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Creato da andreacasas il 09/10/2009

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Andrès Segovia

Post n°5 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da andreacasas

 

Andres Segovia - Asturias
Andrés Segovia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Andres Segovia Dobson.jpg

Andrés Segovia

Andrés Segovia (Linares, 28 febbraio 1893Madrid, 3 giugno 1987) è stato un chitarrista spagnolo.

Fu un maestro spagnolo della chitarra classica, generalmente considerato come il più importante sviluppatore della tecnica e dello studio della chitarra classica di sempre.

La sua prima apparizione avvenne in Spagna all'età di sedici anni, e pochi anni dopo tenne il suo primo concerto professionistico a Madrid, suonando una trascrizione per chitarra di Francisco Tárrega e alcune che aveva sviluppato per conto suo di Johann Sebastian Bach.

Lavorando assieme al famoso liutaio Manuel Ramirez sviluppò la "moderna" chitarra classica, introducendo le corde in nylon, che sono in grado di produrre un timbro più consistente e un volume più alto.

Segovia, durante i suoi frequenti viaggi, ha influenzato molto anche la liuteria italiana di chitarre classiche.

La figura di Segovia è fondamentale per la storia della chitarra classica, in quanto ha portato questo strumento alla popolarità anche nella musica classica, dove era stato in precedenza ignorato perché "troppo popolare".

Alle carenze di repertorio supplì lo stesso Segovia, che non solo fu autore di numerose trascrizioni, ma che per mezzo della sua popolarità ottenne che molti compositori a lui coevi scrivessero molti pezzi originali, di cui fu dedicatario: dopo una tournée in America nel 1928, divenne ben presto famoso come "il chitarrista", e musicisti come Heitor Villa-Lobos, Mario Castelnuovo-Tedesco, Joaquin Rodrigo, Manuel Ponce, Joaquin Turina e Manuel de Falla iniziarono a scrivere per lui (e per la chitarra). Nella storia dello strumento a questi compositori si dà infatti il nome di Compositori segoviani.

La tecnica veniva raffinata anche grazie al suo tocco brillante, corposo e dolce al tempo stesso, con particolare attenzione al portamento. Un tocco inimitabile che rimane ancora oggi un termine di paragone.

La sua musica ha ispirato moltissimi cantanti e musicisti come Ed Gerhard.

 
 
 

Dream Theater-il teatro dei sogni

Post n°4 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da andreacasas

Qualche ora prima dello show romano dei Dream Theater ho avuto modo di entrare nel camerino di James LaBrie, cantante della band, per scambiare quattro parole riguardo l'ultimo lavoro "Systematic chaos" e la carriera della band prog americana! Ecco qui il frutto della nostra chiaccherata...


Ieri avete suonato a Bologna... com'è andata?
Amazing! Siamo venuti per la prima volta qui in Italia nel '93 e da allora abbiamo costruito intorno a noi una solida fanbase e tuttoggi c'è una risposta fantastica da parte di voi italiani. E' incredibile!

Verissimo! Infatti lo show di stasera è sold-out, lo sapevi?
Sì sì. Ci ha avvisato ieri il promoter. Fantastico!
Calcolando poi che il metal in Italia non fa grandi numeri direi che avete davvero un gran successo.
Sono completamente d'accordo.

Basta poi pensare al God of Metal. Anche lì avete avuto un ottimo responso...
Certo! Aspetta ... se non ricordo male quella è stata la primissima data del nostro tour ... uhm...

Sì, quella dove avete suonato per intero "Images & Words"!
Yeah, ora ricordo.

E perchè questa scelta ?
Era l'anniversario e abbiamo deciso di festeggiarlo così. "Images & Words" è un gran disco e volevamo farvi questa sorpresa. E' divertente fare queste cose, riproporre per intero un album... dei brani di quel disco li facciamo da vivo, ma singolarmente. Invece ci interessava rifarlo tutto. Sai, l'Italia è un bellissimo posto per venire a suonare. Mi piace venire qui e ogni volta che sono in Italia sono felicissimo. La gente è molto calda ed accogliente

Parliamo un pò del nuovo lavoro. Si avverte un sentimento di rabbia nei testi. A cosa è dovuto?
Guarda, la maggior parte dei testi sono basati su storie di fantasia. Però ecco, molti testi sono attuali perchè parlano di salute, di rispetto reciproco, di tempi oscuri.. tutte cose che ci toccano. I testi di Mike sono più personali, più basati su quello che sente dentro. In tutti i nostri album ci sono testi del genere, ma in questo preciso momento storico risaltano di più perchè sono cose che ci riguardano più da vicino. Però non hanno nulla a che vedere con quello che sta accadendo nel mondo nè con quanto successo in passato.

Proprio questo volevo chiederti. Visto che avete lavorato all'album dal setttembre 2006 al gennaio 2007, non siete stati per nulla influenzati dalla situazione mondiale, dalla politica degli Usa??? La cronoca non ha per nulla "segnato" la vostra visione del mondo?
Guarda, "Prophets of War" è stata scritta basandomi su un libro che ho letto : "Politics and Truth" di Joseph Wilson, una persona importante negli USA. E' stato un libro che mi ha molto impressionato e volevo condividire le mie idee, i miei sentimenti con gli altri. Adesso la tv ci impressiona molto, tutte queste news di distruzione dal mondo... è questo a cui si riferisce la parola "profeti". Profeti di guerra perchè ci sono state molte avvisaglie nel mondo e certe differenze si potevano evitare con il dialogo, la razionalità ed il rispetto reciproco. E' incredibile che certe cose esistano ancora oggi ...

Ti capisco, ma secondo me chiedi l'impossibile! Anche musicalmente parlando il nuovo album riflette questa rabbia che avete dentro : un groove più duro che in passato con riff quasi thrash!
Sì, capisco. Una cosa che mi piace dei Dream Theater è che ogni nuovo disco suona "contemporaneo" e in linea con quello che c'è al momento. Non ci piace che la gente dica "questo suona molto anni 90", "quest'altro suona molto seventies invece!". Vogliamo essere moderni, questo perchè siamo noi i primi ad essere attenti alla scena, alle band del momento. Penso ai Lamb of God, agli Stone Sour, gli Opeth! O anche i Trivum ...

Si vede eh!
Beh, sono tutte grandissime band. Ci piacciono tantissimo e diventano parte di noi. Vedi, acquisti quella potenza, quell'energia, quel vibe, quel modo di suonare ... diventa tutto parte di te e quindi poi è naturale che lo reinterpreti a modo tuo.

Questa è una cosa buona, però molti dei vostri vecchi fan sono rimasti delusi. Molti si chiedono come sia possibile che la band di "Images & Words" ed "Awake" ora faccia nu-metal e thrash...
Sai cosa c'è di buffo in tutto ciò?!? Che quando ce ne uscimmo con "Awake" molti fan erano scettici perchè "Awake" per loro era troppo heavy e ci dicevano "Ma cosa vi è successo? Images and words era così progressive..." e cose di questo tipo. Ora invece vengono a dirci che "Awake" è il loro disco preferito! Però abbiamo sempre avuto canzoni heavy, con molte schitarrate... Pensa ad esempio a "Pull me Under" o a canzoni come "Take the Time" (e qui mima il riffing suscitando le mie e le sue risate. nda) è decisamente un pezzo heavy. O anche "Under a Glass Moon", è heavy! Siamo cresciuti con band come Led Zeppelin, Motley Crue, Metallica, Slayer, Testament, Iron Maiden, Judas Priest ... ascoltiamo queste band e ne prendiamo l'anima. Certo, con gli ultimi lavori l'influenza si è fatta più ... come dire ... ovvia. Anche se con "Systematic Chaos" abbiamo trovato un certo compromesso, un certo tipo di groove fuoriesce sempre. Se la gente ascoltasse con attenzione il nostro lavoro si renderebbe conto che la base progressive c'è ancora, sono sempre i Dream Theater ma con l'energia dell'oggi! Pensa a "Scenes from a Memory" : ci sono momenti heavy come momenti più lenti, ci sono parti progressive e tipicamente à la Dream Theater...

Secondo te questo modo di suonare su "Systematic Chaos" vi ha aiutato in qualche modo a passare alla Roadrunner?
No no no no!!! "Systematic Chaos" l'avevamo scritto molto prima.

Sì, lo so. Intendevo dire ...
La Roadrunner segue la nostra carriera da molto tempo. Avevamo già avuto contatti in passato, loro amano la nostra musica e noi rispettiamo la label e le band del suo roster. E già molto prima di "Systematic Chaos" ci dissero "Voi siete il tipo di band che vogliamo nel nostro roster perchè vi rispettiamo come musicisti". Questo senza sapere se avremmo fatto un disco heavy o un disco progressive. A loro non interessava questo, ci dissero "L'importante è che restiate i Dream Theater, il resto non ha importanza". Ci hanno solo chiesto di fare un ottimo album, niente di più. Non ci è stato detto di fare necessariamente un disco à la Slayer. "Fateci un buon disco, questo è tutto quello che vi chiediamo".

Beh, ormai i Dream Theater sono un trademark nella scena mondiale. Però molti hanno pensato a questo visto che il disco ha un non so che di Trivium e Megadeth ...
No no non c'entra niente. Questo era il tipo di album che volevamo fare, non c'è nessun tipo di invasione altrui.

Ci sarà qualche sorpresa stasera per il pubblico di Roma?
No no. Sarà però uno bello show. Penso che arrivati a questo punto della nostra carriera vogliamo solo tirar fuori la nostra energia ed avere un rapporto caldo con il pubblico. Penso che sarà un ottimo show perchè noi siamo i Dream Theater e suoneremo le nostre canzoni.

E come ti senti oggi a suonare i vecchi brani?
Eccitante! Sai, sono i brani con i quali hai iniziato, sono i nostri brani. Ogni canzone di un vecchio album rappresenta noi in quel preciso momento ed è interessante poter mischiare il vecchio con il nuovo. Beh, è la nostra musica... logico che la amo!
Certo, ma come ti trovi a suonare brani dal sapore progressive oggi che i Dream Theater hanno un'attitudine più dura ?
Ma guarda, solitamente cerchiamo di mantenere il felling originario dei brani, senza stravolgere. Tanto i brani ci danno sempre energia! Il bello è nel suonare i brani che ti hanno reso famoso e se li fai bene la gente si emoziona e ti ama. Questo è il bello.

Ok James, finisco qui le mie domande. Lascio a te l'ultima parola per salutare i fan italiani.
Siamo venuti qui un sacco di volte perchè ci piacciono i fan italiani ed apprezziamo il vostro supporto. Siete molto devoti e ci piace il calore con il quale veniamo accolti. Abbiamo sempre apprezzato! Perciò grazie ragazzi, grazie davvero a tutti. Vi amiamo.

 



- Recensione di 'Octavarium' (2005)
- Sito Ufficiale Dream Theater
- Sito Ufficiale Roadrunner Records

 

 

 

Paolo, 12/11/07

 
 
 

Albanese debutta alla Scala

Post n°3 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da andreacasas

 L'attore Antonio Albanese debutta alla Scala con la regia di un'opera buffa di Gaetano Donizzetti, in programma dal 4 al 14 ottobre.

Intitolato 'Le Convenienze ed inconveniente teatrali' prossimi, lo spettacolo non e' mai stata presentato prima al teatro milanese. L'orchestra sara' diretta da Marco Guidarini, le scene sono di Leila Fteita e i costumi di Elisabetta Gabbioneta. Successivamente l'opera andra' in tournee in Danimarca ad Aalborg presso il Kongres & Kultur Center.

 
 
 

Claudio Quartarone - Il grande talento della chitarra italiana

Post n°1 pubblicato il 10 Ottobre 2009 da andreacasas
 
Foto di andreacasas

Claudio Quartarone è senza dubbio uno dei piu grandi chitarristi italiani, vanta prestigiose collaborazioni (Enrico Rava, Mauro Ottolini, Fabrizio Sferra) e due pubblicazioni discografiche con l'etichetta Rai Trade, lo incontriamo per fargli alcune domande:

Claudio,parlaci di te,come hai iniziato?

La musica cel'ho dentro da quando sono nato. Mia madre mi racconta di melodie che ho inventato all'età di un anno e mezzo circa, melodie, queste, sulle quali, di recente, ho composto diversi brani.

La prima volta che sentii suonare una chitarra, fu all'età di otto anni, per mano di mio zio, concertista e insegnate. Un'esperienza che mi folgorò letteralmente. Da allora capii che suonare sarebbe stato quello che avrei fatto per tutta la vita.


Quali sono i tratti distintivi del tuo stile?

Credo che lo stile personale sia il risultato della strada che si intraprende, dello studio, delle influenze. Per quanto mi riguarda ciò che ha forgiato la mia musica sono stati la musica classica, la musica elettronica ed infine il jazz che non definirei come uno stile ma come una concezione musicale.
Dunque quando compongo o improvviso non posso fare a meno di utilizzare tutto il mio passato per esprimere la mia idea.
Credo che avere una visione meno settoriale e cercare di vedere le cose dall'alto sia una condizione fondamentale per trovare il coraggio di fare buona musica.


Cosa pensi della musica di oggi?

Diciamo che non sento cose particolarmente brillanti, sai, è facile fare bene qualcosa che è già stato fatto,un pò meno realizzarne di nuove.
Si può essere bravissimi musicisti ma senza un'idea personale.

C' è stato un musicista che ti ha colpito particolarmente?

Sono rimasto colpito da qualcuno diverse volte, ma rimasto a bocca aperta una sola. Si chiamava Pablo Held. Abbiamo suonato insieme in Lettonia, incredibile! Penso sia il più grande talento che abbia mai visto, non era solo bravo ma suonava in un modo che non avevo mai sentito prima.


In Lettonia hai rappresentato L'Italia nel mondo.


Si, un grande onore,e una bella occasione per capire come suonano all ' estero.


Si dice che tu sia stato scoperto da Enrico Rava.

Si, frequentavo il "Siena Jazz", prima di allora non avevo avuto modo di conoscerlo, ma tutti me ne parlavano come il Miles Davis italiano.
Ricordo che suonammo dei pezzi suoi e lo standard "There Will Never Be Another You", che ricorderò per sempre perchè una volta finito lui mi disse,"Non ho mai suonato con un chitarrista come te",e io,"veramente?!",e lui " si,veramente". Qualche mese dopo mi chiamò per suonare con lui.


Cosa ti ha dato l'esperienza al fianco di Enrico Rava?

Suonare con Rava ti cambia la vita, è come se lui fosse custode di qualcosa di prezioso, mi ha insegnato a vedere le cose da una prospettiva esterna, senza concentrarsi troppo sullo strumento. Utilizza il "metodo Miles", lui sta sul palco e vive il processo di creazione istantanea della musica, lasciando i musicisti liberi di creare fino ad una sua nuova direttiva, è straordinario! Sò di essere stato privilegiato a suonare con lui, inevitabilmente parte della sua musica è diventata la mia.


Parliamo della tua musica, hai gia realizzato due dischi per la Rai.
 
Dunque, Even Eighth è una raccolta di pezzi composti durante gli anni. Tra questi alcuni composti durante la mia permanenza londinese. L'ho realizzato in trio.
The Third Boss Guitar è un disco Solo realizzato con la sovraicisione di tre chitarre.


A cosa è dovuta la scelta del titolo "The Third Boss Guitar"?


Il primo a definirsi boss della chitarra fu Wes Montgomery, che peraltro considero il più grande chitarrista jazz di sempre, il secondo fu George Benson con lo straordinario disco "The New Boss Guitar", e il terzo ovviamente sono io!

Cosa vedi nel tuo futuro?
 
Ho appena finito di registrare un nuovo disco in trio che uscirà a breve e sto già lavorando ad un nuovo progetto di musica classica.


Qual è il messaggio che vuoi lasciare a chi ti ascolta?

Siamo tutti immersi in questo mondo misterioso, la musica serve solo a rendersene conto, spero che ascoltando me le persone facciano un salto nell'indicibile, in ciò che non può essere spiegato a parole, l'infinito.

 
 
 

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