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In medias res

Post n°673 pubblicato il 12 Aprile 2012 da mullerina
 

Le persone non sono come i libri.
Un libro ti può catturare da qualche particolare all'esterno, un bel titolo, i colori giusti in copertina. E questo può succedere anche con le persone, inutile dire che spesso prima guardiamo e poi sfogliamo (che siano pagine scritte o idee dette).

Ma c'è una cosa che gli incontri umani è difficile possano dare, la continuità.
È impossibile conoscere una persona, come il personaggio o la storia di un libro, in modo assiduo e a 360° (a discrezione dell'autore, ovviamente).
Dall'inizio alla fine, senza altre interruzioni al di fuori di una tazza di caffè.

Spesso capitiamo nella vita di una persona come un segnalibro, abbandonato distrattamente a metà.
Non sappiamo cosa raccontavano le prime pagine, come sia giunto ad essere così, come lo incontriamo noi.
Ci vengono mille domande, ma non sempre abbiamo modo di tornare indietro e capire avvenimenti, luoghi, persone... Ricostruiamo a fantasia. E spesso sbagliamo, tutto.

Allo stesso modo in cui capitiamo nel cuore di una vita, da essa ci allontaniamo o veniamo allontanati.
E a volte capita, a distanza di tempo, di domandarsi che fine abbia fatto quella certa persona, cosa le sia capitato poi...

Riflettevo, riguardo questo mancanza di informazioni, perchè in fondo, quando sono in reparto, spesso mi capita di poter far parte delle ultime pagine della vita di una persona. C'è chi ti lascia leggere tutta la sua storia dall'inizio, chi invece rimane per te un enigmatico ultimo paragrafo.

Al di fuori dell'ospedale sono circondata da poche persone, di cui ho avuto modo di leggere quasi ogni singolo capitolo, o almeno buona parte, poi c'è la valanga delle persone perse nel viaggio di una vita, e soprattutto alcune mi piacerebbe davvero sapere che fine hanno fatto.
Sarà curiosità... Sarà che sono venuta a sapere che, una persona che avevo conosciuto alcuni anni fa, per la disperazione di una vita, che le appariva solo nera, si è abbandonata ad un volo di 5 piani. Sarà che qualche giorno fa, tramite facebook, ho scoperto che la mia vicina di banco delle elementari sarà madre tra pochi mesi.
Entrambe portano lo stesso nome per di più.
Un nome che, a pensarci bene, in queste ultime settimane mi sta perseguitando...

So che dovremmo vivere da protagonisti la nostra vita, ma credo che alcuni di noi siano portati naturalmente ad essere spettatori delle vite altrui, per raccontarle e per interpretare un po' di questa nostra specie, così varia, bizzarra e imprevedibile, pur nella sua essenziale semplicità.














Pagine sparse
agli angoli di una vita.
Riordinate confusamente
dagli occhi estranei
che leggono
veloci, prima di ripartire.

Sento gli occhi degli altri
sugli appunti di una vita.
Lascio i miei liberi di leggere le pagine
che li circondano.

 
 
 
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