Il mondo di Chia
corri sempre per andare oltre a dove sei già arrivato; lotta per ciò che ami; non morire senza aver vissuto; non perderti in un sogno; realizza almeno un desiderio; sorridi; infine ama la vita e vivila al massimo. chiara*
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Post n°566 pubblicato il 14 Novembre 2009 da mullerina
Quasi senza meta ero giunta su quella panchina di legno, logora e segnata dal passaggio di mille parole, scritte a pennarello nero e blu. Per la piazza passarono una signora con il suo cane, la coppia perfetta e due ragazzotti, che si avvicinarono senza troppo inviti e cominciarono a bonfichiare le solite stupide frasi, che allora, come oggi, ero stufa e stanca di sentire; stavo per alzarmi ed andarmene vie, quando un distinto signore intervenne all'improvviso. Non so da dove fosse sbucato fuori, ma in quel momento mi sono sentita davvero protetta. X: Crescete infanti, chiedete scusa e smammate! La signorina non ha certo chiesto di sapere cosa pensano i vostri beceri cervelli, se così li posso definire. Soffocai una risata nella sciarpa, contenta per le sue parole e per quel -beceri cervelli-. Chia: Grazie, non doveva disturbarsi. Gli feci cenno di sì con la testa, poi tirai fuori i miei fogli bianchi e la mia fedele matita. X: Oh, un'artista. Lo disse deciso, ma gli si piegarono appena gli angoli della bocca in quello che mi sembrò un sorriso. Ma non ci giurerei... Non era passato che un quarto d'ora da quell'incontro incidentale, il distinto signore si alzò di scatto, si sistemò di nuovo il cappello e fece un cenno per salutarmi. Chia: Che strano. Non so perchè, ma mi sorse spontaneo dirlo. X: Io? L'impossibile? Il bianco del foglio o cos'altro? L'uomo a quel punto sorrise, questa volta non ho dubbi. Quasi scoppiò in una risata. X: La mia nipotina mi aspetta, chissà magari tra un po' di tempo ci rincontreremo. Sono sicuro che allora avrai un'ottimo disegno da mostrarmi. E se ne andò così, quello strano personaggio. Avvolto dal suo cappotto e con il volto semi coperto dal cappello. Accadde circa un anno fa, o poco più. E così continuo a consumare grafite per disegnare volti dagli occhi vuoti, che non riescono a dirmi nulla. Non una sola parola.
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FIORI SECCHI
L'arte dei tempi sbagliati.
Degli accordi accenati,
lasciati morire in silenzio.
Chi tace acconsente.
Benvenuto nel mondo di Chia!

Acquerelli di pioggia
in mattine assonnate
Chiara
Le scale mobili ci farebbero risparmiare parecchia fatica, in questo continuo sali e scendi di emozioni.
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"Ti aspetto
e ogni giorno mi spengo
poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono
se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza no,
è qualcosa di più: è un gesto di morte
fissa che non ti so regalare".
Alda Merini, da "Clinica dell'abbandono"
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