono certo io a illuminarvi, chiunque veda le locandine prodotte penso rabbrividisca da solo.

La maternità è un'esperienza che inevitabilmente è influenzata da un sacco di fattori. Non c'è solo la parte biologica, serve sentimento, servono condizioni, servono speranze e aiuti concreti. L'articolo della Costituzione "La Costituzione tutela la procreazione cosciente e responsabile" definisce proprio che i figli che vorremmo vedere al mondo sono figli voluti, da persone che hanno compreso il significato di una nuova vita e accettano tutto il cambiameno che comporta, pronti a prendersene cura e crescerlo in un ambiente sano; nelle locandine di propaganda invece l'accento è stato messo unicamente sulla -procreazione-, un "andate e moltiplicatevi" dei nostri giorni. 

Un'altra pessima scelta è stata quella di focalizzare il nocciolo della questione sulla donna. È vero a partorire è la donna, ad avere un utero è la donna, ad avere un numero di possibilità limitate nel tempo è la donna, ma un figlio una donna da sola non lo fa. La genitorialità è un'esperienza di coppia, da tutelare prima ancora che da incentivare.
E si deve partire proprio dalle basi, dal rispetto reciproco fra tutti, dall'inesistenza di ruoli prefissati, dall'amore per il prossimo e per se stessi... La donna non è l'unica che fa e cresce i figli, siamo persone che insieme maturano l'idea di un figlio ed è bene che senza fretta di essere "creativi" ci pensiamo prima.
È vero non tutto può essere calcolato, le certezze su un futuro roseo non ce le da nessuno, ma è anche vero che se l'instabilità è ciò che caratterizza la nostra vita in un determinato momento è normale cercare prima un equilibrio. 
Tutti i tempi si sono allungati, studiamo per più tempo, lavoriamo più tardi e con condizioni più sfavorevoli del passato, spesso i giovani passano di stage in stage con minimi rimborsi spese (o anche inesistenti rimborsi spese), ci sono sogni come quello di indipendenza e di famiglia che restano chiusi nel cassetto per così tanto tempo che quando lo si riapre si trovano solo calzetti spaiati.

 

 

 
 
 

Oggi il cielo č azzurro, dietro le nuvole

Post n°823 pubblicato il 14 Giugno 2016 da mullerina

Ieri si è concluso un grosso capitolo di questo mio 2016, dopo sei mesi di corse su e giù e di riposi mancati per l'aria trentina, posso dire che lo stage è definitivamente finito e, dopo il superamento dell'ultimo esame, ora manca davvero SOLO la tesi... Nulla in confronto a tutto il resto appena concluso (ora sono euforica, tra qualche giorno entrerò nel tunnel della depressione tesiana).

Le cose lasciate in sospeso in realtà lo sono ancora...
Una cosa per volta e intanto se ne accumulano altre mille.

Il capitolo "vado a vivere da sola" è ancora accantonato, o meglio si è trasformato in "ricerca-disperatissima-siamo-squattrinati-e-non-c'è-niente-che-vada-bene-non-ce-la-faremo-mai" ho perfino pensato: fortuna che non dobbiamo sposarci e quindi non abbiamo tempi prefissati, perchè credo che ci metteremo qualche decennio a trovare una soluzione accettabile.
Il mondo degli immobiliaristi mi sfuggiva prima di questa esperienza a stretto contatto. Ora ne ho più di uno alle calcagna, a cui prima o poi risponderò che mi sono trasferita nelle vicinanze del lago Titicaca per lavoro, così avrò un minimo di tregua dalle loro "imperdibili proposte eccezionali da non perdere si affretti!", manca solo il 3x2 e sembra di essere al supermercato.
Dicevano che il mercato immobiliare era in crisi, eppure io non riesco a trovare appartamenti così accessibili, anche se sono da demolire e ricostruire... Non regala niente nessuno questa è la verità e sinceramente, visto che la fretta non c'è, per ora costruiamo il nostro album di piantine, foto e numeri (anno di costruzione, metri quadrati fasulli, metri quadrati reali, n. di stanze, n. di animali presenti, cifre di lavori necessari o quantità di tritolo da impiegare per la completa demolizione, visto che alcune soluzioni davvero meritavano solo di essere abbattute e poi rifatte da zero!).

Ce la faranno i nostri eroi?!
Per ora pensiamo a qualche giorno di relax visto che dopo due anni si torna finalmente al mare! Ce lo meritiamo direi, tutto il resto può attendere... La vita è adesso e troppi progetti sul domani oscurano la vista di questa meraviglia che è l'oggi.

 

 
 
 

Cuore

Post n°822 pubblicato il 19 Aprile 2016 da mullerina
 

In questo blog devono tornare le storie... me ne sono accorta dal mio stesso bisogno di riprendere a raccontare di quelle persone che quando arrivano toccano corde invisibili dell'anima e iniziano a suonarle; muovendo le note di una musica nuova, che cambia per sempre quello che eri.

B. è nata. E già questo è stato strano, visto quello che diceva la scia di carte ed esami che hanno accompagnato la sua nascita: un cuore, a detta di tutti, incompatibile con la vita.
B. è sopravvissuta per 24ore, poi sono passati tre giorni. Ha sentito la sua mamma per la prima volta, un tocco incerto sui suoi piccoli piedini. Con la manina ha stretto quel dito forte, aveva già vinto le previsioni, che parlavano di meno di 48ore di vita.
B. ha visto incubatrici, mani di operatori, due ospedali. Ha sentito l'amore di tutti ed ha continuato a rincorrere i battiti del suo cuore.
B. aveva ricciolini neri sempre più folti, ogni giorno di più. Ha festeggiato 1mese, poi 2mesi e con me ha festeggiato 3mesi.
"Ogni giorno è un regalo di Dio alla mia B." la fede della mamma di B. è sempre stata come un'onda d'amore supremo, incrollabile, infallibile. Quel sentimento di abbandono totale nell'abbraccio di un volere superiore, che è raro trovare in qualcuno, e nel mio caso è sempre stato impossibile da provare. La dolcezza di questa mamma si espandeva e contagiava chiunque, con le ninna nanne cantate al ritmo dei beep dei monitor e le risate per ogni espressione nuova e buffa. La mamma si B. ti salutava e ti chiedeva sempre come stavi, quasi fosse lei a curarti con il suo buongiorno e sorriso che non si spegneva mai.

"So che B. non vivrà a lungo, ma poi sarà con Dio, quindi è giusto provare ogni cosa. Mi dicono che sarà una ritardata, ma io non ci credo ancora e voglio provare... voglio che faccia l'intervento".

B. ora è a casa. Chi l'avrebbe mai pensato?
B. aspetta un intervento, delicato e con grandi rischi. Forse non ce la farà, o forse sì. Visto i piccoli grandi traguardi quotidiani non lo possiamo sapere. Possiamo sperare, come la sua mamma.
In ogni caso sarà stata comunque una grossa vittoria dell'Amore, perchè in queste settimane il cuore di chiunque abbia conosciuto B. e la sua mamma si è allargato un po'...

 

 
 
 
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