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485 giorni dopo la mia esecuzione

Post n°87 pubblicato il 15 Novembre 2017 da un_uomo_della_folla

taluni collezionano amici e amori come le figurine Panini dei calciatori, altri, e negli altri in qualche modo io ci sono sempre, li smarriscono con la stessa facilità con cui si perdono le viti più piccole, una volta che si torna a casa e si apre il kit di montaggio. e non le sostituisci, hai semplicemente rovinato tutto il meccanismo. un’esistenza piena di finti arrivederci mi ha insegnato che a volte la rinuncia ha una sua dignità, e che perseverare è il miglior modo per annientare le poche cose buone rimaste ancora in piedi.

così accade che mi guardo intorno, in questa sala d’attesa piena di poltrone vuote e riviste scadute, e ho la percezione di tutto ciò che ho perso per strada nel mio lento cammino. vorrei avere la pazienza dei ricordi più intensi, e riuscire a costruire un paradiso apocrifo, riempirlo con le storie di chi ho, ma soprattutto di chi non ho più. storie come i colori dell’autunno, infiniti. mi avvicino a loro senza creare troppo disturbo, senza sentirmi sbagliato, inferiore alle sciocche aspettative che io non ho mai alimentato. non sono lettere che compongono i nomi più disparati, non ho appuntato qui ed ora le loro ali con spilli, sono fiori secchi che separano pagine, capitoli di vita. in fondo io stesso sono ciò che inconsapevolmente mi hanno donato in anni o giorni, in un letto caldo di periferia romana, saluti lanciati di corsa da un treno in partenza dalla stazione Termini. questo è il modo di accarezzare chi ha condiviso con me una piccola parte del proprio destino. uno scorcio di presente.

la mia esistenza indubbiamente è una sequenza di sottrazioni più che di addizioni, i silenzi non mentono mai. per questo sono la cosa migliore che ho. saper lasciare andare è un’arte che non si insegna, hai bisogno di tutto l’amore che riesci a racimolare.

è arrivato il mio turno, un dottore stanco e disinteressato mi visiterà e dirà che va tutto bene. lascio una lacrima qui per far sapere a chi verrà dopo di me che c’ero io. e nessun altro.

 

 
 
 
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