Mi chiedo, mentre seduta sulla tazza non Lavazza ascolto una stazione radio qualsiasi in un’ora qualsiasi del giorno, dov’è la musica italiana?
La musica italiana di oggi intendendo. Boh. Dice che sta chiusa nel cesso per farsi in maniera neppur tanto velata le solite quotidiane seghe anglofoneggianti, banalizzanti, ridicoleggianti, non personalizzanti, squalloreggianti e very traschizzanti.
Mi chiedo, mentre seduta sulla tazza non Lavazza ascolto una stazione radio qualsiasi in un’ora qualsiasi del giorno, dov’è la musica italiana?
La musica italiana di ieri intendo. Boh. Quale? Quella di Mina? Dice che sia rimpianta. Quella di Sanremo? Dice sia sempre in voga. Quella di Quello che è stato e che era meglio di quello di adesso? Boh. Dice che sia una fatamorgana.
Mi chiedo allora: i produttori investono su che cosa? Sulla merda o sul futuro? No, perché se si decide di investire sulla merda mi metto a produrre scatole per contenerla. Scatole termiche perché resti bella calda.
Se si decide d’investire sul futuro, allora è diverso: investo sull’intelligenza, perché ce n’è nella testa della gente. Solo che se il cervello è ovattato di merda non lavora a dovere.
Inviato da: luyrta
il 08/07/2009 alle 11:40
Inviato da: mariarosa
il 07/07/2009 alle 14:19
Inviato da: luyrta
il 06/07/2009 alle 13:20
Inviato da: GITAN
il 06/07/2009 alle 09:54
Inviato da: pepecarvalho2009
il 10/06/2009 alle 09:31