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mullerina
   
Creato da mullerina il 29/12/2005

Il mondo di Chia

corri sempre per andare oltre a dove sei già arrivato; lotta per ciò che ami; non morire senza aver vissuto; non perderti in un sogno; realizza almeno un desiderio; sorridi; infine ama la vita e vivila al massimo. chiara*

 

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Il capolinea mademoiselle

Post n°582 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da mullerina
 

Ah la vita, così piena di colpi di scena che tante volte ti verrebbe da urlare: "Stop, taglia il nastro, rifacciamo la scena!". E invece no, pellicola a ciclo unico, una volta che le immagini sono state impresse, l'unica cosa che puoi fare è rassegnarti a vedere centinaia di volte nella tua mente, come in uno schermo cinematografico, le tue meravigliose figure pubbliche, che mettono in ridicolo la tua persona, mentre tu preferiresti scomparire.

Lunga premessa per girare intorno alla scena epocale da poco registrata dal malefico regista della mia esistenza.
- Vita Chia, puntata 18 gennaio 2010 - Ciak, Motore, Azione...

Classico ritorno da scuola... Entro in ascensore con la mia bottiglietta formato mini di acqua in mano e prima che io prema il pulsante squilla il cellulare.
È la mia cara cugina che ha bisogno di un consulto informatico (dello stile non trovavo nessuno, puoi aiutarmi tu?). Comincio a sforzarmi di capire qual è il nuovo problema del suo pc e nel frattempo l'ascensore comincia a salire ed io sono convinta di aver premuto il pulsante in sovrappensiero, non immagino mica che un'altra persona possa avere prenotato l'ascensore...
La linea ad un certo punto cade, l'ascensore si ferma, apro la porta e mi trovo davanti il mio (odiato) vicino di casa, con la sua solita espressione stampata in faccia da fico (inteso come vegetale, sull'orlo di piombare al suolo). Appena me lo vedo lì, parato davanti, non trattengo l'emozione.
Urlo soffocato a stento, chiusura del cellulare a scatto con contemporaneo imprevedibile guizzo della mano che tiene la bottiglia d'acqua, aperta.
Risultato: la mia faccia che ad intermittenza si colora e la sua che inequivocabilmente diviene verde, hulk per intenderci, mentre l'acqua gli scivola dalla guancia alla giacca.

.L u n g a    p a u s a.

Avrei voluto che in quel momento i cavi dell'ascensore si sciogliessero e mi lasciassero precipitare nell'abisso della vergogna. Oppure che un'improvvisa cannonata esplosa chissà da dove, abbattesse la parete e portasse via lui e la sua faccia da cinghiale imbestialito. O anche che il principe azzurro giungesse a salvarmi, salendo le scale con il suo destriero, sguainando la spada e scortandomi lontano dall'orco il prima possibile...
Sognavo accadesse qualsiasi cosa, pur di non dover affrontare la situazione!

E invece il nastro continuava a registrare la patetica scena.
Chia, bottiglia ormai vuota, vicino con chiazza sempre più estesa d'acqua sulla giacca.

Sentivo i secondi pulsare, o forse era il batticuore, mentre queste fantasticherie ancora si dipingevano nella mia testa.

Dopo un po' sono riuscita a sillabare un timido, impacciato, sibilante: "Scusi...".
Visto che non ottenevo risposta, il mio cervello, che in momenti di difficoltà partorisce sempre la via migliore per la fine, ormai privo di glucosio (consumato tutto per le mie congetture del mondo dell'impossibile) ha comandato queste parole: "Non pensavo di vederla e mi sono spaventata".

In un attimo tutto era pronto per la mia sparizione definitiva dalla faccia della terra.

Volete sapere cosa ha fatto il (povero) vicino, ha lasciato chiudere la porta dell'ascensore, ha girato la chiave di casa, è entrato ed ha sbattuto la porta.
Senza dire una sola parola, nemmeno per mandarmi a quel paese.

Io sono rimasta un attimo lì, chiusa in ascensore, poi ho premuto il pulsante giusto e sono andata a casa.

Sono certa che da questo giorno dovrò fare molta più attenzione al mio vicino, cercando di non incrociarlo più! Sarà difficile, ma tenterò.

...E intanto nelle sale del mio cervello gira un unico film... horror, questo!

Forse dovrei fuggire in un paese lontano!

 
 
 
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FIORI SECCHI

L'arte dei tempi sbagliati.
Degli accordi accenati,
lasciati morire in silenzio.

Chi tace acconsente.

Benvenuto nel mondo di Chia!



Acquerelli di pioggia
in mattine assonnate

Chiara

Le scale mobili ci farebbero risparmiare parecchia fatica, in questo continuo sali e scendi di emozioni.

 

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"Ti aspetto
e ogni giorno mi spengo
poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono
se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza no,
è qualcosa di più: è un gesto di morte
fissa che non ti so regalare".

Alda Merini
, da "Clinica dell'abbandono"

 

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