Creato da: lontano.lontano il 22/01/2008
la poesia, la musica ed il loro contrario.

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Novembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
 
 

Ultime visite al Blog

lab79mathilda114pepedgl16resposito10Stolen_wordsfrancesca632olgy120simona_77rmdo_re_mi0lontano.lontanoap.posta.per.tetekilalLisa20141nontiscordar5
 

Contatta l'autore

Nickname: lontano.lontano
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 61
Prov: GE
 

Chi può scrivere sul blog

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 

Ultimi commenti

E'vero i Grandi vivono e ci sopravvivono e in questa...
Inviato da: lontano.lontano
il 08/11/2017 alle 19:56
 
I grandi non muoiono mai Restano per sempre nel cuore.
Inviato da: ap.posta.per.te
il 08/11/2017 alle 19:38
 
I lunghi ,rumorosi silenzi, parlano più di centinaia di...
Inviato da: Lisa20141
il 16/08/2017 alle 21:15
 
È molto dolce...
Inviato da: nontiscordar5
il 13/08/2017 alle 12:19
 
Bellissime parole... Grazie!
Inviato da: Lisa20141
il 29/05/2017 alle 12:55
 
 

C'era una volta il west

 

Eravamo nel 1968 ed io
dodicenne mi guardavo intorno
per capire cosa stessi cercando,
cosa volessi ma soprattutto,
chi fossi.
Un adolescente che vedeva
intorno a sè un mondo
cambiare, forse in maniera
troppo rapida per capire, forse
in maniera troppo lenta per i
sogni che si hanno in mente a
quell'età.
Un mondo nuovo arrivato
addosso, che portava
con sè nuove parole, nuove
mode, nuova musica.
Ascoltavo come tutti in quegli
anni la prima radio "libera",
quella Radio Montecarlo che
si faceva preferire ai canali
Rai a cui per forza di cose
eravamo legati.
Ricordo tutte le canzonette
dell'epoca e non mi vergogno
nel dire che molte non mi
dispiacciono neppure ora.
Arrivavano i primi complessi
stranieri di una certa
importanza e i compagni
di scuola si buttavano a
comprare i loro dischi.
Io continuavo ad ascoltare
tutto ciò ma li ascoltavo solo,
non li sentivo, non mi
riconoscevo, nulla era ciò
che stavo cercando, ero solo
sballottato da sonorità che
non mi prendevano e poco
mi appassionavano.
Un giorno mi capita di
ascoltare questo tema, per
caso arrivato fino a me, una
musica che mi ha attirato a sè
o per meglio dire mi ha
attirato a me, una musica che
è stata lo specchio della mia
anima, una musica che è
diventata mia proprio come
io diventavo suo.
Non sapevo da dove venisse,
non immaginavo neppure fosse
una colonna sonora, non
sapevo dove andarla a ritrovare.
L'ho cercata, l'ho scovata ed è
con me da quarant'anni, non
potrei fare a meno di lei perchè
perderei la parte migliore di me,
sarebbe come specchiarsi e non
vedersi, sarebbe come mangiare
e non nutrirsi, sarebbe come
vivere senza pensare.
Io per mia natura non sono
geloso, perchè penso che la
gelosia, in fondo, non sia che
la nostra insicurezza che ci
fà credere di non esser
all'altezza di sostenere una
comparazione con qualcuno
che, diamo già per scontato,
esser meglio di noi.
Lo sono però verso questa
musica che sento mia e solo
mia e non mi fà molto piacere
se altri mi dicono di
riconoscersi in lei, sarebbe come
vedere all'improvviso spuntare
un nostro replicante mentre fino
ad oggi credevamo di essere unici.
La capisco e lei mi capisce, mi
prende per mano e mi porta in
posti tranquilli, mi asciuga
gli occhi dalle lacrime
dopo averli bagnati,
così senza neppure un perchè,
mi stringe forte la gola
togliendomi quasi il respiro,
facendomi male ma
riportandomi in vita.
Chi mi vede quando sto con lei
mi dice che cambio espressione,
che mi perdo in un mondo
lontano, che trattengo,
senza riuscirci, un'emozione che
raramente mi capita di avere.
E' vero, e non chiedetemi perchè,
non saprei rispondere,
non si motivano le sensazioni,
non si riescono a spiegare
i tumulti del cuore,
non si sà nulla degli
sconvolgimenti dell'anima,
non si razionalizza l'amore.
Una dolcezza infinita che
mi prende la mente e
se la porta con sè e non sono
più io, proprio quando sono
più io che mai,
mentre io divento lei e
lei diventa me, uniti in un sogno
che finirà solo quando
non avrò più la forza per sognare.

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 9
 

 

 

Così ... non penso!

Post n°319 pubblicato il 04 Marzo 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Voglio dormire per non pensare, mi butto sul lavoro, così non penso, devo tenere la testa occupata per far si che non pensi, mi metto le cuffie e metto musiche assordanti, tanto che mi distolgano dai pensieri …
Son frasi che avete pronunciate personalmente o avete sentite da familiari o da conoscenti?
In entrambi i casi, vi trovate di fronte ad una disperazione esistenziale che conduce esattamente la, dove volevano che vi conducesse.
Non crediate che siano frasi buttate a caso, semplicistici modi di dire o sfoghi momentanei, l'ossessione del pensiero, quel terrore che attanaglia la mente che vuole negare se stessa e la sua principale occupazione, sono l'unità di misura dell'angoscia e della non vita che la vita ha scacciata.
Nulla è per caso, tutto obbedisce ad ordini statistici e a piani studiati, le nostre afflizioni sono attribuibili in piccola parte a fattori personali ma, nella stragrande maggioranza dei casi, a responsabilità altrui.
Ci hanno ammaestrati al non pensiero, ci hanno resi disponibili tutti i mezzi per facilitarci in questo compito, ci hanno data un'esistenza complicata per ottenere questo scopo.
E noi siamo bravissimi a farci del male da soli, siamo discepoli osservanti e scrupolosi, non deludiamo mai coloro che di tali insegnamenti ci han fatto dono.
Il non farci pensare è la perpetuazione del loro potere, l'assenza del nostro pensiero è la polizza vita del loro dominio e la garanzia della nostra eterna schiavitù.
Per una volta, abbandonate l'apatia e lo sconforto mentale e provate a pensare, al perché, non vogliono che pensiate e come riescano ad ottenerlo.
Hanno fatto in modo di farvi odiare la politica tramite inserimenti di personaggi squallidi ed inaffidabili, tanto da non occuparvene in prima persona e delegare i loro maggiordomi.
Sono arrivati alla sfacciataggine di dire, nella massima tranquillità, che oggi, la democrazia è troppa ed ingombrante per cui è doveroso farne a meno.
Così la politica è cosa loro e l'abbiamo eliminata.
L'economia, la materia più semplice al mondo, perché è fatta di logica e di buonsenso, è stata resa inaccessibile al popolo, l'hanno associata e meccanismi astrusi ed incomprensibili ed, in tal modo, vi hanno eliminati dal gioco per palese incapacità …. e l'economia l'abbiamo anch'essa scartata.
Ci hanno impartita una religione, una delle tante, non importa quale, sempre religione è, sempre indottrinamento è.
Se andiamo a vedere l'etimologia della parola leggeremo di versioni compiacenti ed asservite ai loro intenti ma, non potrà sfuggirvi l'assonanza con “relegare” che significa rinchiudere, confinare, segregare.
Così un altro recinto è stato costruito per il pensiero, non serve pensare, le domande hanno già ogni risposta preconfezionata, i dubbi non devono esistere, dove sorgano, c'è sempre un mistero divino che li giustifica.
E così è sistemato pure questo.
Non dovete pensare a ciò che vi sta intorno, ci sono teorie per tutto, ma chi ve lo fa fare di andarle a mettere in discussione con logiche domande?
Siete, siamo, troppo ignoranti ed impreparati per capire; ci sono scienziati del 1500 che hanno già dimostrato tutto, che hanno teorizzato ogni cosa, è il caso di parlarne ancora “soltanto” dopo 510 anni?
Viviamo su una palla che gira a 1700 km/h …... va bene!
Il sole non si muove e la luna ha un lato che non si riesce a vedere, la terra ha una forma sconosciuta, non esistono altre civiltà oltre la nostra, le guerre son ribattezzate missioni umanitarie ed in ogni attentato che si verifichi, non sono mai coinvolti i servizi segreti …...... va bene!
Tutto va bene non state a pensarci, non pensate a questo, se proprio volete pensare a qualcosa, pensate a come pagare bollette sempre più care, a cercare un lavoro che non c'è, ad andare per primi ai mercati ortofrutticoli per racimolare qualche prodotto, scartato alla chiusura.
Se proprio volete, pensate ai vostri guai ma assumendovene la colpa, pensate che siamo un popolo che ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, che dobbiamo vergognarci della nostra storia e delle nostre tradizioni, che paghiamo i nostri difetti e le nostre negligenze che, non siamo degni di amministrarci da soli e abbiamo bisogno di tutele straniere.
Prendetevi una soddisfazione, gratificatevi, ascoltate ed applaudite, coloro, e non son pochi, che non perdono occasione per dire che “siamo un popolo di merda”.
Fate questa ricreazione mentale, pensate a questo e poi tornate a non pensare, è meglio non pensare, rifiutarsi di prendere coscienza dell'esistente e rifugiarsi nelle comode menzogne.
Non pensate a come sarebbe la vostra vita se foste voi a ripensarla, non pensate che potrebbe esserci qualcosa di migliore di ciò che vi viene proposto, lasciate che altri pensino per voi come è sempre avvenuto.
Ma, visto che non pensate..... non pensiate neppure che, pur essendo questo, un mondo imperfetto, sia l'unico possibile perché uno possibile potrebbe esserci …... basta che lo vogliate pensare.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Parole d'amore.

Post n°320 pubblicato il 09 Marzo 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Esistono le parole d'amore?
La risposta sembra facile e scontata: Si.
Basta, infatti, andare sui motori di ricerca del pc e digitare quelle poche lettere, oppure, visitare uno dei tanti siti di cartoline elettroniche da spedire.
Ma la risposta, che appare evidente, non è poi così scontata perché la domanda non è sufficiente per ottenerla.
Occorre specificare, non si può prescindere, infatti, da delle condizioni, in assenza delle quali, ogni risposta si presta ad ipotesi contrastanti.
Anche qui occorre un esempio per meglio farmi capire.
La luce esiste?
Si e no, tutto dipende da dei presupposti, non esiste la luce a priori, pur essendo un dato di fatto scontato, scontato non è.
La luce, infatti, esiste se l'accendiamo ma non esiste se la spegniamo.
Esiste sotto molteplici aspetti e non sotto un unico, drastico ed incontrovertibile modo di vederla, ma può anche non esistere.
Diversamente da un bicchiere d'acqua.
Quest'ultimo, che ve lo prendiate da soli o che vi sia servito da qualcun altro, rimane un bicchiere d'acqua e lo resta, anche in presenza di bicchieri di forma o di capacità diverse.
Ecco, le parole d'amore sono come la luce e non come un bicchiere d'acqua.
Possono esserlo se dette dalla persona giusta alla persona giusta, possono esser tutt'altro se proferite da personaggi che non sono affatto compatibili con le stesse.
Son parole d'amore quelle dette da soggetti sgradevoli o inopportuni, da amanti seriali o da chi le dice a getto continuo, sparando a caso nel mucchio?
Non possono esistere parole d'amore che non siano personalizzate e scelte con quella cura che le rende uniche, come un codice che, soltanto una persona può decodificare.
Solo in presenza di condizioni particolari, le parole prendono quella particolare forma, solo se escono da un'anima per raggiungerne un'altra, si animano.
Fin qui abbiamo parlato delle parole d'amore, che potremmo definire classiche o rituali, ce ne sono altre, però, che vivono sotto una forma diversa, sotto copertura, mascherate da rancore e risentimento, coinvolte in un paradosso di intricata complessità.
Forse, queste sono le vere parole d'amore, quelle che dicono di più di quelle abusate, quelle che vanno oltre una lettura troppo comoda e semplicistica.
C'è, probabilmente, più amore in quell'odio che nell'amore stesso, c'è qualcosa che lo rende più vivo, forte, quanto solo può esserlo la forza della disperazione.
Son parole crudeli, che mortalmente feriscono l'animo di chi, non riesce a tradurle nella lingua del sentimento zittito e rinnegato, ma son dolci parole se lavate dalle lacrime di occhi che han voglia di piangere le ultime lacrime che ancora rimangono.
Bisogna esser forti per ascoltarle, bisogna esser convinti che son solo parole e non il vero pensiero, bisogna capire il male che si prova facendo ad altri del male.
Nulla, esiste senza il proprio contrario, ma se si tratta dell'amore e del suo linguaggio, addirittura, le due cose si fondono in quell'illogico equivoco che solo la mente riesce ad inventare.
Le parole d'amore son spesso sberleffi e prese in giro, quelle ostili sono, invece, forzate bugie per nascondere a se stessi e ad altri inconfessabili verità, con dentro la dannata voglia di confessarla.
Tutto si mischia, tutto si distrugge e si rigenera, tutto diventa possibile quando si tratta d'amore, soprattutto quando si tratta d'amore impossibile.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Portarti via.

Post n°321 pubblicato il 15 Marzo 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Vorrei portarti via,
non domandarmi dove;
dalle lacrime che hai pianto,
da quel tuo sogno infranto.
                       
Vorrei portarti via
                        perché sei troppo sola,
                        di giorno tra la gente,
                        di notte con la  mente.
Vorrei portarti via
da quella stanza fredda,
da un mondo troppo ostile,
da quel destino vile.
                        
Vorrei portarti via,
                        lontana dai problemi,
                        lontana dal passato
                        che non hai mai scordato.
Vorrei portarti via,
dal suono della sveglia,
perché sei troppo stanca,
perché la gioia manca.
                        Vorrei portarti via
                        da chi ti guarda strano,
                        da chi ti ha poi tradita,
                        da chi non ti ha capita.
Vorrei portarti via
perché sorridi poco,
perchè hai tanto da dire
ma chi, ti sta a sentire?
                        
Vorrei portarti via
                          perché è il tuo desiderio,
                          perché ami la vita,
                          perché... non è finita!
Vorrei portarti via
insieme a me in un sogno,
ma lo sa solo il destino
se mi starai vicino.
                        
Vorrei portarti via
                         ma, cerca d'essere felice
                         anche quando, come in volo,
                         me ne andrò via da solo
.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Un giorno di pioggia.

Post n°322 pubblicato il 23 Marzo 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Mi affascina sempre, la pioggia che scende,
invisibile in cielo,
la terra si prende.
Da nuvole basse,
vestite di grigio,
trasforma il paesaggio, come in un sortilegio.
Finissime gocce che vengon giù lente,
senza fare rumore,
sul mio sguardo assente.
La mente bloccata,
sul tutto e sul niente,
fare parte del mondo senza esser presente.
O gli scrosci violenti,
di acqua impetuosa,
quando sembra che il cielo, travolga ogni cosa,
un muro di cristallo,
ti si para davanti,
come quando sei preso da mille tormenti.
Ed è bello star li a veder la natura,
tranquillo, al riparo,
da posizione sicura.
E non smette la pioggia, mentre arriva la sera,
oggi è un giorno d’inverno ma, verrà primavera.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Domani.

Post n°323 pubblicato il 31 Marzo 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Passano le ore,
passano i giorni,
passano gli anni,
passano veloci,
annegano negli affanni.

E tu, aspetti a viverli,
rimandando tutto a domani,
che pensi sia migliore,
appena nelle tue mani.

E domani arriva,
come già ieri è arrivato
ma, tu non te ne accorgi,
perchè troppo occupato.
                                        
Passeranno così, nel nulla,
altre ore,
passeranno i giorni,
in cose senza cuore.

Passerà, forse,
ancora qualche anno,
poi,
capirai, della vita,
l'inganno.

In un solo momento,
che si perde nel blu,
capirai che per te,
domani,
non verrà più.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Il tramonto.

Post n°324 pubblicato il 09 Aprile 2017 da lontano.lontano
 

Ti mando la foto di un tramonto sul mare,
il sole rovente,
che nell'acqua, scompare.                                                             
Ti mando quel cielo dai rossi colori,
l'odore del sale,
il profumo dei fiori.

Ti mando il rumore di un'onda tranquilla
che lenta,
si adagia,
sulla sabbia che brilla.
Ti mando il silenzio che c'è tutt'intorno,
la sera che arriva e dà il cambio al giorno.

Ti mando la brezza che si leva a quest'ora,
un raggio di sole che vuol vivere ancora.
Ti mando le ombre
della sera che avanza
e la luna l'annuncia,
con la muta presenza.

Ti mando l'atmosfera di un posto d'incanto,
i baci che si danno,
in un tale momento.
Ti mando degli amanti,
la dolce carezza
perduti nelle labbra,
ed in questa bellezza.

Tutto questo ti mando,
per me,
tengo soltanto,
la tristezza che ho,
per non averti qui accanto.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

La felicità.

Post n°325 pubblicato il 18 Aprile 2017 da lontano.lontano
 

Dura quanto,
un'ora di neve, in Riviera.
Dura quanto,
un ultimo raggio di sole, la sera.
Dura quanto,
di un lampo il bagliore,
dura quanto,
del tuono, il fragore.
Dura quanto, una goccia che cade,
dura quanto, un colpo che esplode.
Dura poco,
qualche ora,
un istante,
dura solo quel po' di presente.
Quando credi di averla già in mano,
lei ti sfugge nel vento,
lontano.
Non provare a ingabbiarla,
non serve,
come goccia nel mare,
si sperde.
Come stella che cade,
come un giorno di festa;
la felicità,
forse, arriva,
ma non resta.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

La leggenda del Piave

Post n°326 pubblicato il 25 Aprile 2017 da lontano.lontano
 

II Piave mormorava
calmo e placido al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio:
l’esercito marciava
per raggiunger la frontiera,
per far contro il nemico una barriera…
Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava,
e andare avanti…
S’udiva, intanto, dalle amate sponde,
sommesso e lieve, il tripudiar dell’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò:
“Non passa lo straniero!”

Ma in una notte trista si parlò di tradimento,
e il Piave udiva l’ira a lo sgomento.
Ah, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto
per l’onta consumata a Caporetto…
Profughi ovunque, dai lontani monti
venivano a gremir tutti i suoi ponti…
S’udiva, allor, dalle violate sponde
sommesso e triste il mormorio dell’onde:
come un singhiozzo, in quell’autunno nero
il Piave mormorò:
“Ritorna lo straniero!”

E ritornò il nemico
per l’orgoglio e per la fame,
volea sfogare tutte le sue brame…
Vedeva il piano aprico,
di lassù, voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora.
“No! - disse il Piave – No! - dissero i fanti…-
Mai più il nemico faccia un passo avanti…”
Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combattevan le onde…
Rosso del sangue del nemico altero,
il Piave comandò:
“Indietro, va’, straniero!”

Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento…
E la Vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro a Battisti…
Infranse, alfin, l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore.
Sicure l’Alpi… Libere le sponde…
E tacque il Piave: si placaron le onde
sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
nè oppressi, nè stranieri!

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Giorno di festa.

Post n°327 pubblicato il 30 Aprile 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

L'inverno che dorme,
nella chiara mattina,
il freddo riposa
accanto alla brina.
Ti fà male agli occhi
quel sole lontano,
il suo lieve tepore
ti prende per mano.
T'invita ad uscire e,
in questo giorno di festa,
non vedrai la gente andare via lesta.
E' un mondo diverso
visto da una panchina,
un mondo che c'era,
ma non vedesti prima.
Quell'acqua che ondeggia,
il suo costante rumore,
gli alberi e il cielo hanno un altro colore.
E tu li seduto
con il tuo sguardo assente
coi pensieri mischiati tra passato e presente.
Forse, sogni di essere in un posto lontano,
forse,
 
sogni di essere solo un po' più sereno.
Fors'anche ti basta questa tua vita onesta,
a tuo modo,
felice,
in questo giorno di festa.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Il destino. 4 Maggio 1949.

Post n°328 pubblicato il 04 Maggio 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Io sono il destino,  puoi dir tutto di me,
dipende da come mi comporto con te.
Ti plasmo, ti illudo con sorriso beffardo,
ti guardo maligno e sono un bastardo.
Ti premio, anche senza tuo merito alcuno,
ti rendo importante, mentre sei un nessuno.
A te dono tutto, agli altri mai niente,
allora mi dici generoso e clemente.
Son quello che fece, un giorno di primavera,
ritornare l'inverno, con furiosa maniera.
Son io che ho deciso chi c'era o non c'era,
son io che ho distrutto la Squadra più vera.
Li mandai a giocare, lontano da casa,
un bel viaggio premio, per chi meritava.
Me li presi tutti, ed eran trentuno,
a quell'ultimo appello non mancava nessuno.
Eran tutti felici su quel trimotore
tornavano a casa, i ragazzi del Cuore.
Avevan vinto tutto con dignità e onore,
le invincibili maglie dal Granata colore.
In fondo, li ammiravo ma,
mi avevan sfidato!
Più forti di tutti! 
Ma…. pure del fato?
Non potevo più, così sopportare
in qualche maniera li dovevo fermare.
Sarei stato il primo ad averli sconfitti,
in un giorno di Maggio, li avrei  presi tutti.
Tra fulmini e tuoni, in una notte precoce,
persi, contro la nebbia, in maniera veloce.
Un boato, uno schianto, contro quel muraglione-
E tu che oggi li pensi, con in gola il magone,
maledirai tutto,
me compreso;
….. il destino
l'unico al mondo che sconfisse il Torino.
Ma ora mi pento, forse ho vinto per niente,
li ho sconfitti una volta, Loro han vinto per sempre.
Mi sentivo il più forte, ma non avevo capito
che sarei stato vinto dalla Squadra del mito.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

La tristezza.

Post n°329 pubblicato il 10 Maggio 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Come nebbia, ti avvolge, nel nulla
poi, ti strappa quel che resta del cuore
così, la mente, nel grigio si annulla
e poco importa, se fuori c'è il sole.

Anestetico in dose imponente
che ti causa soltanto torpore,
con la vita che senti presente
sol perchè ancor ne avverti il dolore.

Per cento cose stai male, o per una,
forse, esiste, una vera ragione,
ma, non riesci a trovarne nessuna,
quando in gola ti strozza il magone.

Puoi soltanto aspettare che passi,
perchè, spesso, non dipende da te,
puoi trovarti sepolto dai massi
senza neppure sapere il perché.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Stai dormendo.

Post n°330 pubblicato il 16 Maggio 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Stai dormendo un colpevole sonno
ché il risveglio paura ti fa,
preferisci non vedere l'inganno,
preferisci non guardare più in la.

Preferisci il sonno di tutti,
e, dormendo, lasciar tutto com'è,
e se i giorni son sempre più brutti,
non importa, ognun pensa a sé.

Il potere ti induce a dormire,
ti fa credere a tutto o a niente,
annichilisce il tuo vero sentire,
ti prende anche l'anima, prendendo la mente.

Stai dormendo e non puoi più pensare
ma non importa, c'è chi pensa per te,
vedi il sole nel cielo ruotare
ma ti dicon che chi ruota sei te.

Stai dormendo ma, prova a svegliarti,
è voluto il tuo sonno, e lo sai,
non permettere di schiavizzarti
ed un mondo diverso vedrai.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Era già tutto previsto.

Post n°331 pubblicato il 22 Maggio 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Era già tutto previsto,
me lo avevano già detto
che ti avrei perso nel vento,
che restava poco tempo.

Così, mi stavo preparando,
così, ci stavo già pensando:
"Se mi abituo, forse, è meglio,
meno notti starò sveglio".

E passavan lesti i mesi,
e tu già non stavi in piedi.
Erà già tutto previsto,
me lo avevano già detto.
                      
Finchè un giorno, a primavera,
venne giù per te la sera,
sotto quel lenzuolo bianco,
c'era quel tuo viso stanco
                       
Ho capito in quel momento,
che significa "sgomento".

Ma non ero preparato,
e benchè avessi studiato,
alla scuola del dolore
non riuscivo a ragionare.

Con la pioggia dentro gli occhi,
con la nebbia dentro il cuore,
senza voglia di pensare,
senza voglia di parole.
                            
Era già tutto previsto e
sapevo tutto quanto ma,
non potevo prevedere
che tu mi mancassi tanto.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Come il mare, come il sole.

Post n°332 pubblicato il 29 Maggio 2017 da lontano.lontano

Come il mare che dorme tranquillo
per un vento improvviso, s'increspa,
quella calma apparente, si annulla
in nubi nere che san di burrasca.

Come il sole, che in montagna splende
nelle calde giornate d'estate,
lascia il posto al temporale che attende
di nasconderlo dietro a nubi imbronciate.

Così tu, che sei calma e tempesta
tu che sei quei silenzi eloquenti
quella che, se anche va, sempre resta
tu, con parole d'affetto taglienti.

Tu che sei una parte importante,
tu che sorridi così dolcemente
che sei sempre, anche quando distante
tu che sei un pensiero avvolgente.

Io che non riesco a farti capire
che tu sei e sarai sempre tu
io che non trovo parole per dire
quel che sento, ma che senti anche tu.


 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Ti guardo dormire.

Post n°333 pubblicato il 05 Giugno 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Una luce, ancor scura, filtra dalle persiane,
il mattino si sveglia, mentre tu dormi ancora,
già, le ore di ieri, sembran cose lontane,
quando un pezzo di cielo, si dipinge d'aurora.

E' ancora silenzio, e ti guardo dormire,
nella calma del sonno, non riposi la mente.
Io, che penso al tuo mondo, al tuo grave “sentire”,
al tuo mondo crudele che ti da quasi niente.

Sei stanca di lotte e di continui pensieri,
sei stanca di tutto e del tuo triste destino,
del tuo essere oggi, dei rimpianti di ieri,
sei stanca, sfinita, per un arduo cammino.

Il tempo passato ti ha resa più bella.
La vera bellezza non appare a vent'anni,
forse, è solo un progetto, ma non è certo quella,
è nel tempo arrivato, che non cela gli inganni.

Ti vorrei accarezzare ma ti lascio dormire,
vorrei fare per te, cose che non so fare,
vorrei dirti parole che, mai, riesco a dire,
vorrei darti il concreto, e non solo sognare.

Ti guardo dormire,
mentre, lontani rumori,
con grande tristezza, mi fanno capire,
che oltre sta stanza, un altro mondo c'è fuori.

Già la notte è fuggita, e ti guardo dormire,
voglio riempire i miei occhi di te,
fermare il tempo, non farlo fuggire,
affinché, tu non sia più, lontana da me.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Non resta più niente.

Post n°334 pubblicato il 23 Giugno 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Non resta più niente, dei miei giorni con te,
non resta il momento,
non resta quel tempo
non resta quel "tutto" ch'era solo per me.

Non resta più niente, di ciò che ero per te,
né balconi coi fiori,
o dei tramonti, i colori,
solo cose finite, senza un vero "perché".

Non resta più niente, dei tanti discorsi,
non più i giorni di pioggia bagnati,
né più quelli, dal sole, bruciati,
non resta più niente, soltanto rimorsi.

Non resta più niente degli sguardi infiniti,
di ogni carezza,
di infinita dolcezza,
di baci che prima, eran solo sognati.

Non resta più niente ma c'è tutto di te,
sei nei miei pensieri
quella che sempre eri,
sei la cosa più bella che ho avuta per me.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Senza di te.

Post n°335 pubblicato il 04 Luglio 2017 da lontano.lontano
 

 

Sembra che tutto sia come sempre
ma, dentro di me tutto è cambiato.... tutto
e, quello che per me era così importante
d'ora in poi, non conterà....

Senza te nulla ha più senso.... niente
e sempre, mi ritornerà negli occhi e nella mente,
quando c'era per me, solo il tuo sorriso dolce
sorriso, che mai, più io scorderò.

Senza te quello che avevo era... niente
ma, quel niente, a me pareva tutto,
io con te, invece, avevo avuto tutto
perchè, tutto eri per me.

Io con te vedevo le stelle in cielo
e del cielo, eri la più bella stella,
senza te non ha più senso il cielo,
senza te, il cielo, neppure c'è.

Oggi tu se il mio pensiero, .... sempre
ma, da me, sempre troppo distante,
come il cielo che è fermo li, da .... sempre
non posso non pensare a te .... sempre.

La pioggia che fina, dal cielo, scende,
la neve che, in silenzio, in terra, lenta si stende,
l'onda che, prepotente, poi s'infrange
sembra, che non sia cambiato niente.

Il tempo scorre e il vento soffia .... sempre,
il sole ruota nel cielo blu .... da sempre,
non si ferma neanche per un istante,
la notte rincorre sempre il dì .... da sempre.

Si, lo so, sembra sia tutto come .... sempre,
si, per il mondo, non è cambiato .... niente,
anche se tu, sei da me troppo distante
anche se, sei solo nella mia mente.

So, che tu pensi a me, dolcemente,
e, se chiudi gli occhi mi vedi li, presente,
sarai con me, fino a che avrò ancora tempo
per poter sognar di te.... sempre.

Sogno
io sogno di te,
sogno,
sogno il mio tempo con te
sogno quel tempo che ormai non c'è più,
sogno quel sogno che sola sei stata
tu.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Non posso dirti.

Post n°336 pubblicato il 20 Luglio 2017 da lontano.lontano
 

 

Tu non puoi capire,
non puoi immaginare,
neanche so spiegare,
il tormento ch'é in me.

Io non posso dirti
di quel sentimento
che mi scoppia dentro ma,
è vietato per me.

Io non posso dirti
cosa provo per te.

Tu, non sentirai
parole che dirti vorrei
con gli occhi dentro i tuoi
e stringendoti a me.

No, non posso dirti
le dolci parole
che quel mio silenzio
porterà li da te.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Nel tuo silenzio.

Post n°337 pubblicato il 13 Agosto 2017 da lontano.lontano
 

 

Quando mi perdo
dentro ai tuoi occhi
ritrovi i tuoi,
dentro il mio sguardo. 

Quando non c'è
una sola frase che
ti possa dir di più
del mio silenzio. 

Quando ti penso
ti sono accanto
e nello spazio che non c'è
ci siam soli io e te                                     
e nessuno può capire ciò che esiste tra di noi   
solo noi
solo noi
solo io
e te....

Quando mi immergo
nel tuo silenzio
sento che è li
tutto il mio mondo, 

una vita che
non è stata
un granchè
ma ha avuta una virtù,
l'hai resa bella
tu.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

518.400 secondi.

Post n°338 pubblicato il 17 Ottobre 2017 da lontano.lontano
 
Foto di lontano.lontano

Ci sono dei posti che per poter descrivere dobbiamo usare gli occhi, altri, invece, che si possono descrivere soltanto con quel “qualcosa” che va oltre i sensi.
Ci son dei posti senza spazio, senza tempo, senza passato, senza futuro, senza domande da porre e senza risposte da avere, senza attese, senza speranze.
Un posto dove si sta li attaccati a decine di tubicini, a sacche appese come foglie ai rami di un albero.
Si sta li collegati a dei monitor che emettono tonalità di suoni diversi a secondo delle diverse condizioni, si sta li quasi immobili, in lettini che sudano di traverse plastificate.
Si sta li, sperando di dormire, senza patire gli incubi di quel sonno indotto dalla morfina, di quel sonno che non è ristoratore ma solo momento di evasione, da quel nulla che c'è tutto intorno e dentro di te.
Si sta li, senza trarre forza da niente, né da un volto da rivedere né da una voce da riascoltare, né dagli affetti, né dai santi o dagli dei, si sta li, soli nel nulla, perché nulla ci aiuta, dove nulla si riesce a far entrare li, dove soli, si soffre e soli, altro nulla, si attende.
Si sta li, ad ascoltar preghiere sconnesse; frasi a stento ricordate, che sembrano inventate con parole richiamate alla memoria solo per l'occasione, o ad ascoltar bestemmie che sfogano una sofferenza ritenuta immeritata.
Si sta li a vivere il secondo perché il tempo, se c'è, solo di secondi è fatto.
Devi attendere di vivere solo il secondo successivo, non puoi pretender di pensare neppure a un'ora dopo, alla sera che scende o al mattino che verrà, non puoi pensar al tempo in quel mondo senza tempo, fatto solo di quella luce innaturale, costante, sempre uguale, sempre la stessa, che ci siano, fuori, il colore del giorno o il buio della notte.
Ti accorgi che qualcosa muta dai visi degli infermieri che mutano, il loro turno ti dice che dei secondi eterni sono andati e con dei secondi che saranno eterni ti troverai ad aver a che fare.
Sei affidato alle solite persone, sei un numero di letto, e quando ti si avvicina quella con la quale hai stabilita una maggior umana empatia le chiedi qualcosa per riposare e per sentir di meno quel dolore che dall'anima si trasmette al corpo e viceversa.
La guardi e lei capisce che non ne puoi più, la guardi e lei ti guarda con gli occhi colmi di quella pietà che mai avresti pensato di poter suscitare.
Il tempo di chiedere un consiglio al medico di turno e si presenta con una siringa enorme che spinge il liquido, uno dei tanti, in uno dei tanti rubinetti che hai addosso, uno dei tanti connettori ai quali le tue vene sono collegate senza che neppure tu te ne renda conto.
518.400 secondi nei quali non ho mai neppure pensato di pensare, si sta li come parte integrante dell'elettronica che ti monitora di continuo, che fa degli impulsi la tua voce, che dice se con aggiustamenti farmacologici continui, riuscirai a “passare la nottata” perché è solo questo che devi fare, restare in vita, forzatamente ancora altri secondi.
E aspettare.
Camici bianchi o verdi, ti chiedono come va, cercano di rassicurarti del buon esito del prelievo, del miglioramento della situazione, dei parametri che rientrano e, cercano di infonderti una fiducia che tu non prendi neppure in considerazione, mentre maledici come un supplizio, quel tubo che ti entra nel naso per poi passare nella gola per poi finire nella parte alta dello stomaco.
Vuoi con tutte le tue forze dormire, dormire per non avvertire dolore, dormire, perché è l'unico modo per non essere li dove sei, dormire perché la tua vita, o non vita, è fatta di sonno perché il sonno assomiglia alla morte, tanto, tu è come se morto già lo fossi.
Dischiudi appena gli occhi, per un caso, per un rumore, per la ferrea volontà dei parenti che, con camice e mascherina sono li al tuo capezzale a dirti che le cose procedono oltre ogni aspettativa, che il tuo forte fisico reagisce in maniera quasi inattesa.
Tu li guardi senza contraddirli, tu, che senti quelle parole che contraddicono il tuo stato, tu, che sai che è il loro modo per darsi coraggio, tu, che sai che la loro preoccupazione è pari alla tua sofferenza, tu, che sai che, poco dopo, usciranno da li credendo fermamente di aver visto dei segni di miglioramento che sanno di miracolo.
Mentre tu manco pensi al miracolo che è troppo diverso da quello al quale si affidano loro, che con gli occhi della speranza vedono cose che tu ritieni inesistenti.
Ci son posti che ti cambiano la vita e la vita cambia quando vedi situazione che mai, avresti immaginato di vivere in prima persona.
Ci son posti un cui arrivi senza neppure rendertene conto, ti svegli li, dopo un sonno che, solo per fatalità, non è continuato nel tempo, ci son posti così, fuori dal mondo in cui fino a poche ore prima eri ospite e adesso percepisci come qualcosa di alieno e lontano.
Sono tanti 518.400 secondi, sono troppi da sopportare, sono infiniti, senza la speranza di una fine, riesci a viverli solo perché non esiste una scelta alternativa, devi viverli o non viverli che è la stessa cosa, ma non puoi fuggirli.
Devi stare li attaccato non sai per quanto, devi stare li finché le strumentazioni parlano di te in toni musicali ritmici e scontati, devi stare li e non dipende da te, per quanto ancora, devi stare li cercando il sonno per non star ancora li.
Stai li solo con te stesso ed i tuoi innumerevoli dolori, sta li per un altro secondo ancora e poi un altro, aspettando qualcosa che non sai, aspettando solo di sapere se dopo 518.400 ce ne saranno altri uguali o cos'altro ancora dovrai sopportar per altri infiniti nuovi secondi che, speri, almeno di vivere dormendo.
Ho visto l'inferno per 518.400 interminabili secondi, ho vissuto un incubo che, son certo mi tornerà alla mente in nottate problematiche, ho subita una situazione necessaria che, molto probabilmente, avendola conosciuta, non avrei accettata, qualora mi fosse stata concessa la possibilità di accettare o rinunciare.
Si, probabilmente, rinuncerei a questo percorso, un percorso che mi da oggi la possibilità di continuare il precedente ma che mi ha tolto qualcosa che è andato perduto in quei 518.400 secondi, che ad oggi ancora non so che sia ma che di certo, avverto che non avrò mai più.

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »